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lunedì 18 maggio 2015

KIROSEGNALIAMO 18-24 Maggio 2015

Kirosegnaliamo
K-news




Kiri, continuano le segnalazioni in Kirolandia blog di cooperazione dell'omonima corrente culturale.Per voi, di settimana in settimana, alcuni suggerimenti, piccoli e grandi, sia In che Off, selezionati sulla base delle vostre importanti indicazioni, in pieno kirostile, qualità libera da tutto e da tutti!!!







circa il  TEATRO

DEBUTTO
“BIGODINI (OH, MARY)” regia Federica Rosellini e Francesca Manieri
da Frankenstein di Mary Shelley
TEATRO OROLOGIO Sala Gassman - Roma  - da Martedi 19 a Domenica 31 Maggio,  ore 21.15_dom ore 17.45
Libero adattamento da Frankenstein, si muove tra biografia e testo. L'ossessione prende la forma del racconto, la incarna e la scarnifica allo stesso tempo. Il corpo femminile getta sull'Opera la sua ombra ineluttabilmente frankensteiniana. Mary Shelley diviene così il femmineo e malinconico scienziato Victor Frankenstein, tormentato da una colpa radicata nelle profondità del suo essere, e la Creatura, il tentativo disperato di mettere assieme i pezzi dei propri cadaveri, di strappare alla Morte il ricordo dei cari perduti, presi a morsi, dilaniati dall'oblio. 
Mary Shelley imparò a leggere in un cimitero, il padre le insegnò a decodificare le lettere di una lapide, le prime parole che lesse furono Mary Wallstonecraft, sua madre morta di parto mentre la dava alla luce.
Le parole erano da sempre compagne della Morte e in Frankestein la scrittura diventò arte demiurgica e negromantica insieme, esperimento sovrumano per riportare in vita proprio quella madre che lei stessa nascendo aveva ucciso. Un tentativo trascinato fino al fallimento, perpetrato per anni con ogni misura, prima attraverso il suo stesso corpo adolescente: per quattro volte aveva partorito e per quattro volte era stata bara dei suoi propri figli. 
Poi con la scrittura, in un incubo gotico che è gioco di specchi dove il corpo della madre si popola dei corpi di altri morti, dei suoi bambini, di tutte le creature amate e perse. La Creatura è lo spettro fantasmatico, l’agglomerato di mille morti, il ganglio vivente di un dolore inestinguibile, così violento da condannare chi vive alla solitudine.
Bigodini è uno spettacolo sull'impossibilità della discendenza, se non come cannibalismo dei nostri propri fantasmi, perpetuo inseguimento, reciproca fantasmatica persecuzione come quella tra Victor e la sua creatura che si protrae fino ai ghiacci di un polo post-umano.
Compagnia ARIELdeiMERLI_da Frankenstein di Mary Shelley-Libero adattamento di Francesca Manieri e Federica Rosellini- Regia: Federica Rosellini e Francesca Manieri-Interpreti: Cristina Gardumi e Federica Rosellini-Disegno luci e foto di scena: Angeles Parrinello-Costumi: Marta Genovese-Sound engineer: Elisa Nancy Natali-Assistenti alla regia: Elvira Berarducci e Silvana Tamma
www.teatrorologio.it


DEBUTTO
“DOIT Festival – Drammaturgie Oltre Il Teatro” direzione artistica di Angela Telesca e Cecilia Bernabei
TEATRO DUE ROMA - Roma - da Martedi 28 Aprile a Domenica 24 Maggio -  ore 21.00_dom ore 18.00

