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martedì 17 maggio 2016

KIROSEGNALIAMO 16-22 Maggio 2016

Kirosegnaliamo


Kiri, continuano le segnalazioni in Kirolandia blog di cooperazione dell'omonima corrente culturale.





Per sognare con voi, di settimana in settimana, alcuni suggerimenti, piccoli e grandi, sia In che Off, selezionati sulla base delle vostre importanti indicazioni, in pieno kirostile, qualità libera da tutto e da tutti.

in merito al TEATRO

DEBUTTI

"FANTASTICHE VISIONI" Drammaturgia e regia di  Maria Teresa Di Clement
Studio intorno a Fantastica Visione”e Nane Oca rivelato  di Giuliano Scabi
TEATRO TRASTEVERE - Roma - da martedì 17 a domenica 22 maggio 2016, ore 21.00_dom ore 18.00
Il progetto di questo spettacolo nasce dalla ricerca di un teatro totale, al di là dei generi, sensibile alle problematiche sociali, visionario, evocativo e metaforico, dove fondamentale è il flusso sonoro-musicale, l'azione corporea e il ritmo piuttosto sostenuto.
“Da qui la ricerca di testi che richiedono una notevole attività fisica oltre che psichica, una sensibilità musicale, libertà d’immaginazione e audacia interpretativa”
Di conseguenza la scelta di un autore come Giuliano Scabia, “militante” nel teatro e nell’Università (Dams di Bologna) dove ha insegnato fuori dagli schemi accademici per oltre 30 anni. Si parte dal ciclo delle commedie del Teatro Vagante”, nelle quali gli stessi personaggi vagano da una commedia allaltra, interpretati da un gruppo di attori costretti/destinati a girare allinfinito dal cielo allinferno, alluniverso, per la terra senza confini di dimensioni spaziali, temporali, psichici e mentali.
“Le “Fantastiche Visioni” sono affidate alla capacità narrativa degli attori di restituire la ricca fabula dell’autore; quindi scene e costumi si basano sulla costruzione di mezzi, oggetti e atmosfere, il ppossible e attraverso i corpi degli attori che di volta in volta diventano, per esempio, astronave, culla, barca… e attraverso elementi trasformisti”; che cioè possano assumere diverse funzioni e significati, secondo le esigenze di più momenti scenici; per questo gli elementi sono essenziali,  riciclati e riciclabili e/o creati con materiali poveri”
Le avventure di Nane Oca e degli altri fantastici personaggi del mitico Pavano Antico (ogni attore ne interpreterà diversi) seguiranno al Prologo e si svolgeranno nella e parte, con il necessario Intermezzo dove
“Gli attori della Fantastica Visione… si produrranno in una serie di numeri… allo scopo di introdurre un momento di piacevolezza dentro la vicenda parecchio cupa, del dissanguamento di Saetta cavallo
Gli attori  raccontano  un giallo che porta scompiglio nella pacifica comunità dei Ronchi Palù, che abita il mitico Pavano Antico: qualcuno ha rubato il sangue di cavallo Saetta. Le indagini del brigadiere Deffendi e dell’appuntato Cartura, si alternano alle vicende di altri personaggi, come l’amore impossibile tra il Moscon dOro e la Vacca Mora,  all’inseguimento  degli  stessi  da  parte  dell’autore,  anchegli  personaggio,  e  alle  loro riflessioni sullumanità e sulla società, sull’inestirpabile compresenza del bene e del male, sulle guerre che causano morte e distruzione.
Il linguaggio di Giuliano Scabia è popolare, raffinato e leggero.
“Gli attori rappresentano o sono?
E cosa?
La doppiezza del teatro?
Della Mente?
Dei personaggi?...
Avrebbero voluto svelare, rivelare e non ebbero che visioni”
Drammaturgia e regia di  Maria Teresa Di Clemente - Interpreti: Domizia D'Amico, Francesco Orlando, Carmine Paraggio, Alessia Pattumelli, Alberto Penna - Assistente alla regia: Alessia Pattumelli


TI AMO, SEI PERFETTO, ORA CAMBIA - I LOVE YOU, YOU’RE PERFECT, NOW CHANGE"  di Joe Di Pietro e Jimmy Roberts
Adattamento italiano: Piero Di Blasio
TEATRO MARCONI - Roma - da venerdì 20 a domenica 22 e da venerdì 27 a domenica 29 maggio 2016 - ore 21.00_dom ore 17.30
Reduce da un tour che ha toccato diverse città italiane, torna a Roma, per la Terza Stagione, “Ti amo, sei perfetto, ora cambia”, lo spettacolo vincitore del premio “Miglior musical Off”, agli Oscar Italiani del Musical 2015. Diretti da Marco Simeoli, sul palco del Teatro Marconi di Roma, dal 20 al 29 maggio (dal venerdì alla domenica), Daniele Derogatis, Piero di Blasio, Stefania Fratepietro, Valeria Monetti portano in scena il testo di Joe di Pietro e Jimmy Roberts.
Che cosa avete pensato al primo appuntamento? Volevate scappare ma non trovavate la scusa? Tu piacevi a lei...ma forse lei mentiva.
Lei piaceva a te...ma le puzzava il fiato.
Mentre ti baciava sei sicuro che stesse pensando a te?
E mentre la baciavi tu, hai pensato: “Oddio somiglia a mamma!” Sull’altare avresti voluto dire no? Potevi farlo...ma non lo hai fatto!

Forse perché eri innamorata. O hai solamente perso l’occasione giusta per dirlo? Per il primo anniversario avresti voluto regalarle un viaggio di sola andata per la Papuasia?
Non preoccupatevi, non siete i soli. E non pensate di essere cattivi, siete semplicemente realisti e, forse, anche, a modo vostro, un po’ romantici!
Se sapete rispondere a queste domande e se volete rispondere a queste domande venite a teatro dire potrete e anche voi: “Ti amo, sei perfetto, ora cambia!”
Autori: Joe Di Pietro e Jimmy Roberts- Regia Marco Simeoli - Interpreti: Daniele Derogatis, Piero Di Blasio, Stefania Fratepietro, Valeria Monetti  - Al Piano Marcos Madrigal  - Emiliano Begni – Marco Bosco - Cambi scena emotivi: Serena Allegrucci  - Costumi  Valentina Giura  - Coreografie Stefano Bontempi  - Luci di  Marco Macrini
www.teatromarconi.it

