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lunedì 15 febbraio 2016

KIROSEGNALIAMO 15-21 Febbraio 2016



 Kiri, continuano le segnalazioni in Kirolandia blog di cooperazione dell'omonima corrente culturale.



Per sognare con voi, di settimana in settimana, alcuni suggerimenti, piccoli e grandi, sia In che Off, selezionati sulla base delle vostre importanti indicazioni, in pieno kirostile, qualità libera da tutto e da tutti.


in merito al TEATRO

DEBUTTI

"ABBIAMO UCCISO SOFOCLE" di L.N. Ironwhite 
TEATRO DEI SERVI - Roma - da martedi 16 febbraio a domenica 6 marzo 2016 - ore 21 da martedì a venerdì_ 17.30 e 21 sabato_17.30 domenica
Ritmi serrati per una commedia che utilizza l’entusiasmante tecnica del “teatro nel teatro” Un vortice di ilarità in cui, forse, anche Sofocle stesso, non sarebbe riuscito a trattenersi dal ridere!
E’ una commedia dalla tecnica comica serrata quella della Compagnia Alt Academy, diretta da Luca Ferrini al Teatro de’ Servi di Roma, che ironizza sul mondo attoriale.
Una compagnia di attori porta in scena, in un generico teatro romano, in una sera come tante, una tragedia di Sofocle. Sul fondo il palazzo di Ceice a Trachine. Sul palco Eracle, Illo, il Re Trachis, un’ancella, una nutrice, il coro.
Nei camerini un agitato regista. In platea un impaziente produttore. Ma inatteso, come un fulmine a ciel sereno, un fatale imprevisto provvederà a cambiare le dinamiche di quella disgraziata replica.
Si scateneranno i veri caratteri degli attori, vittime e carnefici allo stesso tempo di quella paradossale situazione, dando vita ad una commedia dagli ingredienti perfetti che, nel distruggere battuta dopo battuta l’antico testo sofocleo, mostrerà al pubblico tutto ciò che a teatro non andrebbe mostrato. 
Con i suoi ritmi veloci e le battute oblique, l’onnipresente umorismo di situazione e l’entusiasmante tecnica del “teatro nel teatro”, questa pièce trascinerà gli spettatori in un esilarante vortice di ilarità generale in cui, forse, anche Sofocle stesso, non sarebbe riuscito a trattenersi dal ridere!
Alt Academy_Autore: L.N. Ironwhite ; Regia:  Luca Ferrini;  Interpreti: Silvana Bosi –la nutrice, Simone Destrero – Illo, Luca Ferrini – Re Trachis, Fabio Gagliardi – Re Trachis, Guglielmo Lello – Eracle, Sebastiano Nardone – il regista, Lucia Tamborrino – il coro, Sveva Tedeschi – l’ancella
Scene Barbara Esposito;  Costumi:  Zena Diamantakos ; Luci: Alessandro Turella
www.teatroservi.it


"IL SENSO DI COLPA" di Federica Colucci
TEATRO TRASTEVERE - Roma - da martedì 16 a domenica 21 febbraio, ore 21.00_dom ore 18.00
Cinque giovani donne sono protagoniste di un incubo che si svolge dentro una cella della prigione femminile di Londra ai giorni nostri. Sono personaggi dal carattere deciso ma dalla mente debole e stravolta.
Sono accusate di essere la causa di innumerevoli omicidi ma nessuna di loro ha mai ucciso qualcuno.
E' dunque una vera e propria colpa la loro o solo un senso di colpa? Sfibrate dalla durezza del carcere e dai brutali rapporti fra di loro, accompagnate dall'unico sollievo di una vecchia radio, tutte le detenute rilasceranno dichiarazioni definitive scottanti sui fatti che le riguardano, guidando lo spettatore attraverso la loro mente "malata".
Potrà il loro senso di colpa punirle più di una colpa vera e propria? E quale sarà la degna punizione per ognuna di esse?
Il pubblico le seguirà nel loro percorso interiore, caratterizzato da un linguaggio forte e da atmosfere bollenti, assistendo alla loro vulnerabilità generata da problemi sessuali, di droga, familiari e molto altro ancora.
Ah, quasi dimenticavo; i loro nomi sono Giulietta, Ofelia, Cordelia, Desdemona e Lady Macbeth.
Autrice: Federica Colucci - Interpreti:  Federica Colucci,  Cristiana Mecozzi, Roberta Misticone, Francesca Nobili, Elisa Panfili - Regia:  Bruno Governale

"PIERO DELLA FRANCESCA. IL PUNTO E LA LUCE" di Lucia Franchi e Luca Ricci
Per la rassegna Dominio Pubblico rassegna della scena contemporanea
TEATRO OROLOGIO Sala Orfeo - Roma  - da martedì 16 a domenica  21 febbraio,  ore 21.00_dom ore 18.00
Lo spettacolo è costruito come una favola storica in cui nulla è vero (né potrebbe esserlo), ma tutto è verosimile. Si indaga un preciso momento della vita del celebre pittore rinascimentale Piero della Francesca, quando il suo linguaggio innovativo si è quasi del tutto formato, ma intorno a lui si addensano dubbi, perplessità, riconoscimenti incompleti o comunque già tardivi.
Gli anni centrali di questo racconto – basato su alcuni riferimenti reali, e poi del tutto immaginato – sono il 1444 e il 1445. Piero non appare mai sulla scena. Il suo percorso artistico, le sue scelte di vita, la sue relazioni, sono raccontate di seconda mano da due figure che abitano e lavorano con lui: il suo giovane aiutante Paolo, e Giovanna, la moglie di suo fratello Marco.
Quando l’opera di un grande artista si colloca in un tempo lontano, diventa subito “un classico”. Ma prima di essere tale, quello stesso artista è stato uno sperimentatore e un innovatore, qualcuno che ha rotto con le convenzioni del proprio tempo, che probabilmente ha dovuto lottare per imporre il proprio linguaggio artistico.
(Lucia Franchi e Luca Ricci)
Lo spettacolo sarà ancora ad Arezzo al teatro Pietro Aretino il giorno 10 marzo e il 12 marzo al Teatro Kismet, a Bari.
Autori: Lucia Franchi e Luca Ricci -  regia: Luca Ricci - Interpreti: Barbara Petti e Gregorio De Paola - regia video : Alessandro Paci - elaborazioni video: Andrea Giansanti - musiche originali: Giovanni Di Giandomenico - disegno luci: Gianni Staropoli - aiuto regia: Gianluca Cheli - organizzazione: Laura Caruso - produzione: CapoTrave
www.teatrorologio.it