Promosso da TEATRO DUE ROMA teatro stabile d’essai POLO PERMAMENTE DI PROMOZIONE FORMAZIONE OSPITALITÀ
in collaborazione con Artigogolo I edizione del concorso di drammaturgia, a cura di Associazione culturale ChiPiùNeArt
“La vita è sogno”. È tutto lì: nel sogno di un teatro vivo e creativo, nell’aspirazione a partecipare attivamente al suo esistere.
DOIT! L’invito è al fare e al realizzare, ritornando all’artigianalità del teatro. Oggi più che mai in Italia, dove la cultura è un optional per pochi coraggiosi.
Non un classico festival di teatro contemporaneo, ma un ambizioso progetto di promozione culturale, di elevato valore letterario e d’impegno civile che manifesta la sua unicità nell’attenzione alla simbiosi tra scrittura per il teatro e messinscena.
L’idea del festival nasce dal desiderio di promuovere la creatività delle nuove generazioni e delle tante realtà teatrali “periferiche”, di individuare proposte sceniche innovative che si nutrano del dialogo tra i saperi artistici e la quotidianità. Il DOIT Festival si propone di alimentare una rete di relazioni che superino il contesto locale, favorendo l’incontro con la critica, gli operatori culturali e il pubblico di tutte le età, con particolare riguardo ai giovani spettatori ai quali saranno riservate speciali promozioni.
Programma prima settimana:
ANTIGONE 1945 19-20 maggio
Teatro dell’Osso – Lioni (AV)
Menzione speciale alla drammaturgia, Festival della Resistenza - Parma, 2014
Aprile 1945, una città dell'Italia del Nord: i fascisti e i tedeschi sono in fuga. Liberazione. I partigiani sono riusciti a scacciare i fascisti e la Repubblica va costruita a tutti i costi…ma la giovane Antigone si oppone alla legge dello Stato in nome della legge del cuore, che la obbliga a prendersi cura del fratello morto. Su tutto, per tutti, c'è la guerra: dura, crudele, spietata che condiziona il passato, il presente e il futuro.
Autore e regista:  Mirko Di Martino-Interpreti: Titti Nuzzolese e Luca Di Tommaso
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RIDO PER NON PIANGERE – Allegorie di un paese senza equità ma con Equitalia 21-22 maggio
Compagnia Ass. Racconti di scena / Compagnia Alberto Gamberini - Brescia
Lo spettacolo ha partecipato al Festival Ecce HistrioBrescia, 2014
Attesa della nuova tecnologia in contrasto con la realtà. Attesa per una chiamata di lavoro. Attesa in un letto consumato da un matrimonio dove non si riesce più ad amare. Attesa per un treno che potrebbe rivoluzionare l’esistenza. Un’opera teatrale costituita da brevi monologhi, interpretati attraverso la caratterizzazione dei personaggi e l’utilizzo di canzoni recitate. Un occhio inesorabile che, posandosi sulla realtà, cerca di ridicolizzarla. Parole buffe, a volte amare, alla ricerca di eroi del nostro tempo. Una pièce di carattere per una risata intelligente.
Autore:  Albero Gamberini-Regia: Emanuela Sabatelli –Interpreti:Alberto Gamberini-Direzione musicale: Andrea Gipponi (basso elettrico) e con Alessandro Adami (piano)-Matteo Mantovani (chitarra)-Marco Carnesella (batteria)
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IL CARCERE È STATO INVENTATO PER I POVERI 23 maggio - OSPITE SPECIALE
Dal laboratorio teatrale tenuto presso la Casa di Reclusione Rebibbia di Roma.
CAPSA Service/ Compagnia Instabile Assai – Casa Circondariale di Rebibbia - Roma
Il testo è stato realizzato con l’apporto creativo dei detenuti, attori dello spettacolo, con la volontà di dare voce al mondo carcerario, spesso dimenticato, attraverso le parole di “chi sta dentro”. Uno spettacolo a tratti ironico e divertente, che cerca di raccontare gli uomini che abitano il carcere, le loro riflessioni, le loro speranze, il loro desiderio di non perdere la dignità e la possibilità di un futuro diverso. 
Testo a cura della compagnia “Instabile Assai” - Regia Daria Veronese - Con i detenuti della Casa di Reclusione di Rebibbia
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Reading e premiazione spettacolo vincitore del DOIT FESTIVAL 24 maggio
Testi vincitori del concorso di drammaturgia contemporanea L'Artigogolo
www.teatrodueroma.it

DEBUTTO
Et in Arcadia ego (in) quelle notti di plenilunio
In anteprima mondiale
Atto unico dal testo Cui prodest di Alessandro Bartolomeoli
TEATRO AGORA’ - Roma – da Martedi 19 a Domenica 24 Maggio - ore 21.00_dom ore 18.00

Spettacolo-inchiesta tratto dal testo Cui prodest di Alessandro Bartolomeoli, che lega la strategia della tensione, i delitti del mostro di Firenze, esoterismo a un “potere” ben più grande e forte.
Uno spettacolo (un libro) scomodo, che riapre grandi ferite del nostro Paese, mai veramente risolte e di cui ancora oggi si sa molto poco.
Il libro di Bartolomeoli –che presto diventerà un film- indaga ampiamente sugli episodi criminosi legati al mostro di Firenze, e non solo; emergono simbologie comuni, personaggi ed episodi che hanno riempito le pagine dei giornali diventano il fil rouge che si collega a poteri occulti, il tutto regolato da un’unica, probabile, mente. Partendo da ciò la sceneggiatura dello spettacolo Et in Arcadia ego viene riscritta a quattro mani e messa in scena con la regia di Alex Pascoli, che ne diventa anche protagonista insieme ad Alessio Caruso.
Alex è un giovane scrittore che ha pubblicato un libro inchiesta sugli anni del terrorismo, osteggiato per il suo contenuto; Alex ritiene di avere scoperto una relazione tra lo stragismo e i delitti del mostro di Firenze. Il suo informatore però viene ucciso con la stessa arma usata dal Mostro, la famosa Calibro 22, arma mai trovata che misteriosamente ricompare sulla scena dopo anni dall'ultimo delitto del mostro. Il cadavere però, viene fatto ritrovare a casa dello stesso scrittore. Gli indizi ricadranno inevitabilmente su di lui. Sarà proprio attraverso i colloqui tra Alex e l'avvocato che emergerà una verità terribile, sconcertante. il mostro non colpiva più dal suo ultimo delitto del 1985… siamo certi che sia tutto finito?
Può esistere un collegamento fra stragismo terroristico, mostro di Firenze e alcuni omicidi recenti apparentemente di difficile soluzione?
“Et in Arcadia ego” questa iscrizione tombale appare nel 1640 su una tela del Guercino: c’è chi ritiene che possa celare un messaggio esoterico, occultato da un codice svelato da un minaccioso anagramma : “I! Tego arcana Dei”, “Io celo i misteri di Dio”..
Dopo oltre 30 anni, tutto è ancora coperto di mistero, quel mistero del male che ha tolto la vita a 18 giovani amanti.
Ci sono però indizi che ancora ci sfidano: essi ci chiedono di alzare il velo su quella strategia del terrore che ha sconvolto l’Italia. E’ stato scoperto un elemento incredibile e straordinario, nascosto in un famoso scritto del secolo XIII: il mostro, decrittandone il messaggio esoterico, su quello ha tracciato, e percorso, il cammino del suo infame destino…
Siamo certi che tutto sia finito?
Victor and the peacock e Alessandro Bartolomeoli_Sceneggiatura:Alessandro Bartolomeoli, Ottaviano Ottaviani, Alessio Caruso, Alex Pascoli
Regia:Alex Pascoli-Personaggi:Interpreti: Alex Belli, scrittore Alex Pascoli -Antonio Maffei, avvocato Alessio Caruso
www.teatroagora80.com

