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lunedì 19 marzo 2018

KIROSEGNALIAMO Settimana 19-25 Marzo 2018

K-news  





Kiri, continuano anche per questa nuova stagione,  le segnalazioni di Kirolandia blog di cooperazione dell'omonima corrente culturale.





Di settimana in settimana vari suggerimenti tra teatro, musica, arte  e tanti altri eventi selezionati  accuratamente sulla base delle vostre importanti indicazioni.



Dunque ecco per sognare con voi... 

TEATRO

DEBUTTI..

"TUTTO ESAURITO …MA SIETE ANCORA IN TEMPO!"
di MAX PAIELLA E CATERINA BRIGLIADORI
con MAX PAIELLA REGIA STEFANO MESSINA

TEATRO VITTORIA - Roma
dal 20 al 31 marzo 2018,  ore 21.00_ ore 21.00 (mercoledi 21 ore 17.00 ; martedi 27 ore 20.00 ; domenica ore 17.30)

Il nuovo spettacolo dell’eclettico ed esilarante Max Paiella debutta in prima nazionale sul palcoscenico del Teatro Vittoria, dal 20 al 31 marzo.  Una divertente riflessione che analizza l'esaurimento in tutte le sue forme.  Ma la fine segna sempre un nuovo inizio. L'Esaurimento delle risorse naturali è alle porte, infatti.  Stiamo perdendo specie di animali, piante e sindaci.  Si esaurisce la pazienza, la lingua italiana e spesso anche il dialetto. Si dissolvono tradizioni, idee ed emozioni. Il clima si sta deteriorando, ma anche la nostra realtà quotidiana fatta sempre più spesso di frasi idee e concetti parzialmente scremati...Che ci rendono parzialmente stremati. 

‘Coraggio! Finiscono storie d'amore ma anche litigi; leaders politici ma anche crisi economiche, scompaiono talvolta i capelli ma anche i raffreddori allergici....
Ho finito anche le parole per la presentazione, non rimane che fare lo spettacolo. Affrettatevi perché già da adesso è: TUTTO ESAURITO!’ Max Paiella

di Max Paiella e Caterina Brigliadori - con Max Paiella Regia Stefano Messina - Regia Video Claudio Piccolotto -  Scenografie Carlo Ficini                                                        - Musiche Attilio Di Giovanni e Max Paiella Dir di scena Diego Caccavallo - Luci Fabio Persia Audio Fabio Caratelli  -  produzione Corvino produzioni

Costo: Biglietti:  intero platea 28 € , intero galleria 22  (compresi 3 euro di prevendita) ridotti in convenzione: platea 21  e galleria 18  (compresi i 3 euro di prevendita) Promozione gruppi: 1 biglietto cortesia ogni 10 spettatori paganti
Informazioni: botteghino: 06 5740170 ; 065740598 lunedì (ore 16-19), martedì - sabato (ore 11- 20), domenica (ore 11-13.30 e 16-18) Vendita on-line e info: www.teatrovittoria.it
Indirizzo: piazza di Santa Maria Liberatrice, 10 - Roma
Sito di Riferimento: www.teatrovittoria.it
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Arte e Spettacolo Domovoj
presenta
"QUESTO AMORE"
con Laura Lattuada-Massimiliano Vado–Eleonora De Luca
Tratto dal Romanzo di Roberto Cotroneo
Drammaturgia e Regia di Matteo Tarasco

OFF OFF THEATRE - Roma
dal 20 al 25 marzo 2018 ,  orario: serali ore 21.00,  pomeridiane ore 18.00

Tratto dal romanzo omonimo di Roberto Cotroneo, tra gli autori contemporanei più apprezzati, con la drammaturgia.

Lo spettacolo racconta la storia d'amore tra Anna, un'insegnante di lettere ed Edo, un ex calciatore di Serie A, due figure tanto distanti tra loro, quanto vicine. Subito vengono alla mente le iconiche storie d'amore della letteratura di tutti i tempi, da Romeo e Giulietta, a Tristano e Isotta passando per Orfeo e Euridice. “Con “Questo amore” – raccontano il regista Matteo Tarasco e l’autore Cotroneo - abbiamo scelto di affrontare il tema di un amore assoluto e impossibile dove assenza e ricordo, attesa e memoria, si incrociano a formare la complessa trama di una storia semplice.”

NOTE DI REGIA:
FORTE COME LA MORTE E’ AMORE
“Questo amore” è un romanzo folgorante, di profonda bellezza poetica e di altissima fattura stilistica; un romanzo che parla al cuore del lettore con la voce intensa della poesia. Proprio per questo motivo abbiamo ritenuto necessario “dare voce”, la viva voce del teatro, alle parole brucianti di questa straordinaria storia d’amore tra una professoressa e un ex calciatore, che tanto somigliano a Romeo e Giulietta, a Tristano e Isotta, ad Orfeo ed Euridice.
E così, Roberto Cotroneo, sollecitato da me e l’attrice Laura Lattuada, ha deciso di “riscrivere” il romanzo in forma scenica e ne ha tratto una testo teatrale. Ma non si tratta di un mero adattamento del testo originale, né di trasposizione scenica, bensì di una nuova opera, parente del romanzo, nata per gemmazione, l’opera nuova di uno dei più apprezzati romanzieri contemporanei italiani che per la prima volta si misura con la scrittura per il palcoscenico. Questo spettacolo rappresenta un’ideale continuazione del lavoro che io e l’attrice Laura Lattuada, abbiamo intrapreso sulla nuova drammaturgia italiana ed inaugurato con il dittico di Susanna Tamaro, “L’inferno non esiste?”, due storie che parlano di violenza sulle donne. Riteniamo infatti che raccontare l’odierno quotidiano di un paese in forte mutazione, quale il nostro in questo momento, sia un obbligo civile e morale di ogni artista e cittadino. E pertanto abbiamo scelto di intraprendere un percorso di forte impegno e di rinnovamento, suggerendo a scrittori contemporanei di scrivere nuova drammaturgia per un nuovo teatro.
Anna, una insegnante di lettere, e Edo, un ex calciatore di serie A, si amano sin dal primo istante in cui si conoscono; e sin dal loro primo incontro parlano di poesia, o meglio, parlano di amore attraverso le parole dei poeti più amati, attraverso le pagine dei libri allineati sugli scaffali della libreria che hanno deciso di aprire insieme e che diventa il luogo segreto, pubblico ma al contempo intimo, dove cresce il loro amore. Ma anche il luogo dove Anna attenderà Edo. Perché lui è andato via, non si sa dove, senza motivo, senza un preavviso, come svanito in un nulla incomprensibile, risucchiato in un’altra dimensione. E Anna dedicherà la sua intera vita nell’attesa di Edo, nonostante la loro figlia, oramai adulta, cerchi di dissuadere la madre sognatrice dall’aspettare qualcuno che sembra non volere o non poter tornare indietro.

con Laura Lattuada, Massimiliano Vado, Eleonora De Luca - Tratto dal Romanzo di Roberto Cotroneo - Drammaturgia e Regia di Matteo Tarasco - Spazio - Scenico, costumi e Luci Matteo Tarasco - Elaborazioni Musicali Fefo Forconi – - Assistente alla Regia Marta Selvaggio - Produzione Esecutiva Marilia Chimenti

Costo: Biglietto intero 25 € -  ridotto 18 € - 10 € per gruppi e under 26
Indirizzo: Via Giulia 19/21 – Roma
Informazioni:  06 89239515 -  info@off-offtheatre.com
Siti di riferimento: www.off-offtheatre.com
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Avviso ai Soci
L'Associazione Culturale Teatro Trastevere
presenta
"Circus"
di Enrico Di Fabio
regia Pierfrancesco Ambrogio

TEATRO TRASTEVERE -  Roma
dal 20 al 25 marzo, ore 21.00_dom. 17.30

In Circus non c’è nulla di vero.
Tutto è parossisticamente esasperato.
Il luogo stesso nel quale si muovono i personaggi è metafora di una realtà distorta
dove gli equilibri sono precari e il rischio di morire è sempre presente.
Mentre nella pista si allestisce lo spettacolo, nel retro avviene uno scontro feroce tra generazioni. Da una parte i vecchi, detentori del potere, avidi e cinici, e dall’altra i giovani nipoti ingenui, crudeli e goffi.
Esasperare nel grottesco i caratteri dei personaggi creati da Enrico Di Fabio appare secondo la regia magistrale ed originale di Pierfrancesco Ambrogio la chiave  giusta per poter veicolare il messaggio che il testo enuncia: “l’impossibilità di poter vedere realizzate le proprie aspirazioni in una società squilibrata che annaspa alla ricerca di senso”.

con Lucia Ciardo: Lucy – Ebe; Patrizia Bollini: Artemide – Perun; Barbara Abbondanza: Tito – Calliope; Serafino Iorli: Apollonio - Teresa

Costo:  Biglietto intero 12 € - ridotto 10 €
Kiroconvenzione: INGRESSO RIDOTTO per tutti i  Kiri iscitti alla pagina facebook  di Kirolandia MEDIA PARTNER del TEATRO
Informazioni: 06.5814004 - info@teatrotrastevere.it
Indirizzo: via Jacopa de Settesoli 3 - Roma
Sito di riferimento teatro: www.teatrotrastevere.it
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COMICROFONO
presenta
"VE LO DICO LO STESSO"
di Fabian Grutt e Giuliano Rinaldi
con Fabian Grutt
regia di Francesco Arienzo
TEATRO GOLDEN - Roma
25 marzo 2018, ore 21.00

In scena  al Teatro Golden di Roma  il monologo scritto da Fabian Grutt e Giuliano Rinaldi, per la regia di Francesco Arienzo e l'interpretazione di Fabian Grutt.

