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lunedì 2 luglio 2018

KIROSEGNALIAMO Settimana 2 - 8 Luglio 2018

K-news  




Kiri, continuano anche per questa nuova stagione,  le segnalazioni di Kirolandia blog di cooperazione dell'omonima corrente culturale.






Di settimana in settimana vari suggerimenti tra teatro, musica, arte  e tanti altri eventi selezionati  accuratamente sulla base delle vostre importanti indicazioni.



Dunque ecco per sognare con voi... 




MANIFESTAZIONI - FESTIVAL - RASSEGNE

Avviso ai Soci
L'Associazione Culturale Teatro Trastevere
presenta
"PLAY Theater School Festival"
 
TEATRO TRASTEVERE -  Roma
dal 27 giugno al 11 luglio ore 21 - domenica 8 luglio ore 18

L'Associazione Culturale Teatro Trastevere è lieta di presentare la prima edizione di Play-Theater School Festival, una rassegna dedicata alle Scuole di Teatro di Roma, che per la prima volta, si sfideranno e si confronteranno esaltando il lavoro e la fatica di un lungo anno di amore e passione per questa nobile arte. Con tale originale iniziativa il nostro intento è quello di mantenere vivo questo nuovo fermento teatrale romano di cui possiamo ritenerci– oggi – protagonisti e testimoni.
La selezione è stata aperta a officine teatrali, scuole, laboratori, seminari annuali, gruppi didattici, laboratori scolastici di scuole di secondo grado, che hanno proposto spettacoli di fine corso rappresentati al termine dell’anno didattico o al termine del precedente semestre.

Gli spettacoli andranno in scena nelle seguenti  date:
2-3 Luglio: NORMALIZZATEVI, Laboratorio Grida, di Vania Castelfranchi
5-6 Luglio: OMICIDIO SULL'ORIENT EXPRESS, Laboratorio Abra, di Irene Trapani
7-8 Luglio: SARTO PER SIGNORA, Laboratorio ReAttore 2.0, di M. L. Gorga

A seguire....
10-11 Luglio: SARTORE DE MADONINA, Laboratorio Esoteatro, di Vania Castelfranchi

L'allestimento vincitore avrà diritto a rappresentare il proprio spettacolo durante la prima parte della Stagione 2018-19 del Teatro Trastevere. Saranno inoltre assegnati alcuni premi individuali relativi alle seguenti categorie:
miglior attore.
miglior attrice
miglior allestimento scenico
miglior regia.

Costo:  Vedi sito
KIROLANDIA - Media Partner del Teatro
Informazioni: 06.5814004 - info@teatrotrastevere.it
Indirizzo: via Jacopa de Settesoli 3 - Roma
Sito di riferimento teatro: www.teatrotrastevere.it
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GAY VILLAGE - XVII Edizione
dal 31 Maggio all’8 Settembre 2018

CITTÀ DELL’ALTRA ECONOMIA / TESTACCIO - Roma

>>> Giovedì 5 Luglio 2018, ore 21.00
MARMO presenta
"MARMO MUSIC MATCH"
L'ALTRO CONTEST
Sul palco: TNL|PAIN IS A DRESS|DAN|ALESSIA LABATE|JUDG3S|LOV-FI
Conducono: Leonardo Sinibaldi e Livia Zanichelli
Direzione Artistica Pepe Carpitella
Al Gay Village è tempo di live e di giovani artisti con Marmo Music Match, il contest musicale di Marmo, nato da un'idea di Pepe Carpitella e sostenuto dai fratelli Norberto e Pierpaolo Marazzotti e Alessandro Pizzolorusso, responsabili di uno dei giardini segreti più ambiti nel cuore del quartiere San Lorenzo.

Proprio a San Lorenzo nell'ultima stagione invernale, si sono esibiti tanti musicisti in erba, frutto di un vivaio romano che muove le sue radici nella musica indie e nel rock di ultima generazione. Tra gli oltre cento artisti alternatisi da Marmo, in cinque: la band  TNL, il trio PAIN IS A DRES, il duo DAN, la cantautrice ALESSIA LABATE, il trio JUDG3 e infine i LOV-FI, hanno meritato il palco arcobaleno di Testaccio, dove nella serata di Giovedì 5 Luglio si esibiranno per una speciale edizione sottotitolata l'Altrocontest d'innanzi alla consueta giuria di qualità formata dai giornalisti e critici musicali Emanuele Binelli, Federico Fiume e Francesco Tosoni che eleggeranno il più meritevole. A condurre la serata ci saranno Leonardo Sinibaldi di Radio Rai e Livia Zanichelli della Saint Luis Music College, per una serata all'insegna della musica dal vivo che si coronerà con i consueti djset di Lorenzo Palma, Sandrino e della grande Manuela Doriani from M2O, accompagnati dai volti della notte di Giusva, Ines Boom Boom e Lorenzo Pezzotti diretti da Rules Dance Studio e Terry Garaffa.

>>> Venerdì 6 Luglio 2018, ore 22.00
Citofonare Strabioli
Quando l’Intervista diventa Spettacolo
Pino Strabioli incontra Franca Leosini

Con la partecipazione della drag singer Daniel Decò

Ad occupare "Casa Strabioli" dalle 21.00 arriva Michela Andreozzi,
per presentare il suo libro "Non Me Lo Chiedete Più. #ChildFree", ed. HarperCollins,
con la partecipazione di Daniela Stazzitta Collu
 
Da un’idea di Pino Strabioli, testi e scene a cura di Christian Nastasi e Roberta Savona
Realizzato in collaborazione con Rubik Comunicazione. Regia di Manuel Minoia

Al Gay Village torna una grande amica e nuova indiscussa icona della televisione italiana. Per il ciclo "Citofonare Strabioli, Quando l'Intervista diventa Spettacolo", il padrone di casa Pino Strabioli incontra la grande Franca Leosini, per un graditissimo ritorno sul palco arcobaleno dove insieme a Pino, l'attende la drag singer Daniel Decò, coinquilina strampalata col vizio del canto, vera disturbatrice di Casa Strabioli.
Ad occupare il colorato appartamento vintage di Strabioli nelle prime ore della serata, ci penserà un'ospite e amica d'eccezione come Michela Andreozzi, autrice del libro "Non Me Lo Chiedete Più. #ChildFree", ed. HarperCollins, che presenterà con la partecipazione di Daniela Stazzitta Collu.
A seguire si alterneranno i video, le storie raccontate, gli aneddoti e i ricordi della Signora del Crimine, che da anni colleziona consensi con i suoi seguitissimi programmi Rai, tanto da nascere spontanei fan club a lei intitolati... Sei un Leosiner's? E allora non si può mancare all'appuntamento con Franca e le sue storie!