DEBUTTO
IL COMPLEANNO DI MARYdi Marco Avarello
Pamela Villoresi interpreta Mary Shelley.
La musica dal vivo è del Red4Quartet con le composizioni originali create da Fabio Massimo Capogrosso.  Sul palco nei panni della Creatura, Marius Bizau.
TEATRO PALLADIUM UniRomaTre Roma Mercole di 20  Maggio 2015,  ore 21.00

Siamo nel gennaio del 1851, Mary Shelley compie cinquatatre anni. Da decenni conduce una vita tranquilla ed agiata. È la curatrice delle opere del marito, il celebrato poeta Percy Shelley, morto ormai quasi trent’anni prima; inoltre il suo primo romanzo Frankestein o il moderno Prometeo, scritto poco meno che ventenne, ha avuto un enorme successo, cosa che le ha permesso di scrivere e pubblicare altri sette romanzi, oltre ad articoli, libri di memorie diari e saggi. Ma il suo animo è tutt’altro che tranquillo, si sente una sopravvissuta, l’ultima superstite di una generazione scellerata e formidabile, protagonista di una stagione unica non solo dal punto di vista della produzione letteraria. Il laudano, che insieme all’assenzio l’aiuta a sopportare i terribili mal di testa che ogni tanto l’affliggono, diventa lo strumento per tornare indietro nel tempo, per ritrovare persone e rivivere le incredibili vicende che hanno segnato la sua vita.
La struggente bellezza di Keats, la splendida vanità di Byron, l’estremismo impudente di Shelley popolano i suoi ricordi, insieme all’inquietante presenza della creatura, il più famoso ed importante dei suoi personaggi, un’ombra accecante da cui Mary non si è mai davvero voluta separare.
Il progetto, organizzato in collaborazione con l’Università Roma Tre – Dipartimento di Scienze della Formazione, ha ottenuto il patrocinio della Keats-Shelley House, il museo inglese dedicato ai poeti romantici situato a Piazza di Spagna, in quella che fu la casa dove John Keats morì nel 1821. Il progetto chiude la seconda edizione della Rassegna Voce Donna.
VOX Communication_Autore: Marco Avarello- Regia:Linda Di Pietro-Interprete:Pamela Villoresi-La Creatura è Marius Bizau-Musiche eseguite dal vivo dal Red4Quartet -composizioni originali create da Fabio Massimo Capogrosso- Organizzazione: Valentina Daneo per VOX Communication
www.teatro-palladium.it

DEBUTTO
“SCOMPAIO” di Francesca R. Miceli Picardi
TEATRO MILLELIRE  - Roma – a Venerdi 22 a Domenica 24 Maggio, ore 21.00_dom ore 18.00

