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lunedì 17 dicembre 2012

MERENDINA VEGAN DI CAROTE


Spesso mi accorgo che molti alimenti di cui potrei fare a meno rimangono per me indispensabili, quasi non me ne volessi proprio separare: il cappuccino la mattina, il panettone a Natale, le polpette ed il polpettone, il sapore di alcune torte. 
Molto spesso mangio i legumi, di cui vado matta, sotto forma di hamburger, eppure ogni volta che mi trovo a transitare davanti MacDonald mi giro dall'altra parte con un certo disgusto. In quest'ultimo caso, mi allontano, ovviamente perché predomina il sentimento animalista/etico, ma per gli altri alimenti? Sarà forse la loro forma, il colore, l’odore a richiamare la mia attenzione? La risposta è molto semplice, quasi banale e vi sono arrivata grazie alla lettura di "Se niente importa" di J. Safran Foer: il lato affettivo del cibo. Profumi e sapori contengono chiusi in sé il famoso déjà vu del tè con le madeleinette. Per questo, ogni mattina mi preparo il soiaccino (latte di soia con il caffè) e a Natale mi faccio regalare il Panettone vegan (acquistabile in qualche negozio bio), perché il profumo della scorza d'arancia candita nell'impasto è talmente forte da provocarmi il "nodo in gola" ripensando ai passati Natali felici dell'infanzia con la mia famiglia, in cui tutto era favola e quando la notte, nel silenzio, tendevo le orecchie aspettando la visita degli Spiriti del Natale... il bello poi è che quando ero piccola, con operazioni laboriose e accurate, spogliavo l'impasto del Panettone di tutti i canditi e le uvette... 
Sento quindi la "necessità affettiva" di alcuni alimenti e la necessità più forte di non nutrirmi di sofferenza: da qui nasce questo connubio nel combinare ingredienti vegetali con forme non vegetali. 
Molte volte mi è stato chiesto il perché, da vegan, dessi agli alimenti quella forma "crudele", al di là della praticità... Del resto la mia non è mai stata una scelta salutista (nonostante i benefici che comunque ne ho tratto) ma una scelta etica. 


Questa piccola riflessione è nata pochi giorni fa dal tentativo di riproporre una merendina di carote che non mangiavo più già da prima della mia scelta veg, e volentieri vorrei condividere con voi la ricetta che ho trovato e che mi ha soddisfatto (a cui ho applicato leggerissime varianti).
MERENDINA VEGAN DI CAROTE  
rivisitata da YayaKira
250 g di carote

200 g di farina
180 g di zucchero di canna 
50 g di fecola di patate
80 g di farina di mandorle
100 ml di latte di soia 
50 g di olio di semi di girasole 
3 cucchiai di amido di mais unito a 6 di acqua (in sostituzione dell'uovo)
1 bustina di lievito per dolci
scorza grattugiata di metà limone e metà arancia
cannella e vaniglia a gusto (fac.)

L'operazione in assoluto più faticosa è triturare e ridurre in polpa le carote (perché non ho il tritaverdure...). Una volta riusciti in questa interminabile operazione, in cui un forte sentore di carote entrerà pian pianino nelle vostre narici e vi avvolgerà di fresco, miscelate insieme tutte le farine con lo zucchero e il lievito. In una ciotolina separata preparate l'"uovo veg" sbattendo con la frusta l'amido con l'acqua e quindi unite alle farine i liquidi, la polpa di carote, le spezie e infine, la mia operazione preferita, grattugiate le scorze degli agrumi. Infornate la torta in forno preriscaldato a 180° in una tortiera di 24 cm per una mezz'ora abbondante e quando fredda spolverizzate con zucchero a velo . Credo che la torta sia gustosa anche con una glassa di zucchero a velo o all'arancia... io non ho ancora provato questa variante...se vole provate voi!!! 

Se vi va, leggete...


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