Aperto Tutti i Giorni dalle ore 19.30: dalla Domenica al Mercoledì  INGRESSO GRATUITO
Costo: Dal Giovedì al Sabato PREZZI: dalle 19.30 alle 21.00 ingresso a 3€, Dalle 21.00 in poi Giov.10€/Ven.12€/Sab.15€ (Drink incluso)
Indirizzo: Lungotevere Testaccio oppure Largo Dino Frisullo – Città dell’Altra Economia / Testaccio
Prenotazioni: 350 0723346 - Infogenerali: 347 5321507
Siti di riferimento: www.caputmundiaward.com - www.facebook.com/UfficioStampaFabiSavona - www.gayvillage.it
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TEATRI DI PIETRA 2018

PARCO DI MALBORGHETTO E VILLA DI LIVIA
DAL 1 GIUGNO AL 29 LUGLIO 2018

dal 1 al 26 Giugno
TEATRI DI PIETRA
ANTIQUARIUM ARCO DI MALBORGHETTO
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dal 28 Giugno al 4 Luglio
OPRA PRIMA - TEATRI DI PIETRA
VILLA DI LIVIA (PRIMA PORTA)
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dal 5 al 29 Luglio
TEATRI DI PIETRA
AREA ARCHEOLOGICA DI MALBORGHETTO

Ministero dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo
Soprintendenza Speciale Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Roma
Regione Lazio – Assessorato alla Cultura
 Ente Regionale Parco di Veio
Comune di Roma - XV Municipio

Ideazione e Realizzazione
Pentagono Produzioni Associate e Circuito Danza Lazio
nell’ambito della Rete Teatrale dei Teatri di Pietra

Tornano i Teatri di Pietra, quest'anno con la direzione di  Sebastiano Tringali, Fabio Lorenzi e  Aurelio Gatti, da molti anni appuntamento immancabile alcuni tra i siti meno noti, ma di grande suggestione del Lazio: Arco di Malborghetto e Villa di Livia.  Al via la XIX edizione della rete culturale per la valorizzazione dei teatri antichi e dei siti monumentali e archeologici, attraverso lo spettacolo dal vivo, con oltre venti aree coinvolte in diverse regioni, dalla Toscana alla Sicilia, che ospiteranno gli appuntamenti di una programmazione dedicata ai temi del Mediterraneo e del Mito, ideata da Pentagono Produzioni e Circuito Danza Lazio, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Roma per Villa di Livia e l’Arco di Malborghetto, con il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la Regione Lazio, il Parco di Veio e il Comune di Roma - XV Municipio.
Le nuova edizione presenta interessanti novità di respiro internazionale, con ventitré appuntamenti e alcune prime nazionali, che saranno ospitati all’interno dell'Antiquarium dell’Arco di Costantino, nell’adiacente Parco Archeologico di Malborghetto e presso la Villa di Livia, dove si terranno reading dedicate alla drammaturgia contemporanea.
La rassegna inizia all’Antiquarium di Malborghetto con due prime nazionali, l’1 e il 2 Giugno con “FLORA SCENICA SPONTANEA/ORIGINI”, performance artistica che coniuga la pittura di Alessandro Giuliani, con danza e musica, in un’interessante e originale contaminazione tra le arti; il 7 e 8 Giugno è la volta di “DIMMI, TIRESIA”, uno spettacolo di teatro-danza, di e con Luisa Stagni; il 13 Giugno “U CICLOPU, GIUFA’ E FIRRANZANU” di e con Gaspare Balsamo, studioso e interprete  dell’antica arte del cunto; il 15 e 16 Giugno, “PENTESILEA VS ACHILLE”, il mito arcaico che vede Achille uccidere Pentesilea, è stato rivisitato dalla penna di Francesco Randazzo, in chiave contemporanea; il 20 Giugno, “ALLE ACQUE”, quattro pièces coreografiche a firma di Loredana Parrella,  che indagano il tema del corpo in relazione all’elemento acqua; il 22 e 23 Giugno altra prima nazionale con “PANNYCHIS”, diretto da Mariagiovanna Rosati Hansen, la rivisitazione ironica della Pizia che condizionò i destini dei Greci dai tempi di Edipo; il 26 Giugno, si conclude la programmazione dell’Antiquarium con la danza di  Charlotte Zerbey e Alessandro Certini per  “SENTIMENTO JOURNEY/THE TRIP”, uno spettacolo ironico che mette in gioco danza, voce e musica dal vivo.