In questo monologo comico, Fabian Grutt, superato lo scoglio dei quarant’anni, prende atto che forse non vincerà mai il suo tanto desiderato Oscar., che un cane può essere il migliore, ma anche il peggiore amico dell’uomo, che fingersi amico di Leonardo di Caprio può rivelarsi un grave errore, che scoprire l'omosessualità del fratello non è sempre piacevole, che certe notizie possono cambiarci la vita e soprattutto che tutto questo, anche se non serve, ve lo dirà lo stesso.

di Fabian Grutt e Giuliano Rinaldi - con Fabian Grutt - regia di Francesco Arienzo - scene di Mauro Berti

Costo: Biglietto  Intero 12 €
Indirizzo: viaTaranto, 36 - Roma
Telefono: tel. fax  06 704 93 826 -  mail:info@teatrogolden.it
Sito di riferimento: www.teatrogolden.it/teatro/
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PROSEGUONO...

"PROFUMO DI DONNA"
dal romanzo “Il buio e il miele” di Giovanni Arpino
diretto e interpretato da Massimo Venturiello
con (in ordine alfabetico) Irma Ciaramella, Camillo Grassi, Andrea Monno, Claudia Portale, Sara Scotto di Luzio, Franco Silvestri
adattamento Pino Tierno
la voce dei brani cantati è di
Tosca

TEATRO DELLA COMETA - Roma
dal 13 al 25 marzo 2018,  orario dal martedì al venerdì ore 21.00_sabato doppia replica ore 17.00 e ore 21.00_domenica ore 17.00.

Un capitano in pensione, rimasto cieco a causa di un’esplosione accidentale, decide di recarsi a Napoli da un amico anch’egli non vedente. Il capitano si farà accompagnare in questo viaggio da un giovane soldato in permesso premio. Tra vessazioni e rimproveri, il giovane, ribattezzato “Ciccio” al pari di tutti gli sventurati che si sono succeduti nell’ingrata mansione, “scorterà” quindi il bizzarro capitano che si rivelerà un uomo dalla personalità poliedrica; a tratti irascibile e spigoloso, a volte ironico e autoironico, sempre e comunque irresistibile seduttore di donne, per le quali ha una particolare passione. I due partono in treno da Torino e la prima tappa è Genova, dove il capitano decide di passare alcune ore con una prostituta. La seconda tappa del viaggio è Roma, dove il capitano parla con il cugino prete della sua condizione fisica e, per ultimo, giungono a Napoli, dove il capitano viene corteggiato da una giovane donna perdutamente innamorata di lui, ma il capitano sembra infastidito dalle sue attenzioni. La vera ragione del viaggio e dell’incontro con l’amico non vedente giungerà inaspettata e sorprendente solo alla fine... solo allora il capitano capirà che non potrà rifiutare l’aiuto e le attenzioni della giovane donna.

“Ora che abbiamo i mezzi per spaziare, per comunicare con tutti ci siamo chiusi in noi stessi, siamo diventati cinici disumani...” Così dice Charlie Chaplin nel discorso finale de “Il Grande Dittatore” e, come a volte succede a noi attori, le parole che continuiamo a ripetere tutte le sere ci restano addosso e ci rimbalzano poi nella mente durante le nostre giornate. Così, interpretando il ruolo che fu di Chaplin, ho spesso ripensato a queste parole ed è cresciuta in me la necessità di continuare a parlarne. Viviamo quotidianamente il paradosso di un’epoca in cui la globalizzazione ci spinge sempre di più verso l’isolamento e l’anonimato. Ecco perché mi sono innamorato del romanzo di Giovanni Arpino “Il buio e il miele” e ho deciso di portarlo in scena come già fece Dino Risi con l’indimenticabile film interpretato da Vittorio Gassman “Profumo di donna”, poi risorto nel remake “Scent of a Woman” di Martin Brest con Al Pacino. Questo romanzo-film è sicuramente l’emblema della solitudine moderna, della disillusione esistenziale che inevitabilmente conduce al cinismo e alla perdita di umanità e che assume nella figura del protagonista Fausto una dimensione cosmica (chissà se Arpino, dando al suo protagonista il nome di Fausto ha, magari inconsciamente, pensato al dottor Faust), spingendolo verso un crinale in cui si è smarrito il ‘profumo della vita’, la disperazione si confonde con l’ironia e il sarcasmo e la tragedia diventa persino comica, esilarante, proprio come tragica e comica è la condizione umana. Ed è proprio così che me lo immagino questo spettacolo, un incontro di emozioni contrapposte, uno scontro di lacrime e risate in cui, al momento, non so quale delle due prenderà il sopravvento” Massimo Venturiello

dal romanzo “Il buio e il miele” di Giovanni Arpino - diretto e interpretato da Massimo Venturiello - con (in ordine alfabetico) Irma Ciaramella, Camillo Grassi, Andrea Monno, Claudia Portale, Sara Scotto di Luzio, Franco Silvestri - adattamento Pino Tierno - la voce dei brani cantati è di Tosca - scene Alessandro Chiti  - costumi Sabrina Chiocchio - musiche Germano Mazzocchetti  - light design Umile Vainieri
   
Costo: Biglietti Platea 25 €, prima galleria 20 €, seconda galleria 18 €
Informazioni:  Telefono 06.6784380
Indirizzo: via del Teatro Marcello, 4 - Roma
Siti di riferimento: www.teatrodellacometa.it
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Compagnia Molière – Il teatro di Tato Russo
GIANFRANCO JANNUZZO   DEBORA CAPRIOGLIO
"ALLA FACCIA VOSTRA"
di Pierre Chesnot
traduzione adattamento e regia PATRICK ROSSI GASTALDI

TEATRO QUIRINO -  Roma
dal 13 al 25 marzo 2018,  da martedì a sabato ore 21.00 - domenica ore 17.00 - giovedì 15  e giovedì 22  marzo  ore 17.00 - mercoledì 21 marzo ore 19.00 - sabato 24 marzo ore 17.00 e ore 21.00

COMMEDIA ESILARANTE!!! Dall’autore de ”L’inquilina del piano di sopra” un vero e proprio
meccanismo ad orologeria fatto di tempi perfetti, di entrate ed uscite a ripetizione e di continui
colpi di scena.
Intrighi, sotterfugi, equivoci, ipocrisia, per una vicenda che mette a nudo la parte più meschina e cinica dell’animo umano, che dovrebbe scandalizzare, ma che invece cattura lo spettatore,
coinvolgendolo in un vortice di comicità e regalandogli due ore di divertimento e risate.

NOTE DI REGIA
Roma ai giorni nostri, la commedia si apre su Luisa (la governante) che piange la morte del suo padrone Stefano Bosco, scrittore di grande successo, settantaquattrenne morto d'infarto.
A poco a poco i conoscenti stretti cominciano ad arrivare nell'appartamento. Il vicino Dott. Garrone è il primo, professore di medicina è lui che decreta il decesso. Poi raggiungono il luogo Lucio Sesto e sua moglie Vanessa, rispettivamente genero e figlia dello scrittore. Per ultima Angela, seconda moglie del defunto, molto più giovane di suo marito, 30 anni, fa la sua entrata agitata nello studio di Stefano Bosco.
Molto velocemente il lutto che riunisce i personaggi si trasforma in una "transizione finanziaria"
nella quale tutti vogliono avere parte e guadagnarci: la coppia Sesto cerca di coprire un enorme debito con un prestito della banca garantito dall'eredità di Vanessa, la figlia. Angela progetta una nuova vita con tanti soldi e il suo nuovo amante francese. Il Dott. Garrone vuole comprare l'appartamento per farne finalmente il suo studio, il banchiere Marmotta che acconsente al prestito vorrebbe intascare una grossa percentuale sui futuri soldi di Vanessa.
Solo Luisa, fedele governante, vive per ricordare il genio dello scrittore. Ma ecco che tutto si capovolge e succedono fatti esilaranti che faranno tremare e crollare questi progetti. Ne nascono situazioni comiche dove una risata cinica e infantile è garantita.
Ovviamente è il personaggio di Gianfranco Jannuzzo, il genero Lucio Sesto, che conduce le avide danze che lo porteranno a crisi di nervi esilaranti diventando simpatico per le sue incapacità e disavventure. Molto comico è anche il personaggio di Debora Caprioglio donna che soddisfa tutti i piaceri di sesso senile dello scrittore per ottenere soldi, soldi e ancora soldi.
L'adattamento sarà portato in Italia ai giorni d'oggi per vivificare di più la corsa al denaro e
l'isterismo della nostra contemporaneità.
Patrick Rossi Gastaldi

di Pierre Chesnot - con GIANFRANCO JANNUZZO   DEBORA CAPRIOGLIO Antonella Piccolo   Roberto D'Alessandro - e con Antonio Rampino   Paola Lavini   Antonio Fulfaro - scene Andrea Bianchi - light designer Mirko Oteri - costumi Valentina De Merulis - traduzione adattamento e regia PATRICK ROSSI GASTALDI