"DALL’ALTO DI UNA FREDDA TORRE" di Filippo Gili
per la TRILOGIA DI MEZZANOTTE
TEATRO OROLOGIO - Sala Moretti - Roma  - da martedì 16 a domenica  21 febbraio,  ore 21.30_dom ore 18.30 
Continua la Trilogia di Mezzanotte.
Lo spettacolo segue fedelmente la linea della trilogia, unico percorso drammaturgico che attraversa grandi temi universali, come la vita e la morte, il destino e il libero arbitrio partendo dallo stesso intimo contesto, la famiglia.
Quattordici quadri che vanno a comporre una tragedia.
Sei personaggi: un padre e una madre, un figlio e una figlia, due medici.
Una normalità familiare stravolta dalla malattia, due genitori ignari del loro destino, due figli piegati dal peso di una scelta, due medici testimoni del dramma.
Tre ambienti ben definiti: una sala da pranzo, uno studio medico e un non luogo dove i vari personaggi si affrontano/scontrano su grandi questioni morali ed esistenziali.
Il pubblico, non più semplice spettatore, che accerchia lo spazio scenico quasi a invaderlo, quasi a condividerlo con i personaggi in una comunione di emozioni e stati d’animo.
Auotre: Filippo Gili - Regia: Francesco Frangipane  - Interpreti: Massimiliano Benvenuto, Ermanno De Biagi, Michela Martini, Aglaia Mora, Matteo Quinzi, Vanessa Scalera - Musiche originali: Jonis Bascir  - Scene: Francesco Ghisu  - Luci:  Giuseppe Filipponio  - Costumi: Sabrina Beretta - progetto:  Uffici Teatrali - produzione:  Progetto Goldstein in collaborazione con Argot Studio
TRILOGIA DI MEZZANOTTE Francesco Francipane/Uffici tearali
L’ORA ACCANTO – dal 19 gen al 14 feb 2016
DALL’ALTO DI UNA FREDDA TORRE – dal 16 al 21 feb 2016
PRIMA DI ANDAR VIA – dal 23 al 28 feb 2016
www.teatrorologio.it

"LOURDES" adattamento e regia Luca Ricci
Libero adattamento dall’omonimo libro di Rosa Matteucci (Adelphi, 1998)
TEATRO OROLOGIO - Sala Gassman -  Roma  - da giovedì 18 a domenica 28 febbraio, ore 20.00_dom ore 17.00
Per la rassegna Dominio Pubblico  rassegna della scena contemporanea
Liberamente adattato dall’omonimo romanzo d’esordio di Rosa Matteucci (Adelphi, 1998), lo spettacolo diretto da Luca Ricci dà vita a un divertente carnevale di personaggi, ciascuno con le proprie aspettative e speranze, tutti in viaggio verso Lourdes, tutti in attesa di un miracolo.
Il linguaggio misto di aulico e dialettale, i numerosi coprotagonisti o anche piccole apparizioni, coralmente disegnano un'umanità così disperata da sconfinare nella più grande comicità. E’ una sorta di mistero buffo contemporaneo, decisamente connotato in senso grottesco che, nell'interpretazione di Andrea Cosentino, si apre a una spettacolarizzazione al contempo popolare e virtuosistica.
Lo spettacolo traccia una strada sghemba e irregolare verso quello che è tutti gli effetti un abbandono alla fede e dunque una conversione.
CAPOTRAVE _libero adattamento dall’omonimo libro di Rosa Matteucci (Adelphi, 1998) - adattamento e regia: Luca Ricci - collaborazione alla scrittura scenica: Andrea Cosentino - Interprete:  Andrea Cosentino - musiche originali eseguite dal vivo da Danila Massimi - coproduzione: Kilowatt Festival - Pierfrancesco Pisani / Infinito srl  - con il sostengo di Regione Toscana - Federgat / I Teatri del Sacro  - residenza creativa Teatro dell'Orologio
www.teatrorologio.it

"KIRKOS KIRKES KIRKE" partitura e corpo di e con Rosaria Iovine
TEATRO STUDIO UNO  - Sala Specchi - Roma - da  giovedì  18  a domenica  21 Febbraio 2016 - ore  21.00_dom. 18.00 

Monologo e assolo di danza di e con Rosaria Iovine, realizzato con la collaborazione di Lorenzo De Liberato, autore e regista, e Susanna Sastro coreografa-già solista del Bejart Ballet Lausanne.

“Kirkos Kirkes Kirke” è una rappresentazione all'orizzonte del mito di Circe, ispirata a Circe/Fango di Margaret Atwood, opera letteraria in cui il mito è narrato da una prospettiva altra, dove è la “maga” dell'Odissea ad avere la parola, comunicazione profonda, corporale, viscerale.

Ai confini del mondo, ai margini del reale, in uno spazio circoscritto e circolare vive Kirke, la cangiante ed enigmatica figlia del sole. Femminile di kirkos, nome greco di un volteggiante uccello da preda, Kirke è la femmina più forte di questo rapace. Trasformatrice, ambigua, diffidente, complessa in quanto eccede i suoi significati, Kirke rappresenta l'incontro e la sovrapposizione della dea e della donna, di qualità solari e lunari, dell'essere attiva e passiva, della coscienza e dell'inconscio, della razionalità e della sensualità.
Uno sguardo al mito di Circe da una prospettiva critica, femminista e femminile, “Kirkos Kirkes Kirke” rappresenta un atto di sopravvivenza e/o di (r)esistenza. Parole, silenzio, suono e corpo si incontrano e sovrappongono in una storia inevitabilmente spietata perché già scritta, già raccontata. «Nella storia la nave scompare un giorno all'orizzonte. Scompare e basta. Non si dice cosa succede a quel punto. Sull'isola intendo». Kirke, consapevole di essere un personaggio testuale, si spinge oltre la storia, ai limiti della testualità. «È degli animali che ho paura … potrebbero ritrasformarsi di nuovo in uomini». Ed è in questa trasgressione che svela tutta la sua fragilità, che paradossalmente anzi incantevolmente, coincide con la sua forza.