La rassegna si sposta nell’adiacente Parco di Malborghetto, il 5 Luglio, con “MAREA”, canti e musiche del Salento, di e con Enza Pagliara; il 6 Luglio, il mito di “DAPHNE”, rivive con la regia e coreografia di Aurelio Gatti; l’11 Luglio è la volta di “PAN…CRAZIO: LA LIBERTA’ DI AVERE PAURA”, sorta di riscrittura contemporanea del mito di Pan, con la regia di Simone Migliorini; il 13 Luglio, “L’ARTE DI SAPER INVECCHIARE”, interessante adattamento da Cicerone, scritto e diretto da Piero Nuti; il 19 Luglio, “CARMINA BURANA”, la famosa cantata scenica di testi poetici medievali; il 20 Luglio, altra prima nazionale, “ADELPHOE (I FRATELLI)”, la nuova comicità da Publio Terenzio Afro, per la regia di Silvio Giordani, con Pietro Longhi e Paolo Perinelli; il 26 Luglio, “ANIMA BAROCCA”, a cura della compagnia musicale Ecovanavoce, che propone performance tra musica antica, tradizione popolare e musica contemporanea originale; il 28 Luglio, “PAPPOSILEIDE”, cantata semiseria ispirata al fauno, signore della fertilità e dell’ebbrezza, con un ensamble partenopeo d'eccezione; ultimo spettacolo, il 29 Luglio, vede in scena “DEJAME QUE TE CUENTE: IDENTITAD”, una compagnia di Santo Domingo con uno spettacolo di teatro antropologico che coniuga la cultura taina e africana attraverso i loro miti balli, canti e sonorità.

OPRA PRIMA, la sezione di inediti a Villa di Livia, inaugura il 28 Giugno con “EIKONES” di Cecilia Bernabei, che mette in scena personaggi femminili che hanno segnato la storia e il mito. Il 30 Giugno, Anna Pavignano, storica sceneggiatrice di Massimo Troisi, si cimenta per la prima volta nella drammaturgia teatrale con “LA SVEDESE”, tratto dal suo ultimo romanzo.  A conclusione degli appuntamenti a Villa di Livia, il 4 Luglio, “STORIA NOTTURNA: LA VISIONE DEL SABBA”, di Alma Daddario, il processo alle streghe come specchio di crisi epocali alla ricerca di un capro espiatorio.

QUESTA SETTIMANA segnaliamo:

OPRA PRIMA

"STORIA NOTTURNA: LA VISIONE DEL SABBA"
di Alma Daddario
con Patrizia Schiavo, Fabrizio Bordignon,
Antonio de Stefano, Sarah Nicolucci,
chitarra e voce Elena d'Elia

Villa di Livia (Prima Porta) - Roma
4 Luglio 2018  - Ore 18 . 30 visita alla Villa - Ore 19,00 spettacolo

All’apice del periodo che vide il fenomeno della caccia alle streghe, furono migliaia le vittime di una strage che avrebbe per sempre segnato la storia.
Femminicidio? Certamente la stragrande maggioranza delle vittime era di sesso femminile, i dati tramandati parlano di sessantamila vittime, l’80 % donne, ma l’oscura e raccapricciante vicenda non può essere ricondotta solo a una secolare misoginia tipica delle culture monoteiste. Il periodo che vide l’ascesa della caccia alle streghe è caratterizzato dalla crisi del Cristianesimo, inteso come potere temporale, crisi dello stato medievale, crisi del mondo rurale, una serie di tensioni sociali giunte al culmine tra il 1590 e il 1640, che dopo troppe guerre, carestie e pestilenze necessitavano di un capro espiatorio che distogliesse da idee di ribellione. E il potere, ieri come oggi, per distrarre il popolo dalle vere cause, ne assecondava e amplificava le paure, e i pregiudizi. Ricondurre all’ordine chi cominciava a dubitare di leggi imposte con violenza a scapito dei più deboli, eliminare gli elementi portati alla trasgressione, punendo gli autori di malefici che portavano la fame, la miseria e le epidemie, identificati spesso in donne che semplicemente cercavano di alleviare le sofferenze fisiche facendo uso di erbe medicinali, soccorrendo gratuitamente i più poveri, le stesse erbe che era concesso utilizzare ai monaci. E questo è un altro degli elementi di questa complessa vicenda: l’interdizione allo studio e alla scienza che doveva essere monopolio maschile. Altre volte le accuse  erano totalmente inventate, rivolte a contadine che una volta condannate, vedevano i loro terreni, se ne avevano, annessi ai beni della chiesa. Ma i contesti culturali sono vari, le letture del fenomeno tante: si potrebbe fare un viaggio a ritroso sino agli antichi riti sciamanici, ai miti che legano la donna alle divinità legate alla terra, a un cristianesimo rurale legato a riti pagani, alla radice dell’inconscio collettivo dell’umanità. L’ortodossia della Chiesa era la base fondante della società del tempo. I tribunali della Santa Inquisizione nominarono i loro tirapiedi, per far quadrare i conti con quelli che trasgredivano. Così si operò per distruggere quello che non si poteva sottomettere, che poteva sfuggire al controllo e all’ordine.

Costo: 8 euro intero  – 5  euro ridotto – convenzionati / associazioni / studenti

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"MAREA
CANTI E MUSICHE DEL SALENTO"
di e con Enza Pagliara e Dario Muci

Area Archeologica - Arco di Malborghetto - Roma
5 Luglio 2018  - Ore 21.30  

Enza Pagliara & Dario Muci, due tra le voci più intense del Tacco d’Italia, da lungo tempo protagonisti di percorsi artistici di alto profilo, ripropongono canti dimenticati, raccolti da loro stessi dalla voce viva dei cantori del Salento.
Li incarnano e li impastano coi tempi e le storie che vivono, svelando la vitalità del passato sullo sfondo del presente. Un repertorio di canti tradizionali per voci, tamburelli e chitarra che unisce la ricerca alla riproposta, il femminile al maschile.

Se Enza Pagliara, con dischi come “Frunte de luna” e “Bona Crianza”, si è segnalata come una delle più intense interpreti della vocalità al femminile, Dario Muci, con il progetto “Barberìa e canti del Salento”, ha  gettato nuova luce sul repertorio dei musicisti barbieri, donando nuova vita ad un corpus di canti e musiche per lungo tempo finite nell’oblio.

