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mercoledì 14 maggio 2014

RITUAL, psicomagia dell’inconscio



Thriller metafisico, intriso di leggende popolari venete.


Da giovedì scorso è nella sale italiane "Ritual - Una storia psicomagica", pellicola liberamente tratta dal romanzo di culto "La danza della realtà", di Alejandro Jodorowsky. È un’opera prima firmata dai registi Giulia Brazzale e Luca Immesi, alla quale partecipa lo stesso scrittore cileno che fa una piccola parte. Protagonisti sono Ivan Franek, Désirée Giorgetti, Anna Bonasso, Cosimo Cinieri e Patrizia Laquidara.

Racconta la storia di una giovane ragazza molto fragile, Lia (Désirée Giorgetti) che si ritrova coinvolta in un rapporto masochista e sofferto con Viktor (Ivan Franek), un sadico e narcisista uomo d'affari. Il loro rapporto malato si interrompe quando Lia resta incinta: l'uomo le impone di abortire e la donna ne esce distrutta. Gravemente depressa, dopo aver tentato il suicidio, Lia decide di lasciare Viktor e recarsi da una zia guaritrice, in uno sperduto paesino veneto. La zia Agata (Anna Bonasso) è la guaritrice del villaggio, da sempre appassionata di psicomagia e medicina alternativa. Ha imparato a usare questi metodi di cura dal defunto marito cileno Fernando (Alejandro Jodorowsky), che le appare ancora in sogno per consigliarla. Agata tenta di curare Lia con un atto psicomagico jodorowskiano, ma qualcosa purtroppo non va come previsto...

''Della storia mi è piaciuta molto la differenza che si crea tra i due mondi, della realtà e dell'immaginazione, e anche il rappresentare la campagna tra purezza e ritualità ancestrale. Anche per Viktor, ho avuto bisogno di sentire il personaggio dentro per costruirlo, rispettando le indicazioni dei registi e talvolta discutendo con loro'' dice Ivan Franek.
''È un ruolo che mi ha cambiato molto, stimolante per un ritratto di donna che ama molto e a molto rinuncia, con parecchie sfaccettature scandaglio di sentimenti. Mi ha convinto la chiave simbolica presente in ogni inquadratura.'', spiega del suo personaggio Desirée Giorgetti.

Distribuito da Mariposa Cinematografica, il film è in sala a partire da Roma e poi in altre città tra cui Perugia, Vicenza e Firenze. Quindici copie iniziali e altri schermi nelle successive settimane.

Costruito con la struttura del thriller psicologico di matrice Polanskiana, "Ritual" è un film che Jodorowsky ha definito "terapeutico", che affronta attraverso la storia di Lia una situazione universale: quella di una donna irrisolta che, proprio a causa del suo disagio, si lega a un uomo problematico che non la può e non la sa amare. Esordio alla regia che esprime vitalità, gioventù, passione, una favola buona o cattiva che sia, ma riflesso indiscusso del nostro inconscio'.



RITUAL una storia psicomagica
Esperimentocinema
Regia: Giulia Brazzale & Luca Immesi 
Sceneggiatura: Giulia Brazzale e Luca Immesi 
(liberamente tratto da La Danza della Realtà di Alejandro Jodorowsky)
Cast: Désirée Giorgetti (Lia), Ivan Franek (Viktor), Anna Bonasso (Agata), Alejandro Jodorowsky (Fernando), Cosimo Cinieri (Dott. Guerrieri), Patrizia Laquidara (Anguana), Roberta Sparta (Gloria), Fabio Gemo (Beppe), Nicola Arabi (Nicola), Gaia Ziche (Gaia) -Fotografia: Luca Coassin (A.I.C.) - Montaggio: Giulia Brazzale e Luca Immesi - Suono: Francesco Morosini - Musiche originali: Michele Menini - Colonna Sonora: Moby, Patrizia Laquidara, Luca Immesi - Costumi: Margherita Brazzale, Giuseppe Fanelli
Distribuizione: Mariposa Cinematografica




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1 commento:

  1. Interessante come spunti, molto bella la fotografia, però l'attore principale è fastidioso. Così fastidioso che all'epilogo si tira un sospiro di sollievo. Alcune scene son un po' bizzarre come (senza svelare nulla della storia) un muro che sembra enorem e che viene scavalcato come una staccionata, un anguana che nel momento in cui si sposta risulta poco eterea, un suicidio senza ferite e una zia che sembra scomparire in certe scene.
    I Sambanei lo sono nel senso veneto del termine.

    Nonostante questo, una splendida fotografia e una storia interessante, oltre a personaggi di contorno che spesso sono molto più incisivi del protagonista stesso, rendono il film abbastanza gradevole.

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