Frammenti di dialogo incarnati tacitamente, parole dialogate nel vuoto sonoro, silenzio come testimone del non-detto e il corpo. Visibile, vulnerabile, transitorio e temporaneo nel suo agire, un corpo che inevitabilmente sconfina oltre il testo.

Partitura e corpo di e con Rosaria Iovine- con la collaborazione di Lorenzo De Liberato (autore-regista)  e Susanna Sastro (coreografa-già solista del Bejart Ballet Lausanne) - design locandina:  Fortunato Angelini

www.teatrostudiouno.com

"PETER PAN BEGINS" di e con Alessandro De Feo, Marco Foscari, Alessia Iacopetta, Angela Pepi, Gioele Rotini
TEATRO STUDIO UNO  - Sala Teatro - Roma - da  giovedì  18  a domenica  21 Febbraio 2016 - ore  21.00_dom. 18.00

Debutta in prima assoluta  il quarto progetto di Residenza Artistica della Stagione 2015-16.

Peter Pan Begins è il primo episodio del “Dittico dell’ Incerto” che si focalizza sul processo di crescita del giovane uomo metropolitano a cavallo tra i due millenni, un lavoro originale di scrittura collettiva  incentrato sull'analisi delle problematiche della nuova generazione dei trentenni. Generazione di cui fa parte questo  affiatato cast  composto da Alessandro De Feo, Marco Foscari, Alessia Iacopetta, Angela Pepi, Gioele Rotini, Luisa Belviso, tutti giovani e talentuosi attori under 30 già apprezzati in diverse produzioni romane e nazionali.
La pièce si concentra su cosa vuol dire essere adulti oggi, per chi ha vissuto il passaggio tra l'era analogica e digitale. Si parla dell' infanzia perduta, del futuro come una minaccia, delle varie forme e i nuovi "nemici" dell' amore, della manipolazione digital-televisiva delle masse.
Gli attori si muovono in una giungla fatta di colloqui aziendali, trasmissioni televisive, cliniche psichiatriche, luoghi della memoria personale e collettiva. Incertezza e nostalgia dominano la scena, così come l’ afasia sentimentale, intesa come incapacità di esprimere alcuni sentimenti, e di riconoscere i propri autentici desideri, siano essi di natura emozionale, o pratica.
Lo spettacolo, impreziosito da brevi passaggi tratti da testi di Rodrigo Garcia, Ennio Flaiano, Edoardo Erba,  si snoda in diversi “quadri”, legati fra loro senza soluzione di continuità, e forme, che variano dalla farsa, al meta-teatro, alla prosa, tentando al tempo stesso di “smontarle” ogni volta che esse si presentano.
CAVALIERI MASCHERATI_Autori, interpreti, registi: Alessandro De Feo, Marco Foscari, Alessia Iacopetta, Angela Pepi, Gioele Rotini - aiuto regia: Luisa Belviso
www.teatrostudiouno.com

"Www.MarteCongiuntoVenere.com dis-connessione astrale" scritto e diretto da Milena Migliore 
TEATRO L’AURA  - Roma - da giovedì 18 e domenica 28 febbraio 2016 - dal giovedì alla domenica - ore 21.00, dom. ore 18.00
Si dice che gli uomini vengano da Marte e le donne da Venere, ma quando questi due pianeti si congiungono cosa accade? Una "guerra stellare" tutta da ridere! Luciana, Laura e Manuela, le tre amiche protagoniste  di "www.in-comunicazione.love" , ritornano con una nuova avventura. Dopo l'estenuante ricerca dell'anima gemella si sono finalmente "accasate". Avranno trovato l'agognata serenità o questo sarà solo l'inizio di nuove turbolenze? Attorno alla coppia di Luciana e Paolo, ruoteranno e s'intrecceranno le vicende delle altre due coppie, Manuela e Vincenzo, Laura e Davide.
Uno sguardo alla vita di coppia, alla lotta quotidiana per la sopravvivenza coniugale, ambientata in un contesto moderno dove la tecnologia continua a far da padrone. Una commedia scoppiettante, colorata da equivoci e colpi di scena, raccontata con freschezza ed un tocco di originalità!
Scritto e diretto da Milena Migliore -interpreti:  Milena Migliore, Natalia Giro, Claudia Mordanini  e Daniele Legnaioli
www.teatrolaura.org

PROSEGUONO

"CE LO CHIEDE L’EUROPA" di Fabio Avaro, Luca Sgamas, Vanina Marini
TEATRO SETTE - Roma - da martedì 9 a domenica 21 febbraio 2016 - ore 21.00_dom. 18.00
Debutta la commedia che vede protagonista l’esilarante ed insolito trio composto da Fabio Avaro, Vanina Marini, qui anche in veste di regista, e la Banda Dell’UKU nella forma dei tre musicisti Fabrizio Sartini, Luca Sgamas e Emiliano Giuliano. 
Uno spettacolo che promette tante risate e buona musica.
Prendete un attore squattrinato e sconosciuto, tre musicisti di una band che sbarca il lunario facendo serate qua e la per locali e aggiungeteci una malcapitata giovane e promettente regista di teatro intenta ad allestire uno spettacolo per  partecipare ad un bando della Comunità Europea che le farebbe ottenere un cospicuo finanziamento. L’improvvisata compagnia ha poche ore per creare uno spettacolo vincente: riuscirà la giovane regista a domare l'esuberante attore con al seguito la sua assurda band? Riusciranno tutti a rispettare le rigide richieste del bando?
Gianni è un attore che da anni prova con scarso successo ad imporsi nel mondo del teatro. La sua vita e quella dei musicisti che lavorano stabilmente con lui sono ora ad un punto morto: gli ultimi spettacoli sono stati dei fiaschi clamorosi ed ormai vivono sommersi di debiti. Gianni lavora come barista nel foyer di un teatro e con la Band fa feste di musica country in posti squallidissimi. La soluzione a tutti i loro guai sembra presentarsi quando nel teatro dove lavora deve andare in scena uno spettacolo di una giovane affermata regista, che a poche ore dal debutto dello spettacolo, al quale assisterà un commissario del Fondo Europeo per l’arte e la cultura, viene abbandonata dall’attore protagonista e dalla sua orchestra. La giovane è nel panico. Unica soluzione, idea forse malsana, chiedere a Gianni e la Banda dell’Uku di sostituirli. Per Gianni e la Banda è la grande occasione. Tutto perfetto dunque se non fosse che il testo deve essere originale ed inoltre ideato, scritto e messo in scena trattando tematiche specifiche richieste dalla comunità europea nel bando, il tutto in poche ore.
Per la giovane e promettente regista, Gianni e la banda, sarà la notte più lunga della loro vita.
Autori: Fabio Avaro, Luca Sgamas, Vanina Marini - Regia: Vanina Marini - Interpreti:: Fabio Avaro, Vanina Marini e la Banda dell’UKU  - Disegno luci: Maximiliano Lumachi
www.teatro7.it

