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lunedì 13 aprile 2015

KIROSEGNALIAMO 13-19 Aprile 2015

Kirosegnaliamo
K-news




Kiri, continuano le segnalazioni in Kirolandia blog di cooperazione dell'omonima corrente culturale.Per voi, di settimana in settimana, alcuni suggerimenti, piccoli e grandi, sia In che Off, selezionati sulla base delle vostre importanti indicazioni, in pieno kirostile, qualità libera da tutto e da tutti!!!







circa il  TEATRO


DEBUTTO
“LA VELA NERA DI TESEO” di Gianni de Feo
TEATRO OROLOGIO – Sala Gassman - Roma – da Martedi 14 a Domencia 19 Aprile 2015,  ore 21.15_dom ore  17.45
"Sbalorditivo accecante interno nero nella più profonda delle nostre grotte"
Gianni de Feo interpreta la figura di Teseo, inedita nella rilettura dell’autrice Valeria Moretti, ancora più enigmatica e seduttiva rispetto alla versione originale del mito greco.
Teseo, figlio di due padri, uno mortale e l'altro divino, dopo un rito propiziatorio si prepara al viaggio nel labirinto, danzando al ritmo greco del Sirtaki e avvolgendosi nella sua ampia vela nera, come la veste roteante di un Derviscio. Arianna, come intorpidita da uno stato ipnotico, lamenta il suo abbandono: “Tu m’as abandonnée au bord de la plage, Thésée..” facendo eco al canto di Monteverdi: “Lasciatemi morire!”. L’urlo solitario del Minotauro, proveniente da spazi interiori, sembra invocare labirinti non ancora esplorati.
Quello di Teseo diventa quindi un viaggio per conoscere sé stesso e il mondo, per capire quali sono effettivamente i mostri da combattere, le convenzioni da distruggere e i desideri da inseguire.
Compagnia del Metateatro diretta da Pippo Di Marca_Autore, regista ed interprete: Gianni de Feo-Testo: Valeria Moretti-Scene Roberto Rinaldi-Costumi: Sonia Piccirillo-Aiuto regia: Elisa Pavolini-Foto di scena: Manuela Giusto


DEBUTTO
“SISSY BOY la conferenza del sig. S.B.” di Franca De Angelis 
TEATRO COMETA OFF -  Roma – da Martedi 14 a Domenica 19 Aprile– ore 21.00_dom ore 18.00   
Un uomo, solo sulla scena, racconta, rivivendole, le tappe della propria vita in una tragicomica conferenza.
Il signor S. B., da bambino, ha subito una terapia correttiva a causa del suo amore per le Barbie e per Maga Maghella, l’allora popolare personaggio televisivo interpretato da una giovane Raffaella Carrà. Da quel momento in poi, la sua esistenza diventa una costante e faticosa lotta per riappropriarsi della propria personalità e dei propri desideri. Fra pesanti sconfitte e qualche piccola vittoria, ora il signor S. B. pensa di essere guarito dagli effetti della devastante
terapia e la conferenza dovrebbe esserne la dimostrazione. Ma, ripercorrendo con il pubblico la propria vita, S.B. scivolerà in trappole emotive e la sua storia approderà verso un esito inaspettato.
Il testo è liberamente ispirato alla storia vera di Kirk Andrew Murphy, il quale nel 1974 fu sottoposto ad un esperimento condotto dallo psicologo George Rekers dell’Università di Los Angeles, California. Tale esperimento era volto a correggere i comportamenti effeminati nei bambini maschi prevenendo la loro eventuale omosessualità. Lo spettacolo esplora il tema della manipolazione e del soffocamento di sogni e desideri in una versione, però, tutta italiana.
“... non era un monologo, ma un coro di voci di dentro che arrivavano a staffilate”
“... fa pensare. Tanto. sono uscita dal teatro con qualcosa in più. E non sono neanche stanca ora”
“Galliano Mariani, come faccio a dirti quanto mi hai fatto vibrare, quanto mi hai spiazzato col tuo coraggio?”
Autrice:Franca De Angelis –Regia: Anna Cianca- Interprete: Galliano Mariani-Scene:Claudio Lopez-Aiuto regia: Claudia Di Paolo-Video: Leonardo Ottaviani 