Il nuovo progetto “MARÈA” nasce dalla comune esigenza di rileggere uno straordinario corpus di canti appresi dalla voce degli anziani cantori salentini, mescolandoli a composizioni nuove ispirate alla realtà che li circonda, dando vita ad un incontro tra passato e presente.
Tra canti alla stisa interpretati a due voci, come l’intensa “Canto alla Spiga”, e struggenti canti d’amore, come “Luce de l’occhi”, si compone un affresco sonoro di rara bellezza e fascino nel quale perdersi lasciandosi affascinare, ora dai chiaroscuri, ora dagli incanti, ora ancora dalla potenza espressiva del canto della terra.

Ricerca, riproposta e tradizione in movimento sono gli ingredienti di un’esperienza musicale da vivere con la stessa passione che Enza Pagliara e Dario Muci mettono nella loro musica.

Costo: 12 euro intero  –  10  euro ridotto – 5 euro convenzionati / associazioni / studenti

Info & prenotazioni: teatridipietra@gmail.com/ whatsapp 333 709 7449
Sito di riferimento: www.teatridipietra.blogspot.it
Indirizzi:
ARCO di MALBORGHETTO : Via Malborghetto , 3 -  Roma - sulla Via Flaminia , altezza  Stazione Sacrofano
VILLA DI LIVIA - Lauretum: Via della Villa di Livia , Prima Porta - Roma
AREA ARCHEOLOGICA DI MALBORGHETTO : via Malborghetto , 3 -  Roma  - sulla Via Flaminia , altezza  Stazione Sacrofano
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ARTE

INAUGURA...

"Le forme del mito: 25 sculture di Joaquín Roca Rey "
Ospitate al Museo Carlo Bilotti di Villa Borghese
La mostra antologica, a cura di Giuseppe Appella,
coglie il meglio del linguaggio moderno, tra mito e ritualità

MUSEO CARLO BILOTTI - Aranciera di Villa Borghese - Roma
dal 5 luglio al 4 novembre 2018 -
Da martedì a venerdì ore 13.00 - 19.00 Sabato e domenica ore 10.00 - 19.00 - Dal 1 ottobre è in vigore l’orario invernale  - Da martedì a venerdì ore 10.00 - 16.00 Sabato e domenica ore 10.00 - 19.00 (Ingresso consentito fino a mezz’ora prima dell’orario di chiusura)

Il Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese ospita la mostra antologica di Joaquín Roca Rey, Le forme del mito, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con il patrocinio di Embajada del Perú en Italia. La cura della mostra è dello storico dell’arte Giuseppe Appella. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Nelle sale al piano terreno saranno esposte 25 sculture datate 1956–2001 che, evidenziando l’indagine formale, tra mito e ritualità, sono riuscite a cogliere il meglio del linguaggio moderno. Dal natio Perù a Roma, le opere di Roca Rey si liberano dell’involucro preincaico di magia e ritualità (assemblage di ferro, forgiato con evidente realismo e poi alluminio, ottone, acciaio, onice, bronzo, marmo, travertino) senza abbandonare il mito ritrovato nelle forme più avanzate della contemporaneità, come a dire la scultura di Chadwick e di Moore, di Hare e di David Smith, la pittura di Magritte e di Lam, rivisitati nell’architettura di Roma, nel suo rigore e nella sua enfasi, con una visionarietà carica di turbamenti, memorie e sogni. 

È il momento in cui gli Incas, i Maya, gli Atzechi, il barocco latino americano si confrontano con Roma antica e Roma seicentesca riconoscendovi attinenze di sacralità sessuale subito esplicitata in allusioni misteriose e ironiche, nel totem elevato a simbolo dell’identità tra uomo e cosmo, elemento soggetto alle continue trasformazioni di una fantasia tra le più vive della scultura del secolo appena trascorso. Fantasia che permette a Roca Rey, in una perenne estensione di dualismi, contrasti e ambiguità, resi evidenti anche dalla scelta dei molteplici materiali utilizzati spesso insieme, una sorta di scambio tra leggerezza e solidità, pieno e vuoto, concavo e convesso, eros e gioco, inquietudine e malinconia, negativo e positivo, vita e morte, tipiche del surrealismo o, meglio, degli automatismi del subconscio travasati nel progetto della composizione e, non prive di inquietante ironia, nelle relative invenzioni formali.
In contemporanea con la mostra romana, il Sistema dei Musei e dei Beni Culturali ACAMM (Aliano, Castronuovo Sant’Andrea, Moliterno, Montemurro) esporrà nei propri spazi una serie di disegni e di piccole sculture. 

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Con il patrocinio di Embajada del Perú en Italia
A cura di Giuseppe Appella
Catalogo edito da xPoint printing con testi biobibliografici di Giuseppe Appella, Guido Strazza e Blas Roca Rey
Servizi museali Zètema Progetto Cultura
Servizi Vigilanza UNISECUR srl
SPONSOR SISTEMA MUSEI CIVICI     
Con il contributo tecnico di Ferrovie dello Stato Italiane

Costo:   Ingresso LIBERO
Informazioni: 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)
Indirizzo: viale Fiorello La Guardia 6 - Roma
Sito di riferimento: www.museocarlobilotti.it - www.museiincomuneroma.it                                      
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PROSEGUONO...

Not Your Dolls presenta
"SUNSHINE"
MOSTRA PERSONALE DI GERLANDA DI FRANCIA
A cura di Rossana Calbi

NOT YOUR DOLLS -Roma
dal 28 giugno al 15 settembre , orari : vedi sito

Gerlanda Di Francia propone la sua seconda personale nella stagione romana a cura di Rossana CalbiSunshine.

Dalle ore 18.30 del 28 giugno, il negozio handmade del rione Monti, Not Your Dolls, apre le porte all’estate, con la mostra personale dell’artista di origine calabrese. L’intera collezione estiva realizzata a mano sarà la cornice al mare e al sole dei lavori di Gerlanda Di Francia.