Capita di vederli alla stazione, ma non aspettano nessun treno.
Per strada, senza fretta di andare a qualche appuntamento o al supermercato, ma fuori le porte scorrevoli di un supermercato, o dell'ennesima stazione.
Li vedi passando, di sfuggita, il resto del tempo sono e restano invisibili.
Senza tetto, senza un lavoro, senza soldi, senza proprietà, eppure hanno un nome, una storia, ricordi e sono ricchi di parole, storie, ricordi, come ognuno di noi.
Laura racconta la sua storia.. a chi vorrà ascoltarla.
Laura legge le carte a chi si ferma a parlare con lei.
Canta a squarciagola, conta i giorni e dorme quando può.
Non è una senzatetto "qualunque", ha una famiglia poderosa e altrettanto invisibile alle sue spalle.
Una famiglia che sceglie, di non cercarla più.
Le persone "invisibili", tra loro si riconoscono sempre.
Perchè alla fine... chi è che "Scompare" realmente?
Note di regia
Scompaio è stato un viaggio nelle periferie sociali, ai margini, la realtà che non vorremmo prendere in considerazione.
La scansiamo con l'elemosina o il pietismo, oppure cambiamo di posto sui mezzi pubblici per la puzza di vino.
 Ognuno di noi è tenuto a raggiungere le aspettative che la famiglia, il lavoro, gli amici, le regole sociali che condividiamo ci impongono.
Se rifiuti resti fuori e sembra non resti nulla.
In strada ci si finisce, perché la vita scalcia e disarciona chi non si aggrappa alle redini, il premio è dei potenti, dei ricchi, dei cinici.
Chi sbaglia paga.
Abbiamo cercato di raccontare la storia di Laura che ha scelto in modo estremo, con il massimo rispetto, a cuore aperto.
Autrice: Francesca R. Miceli Picardi- Regia: Alfredo Agostini-Interpreti: F.R. Miceli Picardi e Manola Rotunno

PROSEGUE
“Due donne e…un antifurto”di Alessandro Mancini
con Angela De Prisco e Barbara Mazzoni
TEATRO DEI SATIRI - Roma – da Mercoledi 13 a Domenica 24 Maggio– ore 21:00_ Dom. ore 18:00
Lo spettacolo racconta di Ketty e Serena, due coinquiline dai caratteri molto diversi, alle prese con la loro quotidianità, i problemi di lavoro, gli amori, che abitano all’interno di un grande condominio in un quartiere della periferia romana. Dopo un tentativo di furto in casa, terrorizzate dall’accaduto, decidono di mettere in sicurezza il loro appartamento ricorrendo ad un antifurto efficiente, economico e sicuro, naturalmente “made in Cina”, che  inaspettatamente cambierà le loro vite incomplete e precarie.
Sarà infatti un antifurto poco convenzionale a far mettere in gioco le due protagoniste. Così Ketty (Barbara Mazzoni) la svampita e libertina svelerà i motivi delle sue scelte di vita, mentre Serena (Angela De Prisco) la “bacchettona” e maniaca della casa, sarà costretta a fare i conti con le sue fissazioni.
In un’atmosfera surreale, resa tale dalle scenografie e i costumi di Zein Batayneh, “Due donne e un antifurto” è uno spettacolo a metà strada tra la situation comedy e un grande cartone animato, dove attraverso l’ironia si arriva a toccare temi profondi come quello della solitudine e dello stare bene con se’ stessi e con gli altri.
Lungi dall’avere uno spessore psicologico, né tantomeno filosofico, il testo cucito addosso alle due attrici dalla mano comico-sartoriale di Alessandro Mancini, scorre al ritmo di gag verbali e fisiche con i protagonisti della pièce: Serena e Ketty, ma anche un ladro misterioso, la signora Gelsomina e naturalmente lui, Arturo, il vero protagonista della storia che sarà il nuovo punto di riferimento per gli spettatori di sesso maschile.
E ancora il quadro della zia, l’alano e il chihuahua, la polizia e Piermassimo. Una carrellata di protagonisti invisibili ma presenti.
“Due donne e…un antifurto” è uno spettacolo ironico e irriverente dal tono scanzonato che fa emergere con amarezza e sincerità il mondo nascosto in ogni donna che virtualmente ogni uomo, come un ladro, vorrebbe rubare. Riusciranno le nostre protagoniste a cambiare la combinazione dell’antifurto che protegge il loro cuore e far entrare l’uomo della loro vita?
Auture: Alessandro Mancini-Regia: Pascal La Delfa- Interpreti:Angela De Prisco e Barbara Mazzoni-Scene e costumi:Zein Batayneh-Fonica:Monica D’Ottavi-La voce di Gelsomina: Carmine Del Grosso
www.teatrodeisatiri.it

in merito ai PROGETTI TEATRALI

DEBUTTO
Non è un Teatro per Giovani Scene Under 25 promosso da “La cattiva strada”
TEATRO STUDIO UNO  - Roma - da  Giovedi 14 a Domenica 31 Maggio2015,  orari vari
Si apre un nuovo progetto promosso e prodotto da “La Cattiva Strada” dedicato al dialogo e al confronto tra le giovani leve del teatro e gli artisti affermati della scena contemporanea, con un focus sui lavori di quattro compagnie under 25
In un sistema teatrale, spesso polveroso e poco accogliente che relega le novità in un cassetto per poterle mostrare, forse, quando sarà il momento, La Casa Romana del Teatro Indipendente dà vita ad una nuova esperienza di visione verso i nuovi orizzonti teatrali, non solo per dare spazio alle giovani compagnie ma per creare relazioni e legami con chi ha già vissuto sulla propria pelle l’esperienza di un teatro per cui non si è mai abbastanza “adulti” per essere presi in considerazione.
Non è un teatro per giovani quindi, non tanto per anagrafe, ma come modus vivendi, come scetticismo del sistema teatro verso le novità e la sperimentazione, non solo per i giovani, ma anche per quegli adulti che giovani lo sono stati, quelli che hanno dovuto aspettare per avere attenzione, spazio e curiosità verso la propria ricerca. Un progetto, al suo debutto, che cerca di valicare queste divisioni e porre l’attenzione sul lavoro, lo spettacolo e gli artisti.
Dal 21 al 31 maggio gli artisti e compagnie under 25 selezionate andranno in scena con il loro spettacolo nelle sale del Teatro Studio Uno.
Questa settimana dal 21 al 24 Maggio :
<<<Sala Specchi “Study of Hands #1” di Valeria Famularo