"LA BISBETICA DOMATA"  di William Shakespeare
Regia di Mimmo Strati
TEATRO DELLE MUSE  - Roma  - da giovedì 4 a martedì 23 febbraio 2016 - dal lun al ven ore 21.00_sabato ore 17.00 -21.00_ dom.ore  18,00
Si conclude quest'anno, sempre sotto la guida di Mimmo Strati, la trilogia shakespeariana. Dopo Romeo e Giulietta e Sogno di una notte di mezza estate, in scena La Bisbetica domata.
Londra 1593. La città è sotto l'assedio di un nemico implacabile: la peste. L'intera popolazione, chiusa nelle proprie abitazioni, cerca di evitare il contagio. La regina Elisabetta ordina che anche i teatri vengano chiusi. Così gli attori della Compagnia del Conte di Pembroke sono costretti a fuggire. Per continuare a recitare la loro "Bisbetica domata" devono abbandonare Londra. È così che prende il via questa edizione della Bisbetica di Shakespeare. Dalle sue origini.
I Bardi metteno in scena in maniera dissacrante e spensierata la storia di Caterina, di sua sorella Bianca e dei loro simpatici pretendenti. Shakespeare e la sua compagnia di attori si divertono così a raccontare due storie esilaranti sulla coppia e sul matrimonio, le cui trame sembrano quasi copiate da un canovaccio di commedia dell'Arte. La bellissima Bianca non potrà sposarsi se prima non si troverà un marito per Caterina, la sorella arcigna e dallo spirito selvatico e  indipendente. Ma ecco che per caso entra in scena un vagabondo fanfarone, una sorta di Capitan Fracassa, a cui gli altri affideranno il compito di affrontare l'impresa di domare la bisbetica.   Recuperando il format originale di teatro nel teatro, esempio unico nell'opera del drammaturgo inglese, eccezion fatta per il dramma nel dramma di Amleto, il grande classico viene trasformato in uno scherzo comico, in perfetto stile Bardi Storytellers.
Così la Compagnia dei Bardi, in stretta relazione con l'Accademia dei Bardi, porta avanti coerentemente un progetto culturale di alto profilo e allo stesso tempo popolare. Si rafforza nel contempo il sodalizio Mimmo Strati-Cesare Cesarini, che nel tempo si è giovato anche della presenza di Anita Pusceddu e che ha già dato vita, oltre alle succitate opere shakespeariane, anche a "Cyrano, dacci una mano" e al "Ventaglio" di C. Goldoni. Un modo di fare e diffondere cultura basato solo sulla forza delle idee, di un "modo" di fare teatro alla maniera inconfondibile, comica e a volte dissacrante dei Bardi, senza sovvenzioni e retto dall'affetto e dalla presenza costante del pubblico. Ci vuole forza, coraggio, passione, originalità, esperienza e nessuna paura di mettersi in gioco!
AmArti Theatre&Arts presenta LA COMPAGNIA DEI BARDI Storytellers  - Autore:  William Shakespeare - Regia: Mimmo Strati
 Interpreti: Mimmo Strati, Cesare Cesarini, Anita Pusceddu e con Chiara Alivernini,   Francesco Falco,   Francesco Trifilio , Tommaso Moro,   Claudio Zaccaria,   Armando Bottaro,    Alessandro Ierman , Danilo Mustafà,  Michela Aloisi,   Sarah Scola e con le piccole Chiara e Sofia Strati
www.teatromuse.it

sul TEATRO PER BAMBINI

DEBUTTI

"BAMBINA MIA"di Tiziana Lucattini
CENTRALE PRENESTE TEATRO  - Roma - domenica 21 Febbraio 2016  - (dai 3 ai 10 anni), ore 16.30
Mia è una bambina straordinaria, come tutti i bambini. La sua storia, ispirata a quella di Peter Pan.
Mia è una bimba timida e solitaria e forse proprio per questa sua natura, a passeggio al parco con la mamma, riesce a cogliere le meraviglie che la circondano, a giocare con le foglie, con gli alberi, con le coccinelle e con il vento. Mia riesce a percepire quella magia che gli adulti non sanno più trovare e sente alle spalle come un prurito, quel ricordo di volo e di ali di cui parla James Matthew Barrie, l’autore di Peter Pan. Una Fata-Albero l’aiuta a esaudire questo suo desiderio di autonomia ed è proprio grazie a questa creatura buffa e incantevole che la bambina riesce a emulare Peter Pan. Al contrario del mitico fanciullo, però, quando Mia torna a casa trova la finestra aperta. La bambina ha conquistato infatti la sua libertà, ma non ha rinunciato all’amore della mamma che, complice, la veglia da lontano mentre cresce tra tentativi e giovani sfide. Mia trova la libertà non rinunciando all’amore, ma grazie alla consapevolezza che l’amore vero è inscindibile dalla libertà.
Lo spettacolo fa parte della rassegna Infanzie in gioco.
Compagnia Ruotalibera Teatro_ Drammaturgia e regia: Tiziana Lucattini-Interpreti: Monia Marini e Simona Parravicini-Drammaturgia video e collaborazione alla regia: Fabio Traversa-Collaborazione artistica e proposte musicali: Massimo Cusato-Composizione visual e postproduzione: Momchil Alexiev-Costumi: Monica Crotti, Massimo Cusato e Paola Romoli Venturi-Disegno luci: Martin Beeretz-Organizzazione e promozione: Paola Meda e Serena Amidani-Foto di scena: Patrizia Lucattini