DEBUTTO
“SUONATORI SOGNATORI” di Angelo Sateriale
TEATRO KOPÓ  Roma – da Giovedi 16 a Domenica 19 Aprile 2015, ore 21.00_dom ore 17.45, aperitivo a partire dalle ore 20.00
In scena la divertente commedia scritta nel 2008, il primo lavoro del giovane autore campano.
L’opera è ambientata in una cittadina di provincia in Campania. Si racconta, attraverso una grande ironia, la passione per l'arte che spesso non riesce a coincidere con la vita di paese. Infatti, mentre i giovani si trasferiscono nelle metropoli e la musica viaggia verso la commercializzazione standardizzata, quattro ragazzi fanno di tutto per realizzare i loro sogni in un contesto che mette pochi strumenti a loro disposizione. Quattro giovani, suonatori sognatori, appunto, fanno di un garage una sala prove e lottano giorno dopo giorno per un futuro migliore. Tutto questo purtroppo represso da un provincialismo ottuso ed egoista nascosto anche in loro stessi. Battute sarcastiche, dialoghi altisonanti, tic assurdi, espressioni genuine, risse sfiorate, un vicino pignolo, una fantomatica cugina, sono l'impasto giusto per rendere superficiale e comica una serata all'insegna della riflessione.
Suonatori Sognatori è stato presentato in due diverse versioni: una  romana e una campana, sinonimo dell'adattabilità della storia ad ogni contesto di provincia. Per le repliche al Teatro Kopó il regista ha scelto la versione campana per restare fedele alle sue origini.
Autore, regista: Angelo Sateriale-Interpreti: Alessandro Gorgoni, Piero Grant, Daniele Napoleoni, Angelo Sateriale-Aiuto regia: Marco Bernardini-Musiche:Luigi Ziccardi-Consulente legale: Luana Abbondandolo
www.teatrokopo.it

DEBUTTO
IL PIU’ BEL SECOLO DELLA MIA VITA” di Alessandro Bardani e Luigi Di Capua
Giorgio Colangeli Francesco Montanari
TEATRO BIBLIOTECA QUARTICCIOLO – Roma – Sabato 18 e Domenica 19 Aprile 2015,  ore 21.00_dom. ore 18.00
Nel nostro paese c'è una legge, tutt'ora in vigore e unica in Europa, che vieta ai figli non riconosciuti alla nascita, detti in gergo: "N.N.", di venire a conoscenza dell'identità dei genitori naturali se non dopo aver compiuto 100 anni.
La commedia racconta l'incontro tra Giovanni e Gustavo, due N.N., rispettivamente di 30 e 99 anni e il loro divertente, ironico e dissacrante viaggio alla ricerca delle proprie origini. Un’opera dissacrante su due generazioni a confronto con punti di vista opposti che devono fare i conti con le stessa domande “Chi sono?” “Chi è mia madre?” “E’ meglio McDonald o Burger King?” 
Giovanni non è stato riconosciuto alla nascita dalla mamma naturale. Lui come altri 400.000 in Italia. 
È, come si dice tecnicamente, un N.N. Ora che è grande vorrebbe esercitare il diritto di conoscere il vero nome della propria genitrice, ma questo non gli è possibile. Nel suo paese, c’è una legge (Legge n. 184 del 4 maggio 1983), unica in Europa, che vieta ad un N.N. di venire a conoscenza dell’identità dei genitori naturali, se non dopo aver compiuto Cento Anni. 100 anni. 
Giovanni non ci sta: in tanti come lui, stanno spendendo una vita senza sapere chi è la madre. Alla categoria N.N. e adottati appartengono anche nomi illustri come John Lennon, Marilyn Monroe, Qui Quo e Qua, Giovanni si batte anche per loro.  E allora si impegna con la F.A.E.G.N. (Associazione nazionale figli adottivi e genitori naturali) per far si che la legislazione italiana si allinei con gli altri paesi, e quella mattina, in uno degli incontri dell’associazione da lui organizzati, conosce Gustavo: un quasi centenario, NN come lui, che tra poco riuscirà finalmente a superare i limiti della legge, e a scoprire la verità sulla sue origini. Il problema è a che a lui non gliene frega niente. 
L’intervento di Gustavo alla riunione è l’inizio di un rocambolesco rapporto tra lui e Giovanni, in cui i due, specchio di ideali lontani, lasceranno reciprocamente un segno indelebile l’uno nell’altro.
Casanova Teatro_ Autore e regista: Alessandro Bardani e Luigi Di Capua-Interpreti:Giorgio Colangeli, Francesco Montanari,Maria Gorini-Collaborazione al testo Vita Rosati-Scene: Emanuela Brandizzi- Costumi :Laura Di Marco-Luci:Marco Laudando-Musiche originali :Deserto Rosso e Vittorio Giannelli 
www.casadeiteatri.roma.it/teatro-biblioteca-quarticciolo-new/