Giovanissima danzatrice e performer laureata al Trinity Laban Conservatoire of Music and Dance di Londra presenta uno studio sul movimento ispirato alle opere dello scultore August Rodin.
Study of Hands #1 nasce come un’esplorazione del lavoro e delle opere del famoso scultore francese, uno degli artisti più rivoluzionari e amati della tradizione plastica moderna che attraverso le sue abilità riusciva a restituire l'idea del movimento nei corpi impressi e scolpiti nella pietra, in uno straordinario gioco di contrasti tra pieni e vuoti con effetti di dinamismo e vitalità unici.
In questo solo Valeria Famularo ispirata dall’opera di Rodin si sofferma sui dettagli del corpo, isolati e poi reintegrati nella totalità del movimento. Uno studio minuzioso sul gesto che coinvolge il pubblico, a stretto contatto con la danzatrice, in una dimensione intima e confidenziale lasciando la possibilità di scegliere le diverse prospettive del movimento. Il corpo, scultura vivente, si duplica così nello spazio trasformandosi da oggetto statico in opera che vive e respira, e che contiene in sé tutta l’essenza dell’artista che l’ha creata.
Autrice, regista ed interprete:  Valeria Famularo
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<<< Sala Teatro “OCCUPATO” di Ludovica Bei
Sul palco Ludovica Bei (anche autrice del testo) e Maria Gorini (reduce dal successo della pièce “Il più bel secolo della mia vita”). Interpretano due donne, L. e M., che si ritrovano nella stessa situazione: affrontare una visita ginecologica. Situazione comune che diventa grottesca, a tratti sarcastica, a tratti drammatica. L’attesa dal medico offre spunti di riflessione, è il paradigma universale della condizione di tutti gli uomini: deboli, soli, contraddittori, ma pur sempre tragicamente ironici. “Occupato” è un progetto di ricerca e indagine sui temi dell'abbandono e del rifiuto. Le protagoniste incarnano psicosi e fragilità dell'era moderna.
Un momento intimo, nonché una necessità quotidiana, quale quella di orinare, posta come obbligo, dà inizio alla rappresentazione. Le due donne si ritrovano in bagni vicini, vivono una condizione privata, ma anche di estrema solitudine.
L. è insicura, dipendente da psicofarmaci e ipocondriaca. M. è a prima vista emancipata, autonoma e spavalda. Entrambe hanno un motivo per non voler affrontare la visita, vivono così in una continua oscillazione tra coraggio e paura, dolore e sollievo, calma e agitazione.
Le due donne - come un puzzle armonico ed equilibrato che arriva alla fine a sfaldarsi - rivelano, a poco a poco, la loro vera essenza, più ambigua, sporca e contraddittoria. Aneddoti del passato, ricordi dell'infanzia e di storie finite male saranno la carica che le porterà a un crollo totale. L. si troverà a inveire contro chi l’ha vessata con polemiche e consigli non richiesti. M. ammetterà di non riuscire ad avere una vita sessuale soddisfacente, avendo rifiutato per una vita di accogliere chiunque. Le due donne entrano nel bagno certe di essere in un modo e ne escono trasformate.
La drammaturgia parte dalla scrittura di due monologhi differenti, poi intersecati tra loro, come a rappresentare la possibile coesistenza di due stravaganti personalità. Una rete di parole che può sembrare un monologo a due voci, oppure un apparente dialogo, in cui nessuno veramente domanda e nessuno veramente risponde. Il linguaggio è volutamente quotidiano, poiché la drammaticità delle storie raccontate risiede proprio nella semplicità delle parole utilizzate per raccontarla. Lo spettacolo è pensato per parlare sia alle donne che agli uomini. “Occupato” si rivolge infatti a tutti quelli che, consapevoli dei propri limiti e difetti, sperano di riuscire a accettarli, magari scherzarci un po’ su.
Autrice: Ludovica Bei-Regia: Chiara Spoletini-Interpreti:Ludovica Bei e Maria Gorini