Sirene e pesci amici in una mostra nel cuore della Capitale che si prepara a svuotarsi indirizzandosi verso la costa. Nell’attesa, le opere di Gerlanda Di Francia sono una sorta di corrispondenza con amici squamati, una continua correlazione con il mare che l’artista conserva nella sua ricerca. Un’evoluzione che nasce dall’acqua e respira di una luce che si impregna nella carta e nell’MDF. Il colore si delinea nelle forme morbide delle figure femminili che si aprono a nuovi sentimenti non mantenendo i piedi a terra, ma nell’acqua, presenti a loro stesse e alla loro stessa essenza: l’acqua.
Su questa si riflette la luce, la rende più forte, la specchia fino ad accecarci, ma è anche capace di assorbirla per farsi scoprire lentamente anche nelle profondità maggiori.

Not Your Dolls propone una mostra originale, realizzata ad hoc per il suo spazio bianco che si arricchisce, non solo dei colori dei suoi abiti, ma di arte.

Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Roma, Gerlanda Di Francia inizia il suo percorso nel mondo del tatuaggio che interrompe per costituire l’associazione HulaHoop di Roma con cui organizza eventi legati a tutte le espressioni artistiche. Il suo lavoro artistico è influenzato dagli studi d’arte classici e dalle suggestioni del mondo legato al tatuaggio; ha partecipato a mostre collettive a Parigi con la curatela della grafica e illustratrice Barbara Canepa e presso la Luz De Jesus Gallery a Los Angeles. Sunshine è la sua seconda personale in questa stagione espositiva dopo la sua mostra in occasione dell’International Tattoo Expo di RomaEcho, sempre a cura di Rossana Calbi in collaborazione con la galleria Parione9 e attualmente in mostra ad amaneï a Salina (ME).

Costo:  Ingresso GRATUITO
Indirizzo: via degli Zingari 51/b, (Rione Monti) Roma
Informazioni: Rossana Calbi, +39 3343450090, rossanacalbi@gmail.com
Sito di riferimento: www.francescoviscuso.blogspot.com
Facebook di riferimento: https://www.facebook.com/notyourdolls.shop/
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PROSEGUONO...

“7”
di AMIN GULGEE
Ideazione e cura di Paolo De Grandis e Claudio Crescentini, co-curato da Carlotta Scarpa

Amin Gulgee, uno dei più importanti
artisti pakistani alla Galleria d’Arte Moderna

GALLERIA D’ARTE MODERNA DI ROMA - Roma
dal  31 maggio al 23 settembre  2018, da martedì a domenica ore 10.00 - 18.30

Per la prima volta a Roma l’installazione “7” di Amin Gulgee, artista che ha fatto della laicità e della poesia una forma d’arte

Nuovo concept espositivo del progetto “From La Biennale di Venezia & OPEN to Rome. International Perspectives” promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ideato e curato da Paolo De Grandis e Claudio Crescentini, co-curato da Carlotta Scarpa. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Il progetto generale, attivato dal 2016, è dedicato alla presentazione negli spazi espositivi capitolini di alcune installazioni internazionali provenienti dall’Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia e da OPEN Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni, collegato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ricomposte e rimodellate site-specific appositamente per la capitale. Lo scopo è quello di fare convergere insieme le “prospettive” d’arte di due città che lavorano per far viaggiare le esperienze dell’arte internazionale sul territorio nazionale. Dalla città lagunare, appunto, alla capitale.

In occasione di questo nuovo appuntamento, realizzato in collaborazione con PDG Arte Communications e l’Ambasciata della Repubblica del Pakistan in Italia, è presentata l’installazione, dal titolo “7”, dell’artista pakistano Amin Gulgee, che ha fatto della laicità e della poesia una forma d’arte.

L’artista parte da una frase in arabo, trascritta nella scrittura nakshi, intraducibile ma dal significato universale, dato che il riferimento è alla pace fra i popoli e all’amore umano. Gulgee divide la frase in sette parti, quelle del titolo, mediante delle leggerissime installazioni in bronzo, posate nel chiostro/giardino della GAM di via Crispi. La frase risulterà quindi scomposta e ripetuta più volte nell'installazione, come in una meditazione spirituale, senza essere però leggibile e diventando quindi segno universale.

Al di sotto della frase/segno sarà creato un tappeto di lettere di carbone e rame, non calpestabile, che ripete, sempre scomposta, la stessa frase, creando quindi una struttura metafisica di confronto fra verticali delle opere e orizzontale del tappeto, come metafora dell’alto e del basso, del cielo e della terra. Il giorno dell’inaugurazione in questo “spazio artistico” prenderà forma la performance ideata dallo stesso artista e il reading di poeti invitati dall’artista stesso a leggere loro poesie e scritti ispirati dal tema dell’opera.

poeti - Lucianna Argentino, Italo Benedetti, Stella Cacciamani, Antonella Maria Carfora, Patrizia Chianese, Laura Colombo, Rossana Coratella, Francesco Del Ferro, Stefania Di Lino, Andrea Felice, Camelia Mirescu, Daniela Monosi, Angelo Palombini e Maria Grazia Savino –  e il pubblico presente saranno invitati a scriveresempre partendo dalla frase in nakshi, dichiarazioni di pace e d'amore come segno potenziale di libertà degli spiriti uniti da uno stesso pensiero che diventa azione. Arte per tutti, quindi, e non solo privilegio di spiriti eletti.
Le frasi ideate saranno inserite in appositi contenitori e portate a Karachi, dove verranno lette dall’artista durante una grande performance pubblica: un collegamento ideale fra Europa e Asia, Roma e Karachi, città unite dal lavoro concettuale di Amin e dalle parole dei partecipanti dedicate all’amore e alla pace.

