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martedì 6 marzo 2018

KIROSEGNALIAMO Settimana 5-11 Marzo 2018

K-news  







Kiri, continuano anche per questa nuova stagione,  le segnalazioni di Kirolandia blog di cooperazione dell'omonima corrente culturale.





Di settimana in settimana vari suggerimenti tra teatro, musica, arte  e tanti altri eventi selezionati  accuratamente sulla base delle vostre importanti indicazioni.



Dunque ecco per sognare con voi... 

TEATRO

DEBUTTI...

LELLO ARENA
in
"Parenti serpenti"
di Carmine Amoroso
Regia Luciano Melchionna

TEATRO ELISEO - Roma
dal 6 al 18 marzo 2018 , martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00_ primo sabato di programmazione ore 16.00 e 20.00_merc. e dom. ore 17.00
      
Uno straordinario Lello Arena nella parte che fu di Paolo Panelli

Un Natale in famiglia, nel paesino d’origine, come ogni anno da tanti anni. Un Natale pieno di ricordi e di regali da scambiare, in questo rito stanco che resta l’unico appiglio possibile per tentare di ravviare i legami famigliari, come il fuoco del braciere che i genitori anziani usano, ancora oggi, per scaldare la casa: un braciere pericoloso ma rassicurante come tutte le abitudini e le tradizioni. Un Natale a casa dei genitori anziani che aspettano tutto l’anno quel momento per rivedere i figli cresciuti, e andati a lavorare in altre città. Uno sbarco di figli e parenti affettuosi e premurosi che si riuniscono, ancora una volta, per cercare di spurgare, in un crescendo di situazioni esilaranti e stridenti in cui tutti noi possiamo riconoscerci, le nevrosi e le stanche dinamiche di coppia di cui sono ormai intrisi.

Note di regia
Immaginare Lello Arena, con la sua carica comica e umana, nei panni del papà - interpretato da uno straordinario Paolo Panelli nel film di Mario Monicelli - mi ha fatto immediatamente sorridere, tanto da ipotizzare il suo sguardo, come quello di un bambino, intento a descrivere ed esplorare le dinamiche ipocrite e meschine che lo circondano, in quei giorni di santissima festività: è un genitore davvero in demenza senile o è un uomo che non vuol vedere più la realtà e si diverte a trasformarla e a provocare tutti? Andando via di casa, diventando adulti, ogni figlio ha dovuto fare i conti con la realtà, ha dovuto accettare i fallimenti e ha imparato a difendere il proprio orticello mal coltivato, spesso per incuria o incapacità, ma in quelle pause di neve e palline colorate ognuno di loro si impegna a mostrarsi spensierato, affettuoso e risolto. All’improvviso però, i genitori, fino ad allora autonomi punti di riferimento, esprimono l’esigenza di essere accuditi come hanno fatto anni prima con loro: uno dei figli dovrà ospitarli e prendersi cura della loro vecchiaia... a chi toccherà? Un imprevisto terremoto segna una crepa dalla quale un gas mefitico si espanderà e inquinerà l’aria.
In quest’epoca in cui tutto e il contrario di tutto sono la stessa cosa ormai, con questa commedia passeremo dalle risate a crepapelle per il tratteggio grottesco, e a tratti surreale, dei personaggi al più turpe cambiamento di quegli esseri che - chi di noi non ne ha conosciuto almeno uno? - da umani si trasformeranno negli animali più pericolosi e subdoli: i serpenti. Luciano Melchionna

Di Carmine Amoroso - con Lello Arena e Giorgia Trasselli - e con (in ordine alfabetico) Raffaele Ausiello, Marika De Chiara, Andrea de Goyzueta, Carla Ferraro , Serena Pisa, Fabrizio Vona, scene Roberto Crea, costumi Milla, musiche Stag, disegno luci Salvatore Palladino, Regia Luciano Melchionna

Una produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro in collaborazione con Bon Voyage Produzioni e con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi 2016

Foto di Nicolò Beardo

Durata: 2 ore intervallo escluso
Costo: Biglietto da 20 € a 40 €
Informazioni: Tel. 06.83510216
Indirizzo: via Nazionale 183 –Roma
Sito di riferimento teatro: www.teatroeliseo.com
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"QUATTRO CANI PER UN OSSO"
di John Patrick Shanley
traduzione Leonardo Sbragia / adattamento Enrico Vanzina
Regia John R. Pepper
con Cristina Cirilli, Paolo Giangrasso, Neva Leoni, Pietro Montandon

OFF OFF THEATRE - Roma
dal 6 al 18 marzo 2018 ,  orario: serali ore 21.00,  pomeridiane ore 18.00

Dopo il successo negli Stai Uniti, al Festival di Avignone e a Parigi, arriva a Roma  la commedia strepitosa sui retroscena di un film di Hollywood, scritta dal Premio Oscar (Stregata dalla Luna) e Premio Pulitzer (Il Dubbio) John Patrick Shanley, e diretta dal regista e fotografo italo-americano John R. Pepper.
Tre attori e un produttore lottano per il controllo di un film. Bugie, colpi bassi, sesso e vendette…tutto è permesso. L’innocente scrittore di off-Broadway diventerà un altro squalo di Hollywood.

In “Quattro Cani per un osso”, Brenda, una giovane attrice apparentemente innocente, incontra Bradley, un problematico produttore di mezza età, per discutere del film sul quale stanno lavorando.
Brenda vuole diventare una star, ha anche cantato per questo! Ma Collette, l’altra attrice nel film, tenta di ostacolarla. Brenda deve convincere Bradley che il film è seriamente in pericolo se non si fanno i dovuti cambiamenti, uno dei quali è tagliare la parte di Collette.
Bradley, sapendo che il film sta sforando il budget, promette a Brenda che realizzerà le sue ambizioni qualora lei riuscisse a convincere il suo fratellastro, una grande star del cinema, a partecipare al film garantendo così incassi e successo.
Nel frattempo Collette ha le sue strategie: è consapevole di non essere più così giovane, vuole convincere anche lei Victor, lo sceneggiatore, a modificare il film così da diventarne l’eroina, oppure il suo sesto film sarà destinato a perdersi in un art house o peggio, ad uscire direttamente in dvd.
Victor è un giovane scrittore naif, che viene dalla Off-Off Broadway, non sa come destreggiarsi con tutto questo e sua madre è appena morta. Ha bisogno di elaborare il lutto e di bere fino a sfinirsi prima di fare dei cambiamenti al copione.
In sala trucco, Brenda e Collette scoprono di aver provato a pugnalarsi alle spalle l’un l’altra, il conflitto  le conduce ad una sorta di lotta fra gatte, come solo le attrici sanno fare e culmina con un finto accordo.
Nella scena finale Bradley e Victor si confrontano faccia a faccia sulle condizioni del film, vengono interrotti da Brenda e Collette, tutte le bugie e i retroscena saltano fuori. Sono quattro cani che corrono dietro al loro osso.

Di John Patrick Shanley - traduzione Leonardo Sbragia / adattamento Enrico Vanzina - con Cristina Cirilli, Paolo Giangrasso, Neva Leoni, Pietro Montandon
Regia John R. Pepper - scene e costumi Mela Dell’Erba - disegno luci e suono Patrick Boggero - musiche originali Jameson Pepper eseguite da ‘The PepperBrothers’ - con il sostegno della‘Missione Diplomatica degli Stati Uniti D'America in Italia’ - fotografie Gabriele Lentini  - riprese video Alessandro D’Amico

Costo: Biglietto intero 25 € -  ridotto 18 € - 10 € per gruppi e under 26
Indirizzo: Via Giulia 19/21 – Roma
Informazioni:  06 89239515 -  info@off-offtheatre.com
Siti di riferimento: www.off-offtheatre.com
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Tetaro Stabile di Roma
presenta
"ACADEMY AWARDS"
Regia di Giorgia Mazzucato

Teatro Stabile di Roma® - Roma
dal 9 all'11 marzo 2018, ore 21.00_dom. 18.00

Prima Nazionale 9 marzo 2018

 “ACADEMY AWARDS” è una delle nuove produzioni della stagione 2017/18 del Teatro Stabile di Roma®, che, per quest’anno, ha scelto di affrontare grandi progetti nazionali ed internazionali.
Lo spettacolo è una rocambolesca corsa all’Oscar, incredibilmente divertente, coinvolgente, interattivo per il pubblico e tutto da ridere.
Immaginate di poter partecipare alla notte degli Oscar. Quella che vedete in televisione e che vi incolla allo schermo.
Immaginate di poter decidere voi i titoli delle pellicole vincitrici, di deciderne il genere e di dirigerne anche degli estratti: sarete voi i registi!
Immaginate di potervi sedere in platea e di assistere, davanti a voi, alla premiazione più importante del mondo dello spettacolo.
Immaginate di veder sul palco interpretati dal vivo, uno dopo l’altro, spezzoni dei film premiati per Miglior film, Miglior Sceneggiatura, Migliori effetti speciali, Miglior attore protagonista, e tanti altri…
Immaginate di poter inventare il vostro regista perfetto e poterlo intervistare.
Hollywood non è mai stata così vicino.
Questo è Academy Awards, la vostra notte degli Oscar.
In scena anche Francesco Guglielmi, finalista Premio Hystrio alla Vocazione 2017; Maria Beatrice Alonzi, definita dalla AFP, l’agenzia di stampa internazionale “La digital Artist Italiana”, attrice e regista riconosciuta per il suo impegno nel sociale, marketing strategist da 4 milioni di click, famosa per le sue interpretazioni diventate virali da milioni di views sul web.