sul CINEMA

PROSEGUE
 “LET’S GO” di Antonietta De Lillo  
NELLE SALE ITALIANE da Lunedì 11 Maggio  2015
Arriva nelle sale cinematografiche italiane LET’S GO della napoletana Antonietta De Lillo: a pochi mesi dal successo de La pazza della porta accanto, film su Alda Merini, Mariposa distribuisce il nuovo lavoro della regista, presentato al 32 Torino Film Festival.
Un roadshow che toccherà le città di Roma, Milano, Napoli.
Protagonista del documentario Luca Musella, appartenente alla categoria dei nuovi poveri, ex fotografo di importanti agenzie foto giornalistiche che si è ritrovato nullatenente, esodato professionalmente ed emotivamente. Un testo - lettera da lui scritto (voice over di Roberto De Francesco) si fa viaggio ideale attraverso l’Italia: da Napoli, sua città natale, a Milano, luogo della sua nuova esistenza.
Luca Musella racconta la sua caduta da un universo borghese a un sottoproletariato fatto di marginalità e clandestinità. La macchina da presa ci conduce dentro il nuovo mondo di Luca, nella Milano della periferia, lungo sponde meno conosciute dei Navigli e ci mostra - attraverso lo sguardo di una donna - la vita di un uomo costretto a reinventare la propria esistenza.
Le immagini, in alcuni casi girate dallo stesso Musella, e le sue parole si intrecciano con il testo della lettera: il racconto in presa diretta, frutto di uno sguardo capace di soffermarsi sulla miseria e fragilità del mondo, si mescola sapientemente con la parola scritta, permettendo al protagonista di farsi specchio dello spettatore.
Luca Musella e le persone che popolano il suo microcosmo si fanno infatti portavoce di una condizione particolare e, allo stesso tempo, universale, ritratto della smarrita Italia di oggi ed emblema di una sensibilità letteraria che, partendo dall'analisi della realtà, elabora possibili antidoti. 
“Quello che mi ha spinto a raccontare questa storia è la capacità di Luca di vivere senza rancore, con pudore e dignità la sua nuova esistenza, dichiara Antonietta De Lillo. Sono convinta che la libertà scoperta dal protagonista in questa nuova vita precaria possa essere condivisa anche da persone in condizioni meno estreme della sua: le paure e le debolezze di Luca sono infatti le stesse di tutti noi.”
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Data l'attualità della tematica il progetto Miseria Ladra di Libera ha deciso di essere partner del tour del film.
Durata: 55 minuti-Italia 2015
Distribuzione: Mariposa Cinematografica, Produzione: MARECHIAROFILM – RAI CINEMA
Regia: Antonietta De Lillo
Interpreti: Luca Musella - Fotografia: Giovanni Piperno- Montaggio: Giogiò Franchini

PROSEGUE
 “MI CHIAMO MAYA” di Tommaso Agnese
Film riconosciuto di interesse culturale con contributo economico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo
Direzione Generale per il Cinema
NELLE SALE ITALIANE da Giovedi 7 Aprile  2015

In seguito ad un tragico evento, Niki, 16 anni, decide di fuggire dalla casa famiglia cui è stata affidata, portando con se la sorellina Alice di soli 8 anni. Insieme affrontano un viaggio alla ricerca di un’utopica libertà, attraverso la Roma conosciuta e quella sconosciuta, incontrando persone molto diverse tra loro: punk, artisti di strada, cubiste...Una “traversata iniziatica” che, tra mille difficoltà, traghetterà Niki e Alice verso una nuova vita...
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Il film nasce da un percorso autoriale del regista Tommaso Agnese, che ha indagato l’adolescenza metropolitana attraverso diverse opere documentaristiche e cinematografiche, lavorando in collaborazione con la Regione Lazio e le ASL di Roma. I suoi lavori sono entrati nelle scuole come strumenti didattici, e in televisione come prodotti educativi. Il suo cortometraggio “Appena Giovani”, prodotto con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il suo documentario “La vita così come viene” , trasmesso sulle reti Rai, sono i tasselli che hanno permesso, insieme ad altri lavori da lui diretti, di realizzare la sceneggiatura di “Mi chiamo Maya”. Per questo motivo tutti i personaggi e le vicende del film sono ispirati a vicende e persone reali.
Durata: 90 Minuti-Italia 2015
Distribuzione: Red Post Production in collaborazione con Mariposa Cinematografica, Produzione: MAGDA FILM – RAI CINEMA
Regia: Tommaso Agnese – Sceneggiatura: Tommaso Agnese, Massimo Bavastro
Interpreti Matilda Lutz, Valeria Solarino, Carlotta Natoli, Giovanni Anzaldo, Luigi Di Fiore, Laura Adriani, Luisa Maneri, Gianni Franco, Melissa Monti - Fotografia: Davide Manca- Montaggio: Marco Careri -Musiche: Giorgio Giampà
www.redpostproduction.com