circa la DANZA

PROSEGUE

"MOMIX – OPUS CACTUS"
TEATRO OLIMPICO  presso TEATRO ITALIA - Roma - da mercoledì 10 a domenica 21 febbraio 2016  ore 21.00_dom ore 18.00 
Confermato lo spettacolo dei Momix dal 10 al 21 febbraio con spostamento al TEATRO ITALIA di Via Bari 18.
La prestigiosa compagnia internazionale dei MOMIX sarà in scena per l’amato pubblico della capitale che li ha sempre seguiti con affetto.
Il Teatro Olimpico è attualmente assoggettato alla situazione di inagibilità di fatto solo fino alla rimozione delle macerie a seguito di quanto accaduto all’immobile di Lungotevere Flaminio n°70.  Data la momentanea impossibilità ad accedere agli spazi del teatro, Accademia Filarmonica Romana, Teatro Olimpico, Duetto 2000 e MOMIX porteranno lo straordinario spettacolo OPUS CACTUS sul palco del TEATRO ITALIA in Via Bari 18.
Lo spostamento dello spettacolo in una situazione d’emergenza si rende possibile grazie allo spirito di collaborazione tra la compagnia, l’Accademia Filarmonica Romana, il Teatro Olimpico e il Teatro Italia. Tutte le parti esprimono innanzitutto solidarietà e partecipazione a chi è rimasto senza casa e a tutti coloro che stanno subendo danni in questo momento.
Dato lo spostamento di sede, invitiamo gli spettatori ad utilizzare la biglietteria online. Per tutti coloro che non potranno utilizzarla, da lunedì 1 febbraio sarà aperta la vendita anche presso il botteghino del Teatro Italia (Via Bari 18) con orario 11-18 (lunedì-sabato).
Tutti coloro già in possesso del biglietto potranno utilizzarlo nella stessa data e orari presso il Teatro Italia. Gli spettatori di martedì 9 febbraio potranno assistere allo spettacolo di martedì 16 febbraio.
www.teatroolimpico.it
www.teatroitalia.info

rispetto alla COMMEDIA MUSICALE

PROSEGUE

"FORZA VENITE GENTE Frate Francesco"  di Mario Castellacci e Piero Castellacci
Il musical in edizione originale
Michele Paulicelli – Frate Francesco
Con la partecipazione straordinaria  di Roberto D'Alessandro – Pietro Bernardone
TEATRO MARCONI - Roma - da giovedì 11 a domenica 21 febbraio 2016 - ore 21.00_dom. ore 17.30
Era il 1981 quando Michele Paulicelli per la prima volta portava in scena con i testi in prosa e versi di Mario Castellacci, Piero Castellacci e Piero Palumbo nel musical “Forza venite gente”. Il debutto avvenne al Teatro Unione di Viterbo mentre l'edizione più famosa, fu stata la messa in scena del 1991 sul sagrato della Basilica Superiore di S. Francesco d’Assisi al cospetto di Papa Giovanni Paolo II. Dopo essere stato tradotto in otto lingue e dopo aver registrato continui sold out, uno dei musical più rappresentati in Italia, torna in scena al Teatro Marconi di Roma.
Dall'11 al 21 febbraio Michele Paulicelli vestirà il saio di Frate Francesco e darà vita, grazie ad un cast di tutto rispetto, ad un lavoro di immutata freschezza grazie anche a canzoni soft rock molto orecchiabili. Insieme a Paulicelli, sul palco del teatro diretto da Felice della Corte, Roberto D'Alessandro nei panni di Pietro Bernardone per narrare al pubblico la storia del poverello di Assisi, tra la semplicità della sua fede e i tormenti irosi di un padre laico e pragmatico. La Cenciosa, interpretata da Rachele Giannini, sarà l’altra grande protagonista di questo racconto. Sul palco anche Roberto Bartoletti (il Lupo, il Diavolo) che fin dal suo debutto non ha mai smesso di essere in tour con Paulicelli.
“Forza venite gente” ha una struttura originale rispetto ai soliti musical. Personificazioni sul genere del teatro medievale inglese delle Morality Plays (le personificazioni del male, della povertà, del lupo, della morte sono parti integranti della storia), la caratterizzazione del padre di Francesco, Pietro  Bernardone e della Cenciosa  ( la matta del paese) gli unici personaggi parlanti dello show e la forte umanità di Francesco (toccante il duetto d’amore con Santa Chiara) fanno comprendere come a volte se ci sono le idee si può realizzare un bello spettacolo anche senza potenti mezzi. Un viaggio personale e spirituale accompagnato dalla musica, che culmina nell ‘incontro di Francesco con il Diavolo (che inutilmente vorrebbe indurlo in tentazione) e nella sua preghiera più bella: quel Cantico delle Creature che esplode nella canzone finale”Laudato sii”.
L’edizione 2016 del Musical rappresentata al Teatro Marconi prevede anche due matinèe per le scuole interessate il 18 e il 19 febbraio.
Autori: Mario Castellacci e Piero Castellacci - Musiche:  Michele Paulicelli - Michele Paulicelli – Frate Francesco - Con la partecipazione straordinaria  di Roberto D'Alessandro – Pietro Bernardone - Coreografie Evelin Hanak - Scene e Costumi Gabriella Pera
www.teatromarconi.it