Lo spettacolo è ideato e diretto da Giorgia Mazzucato, attrice autrice e regista allieva, tra gli altri, di Dario Fo e Franca Rame, vincitrice con i suoi spettacoli originali di moltissimi premi nazionali e internazionali, tra i quali ricordiamo, lo scorso luglio, l’ambito Best & Outstanding International Artist al San Diego Fringe Festival 2017, San Diego, California.

“Academy Awards” è una produzione del Teatro Stabile di Roma®

Regia di Giorgia Mazzucato - Con Maria Beatrice Alonzi, Francesco Guglielmi, Davide Guzzardi, Clarissa Ciaccio, Paola Campagna, Francesca Di Vetta, Simona Faustino Ventapane, Andrea Frattali, Lorenzo Giovannetti, Francesca Mareggiato, Pamela Placitelli, Stefania Nocca, Maria Teresa Robusto, Elena Rossetto, Laura Rotalinti, Giovanni Salvatori, Michaela Torricella e Marco Valeri - Luci di Andrea Vannini

Costo: Biglietti Intero 15 € Ridotto 12€ (prenotando via mail a biglietti@lasiti.it)
Informazioni: 0692919708 - info@teatrostabilediroma.it
Indirizzo: via Assisi, 33 - Roma
Facebook di riferimento: www.facebook.com/lasiti.roma
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PROSEGUONO...

Gitiesse Artisti Riuniti
MARIANELLA BARGILLI
 RUBEN RIGILLO   SILVIA SIRAVO
con CARLO GRECO
"LA SIGNORA DELLE CAMELIE"
da Alexander Dumas fils
costumi Accademia Costume&Moda, Roma - 1964
diretta da Andrea Viotti
musiche Mario Incudine
luci Gigi Ascione
adattamento, scene e regia MATTEO TARASCO

TEATRO QUIRINO -  Roma
dal 27 febbraio all'11 marzo 2018,  da martedì a sabato ore 21.00 - domenica ore 17.00 - giovedì 1  e giovedì 8  marzo  ore 17.00 - mercoledì 7 marzo ore 19.00 - sabato 10 marzo ore 17.00 e ore 21.00

Margherita Gautier è la più bella cortigiana della città conosciuta come 'la signora delle camelie'. Questi sono i fiori che lei teneva con sé quando si recava al teatro. Il personaggio è ispirato a Marie Duplessis, celebre cortigiana parigina divenuta contessa di Perrégaux.

Sono tutti ciechi, perché non sanno amare

Note per la messa in scena de LA SIGNORA DELLE CAMELIE
"Il romanzo di Dumas Fils è un viaggio nel profondo dell’animo umano, ove le contraddizioni più aspre si fondono, per restituire un’immagine del mondo vividamente controversa.
Mettere in scena LA SIGNORA DELLE CAMELIE, capolavoro della letteratura francese dell’Ottocento, che alla sua prima apparizione sconvolse l’immaginario collettivo, vuole essere un tentativo di riacquistare, attraverso la fascinazione del palcoscenico, i valori della parola poetica, che crediamo oggi debba imporsi su altri linguaggi che dicono e spiegano, ma non insegnano il senso. Mettere in scena LA SIGNORA DELLE CAMELIE significa essere appassionati; per mettere in scena LA SIGNORA DELLE CAMELIE dobbiamo essere fisici. Ma dobbiamo anche ricordare che le parole bruciano, che le parole si fanno carne mentre noi parliamo e quindi anche parlare, anche raccontare una storia è un gesto fisico. Oggi la lingua non è più del cuore, come diceva Paracelso, ma della mente. La parola soccombe nelle paralizzanti spire dell’ossessione comunicativa, stritolata da un’angoscia semantica. Per mettere in scena LA SIGNORA DELLE CAMELIE noi dobbiamo avere il coraggio di essere nuovamente eloquenti. Dobbiamo ricordare che le parole sono potenze che esercitano su di noi un potere invisibile, le parole hanno effetti blasfemi, creativi, annientanti, ma anche protettivi, persuasivi, le parole possono cauterizzare le ferite del cuore. Dumas Fils crede alla sottomissione della psicologia alla fisiologia, le istanze di Physis, del corpo, orientano le esigenze di Psyche, dell’anima. Ha scelto di raccontare le storie di personaggi completamente sopraffatti dai nervi e dal sangue, spinti ad agire nella vita dalla fatalità della carne.
LA SIGNORA DELLE CAMELIE è una storia cupa e disperata, che oscilla pericolosamente nell’incerto territorio in cui danzano avvinghiati Eros e Thanatos. È una storia assoluta, spietata, estrema, senza margini di riscatto, senza limiti...." Matteo Tarasco

Durata: 1 ora e 30 minuti, atto unico
Costo:   Biglietti  dal lun al ven platea interi € 30  ridotti  € 27 - I balconata interi € 24  ridotti € 22 - II balconata interi € 19 ridotti € 17  - galleria interi € 13 ridotti € 12 / Biglietti  sab. sera e dom  platea interi € 34  ridotti € 31 - I balconata interi € 28  ridotti € 25 - II balconata interi € 23 ridotti € 21  - galleria interi € 17  ridotti € 15
 Informazioni: botteghino 06.6794585 - biglietteria@teatroquirino.it
Indirizzo: via delle Vergini,  7 - Roma
Sito di riferimento: www.teatroquirino.it
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Altra Scena e I Due della Città del Sole
presentano
Giorgio Colangeli
in
"FINALE DI PARTITA"
di Samuel Beckett
regia Filippo Gili
con Giancarlo Nicoletti
e con Matteo Quinzi e Olivia Cordsen

SPAZIO DIAMANTE - Roma
dal 2 all'11 marzo 2018 - venerdì e sabato ore 21.00_dom. ore 18.00

Debutta in prima assoluta Finale di partita, il classico di Samuel Beckett, ritenuto da molti il testo più importante dell’autore irlandese. Dopo il successo di Aspettando Godot nella stagione 2016/17, Filippo Gili prosegue il suo originale personale percorso di ricerca attraverso le pieghe della drammaturgia beckettiana affrontando, sempre dalla sua personalissima angolazione, un altro dei capolavori del maggiore esponente del teatro dell’assurdo, Finale di Partita. Ancora una volta protagonista dell’operazione è la straordinaria attorialità di Giorgio Colangeli, che presta voce e corpo al ruolo di Hamm, affiancato da Giancarlo Nicoletti in quello di Clov.

Finale di Partita è la storia di un padre che tiene accanto a sé un figlio che vuole cominciare a vivere e due genitori che vogliono continuare a morire.
E’ il dramma di un ragazzo che chiede un distacco, ma il cui vero nemico è la sua stessa angoscia di andar via.
E’ la farsa di un uomo e una donna passati a miglior vita, ma tenuti vivi dalle psicosi di un figlio ormai anziano.
Questo è il nostro Finale di Partita: una concretissima vicenda familiare in cima a un faro. Fra l’oceano e il deserto. Fra morti e vivi. Fra chi non può mai alzarsi e chi non può mai sedersi.
Immersi in questi opposti che, in Beckett, più che toccarsi, si invadono, si confondono, si ribaltano gli uni negli altri. E che, più che contribuire a confermare un antico malinteso ‘assurdo’, aiutano a sviluppare il contesto vivo, reale, comico, disperato, eterno, devastante che questa storia contiene.
Altro che minimalismo. Altro che assurdità. Solo la tac di una cosa, la vita, che a guardarla attentamente, non si racconta come minima e assurda, ma, in quanto minima e assurda. Con la più assoluta naturalezza, la più dissoluta semplicità. Perché i simboli vanno recitati come l'aria che si respira. Perché i genitori di Hamm non sono rappresentati in due bidoni dell'immondizia, ma psichicamente vissuti, dal figlio, in quei bidoni. Al di là dell'amare, al di là del vedere.
Finale di Partita è quel luogo, quella carne viva in cui, svelando una miseria, si riconosce una grandezza. E' la freudiana catarsi; quella in cui, pattuita, dell'immensità del male e dell'amare, la loro inesorabile irrisorietà, si esce, dall'ultima seduta con la sensazione di potersela finalmente fare una passeggiata leggera, su questo mappamondo, su questa mappavita.

Costo: Biglietto intero 15 €  + prevendita; ridotto 13.50 € + 2 prevendita
Info & Prenotazioni:  06 – 80687231 / 393 – 0970018
Indirizzo: via Prenestina 230/ b - Roma
Sito di riferimento: www.spaziodiamante.it
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MARINA MASSIRONI - ALESSANDRA FAIELLA
"ROSALYN"
di EDOARDO ERBA
Regia:  SERENA SINIGAGLIA
Produzione:  NIDODIRAGNO/ COOP CMC con la collaborazione del  TEATRO DEL BURATTO

TEATRO SALA UMBERTO - Roma
dall' 22 febbraio all'11 marzo 2018, martedì, giovedì e venerdì ore 21.00, mercoledì ore 17.00, sabato 24 febbraio e 3 marzo ore 17.00, sabato 10 marzo 2018 ore 21.00

Nel corso della presentazione del suo libro a Toronto in Canada, Esther, una scrittrice americana, conosce Rosalyn, la donna delle pulizie della sala conferenze. Il libro insegna a liberare la vera natura del sé, e Rosalyn ne è ammirata e sconvolta. Vuole leggerlo subito, e si offre, il giorno dopo, di portare la scrittrice a vedere la città.
Dopo la visita ritroviamo le due in un prato in periferia. Qui Rosalyn rivela ad Esther la storia del suo amore per un uomo bugiardo e perverso, che le fa continue violenze fisiche e psicologiche. Lui ha famiglia e la relazione con Rosalyn è clandestina. La sera prima, quando lei è tornata in ritardo dal lavoro per aver seguito la conferenza della scrittrice, l’uomo infuriato l’ha picchiata e ferita. Esther sbotta: un uomo del genere è da ammazzare. Infatti - dice Rosalyn - è nel bagagliaio.
Questo il folgorante avvio della nuova commedia noir di Edoardo Erba. Che continua con un pressante interrogatorio di polizia, dove Esther racconta della sua attrazione per  Rosalyn. E la storia diventa torbida, i contorni si fanno sfumati, quello che in un primo momento sembrava chiaro improvvisamente non torna più.
Dietro i fatti si nasconde un mistero più profondo. Alla cui soluzione è appesa la vita delle due donne. Avvincente, ricco di colpi di scena, sostenuto da una scrittura incalzante, Rosalyn è il ritratto della solitudine e dell’isolamento delle persone nella società americana contemporanea. E parla di quel grumo di violenza compressa e segreta pronta ad esplodere per mandare in frantumi le nostre fragili vite.