PROSEGUE
 “FIGLIO DI NESSUNO” di Vuk Ršumović
Vincitore della Settimana della Critica alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia 2014
Premio Fipresci (come miglior film delle sezioni Orizzonti e Settimana della Critica) ed  Premio Fedeora (Federazione dei Critici Europei dei Paesi Euromediterranei) per la migliore sceneggiatura.
NELLE SALE ITALIANE da Giovedi 16 Aprile  2015
E’ una storia, come afferma lo stesso regista, “sul desiderio di essere amati e di appartenere”, una storia “narrata dalla prospettiva di un ragazzo selvaggio che si confronta per la prima volta con la civiltà”.  Basato su una vicenda reale, il film è ambientato durante la Guerra dei Balcani della fine del XX secolo e vede come protagonista un giovane ed intenso attore, Denis Murić, alla sua prima ma già apprezzatissima prova sul grande schermo.
Bosnia, 1988. Un gruppo di cacciatori trova nel bosco un bambino cresciuto in mezzo ai lupi, dei quali ha adottato le sembianze e lo stile di vita: non parla, non cammina, ringhia e morde chiunque lo avvicini. Il bambino, chiamato Haris, viene spedito in un orfanotrofio di Belgrado, dove inizialmente rifiuta ogni contatto e ogni forma di educazione, poi, grazie alla presenza di un assistente sociale e all'amicizia con Zika, un ragazzo più grande, esce gradualmente dallo stato animale per ricongiungersi con la propria natura umana. Ma il percorso di umanizzazione del bambino non è necessariamente evolutivo, né garantisce ad Haris una vita migliore di quella vissuta in mezzo ai lupi.
Durata: 97 Minuti-Serbia, 2014
Distribuzione: Cineclub Internazionale Distribuzione, Produzione: ART&POPCORN – BABOOM.
Regia: Vuk Ršumović- Sceneggiatura di Vuk Ršumović
Interpreti: Denis Murić, Miloš Timotijević, Pavle Čemerikić, Isidora    Janković-Fotografia di Damjan Radovanovi-Montaggio di Mirko Bojović-Musica di Jura Ferina e Pavao Miholjević
www.cineclubinternazionale.eu

riguardo la  MUSICA

DEBUTTO
“FLOW BOAT” = Lady Coco + Balsamo di Scimmia + Lian Club
LIAN CLUB – Roma - Domenica 24 Maggio 2015 – ore 23.00
Lady Coco – dj e producer di fama internazionale - e il suo collettivo artistico Balsamo di Scimmia, sono lieti di invitarvi a bordo di Flow Boat.
La serata avrà luogo nella suggestiva location del Lian Club, storico barcone ormeggiato all’ombra dell’Ara Pacis, vibrante crociera musicale che attraverso l’hip hop vi condurrà nelle calde acque della dancehall fino alle vertiginose correnti dell’elettronica.
Travolti – e noi con voi – dall’incredibile Flow del Balsamo di Scimmia.
www.lianclub.it

circa I LIBRI

DEBUTTO
"Genitori Gay. Good as you" di Sara Kay (Tempesta Editore)
Presentazione del Libro
sala Consiglio Municipio Roma I Centro RomaMercoledi 20 Maggio 2015 – ore 18.00
Questo libro nasce per amore di un figlio che verrà, nasce dal bisogno di interrogarsi sul ruolo genitoriale e come risposta alle paure infuse di un'intera società. Questo libro parte da un viaggio interiore alla scoperta dei propri limiti e delle proprie possibilità, per finire il percorso fuori da sé, nei luoghi comuni che sono il posto dei problemi, prima di diventare il luogo delle comuni soluzioni. 
Qual è la vera differenza tra un genitore omosessuale e uno eterosessuale? La risposta sta proprio nell'introduzione dell'autrice: per progettare una famiglia, i primi sentono il bisogno di compiere un percorso di conoscenza, informarsi, leggere per capire che potranno fare i genitori, assolvere quel loro ruolo in maniera completa senza paura di sentirsi inadeguati, di far del male ai propri figli, soprattutto, senza alcuna differenza dai secondi.
Non che non si sappia "di pancia" che nulla può esserci di male nel crescere figli da genitori gay, eppure il bisogno di trovare chiarimento ai propri dubbi, risposte alle critiche che per primi ci si ritrova a sollevare, è un lavoro che serve per arrivare a sentirsi "pronti".
Intervengono: Sabrina Alfonsi (Presidente Municipio Roma I Centro)-Sara Kay (autrice del libro)-Andrea Maccarrone (Presidente Circolo Mario Mieli)
Dario De Gregorio (Famiglie Arcobaleno)-Antonio Rotelli (Rete Lenford)
Partecipano: Imma Battaglia (Consigliera Comunale SEL), Giulia Tempesta (Consigliera Comunale), Sara Lilli (Presidente Commissione Pari Opportunità Municipio Roma I Centro), Alessandra Ferretti (Assessore Scuola, Pari Opportunità e Diritti Municipio Roma I Centro)
Coordina: Mauro Cioffari (Referente Rete READY Consiglio Municipio Roma I Centro)
www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jp_pagecode=municipio_i.wp&ahew=jp_pagecode