per il CINEMA

PROSEGUE

"SECONDA PRIMAVERA" di Francesco Calogero
Nelle SALE ITALIANE da giovedì 4Febbraio 2016
Nell'arco di sei stagioni, le storie incrociate di quattro personaggi, ciascuno rappresentativo di una diversa età della vita. A sovvertire l’inverno perenne in cui vive l’architetto cinquantenne Andrea è l’incontro con la studentessa Hikma, che gli ricorda la moglie Sofia, morta in circostanze oscure. Ripudiata dal fratello, un ristoratore di origine maghrebina, dopo essere rimasta incinta del trentenne Riccardo - già sposato con Rosanna, circa dieci anni più grande di lui - Hikma viene ospitata da Andrea, a cui insegna a prendersi cura del giardino che circonda la sua grande villa al mare. Andrea sviluppa un inconfessato sentimento, assai vicino all'amore: la seconda primavera della storia è per lui una nuova stagione di passioni. Ma quando Riccardo ritorna da Hikma - dopo un periodo di riavvicinamento alla moglie – Andrea si sa fare da parte: il suo rammarico è però attenuato dalla consapevolezza di essere ritornato alla vita.
Italia - Durata: 108'
Regia: Francesco Calogero - Interpreti: Claudio Botosso  -  Desiree Noferini - Angelo Campolo - Anita Kravos - Nino Frassica
Produzione:  Polittico - distribuzione: Mariposa Cinematografica
www.facebook.com/MariposaCinematografica

dell’ARTE

DEBUTTI

"La seduzione dell’antico Da Picasso a Duchamp da De Chirico a Pistoletto" a cura di Claudio Spadoni
MAR – Museo d'Arte della città di Ravenna - Ravenna - da domenica 21 febbraio a domenica 26 giugno 2016, vari orari
Enti organizzatori: Comune di Ravenna - Assessorato alla Cultura, MAR Ravenna . Con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. Con il sostegno di CMC Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna, CNA Servizi Ravenna 
 “Quel non so che di antico e di moderno...” lo scriveva Carlo Carrà dopo la stagione futurista, in un tempo in cui - era il 1916 - egli stesso era ormai rivolto a un ripensamento del passato, come scrisse nei suoi due saggi Parlata su Giotto e Paolo Uccello costruttore. Un pensiero, quello di Carrà, ambiguamente definito “il ritorno all’ordine” che ormai andava diffondendosi anche oltre i confini, dopo le “avventurose” sortite delle avanguardie che avevano segnato il primo Novecento fino alla Grande Guerra. Ma se la fase delle avanguardie storiche non poteva dirsi conclusa, almeno fino all’entrata in scena del Surrealismo - di cui il manifesto del 1924 ne suggella la nascita -, il clima storico era profondamente mutato, come testimoniano i “cambiamenti di rotta” di diversi protagonisti di quelle stesse avanguardie.  La mostra La seduzione dell’antico. Da Picasso a Duchamp, da De Chirico a Pistoletto narra quanto sia stato insopprimibile il richiamo all’“antico” lungo tutto il Novecento, come testimoniato opere di artisti quali De Chirico, Morandi, Carrà, Martini, Casorati, Sironi, Scipione, Fontana, Guttuso e Clerici, Schifano, Festa, Angeli, Ceroli, Paolini, Pistoletto, Ontani, Mariani, Paladino, Duchamp, Man Ray, Picasso e Klein esposte al MAR - Museo d'Arte della città di Ravenna dal 21 febbraio al 26 giugno 2016.  La mostra, promossa dal MAR - Museo d'Arte della città di Ravenna, realizzata grazie al prezioso sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e a cura di Claudio Spadoni, ripercorre la storia del Novecento documentando artisti e vicende che testimoniano l’attenzione all'“antico” non solo di coloro estranei alle trasgressioni delle avanguardie, ma anche di molti che, senza rinnegare la loro appartenenza a movimenti o tendenze, hanno attinto all’antico proponendo un ritorno alla figuratività più quieta, appoggiata ai valori della tradizione.   Una tradizione intesa come restituzione moderna di modelli dell’antico, anche fino all’esplicita citazione; oppure in forma evocativa, come pretesto per una rilettura inedita, come uno sguardo disincantato rivolto a opere e figure mitizzate del passato da contestualizzare nella contemporaneità, per giungere alle operazioni più disincantate e dissacratorie condotte da alcuni artisti. Attraverso otto sezioni l’esposizione racconta protagonisti come De Chirico, Morandi, Carrà, Martini e Casorati; il periodo cruciale del “ritorno all’ordine” fra le due Guerre quando prima Sironi e poi gli artisti italiani più significativi esponevano sotto l’etichetta del “Novecento”, il movimento promosso  da Margherita Sarfatti; fino narrare il Realismo magico, le versioni diversissime del Neobarocco, da Scipione a Fontana a Leoncillo; illustrare attraverso le loro opere figure di artisti quali Guttuso e Clerici; la stagione della Pop Art, con Schifano, Festa, Angeli, Ceroli, e quindi, nel pieno dell'Arte Povera, raccontare di Paolini e Pistoletto. E ancora, da Salvo ad Ontani, da Mariani a Paladino e la rilevante presenza di stranieri quali Duchamp, Man Ray, Picasso, Klein.   Il Novecento è stato il secolo all’insegna del “nuovo” che ha visto le avanguardie dei primi decenni e quindi le neoavanguardie del secondo dopoguerra protagoniste della scena artistica internazionale, che la mostra intende descrivere, a cui la critica, i Musei, le Fondazioni e il mercato dell’arte hanno rivolto sempre maggiori attenzioni. 
Comitato scientifico Antonio Paolucci, Elena Pontiggia, Marco Bazzocchi, Claudio Spadoni
www.arthemisia.it www.mar.ra.it