Promossa da Assessorato alla Crescita culturale di Roma - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
In collaborazione con PDG Arte Communications e Ambasciata della Repubblica del Pakistan in Italia
Zètema Progetto Cultura
SPONSOR SISTEMA MUSEI CIVICI
Con il contributo tecnico di Ferrovie dello Stato Italiane

Costo: Biglietto di ingresso alla Galleria d’Arte Moderna: 7,50 €  intero e 6,50 €  ridotto, per i non residenti;  6,5€  intero e di  5,50  € ridotto, per i residenti; gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente.
Informazioni: 060608 - www.galleriaartemodernaroma.it
Indirizzo: via Francesco Crispi,  24 -  Roma
Sito di riferimento: www.galleriaartemoderna.it
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GALLERIA PARIONE9
"STELLA TASCA_ On the wild side"
a cura di Marta Bandini e Elettra Bottazzi            

GALLERIA PARIONE9
dal 30 maggio al  14  luglio 2018,  martedì - sabato  14.00 - 20.00_ domenica 16.00 - 20.00

A grande  richiesta la mostra viene prolungata sino al 14 luglio


On the wild side, mostra personale di Stella Tasca, celebra la bellezza e la magnificenza del regno animale e vegetale. Il lavoro dell’artista e il titolo della mostra prendono ispirazione dal lungometraggio di Giacomo Giorgi On the wild side (2016) che analizza il tema della caccia all’interno della nostra società. L'obiettivo finale del documentario è quello di educare sulla realtà di questa attività ed agire da catalizzatore sulle persone che si approcciano alla sua visione.
Allo stesso modo, Stella Tasca porta lo spettatore a riflettere e a rispettare la parte selvaggia del nostro pianeta, accettandone tanto la sua perfezione quanto la sua crudeltà. È così percepibile nell’installazione delle opere esposte l’incastro armonico tra elementi opposti, come l’acqua e la terra, rappresentati rispettivamente dalla balena e dalla tigre.
Se la sua ricerca poetica è fortemente influenzata dall’immaginario hardcore punk, legato alla corrente Straight Edge, la sua ricerca artistica e la sua applicazione è riconducibile a quella della Pop art. Costantemente in relazione al contesto politico, sociale e storico attuale, l’artista ragiona sul concetto di rispetto equo fatto di amore, passione e giustizia.
I media impiegati nel ciclo esposto come il legno, carta, stoffe, spray, stencil che compongono assemblage e serigrafie, insieme al peculiare uso della lampadina, della goccia d’acqua e della parola scritta rispecchiano la volontà di Stella Tasca di rappresentare le contraddizioni della nostra cultura che spesso ci rende ciechi e disorientati.

Costo:  Ingresso GRATUITO
Indirizzo: via di Parione, 9 - Roma (piazza Navona)
info: 0645615644 - parione9@gmail.com 
Sito di riferimento www.parione9.com
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«ANDREA PAZIENZA, TRENT’ANNI SENZA»
ANDREA PAZIENZA IN MOSTRA

MATTATOIO - Roma
dal 25 maggio al 15 luglio 2018, Orario: 12.30 - 19.30 (chiuso i lunedì).

La mostra verrà inaugurata il 25 maggio in occasione dell'apertura della quarta edizione di ARF! «Festival di storie, segni e disegni» che si terrà dal 25 al 27 maggio sempre negli spazi del MATTATOIO

“Pazienza è riuscito a rappresentare, in vita e anche in morte, il destino, le astrazioni, la follia, la genialità, la miseria, la disperazione di una generazione che solo sbrigativamente, solo sommariamente chiameremo quella del '77 bolognese” - Pier Vittorio Tondelli.

“Era il capostipite di una grande scuola che non ha avuto poi nessun allievo prediletto perché era inimitabile, un talento irripetibile” - Roberto Benigni.

Nell’anno che segna il trentennale della sua tragica scomparsa, avvenuta a Montepulciano il 16 giugno del 1988 all’età di soli 32 anni, ARF! Festival e Napoli Comicon presentano «Andrea Pazienza, trent’anni senza», una intensa esposizione di opere originali che celebra il più eclettico e geniale autore italiano di tutti i tempi e che, finalmente, riunisce in un unico luogo le sue eredità artistiche, grazie alla preziosa collaborazione di tutti i suoi familiari.

Dopo Hugo Pratt nel 2016 e Milo Manara nel 2017, gli spazi espositivi del MATTATOIO di Roma ospiteranno dal 25 maggio al 15 luglio 2018 in esclusiva nazionale questa grande mostra di carattere antologico, che si propone di raccontare soprattutto l’Andrea Pazienza fumettista - con una particolare attenzione ad un’intera nuova generazione di lettori che forse l’ha conosciuto poco - attraverso una ricca selezione della sua opera: da Aficionados e Le straordinarie avventure di Penthotal dei primissimi anni ’80 al suo personaggio più celebre, Zanardi (con le tavole di Giallo scolasticoVerde matematico,PaccoLa prima delle treNotte di CarnevaleCuore di mammaCenerentola 1987, Lupi e alcune delle straordinarie pagine di La vecchiezza è una Romae di Zanardi medievale), passando per Tormenta e le caricature disneyane di Perché Pippo sembra uno sballato e La leggenda di Italiano Liberatore, lo spassoso Pertini, le meravigliose tavole a colori di Campofame, o ancora Francesco Stella, le SturielletUna estate, la pura poesia dell’incompiuta Storia di Astarte o di Il perché della anatre, fino a quello che probabilmente è il più importante, esorcizzante e traumatizzante graphic novel italiano del XX Secolo, quel Gli ultimi giorni di Pompeo che lo ha consacrato nell’empireo della letteratura disegnata.
A integrazione della narrazione a fumetti, non mancheranno brevi escursioni nel “Paz” vignettista e illustratore, con alcune delle sue opere più iconiche, così come qualche rarità (prove di layout, scritti, sketch e bozzetti) ritrovate tra le cartelle del suo immenso archivio artistico.

Il catalogo della mostra sarà pubblicato da Coconino Press - Fandango Libri.