"Lola D."scritto e diretto da Giancarlo Moretti
con Lucia Ciardo
CENTRO CULTURALE ARTEMIA - Roma  - sabato 21  Maggio 2016 ,  ore 21.00
Una donna si sta preparando per uscire mentre un uomo la aspetta al di là della porta della loro camera da letto. Come altre cento, mille volte ripete gesti quotidiani: si veste, si trucca, si osserva. Ma questa donna cela in sé il desiderio di uscire dall’anonimato della quotidianità, dal freddo ostile dell’inverno, alla ricerca di un sole che la riscaldi dentro.
Appare così il suo alter ego: Lola D., in cui racchiude desideri e paure, la tenerezza dei ricordi che riaffiorano dall’infanzia ed il suo vissuto di adulta; una donna immaginaria che lei ama ma al contempo odia, a cui ha dato vita per affrontare le delusioni del presente e mantenere i ricordi del passato. Lo spettacolo è costruito intorno ad un’alternanza di tre voci tutte strette in un monologo: la donna, Lola D., e quell’uomo, tanto vicino da poterci parlare alzando appena appena la voce per farsi sentire al di là della porta, quanto allo stesso tempo distante nell’incomunicabilità dei sentimenti. Tanto vicino da farla felice oppure farla soffrire fino a morirne. Una donna alla ricerca di una sua identità con cui affrontare la vita di tutti i giorni, e capace di rinascere ogni volta dalle proprie ceneri.
EXTRAVAGARTE_autore e regista: Giancarlo Moretti -  Interprete: Lucia Ciardo.
www.centroculturaleartemia.it

PROSEGUONO

"Il Majorana Show" di Claudio Pallottini
Supervisione artistica  di Gigi Proietti  - Regia di Marco Simeoli
TEATRO DEI SERVI - Roma - da martedì 10 a domenica 29 maggio2016 - ore 21 da martedì a venerdì_ 17.30 e 21 sabato_17.30 domenica
Nel marzo del 1938 Ettore Majorana, il fisico più geniale della generazione di Fermi, Bohr, Eisembergh e dei ragazzi di via Panisperna, dopo aver espresso in due lettere il proposito di “suicidarsi”, e in un telegramma la decisione di non suicidarsi più, si dilegua in maniera definitiva dalla storia, facendo perdere le sue tracce e lasciando dietro di sé uno dei misteri più appassionanti e avvincenti del ‘900.
Si è trattato di una scomparsa o di un suicidio? Ancora oggi linterrogativo rimane aperto e desta domande pressanti sul ruolo della scienza e dei sui limiti. Domande che lo spettacolo scritto da Claudio Pallottini pone in risalto riuscendo nella difficile impresa di far ridere gli spettatori facendoli riflettere.
Sul palco, trasformato nello studio di un talk show televisivo, si ricostruisce la vicenda e la personalità di Ettore Majorana, in un divertentissimo gioco teatrale che mescola commedia, cabaret, teatro di narrazione e documento, il tutto rigorosamente sottoposto al filtro dell’ironia. 
Un caso storico scottante che, come ormai siamo abituati a vedere nella ritualità televisiva, diventa un argomento da talk show.
Autore: Claudio Pallottini - Supervisione artistica: Gigi Proietti - Regia: Marco Simeoli - Interpreti: Marco Simeoli - Il conduttore; Edoardo Baietti - Segretario inetto e raccomandato; Sebastiano Colla - Enrico Fermi; Andrea Giuliano - Prof. Doorfman, psichiatra; Stefano Messina - Edoardo Amaldi;
Nicola D’Eramo – Sen. Arturo Bocchini, capo della Polizia fascista; Claudio Pallottini - Prof. Ricci; Carlotta Proietti  - La cantante; Elena Lo Forte – La cantante; Cristina Pensiero – Felicia, velina; Andrea Bianchi- Il pianista - Coreografie:  Stefano Bontempi e Cristina Pensiero- Tema musicale: Stefano Fresi
La voce di Ettore Majorana è di Massimiliano Giovanetti
www.teatroservi.it

"Come vi piace"  da William Shakespeare
da un’idea di Ilaria Testoni
adattamento Glenda Ray
TEATRO ARCOBALENORoma – da mercoledì 11 a  domenica 29 maggio 2016, ore 21.00_dom ore 17.30
William Shakespeare a 400 anni dalla morte è ancora protagonista indiscusso della cultura mondiale; in questo storico anniversario il Bardo è stato celebrato nei teatri, e non solo, di tutto il mondo che hanno ridato vita ai suoi capolavori.
Per questa occasione anche Ilaria Testoni rende omaggio al grande drammaturgo portando in scena una rilettura dell’opera Come vi piace, attualizzandola e ambientandola nella Germania del 1933.
“Questa cosa che ho fatto per voi – ci dice Shakespeare – prendetela come vi pare. So bene che ognuno vedrà questo mondo che mostro a modo suo, e s’illuderà, forse, di capirlo e di poterlo spiegare. Io sono casomai più vicino a chi non capisce. Non ho voluto che mostrarvi la vita, guardata con occhio divertito o con occhio atterrito, la vita che non capisco e non mi illudo di capire”
Come vi piace? Comico, tragico, grottesco, giocoso, romantico? Parole vuote, promesse vane.
Se il pubblico non ne è divertito, commosso, scosso, non vale la pena giocare al teatro, raccontare una storia, che sia un po’nostra, che diventi vostra.
E’ solo fortuna o bravura?
Per questo una storia come le altre, d’amore e di potere. Chi vince, il buono o il cattivo? Per Shakespeare la vita, sia nella realtà che nella finzione, è più articolata, più ricca di sfumature. Perché tutto il mondo recita una commedia, e la Fortuna svolge una parte determinante.
---
Germania, 7 aprile 1933. Come ci piace: Il potere è simile a un cerchio nell’acqua, si allarga, si allarga, fin quando il suo stesso ingrandirsi si risolve nel nulla.
Le storie di Shakespeare sono universali, potrebbero appartenere a qualsiasi epoca, perché trattano i sentimenti di uomini tra gli uomini, con passioni, amarezze e desideri di ogni tempo.
Qui la storia è ambientata in Germania, sul nascere del nazismo, emblema di potere assurdo e crudele. E come in ogni dittatura, l’arte ammaina la sua lacera bandiera, mettendo da parte i sogni.
Nella messinscena di Ilaria Testoni, lo spettacolo diventa una storia di palcoscenico, dove gli attori di un cabaret tedesco sono costretti a cercare altrove un luogo migliore dove poter vivere i loro sogni, come fosse la foresta di Arden, luogo mitico e incontaminato. Ma questi personaggi-attori si scontrano con la Storia e più che un’Arcadia troveranno la realtà. Ma intanto,  come vuole Shakespeare, le coppie si formano, perché l’Amore è dietro l’angolo, a sorprendere e riscaldare cuori doloranti.
E così, tra schermaglie d’amore e divertenti equivoci si ristabilirà un nuovo equilibrio… fino all’arrivo del prossimo malfattore.
Da William Shakespeare - da un’idea di Ilaria Testoni - adattamento Glenda Ray - regia: Ilaria Testoni - Interpreti: Mauro Mandolini, Laura Garofoli, Ilaria Amaldi, Camillo Marcello Ciorciaro, Barbara Lo Gaglio, Roberto Di Marco, Michela Giamboni, Paolo Benvenuto Vezzoso - scene:  Bruno Vitale - costumi: Cinzia Ungaro - colonna sonora: Ferdinando Nicci - coreografie:  Ilaria Amaldi - luci:  Pietro Sperduti
in collaborazione con Associazione Le Perle di Novembre

