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mercoledì 5 marzo 2014

CHOCO’ il film denuncia di Johnny Hendrix Hinestroza



Una volta si diceva: “la vendetta è un piatto che va servito freddo”, non è quello che accade in CHOCO’ dove la vendetta si rivela un piatto servito fiammeggiante. Il fuoco apre e chiude la pellicola colombiana low-budget, omaggio alla resistenza femminile. 80 minuti tra silenzi, canti, preghiera, natura.

La struttura del film risulta abbastanza complicata, con numerosi inserti di ricordo, nonostante sia essenzialmente un semplice racconto di vita in cui la giovane Chocó deve sopportare le attenzioni animalesche di Everlides (suo marito) e di Ramiro (un negoziante), deve occuparsi della casa e dei figli, deve lavorare e portare i soldi in famiglia.

Il regista Hendrix Hinestroza è molto bravo nel catturare ritmi e sensazioni della gente di questa zona boschiva, è evidente che molti degli abitanti del villaggio sono non-professionisti che interpretano loro stessi (in particolare le donne delle miniere), e le scene che coinvolgono i bambini hanno quella spontaneità e immediatezza che, a mio avviso, sono la forza della pellicola. Sono questi elementi documentaristici così vividi e netti a rendere il film d’impatto, i rituali (la religiosità è molto forte), le canzoni, lo spirito di comunità che contribuiscono a sostenere persone prive di ogni mezzo materiale.

CHOCO’ è uno sguardo profondo e ben delineato su coloro che vivono in una terra dimenticata; la fotografia della ricchezza di una terra e dell’abuso che se ne fa. Una metafora della vita che raccoglie dramma, amore, rassegnazione, dispensando anche tratti di ilarità. Choco’ non è solo la protagonista della storia ma anche il nome del dipartimento colombiano che comprende il piccolo paese in cui si svolge il film, e il capoluogo Quibdó, che ha dato i natali al suo sceneggiatore, regista e produttore Johnny Hendrix Hinestroza (che lo dedica alla famiglia che gli ha fatto capire che “essere neri è un miracolo”).

Denuncia della condizione degli afro-colombiani di cui Chocó è esempio: nera e bellissima. La sua casa è una capanna nel cuore della giungla. Chocó profuma di cacao, di mamma, di speranza. Ha sposato un musicista mancato e nullafacente, che quando torna a casa ubriaco la sera, la possiede con violenza e che si gioca tutti i soldi al domino. Ha due bimbi, lavora in miniera, e non si dà mai per vinta. Affronta anche il sacrificio più umiliante per una donna pur di regalare alla figlia la torta di compleanno che tanto sogna. Ed è proprio la forza di una madre e di una donna a interrompere il cerchio di violenza. E’ la luce purificatrice del fuoco che, dall'inizio alla fine, segna la strada verso l'uscita dalla foresta, anche se la chiusura della storia appare un po’ improvvisata, buttata lì.

Dopo l’esordio nella sezione Panorama del Festival di Berlino 2012, aver vinto il Premio del Pubblico al Festival di Cartagena 2012, ed essere entrato in concorso al Milano Film Festival 2012, COCHO’ sarà nelle sale cinematografiche italiane con la distribuzione indipendente di Cineclub Internazionale Distribuzione, giovedì 6 marzo 2014, in tempo per festeggiare la Giornata Internazionale della Donna dell’8 marzo. Proprio la sera di sabato ci sarà una proiezione speciale al Nuovo Cinema Aquila al Pigneto, a Roma.

Nelle sale italiane dal 6 Marzo 2014

Festa della Donna, Sabato 8 Marzo - proiezione speciale
                                                                                                       

CHOCO’ 
Drammatico, 80’ Minuti
Produzione: Antorchia Films e Cine Colombia  -  Colombia (2012)
Produttori: Maritza Rincon e Johnny Hendrix Hinestroza
 Regia: Jhonny Hendrix Hinestroza
Sceneggiatura: Johnny Hendrix Hinestroza e Alfonso Acosta
Interpreti: Karent Hinestroza, Esteban Copete, Fabio Restrepo, Daniela Mosquera, Sebastián Mosqueira.
Montaggio Mauricio Vergara
Distribuito in Italia da Cineclub Internazionale
in collaborazione con Mariposa Cinematografica




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