Giovedì primo marzo aperitivo in teatro ore 18,30
Con il pubblico insieme all’autore EDOARDO ERBA, MARINA MASSIRONI e ALESSANDRA FAIELLA
Giovedì 8 marzo letture in teatro ore 18,30
delle attrici e di altre colleghe dedicate alla giornata delle donne
  
Costo: Biglietti da 38 € a 28 €
Indirizzo: via della Mercede, 50 - Roma
Sito di riferimento teatro: www.salaumberto.com
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TEATRO PER RAGAZZI

Teatro Telaio
in scena con
"Nido"
Con Michele Beltrami e Paola Cannizzaro
Drammaturgia e regia Angelo Facchetti

CENTRALE PRENESTE TEATRO-  Roma
11 marzo 2018, ore 16.30

Per la rassegna Infanzie in gioco 2017/18 va in scena lo spettacolo Nido di Teatro Telaio.

La drammaturgia e la regia sono di Angelo Facchetti, sul palco ci sono Michele Beltrami e Paola Cannizzaro. 
Una coppia di uccelli si muove in sincronia, come chi si conosce bene e si capisce al volo. Un’armonia che genera un uovo perfetto, bellissimo e fragile. Pieni di felicità i due uccellini cominciano a costruire un nido: lo vogliono grande e accogliente per proteggere il loro uovo nel migliore dei modi. Servono pazienza, ingegno, immaginazione e volontà e i due volatili ne hanno in abbondanza. Eppure ogni volta che sono a un passo dalla fine, qualcosa va storto. Solo dopo innumerevoli e comiche sconfitte, che metteranno a dura prova le loro certezze e la loro armonia, capiranno come l’importante sia disfarsi del superfluo per arrivare all’essenziale. Un modo sorridente per far scoprire ai bambini tutta la dedizione e la cura che hanno permesso il loro arrivo. Un omaggio a tutti i genitori imperfetti.

di Teatro Telaio - Con Michele Beltrami e Paola Cannizzaro  - Partitura fisica: Alessandro Mor - Musiche: Alberto Forino - Scenografia ed oggetti: Giuseppe Luzzi - Costumi: Giovanna Allodi e Riccardo Vento  - Scenotecnica: Mauro Faccioli  - Drammaturgia e Regia: Angelo Facchetti

Costo: Biglietto unico 5 € (prenotazione consigliata)
Informazioni: Adatto dai  3 agli 8 anni
Prenotazioni: 06 27801063 o info@ruotaliberateatro.191.it
Indirizzo: Via Alberto da Giussano, 58, Roma
Sito di riferimento: www.facebook.com/CentralePrenesteTeatro
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SPETTACOLI MUSICALI

PROSEGUONO..

"IL MIO NOME È MILLY una diva, tra guerre, prìncipi, pop e variété"
recital in due tempi di e con Gennaro Cannavacciuolo
pianoforte Dario Pierini, sax-contralto Andrea Tardioli, violoncello Francesco Marquez
Produzione Elsinor

TEATRO DELLA COMETA - Roma
dal 21 febbraio al 11 marzo 2018,  orario dal martedì al venerdì ore 21.00_sabato doppia replica ore 17.00 e ore 21.00_domenica ore 17.00.

In questo spettacolo, Gennaro Cannavacciuolo è un narratore che canta la vita privata ed artistica di Milly. Il recital, in due tempi, traccia una biografia con le canzoni più emblematiche della cantante-attrice piemontese, dove ogni canzone è stata scelta per sottolineare un momento significativo della sua vita e della sua carriera. In un quadro scenografico elegante, con luccichii da sera sul nero dominante, composto da gigantografie che ritraggono vari momenti della vita di Milly e che Gennaro fa ruotare nei momenti clou della narrazione, si parte con il varietà degli Anni 20, sulle note di “Era nata a Novi”, “Le rose rosse” , “Donne e giornali” e “Mutandine di chiffon”. Si narra poi del flirt tra Milly ed il Principe Umberto, ma anche dell’amore disperato di Cesare Pavese che la cantante mai poté ricambiare e da cui ricevette lettere infuocate. Si prosegue con le note di “Parlami d’amore Mariù”, che sottolineano l’incontro con Vittorio De Sica da cui sfocerà un’eterna amicizia.

Un revival del periodo francese evocato da “Mon manège à moi” e “Paris canaille” chiude il primo tempo. Il cavallo di battaglia “Si fa ma non si dice” apre il secondo tempo ed introduce l’incontro con Strehler, raccontato e cantato attraverso alcune delle canzoni più significative di Brecht, quali la “Ballata della schiavitù sessuale”, “Surabaya Johnny” e la “Ballata di Mackie Messer”. Quindi un brano recitato de “l’Istruttoria” di Peter Weiss (processo di Auschwitz a Francoforte), testo che Milly interpreterà per la prima volta in Italia con grande successo. Lo spettacolo continua con l’incontro fortunato con Filippo Crivelli che creerà per lei i famosi “recital” nei quali Milly, oltre a cantare il repertorio brillante del variété, introdurrà quello di Brecht-Weill ed i testi più significativi dei cantautori e musicisti degli anni 60-70, quali Endrigo, Lauzi, De Andrè, Aznavour e Piazzolla, qui riproposti in un’intensità crescente.
   
Costo: Biglietti Platea 25 €, prima galleria 20 €, seconda galleria 18 €
Informazioni:  Telefono 06.6784380
Indirizzo: via del Teatro Marcello, 4 - Roma
Siti di riferimento: www.teatrodellacometa.it
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FESTIVAL e RASSEGNE

TEATRO TRASTEVERE -  Roma
dal 7 all'11 marzo, ore 21.00_dom. 17.30

Avviso ai Soci
L'Associazione Culturale Teatro Trastevere
presenta

"Women in music"
Settimana  teatrale dedicata a due grandi figure femminili della Musica del Novecento:  Billie Holiday - Edith Piaf

>>> 7-8 marzo 2018
La Petite Robe Noire
di Velia Viti e Annamaria Iacopiniì
Regia Velia Viti
Con Annamaria Iacopini e Cristina Pensiero
Coreografie Cristina Pensiero
La voce di Jean Cocteau è di Sebastiano Colla

“La nigredo, termine latino che significa colore nero o nerezza, denota in alchimia la fase al Nero della Grande Opera, fase in cui la materia deve essere decomposta, affinché ritorni al suo stadio primitivo, cioè alla condizione del caos originario da cui ha avuto origine tutta la creazione: dapprima occorre infatti distruggere gli elementi, perché si possano ricomporre successivamente in una sintesi superiore”

E’ un’icona: Edith Piaf, esile e con poca grazia, con indosso “la petite robe noire”, il tubino nero, scelto dalla cantante come abito di scena per ogni sua apparizione.  Ma di “cose nere”, di angoli oscuri, è costellata tutta la breve vita del “passerottino”(“piaf” vuol appunto dire passerotto), fin dall’inizio: dalla nascita sul marciapiede all’infanzia in un bordello, dal periodo di cecità alle esibizioni in strada, dalla morte di una figlia a quella di un grande amore. Fare un recital originale che unisce parole, musica e danza, prendendo spunto da alcuni precisi episodi della vita di Edith Piaf, alcuni morbosi altri drammatici, altri semplicemente curiosi, vuol essere il tentativo di riabilitare tutto “il nero” che circonda la vita di ogni individuo, perché, citando Jung, “non si diventa illuminati immaginando figure di luce, ma divenendo coscienti del buio”.
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>>> 9-11 Marzo 2018
"Lady Holiday MISSISSIPPI DRUNK"
Regia Alessandra Caputo e Simone Fraschetti
con Valentina Conti.
Una produzione PATAS ARRIBA TEATRO

Lady Holiday MISSISSIPPI DRUNK è un lavoro che intende omaggiare una donna che è emersa nella storia della musica jazz per il suo talento e la sua forza. Sarà una celebrazione dell’intensità di una vita difficile ma piena di risorse, quella di Billie Holiday (1915-1959).
Chiamata da tutti “Lady” e acclamata dal pubblico entrava però dalla porta di servizio dei locali in cui si esibiva, perché di colore. Una donna dalla personalità travolgente, nata da genitori adolescenti e a lavoro fin da piccola nei contesti più degradati dei sobborghi degli Stati Uniti. Sottomessa dalle sfortune e dalle violenze con la sua voce inconfondibile radicata nella tradizione blues e il suo perenne fiore bianco tra i capelli, ha saputo lasciare un messaggio di bellezza e valore col potere del proprio talento. Morta all’età di 44 anni è stata l’interprete speciale della famosa canzone Strange Fruit che racconta degli atroci linciaggi nei confronti dei neri e che ci apre a dei contatti con una storia che non si deve dimenticare.
Un’icona attuale ma ancora tutta da riscoprire insieme a un mondo musicale ricco di aneddoti e mistero.
Lo spettacolo, tratto dal testo di Alessandra Caputo pubblicato per la collana teatrale Scena Muta, con una ballata di Adriano Marenco, rende un omaggio visionario e musicale a una storia che abbraccia un destino molto più ampio di quello di questa straordinaria donna e che affonda nelle radici nere della segregazione razziale, del confronto tra bene e male e dei Poteri della musica, il tutto secondo l’estetica onirica e audace dei Patas Arriba Teatro che in questa regia, curata dalla stessa autrice con Simone Fraschetti, si accorda alla musica accuratamente scelta ed eseguita dal vivo da Rodolfo V. Puccio e all’interpretazione di Valentina Conti.