per le MANIFESTAZIONI

"Non è un Teatro per Giovani Scene Under 25" 
TEATRO STUDIO UNO  - Roma -  da giovedì 12 maggio a domenica  5 giugno 2016, ore 21.15_dom ore 19.00
Torna protagonista al Teatro Studio Uno “Non è un teatro per giovani – Scene Under 25”, il progetto dedicato al dialogo e al confronto tra le giovani leve del teatro e gli artisti affermati della scena contemporanea, con un focus sui lavori di sei compagnie under 25.
Anche quest’anno “Non è un teatro per giovani” si propone non solo di dare spazio alle giovani compagnie ma essere un’occasione per creare relazioni e legami tra le nuove formazioni e chi ha già vissuto sulla propria pelle l’esperienza di un teatro per cui non si è mai abbastanza “adulti” per essere presi in considerazione.
In questa seconda edizione le compagnie selezionate si confronteranno con il regista Dante Antonelli del Collettivo Sch, vincitori del Roma Fringe Festival 2015 con lo spettacolo “FÄK FEK FIK – Le Tre Giovani” un riscrittura originale del primo capitolo dei "Drammi Fecali" di Werner Schwab che li ha visti vincitori anche dei premi: miglior drammaturgia e migliore interpretazione alle tre attrici Martina Badiluzzi, Giovanna Cammisa e Arianna Pozzoli.
Un artista giovanissimo della scena contemporanea che in pochi mesi ha saputo conquistare l'attenzione di pubblico e critica con il suo teatro fortemente attuale, energico e provocatorio, lavorerà con le compagnie di “Non è un teatro per giovani” con il laboratorio SCHLAB - workshop breve due giorni intensivi sabato 7 e domenica 8 maggio, in cui a partire da alcuni lavori di Werner Schwab  si esploreranno percorsi possibili di un teatro spoglio di spettacolo e carico della presenza dell'attore su palco.
- Esporre; spiegare se stessi è un lavoro: quindi incontra resistenze - Werner Schwab
Dal 12 maggio al 5 giugno gli artisti e compagnie under 25 selezionate andranno in scena con il loro spettacolo nelle sale del Teatro Studio Uno.
QUESTA SETTIMANA:
----- 19-22 maggio | Sala Teatro
"LE BEATRICI"
di Stefano Benni
con Luisa Banfi, Clara Morlino, Giuditta Pascucci, Giulia Sucapane
Assistente alla regia: Alfonso Carfora - Voce fuori campo: Simone Bobini - Scene e costumi: Adelaide Stazi - Installazione pittorica: Beatrice Banfi - Grafica: Giulia Sucapane - Produzione Associazione Culturale Ingranaggi
Lo spettacolo "Le Beatrici" mette in scena cinque monologhi di donne scritti da Stefano Benni nell'omonimo testo teatrale. La messinscena propone un viaggio, scevro da ogni giudizio, nella mente di cinque personalità femminili che divengono così paradigma della vulnerabilità della psiche umana in tutte le sue sfaccettature. Linguaggio e gesti della loro quotidianità diventeranno strumento per narrare, tra tragico e comico, sfumature dell'essere più che mai universali.
"Io non voglio far altro che vivere
Tra una corda e l’altra saltando
Dentro la cassa di una viola da gamba
Voglio ascoltare le voci di fuori
Ringhio di porco voce di dama
Tamburo indio amore che chiama
E voci spezzate di cento popoli
Che dalla mia terra non voglio scacciare
Io voglio vivere, non ho altro da fare"
Le Beatrici - Stefano Benni
----- 19-22 maggio | Sala Specchi
"OPZIONE SMART"
di Carlo Galiero
con Piero Calcanti, Carlo Galiero, Chiarastella Sorrentino
scenografia e costumi Rosita Vallefuoco, musica Alessio Pignorio - assistente scenografie e costumi Vincenzo Fiorillo
Opzione Smart è il racconto paradossale di una compravendita. Protagonisti sono un cliente e un venditore, e il bene da acquisire è la donna dei sogni del consumatore, prefabbricata in modo corrispondente alle esigenze del fruitore. É una commedia che ironizza e denuncia la retorica del linguaggio pubblicitario, e che apre degli squarci inquietanti sulla società contemporanea. Se la nostra è una società dello spettacolo come sostenne Guy Debord il consumo non è consumo materiale, ma ideale. Il cittadino è un consumatore solitario di illusioni. Il mondo di Opzione Smart è un mondo in cui la donna si fa oggetto, non fisico, ma ideale al servizio dell’uomo alienato in solitudine, un individuo che è ridotto a terminale di informazione, e non pretende altro dalla vita se non un prodotto che sia conforme alle proprie esigenze. Un passivo nell’appiattirsi sulle esigenze che una fabbrica di illusioni promette di poter soddisfare.
www.teatrostudiouno.com