«Andrea Pazienza, trent’anni senza» è prodotta da ARF! Festival e Napoli Comicon, promossa da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita CulturaleAzienda Speciale Palaexpo, con il supporto di CLES S.r.l. e con le partnership di ATACArredopalletPressUp e DIY - Do It Youself.

Costo: Biglietti - Intero € 12 - Ridotto € 10
Indirizzo: piazza Orazio Giustiniani 4, Roma
Info: 060608 - info@arfestival.it
Sito di riferimento: www.arfestival.it 
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ROMA ATTRAVERSO L’ARTE DEL ‘900 NELLA MOSTRA
“ROMA CITTÀ MODERNA. Da Nathan al Sessantotto”
a cura di Claudio Crescentini, Federica Pirani, Gloria Raimondi e Daniela Vasta

Una rilettura ideale della cultura artistica di Roma
in circa 180 opere lungo il Novecento fra Modernità e Tradizione

GALLERIA D’ARTE MODERNA DI ROMA - Roma
dal  29 marzo al 28 ottobre  2018, da martedì a domenica ore 10.00 - 18.30


Un tributo alla Capitale d’Italia attraverso gli artisti che l’hanno vissuta e gli stili con cui si sono espressi.
Una rassegna unica che ripercorre le correnti artistiche protagoniste del ‘900 con in primo piano la città di Roma, da sempre polo d’attrazione di culture e  linguaggi diversi.
Presentate oltre 180 opere, tra dipinti, sculture, grafica e fotografia, di cui alcune mai esposte prima e/o non esposte da lungo tempo, provenienti dalle collezioni d’arte contemporanea capitoline, in una rilettura ideale della cultura artistica di Roma, una città ipercentrica, seppur multiculturale, nella quale, nei decenni, si sono andate sedimentando diversità e univocità non sempre o non solo in conflitto fra di loro. Proprio come nella specificità cronologica individuata che, lungo il Novecento, si svolge fra Modernità e Tradizione, da Ernesto Nathan, Sindaco di Roma (1907-1913) di dichiarata ispirazione mazziniana negli anni di complessa gestione della capitale, fino al decennio dei grandi movimenti di massa e della rivoluzione artistica e culturale ormai universalmente identificata col nome dell'anno in cui si manifestò in maniera più preponderante: il Sessantotto.
La mostra si muove quindi su di un tracciato storicizzato, con il preciso obiettivo di immergere le opere d'arte selezionate nel contesto geo-artistico, temporale e sociale in cui sono state create. Con in primo piano la città, quindi, la sua storia e i suoi luoghi, nelle dissimili ramificazioni territoriali, dal centro alla periferia e viceversa. Ma anche i suoi stili artistici, nei diversi periodi che si sono andati affiancando oppure sovrapponendo e sostituendo, in un avanzamento artistico e intellettuale che ha fatto di Roma il perno della cultura nazionale e internazionale del Novecento, molte volte anticipando temi e stili rispetto ad altri capoluoghi italiani così come per altre capitali europee.

In mostra opere che riproducono paesaggi e figure con valenze simboliste e decadenti realizzate tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del XX secolo (Duilio Cambellotti, Onorato Carlandi, Nino Costa, Adolfo De Carolis, Camillo Innocenti, Auguste Rodin, Adolf Wildt, Ettore Ximenes, ecc.). Si tratta di opere che anticipano quella voglia di rinnovamento e modernità fondamentale per il lavoro degli esponenti della Secessione romana negli anni Dieci (Felice Carena, Nicola D’Antino, Arturo Dazzi, Arturo Noci ecc.), così come per il gruppo dei futuristi e degli aeropittori degli anni Venti e Trenta (Benedetta Cappa Marinetti, Tullio Crali, Sante Monachesi, Enrico Prampolini, Tato, ecc.).
Una parte sostanziale della mostra è dedicata a quella tendenza artistica, per così dire, di “recupero”, spesso teorico oltre che concettuale, dell’antico e della tradizione dell’arte italiana che caratterizza, seppur con distinguo, le molteplici correnti artistiche degli anni Venti-Trenta, dal Tonalismo al Realismo Magico, dalla Metafisica, al Primitivismo, tramite le quali gli artisti “guardano” Roma con un nuovo seppur “antico” sguardo (Giacomo Balla, Giuseppe Capogrossi, Felice Casorati, Emanuele Cavalli, Giorgio de Chirico, Achille Funi, Franco Gentilini, Arturo Martini, Roberto Melli, Fausto Pirandello, Mario Sironi, ecc.).
Si prosegue con l’approfondimento della Scuola Romana che offre una notevole rosa di capolavori dell’arte italiana del Novecento con focus sulle demolizioni che hanno caratterizzato Roma nella distruzione/ricostruzione del centro città e il conseguente, dissennato, sviluppo delle periferie (Afro, Mario Mafai, Scipione, ecc.), per immettersi nella fase della figurazione e dell’astrazione – il segno – che ha caratterizzato la cultura post-bellica degli anni Quaranta, Cinquanta e primi Sessanta (Renato Guttuso, Leoncillo, Carlo Levi, Gastone Novelli, Achille Perilli, Giulio Turcato, Lorenzo Vespignani, Alberto Ziveri, ecc.). A chiusura, intesa però come apertura verso un’“altra” Roma, i riscontri urbani della Pop Art romana e delle sperimentazioni concettuali della seconda metà degli anni Sessanta che hanno definitivamente dilatato il centro dell’arte e del pensiero artistico di Roma, da Roma oltre la stessa città, per un afflato internazionale (Franco Angeli, Mario Ceroli, Tano Festa, Mario Schifano, Pino Pascali, Luca Maria Patella, Mimmo Rotella, ecc.).