Durata: 2 ore e 20 minuti compreso intervallo
Costo:   Biglietti  dal lun al ven platea interi € 30  ridotti  € 27 - I balconata interi € 24  ridotti € 22 - II balconata interi € 19 ridotti € 17  - galleria interi € 13 ridotti € 12 / Biglietti  sab. sera e dom  platea interi € 34  ridotti € 31 - I balconata interi € 28  ridotti € 25 - II balconata interi € 23 ridotti € 21  - galleria interi € 17  ridotti € 15
 Informazioni: botteghino 06.6794585 - biglietteria@teatroquirino.it
Indirizzo: via delle Vergini,  7 - Roma
Sito di riferimento: www.teatroquirino.it
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"Orphans"
di Dennis Kelly
un progetto di Monica Nappo
Traduzione di Gianmaria Cervo e Francesco Salerno
con Monica Nappo, Paolo Mazzarelli,  Lino Musella                           
Regia Tommaso Pitta

TEATRO PICCOLO ELISEO
dal 14 al 29 marzo , orario martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00_dom. ore 17.00

Un grande noir, un testo dalle forti atmosfere, cupo, stratificato, sofisticatissimo

Valori e principi morali vengono messi a dura prova in questo thriller mozzafiato dai ritmi serrati, che prende lo spettatore e lo lascia senza fiato fino alla fine.
In una tranquilla serata Helen e Danny, suo marito, stanno per iniziare una cena a lume di candela quando, improvvisamente, irrompe nella loro casa Liam, il fratello di Helen, completamente ricoperto di sangue e in evidente stato di shock. Liam afferma di aver trovato sulla strada un ragazzo ferito. Ma il resoconto di Liam sull'accaduto, sotto le insistenti domande di Helen e Danny, comincia a cambiare. In un crescendo di tensione, si fa avanti il sospetto che le cose non siano effettivamente andate come Liam le ha descritte. 
L’attrice Monica Nappo affida la traduzione di Orphans al duo Gianmaria Cervo e Francesco Salerno, scegliendo per sé il ruolo di Helen, sorella del giovane, e nei panni degli atri due protagonisti gli attori Paolo Mazzarelli e Lino Musella. Il testo scritto nel 2009, che nell’edizione italiana diretta da Tommaso Pitta si è aggiudicato Premio Nazionale Franco Enriquez 2017 (categoria Teatro Contemporaneo sezione Migliori Interpreti) a Monica Nappo, Lino Musella, Paolo Mazzarelli e per (categoria Miglior Produzione) a Marche Teatro, ha vinto premi e ottenuto ampi consensi al Fringe di Edimburgo.

Autore britannico di cinema, teatro e televisione, Dennis Kelly è uno dei drammaturghi contemporanei più rappresentati. Ai testi teatrali affianca lavori per la televisione come Pulling e la serie cult Utopia, con cui ha vinto un Emmy Award. Per il cinema ha scritto la sceneggiatura del thriller Black sea (2014), interpretato da Jude Law.  È attualmente in scena al Royal Court Theatre di Londra fino al 17 marzo la sua ultima drammaturgia, un monologo dal titolo Girls and boys.

di Dennis Kelly - un progetto di Monica Nappo - Traduzione di Gianmaria Cervo e Francesco Salerno - con - Monica Nappo Helen - Paolo Mazzarelli Danny -  Lino Musella Liam - Regia Tommaso Pitta - Luci Mauro Marasà - Scene e costumi Barbara Bessi - Produzione Marche Teatro - Foto di Massimo Scoponi

Durata: Atto unico - 1 ora e 50 minuti
Costo:  Biglietto 20 €
Informazioni: Tel. 06.83510216
Indirizzo: via Nazionale 183 –Roma
Sito di riferimento teatro: www.teatroeliseo.com
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" Freddy Aggiustatutto " Oppure  no?
Lo show della vita tra scena e retroscena
di Tobia Rossi e Lorenzo Riopi
diretto da Roberto Marafante

TEATRO/CINEMA MARTINITT - Milano
dal 15 marzo al 1 aprile  2018 - Orario spettacoli: giovedì-sabato ore 21.00, domenica ore 18.00. Il sabato anche alle 17.30.

Puntuale arriva in scena lo spettacolo vincitore della quinta edizione del concorso Una commedia in cerca d’autori®, indetto dal Teatro Martinitt e dal suo gemello romano Teatro De’ Servi a sostegno della commedia brillante italiana. Una storia giovane, vicina ai giovani, che punta i riflettori sul mondo dei riflettori, ovvero il fenomeno attualissimo dei reality-show. Dietro le risate, ecco però emergere la nostra immancabile domanda esistenziale: apparire o essere? In scena dal 15 marzo al 1°aprile.  

In questo inedito spettacolo, vincitore della quinta edizione del concorso Una Commedia in Cerca d’Autori®, il protagonista -abbagliato dai riflettori, spiato dalla telecamera, ingabbiato negli stereotipi e asservito ai desideri di un pubblico sempre più indiscreto- si trova a scegliere tra essere e apparire. Una scelta tutt’altro che facile… Risucchiato dalla real tv, che tutto è tranne che reale, perde il contatto con la realtà e di vero non ha più nemmeno il nome. In nome del successo accetta di apparire l’esatto opposto di quel che è. In un continuo gioco tematico e stilistico, in un dubbio amletico più alla Gabbani che alla Shakespeare, il giovane protagonista incontra improvvisamente l’amore e tutto il sistema entra in cortocircuito. Davanti allo specchio, le maschere indossate cominciano a cadere, ma forse solo per accoglierne di nuove.

Nel mondo luccicante e artefatto della tv che pretende di fotografare la realtà e finisce invece per condizionarla, Freddy Aggiustatutto è un giovane in cerca di successo che partecipa a un reality show. La produzione gli impone lo stereotipo del macho irresistibile, cui rivolgersi per risolvere qualsiasi tipo di problema. Da qui anche la scelta del nome d’arte, cui il ragazzo cercherà di essere fedele provando almeno ad aggiustare la propria vita. In un gioco tra teatro e tv-verità, nell’eterno dubbio tra essere e non essere, si assiste a un progressivo smantellamento delle maschere… anche se i personaggi si riveleranno in fondo molto più veri di quel che appare. Freddy Aggiustatutto dovrà cercare di rincollare i pezzi… almeno della sua vita, davanti e dietro la cinepresa.

di Tobia Rossi e Lorenzo Riopi, diretta da Roberto Marafante, con Giuseppe Cantore (Giorgio), Giulia Carpaneto (Nadia), Matteo Nicoletta (Freddy), Alessia Punzo (Anna), Alessandra Schiavoni (Cora). Produzione La Bilancia.

Costo: Ingresso 22 €, ridotto 16 €.
Indicazioni: Parcheggio gratuito.
Info e prenotazioni: Tel. 02 36.58.00.10
Indirizzo: via Pitteri, 58 -Milano
Sito di riferimento: www.teatromartinitt.it
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TEATRO PER RAGAZZI

Progetto Produzioni Giovani Compagnie
Ruotalibera Teatro/Compagnia UraganVera
presentano
"Piena di Vita"
Con Ottavia Leoni e Ksenija Martinovic
Regia Fiona Sansone

CENTRALE PRENESTE TEATRO-  Roma
25 marzo 2018, ore 16.30
È ispirato al mondo di Pollicino lo spettacolo Piena di Vita di Ruotalibera Teatro/Compagnia UraganVera in scena per la rassegna Infanzie in gioco 2017/18.

Sul palco ci sono Ottavia Leoni e Ksenija Martinovic, la regia è di Fiona Sansone.
Vita e Givotta, una bimba e la sua bambola, stanno per essere abbandonate ma decidono di uscire autonomamente: un bosco, la casa dell’orco e il ritorno a casa attraversando gioie e paure per diventare grandi. Teatro d'attore, marionette, teatro d'oggetti e un suggestivo disegno luci, fanno di Piena di Vita uno spettacolo sorprendente che realizza un piccolo grande viaggio nella camera di una bambina quasi fanciulla.

Con: Ottavia Leoni e Ksenija Martinovic - Regia: Fiona Sansone - Drammaturgia: Leoni-Martinovic-Sansone - Scene: Francesco Persico - Musiche: Enrico Melozzi – Edizioni Musicali CINIK_Roma - Illustrazioni: Emanuele Di Giacomo - Costumi: Antonia Dilorenzo - Disegno luci: Andrea Panichi - Locandina: Veronica Urgese - Organizzazione e Promozione: Serena Amidani, Paola Meda - Foto di scena: Patrizia Chiatti

Costo: Biglietto unico 5 € (prenotazione consigliata)
Informazioni: Adatto dai  3 agli 8 anni
Prenotazioni: 06 27801063 o info@ruotaliberateatro.191.it
Indirizzo: Via Alberto da Giussano, 58, Roma
Sito di riferimento: www.facebook.com/CentralePrenesteTeatro
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musical E SPETTACOLI MUSICALI

"La Famiglia Addams"
Commedia Musicale
Basata sui personaggi creati da Charles Addams
Musica e liriche ANDREW LIPPA
Libretto MARSHALL BRICKMAN e RICK ELICE
con GABRIELE CIRILLI GOMEZ ADDAMS
REGIA CLAUDIO INSEGNO

TEATRO NUOVO - Milano
dal 29 settembre all'8 ottobre 2017 - ore 20.45 _dom. ore 15.30_sabato 30 settembre doppio spettacolo ore 15.30 e ore 20.45

Direttamente da Parigi arriva al Teatro Nuovo di Milano una nuova produzione di Lorenzo Vitali:  La Famiglia Addams. I personaggi creati da Charles Addams negli anni Trenta prendono vita sul palco del Teatro di Piazza San Babila dal 9 al 25 marzo.
A vestire i panni del capofamiglia è Gabriele Cirilli che interpreta Gomez, mentre Jacquline Maria Ferry è la gelida moglie Morticia. Lucia Blanco e Alfredo Simeone vestono i panni rispettivamente di Mercoledì e Puglsley, i due figli. Completano il cast Umberto Noto (zio Fester), Annamaria Schiattarella (La nonna), Filippo Musenga (Lurch), Andrea Spina (Mal Beineke), Giovanna  D’Angi  (Alice Beineke) e Luigi  Fiorenti (Lucas Beineke).
A firmare la regia è Claudio Insegno reduce dal successo di altre produzioni targate Teatro Nuovo come Spamalot e Hairspray entrambi Musical che hanno conquistato nelle loro rispettive tournée, pubblico e critica. Mentre coreografie e musiche sono firmate rispettivamente da Valeriano Longoni e dal M° Angelo Racz. Musica e liriche sono di Andrew Lippa, il Libretto Marshall Brickman e Rick Elice.