rispetto al MUSICAL

"GEORGIE IL MUSICAL – Love Story" Regia e Coreografie Marcello Sindici
Tratto dalla novella di Mann Izawa “Lady Georgie”
TEATRO ORIONE - Roma - da venerdì  20 a domenica  22 maggio 2016 - ven. ore 21.00 - sab. ore 17.00  e ore 21.00 - dom. ore 17.00
PRIMA NAZIONALE
 “Lady Georgie” il Manga Cult degli anni '80 finalmente rivive in teatro in un Musical epico ed emozionante”                      
Ispirato al soggetto del Manga (fumetto giapponese) “Lady Georgie” (1983), basato sulla novella scritta dall'autore nipponico Mann Izawa da cui è stato anche tratto un “Anime” (cartone animato), ancora trasmesso su molti canali televisivi.
Il progetto nasce nel 2009 da un’idea di Claudio Crocetti, autore della sceneggiatura, su libretto di Diego Ribechini e musiche del Maestro Tiziano Barbafiera. Nel dicembre del 2013 i brani sono stati raccolti in un CD, intitolato “Georgie il Musical”, realizzato a scopo esclusivamente promozionale, che contiene tutte le canzoni del Musical, autoprodotto tramite Crowdfunding e Patrocinato da  “AVIS - Associazione Volontari Italiani Sangue” che ha creduto nel progetto e lo continua a sostenere. Tra tutti gli artisti che hanno partecipato alla realizzazione del cd ricordiamo la presenza straordinaria di Vittorio Matteucci, che ha dato la sua voce al Duca Dangering. Il cd è attualmente in vendita sul sito ufficiale www.georgieilmusical.it e sulle Piattaforme Digitali: iTunes, Google Play, Amazon, Timusic e Spootify.
Gran parte degli artisti che hanno dato la loro voce ai personaggi del cd saranno in scena al Teatro Orione per tre repliche. In primis Brunella Platania che, oltre ad interpretare Mary Buttman (madre di Georgie) svolgerà anche il ruolo di Vocal Coach e di Supervisione alla “Stage Performance” e Enrico D'amore che, oltre ad interpretare il ruolo di Abel Buttman, svolgerà il ruolo di Vocal Coach.
Sul palco diciotto performer e dieci ballerini diretti e coreografati da Marcello Sindici (coreografo della versione italiana di “Spring Awakening” di Todomodo Music- All regia di Emanuele Gamba; coreografo della versione in concerto dell'opera musicale “Canterville” di Robert Steiner; regista e coreografo di “Raffaello e la leggenda della Fornarina” di Giancarlo Acquisti).
Un cast di alto livello già noto al panorama del teatro musicale e non, a cominciare dalle due mamme di Georgie: Mary Buttman interpretata da Brunella Platania (“Tosca Amore Disperato” di Lucio Dalla; “Jesus Christ Superstar” della Compagnia della Rancia, regia di Fabrizio Angelini;“Raffaello e la Leggenda della Fornarina” di Giancarlo Acquisti, regia di Marcello Sindici;“Aggiungi un Posto a Tavola” Sesta Edizone, regia di Fabrizio Angelini;“I Promessi Sposi” di Michele Guardì) e Sophie Gerald interpretata da Elisabetta Tulli (“Salvatore Giuliano” di Dino Scuderi;“Sister Act” regia di Carline Brower; “Trasteverini” di Andrea Perrozzi e Gianfranco Vergoni, regia di Fabrizio Angelini;“Billy Elliot” regia di Massimo Romeo Piparo).
Nel ruolo di Georgie Claudia Cecchini (“Acqua cheta” regia di Sandro Querci;“Ladies- la commedia musicale” regia di Matteo Borghi;“Cercasi Viola Violetta” regia di Marco Simeoli;“Dirty Dancing” regia di Federico Bellone), il giovane Lowell sarà interpretato da Flavio Gismondi (“Giulietta e Romeo” di Riccardo Cocciante; “Spring Awakening” regia di Emanuele Gamba;“Newsies” regia di Federico Bellone;“Jersey Boys” regia di Claudio Insegno), nel ruolo di Abel Buttman Enrico D'Amore (“Tosca amore disperato” di Lucio Dalla;“Jesus Christ Superstar” della Compagnia della Rancia, regia di Fabrizio Angelini;“Wojtyla generation love rock musical”di Raffaele Avallone;“Raffaello e la leggenda della Fornarina” di Giancarlo Acquisti, regia di Marcello Sindici; “I Promessi Sposi” di Michele Guardì) e Arthur Buttman sarà Dario Inserra (“Scapricciata” di Fioretta Mari;“Casanova in 3D” musiche di Lara Fabian, “Riunione di Compagnia” di Vittorio Matteucci).
Un appuntamento molto atteso per gli appassionati di Manga, quell' espressione artistica giapponese che,  specialmente in Italia, ha trovato la massima diffusione negli anni Ottanta. Splendide storie d’amore raccontate spesso con toni drammatici, con tematiche importanti e molto attuali. Il musical, oltre alla sua intrinseca valenza artistica, può diventare un efficace mezzo di denuncia di alcune problematiche sociali, stimolando la riflessione nel pubblico attraverso l’ascolto e la partecipazione a un evento che nasce, in prima battuta, come un’occasione di puro divertimento.
Produzione  SENSO UNICO ALTERNATO in collaborazione con AVIS COMUNALE ROMA_Tratto dalla novella di Mann Izawa “Lady Georgie” - Adattamento teatrale CLAUDIO CROCETTI - Regia e Coreografie: MARCELLO SINDICI  Interpreti principali: CLAUDIA CECCHINI Georgie Gerald, FLAVIO GISMONDI Lowell J.Grey, ENRICO D'AMORE Abel Buttman , DARIO INSERRA Arthur Buttman - E con la partecipazione di  BRUNELLA PLATANIA nel ruolo di Mary Buttman,  ELISABETTA TULLI nel ruolo di Sophie Gerald  - Con il Corpo di Ballo di “LADY GEORGIE” - Costumi VERONICA CROCETTI -  Scenografie BY ALENKIA - Libretto DIEGO RIBECHINI  - Musiche TIZIANO BARBAFIERA

circa L'OPERA

"CAVALLERIA RUSTICANA" di P. Mascagni
Coro Roma Tre & Orchestra Roma Sinfonica
Direttore Isabella Ambrosini
Melodramma verista in un atto, in forma scenica
Libretto di Giovanni TargioniTozzetti e Guido Menasci
Orchestra Roma Sinfonica - Coro Roma Tre
Introduce Luca Aversano
TEATRO PALLADIUM UniRomaTre –Roma giovedì 19 maggio,  ore 20.30  
Il Teatro Palladium presenta l’opera Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, con l’Orchestra Roma Sinfonica e il Coro Roma Tre diretti da Isabella Ambrosini. Entrambe le formazioni, coro e orchestra, sono composte da giovani musicisti, selezionati dal M° Ambrosini fra i migliori elementi dei conservatori italiani, anche al fine di favorirne l’inserimento nel mondo del lavoro.
Già dalla prima, avvenuta il 17 maggio del 1890 al Teatro Costanzi di Roma, Cavalleria Rusticana  registrò un successo travolgente, destinato a rimanere nel tempo fino ai nostri giorni, inaugurando la stagione del verismo nella storia del melodramma italiano. L’azione, basata su un novella di Giovanni Verga, si svolge nella giornata di Pasqua, in una Sicilia di fine Ottocento che la musica di Mascagni ritrae in un grande affresco lirico, sinfonico e corale, carico delle voci, dei colori e degli umori della natura rifiorente a primavera.                                                                                                                                                      
www.teatro-palladium.it

in merito ai LIBRI

"REINAS" di Isabel  Russinova
Armando Curcio Editore
LIBRERIA ARION MONTECITORIO - Roma - venerdì 20 maggio 2016, ore 17,30
Isabel Russinova presenterà a Roma il suo ultimo libro, un saggio che raccoglie sei ritratti di donne che hanno fatto la Storia: Reinas (Armando Curcio Editore). Interverranno alla presentazione Emilia Costantini e il Prof. Bruno Roberti.
Reinas, regine che hanno vissuto lontano dal nostro tempo, ma hanno segnato la nostra storia, donne che appartengono al mito e che sono diventate mito, luminose figure femminili con  in comune la forte personalità, il coraggio e, a legarle insieme, la scelta di voler percorrere la via più dolorosa e in salita per raggiungere i propri obbiettivi per il bene comune, consegnandoci così un altissimo profilo di sé.
Berenice, figlia di Erode Il Grande, principessa giudea che ha cercato di pacificare romani ed ebrei; Galla Placidia, imperatrice romana rapita da Alarico, che amò Ataulfo e volle unire barbari e romani sotto lo stesso credo cristiano; Pentesilea, tra mito e storia, regina guerriera delle amazzoni, che combatte gli uomini per combattere le guerre; Rosina Crocco, “briganta”, una delle  protagoniste  del  grande  movimento femminile del nostro sud nell’800, che vide la prima ribellione attiva della donna; Tanaquilla, nobile Etrusca sposa di Lucumone il greco, che diventerà Tarquinio re di Roma; Agatha, prima presidente donna della Repubblica di Malta e dell’Europa del ‘900.
Donne che appartengono al mito e sono diventate mito, donne capaci di  raccontare la “Donna”, la sua la forza, la determinazione, la dolcezza, la violenza, la bellezza, la volontà, l’intelligenza, l’astuzia, l’intuizione, la resistenza.
Reinas è un omaggio alla donna, con il desiderio di raccontala per incoraggiarla ad essere sempre orgogliosa della sua anima femminile e della sua forza interiore. Berenice, Pentesilea, Galla, Rosina, Agatha e Tanaquilla, rappresentano le tante donne che in tutti i tempi illuminano l’umanità.
Isabel Russinova, da tempo, studia e ricerca le figure di donna nel cammino del mondo per non dimenticarle, e molte volte diventano protagoniste di narrazioni teatrali, continuando così a far sentire la loro voce. 
Presentazione a cura di Emilia Costantini  (Corriere della Sera) - Interviene il Prof. Bruno Roberti Critico e studioso di cinema e teatro, docente universitario Unical (Università della Calabria), membro comitato direttivo “Filmcritica”
Ingresso libero sino ad esaurimento posti
www.libreriearion.it/libri/wp/index.php/arion-montecitorio-2/