Le fotografie e il materiale visivo sono a cura di Pamela Adinolfi.
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La settimana sarà arricchita da una mostra illustrativa:

>>> 7-11 Marzo 2018
#ARTISTFASHIONERD AL FOYER
ESPOSIZIONE PITTORICA
di
GIOVANNI PALMIERI
a cura di Elena Costa
organizzazione di Andrea Alessio Cavarretta - Kirolandia -

Incontro con l'autore Mercoledì 7 Marzo 2018, ore 19.00

In occasione della settimana di spettacoli dedicati alla festa della donna il pittore GIOVANNI PALMIERI nell'esposizione pittorica #ARTISTFASHIONERD al FOYER mostra al pubblico alcune delle sue tele all'interno del ridotto del TEATRO TRASTEVERE di Roma.

Con queste parole la curatrice della mostra, la scrittrice Elena Costa, legata da profonda amicizia con l'artista, introduce questo importante evento: "La pittura di Giovanni Palmieri trasporta il nostro sguardo in un mondo fluido. Figure dalle parvenze indefinite e morbide con colori illuminanti, il blu di Ticke, il giallo oro di Reflectitur verum, il viola di Glicine Notturno, evocano immagini che  appartengono a luoghi intimi e preziosi della nostra anima".

Così le opere del pittore dal forte animo partenopeo vanno ad arricchire per alcuni giorni il laborioso quanto multiforme teatro trasteverino. Potrà essere ammirata una selezione di alcuni dipinti dell' artistfashionerd Giovanni Palmieri che ben si sposano con l'intenzione delle pièce in scena, tra cui "Ticke" e la serie dei "Contenuti", per l'occasione saranno esposti degli inediti creati proprio per questo avvenimento come "Glicine".

L'organizzazione dell'esposizione è dello scrittore  Andrea Alessio Cavarretta- corrente culturale KIROLANDIA nella sua sezione artista fridaartes.


Costo: Biglietto intero 12 € - ridotto 10 € - L’8 marzo TESSERA ASSOCIATIVA gratuita per le donne - 
Ingresso all'esposizione GRATUITO
 Kiroconvenzione: INGRESSO RIDOTTO per tutti i  Kiri iscitti alla pagina facebook  di Kirolandia
Informazioni: 06.5814004 - info@teatrotrastevere.it
Indirizzo: via Jacopa de Settesoli 3 - Roma
Sito di riferimento teatro: www.teatrotrastevere.it
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"Il Sipario delle Donne"
2° edizione 2018: tre spettacoli teatrali al femminile sul palco del Centro Culturale Artemia
Una rassegna che celebra “l’universo femminile” attraverso il Teatro.

dall'9 al 25 marzo 2018, vari orari

Prende il via, con “8 Marzo” di Carlo Boso, la seconda edizione della Rassegna Teatrale “Il Sipario delle Donne”, rassegna organizzata dal Centro Culturale Artemia, polo creativo romano da sempre attento alla promozione di forme espressive innovative, nel segno dell’artisticità e della qualità.

L’inizio della storia del teatro occidentale non fu felice per le donne: prive di diritti politici e segregate nei ginecei, le donne greche non solo non potevano recitare (i ruoli femminili erano interpretati da uomini), ma non è nemmeno certo che avessero il permesso di assistere alle rappresentazioni.

Questa Rassegna ha come obiettivo, celebrare l’universo femminile proprio nel mese in cui si festeggia la “Festa della Donna”. Abbiamo voluto rivisitare questa celebrazione internazionale (a volte banalizzata) a modo nostro, quindi presentando spettacoli (rappresentati sia da donne come da uomini) di ogni genere ma che riguardino tematiche femminili o siano stati realizzati da donne.

La rassegna, nella sua seconda edizione, vedrà protagonisti gli spettacoli “8 Marzo” di Carlo Boso, “Mei Day” di Donatella Mei e “Io. Rifiuto” di Francesca Romana Miceli Picardi. Le opere saranno rappresentate in tre repliche, in un calendario che si snoderà tra i weekend di marzo.

Questa settimana:
Ad inaugurare l’iniziativa il 9, 10 e 11 marzo
8 Marzo
di Carlo Boso
con Emanuela Bolco e Cinzia Brugnola
Uno spettacolo dove si ride, si piange, si riflette e si applaude assistendo a una straordinaria performance teatrale propostaci da Lulù e Lilì, due attrici decise a percorrere la storia del Teatro per dimostrare in fondo che il Teatro è veramente Donna. Ed è con l’aiuto di Sofocle, Aristofane, De Rojas, V. Hugo, Shakespeare, Goldoni, Wedekind, Brecht, Garcia Lorca, Beckett, Fassbinder e Georges Berdot che le nostre due eroine riusciranno a convincerci, sedurci ed a incantarci grazie al loro talento, umanità e fantasia.

A seguire, il 16, 17 e 18 marzo sarà la volta di “Mei Day”, di Donatella Mei e con la stessa Donatella Mai in scena
Infine, il 23, 24 e 25 marzo, chiuderà la rassegna lo spettacolo “Io. Rifiuto” di Francesca Romana Miceli Picardi con Francesca Romana Miceli Picardi e Corinna Bologna

Costo: Biglietto Intero: 10 €- Ridotto: 8 € - Tessera nuovi soci 2 €.
Kiroconvenzione: INGRESSO RIDOTTO per tutti i  Kiri iscitti alla pagina facebook  di Kirolandia
Informazioni e prenotazioni:
334 1598407
Indirizzo: Via Amilcare Cucchini, 38 - Roma
Sito di riferimento centro: www.centroculturaleartemia.it
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MUSICA

MARIA LETIZIA GORGA
in
"50 ANNI E SONO ANCORA MIA"
scritto e diretto da
PINO AMMENDOLA
Stefano De Meo Tastiere / Paola Caridi Batteria 
Pino Iodice Chitarra / Andrea Pintucci Basso
Arrangiamenti Stefano De Meo / Video Claudio Ammendola,
Coreografie Jacqueline Chenal / Allestimento Scenico Raffaele Golino

AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA /Sala Petrassi - Roma
Giovedì 8 Marzo 2018, ore 21.00

A 50 ANNI DAL '68 UN VIAGGIO NELLA CANZONE FEMMINILE PER RACCONTARE LA STORIA CHE CAMBIA

Presentato dal Centro Mediterraneo delle Arti e dal MiBact con la collaborazione di Heliconia, andrà in scena 50 ANNI E SONO ANCORA MIA, interpretato da Maria Letizia Gorga e scritto e diretto da Pino Ammendola.

L’attrice e cantante sarà accompagnata sul palco da una formazione pop-rock di quattro musicisti: Stefano De Meo alle tastiere, Pino Iodice alla chitarra, Paola Caridi alla batteria e Andrea Pintucci al Basso. Gli arrangiamenti sono di Stefano De Meo, le coreografie di Jacqueline Chenal, l'allestimento scenico di Raffaele Golino e i filmati a cura di Claudio Ammendola.

A cinquanta anni da quel '68 che cambiò la nostra società, va in scena uno spettacolo che rievoca la storia e se ne fa memoria, attraverso la canzone femminile, con brani-simbolo di un'epoca che ha cambiato il ruolo delle donne nella coscienza collettiva.
Nei panni di una cantante che inaugura uno spazio divenuto oggi Casa delle donne e poi nei panni di sua madre che 50 anni prima, incinta di lei, occupò quel luogo, Maria Letizia Gorga interpreta i pezzi più significativi del decennio a cavallo del '68: da "Noi le donne noi” a “Gianna”, passando per “Gli uomini non cambiano” a “Il Kobra” e “Qui e là”Un divertente percorso musicale nel mondo femminile, che si libera proprio in quegli anni, dell'immagine rassicurante della donna madre, moglie e massaia e scuote tutti al grido di "tremate, tremate, le streghe son tornate!".

“50 Anni e Sono Ancora Mia, è uno spettacolo che ci piace molto portare in scena, ci ricorda Pino Ammendola, autore e regista, perchè sottolinea le vere conquiste delle donne, quelle che sono rimaste fino ad oggi!” “Si diceva IO SONO MIA e mai come oggi di quel grido c'è bisogno!” Aggiunge Maria Letizia Gorga.  Ci piace raccontare con leggerezza, come solo la musica sa fare, la storia di un percorso che non deve fermarsi, che deve continuare ad  andare avanti...” 
Un viaggio insomma nella nostra memoria, compiuto attraverso la canzone popolare, vero e proprio elemento di raccordo tra le generazioni.

Costo: vedi sito
Informazioni: info@musicaperroma.it
Indirizzo: viale Pietro de Coubertinm, 30 -  Roma
Sito di riferimento: www.auditorium.com
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“Scomodi scrigni di muse ribelli”
Musiche di C. Schumann, F. Hensel, P. Viardot,
M. Labori, A. Mahler
Duo Toutes les Nuances
Alessandra Càpici, soprano
Cristina Ratti, pianoforte

CAMERA MUSICALE ROMANA Sala dell’Immacolata del Convento dei SS. XII Apostoli - Roma
11 marzo, ore 18.00
Un omaggio a 5 grandi donne del passato, che hanno avuto il coraggio di rompere
gli schemi e i pregiudizi del tempo per amore della musica.