La famiglia Addams racconta una storia originale, che in realtà è l'incubo di ogni padre. In un’enorme e fatiscente villa di stile vittoriano, decisamente  sinistra, vive una ricchissima famiglia: la Famiglia Addams, appunto. La primogenita Mercoledì, la principessa delle tenebre, è ormai diventata una piccola donna e come spesso accade in adolescenza, si è innamorata di un giovane ragazzo, dolce, intelligente, cresciuto in un'ordinaria, famiglia rispettabile. Spaventata dalla possibile reazione della madre, Mercoledì decide di confidarsi con il padre Gomez Addams che si vede costretto a fare una cosa che non ha mai fatto in vita sua: mantenere un segreto alla sua amatissima e fascinosissima moglie, Morticia. Tutto procede tranquillamente fino a quando improvvisamente qualcuno decide di imbastire una cena di gala per il fidanzato della giovane.

Non ci resta altro che darvi appuntamento con l'eccentrica e macabra famiglia americana, protagonista di film, serie tv e strisce a fumetti famosa in tutto il mondo per il brillante umorismo nero, i travolgenti paradossi e la pungente satira di costume.

Basata sui personaggi creati da Charles Addams - Musica e liriche ANDREW LIPPA - Libretto MARSHALL BRICKMAN e RICK ELICE
 GABRIELE CIRILLI – Gomez Addams
Jacqueline Maria Ferri – Morticia Addams
Lucia Blanco – Mercoledì Addams
Alfredo Simeone – Pugsley Addams
Umberto Noto – Zio Fester
Annamaria Schiattarella – Nonna Addams
Filippo Musenga- Lurch
Andrea Spina -Malcom Beineke
Giovanna D'Angi -Alice Beineke
Luigi Fiorenti- Lucas Beineke
Ensemble Simone De Rose, Greta Di Sabato, Federica Laganà, Maria Carlotta Noè, Daniele Romano, Eus Santucci
Disegno Luci:  Maurizio Montobbio - Disegno Augio: Doonato Pepe - Costumi: Guido Fiorato - Trucco e Parrucco: Chiara Mastellaro - Scene: Max Merenda - Coreografie: Valeriano Longoni - Musiche: M° Angelo Racz
REGIA CLAUDIO INSEGNO
si ringrazia Nino Pratticò per la collaborazione alle Liriche Italiane
e Luca Vantusso per le foto

Costi:  settore giallo 34,50 €, settore blu 30,00 €, settore verde  25,80 € (+ diritto di prevendita)
Indirizzo: piazza San Babila 3 - Milano
Info e prenotazioni:  tel. 02.794026 - prenotazioni@teatronuovo.it
Sito di riferimento:  www.teatronuovo.it
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FESTIVAL e RASSEGNE

"Il Sipario delle Donne"
2° edizione 2018: tre spettacoli teatrali al femminile sul palco del Centro Culturale Artemia
Una rassegna che celebra “l’universo femminile” attraverso il Teatro.

CENTRO CULTURALE ARTEMIA - Roma
dall'8 al 25  marzo 2018, vari orari

Prende il via, con “8 Marzo” di Carlo Boso, la seconda edizione della Rassegna Teatrale “Il Sipario delle Donne”, rassegna organizzata dal Centro Culturale Artemia, polo creativo romano da sempre attento alla promozione di forme espressive innovative, nel segno dell’artisticità e della qualità.

L’inizio della storia del teatro occidentale non fu felice per le donne: prive di diritti politici e segregate nei ginecei, le donne greche non solo non potevano recitare (i ruoli femminili erano interpretati da uomini), ma non è nemmeno certo che avessero il permesso di assistere alle rappresentazioni.

Questa Rassegna ha come obiettivo, celebrare l’universo femminile proprio nel mese in cui si festeggia la “Festa della Donna”. Abbiamo voluto rivisitare questa celebrazione internazionale (a volte banalizzata) a modo nostro, quindi presentando spettacoli (rappresentati sia da donne come da uomini) di ogni genere ma che riguardino tematiche femminili o siano stati realizzati da donne.

La rassegna, nella sua seconda edizione, vedrà protagonisti gli spettacoli “8 Marzo” di Carlo Boso, “Mei Day” di Donatella Mei e “Io. Rifiuto” di Francesca Romana Miceli Picardi. Le opere saranno rappresentate in tre repliche, in un calendario che si snoderà tra i weekend di marzo.

Questa settimana chiude la rassegna:
23, 24 e 25 marzo 2018
 “Io. Rifiuto”
di Francesca Romana Miceli Picardi
con Francesca Romana Miceli Picardi e Corinna Bologna.
Il Sud è una terra dove le montagne sembrano giganti sonnecchianti e il mare è un testimone muto. Tutti ne parlano, pochi lo conoscono veramente. “Il silenzio è d’oro” non è solo un proverbio. Parlare, reagire, rifiutarsi sono tre verbi che fanno rima con pericolo e paura. Ancora oggi. Carolina e Carmela non si conoscono. Ma si ritroveranno a condividere lo stesso spazio, lo stesso “risveglio”. Due donne agli opposti: caratterialmente e fisicamente. Due donne del Sud, con lo stesso destino: rifiutate e finite nei rifiuti.

Costo: Biglietto Intero: 10 €- Ridotto: 8 € - Tessera nuovi soci 2 €.
Kiroconvenzione: INGRESSO RIDOTTO per tutti i  Kiri iscitti alla pagina facebook  di Kirolandia MEDIA PARTNER del CENTRO
Informazioni e prenotazioni:
334 1598407
Indirizzo: Via Amilcare Cucchini, 38 - Roma
Sito di riferimento centro: www.centroculturaleartemia.it
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CINEMA

"Arianna" 
di David Ambrosini
Il cortometraggio, interpretato da Andrea Garofalo, Stella Egitto e Giampiero Judica, affronta il tema della discriminazione lavorativa verso le persone transessuali

In Concorso alla
13a edizione di Cortinametraggio
 Il festival dedicato alle migliori espressioni della cinematografia breve italiana


CINEMA EDEN - Cortina D'Ampezzo - (BL)
giovedì 22 marzo 2018,  ore 19.00

Arianna di David Ambrosini sarà presentato in Concorso alla 13a edizione di Cortinametraggio, il festival dedicato alle migliori espressioni della cinematografia breve italiana, al via da lunedì 19 marzo. Il cortometraggio – ispirato a una storia vera di discriminazione lavorativa nei confronti delle persone transessuali – sarà proiettato giovedì 22 marzo ore 19 presso il Cinema Eden di Cortina d'Ampezzo alla presenza del regista e del protagonista Andrea Garofalo.

Nel cast del cortometraggio, al fianco di Garofalo, ci sono Stella Egitto, attrice siciliana fra gli interpreti principali di In guerra per amore di Pierfrancesco Diliberto (Pif), e Giampiero Judica, che vanta, nella sua lunga carriera fra teatro, televisione e cinema, la partecipazione a importanti produzioni internazionali come la serieBoardwalk Empire.

Arianna approda a Cortinametraggio dopo uno straordinario percorso attraverso numerosi e celebri festival internazionali. Dopo le anteprime alla 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (Evento Speciale) e in Concorso al Reeling: The 35th Chicago LGBTQ International Film Festival, il secondo festival più antico al mondo legato a tematiche LGBTQ, il film è stato premiato all’Hollywood International Moving Pictures Film Festival (Miglior Cortometraggio LGBT); al Los Angeles Film Awards (Due Menzioni Speciali per Andrea Garofalo e David Ambrosini); al Los Angeles Independent Film Festival Awards (Miglior cortometraggio LGBT); al Festigious International Film Festival (Miglior Cortometraggio Drammatico, Miglior Attore in un Film Indipendente ad Andrea Garofalo); all’Actors Awards Los Angeles (nomination come Miglior Attore ad Andrea Garofalo); all’Accolade Global Film Competition (due riconoscimenti come Miglior Cortometraggio LGBT e Miglior Attore ad Andrea Garofalo); al Top Shorts (Miglior Attore in un Film Indipendente ad Andrea Garofalo, Menzione Speciale come film LGBTQ); al Voiceless International Film Festival California (Miglior Corto Internazionale). Nei giorni scorsi, il cortometraggio ha partecipato inoltre allo United International Film Festival che si è tenuto gli storici Raleigh Studios di Hollywood: Garofalo si è aggiudicato la statuetta come Miglior Attore.  