per L'ARTE

PROSEGUONO

"[T]ESSERE" di #GiovanniPalmieri 
PERSONALE PITTORICA
Curatrice: Maria Rita Ursitti -  Organizzazione: Andrea Alessio Cavarretta /Kirolandia corrente culturale/
NAT di Natalia Rinaldi - Roma - dal 14 Maggio al 12 Giugno 2016 -  orari di apertura dello store
Vernissage:  Sabato 14 Maggio 2016, ore 18.30 
Il vernissage è accompagnato dal finger food curato da Cookinart di Lucia D'Aloisio Mayo.
---
"Ogni attimo è legato ad un altro, ogni pensiero, ogni idea, ogni emozione, ogni tratto, ogni tassello di vita, come le trame di un tessuto intrecciato nel suo infinito divenire..."                                                                                    
Giovanni Palmieri
Giovanni Palmieri incontra il pubblico con TESSERE, la sua nuova mostra. A tre anni dalla sua prima personale pittorica, Giovanni Palmieri elabora con TESSERE un nuovo concetto per ridefinire attraverso la sua arte collegamenti emotivi, descrittivi, rappresentativi dell'essere.
TESSERE trame e comporre TESSERE attraverso acrilici su tela di vari formati, completamenti dell'equilibrio, riempimenti attraverso tratti e colori; tasselli, percorsi, distanze che si ricongiungono, tanto da divenire parti di nessi, elementi di un tutto sempre ridefinibile.
Un incontro particolare di idee per la nuova personale di Giovanni Palmieri anche nella scelta della prima location, infatti ad ospitare i dipinti è lo store NAT di Natalia Rinaldi che apre le porte all'artista dando così lustro all'esposizione intenta a fondersi con le eccezionali creazioni di moda al maschile della famosa stilista.
L'organizzazione della mostra è della corrente culturale KIROLANDIA con la direzione di Andrea Alessio Cavarretta,  la curatrice è Maria Rita Ursitti, a loro è anche affidata la particolare presentazione con letture della serata inaugurale.
TESSERE proseguirà il suo percorso nel mese di Settembre a Napoli,  città natale dell'artista.
Curatrice: Maria Rita Ursitti - Organizzatore: Andrea Alessio Cavarretta /KIROLANDIA corrente culturale (in fridaartes sezione artistica)/ - Allestimenti  store: Maurizio Carrara designer  - Food&Beverage vernissage: Cookinart di Lucia D'Aloisio Mayo - Media partner: La Nouvelle Vague Magazine - Fotografia e grafica: Federica Flavoni - Hair Stylist dell'artista: Lara del Zio (Camp 2, Via Margutta, Roma)
Si ringraziano anche Claudio Zocchi, Marco Ballanti, Germana Cantella, Antonella Molvetti, Manuela Vitali, Alessandro Ientile, Silvia Elisabetta Cangelosi.
www.nataliarinaldi.it

"BARBIE. THE ICON " a cura di Massimiliano Capella
COMPLESSO DEL VITTORIANO  ALA BRASINI - Roma  - da venerdì 15 Aprile a domenca  30 Ottobre 2016, vari orari
Barbie as Marilyn, 1997 © Mattel Inc.
Il suo vero nome è Barbara Millicent Roberts, ma per tutti è solo Barbie. Barbie è molto più di una semplice bambola. È un’icona globale, che in 56 anni di vita è riuscita ad abbattere ogni frontiera linguistica, culturale, sociale, antropologica. Per questo motivo la sua figura attrae sempre più l’attenzione come fenomeno culturale e sociologico tanto da dedicarle mostre come Barbie.
The Icon che, appena conclusasi al MUDEC – Museo delle Culture di Milano, arriva a Roma al Complesso del Vittoriano.
Nella sede romana la mostra, prodotta da Arthemisia Group e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE in collaborazione con Mattel, curata da Massimiliano Capella, si è arricchita di nuovi prestiti dalla serie Barbie Fashionista, tra cui i modelli Curvy, Tall e Petit, che riproducono le diverse corporature femminili, e le wedding dolls della Coppia Reale inglese William e Catherine.
Barbie. The Icon racconta l’incredibile vita di questa bambola che si è fatta interprete delle trasformazioni estetiche e culturali della società lungo oltre mezzo secolo di storia, ma - a differenza di altri miti della contemporaneità che sono rimasti stritolati dal passare del tempo - ha avuto il privilegio di resistere allo scorrere degli anni e attraversare epoche e terre lontane, rappresentando oltre 50 diverse nazionalità, e rafforzando così la sua identità di specchio dell’immaginario globale.
Dal giorno in cui ha debuttato al New York International Toy Fair, esattamente il 9 marzo 1959, Barbie ha intrapreso mille diverse professioni. È andata sulla luna, è diventata ambasciatrice Unicef e ha indossato un miliardo di abiti per 980 milioni di metri di stoffa. Soprattutto Barbie è cambiata con lo scorrere del tempo, non solo delle mode o della moda, e si è trasformata per essere sempre al passo con il mondo. Ed è diventata una vera e propria icona.
Il percorso espositivo è studiato per offrire diversi livelli di lettura: alle informazioni di approfondimento storico e culturale per il pubblico adulto, si affiancano postazioni pensate per i bambini che, attraverso una serie di attività coinvolgenti, potranno approfondire la storia di Barbie.
www.ilvittoriano.com