PROSEGUE
“LE TATE” di Alessandra Panelli
TEATRO DUE ROMA - Roma - da Giovedi 9 a Domenica 26 Aprile  -  ore 21.00_dom ore 18.00
Uno spettacolo che vuol essere in grado di toccare le corde emotive di spettatori di ogni età.
Interpretato da tre attrici capaci di mettersi totalmente in gioco, l’operazione parte dal ritrovamento della Panelli, figlia d’arte e lei stessa autrice, attrice e regista, di un diario della nonna materna, Etre Maria Valori, autrice per diletto e pioniera della condizione della donna all’inizio del secolo scorso. “In questi scritti” – racconta la regista - mi addentravo in un mondo lontano, scoprendo nella storia della mia famiglia una controversa tessitura di relazioni umane, acredini, non detti, giudizi taglienti misti a slanci affettivi, passioni inespresse, assenze o invadenti presenze, conflitti generazionali. E più leggevo più mi chiedevo cos’è che mi avesse salvata da tutto questo… La risposta è stata semplice: la costante presenza affettiva di una tata”.
Il lavoro di rielaborazione drammaturgica compiuto dalla Panelli si è nutrito in seguito delle memorie delle tre attrici che, in un lungo periodo di laboratorio, hanno portato i loro ricordi affettivi e hanno dato così vita a molteplici ritratti. Il risultato è una commedia briosa e commovente, essenziale da un punto di vista scenico, in cui prendono corpo nove personaggi, che spaziano dall’infanzia alla vecchiaia senza l’ausilio di trucchi o costumi, tra i quali spiccano le tre tate con la loro pazienza, generosità, capacità di affetto, ironia.
Uno spettacolo che mette in scena la fantasia filtrata dalla realtà con divertimento e rigore,  che parla al pubblico con naturalezza, in un testo ben congegnato e proteso alla fondamentale conservazione della memoria.
Società per attori_ Autrice e regista: Alessandra Panelli_Interpreti:Barbara Porta-Costanza CastracaneSofia Diaz-Videografia: Marco Schiavoni-Musiche di Poulenc, Scarlatti e Mozart interpretate dalla pianista Marcelle Meyer
www.teatrodueroma.it

PROSEGUE
“LA PROVA DEL TOPO” di Michele Galasso e Antonio Careddu
TEATRO STUDIO UNO  - Roma -  da Giovedi 9 a Domenica 19 Aprile 2015,  ore 21.00_dom. ore 18.00 .
Un lavoro nato interamente dal laboratorio di scrittura scenica proposto agli attori in occasione della quarta residenza artistica della stagione.
Una famiglia, un’assenza, un gioco: fino a quanto è possibile sopportare? Da questo interrogativo nasce “La prova del topo” un sottile e surreale racconto che descrive le relazioni di personaggi folli, esasperati e deliranti in un gioco inverosimile, divertente e rocambolesco in cui emergono le contraddizioni e le insofferenze dei rapporti umani.
Un topo nella sua gabbia sta bene: non sa perché, ma sta bene. Fa il suo dovere di topo. Il gatto, fuori dalla gabbia, sta bene anche lui, finché non cerca di aprire la gabbia. Vuole graffiare, ringhiare, terrorizzare: vuole solo giocare. Ma se il topo non reagisce, se non fugge e se non si ribella, può diventare un animale pericoloso. Il gatto impazzisce, si gonfia, incredulo ed esasperato, comico e surreale, fino alla catarsi.
“La prova del topo” è la storia di un topo comune che uscì dalla  gabbia, in mezzo alle bombe, per andare a salvare un gatto da sé stesso e dal suo gigantismo, una messa in scena originale che con intelligenza e ironia indaga il confine sia fisico che immateriale tra la vendetta e il perdono.
Messinscena Michele Galasso e Antonio Careddu-Interpreti: Gabriele Guerra, Caterina Marino, Riccardo MarottaMaria Chiara Pellitteri, Fabiano Roggio-Il guardaroba: Annalucia Cardillo-Musici in sala Samovar & Marcusai-Foto di scena Valentina Mameli