PROSEGUONO

"IL SIMBOLISMO Dalla Belle Époque alla Grande Guerra" a cura di Fernando Mazzocca e Claudia Zevi in collaborazione con Michel Draguet.
PALAZZO REALE - Milano - da mercoledì 3 febbraio a domenica 5 giugno 2106 - orari vari 
Il Simbolismo. Arte in Europa dalla Belle Époque alla Grande Guerra è una grande mostra che si inserisce in un preciso programma che Palazzo Reale dedica all’arte tra fine Ottocento e inizio Novecento e che ha già visto l’inaugurazione di Alfons Mucha e le atmosfere art nouveau (fino al 20 marzo 2016).
Promossa dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE eArthemisia Group, la mostra è a cura di Fernando Mazzocca e Claudia Zevi in collaborazione con Michel Draguet.
“La prima grande mostra del 2016 di Palazzo Reale è dedicata a uno dei movimenti artistici che hanno marcato il passaggio dall’Ottocento al Novecento, segnando il superamento della rappresentazione oggettiva della realtà e approdando a una dimensione più intima e soggettiva del reale – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. Un percorso suggestivo e affascinante che accompagnerà il visitatore in mostra, conducendolo lungo un percorso di opere straordinarie realizzate da quegli artisti che, nel corso della loro vita, hanno abbracciato il movimento simbolista”.
Con oltre 2.000 mq di superficie espositiva e 24 sale site al piano nobile di Palazzo Reale di Milano, Il Simbolismo. Arte in Europa dalla Belle Époque alla Grande Guerra mette per la prima volta a confronto i simbolisti italiani con quelli stranieri grazie a circa un centinaio di dipinti, oltre alla scultura e una eccezionale selezione di grafica, che rappresenta uno dei versanti più interessanti della produzione artistica del Simbolismo, provenienti da importanti istituzioni museali italiane ed europee oltre che da collezioni private.
www.palazzorealemilano.it

"MATISSE E IL SUO TEMPO"  a cura di Cécile Debray
PALAZZO CHIABLESE - Torino - da sabato 12 dicembre 2015 a domenica 15 maggio 2016 - orari vari
Promossa dal Comune di Torino -- Assessorato alla Cultura, dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte e dal Polo Reale di Torino e organizzata dal Centre Pompidou di Parigi, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e Arthemisia Group.
“Ho lavorato per arricchire la mia intelligenza, per soddisfare le differenti esigenze del mio spirito, sforzando tutto il mio essere alla comprensione delle diverse interpretazioni dell’arte plastica date dagli antichi maestri e dai moderni.” Henri Matisse,
Notes d'un peintre in “La Grande Revue”, 25 dicembre 1908 Matisse “l’ansioso, il follemente anioso” -¬ così lo descrive uno dei suoi amici divisionisti -- domina l’arte della prima metà del XX Secolo ed è considerato uno delle coscienze artistiche più affascinanti del Novecento. Sempre al centro di dibattiti, durante tutta la sua carriera è stato capogruppo dei fauves, osservatore critico del cubismo, discepolo di Signac, Renoir e Bonnard, rivale di Picasso, maestro d’accademia e infine precursore di un’arte che anticipa l’espressionismo astratto newyorkese. Con 50 opere di Matisse e 47 di artisti a lui coevi quali Picasso, Renoir, Bonnard, Modigliani, Miró, Derain, Braque, Marquet, Léger – tutte provenienti dal Centre Pompidou – la mostra “Matisse e il suo tempo” si prefigge di mostrare le opere di Matisse attraverso l’esatto contesto delle sue amicizie e degli scambi artistici con altri pittori.
Così, per mezzo di confronti visivi con opere di artisti suoi contemporanei, sarà possibile cogliere non solo le sottili influenze reciproche o le fonti comuni di ispirazione, ma anche una sorta di “spirito del tempo”, che unisce Matisse e gli altri artisti e che coinvolge momenti finora poco studiati, come il modernismo degli anni quaranta e cinquanta. Opere di Matisse quali Icaro (della serie Jazz del 1947), Grande interno rosso (1948), Ragazza vestita di bianco, su fondo rosso (1946) sono messe a confronto con i quadri di Picasso, come Nudo con berretto turco (1955), di Braque, come Toeletta davanti alla finestra (1942), di Léger, come Il tempo libero – Omaggio a Louis David (1948--1949)
Promossa dal Comune di Torino -- Assessorato alla Cultura, dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte e dal Polo Reale di Torino e organizzata dal Centre Pompidou di Parigi, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e Arthemisia Group,
La mostra curata da Cécile Debray conservatore Centre Pompidou. Dieci sezioni in mostra illustrano, secondo un percorso cronologico intercalato da approfondimenti tematici, le figure matissiane delle odalische -- come in Odalisca con pantaloni rossi del 1921 --; la raffigurazione dell’atelier, soggetto ricorrente nell’opera di Matisse ma che, negli anni bui della Seconda Guerra Mondiale, dà luogo a quadri stupefacenti a firma di Braque (L'Atelier IX, 1952--56) e Picasso (Lo studio, 1955); l’opera e il percorso di Matisse dai suoi esordi con Gustave Moreau (1897--99) fino alla sua scomparsa negli anni Sessanta e alle ultime carte dipinte e ritagliate.
Sponsor: Lottomatica e come sponsor tecnici Grandi Stazioni, Trenitalia, Coop, Canale Arte.
Con il supporto di La Rinascente.
 L'evento è consigliato da Sky Arte HD. Il catalogo è edito da 24 ORE Cultura -- Gruppo 24 ORE.
www.mostramatisse.it