Realizzato da una troupe di under 35, prodotto dall’Associazione Culturale La Strada e distribuito da Premiere Film, Arianna affronta un fenomeno diffuso ma ancora poco noto: secondo una ricerca dell’Arcigay, il 45% delle persone transessuali ha visto respinta la propria candidatura per un posto di lavoro a causa della propria identità sessuale. In un’ulteriore ricerca, condotta stavolta negli Stati Uniti dall’American Foundation for Suicide Prevention e dal Williams Institute, UCLA School of Law, il tasso dei tentati suicidi della popolazione transessuale è pari al 44%. Fra questi, il 53% ha dichiarato di averlo fatto dopo aver visto respinta la propria candidatura di lavoro. Nonostante i dati sconvolgenti, Arianna intende lanciare un messaggio positivo: nonostante l’ennesima forte delusione, la protagonista troverà la forza per reinventarsi e ripartire, schierandosi al fianco di chi quotidianamente combatte contro qualsiasi forma di discriminazione.

Arianna è lo spaccato di quello che la nostra società è ormai divenuta – ha detto il regista David Ambrosini – Arianna è una giovane che non trova lavoro per via di un sistema ormai non più meritocratico e incarna chiunque non trovi posto nella società perché ha scelto di essere se stesso invece di omologarsi all’etichetta che gli è stata assegnata. Arianna rappresenta i sogni e le speranze di una generazione che vanno a sbattere rovinosamente contro i pregiudizi e le ‘poltrone’ delle passate generazioni”.

“Per una volta nella vita ho potuto apprezzare qualcosa che entra nella realtà e non si limita a ‘scimmiottarla’, niente ovattature, niente sconti, nessuno zuccherino ma solo la storia di una persona trans MTF (male to female) come è nel mondo reale – sottolinea Francesca Busdraghi, la cui vicenda ha ispirato il cortometraggio – Guardandolo vedo me stessa nel corso di questi dieci anni, con tutte le delusioni e le porte chiuse in faccia, i rifiuti ed i pregiudizi che ho vissuto su me stessa”.

Arianna, una giovane e brillante avvocatessa transessuale, è pronta per affrontare un colloquio che le permetterà di esercitare la professione che desidera. Dopo un lungo percorso di accettazione personale ora le manca solo un lavoro che le permetterebbe di essere indipendente e avere una vita normale.

di David Ambrosini,
Italia, 2017, 13’
Con Andrea Garofalo, Stella Egitto, Giampiero Judica
Produzione: Associazione Culturale LA STRADA | Distribuzione: Premiere Film

Costi:  Vedi sito
Indirizzo:  via Cesare Battisti, 46 - Cortina d'Ampezzo (BL)
Informazioni:  arianna.press17@gmail.com
Sito di riferimento: www.cortinametraggio.it
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ARTE

APRONO I BATTENTI...

"Concetti di Luce"
di Claudio Spada
a cura di Tiziana Todi

GALLERIA VITTORIA - Roma
dal 21 marzo al 1 aprile 2018,  oraio dal lunedì al venerdì, dalle ore 15 alle ore 19; fuori orario su appuntamento.

Inaugurazione mercoledì 21 Marzo 2018 alle ore 18.00 

La mostra, dal titolo “Concetti di Luce” ospita opere, che ritrovano la tecnica dell’acquarello, e propone grandi opere frutto di tecniche di ricerca innovative.
Claudio Spada pone lo spettatore di fronte a lavori con il suo tema pulsante:
Roma. Città eterna, ricca di storia, di arte. Oggi città moderna, caotica, avvelenata dal traffico, simbolo del potere politico, eppure ancora così affascinante, ricca di vedute mozzafiato, di scorci imperdibili, ancora fonte di ispirazione per grandi artisti, forse capace di far innamorare come ci si innamora della persona sbagliata.
La mostra rimarrà aperta fino al 1Aprile.

Scrive di lui Pier Paolo Piscopo di cui segue un estratto:
[...] Il tratto distintivo che connota le opere di Claudio Spada è una meridiana di luce che filtra, come dall’ultima striscia del sole all’orizzonte, ricadendo sulla sua tavolozza: i colori caldi centrali del tramonto e, allargandone la visione, i chiari diafani dell’aurora.
I suoi scorci, sospesi tra passato e presente, tramite la scomposizione del modo di guardare, ci fanno sedere a osservare da cavalcioni d’un muretto, ci invitano a guardare la magnificenza della luce che veste i colori, riproducendo nello stesso tempo il tramonto di una concezione e mostrando la luce di una nuova, alba. [...]

Costo
Ingresso LIBERO
Indirizzo: via Margutta,  103 - Roma
Sito di riferimento: www.galleriavittoria.com
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APPENA INAUGURATE...

“ETERNAL LITTLE GODDESS” (“PICCOLA DEA ETERNA”)
mostra personale di DEM
Mostra a cura di Chiara Pietropaoli e Venexia Editrice

GALLERIA VARSI  - Roma  
dal 17 marzo al 15 aprile 208 - Orario Galleria: dal martedì al sabato ore 12.00 - 20.00, domenica ore 15.00 - 20.00, lunedì chiuso.

DEM artista eclettico, tra i primi in Italia a sviluppare un dialogo pittorico con l’architettura libero e autonomo, che parte dai graffiti e avanza a favore della rappresentazione di un mondo simbolico e ancestrale, che torna riflessione attuale.

Dem nasce a Codogno, paese in provincia di Lodi, dove attualmente risiede. Fin da bambino sente un senso di straniamento rispetto al suo intorno, un istinto a andare in fondo, in una società che al contrario spinge in superficie. L’insofferenza e la curiosità portano il ragazzo a rifugiarsi nel passato più remoto, a studiare le credenze, i miti e i culti delle civiltà antiche. In esse coglie insegnamenti e valori preziosi, interrogati e rielaborati nelle sue opere con tecniche diverse. Le conoscenze acquisite sui libri, approfondite viaggiando in tutto il mondo per farne esperienza diretta, portano Dem a stabilire un contatto con la natura sempre più intimo e vitale nel quale risiede la sua poetica.
L’arte e lo studio, soprattutto in ambito antropologico, divengono un mezzo di evasione e al contempo rappresentano la possibilità di “riscoprire” una dimensione ideale in accordo con il suo sentire, una dimensione sacra dove l’uomo è un tutt’uno con la natura.

“Eternal Little Goddess” indaga il culto della Dea Madre, divinità primordiale che ricorre da sempre e produce simboli. La mostra è co-curata dalla Venexia, casa editrice indipendente, diretta da Chiara Orlandini, specialista della materia, che in questi mesi ha messo a disposizione dell’artista il suo sapere instaurando un dialogo proficuo a partire da tre volumi da lei pubblicati: Il Mito della Dea di Anne Baring e Jules Cashford, Guida alla Dea Madre in Italia di Andrea Romanazzi e Il linguaggio della Dea, di Marija Gimbutas, pietra miliare dell’archeomitologia.
La Dea Madre è il primo archetipo radicato nella coscienza collettiva, ovunque è la sintesi del ciclo dell’esistenza, coniuga principi opposti che in lei convivono con verità: nascita- morte- rinascita; è colei che origina e trasforma, dona la vita e accoglie la morte, rinnova l’esistenza, in eterno.
Il mito della Dea risale al Paleolitico ed è espresso con continuità nelle epoche successive da tutte le civiltà della “Vecchia Europa” e in altre parti del mondo. Statuette dalla fisionomia femminile, con attributi simili (seno, ventre, natiche accentuate) vengono rinvenute in aree geografiche molto distanti tra loro e interpretate in senso spirituale univoco. Sono proprio i manufatti a descrivere e trasmettere la logica della Dea e a raccontare le divinità che ne hanno incarnato i principi: dalla sumera Inanna a Ishtar, dall’egizia Iside a Cibele, fino alla Vergine Maria. Vasi, statuette, luoghi, rituali, raccontano inoltre come nel tempo il mito si sia trasformato, in relazione all’evoluzione della specie e al ruolo ricoperto dalla donna nella collettività, pur mantenendo invariate le sue caratteristiche sostanziali.

“Eternal Little Goddess” esprime la potenza della Dea e mette in luce il legame complementare che un tempo intratteneva con il Dio, suo “figlio amante”, legame necessario, oggi drammaticamente assente nella cultura religiosa occidentale.
Le opere a china e acrilico e una serie di sculture in ceramica, interpretano il linguaggio visivo della Dea, la fanno parlare ancora. Figure femminili ispirate alle icone antiche popolano la galleria e si mescolano a elementi naturali; la Dea è un serpente, foglie, è uccelli, è una caverna in cui partorire o rifugiarsi e al contempo dimora della morte. In equilibrio, l’universo maschile è elaborato nelle maschere surreali, tipiche della produzione di Dem, cucite e ricamate a mano dall’artista, realizzate con tessuti orientali e ordinari, combinati a materiali organici, e raccontate in mostra attraverso le fotografie di Marta Zdulska. Le maschere, presentano richiami alle figure mitologiche di Pan e Dioniso e esprimono l’energia vitale maschile, istintiva e “animalesca”, energia insopprimibile che deve uscire fuori, della quale la Dea ha bisogno per generare l’esistenza.