"Alphonse Mucha"  a cura di Tomoko Sato
Alphonse Mucha Le stagioni: Estate 1896
 
 - Serie di quattro pannelli decorativi 
Litografie a colori, 103x54 cm ciascuna  © Mucha Trust 2016
COMPLESSO DEL VITTORIANO - ALA BRASINI - Roma - da venerdì 15 aprile a domenica 11 settembre 2016,  vari orari
Alphonse Mucha (1860-1939) è stato uno degli artisti più celebri dell’Europa a cavallo tra ‘800 e ‘900: combinando immagini di donne seducenti a composizioni e layout tipografici innovativi creò originalissimi manifesti. Nacque così un nuovo genere di arte visiva fiorito nella Parigi della Belle Époque. Lo stile Mucha venne a indicare ben presto tutta una serie di opere grafiche e oggetti decorativi che arredavano le case dei cultori dell’arte a Parigi e in altri Paesi, diventando un’icona dell’Art Nouveau. Nel 1904, durante una visita negli Stati Uniti, i mass media salutarono in Mucha il più grande artista decorativo del mondo.
Mentre nel contesto dell’arte internazionale aumentava la sua fama, in Mucha crebbe forte il desiderio di contribuire all’indipendenza politica delle Terre ceche e delle vicine regioni slave divise per secoli dalle potenze coloniali. Al di là di un’opulenza di facciata e di una visione modernista espresse dall’Esposizione universale di Parigi del 1900, nell’Europa centrale e orientale le tensioni politiche montavano. Mucha credeva nell’universalità dell’arte, nel suo potere d’ispirazione e di comunicazione, auspicando la creazione di un’unione spirituale dei popoli slavi e, in ultima analisi, di tutto il genere umano. L’artista sognava un mondo migliore, dove le minoranze etniche di qualsiasi background culturale avrebbero potuto vivere in armonia senza subire le minacce delle nazioni più potenti. L‘amore di Mucha per la propria terra e per gli ideali utopici si manifesta nel suo capolavoro, l’Epopea slava (1911-28).
Sotto l’egida dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano e con il patrocinio della Regione Lazio, la prima grande retrospettiva dedicata a Roma all’artista ceco Alphonse Mucha è organizzata e prodotta da Arthemisia Group in collaborazione con la Fondazione Mucha.
Curata da Tomoko Sato, la mostra si compone di oltre 200 opere tra dipinti, manifesti, disegni, opere decorative, gioielli e arredi, che concorrono a ripercorrere l’intero percorso creativo del massimo esponente dell’Art Nouveau.
L’evento vede come sponsor Generali, special partner Ricola, sponsor tecnico Trenitalia e media partner Vogue Italia.
L’evento è consigliato da Sky Arte HD.
Il catalogo è edito da Skira per Arthemisia.
Immagine a corredo: Alphonse Mucha Le stagioni: Estate - 1896  - Serie di quattro pannelli decorativi  - Litografie a colori, 103x54 cm ciascuna  © Mucha Trust 2016
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"I Macchiaioli. Le collezioni svelate" curata da Francesca Dini
CHIOSTRO DEL BRAMANTE  - Roma - da mercoledì 16 marzo a  domenica 4 settembre 2016,  tutti i giorni dalle  ore 10.00 alle 20.00 , sabato e domenica 10.00-21.00
Cristiano Banti, Ritratto della figlia Alaide.
Olio su tavoletta, 30x42 cm. Collezione privata
Con il Patrocinio dell’Assessorato Cultura e Turismo del Comune di Roma, la mostra I Macchiaioli. Le collezioni svelate curata da Francesca Dini è prodotta e organizzata daDart - Chiostro del Bramante e Arthemisia Group.
La mostra I Macchiaioli. Le collezioni svelate apre al Chiostro del Bramante di Roma dal 16 marzo e ha il pregio di presentare al pubblico per la prima volta importanti dipinti dei Macchiaioli e non solo, collocandoli nel contesto delle antiche collezioni che in origine li ospitarono.
Le opere che appartenevano a grandi collezioni del passato - come quella di Cristiano Banti, Diego Martelli, Rinaldo Carnielo, Edoardo Bruno, Gustavo Sforni, Mario Galli,Enrico Checcucci, Camillo Giussani, Mario Borgiotti - oggi sono confluite per lo più in collezioni private e rappresentano un nucleo inedito del più importante movimento pittorico italiano del XIX Secolo.
In mostra oltre 110 opere che rappresentano la punta di diamante di ricchissime raccolte di grandi mecenati dell’epoca, personaggi di straordinario interesse, accomunati dalla passione per la pittura, imprenditori e uomini d’affari innamorati della bellezza, senza i quali oggi non avremmo potuto ammirare questi capolavori. Talvolta donate dagli autori stessi e più spesso acquistate per sostenere gli amici pittori in difficili momenti, queste opere - in grado di assecondare il piacere estetico e arricchire le più grandi quadrerie - sono diventate capolavori ricercati anche dai grandi intenditori d’arte dei nostri giorni.
In un percorso di 9 sezioni - ciascuna intitolata alla collezione di provenienza - il visitatore ha la possibilità di scoprire i Macchiaioli, il movimento pittorico più importante dell’Ottocento italiano e il clima storico che fa da sfondo alla vicenda di questi artisti, oltre ai temi, ai contenuti e ai personaggi di questo rivoluzionario movimento: si potranno ammirare opere quali Il Ponte Vecchio a Firenze (1878 ca.) di Telemaco Signorini - fortunosamente recuperato da Borgiotti sul mercato inglese: un capolavoro non più visto da decenni -, Il giubbetto rosso(1895) di Federico Zandomeneghi, Marcatura dei cavalli in Maremma (1887) e Ciociara (Ritratto di Amalia Nollemberg) del 1881 ca. di Giovanni Fattori, Place de la Concorde(1875) e Campo di neve (1880 ca.) di Giuseppe De Nittis, accanto al Ritratto di Alaide Banti in giardino (1875 ca.) di Cristiano Banti, Cucitrici di camicie rosse (1863) diOdoardo Borrani, Sforni in veranda che legge (1914 ca.) e il Ritratto della moglie Isa (1902 ca.) di Oscar Ghiglia.
In mostra, dunque, anche opere a cavallo tra Ottocento e Novecento che raccontano come le conquiste formali e concettuali dei Macchiaioli furono recepite e sviluppate dalle successive generazioni di pittori.
La mostra vede come sponsor Generali Italia. L’evento è consigliato da Sky Arte HD.
Il catalogo è edito da Skira.
Immagine a corredo: Cristiano Banti, Ritratto della figlia Alaide. Olio su tavoletta, 30x42 cm. Collezione privata
www.chiostrodelbramante.it