Questo concerto vuole contribuire a far conoscere un repertorio che per troppi anni è stato tenuto nascosto a causa di condizionamenti sociali e culturali,  i quali hanno fatto in modo che per secoli fossero privilegiate esclusivamente  personalità maschili, relegando così le donne all’unico ruolo che potessero ricoprire cioè quello di Muse ispiratrici per l’arte creativa dell’uomo.

Vogliamo perciò condurvi a schiudere tesori segretamente celati e per troppo tempo tenuti sotto chiave, a testimonianza che la donna, custode del mistero della vita, ha in sé  sensibilità e completezza necessari alla creazione di meraviglie uniche ed irripetibili.

Duo Toutes les Nuances
Scomodi scrigni di muse ribelli

Costo: Biglietti 15 €  - ridotti 8
Indirizzo: via Del Vaccaro, 9 - Roma / Angolo Piazza dei SS. Apostoli.
Informazioni e prenotazioni: 333 45 71 245
Sito di riferimento: www.cameramusicaleromana.it
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CINEMA

"Jacques Tati - L’integrale"
Per la prima volta in Italia l’opera completa del maestro francese
5 film, 1 spettacolo televisivo, 7 cortometraggi e 5 documentari inediti

Casa del Cinema - Roma
dal 3 al 18 marzo 2018, vari orari

Cala, minacciosa e inarrestabile, l’ombra di Monsieur Hulot su Roma.
Per la prima volta in Italia, l’opera completa di un genio assoluto del cinema mondiale come Jacques Tati verrà presentata integralmente presso la Casa del Cinema di Villa Borghese. La rassegna Jacques Tati – L’integrale, realizzata in collaborazione con RIPLEY’S FILM e VIGGO, rappresenta l’occasione per ogni appassionato di cinema di ammirare l’intera filmografia di un maestro riconosciuto; un genio comico che ha divertito milioni di spettatori influenzando registi e artisti del calibro di Blake Edwards e Dario Fo. Restaurata da Les Films de Mon Oncle, la società che conserva i film e ne detiene i diritti, l’opera completa di Tati sarà proiettata in anteprima assoluta e anticiperà la retrospettiva prevista in Italia dal prossimo giugno.
Un dono per grandi e piccini, per chi ha già avuto la fortuna di imbattersi nell’inarrestabile ciclone Hulot e per chi, invece, per la prima volta potrà godere della sua inarrestabile comicità. La retrospettiva integrale proporrà ogni sabato e domenica fino al 18 marzo i 5 capolavori che hanno rese celebre Tati collocandolo direttamente tra Charlie Chaplin e Buster Keaton: Giorno di festa (Jour de Fete) 1949, Le vacanze di Mosieur Hulot (Les vacances de Monsieur Hulot) 1953, Mio zio (Mon Oncle) 1958, Playtime – Tempo di divertimento (Playtime) 1967 e Monsieur Hulot nel caos del traffico (Trafic) 1971.
Insieme ai suoi capolavori saranno in programma anche 7 esilaranti cortometraggi presentati nella loro versione restaurata: On demande une brute (1934), Gai dimanche (1935), Soigne ton gauche (1936), L’ecole dea facteurs  (1946), Cours du soir (1967), Dégustation maison (1976) e Forza Bastia (1978) accompagnati dal lavoro televisivo Il circo di Tati (Parade) 1974, da 5 documentari inediti che indagano storia e retroscena delle sue opere e da una testimonianza di Terry Jones sul maestro francese.

PROGRAMMA della settimana:
SABATO 10 MARZO
Sala Deluxe│16.30
MON ONCLE, Jacques Tati, Francia, 1958, 116’
Il film più esilarante e colorato di Jacques Tati, che mette a confronto due mondi completamente diversi: quello iper-moderno della famiglia Arpel, con quello bucolico e popolare di Hulot, zio strampalato e prediletto del piccolo Gerard. Attraverso una comicità elegante e irresistibile, il regista francese svela le contraddizioni di una società rigida e “di plastica”, e la necessità del gioco come unica via di fuga. Tati definisce il suo stile inconfondibile nella cura maniacale della scenografia e del suono come veri protagonisti della messa in scena.

Sala Deluxe │18.30
TERRY JONES SU JACQUE TATI, 10’
TOUT COMMUNIQUE, documentario,  52’
Documentario che analizza il film e ne ricostruisce la lavorazione. Ricco di materiali d'archivio (foto, bozzetti, scene tagliate). Voce narrante di Michel Piccoli.

DOMENICA 11  MARZO
Sala Deluxe│16.30
PLAYTIME, Jacques Tati, Francia, 1967, 124’
L’opera più imponente di Tati, girata in 70 mm nel set monumentale Tativille, ritrova un sempre più spaesato Monsieur Hulot insieme a un gruppo di turisti americani nella moderna e tecnologica Parigi. In balia degli eventi, Hulot irrompe e distrugge gli schemi rigidi della società con la grazia e intelligenza proprie del suo umorismo, rendendo la visione di PlayTime un’esperienza unica da godersi esclusivamente in sala.

Sala Deluxe │18.30
ABC TEMPO (Tativille), documentario,  25’
Dietro le quinte d'epoca

Spazio culturale di Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale
Gestione Zètema Progetto Cultura
Direzione Giorgio Gosetti
in collaborazione con Rai; Rai Cinema 01 distribution

Costo:Ingresso GRATUITO
Info: tel. 060608 www.casadelcinema.it www.060608.it
Indirizzo: Largo Marcello Mastroianni, 1
Sito di riferimento: www.casadelcinema.it
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ARTE

PROSEGUONO...

"Liu Bolin. The invisible man"
  
COMPLESSO DEL VITTORIANO  ALA BRASINI - Roma
dal 2 marzo al  1 luglio 2018,  dal lunedì al giovedì 9.30 - 19.30_venerdì e sabato 9.30 - 22.00_domenica 9.30 - 20.30


La prima grande mostra in Italia dedicata a Liu Bolin, l’artista cinese definito “l’uomo invisibile” per le sue straordinarie perfomances nell’arte del camouflage.
Amatissimo dal pubblico internazionale sarà celebrato al Vittoriano con una grande mostra antologica attraverso l’esposizione di oltre 70 opere.

È il 2005: l'amministrazione di Pechino ordina di abbattere il quartiere Suojia Village, dove risiedono molti artisti critici con il governo. Liu Bolin, classe 1973 e ai suoi esordi come artista, si mimetizza con le macerie del suo studio, si fa fotografare e divulga la foto dando il via a una protesta silenziosa e "trasparente", riscuotendo allo stesso tempo un inaspettato successo.
Inizia così la straordinaria carriera di uno degli artisti contemporanei più talentuosi e interessanti, capace di nascondere forti messaggi sociali attraverso immagini apparentemente semplici, in una sintesi di molteplici linguaggi quali la pittura, l'installazione e la fotografia.
Le sue performance vogliono essere un messaggio forte e chiaro di ciò che accade nel presente, tra il peso della storia e le conseguenze del progresso.

Nel tempo Liu Bolin si fa fotografare davanti ai più importanti monumenti del mondo, a librerie, a scaffali dei supermercati, a opere d'arte, a montagne di rifiuti e tra gli immigrati; la sua fama cresce fino a quando le sue immagini diventano un'icona per i grandi brand: uno per tutti Moncler, che utilizza per diverse stagioni un camouflage di Liu Bolin per pubblicizzare il proprio marchio, ma anche Tod's, Ferrari e molti altri.

La mostra al Vittoriano racconta la storia di Liu Bolin, dalla prima perfomance a Pechino fino agli scatti più recenti del 2017 alla Reggia di Caserta e al Colosseo, appositamente realizzati per la mostra romana e qui esposti in anteprima mondiale.

Con il patrocinio della Regione Lazio e Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale e quello della Fondazione Italia Cina, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con la Galleria Boxart, ed è curata daRaffaele Gavarro.

Sponsor Generali Italia, sponsor tecnico Trenitalia.
L'evento è consigliato da Sky Arte HD.

Immagine: Colosseo n°2, Roma, 2017- Courtesy Boxart, Verona

Costo: Vedi sito
Informazioni e prenotazioni gruppi: + 39 06 8715111
Indirizzo: San Pietro in Carcere - Roma
Siti di riferimento: www.arthemisia.it -  www.ilvittoriano.com
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"MICHELA DI LANZO_ Strambàli"
a cura di Marta Bandini e Elettra Bottazzi

GALLERIA PARIONE9
dal 23 febbraio al 20 marzo 2018,  martedì - sabato  14.00 - 20.00_ domenica 16.00 - 20.00

Strambàli è la prima mostra personale di Michela Di Lanzo, a cura di Marta Bandini e Elettra Bottazzi

Stràmbali è un termine inventato e usato dall’artista per indicare degli animali strambi. Se per evoluzione, si intende il cambiamento, all'interno di una popolazione, delle caratteristiche ereditabili col passare delle generazioni, Michela Di Lanzo propone ora, attraverso le sue creature, una nuova idea di evoluzione della specie. Il creazionismo ritiene che le specie siano il frutto della creazione di Dio e quindi perfette ed immutabili. Al contrario, Darwin crede che gli uomini discendano dagli animali e, attraverso il concetto di metamorfosi e ribaltamento delle funzioni biologiche e sociali, si è in continua evoluzione e cambiamento.
Il lavoro dell’artista si contraddistingue per l’osservazione lenta e silenziosa dell'ambiente circostante; tutto per indagare il nascere e morire degli animali, il germogliare e sfiorire delle piante, lo scorrere del tempo scandito dalla lunghezza delle ombre.