“Eternal Little Goddess” nasce da una mancanza, da un bisogno. La Dea non può essere svanita, lei è eterna. C’è bisogno di riscoprirla, di percepirla, di riconnettersi con la natura, con l’altro e ritrovare il filo che ci lega, il bisogno universale di avere (volere) una madre che ci protegge e della madre di proteggere suo figlio.

Informazioni: Ingresso GRATUITO
Indirizzo:  via di San Salvatore in Campo, 56 - Roma
Sito di riferimento: www.galleriavarsi.it
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PROSEGUONO...

"Liu Bolin. The invisible man"
  
COMPLESSO DEL VITTORIANO  ALA BRASINI - Roma
dal 2 marzo al  1 luglio 2018,  dal lunedì al giovedì 9.30 - 19.30_venerdì e sabato 9.30 - 22.00_domenica 9.30 - 20.30

La prima grande mostra in Italia dedicata a Liu Bolin, l’artista cinese definito “l’uomo invisibile” per le sue straordinarie perfomances nell’arte del 
camouflage.
Amatissimo dal pubblico internazionale sarà celebrato al Vittoriano con una grande mostra antologica attraverso l’esposizione di oltre 70 opere.

È il 2005: l'amministrazione di Pechino ordina di abbattere il quartiere Suojia Village, dove risiedono molti artisti critici con il governo. Liu Bolin, classe 1973 e ai suoi esordi come artista, si mimetizza con le macerie del suo studio, si fa fotografare e divulga la foto dando il via a una protesta silenziosa e "trasparente", riscuotendo allo stesso tempo un inaspettato successo.
Inizia così la straordinaria carriera di uno degli artisti contemporanei più talentuosi e interessanti, capace di nascondere forti messaggi sociali attraverso immagini apparentemente semplici, in una sintesi di molteplici linguaggi quali la pittura, l'installazione e la fotografia.
Le sue performance vogliono essere un messaggio forte e chiaro di ciò che accade nel presente, tra il peso della storia e le conseguenze del progresso.

Nel tempo Liu Bolin si fa fotografare davanti ai più importanti monumenti del mondo, a librerie, a scaffali dei supermercati, a opere d'arte, a montagne di rifiuti e tra gli immigrati; la sua fama cresce fino a quando le sue immagini diventano un'icona per i grandi brand: uno per tutti Moncler, che utilizza per diverse stagioni un camouflage di Liu Bolin per pubblicizzare il proprio marchio, ma anche Tod's, Ferrari e molti altri.

La mostra al Vittoriano racconta la storia di Liu Bolin, dalla prima perfomance a Pechino fino agli scatti più recenti del 2017 alla Reggia di Caserta e al Colosseo, appositamente realizzati per la mostra romana e qui esposti in anteprima mondiale.

Con il patrocinio della Regione Lazio e Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale e quello della Fondazione Italia Cina, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con la Galleria Boxart, ed è curata daRaffaele Gavarro.

Sponsor Generali Italia, sponsor tecnico Trenitalia.
L'evento è consigliato da Sky Arte HD.

Immagine: Colosseo n°2, Roma, 2017- Courtesy Boxart, Verona

Costo: Vedi sito
Informazioni e prenotazioni gruppi: + 39 06 8715111
Indirizzo: San Pietro in Carcere - Roma
Siti di riferimento: www.arthemisia.it -  www.ilvittoriano.com
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"MICHELA DI LANZO_ Strambàli"
a cura di Marta Bandini e Elettra Bottazzi

GALLERIA PARIONE9
dal 23 febbraio al 20 marzo 2018,  martedì - sabato  14.00 - 20.00_ domenica 16.00 - 20.00

Strambàli è la prima mostra personale di Michela Di Lanzo, a cura di Marta Bandini e Elettra Bottazzi

Stràmbali è un termine inventato e usato dall’artista per indicare degli animali strambi. Se per evoluzione, si intende il cambiamento, all'interno di una popolazione, delle caratteristiche ereditabili col passare delle generazioni, Michela Di Lanzo propone ora, attraverso le sue creature, una nuova idea di evoluzione della specie. Il creazionismo ritiene che le specie siano il frutto della creazione di Dio e quindi perfette ed immutabili. Al contrario, Darwin crede che gli uomini discendano dagli animali e, attraverso il concetto di metamorfosi e ribaltamento delle funzioni biologiche e sociali, si è in continua evoluzione e cambiamento.
Il lavoro dell’artista si contraddistingue per l’osservazione lenta e silenziosa dell'ambiente circostante; tutto per indagare il nascere e morire degli animali, il germogliare e sfiorire delle piante, lo scorrere del tempo scandito dalla lunghezza delle ombre.

In mostra quindici opere su carta della Di Lanzo: animali personificati con innesti di altre specie o caratteristiche comportamentali tipiche anche dell’essere umano.
L’artista crea così una simbiosi visiva attraverso i suoi lavori unica e imprescindibile che ci racchiude tutti in egual misura all’interno dello stesso circolo vitale. Si scardinano così i poteri di supremazia, l’animo è lo stesso e la materia di cui siamo composti la medesima.

Costo:  Ingresso GRATUITO
Indirizzo: via di Parione, 9 - Roma (piazza Navona)
info: 0645615644 - parione9@gmail.com 
Sito di riferimento www.parione9.com
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JAGO
“HABEMUS HOMINEM”
Il giovane scultore racconta la contemporaneità  in rapporto costante con la Storia
A cura di Maria Teresa Benedetti

Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese - Roma 
dal 16 febbraio al 2 aprile 2018, dal martedì a venerdì ore 10.00 - 16.00 (ingresso  consentito fino alle 15.30) - sabato e domenica ore 10.00 - 19.00 (ingresso consentito fino alle 18.30)

La mostra del giovane scultore Jago intende rappresentare il mondo contemporaneo senza dimenticare il rapporto con la Storia. A cura di Maria Teresa Benedetti, JAGO HABEMUS HOMINEM” è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. I servizi museali sono a cura di Zètema Progetto Cultura.

Cardine fondamentale delle opere presentate, che vanno dal 2009 a oggi, due ritratti di Papa Benedetto XVI: il primo iniziato quando il pontefice era nel pieno delle sue funzioni (sacrali), il secondo che mostra l’immagine del rappresentante di Dio tornato a essere uomo, Habemus Hominem.
Molte delle opere di questo artista nascono dal rapporto con la pietra che è scavata creando una mandorla di matrice wildtiana nella quale si rappresentano immagini riferite allo scorrere dell’esistenza come Memoria di sé, o un diverso feto, immagine incorrotta di purezza, Sphynx.
Infine la Venere, antica e nuova, vegliarda e fuori dal tempo, i cui segni di tradizionale venustà appaiono cancellati nella ricerca di un diverso tipo di bellezza.

Jago nasce nel 1987 a Frosinone, vive e lavora tra Anagni e Verona. Nel 2011, a soli 24 anni, è selezionato da Vittorio Sgarbi per partecipare alla 54esima edizione della Biennale di Venezia (Regione Lazio, Palazzo Venezia, Roma) per poter prender parte alla quale abbandona gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone. La sua opera più celebre e controversa è il busto in marmo di Papa Benedetto XVI, premiato nel 2012 con la “Medaglia del Pontificato”, poi “spogliato” e trasformato in Habemus
Hominem in seguito alle dimissioni del Pontefice. Con più di 237.000 “followers” attivi sulla sua pagina Facebook e oltre 15.000.000 di visualizzazioni del documentario dedicatogli da FanPage, Jago condivide la propria arte sui social network in maniera indipendente, per questo motivo da molti è definito social artist.
Promossa daRoma Capitale,
Servizi museali: Zètema Progetto Cultura
Con il contributo tecnico di Ferrovie dello Stato Italiane
Media partner : Il Messaggero
SPONSOR MOSTRA ANTOLINI LUIGI ITALY spa, GAV SISTEMI srl, OPEN DATA srl, DREMEL-BOSCH, GA ENERGY MONTRASIO ARTE, FERALHORSES

CostoIngresso LIBERO
Informazioni: 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)
Indirizzo: viale Fiorello La Guardia 6 - Roma
Sito di riferimento: www.museocarlobilotti.it - www.museiincomuneroma.it                                      
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"MAGNUM MANIFESTO"
Guardare il mondo e raccontarlo in fotografia
a cura di Clément Chéroux 
I 70 anni della Magnum Photos

Museo dell’Ara Pacis - Roma
dal 7 febbraio al 3 giugno 2018 - Tutti i giorni ore 9.30 – 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima). Chiuso 1 maggio

Le celebri immagini e gli storici reportagedella più grande agenzia fotogiornalistica internazionale

Arriva a Roma, nella sua prima tappa europea e unica italiana, la mostra Magnum Manifesto.

L’esposizione, promossa da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, proposta da Contrasto e Magnum Photos 70 e organizzata in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, ha cominciato il suo tour globale nel giugno 2017 all’International Center for Photography di New York. L’intento è quello di celebrare il settantesimo anniversario della più grande agenzia fotogiornalistica del mondo, Magnum Photos, creata da Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, George Rodger e David Seymour nell’aprile del 1947. Da quel giorno, la Magnum Photos è diventata un riferimento nel tempo  sempre più importante per la documentazione e per il fotogiornalismo. Gli autori di Magnum hanno documentato guerre, testimoniato le tensioni sociali, interpretato il nostro tempo, ritratto tanto le persone comuni quanto i grandi della terra, preconizzato i nuovi drammi del futuro.