"Correggio e Parmigianino. Arte a Parma nel Cinquecento" a cura di David Ekserdjian
SCUDERIE DEL QUIRINALE – Roma – da sabato 12 marzo a domenica 26 giugno 2016, orari vari.
Attraverso una selezione di capolavori provenienti dai più importanti musei del mondo, la mostra mette a confronto i percorsi di due astri assoluti del Rinascimento italiano, Antonio Allegri detto Il Correggio (1489-1534) e Francesco Mazzola detto Il Parmigianino (1503-1540). Grazie al formidabile talento di questi due artisti, la città di Parma divenne all’inizio del XVI secolo un centro artistico in grado di competere a pieno titolo con le grandi capitali dell’arte italiana come Roma, Firenze e Venezia.
Correggio si recò a Parma solo alla fine degli anni Dieci del Cinquecento, quando era già all’apice della carriera, e vi rimase per il resto della sua vita. Con l’intento di esaminarne l’intero percorso artistico, sono stati selezionati in mostra circa venti dipinti che sottolineano opportunamente non solo la straordinaria carica emotiva e la gamma di sentimenti espressi dal Correggio pittore di immagini religiose, ma anche le sue opere di soggetto mitologico, che ebbero un’enorme influenza sugli artisti successivi, dai Carracci, a Watteau, fino a Picasso.
Si potranno ammirare capolavori come la Madonna Barrymore (Washington, National Gallery of Art), il Ritratto di dama (San Pietroburgo, Museo Statale dell’Ermitage), Il martirio di Quattro santi (Parma, Galleria Nazionale); Noli me tangere (Madrid, Museo del Prado), La Scuola di Amore (Londra, National Gallery); Danae (Roma, Galleria Borghese).
Quanto a Parmigianino, la cui carriera lo vide attivo anche a Roma e a Bologna, il numero di dipinti esposti sarà all’incirca lo stesso, ma accanto a quelli di soggetto religioso e mitologico, l’accento sarà posto anche sugli spettacolari risultati ottenuti nel genere del ritratto. Una ampia selezione di opere su carta metterà in evidenza la profonda diversità del loro approccio alla pratica del disegno: quello sostanzialmente funzionale di Correggio sarà accostato alla produzione incomparabilmente più ricca e varia di Parmigianino, artista mosso da un bisogno quasi ossessivo di disegnare. Tra i capolavori presenti in mostra si ricorda la grandePala di Bardi, prima opera realizzata dall’artista all’età di sedici anni, il monumentale San Rocco dipinto per la Basilica di San Petronio a Bologna, la Conversione di Saulo (Vienna, KUnsthistorisches Museum); la Madonna di San Zaccaria (Firenze, Gallerie degli Uffizi); la celeberrima Schiava turca della Galleria Nazionale di Parma e la cosiddetta "Antea", tra i ritratti più sofisticati e misteriosi di tutto il Cinquecento.
Oltre a Correggio e Parmigianino, che naturalmente saranno i protagonisti dell’evento espositivo, la mostra include anche dipinti e disegni di altri quattro artisti meno celebri ma non meno talentuosi della cosiddetta Scuola di Parma – Michelangelo Anselmi, Francesco Maria Rondani, Girolamo Mazzola Bedoli e Giorgio Gandini del Grano – a dimostrazione del fatto che uno degli effetti più notevoli della presenza a Parma di Correggio e Parmigianino fu proprio l’emergere di una cerchia di allievi e discepoli.
A cura di David Ekserdjian
Immagine a corredo: Parmigianino (Francesco Mazzola), Ritratto di giovane donna detta "Schiava turca" (particolare). Parma, Galleria Nazionale.
Su concessione del Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo – Polo Museale dell’Emilia Romagna. E’ vietata la duplicazione o riproduzione con qualsiasi mezzo.
www.scuderiequirinale.it

Street Art - Banksy & Co.
PALAZZO PEPOLI - Museo della Storia di Bologna - Bologna - da venerdì 18 marzo a domenica 26 giugno 2016, vari irari
Sul finire degli anni Sessanta del ‘900, nuove pratiche artistiche urbane sono apparse in diverse città del mondo occidentale, con l’intento di ridefinire la nozione di arte nello spazio pubblico. Sotto l’etichetta street art, riuniamo oggi diverse forme di arte pubblica indipendente, che riprendendo i codici della cultura pop e del graffittismo, utilizzano il dialogo tra la strada e il web per dare vita a forme decisamente innovative. Dopo dieci lustri, il fenomeno socio-culturale del graffitismo urbano ha guadagnato una rilevanza unica nel panorama della creatività contemporanea: le opere di artisti come Banksy hanno invaso le maggiori città del mondo, e dagli anni Ottanta a oggi la stessa Bologna si è affermata come punto di riferimento per molti artisti - da Cuoghi Corsello a Blu, passando per Dado e Rusty - che hanno scelto proprio la città Felsina per lasciare il loro segno sui muri. Dal 18 marzo al 26 giugno 2016 questa forma d’arte è raccontata nella sua evoluzione, interezza e spettacolarità nelle sale di Palazzo Pepoli - Museo della Storia di Bologna con una grande mostra intitolata Street Art - Banksy & Co. L’evento porterà inoltre per la prima volta in Italia la collezione del pittore statunitense Martin Wong donata nel 1994 al Museo della Città di New York, presentata nella mostra City as Canvas: Graffiti Art from the Martin Wong Collection, a cura di Sean Corcoran curatore di stampe e fotografie del Museo. Come mostra dentro la mostra, la sezione vuole individuare la New York del 1980, nella quale si potranno ammirare lavori dei più grandi graffiti writers e street artists statunitensi come Dondi White, Keith Haring, e Lady Pink. La mostra, prodotta e organizzata da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, Genus Bononiae. Musei nella città e Arthemisia Group, curata da Luca Ciancabilla, Christian Omodeo e Sean Corcoran, intende spiegare il valore culturale e l’interesse artistico della street art. Il progetto nasce dalla volontà del Professor Fabio Roversi-Monaco, Presidente di Genus Bononiae, e di un gruppo di esperti nel campo della street art e del restauro con l’obiettivo di avviare una riflessione sui principi e sulle modalità della salvaguardia e conservazione di queste forme d’arte. Il progetto di “strappo” e restauro, una sperimentazione condotta dal laboratorio di restauro Camillo Tarozzi, Marco Pasqualicchio e Nicola Giordani su alcuni muri bolognesi di Blu - uno dei dieci street artists migliori al mondo come riporta una classifica del The Guardian del 2011 -, quali il grande murale delle ex Officine di Casaralta (Senza titolo, 2006) e il murale della facciata delle ex Officine Cevolani (Senza titolo, 2003) destinati altrimenti alla demolizione, è parso come un’occasione propizia per una mostra che vuole contribuire all’attuale dibattito internazionale: da anni, infatti, la comunità scientifica pone l’attenzione sul problema della salvaguardia di queste testimonianze dell’arte contemporanea e della loro eventuale e possibile
“musealizzazione” a discapito dell’originaria collocazione ma a favore della loro conservazione e trasmissione ai posteri. La mostra Street Art - Banksy & Co. racconta per la prima volta le influenze sulle arti visive che la street art ha avuto e continua ad avere, passando per quell’estetica che nacque a New York negli anni ‘70 grazie alla passione per il lettering e il name writing di giovani dei quartieri periferici della città. Espone le opere di autori associati al graffiti writing e alla street art, per creare lungo il percorso le assonanze tra le diverse produzioni e spiegare il modo in cui sono state recepite dalla società. Il patrimonio artistico è protagonista dell’inedita esposizione ospitata a Palazzo Pepoli, che con la sua corte coperta riproduce quella che potrebbe essere una porzione di città, luogo ideale per raccontare una tappa importante della storia di Bologna. Il fine utopistico e l’intento sono proteggere e conservare questa forma d’arte e portare le attuali politiche culturali a riconoscere l’esigenza di una ridefinizione degli strumenti d’intervento nello spazio urbano perché i graffiti - oggi più di ieri - influenzano il mondo della grafica, il gusto delle persone, l’Arte intera di questo secolo.
www.mostrastreetart.it
www.genusbononiae.it/palazzi/palazzo-pepoli/