"Toulouse-Lautrec La collezione del Museo di Belle Arti di Budapest"
MUSEO DELL'ARA PACIS - Roma -  da venerdì 4 dicembre 2015 a domenica 8 maggio 2016 - orari vari
Promossa e prodotta da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Arthemisia Group e organizzata con Zètema Progetto Cultura.
“[…] la novità è raramente l'essenziale. Questo ha a che fare con una cosa sola: rappresentare un soggetto meglio di quanto faccia la sua natura intrinseca.” 
Henri de Toulouse-Lautrec 
Con circa 170 opere provenienti dal Museo di Belle Arti di Budapest, arriva al Museo dell’Ara Pacis di Roma una grande mostra su Toulouse-Lautrec, il pittore bohémien della Parigi di fine Ottocento, che ripercorre l’attività dell’artista dal 1891 al 1900, poco prima della sua morte avvenuta a soli 36 anni.
La mostra, promossa e prodotta da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Arthemisia Group e organizzata con Zètema Progetto Cultura, consentirà di portare a Roma il fiore della raccolta di opere di Toulouse-Lautrec conservata Al Museo di Belle Arti di Budapest (Szépmű vészeti Múzeum), uno dei più importanti in Europa, con capolavori che vanno dal Medioevo al Novecento. In occasione dell’esposizione romana, curata da Zsuzsa Gonda e Kata Bodor, circa 170 litografie della collezione (tra cui otto affiches di grande formato e due cover degli album della cantante, attrice e scrittrice francese Yvette Guilbert con circa 10 litografie) lasceranno Budapest per essere esposte al Museo dell’Ara Pacis dal 4 dicembre 2015 all’8 maggio 2016.
Attraverso questa esposizione sarà possibile conoscere a tutto tondo l'opera grafica di Toulouse-Lautrec: manifesti, illustrazioni, copertine di spartiti e locandine, alcune delle quali sono autentiche rarità perché stampate in tirature limitate, firmate e numerate e corredate dalla dedica dell'artista.
Henri de Toulouse-Lautrec è considerato il più famoso maestro di manifesti e stampe tra il XIX e XX Secolo. Tra le peculiarità della sua arte, è l’avere come soggetto la più disparata umanità illustrata in momenti quotidiani o di divertimento, affascinando così la borghesia francese. Sua grande fonte d’ispirazione è il quartiere parigino di Montmartre e la maggior parte delle sue opere sono riconducibili alla vita notturna e ai locali di questa zona. Sono rappresentazione d’istanti di vita quotidiana che Lautrec restituisce con un effetto di grande immediatezza: in poco tempo l’artista diventa uno degli illustratori e disegnatori più richiesti di Parigi; gli sono commissionati manifesti pubblicitari per le rappresentazioni teatrali, i balletti e gli spettacoli, oltre che illustrazioni d’importanti riviste dell’epoca, come la satirica Le Rire.
Nel percorso di mostra, oltre le opere di Toulouse-Lautrec, rare immagini (fotografie e riprese cinematografiche) d’inizio Novecento evocano la Parigi della Belle Époque. Inoltre, un’applicazione interattiva guida il visitatore alla scoperta della tecnica litografica e delle tecniche di stampa di fine Ottocento, dai colori accesi e la riproduzione su vasta scala, ai presupposti per la nascita del manifesto pubblicitario, di cui egli è stato con la sua arte il precursore.
La mostra vede come sponsor Generali Italia, come sponsor tecnico Codognotto e come partner dell’iniziativa Trenitalia.
Media coverage by Sky Arte HD. - Il catalogo è edito da Skira.
www.arapacis.it

"james tissot" a cura di Cyrille Sciama
CHIOSTRO DEL BRAMANTE  - Roma - da martedi 26 settembre 2015 a sabato 21 febbraio 2016,  tutti i giorni dalle  ore 10.00 alle 20.00 , sabato e domenica 10.00-21.00
Patrocinio dell’Assessorato Cultura e Turismo del Comune di Roma - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
La mostra è organizzata con il sostegno eccezionale del Museo d’Orsay, vede come sponsor Generali Italia e come partner dell’iniziativa Trenitalia. L’evento è consigliato da SKY Arte HD.
Per la prima volta in Italia, l’attesissima mostra sul grande pittore francese James Tissot (Nantes, 1836 - Buillon 1902). Le sue opere si potranno finalmente ammirare al Chiostro del Bramante di Roma (26 settembre 2015 - 21 febbraio 2016) dopo le importanti esposizioni dedicategli in tutto il mondo come James Tissot al Petit Palais (Parigi - 1985), Victorian Life Modern Love (Yale Center for British Art, New Haven Connecticut - Musée du Québec, Québec City, Canada - Albright-Knox Art Gallery, Buffalo, New York, tra il 1999 e il 2000), James Tissot et ses Maîtres a Nantes presso il Musée des Beaux-arts (2005) e infine la mostra The Life of Christ del Brooklyn Museum of Art (2009).
Raffinato protagonista dell’élite del suo tempo, invidiato e amato in pari misura, James Tissot è un pittore la cui arte è ancora oggi per alcuni aspetti un enigma, tra influenze impressioniste e istanze preraffaellite. Francese di nascita ma britannico di adozione, vissuto a suo agio tra conservatori e liberali, Tissot celebra nei suoi quadri la vita dell’alta borghesia – il ceto portato in auge in epoca vittoriana tra rivoluzione industriale e colonialismo – trasformando la quotidianità in imprese eroiche e celebrative, mutando ogni gesto in un cliché non privo di originalità.
Dart - Chiostro del Bramante e Arthemisia Group, con il Patrocinio dell’Assessorato Cultura e Turismo del Comune di Roma, hanno fortemente creduto nella necessità di presentare al pubblico italiano un artista ancora poco celebrato. In mostra 80 opere provenienti da musei internazionali quali la Tate di Londra, il Petit Palais e il Museo d’Orsay di Parigi, che raccontano l’intero percorso artistico del pittore e l’influenza che su di lui ebbe l’ambiente parigino e la realtà londinese, dando conto della sua vena sentimentale e mistica, del suo incredibile talento di colorista e del suo interesse per la moda. Tra le opere esposte, capolavori quali "La figlia del capitano" e "La figlia del guerriero" entrambe del 1873 accanto alla Galleria dell’ "HMS Calcutta" (1886) che illustrano i temi principali della sua arte sempre trattati con profondità psicologica e che attestano il suo talento di colorista e fine osservatore del suo tempo.
Prodotta e organizzata da DART Chiostro del Bramante - Arthemisia Group, Con il sostegno eccezionale di Musée d’Orsay-Sponsor Generali Italia
Partner dell’iniziativa: Trenitalia-Special Partner:  JTI-Sponsor tecnico Mantero-Media coverage by Sky Arte HD-Mostra a cura di Cyrille Sciama-Progetto di mostra, direzione dei lavori, progetto grafico di mostra e realizzazione grafica :Mjras snc-Allestimento: Tagi2000-Progetto immagine coordinata: Angela Scatigna-Video: Artist Fabien Iliou-Percorso didattico in mostra: Francesca Valan-Catalogo: Skira
www.chiostrodelbramante.it

Kirosegnaliamo esce all’inizio di ogni settimana, chi volesse darci comunicazione di eventi con rilievo artistico-culturale può scriverci a kirolandia@gmail.com oppure info@kirolandia.com,  entro la domenica precedente, specificando chiaramente la richiesta di segnalazione, provvederemo previa specifica selezione all'inserimento …

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