La mostra raccoglie parte del lavoro realizzato in tutti questi anni e getta uno sguardo nuovo e approfondito sulla storia e sull’archivio dell’Agenzia.
Le immagini celebri e i grandi reportage dei suoi autori permettono di comprendere in che modo e per quale motivo Magnum sia diventata diversa, unica e leggendaria. Dal reportage sui lavoratori immigrati negli USA, realizzato da Eve Arnold negli anni Cinquanta, ai ritratti di “famiglia”, teneri e intimi, di Elliott Erwitt; dalle celebri immagini degli zingari di Josef Koudelka, fino alla toccante serie realizzata nel 1968 da Paul Fusco sul "Funeral Train", il treno che trasportò la salma di Robert Kennedy nel suo ultimo viaggio verso il cimitero di Arlington, attraversando un’America sconvolta e dolente. E ancora, le serie più recenti dei nuovi autori di Magnum: dalla “Spagna Occulta” di Cristina Garcia Rodero, alle osservazioni antropologiche, sotto forma di fotografie, realizzate nel mondo da Martin Parr;  dalla cruda attualità del Sud America documentato da Jérôme Sessini,  fino al Mar Mediterraneo, tenebroso e incerto nelle notti dei migranti, fotografato da Paolo Pellegrin.

Il curatoreClément Chéroux – direttore della fotografia al MoMA di San Francisco e già curatore della grande retrospettiva dedicata a Cartier-Bresson realizzata dal Centre Pompidou e ospitata a Roma proprio al Museo dell’Ara Pacis –  ha selezionato una serie di documenti rari e inediti, immagini di grande valore storico e nuove realizzazioni, per illustrare come Magnum Photos debba la sua eccellenza alla capacità dei fotografi di fondere arte e giornalismo, creazione personale e testimonianza del reale, verificando come il “fattore Magnum” continui a esistere e a rinnovare continuamente il proprio stile.

Il percorso espositivo è suddiviso in tre sezioni: la prima scruta l’archivio di Magnum attraverso una lente umanista e si concentra sugli ideali di libertà, uguaglianza, partecipazione e universalismo che emersero dopo la seconda guerra mondiale; la seconda mostra la frammentazione del mondo tra gli anni Settanta e Novanta del Novecento, con uno sguardo particolare rivolto alle  minoranze e agli esclusi; la terza, infine, segue le diverse forme espressive grazie alle quali  i fotografi Magnum hanno colto i mutamenti del mondo e i pericoli che lo minacciano.
Oltre a raccogliere i progetti individuali e collettivi realizzati nel corso degli anni, la mostra presenta anche proiezioni, copertine di riviste, articoli di giornali, libri realizzati nel corso del tempo,  mostrando il contesto originale in cui molte delle fotografie sono state concepite.

La mostra è accompagnata da un libro edito da Contrasto.

Costi: Biglietto solo mostra: 11€ intero; 9€ ridotto + prevendita € 1 Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente
Informazioni: 060608
Indirizzo: Lungotevere in Augusta - Roma
Sito: www.arapacis.it
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"IL TESORO DI ANTICHITÀ.
WINCKELMANN E IL MUSEO CAPITOLINO NELLA ROMA DEL SETTECENTO"
a cura di Eloisa Dodero e Claudio Parisi Presicce

MUSEI CAPITOLINI - Sale Espositive di Palazzo Caffarelli, le Stanze Terrene di Sinistra del Palazzo Nuovo e le Sale del Palazzo Nuovo - Roma
7 dicembre 2017 – 22 aprile  2018 - Orario: tutti i giorni 9.30 – 19.30

Una mostra per celebrare gli anniversari della nascita e della morte
del fondatore dell’archeologia moderna, Johann Joachim Winckelmann (1717-1768)

Vivo come un artista e come tale sono accolto nei luoghi dove ai giovani è permesso di studiare, come nel Campidoglio. Qui è il Tesoro delle antichità di Roma e qui ci si può trattenere in tutta libertà dalla mattina alla sera”. È il 7 dicembre del 1755 ed è con queste parole che Johann Joachim Winckelmann, giunto a Roma da appena tre settimane grazie a una borsa di studio conferita dal principe Elettore di Sassonia, descrive a un amico la sua prima visita al Museo Capitolino, il primo museo pubblico d’Europa, luogo in cui il vitale rapporto con l’Antico può essere coltivato in assoluta libertà, “von Morgen bis in den Abend” (dalla mattina alla sera).

Nei tredici anni successivi, fino alla tragica morte avvenuta a Trieste l’8 giugno del 1768, Winckelmann, nato a Stendal il 9 dicembre del 1717 in una famiglia molto modesta, definisce i contenuti fondamentali del Neoclassicismo tardo-settecentesco e getta le basi teoriche dell’archeologia moderna, dando vita a un raffinato sistema di valutazione cronologica e stilistica delle opere antiche fondato sull’osservazione diretta dei manufatti e l’attenta lettura delle fonti letterarie. “Novello Colombo”, “scopritore di una terra a lungo presagita, menzionata e discussa, e lo si può ben dire, un tempo conosciuta e poi nuovamente perduta”. Così Johann Wolfgang Goethe esprime l’impatto rivoluzionario dell’opera di Winckelmann, e in particolare della Storia dell’Arte nell’Antichità pubblicata a Dresda nel 1764.

La mostra “Il Tesoro di Antichità. Winckelmann e il Museo Capitolino nella Roma del Settecento”, ai Musei Capitolini dal 7 dicembre 2017 al 22 aprile 2018, intende celebrare gli importanti anniversari winckelmanniani del 2017 (300 anni dalla nascita) e del 2018 (250 anni dalla morte) e si inserisce nel contesto delle manifestazioni europee coordinate dalla Winckelmann Gesellschaft di Stendal, dall’Istituto Archeologico Germanico di Roma e dai Musei Vaticani.
Promossa da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e a cura di Eloisa Dodero e Claudio Parisi Presicce, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura, la mostra ha una duplice finalità: la prima, offrire ai visitatori il racconto degli anni cruciali che hanno portato, nel dicembre del 1733, all’istituzione del Museo Capitolino, il primo museo pubblico d’Europa, destinato non solo alla conservazione ma anche alla promozione della “magnificenza e splendor di Roma”; la seconda, presentare le sculture capitoline sotto una luce diversa, ovvero attraverso le intuizioni, spesso geniali, del grande Winckelmann.

Arricchita da una selezione di 124 opere, il Tesoro di Antichità si sviluppa in tre sedi diverse nell’ottica di una “mostra diffusa”: le Sale Espositive di Palazzo Caffarelli, le Stanze Terrene di Sinistra del Palazzo Nuovo e le Sale del Palazzo Nuovo.

Catalogo: Gangemi Editore

Costi: Intero 15 € biglietto integrato Mostra + Museo (comprensivo della tassa del turismo per i non residenti a Roma) - Ridotto 13 € biglietto integrato Mostra + Museo (comprensivo della tassa del turismo per i non residenti a Roma) - Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente
Informazioni: 060608
Indirizzo: piazza del Campidoglio - Roma
Sito: www.museicapitolini.org
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"TRAIANO Costruire l’Impero, creare l’Europa"
ideata da Claudio Parisi Presicce
 a cura di Marina Milella, Simone Pastor e Lucrezia Ungaro

L’optimus princeps che portò l’impero romano alla sua massima estensione celebrato a 1900 anni dalla morte ai Mercati di Traiano

MERCATI DI TRAIANO MUSEO DEI FORI IMPERIALI - Roma
dal 29 novembre 2017 al 16 settembre 2018. Orario: tutti  i giorni 9.30 - 19.30_ 24 e 31 dicembre ore 9.30-14.00 - Giorni di chiusura: 1 Gennaio, 1 Maggio, 25 dicembre
L’esposizione è promossa e prodotta da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

Cosa significa costruire un Impero? E in che relazione sta l’Impero Romano con l’Europa attuale?
Politica, economia, welfare, conquiste militari ottenute senza esclusione di colpi; inclusione di popolazioni diverse sotto un unico Stato che governa con leggi che ancora oggi sono alla base della giurisprudenza moderna; la buona amministrazione, influenzata anche da donne capaci, “first ladies” autorevoli; campagne di comunicazione e capacità di persuasione per ottenere il consenso popolare attraverso opere di pubblica utilità, “magnificentia publica” e lusso privato, ma discreto.
Non è la trama di una fiction, né il programma di qualche politico, ma la traccia della mostra Traiano. Costruire l’Impero, creare l’Europa, ideata da Claudio Parisi Presicce e a cura di Marina Milella, Simone Pastor e Lucrezia Ungaro per celebrare la ricorrenza dei 1900 anni dalla morte dell’imperatore che ha portato l’Impero alla sua massima espansione.

I reperti archeologici provengono da musei della Sovrintendenza Capitolina (Musei Capitolini, Centrale Montemartini, Museo della Civiltà Romana, Museo di Roma a Palazzo Braschi, Antiquarium del Celio, Teatro di Marcello), da molti musei e spazi archeologici italiani (Museo Nazionale Romano presso le Terme di Diocleziano e presso Palazzo MassimoMuseo Ostiense a Ostia Antica, Antiquarium della Villa dei Volusii a Lucus Feroniae, Antiquarium di Villa Adriana a Tivoli, Antiquarium Comunale "Villa di Traiano” di Arcinazzo Romano; Museo Correale di Terranova a Sorrento) e alcuni importanti musei stranieri (Musei VaticaniPergamon Museum a Berlino; Museum het Valkhof di Nijmegen; Museo Nazionale di Storia della Romania, Bucarest; Museo Nazionale di Arte romana di Merida, Gliptoteca di Monaco di Baviera).