In mostra quindici opere su carta della Di Lanzo: animali personificati con innesti di altre specie o caratteristiche comportamentali tipiche anche dell’essere umano.
L’artista crea così una simbiosi visiva attraverso i suoi lavori unica e imprescindibile che ci racchiude tutti in egual misura all’interno dello stesso circolo vitale. Si scardinano così i poteri di supremazia, l’animo è lo stesso e la materia di cui siamo composti la medesima.

Costo:  Ingresso GRATUITO
Indirizzo: via di Parione, 9 - Roma (piazza Navona)
info: 0645615644 - parione9@gmail.com 
Sito di riferimento www.parione9.com
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JAGO
“HABEMUS HOMINEM”
Il giovane scultore racconta la contemporaneità  in rapporto costante con la Storia
A cura di Maria Teresa Benedetti

Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese - Roma 
dal 16 febbraio al 2 aprile 2018, dal martedì a venerdì ore 10.00 - 16.00 (ingresso  consentito fino alle 15.30) - sabato e domenica ore 10.00 - 19.00 (ingresso consentito fino alle 18.30)

La mostra del giovane scultore Jago intende rappresentare il mondo contemporaneo senza dimenticare il rapporto con la Storia. A cura di Maria Teresa Benedetti, JAGO HABEMUS HOMINEM” è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. I servizi museali sono a cura di Zètema Progetto Cultura.

Cardine fondamentale delle opere presentate, che vanno dal 2009 a oggi, due ritratti di Papa Benedetto XVI: il primo iniziato quando il pontefice era nel pieno delle sue funzioni (sacrali), il secondo che mostra l’immagine del rappresentante di Dio tornato a essere uomo, Habemus Hominem.
Molte delle opere di questo artista nascono dal rapporto con la pietra che è scavata creando una mandorla di matrice wildtiana nella quale si rappresentano immagini riferite allo scorrere dell’esistenza come Memoria di sé, o un diverso feto, immagine incorrotta di purezza, Sphynx.
Infine la Venere, antica e nuova, vegliarda e fuori dal tempo, i cui segni di tradizionale venustà appaiono cancellati nella ricerca di un diverso tipo di bellezza.

Jago nasce nel 1987 a Frosinone, vive e lavora tra Anagni e Verona. Nel 2011, a soli 24 anni, è selezionato da Vittorio Sgarbi per partecipare alla 54esima edizione della Biennale di Venezia (Regione Lazio, Palazzo Venezia, Roma) per poter prender parte alla quale abbandona gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone. La sua opera più celebre e controversa è il busto in marmo di Papa Benedetto XVI, premiato nel 2012 con la “Medaglia del Pontificato”, poi “spogliato” e trasformato in Habemus
Hominem in seguito alle dimissioni del Pontefice. Con più di 237.000 “followers” attivi sulla sua pagina Facebook e oltre 15.000.000 di visualizzazioni del documentario dedicatogli da FanPage, Jago condivide la propria arte sui social network in maniera indipendente, per questo motivo da molti è definito social artist.
Promossa daRoma Capitale,
Servizi museali: Zètema Progetto Cultura
Con il contributo tecnico di Ferrovie dello Stato Italiane
Media partner : Il Messaggero
SPONSOR MOSTRA ANTOLINI LUIGI ITALY spa, GAV SISTEMI srl, OPEN DATA srl, DREMEL-BOSCH, GA ENERGY MONTRASIO ARTE, FERALHORSES

Costo: Ingresso LIBERO
Informazioni: 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)
Indirizzo: viale Fiorello La Guardia 6 - Roma
Sito di riferimento: www.museocarlobilotti.it - www.museiincomuneroma.it                                      
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"MAGNUM MANIFESTO"
Guardare il mondo e raccontarlo in fotografia
a cura di Clément Chéroux 
I 70 anni della Magnum Photos

Museo dell’Ara Pacis - Roma
dal 7 febbraio al 3 giugno 2018 - Tutti i giorni ore 9.30 – 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima). Chiuso 1 maggio

Le celebri immagini e gli storici reportagedella più grande agenzia fotogiornalistica internazionale

Arriva a Roma, nella sua prima tappa europea e unica italiana, la mostra Magnum Manifesto.

L’esposizione, promossa da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, proposta da Contrasto e Magnum Photos 70 e organizzata in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, ha cominciato il suo tour globale nel giugno 2017 all’International Center for Photography di New York. L’intento è quello di celebrare il settantesimo anniversario della più grande agenzia fotogiornalistica del mondo, Magnum Photos, creata da Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, George Rodger e David Seymour nell’aprile del 1947. Da quel giorno, la Magnum Photos è diventata un riferimento nel tempo  sempre più importante per la documentazione e per il fotogiornalismo. Gli autori di Magnum hanno documentato guerre, testimoniato le tensioni sociali, interpretato il nostro tempo, ritratto tanto le persone comuni quanto i grandi della terra, preconizzato i nuovi drammi del futuro.

La mostra raccoglie parte del lavoro realizzato in tutti questi anni e getta uno sguardo nuovo e approfondito sulla storia e sull’archivio dell’Agenzia.
Le immagini celebri e i grandi reportage dei suoi autori permettono di comprendere in che modo e per quale motivo Magnum sia diventata diversa, unica e leggendaria. Dal reportage sui lavoratori immigrati negli USA, realizzato da Eve Arnold negli anni Cinquanta, ai ritratti di “famiglia”, teneri e intimi, di Elliott Erwitt; dalle celebri immagini degli zingari di Josef Koudelka, fino alla toccante serie realizzata nel 1968 da Paul Fusco sul "Funeral Train", il treno che trasportò la salma di Robert Kennedy nel suo ultimo viaggio verso il cimitero di Arlington, attraversando un’America sconvolta e dolente. E ancora, le serie più recenti dei nuovi autori di Magnum: dalla “Spagna Occulta” di Cristina Garcia Rodero, alle osservazioni antropologiche, sotto forma di fotografie, realizzate nel mondo da Martin Parr;  dalla cruda attualità del Sud America documentato da Jérôme Sessini,  fino al Mar Mediterraneo, tenebroso e incerto nelle notti dei migranti, fotografato da Paolo Pellegrin.

Il curatoreClément Chéroux – direttore della fotografia al MoMA di San Francisco e già curatore della grande retrospettiva dedicata a Cartier-Bresson realizzata dal Centre Pompidou e ospitata a Roma proprio al Museo dell’Ara Pacis –  ha selezionato una serie di documenti rari e inediti, immagini di grande valore storico e nuove realizzazioni, per illustrare come Magnum Photos debba la sua eccellenza alla capacità dei fotografi di fondere arte e giornalismo, creazione personale e testimonianza del reale, verificando come il “fattore Magnum” continui a esistere e a rinnovare continuamente il proprio stile.

Il percorso espositivo è suddiviso in tre sezioni: la prima scruta l’archivio di Magnum attraverso una lente umanista e si concentra sugli ideali di libertà, uguaglianza, partecipazione e universalismo che emersero dopo la seconda guerra mondiale; la seconda mostra la frammentazione del mondo tra gli anni Settanta e Novanta del Novecento, con uno sguardo particolare rivolto alle  minoranze e agli esclusi; la terza, infine, segue le diverse forme espressive grazie alle quali  i fotografi Magnum hanno colto i mutamenti del mondo e i pericoli che lo minacciano.
Oltre a raccogliere i progetti individuali e collettivi realizzati nel corso degli anni, la mostra presenta anche proiezioni, copertine di riviste, articoli di giornali, libri realizzati nel corso del tempo,  mostrando il contesto originale in cui molte delle fotografie sono state concepite.

La mostra è accompagnata da un libro edito da Contrasto.

Costi: Biglietto solo mostra: 11€ intero; 9€ ridotto + prevendita € 1 Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente
Informazioni: 060608
Indirizzo: Lungotevere in Augusta - Roma
Sito: www.arapacis.it
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"IL TESORO DI ANTICHITÀ.
WINCKELMANN E IL MUSEO CAPITOLINO NELLA ROMA DEL SETTECENTO"
a cura di Eloisa Dodero e Claudio Parisi Presicce

MUSEI CAPITOLINI - Sale Espositive di Palazzo Caffarelli, le Stanze Terrene di Sinistra del Palazzo Nuovo e le Sale del Palazzo Nuovo - Roma
7 dicembre 2017 – 22 aprile 2018 - Orario: tutti i giorni 9.30 – 19.30

Una mostra per celebrare gli anniversari della nascita e della morte
del fondatore dell’archeologia moderna, Johann Joachim Winckelmann (1717-1768)

Vivo come un artista e come tale sono accolto nei luoghi dove ai giovani è permesso di studiare, come nel Campidoglio. Qui è il Tesoro delle antichità di Roma e qui ci si può trattenere in tutta libertà dalla mattina alla sera”. È il 7 dicembre del 1755 ed è con queste parole che Johann Joachim Winckelmann, giunto a Roma da appena tre settimane grazie a una borsa di studio conferita dal principe Elettore di Sassonia, descrive a un amico la sua prima visita al Museo Capitolino, il primo museo pubblico d’Europa, luogo in cui il vitale rapporto con l’Antico può essere coltivato in assoluta libertà, “von Morgen bis in den Abend” (dalla mattina alla sera).

Nei tredici anni successivi, fino alla tragica morte avvenuta a Trieste l’8 giugno del 1768, Winckelmann, nato a Stendal il 9 dicembre del 1717 in una famiglia molto modesta, definisce i contenuti fondamentali del Neoclassicismo tardo-settecentesco e getta le basi teoriche dell’archeologia moderna, dando vita a un raffinato sistema di valutazione cronologica e stilistica delle opere antiche fondato sull’osservazione diretta dei manufatti e l’attenta lettura delle fonti letterarie. “Novello Colombo”, “scopritore di una terra a lungo presagita, menzionata e discussa, e lo si può ben dire, un tempo conosciuta e poi nuovamente perduta”. Così Johann Wolfgang Goethe esprime l’impatto rivoluzionario dell’opera di Winckelmann, e in particolare della Storia dell’Arte nell’Antichità pubblicata a Dresda nel 1764.