circa L’OPERA

DEBUTTO
“BEATRICE CENCI” Opera musicale drammatica
Musiche e Orchestrazioni: Simone Martino/Libretto: Simone Martino – Giuseppe Cartellà/Regia: Davide Lepore
TEATRO GRECO  - Roma -  da Mercoledi 15 a Domenica 19 Aprile 2015,  ore 21.00_dom. ore 18.00 .
Debutta l’opera musicale drammatica Beatrice Cenci, premiata al Festival della Commedia musicale e Musical d’Autore “Domani forse Broadway” e attualmente selezionata tra i finalisti del concorso “PRIMO” (premio Italiano del Musical originale).
Nata da un’idea di Simone Martino, che ne ha composto le musiche e che ne ha scritto la drammaturgia insieme a Giuseppe Cartellà, è diretta dal regista e attore Davide Lepore.
L’ambientazione è storica e i fatti sono realmente accaduti. Siamo a Roma, intorno al 1590. Beatrice Cenci è una nobildonna che ha avuto la sfortuna di avere per padre un conte violento e dissoluto. Dopo la morte della madre, fu messa a sette anni, nel Monastero di Santa Croce a Montecitorio. Ritornata in famiglia, all'età di quindici anni, vi trovò un ambiente quanto mai difficile e fu costretta a subire le angherie e le insidie del padre, che per non pagare la sua dote la imprigionò insieme alla sua matrigna. Vittima di privazioni e di abusi sessuali Beatrice trovò il coraggio di denunciare il padre e scrisse una lettera al Papa. La sua denuncia però venne usata dalla chiesa come mezzo di ricatto, infatti per evitare l’arresto il conte Cenci dovette donare alcune sue proprietà alla chiesa e versare una cospicua somma all’erario pontificio. Beatrice continuò a subire molestie e a quel punto organizzò l’omicidio di suo padre con il sostegno della matrigna, dei fratelli maggiori e del castellano Olimpio Calvetti, innamorato di Beatrice. Fu accusata di parricidio e decapitata a Castel Sant’Angelo, sotto lo sguardo di una folla fra cui presenziavano anche Caravaggio e Gentileschi.
Diventò un’eroina popolare immediatamente dopo, per quello strano scherzo del destino che fa delle vittime di una giustizia ingiusta i paladini di un altro ordine morale, e così il nome di Beatrice è diventato simbolo di coraggio, di oppressione che si ribella alla sua ineluttabilità e tenta di farsi giustizia da sola. Ma se uccidere è sbagliato, per quanto tempo si possono subire la violenza, la prigionia, il continuo abuso sessuale?
Sono domande che tormentano Claudia, la donna contemporanea che racconta in scena le vicende della famiglia Cenci. Anche lei vittima di violenze reiterate, si identifica con quella Beatrice che fu la prima nella storia ad attirare l’attenzione su un tema così oscuro e così negato. Ma davvero per una donna di oggi è più facile ottenere giustizia? Davvero è più facile parlare, esporsi, mettersi nelle mani di qualcuno?
Dialoghi incalzanti e monologhi appassionati sono stati trasposti in una musica dal sapore epico, fedele nella ricostruzione storica ma così attuale da saper toccare corde che hanno suscitato un grande entusiasmo di pubblico.
Un musical storico dal forte impatto visivo ed emotivo, un vero e proprio inno contro l’ingiustizia e la violenza che con la canzone “Fragilità di donna” è già presente nel web e in radio.
Musiche e Orchestrazioni: Simone Martino-Libretto: Simone Martino – Giuseppe Cartellà-Regia: Davide Lepore-Interpreti:Beatrice Cenci: Sharon Alessandri/Francesco Cenci: Giuseppe Cartellà/Giacomo Cenci: Enrico D’amore/Lucrezia Petroni Velli: MariaGrazia Di Valentino/Olimpio Calvetti: Lorenzo Tognocchi/Il Giudice: Paolo Gatti/Il Bargello: Marco Manca/Claudia (Donna Moderna): Ilaria Deangelis/La voce del Monsignore è di: Franco Zucca-Tecnico del Suono: Willy Antico - Disegno Luci: Davide Lepore - Costumista: Laura FedericoSarta: Maria Maimone-Progettazione Grafica: Letizia M.Galli - Foto: Barbara Gravelli e Willi Antico
www.teatrogreco.it