Ancora, è ospitata presso la via Biberatica anche Columna mutãtio – LA SPIRALE”, un’installazione monumentale di arte contemporanea, ideata dall’artista Luminiţa Țăranu, che racconta la “mutazione” di significato della Colonna di Traiano nel volgersi della storia.
Il messaggio che l’artista, romena di nascita e italiana di adozione, intende trasmettere, è la “mutazione” di significato che avviene nel volgersi della storia: nata per celebrare la conquista della Dacia da parte dei Romani, la Colonna Traiana è diventata nel tempo il simbolo dell’inscindibile legame storico tra l’Italia e la Romania; se nel passato evocava le due guerre portate dall’Imperatore contro Decebalo, il Re dei Daci, oggi il capolavoro romano è anche testimonianza visiva dell’origine del popolo romeno.
Esempio di come la ricerca contemporanea interagisce con l’archeologia e con la memoria, l’installazione che l’artista propone al pubblico intende rinforzare il filo connettivo tra l’antico e il contemporaneo. L’opera, infatti, ha un’impostazione orizzontale come allusione al reperto archeologico quale oggetto musealizzato, metafora del concetto secondo il quale la storia scorre in orizzontale.
Dopo la mostra a Roma, l’installazione “Columna mutãtio – LA SPIRALE” sarà esposta in uno dei prestigiosi musei di Bucarest, in occasione alla festa del centenario dell’Unità Nazionale della Romania, nell’autunno del 2018.

TRAIANO, imperatore costruttore
La mostra sarà caratterizzata dal racconto della vita “eccezionale” di un uomo “ordinario”, significativamente racchiusa in un “titolo” coniato per lui, optimus princeps, ovvero il migliore tra gli imperatori. Colui che seppe riportare gioia tra i romani! come ricordato dallo storico Plinio il Giovane, suo contemporaneo Traiano ci ha ordinato di essere felici e noi lo saremo.
Ma cos’ha fatto di così diverso e innovativo Traiano per meritare un tale consenso incondizionato dall’esercito, dal senato e soprattutto dalle più disparate popolazioni dell’Impero?
Primo imperatore non romano di nascita bensì ispanico, non appartenente ad alcuna dinastia imperiale, ma di ottima famiglia – Ulpia – Marco Ulpio Traiano segue le orme del padre naturale e percorre velocemente i gradi della carriera militare, dimostrando doti di stratega e combattente sul campo a fianco dei suoi uomini, dei quali guadagna così il consenso e la fedeltà assolute. Non solo per questo l’imperatore Nerva lo “adotta” come successore, ma anche perché ne percepisce la capacità di affrontare anche i temi spinosi delle riforme sociali ed economiche di cui l’Impero ha urgente bisogno: lo nomina mentre lui si trova in Germania, lontano dalla capitale che non ha mai visitato.

Una mostra immersiva grazie alle nuove tecnologie e allo storytelling, protagonisti anch’essi dell’allestimento e dei contenuti. I visitatori si troveranno immersi nel mondo di Traiano. L’ imperatore, o meglio il suo fantasma, impersonato da un attore, introdurrà alla vita dell’optimus princeps. Profumi, petali e il rumore della folla daranno al visitatore le stesse sensazioni che il popolo di Roma provava durante un trionfo; stele di soldati si animeranno per mostrare gli affanni del vivere e del morire dei legionari impegnati nelle guerre di conquista di Traiano; si ascolteranno la descrizione dei nemici di Roma, i barbari - antagonisti prima, protagonisti poi delle sorti dell’impero - e le voci delle donne della famiglia reale, impegnate nel sociale e imprenditrici. E, ancora, grazie alla realtà aumentata e a video immersivi rivivranno i monumenti traianei e il fuoco delle fiamme da cui Traiano venne salvato per intercessione di Gregorio Magno.
La mostra si avvarrà anche delle installazioni multimediali e interattive che sono state realizzate grazie alle collaborazioni che la Sovrintendenza Capitolina ha attivato, a scopi di ricerca, studio e divulgazione con la Duke University, Department of Classical Studies, Dig@Lab, con il coordinamento scientifico di M. Forte, la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando (Madrid, Spagna), Laboratorio de Humanidades Digitales con il coordinamento di J. M. Luzon,  la Divisione ICT del Dipartimento di Tecnologie Energetiche dell’ENEA nell’ambito del progetto CO.B.R.A. (COnservazione dei Beni culturali, con l’applicazione di Radiazioni e di tecnologie Abilitanti), responsabile A. Quintiliani.

Catalogo: De Luca Editori d’Arte

Costo: Biglietto integrato Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali + Mostra per i non residenti a Roma: 15 € intero; 13 €  ridotto - per i residenti a Roma: 13 € intero;  11 € ridotto - Biglietto ridottissimo 2 €
Indirizzo: via Quattro Novembre 94 - 00187 Roma
Informazioni: 
Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 - 19.00)
Sito di riferimento: www.mercatiditraiano.it 
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"MONET"
a cura di Marianne Mathieu

Sotto l’egida dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) e della Regione Lazio, la grande retrospettiva è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisiain collaborazione con il Musée Marmottan Monet, Paris.

COMPLESSO DEL VITTORIANO  ALA BRASINI - Roma
sino al 3 giugno 2018,  dal lunedì al giovedì 9.30 - 19.30_venerdì e sabato 9.30 - 22.00_domenica 9.30 - 20.30

A GRANDE RICHIESTA, DOPO AVER SUPERATO I 200.000 VISITATORI, LA MOSTRA DEDICATA A CLAUDE MONET PROROGA FINO AL 3 GIUGNO 2018 LA MOSTRA

In mostra circa 60 opere, le più care all’artista e che lo stesso Monet conservava nella sua ultima, amatissima dimora di Giverny: prestiti eccezionali tutti provenienti dal Musée Marmottan Monet di Parigi che nel 2014 ha festeggiato gli 80 anni di vita e che raccoglie il nucleo più importante e numeroso delle opere del grandissimo artista francese, grazie alle donazioni dei collezionisti dell’epoca e del figlio Michel.

L’inquietante modernità dei salici piangenti, del viale delle rose e del ponticello giapponese ma anche le monumentali ninfee e glicini, i colori evanescenti e sfumati, la campagna francese e la natura in ogni sua fase: tra i capolavori in mostra Ritratto di Michel Monet neonato (1878-79), Ninfee (1916-1919), Le Rose (1925-1926), Londra. Il Parlamento. Riflessi sul Tamigi (1905).

Monet - curata da Marianne Mathieu, storico dell’arte e vice-direttore del museo Marmottan, incaricata della Collezione Monet - dà conto dell’intero percorso artistico del maestro impressionista a partire dai primissimi lavori, le celebri caricature della fine degli anni 50 dell’800 con cui guadagnò i primi soldi e divenne quasi un personaggio nella sua città natale, Le Havre, passando per i paesaggi rurali e urbani di Londra, Parigi, Vétheuil, Pourville, e delle sue tante dimore, inclusa una parentesi in Liguria testimoniata in mostra dal dipinto del castello di Dolceacqua.
Protagonisti anche i ritratti dei figli e le celeberrime tele dedicate ai fiori del suo giardino - costruito sapientemente negli anni al punto che ebbe a dire che se non avesse fatto il pittore sarebbe stato giardiniere e che senza i fiori non avrebbe dipinto -, fino alla modernissima resa dei salici piangenti, del viale delle rose o del ponticello giapponese, e poi alle monumentali Ninfee, che deflagrano nel pulviscolo violetto e nella nebbia radiosa.

L'iniziativa è promossa da Generali Italia - sponsor della mostra - tramite il programma Valore Cultura, che ha l'obiettivo di avvicinare famiglie, giovani, clienti e dipendenti al mondo dell’arte, attraverso l’accesso agevolato a mostre, spettacoli teatrali, eventi ed attività di divulgazione artistico-culturale.
La mostra vede come special partner Ricola, sponsor tecnico Trenitalia, colore ufficiale Giotto  brand icona di F.I.L.A. Fabbrica Italiana Lapis ed Affini e media partner Radio Dimensione Suono.
L’evento è consigliato da Sky Arte HD.
Le audioguide della mostra sono offerte da Generali Italia.
Il catalogo è edito da Arthemisia Books.


Nell'immagine: Claude Monet (1840-1926), Nymphéas, 1916-1919.

Costo: Biglietti- Intero 15 € (audioguida inclusa) - Ridotto 13 € (audioguida inclusa)
Informazioni e prenotazioni gruppi: + 39 06 8715111
Indirizzo: San Pietro in Carcere - Roma
Siti di riferimento: www.arthemisia.it -  www.ilvittoriano.com
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Kirosegnaliamo esce all’inizio di ogni settimana, chi volesse darci comunicazione di eventi con rilievo artistico-culturale può scriverci a kirolandia@gmail.com oppure info@kirolandia.com,  entro la domenica precedente, specificando chiaramente la richiesta di segnalazione, provvederemo previa specifica selezione all'inserimento …