La mostra “Il Tesoro di Antichità. Winckelmann e il Museo Capitolino nella Roma del Settecento”, ai Musei Capitolini dal 7 dicembre 2017 al 22 aprile 2018, intende celebrare gli importanti anniversari winckelmanniani del 2017 (300 anni dalla nascita) e del 2018 (250 anni dalla morte) e si inserisce nel contesto delle manifestazioni europee coordinate dalla Winckelmann Gesellschaft di Stendal, dall’Istituto Archeologico Germanico di Roma e dai Musei Vaticani.
Promossa da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e a cura di Eloisa Dodero e Claudio Parisi Presicce, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura, la mostra ha una duplice finalità: la prima, offrire ai visitatori il racconto degli anni cruciali che hanno portato, nel dicembre del 1733, all’istituzione del Museo Capitolino, il primo museo pubblico d’Europa, destinato non solo alla conservazione ma anche alla promozione della “magnificenza e splendor di Roma”; la seconda, presentare le sculture capitoline sotto una luce diversa, ovvero attraverso le intuizioni, spesso geniali, del grande Winckelmann.

Arricchita da una selezione di 124 opere, il Tesoro di Antichità si sviluppa in tre sedi diverse nell’ottica di una “mostra diffusa”: le Sale Espositive di Palazzo Caffarelli, le Stanze Terrene di Sinistra del Palazzo Nuovo e le Sale del Palazzo Nuovo.

Catalogo: Gangemi Editore

Costi: Intero 15 € biglietto integrato Mostra + Museo (comprensivo della tassa del turismo per i non residenti a Roma) - Ridotto 13 € biglietto integrato Mostra + Museo (comprensivo della tassa del turismo per i non residenti a Roma) - Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente
Informazioni: 060608
Indirizzo: piazza del Campidoglio - Roma
Sito: www.museicapitolini.org
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"TRAIANO Costruire l’Impero, creare l’Europa"
ideata da Claudio Parisi Presicce
 a cura di Marina Milella, Simone Pastor e Lucrezia Ungaro

L’optimus princeps che portò l’impero romano alla sua massima estensione celebrato a 1900 anni dalla morte ai Mercati di Traiano

MERCATI DI TRAIANO MUSEO DEI FORI IMPERIALI - Roma
dal 29 novembre 2017 al 16 settembre 2018. Orario: tutti  i giorni 9.30 - 19.30_ 24 e 31 dicembre ore 9.30-14.00 - Giorni di chiusura: 1 Gennaio, 1 Maggio, 25 dicembre

L’esposizione è promossa e prodotta da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

Cosa significa costruire un Impero? E in che relazione sta l’Impero Romano con l’Europa attuale?
Politica, economia, welfare, conquiste militari ottenute senza esclusione di colpi; inclusione di popolazioni diverse sotto un unico Stato che governa con leggi che ancora oggi sono alla base della giurisprudenza moderna; la buona amministrazione, influenzata anche da donne capaci, “first ladies” autorevoli; campagne di comunicazione e capacità di persuasione per ottenere il consenso popolare attraverso opere di pubblica utilità, “magnificentia publica” e lusso privato, ma discreto.
Non è la trama di una fiction, né il programma di qualche politico, ma la traccia della mostra Traiano. Costruire l’Impero, creare l’Europa, ideata da Claudio Parisi Presicce e a cura di Marina Milella, Simone Pastor e Lucrezia Ungaro per celebrare la ricorrenza dei 1900 anni dalla morte dell’imperatore che ha portato l’Impero alla sua massima espansione.

I reperti archeologici provengono da musei della Sovrintendenza Capitolina (Musei Capitolini, Centrale Montemartini, Museo della Civiltà Romana, Museo di Roma a Palazzo Braschi, Antiquarium del Celio, Teatro di Marcello), da molti musei e spazi archeologici italiani (Museo Nazionale Romano presso le Terme di Diocleziano e presso Palazzo MassimoMuseo Ostiense a Ostia Antica, Antiquarium della Villa dei Volusii a Lucus Feroniae, Antiquarium di Villa Adriana a Tivoli, Antiquarium Comunale "Villa di Traiano” di Arcinazzo Romano; Museo Correale di Terranova a Sorrento) e alcuni importanti musei stranieri (Musei VaticaniPergamon Museum a Berlino; Museum het Valkhof di Nijmegen; Museo Nazionale di Storia della Romania, Bucarest; Museo Nazionale di Arte romana di Merida, Gliptoteca di Monaco di Baviera).

Ancora, è ospitata presso la via Biberatica anche Columna mutãtio – LA SPIRALE”, un’installazione monumentale di arte contemporanea, ideata dall’artista Luminiţa Țăranu, che racconta la “mutazione” di significato della Colonna di Traiano nel volgersi della storia.
Il messaggio che l’artista, romena di nascita e italiana di adozione, intende trasmettere, è la “mutazione” di significato che avviene nel volgersi della storia: nata per celebrare la conquista della Dacia da parte dei Romani, la Colonna Traiana è diventata nel tempo il simbolo dell’inscindibile legame storico tra l’Italia e la Romania; se nel passato evocava le due guerre portate dall’Imperatore contro Decebalo, il Re dei Daci, oggi il capolavoro romano è anche testimonianza visiva dell’origine del popolo romeno.
Esempio di come la ricerca contemporanea interagisce con l’archeologia e con la memoria, l’installazione che l’artista propone al pubblico intende rinforzare il filo connettivo tra l’antico e il contemporaneo. L’opera, infatti, ha un’impostazione orizzontale come allusione al reperto archeologico quale oggetto musealizzato, metafora del concetto secondo il quale la storia scorre in orizzontale.
Dopo la mostra a Roma, l’installazione “Columna mutãtio – LA SPIRALE” sarà esposta in uno dei prestigiosi musei di Bucarest, in occasione alla festa del centenario dell’Unità Nazionale della Romania, nell’autunno del 2018.

TRAIANO, imperatore costruttore
La mostra sarà caratterizzata dal racconto della vita “eccezionale” di un uomo “ordinario”, significativamente racchiusa in un “titolo” coniato per lui, optimus princeps, ovvero il migliore tra gli imperatori. Colui che seppe riportare gioia tra i romani! come ricordato dallo storico Plinio il Giovane, suo contemporaneo Traiano ci ha ordinato di essere felici e noi lo saremo.
Ma cos’ha fatto di così diverso e innovativo Traiano per meritare un tale consenso incondizionato dall’esercito, dal senato e soprattutto dalle più disparate popolazioni dell’Impero?
Primo imperatore non romano di nascita bensì ispanico, non appartenente ad alcuna dinastia imperiale, ma di ottima famiglia – Ulpia – Marco Ulpio Traiano segue le orme del padre naturale e percorre velocemente i gradi della carriera militare, dimostrando doti di stratega e combattente sul campo a fianco dei suoi uomini, dei quali guadagna così il consenso e la fedeltà assolute. Non solo per questo l’imperatore Nerva lo “adotta” come successore, ma anche perché ne percepisce la capacità di affrontare anche i temi spinosi delle riforme sociali ed economiche di cui l’Impero ha urgente bisogno: lo nomina mentre lui si trova in Germania, lontano dalla capitale che non ha mai visitato.

Una mostra immersiva grazie alle nuove tecnologie e allo storytelling, protagonisti anch’essi dell’allestimento e dei contenuti. I visitatori si troveranno immersi nel mondo di Traiano. L’ imperatore, o meglio il suo fantasma, impersonato da un attore, introdurrà alla vita dell’optimus princeps. Profumi, petali e il rumore della folla daranno al visitatore le stesse sensazioni che il popolo di Roma provava durante un trionfo; stele di soldati si animeranno per mostrare gli affanni del vivere e del morire dei legionari impegnati nelle guerre di conquista di Traiano; si ascolteranno la descrizione dei nemici di Roma, i barbari - antagonisti prima, protagonisti poi delle sorti dell’impero - e le voci delle donne della famiglia reale, impegnate nel sociale e imprenditrici. E, ancora, grazie alla realtà aumentata e a video immersivi rivivranno i monumenti traianei e il fuoco delle fiamme da cui Traiano venne salvato per intercessione di Gregorio Magno.
La mostra si avvarrà anche delle installazioni multimediali e interattive che sono state realizzate grazie alle collaborazioni che la Sovrintendenza Capitolina ha attivato, a scopi di ricerca, studio e divulgazione con la Duke University, Department of Classical Studies, Dig@Lab, con il coordinamento scientifico di M. Forte, la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando (Madrid, Spagna), Laboratorio de Humanidades Digitales con il coordinamento di J. M. Luzon,  la Divisione ICT del Dipartimento di Tecnologie Energetiche dell’ENEA nell’ambito del progetto CO.B.R.A. (COnservazione dei Beni culturali, con l’applicazione di Radiazioni e di tecnologie Abilitanti), responsabile A. Quintiliani.