sul CINEMA

DEBUTTO
“FIGLIO DI NESSUNO” di Vuk Ršumović
Vincitore della Settimana della Critica alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia 2014
Premio Fipresci (come miglior film delle sezioni Orizzonti e Settimana della Critica) ed  Premio Fedeora (Federazione dei Critici Europei dei Paesi Euromediterranei) per la migliore sceneggiatura.
NELLE SALE ITALIANE da Giovedi 16 Aprile  2015
E’ una storia, come afferma lo stesso regista, “sul desiderio di essere amati e di appartenere”, una storia “narrata dalla prospettiva di un ragazzo selvaggio che si confronta per la prima volta con la civiltà”.  Basato su una vicenda reale, il film è ambientato durante la Guerra dei Balcani della fine del XX secolo e vede come protagonista un giovane ed intenso attore, Denis Murić, alla sua prima ma già apprezzatissima prova sul grande schermo.
Bosnia, 1988. Un gruppo di cacciatori trova nel bosco un bambino cresciuto in mezzo ai lupi, dei quali ha adottato le sembianze e lo stile di vita: non parla, non cammina, ringhia e morde chiunque lo avvicini. Il bambino, chiamato Haris, viene spedito in un orfanotrofio di Belgrado, dove inizialmente rifiuta ogni contatto e ogni forma di educazione, poi, grazie alla presenza di un assistente sociale e all'amicizia con Zika, un ragazzo più grande, esce gradualmente dallo stato animale per ricongiungersi con la propria natura umana. Ma il percorso di umanizzazione del bambino non è necessariamente evolutivo, né garantisce ad Haris una vita migliore di quella vissuta in mezzo ai lupi.
Durata: 97 Minuti-Serbia, 2014
Distribuzione: Cineclub Internazionale Distribuzione, Produzione: ART&POPCORN – BABOOM.
Regia: Vuk Ršumović- Sceneggiatura di Vuk Ršumović
Interpreti: Denis Murić, Miloš Timotijević, Pavle Čemerikić, Isidora    Janković-Fotografia di Damjan Radovanovi-Montaggio di Mirko Bojović-Musica di Jura Ferina e Pavao Miholjević
www.cineclubinternazionale.eu

PROSEGUE
“ONDE ROAD” di Massimo Ivan Falsetta
NELLE SALE ITALIANE da Giovedi 26 Marzo 2015
Awanagana, speaker storico di Radio Montecarlo, con un atto terroristico ma romantico blocca tutte le frequenze delle radio moderne. Una fantomatica speaker (Francesca Zavettieri), nascosta chissà dove in Calabria, inonda l’etere con trasmissioni di repertorio nazionali degli anni settanta e ottanta. Federico l’Olandese Volante, capo della censura futuribile (un corpo speciale dei servizi segreti), non può tollerare un simile affronto e invia l’agente Barbara Bi (Barbara Cambrea) a setacciare la Calabria, alla ricerca della misteriosa speaker e anche di se stessa. Un viaggio di sola andata nel favoloso mondo delle radio libere, in cui capiterà di tutto e ascolteremo di tutto (rigorosamente contenuti originali), tra balli, risate, incontri ravvicinati con alieni (Fabrice Quagliotti dei Rockets) e un finale persino oltreoceano, a New York.
Durata: 100 Minuti- Italia, 2014
Disrtibuzione CIndipendente_Produzione: A.C.AR.I
Regia: Massimo Ivan Falsetta-Soggetto e sceneggiatura: Massimo Ivan Falsetta-Cast: Federico l’Olandese Volante, Awanagana, Fabrice Quagliotti, Giacomo Battaglia e Luigi Miseferi, Paolo Pasquali, Barbara Cambrea, Francesca Zavettieri.-Fotografia: Alfonso Martino-Montaggio: Vito Zilli -Musiche: Fabrice Quagliotti e i Rockets-Effetti speciali: Francesco Maria Conti-Animazioni 3D: Giuseppe Ivan Aquila
www.distribuzioneindipendente.it