dell’ARTE

DEBUTTO
“Aqua Botanica”  di Pablo Mesa Capella
A cura di Martina Adami
MUGA Multimedia art Gallery – Roma – da Venerdi 22 a Giovedi 28 Maggio 2015
<<< OPENING Venerdi 22 Maggio 2015 ore 18.30 >>>
Aqua Botanica, la monumentale installazione immersiva ed effimera dell’artista spagnolo Pablo Mesa Capella realizzata, appositamente, per lo spazio di via Giulia.
Aqua Botanica si presenta come una sorta di archivio caratterizzato dalla frammentazione e riduzione a forme geometriche del dato naturale, dove organismi del regno vegetale sono immersi e imprigionati nell’acqua, fonte di vita ma anche loro luogo di morte. L’installazione possiede un carattere enciclopedico nel modo in cui presenta diversi esempi botanici – raccolti tra giardini, parchi e strade di Roma – rifacendosi ai testi antichi di classificazione e arricchendosi, attraverso lo sguardo ludico dell’artista, di espedienti cromatici e geometrici.
Protagonista del lavoro è uno dei quattro elementi: l’acqua, l’elemento primordiale, emblema della vita e fin dall’antichità assunta, in contesti rituali e propiziatori, come mezzo di purificazione salvifica e di rinascita. Nel suo scorrere l’acqua rappresenta il tempo e per ciò stesso anche la morte – come nel fatale letto di Ofelia. In questo lavoro, l’acqua è il mezzo in cui l’archivio di Mesa Capella si conserva nel suo disfarsi, lasciando lentamente decomporre gli elementi naturali, che egli ha selezionato e a suo modo catalogato e posti nello “spazio scenico” dell’opera.
Autore: Pablo Mesa CapellaCaratrice: Martina Adami
http://cargocollective.com/muga/Home

PROSEGUE
“Matisse. Arabesque a cura di Ester Coen
SCUDERIE DEL QUIRINALE – Roma – da Giovedi 5 Marzo a Domenica 21 giugno 2015, orari vari, orari vari
“La preziosità o gli arabeschi non sovraccaricano mai i miei disegni, perché quei preziosismi e quegli arabeschi fanno parte della mia orchestrazione del quadro.”
In esposizione oltre cento opere di Matisse con alcuni capolavori assoluti - per la prima volta in Italia - dai maggiori musei del mondo: Tate, MET, MoMa, Puškin, Ermitage, Pompidou, Orangerie, Philadelphia, Washington solo per citarne alcuni.
La révélation m'est venue d'Orient scriveva Henri Matisse nel 1947 al critico Gaston Diehl: una rivelazione che non fu uno shock improvviso ma - come testimoniano i suoi quadri e disegni -viene piuttosto da una crescente frequentazione dell'Oriente e si sviluppa nell'arco di viaggi, incontri e visite a mostre ed esposizioni.
Arabesque, vuole restituire un'idea delle suggestioni che l'Oriente ebbe nella pittura di Matisse: un Oriente che, con i suoi artifici, i suoi arabeschi, i suoi colori, suggerisce uno spazio più vasto, un vero spazio plastico e offre un nuovo respiro alle sue composizioni, liberandolo dalle costrizioni formali, dalla necessità della prospettiva e della "somiglianza" per aprire a uno spazio fatto di colori vibranti, a una nuova idea di arte decorativa fondata sull’idea di superficie pura.
Matisse si lascia alle spalle le destrutturazioni e le deformazioni proprie dell’avanguardia, più interessato ad associazioni con modelli di arte barbarica. Il motivo della decorazione diventa per l’artista la ragione prima di una radicale indagine sulla pittura. E' dai motivi intrecciati delle civiltà antiche che Matisse coglie i principi di rappresentazione di uno spazio diverso che gli consente di “uscire dalla pittura intimistica” di tradizione ottocentesca.
Il Marocco, l’Oriente, l’Africa e la Russia, nella loro essenza più spirituale e più lontana dalla dimensione semplicemente decorativa, indicheranno a Matisse nuovi schemi compositivi. Arabeschi, disegni geometrici e orditi, presenti nel mondo Ottomano, nell’arte bizantina, nel mondo ortodosso e nei Primitivi studiati al Louvre; tutti elementi interpretati da Matisse con straordinaria modernità in un linguaggio che, incurante dell’esattezza delle forme naturali, sfiora il sublime.
Curatrice: Ester Coen, con un comitato scientifico composto da John Elderfield, Remi Labrusse e Olivier Berggruen,Matisse
Proposta dalle Scuderie del Quirinale, promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, da Roma Capitale - Assessorato alla Cultura, Creatività, Promozione Artistica e Turismo. Organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo in coproduzione con MondoMostre e catalogo a cura di Skira editore.
www.scuderiequirinale.it

Kirosegnaliamo esce all’inizio di ogni settimana, chi volesse darci comunicazione di eventi con rilievo artistico-culturale può scriverci a kirolandia@gmail.com oppure info@kirolandia.com,  entro la domenica precedente, specificando chiaramente la richiesta di segnalazione, provvederemo previa specifica selezione all'inserimento … 

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