Catalogo: De Luca Editori d’Arte

Costo: Biglietto integrato Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali + Mostra per i non residenti a Roma: 15 € intero; 13 €  ridotto - per i residenti a Roma: 13 € intero;  11 € ridotto - Biglietto ridottissimo 2 €
Indirizzo: via Quattro Novembre 94 - 00187 Roma
Informazioni: 
Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 - 19.00)
Sito di riferimento: www.mercatiditraiano.it 
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"ARTISTI ALL’OPERA"
Il Teatro dell’Opera di Roma sulla frontiera dell’arte da Picasso a Kentridge1880-2017
Una mostra celebra  che il rapporto del Teatro dell’Opera con i più grandi artisti del Novecento

MUSEO DI ROMA - PALAZZO BRASCHI - Roma
dal 17 novembre 2017 all' 18 marzo 2018 - vari orari

LA MOSTRA E' PROROGATA SINO AL 18 MARZO 2018

 “OPERA IN MOSTRA”
 7 concerti con visita guidata all’esposizione Artisti all’Opera

Museo di Roma a Palazzo Braschi i nuovi talenti di “Fabbrica YAP II edizione 2018/2019” del Teatro dell’Opera di Roma si esibiranno in sette concerti con celebri arie da opere di Verdi, Leoncavallo, Mascagni e autori francesi, abbinati ad altrettante visite guidate alla mostra “Artisti all’Opera. Il Teatro dell’Opera di Roma sulla frontiera dell’arte. Da Picasso a Kentridge (1880-2017) che, in corso presso il Museo fino all’11 marzo, sta registrando un notevole successo di pubblico.

L’iniziativa, in calendario ogni settimana fino al 9 marzo, è promossa da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

L’evento, con ingresso previo acquisto del biglietto d’ingresso alla mostra, avrà inizio alle ore 17.30  con la visita guidata all’esposizione a cura diFrancesco Reggiani (responsabile Archivio storico del Teatro dell’Opera di Roma), cui seguirà alle ore 18.15 il concerto di “Fabrica” nel Salone d’Onore.

Alla visita guidata potranno partecipare massimo 50 persone, con prenotazione allo 060608. La partecipazione al concerto sarà consentita fino al riempimento della sala.

Il calendario degli appuntamenti, tutti con inizio alle ore 17.30:
Rigoletto, venerdì 2 e 9 febbraio; Tutto Verdi, sabato 17 febbraio; Vive La France, sabato 24 febbraio; Tutto Verdi venerdì 2 marzo; Cavalleria Rusticana e Pagliacci, venerdì 9 marzo.

Con le esibizioni dei talenti di “Fabbrica YAP II edizione 2018/2019” prende vita così un’altra iniziativa che avvicina il Teatro dell’Opera alla città, con l’obiettivo di favorire la trasmissione di sapere e la promozione di nuovi talenti italiani e stranieri, e dare loro la possibilità di inserirsi nel campo dell’opera lirica.


Il teatro come universo di artisti: musicisti, compositori, registi, pittori e artisti figurativi, costumisti, stilisti. Il Teatro dell’Opera di Roma si racconta attraverso l’infinita bellezza dei suoi allestimenti, figli del lavoro intrecciato di alcune tra le più grandi figure dell’arte del Novecento: da Pablo Picasso a Renato Guttuso, da Giorgio de Chirico ad Afro, da Alberto Burri a Giacomo Manzù, da Mario Ceroli ad Arnaldo Pomodoro fino ad arrivare a William Kentridge.
Artisti all’Opera
 è, infatti, il titolo della nuova mostra ospitata al Museo di Roma a Palazzo Braschi in Piazza Navona, nel cuore della Roma rinascimentale e barocca, e che attraverserà una storia lunga oltre un secolo, iniziata a fine Ottocento con la prima di Cavalleria rusticana.
Sarà raccontata la storia di un Teatro, l’Opera di Roma, che ha sempre camminato sul filo rosso di un rapporto cercato e trovato con l’arte figurativa, portando quindi alla vista dello spettatore scene e costumi nati dal genio di grandi artisti, così come piccoli capolavori inusuali, bozzetti, figurini (ovvero i disegni dei singoli personaggi), maquette (i modellini delle scenografie), fino a pezzi di inestimabile valore, come il sipario lungo 15 metri dipinto da de Chirico per un Otello rossiniano.
Ma Artisti all’Opera. Il Teatro dell’Opera di Roma sulla frontiera dell’arte non sarà una “semplice” galleria di meraviglie d’arte scenica, sarà anche un percorso che il visitatore/spettatore vivrà lungo la storia del Teatro dell’Opera di Roma, seguendo le suggestioni dei grandi titoli del nostro teatro lirico – ma scoprendo anche perle “minori” che sono sfuggite alle consuetudini del repertorio – e spiando il lavoro delle maestranze, ricreato attraverso un sapiente gioco d’allestimento, così da ribaltare la normale prospettiva.
Grazie alle collezioni dell’Archivio del Teatro dell’Opera – in cui si conservano più di 60mila costumi e 11mila bozzetti e figurini – alle proiezioni e ai filmati d’archivio dell’Istituto Luce il visitatore/spettatore entrerà nel teatro ritrovandosi dietro le quinte del palcoscenico per ammirare da vicino tutto ciò che d’abitudine vede da lontano, dalla platea.

L’esposizione è promossa da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dalla Fondazione Teatro dell’Opera di Roma in collaborazione con la Fondazione Cineteca di Bologna. Si ringrazia l’Istituto Luce e la collaborazione di SIAE.
La mostra è a cura di Gian Luca Farinelli con Antonio Bigini e Rosaria Gioia, con la curatela storico-scientifica di Francesco Reggiani e Alessandra Malusardi dell’Archivio Storico e la collaborazione di Anna Biagiotti della Sartoria della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma.
Organizzazione Zètema Progetto Cultura. Catalogo Electa

Costi: Biglietto Intero 9 € ; ridotto 7 €. Per altre riduzioni visita sito.
Indirizzo:  piazza San Pantaleo, 10  - Roma
Informazioni:  060608 tutti i giorni 9.00-19.00
Sito di riferimento: www.museodiroma.it
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"MONET"
a cura di Marianne Mathieu

Sotto l’egida dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) e della Regione Lazio, la grande retrospettiva è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisiain collaborazione con il Musée Marmottan Monet, Paris.

COMPLESSO DEL VITTORIANO  ALA BRASINI - Roma
sino al 3 giugno 2018,  dal lunedì al giovedì 9.30 - 19.30_venerdì e sabato 9.30 - 22.00_domenica 9.30 - 20.30

A GRANDE RICHIESTA, DOPO AVER SUPERATO I 200.000 VISITATORI, LA MOSTRA DEDICATA A CLAUDE MONET PROROGA FINO AL 3 GIUGNO 2018 LA MOSTRA

In mostra circa 60 opere, le più care all’artista e che lo stesso Monet conservava nella sua ultima, amatissima dimora di Giverny: prestiti eccezionali tutti provenienti dal Musée Marmottan Monet di Parigi che nel 2014 ha festeggiato gli 80 anni di vita e che raccoglie il nucleo più importante e numeroso delle opere del grandissimo artista francese, grazie alle donazioni dei collezionisti dell’epoca e del figlio Michel.

L’inquietante modernità dei salici piangenti, del viale delle rose e del ponticello giapponese ma anche le monumentali ninfee e glicini, i colori evanescenti e sfumati, la campagna francese e la natura in ogni sua fase: tra i capolavori in mostra Ritratto di Michel Monet neonato (1878-79), Ninfee (1916-1919), Le Rose (1925-1926), Londra. Il Parlamento. Riflessi sul Tamigi (1905).

Monet - curata da Marianne Mathieu, storico dell’arte e vice-direttore del museo Marmottan, incaricata della Collezione Monet - dà conto dell’intero percorso artistico del maestro impressionista a partire dai primissimi lavori, le celebri caricature della fine degli anni 50 dell’800 con cui guadagnò i primi soldi e divenne quasi un personaggio nella sua città natale, Le Havre, passando per i paesaggi rurali e urbani di Londra, Parigi, Vétheuil, Pourville, e delle sue tante dimore, inclusa una parentesi in Liguria testimoniata in mostra dal dipinto del castello di Dolceacqua.
Protagonisti anche i ritratti dei figli e le celeberrime tele dedicate ai fiori del suo giardino - costruito sapientemente negli anni al punto che ebbe a dire che se non avesse fatto il pittore sarebbe stato giardiniere e che senza i fiori non avrebbe dipinto -, fino alla modernissima resa dei salici piangenti, del viale delle rose o del ponticello giapponese, e poi alle monumentali Ninfee, che deflagrano nel pulviscolo violetto e nella nebbia radiosa.

L'iniziativa è promossa da Generali Italia - sponsor della mostra - tramite il programma Valore Cultura, che ha l'obiettivo di avvicinare famiglie, giovani, clienti e dipendenti al mondo dell’arte, attraverso l’accesso agevolato a mostre, spettacoli teatrali, eventi ed attività di divulgazione artistico-culturale.
La mostra vede come special partner Ricola, sponsor tecnico Trenitalia, colore ufficiale Giotto  brand icona di F.I.L.A. Fabbrica Italiana Lapis ed Affini e media partner Radio Dimensione Suono.
L’evento è consigliato da Sky Arte HD.
Le audioguide della mostra sono offerte da Generali Italia.
Il catalogo è edito da Arthemisia Books.


Nell'immagine: Claude Monet (1840-1926), Nymphéas, 1916-1919.

Costo: Biglietti- Intero 15 € (audioguida inclusa) - Ridotto 13 € (audioguida inclusa)
Informazioni e prenotazioni gruppi: + 39 06 8715111
Indirizzo: San Pietro in Carcere - Roma
Siti di riferimento: www.arthemisia.it -  www.ilvittoriano.com

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Kirosegnaliamo esce all’inizio di ogni settimana, chi volesse darci comunicazione di eventi con rilievo artistico-culturale può scriverci a kirolandia@gmail.com oppure info@kirolandia.com,  entro la domenica precedente, specificando chiaramente la richiesta di segnalazione, provvederemo previa specifica selezione all'inserimento …