dell’ARTE

PROSEGUE
“Matisse. Arabesque a cura di Ester Coen
SCUDERIE DEL QUIRINALE  Roma – da Giovedi 5 Marzo a Domenica 21 giugno 2015, orari vari, orari vari
“La preziosità o gli arabeschi non sovraccaricano mai i miei disegni, perché quei preziosismi e quegli arabeschi fanno parte della mia orchestrazione del quadro.”
In esposizione oltre cento opere di Matisse con alcuni capolavori assoluti - per la prima volta in Italia - dai maggiori musei del mondo: Tate, MET, MoMa, Puškin, Ermitage, Pompidou, Orangerie, Philadelphia, Washington solo per citarne alcuni.
La révélation m'est venue d'Orient scriveva Henri Matisse nel 1947 al critico Gaston Diehl: una rivelazione che non fu uno shock improvviso ma - come testimoniano i suoi quadri e disegni -viene piuttosto da una crescente frequentazione dell'Oriente e si sviluppa nell'arco di viaggi, incontri e visite a mostre ed esposizioni.
Arabesque, vuole restituire un'idea delle suggestioni che l'Oriente ebbe nella pittura di Matisse: un Oriente che, con i suoi artifici, i suoi arabeschi, i suoi colori, suggerisce uno spazio più vasto, un vero spazio plastico e offre un nuovo respiro alle sue composizioni, liberandolo dalle costrizioni formali, dalla necessità della prospettiva e della "somiglianza" per aprire a uno spazio fatto di colori vibranti, a una nuova idea di arte decorativa fondata sull’idea di superficie pura.
Matisse si lascia alle spalle le destrutturazioni e le deformazioni proprie dell’avanguardia, più interessato ad associazioni con modelli di arte barbarica. Il motivo della decorazione diventa per l’artista la ragione prima di una radicale indagine sulla pittura. E' dai motivi intrecciati delle civiltà antiche che Matisse coglie i principi di rappresentazione di uno spazio diverso che gli consente di “uscire dalla pittura intimistica” di tradizione ottocentesca.
Il Marocco, l’Oriente, l’Africa e la Russia, nella loro essenza più spirituale e più lontana dalla dimensione semplicemente decorativa, indicheranno a Matisse nuovi schemi compositivi. Arabeschi, disegni geometrici e orditi, presenti nel mondo Ottomano, nell’arte bizantina, nel mondo ortodosso e nei Primitivi studiati al Louvre; tutti elementi interpretati da Matisse con straordinaria modernità in un linguaggio che, incurante dell’esattezza delle forme naturali, sfiora il sublime.
Curatrice: Ester Coen, con un comitato scientifico composto da John Elderfield, Remi Labrusse e Olivier Berggruen,Matisse
Proposta dalle Scuderie del Quirinale, promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, da Roma Capitale - Assessorato alla Cultura, Creatività, Promozione Artistica e Turismo. Organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo in coproduzione con MondoMostre e catalogo a cura di Skira editore.
www.scuderiequirinale.it

Kirosegnaliamo esce all’inizio di ogni settimana, chi volesse darci comunicazione di eventi con rilievo artistico-culturale può scriverci a kirolandia@gmail.com oppure info@kirolandia.com,  entro la domenica precedente, specificando chiaramente la richiesta di segnalazione, provvederemo previa specifica selezione all'inserimento … 

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