"La seduzione dell’antico Da Picasso a Duchamp da De Chirico a Pistoletto" a cura di Claudio Spadoni
MAR – Museo d'Arte della città di Ravenna - Ravenna - da domenica 21 febbraio a domenica 26 giugno 2016, vari orari
Enti organizzatori: Comune di Ravenna - Assessorato alla Cultura, MAR Ravenna . Con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. Con il sostegno di CMC Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna, CNA Servizi Ravenna 
 “Quel non so che di antico e di moderno...” lo scriveva Carlo Carrà dopo la stagione futurista, in un tempo in cui - era il 1916 - egli stesso era ormai rivolto a un ripensamento del passato, come scrisse nei suoi due saggi Parlata su Giotto e Paolo Uccello costruttore. Un pensiero, quello di Carrà, ambiguamente definito “il ritorno all’ordine” che ormai andava diffondendosi anche oltre i confini, dopo le “avventurose” sortite delle avanguardie che avevano segnato il primo Novecento fino alla Grande Guerra. Ma se la fase delle avanguardie storiche non poteva dirsi conclusa, almeno fino all’entrata in scena del Surrealismo - di cui il manifesto del 1924 ne suggella la nascita -, il clima storico era profondamente mutato, come testimoniano i “cambiamenti di rotta” di diversi protagonisti di quelle stesse avanguardie.  La mostra La seduzione dell’antico. Da Picasso a Duchamp, da De Chirico a Pistoletto narra quanto sia stato insopprimibile il richiamo all’“antico” lungo tutto il Novecento, come testimoniato opere di artisti quali De Chirico, Morandi, Carrà, Martini, Casorati, Sironi, Scipione, Fontana, Guttuso e Clerici, Schifano, Festa, Angeli, Ceroli, Paolini, Pistoletto, Ontani, Mariani, Paladino, Duchamp, Man Ray, Picasso e Klein esposte al MAR - Museo d'Arte della città di Ravenna dal 21 febbraio al 26 giugno 2016.  La mostra, promossa dal MAR - Museo d'Arte della città di Ravenna, realizzata grazie al prezioso sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e a cura di Claudio Spadoni, ripercorre la storia del Novecento documentando artisti e vicende che testimoniano l’attenzione all'“antico” non solo di coloro estranei alle trasgressioni delle avanguardie, ma anche di molti che, senza rinnegare la loro appartenenza a movimenti o tendenze, hanno attinto all’antico proponendo un ritorno alla figuratività più quieta, appoggiata ai valori della tradizione.   Una tradizione intesa come restituzione moderna di modelli dell’antico, anche fino all’esplicita citazione; oppure in forma evocativa, come pretesto per una rilettura inedita, come uno sguardo disincantato rivolto a opere e figure mitizzate del passato da contestualizzare nella contemporaneità, per giungere alle operazioni più disincantate e dissacratorie condotte da alcuni artisti. Attraverso otto sezioni l’esposizione racconta protagonisti come De Chirico, Morandi, Carrà, Martini e Casorati; il periodo cruciale del “ritorno all’ordine” fra le due Guerre quando prima Sironi e poi gli artisti italiani più significativi esponevano sotto l’etichetta del “Novecento”, il movimento promosso  da Margherita Sarfatti; fino narrare il Realismo magico, le versioni diversissime del Neobarocco, da Scipione a Fontana a Leoncillo; illustrare attraverso le loro opere figure di artisti quali Guttuso e Clerici; la stagione della Pop Art, con Schifano, Festa, Angeli, Ceroli, e quindi, nel pieno dell'Arte Povera, raccontare di Paolini e Pistoletto. E ancora, da Salvo ad Ontani, da Mariani a Paladino e la rilevante presenza di stranieri quali Duchamp, Man Ray, Picasso, Klein.   Il Novecento è stato il secolo all’insegna del “nuovo” che ha visto le avanguardie dei primi decenni e quindi le neoavanguardie del secondo dopoguerra protagoniste della scena artistica internazionale, che la mostra intende descrivere, a cui la critica, i Musei, le Fondazioni e il mercato dell’arte hanno rivolto sempre maggiori attenzioni. 
Comitato scientifico Antonio Paolucci, Elena Pontiggia, Marco Bazzocchi, Claudio Spadoni
www.arthemisia.it www.mar.ra.it

"IL SIMBOLISMO Dalla Belle Époque alla Grande Guerra" a cura di Fernando Mazzocca e Claudia Zevi in collaborazione con Michel Draguet.
PALAZZO REALE - Milano - da mercoledì 3 febbraio a domenica 5 giugno 2106 - orari vari
Il Simbolismo. Arte in Europa dalla Belle Époque alla Grande Guerra è una grande mostra che si inserisce in un preciso programma che Palazzo Reale dedica all’arte tra fine Ottocento e inizio Novecento e che ha già visto l’inaugurazione di Alfons Mucha e le atmosfere art nouveau (fino al 20 marzo 2016).
Promossa dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE eArthemisia Group, la mostra è a cura di Fernando Mazzocca e Claudia Zevi in collaborazione con Michel Draguet.
“La prima grande mostra del 2016 di Palazzo Reale è dedicata a uno dei movimenti artistici che hanno marcato il passaggio dall’Ottocento al Novecento, segnando il superamento della rappresentazione oggettiva della realtà e approdando a una dimensione più intima e soggettiva del reale – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. Un percorso suggestivo e affascinante che accompagnerà il visitatore in mostra, conducendolo lungo un percorso di opere straordinarie realizzate da quegli artisti che, nel corso della loro vita, hanno abbracciato il movimento simbolista”.
Con oltre 2.000 mq di superficie espositiva e 24 sale site al piano nobile di Palazzo Reale di Milano, Il Simbolismo. Arte in Europa dalla Belle Époque alla Grande Guerra mette per la prima volta a confronto i simbolisti italiani con quelli stranieri grazie a circa un centinaio di dipinti, oltre alla scultura e una eccezionale selezione di grafica, che rappresenta uno dei versanti più interessanti della produzione artistica del Simbolismo, provenienti da importanti istituzioni museali italiane ed europee oltre che da collezioni private.
www.palazzorealemilano.it

Kirosegnaliamo esce all’inizio di ogni settimana, chi volesse darci comunicazione di eventi con rilievo artistico-culturale può scriverci a kirolandia@gmail.com oppure info@kirolandia.com,  entro la domenica precedente, specificando chiaramente la richiesta di segnalazione, provvederemo previa specifica selezione all'inserimento …

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