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martedì 27 aprile 2010

ACCIAIO di Silvia Avallone

Ho letto "Acciaio" di Silvia Avallone (Rizzoli 2010) e, anche se con qualche riserva, vi consiglio di leggerlo.
E' un romanzo di formazione che ricorda vaghissimamente il Moccia di "Tre metri sopra il cielo", ma che ha in più una scrittura che avvince.
La storia è ambientata nelle case popolari di Piombino, costruite a ridosso della spiaggia per dare agli operai delle acciaierie che le abitano l'illusione di vivere in un luogo ameno.
Anna e Francesca vivono in quei casermoni e sono amiche inseparabili, anche se Anna nn ha mai varcato la soglia dell'appartamneto di Francesca...Hanno tredici anni, la vita le invade prepotentemente e loro vogliono vivere: in qualunque modo, in un modo diverso, in un modo che nn sia quello dei loro familiari...
Il sesso, solo immaginato, è il motore del loro mondo e di quello degli altri personaggi che gravitano nello squallore del quale nn tutti sono consapevoli: ala rassegnazione ad un'esistenza che si può solo definire brutta fa sì che si pensi di nn avere scampo, anzi le alternative a volte sono peggiori di ciò che si vorrebbe lasciare.
Una serie di vicissitudini porteranno Francesca ed Anna ad allontanarsi, un periodo di separazione che proverà loro quanto il sentimento che le unisce sia radicato.
L'atmosfera cupa di questa periferia senza apparente possibilità di riscatto intristisce, ma il romanzo si insinua nelle crepe di queste esistenze ai margini per sostenere che anche nei recessi di una società immobile si agita la speranza di un futuro migliore dell'oggi.
 
di
Silvia Di Giamebernardino (BreeKira)

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