Anche l’'allestimento della mostra, che coinvolge tutto il museo, è stato pensato tenendo presente il nesso tra i diversi ambienti artistici, tra luoghi temporali e iconografici contigui, al fine di rappresentare la vivace e intensa vita artistica della Capitale. A tal fine anche i tradizionali apparati didattici sono affiancati, in ciascuna sezione, da strumenti multimediali realizzati in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Roma e l’Istituto Luce. Attraverso l’individuazione di tre concetti chiave – Architettura e urbanistica / Società/ Arte – sarà consentito visualizzare insieme immagini e brevi testi scientifici utili a dimostrare le stringenti relazioni fra, appunto, la città, il suo sviluppo e le arti.

In occasione della mostra saranno anche organizzate (maggio-ottobre 2018) una serie di iniziative culturali – incontri, letture, presentazioni, proiezioni, serate musicali e a tema – atte a rafforzare la forza dirompente dell’arte e del pensiero culturale a Roma nei suoi “primi” sette decenni della sua evoluzione.

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Organizzazione Zètema Progetto Cultura.

Immagine a corredo: Tullio Crali - Vita Orizzonatale, 1938 - Olio su Compensato


Costo: Biglietto di ingresso alla Galleria d’Arte Moderna: 7,50 €  intero e 6,50 €  ridotto, per i non residenti;  6,5€  intero e di  5,50  € ridotto, per i residenti; gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente.
Informazioni: 060608 - www.galleriaartemodernaroma.it
Indirizzo: via Francesco Crispi,  24 -  Roma
Sito di riferimento: www.galleriaartemoderna.it
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"TURNER. Opere della Tate"
A cura di David Blayney Brown

CHIOSTRO DEL BRAMANTE - Roma


 dal 22 marzo al 26 agosto 2018 , orario dal lun. al ven. 10.00 – 20.00_ sab. e dom. 10.00 – 21.00/La biglietteria mostre chiude una ora prima.

In collaborazione con la Tate di Londra



TURNER.Opere della Tate, una grande esposizione monografica dedicata a uno dei massimi esponenti della pittura inglese: Joseph Mallord William Turner. La mostra, curata da David Blayney Brown, Manton Curator of British Art 1790–1850, segna l’inizio di un’importante collaborazione tra la Tate di Londra e Chiostro del Bramante e sarà un’occasione unica per ammirare alcuni tra i lavori più importanti dell’intero percorso artistico del celebre pittore inglese, assente da oltre 50 anni dalle programmazioni dei musei romani e da 12 anni dai musei italiani. Una collezione unica composta da 92 opere, tra acquerelli, disegni, album, oltre a una selezione di olii, per la prima volta esposte insieme in Italia. Le opere sono state selezionate dal vastissimo lascito che comprende circa 30.000 lavori cartacei, 300 olii e 280 album da disegno, conosciuto come “Turner Bequest”, donato alla Gran Bretagna cinque anni dopo la morte dell’artista nel 1851 e conservato per la maggior parte presso la Tate. Il lascito comprende l’intero corpus di opere custodite presso lo studio personale dell’artista e realizzate nel corso degli anni per il “proprio diletto” secondo la bella espressione del critico John Ruskin.
Un piacere estetico e visivo in cui i ricordi di viaggi, le emozioni e i frammenti di paesaggi visti durante i suoi lunghi soggiorni all’estero, sono il mezzo per raccontare l’evoluzione del linguaggio stilistico di Turner e la sua incessante ricerca poetica, volta a sperimentare le potenzialità espressive della luce e del colore. La mostra ci permette quindi di esaminare l’intera produzione artistica di Turner e rivela come, da disegnatore di soggetti topografici e architettonici, abbia sviluppato man mano uno stile estremamente personale, includendo nelle sue opere una straordinaria gamma di nuovi elementi iconografici e stilistici basandosi su una raffinata predilezione per la luce, il colore e gli effetti atmosferici. La mostra al Chiostro del Bramante - suddivisa in sei sezioni tematiche - pone l’accento sull’importanza che gli acquerelli ebbero per la definizione dello stile di Turner, dimostrando come le sue ricerche espressive abbiano di fatto precorso l’arte degli impressionisti. Il carattere intimo e personale delle opere esposte in mostra sarà anche l’occasione per indagare l’uomo oltre che l’artista e per comprendere i radicali sviluppi dello stile di Turner che, di fatto, anticiparono le tendenze stilistiche della fine del XIX secolo. Dalla sua predilezione per le città marinare al suo interesse per la riproduzione di paesaggi atmosferici inglesi o alpini, fino allo studio dettagliato degli interni domestici o dei rilievi architettonici. Memore dei suoi numerosi viaggi, molti dei quali in Italia, e animato da un forte spirito innovativo, l’artista si dedicò incessantemente a sperimentare, soprattutto negli acquerelli, una libertà compositiva e stilistica e un uso dei colori innovativo e sorprendente, che portarono i suoi contemporanei a pensare che Turner “fosse solito di dipingere con gli occhi, con il naso oltre che con le mani”.

Completa il progetto un’installazione immersiva ideata da Fabien Iliou, videoartista francese, che ispirandosi al lavoro di Turner ha creato un video mapping a 360° attraverso cui il visitatore viene trasportato all’interno del mondo dell’artista e nelle atmosfere dell’Inghilterra di quegli anni. L’innovazione tecnologica per raccontare l’opera di Turner, che ha sempre sperimentato con luce e colore, tanto da anticipare ed essere punto di riferimento per la storia dell’arte contemporanea; un video in movimento, con una musica originale creata dal sound designer e produttore musicale Paky Di Maio. La mostra del Chiostro del Bramante è un viaggio di approfondimento storico-artistico sull’influenza di Turner e, grazie a questo progetto, diviene un’esperienza dei sensi.

Un percorso dedicato specificatamente al pubblico, che, come in occasione delle mostre precedenti, sottolinea la vocazione sperimentale e l’attenzione del Chiostro del Bramante per il coinvolgimento del visitatore.

Catalogo: Skira Editore

Costo: Biglietto intero  13 € (audio guida inclusa) - biglietto ridotto  11 € (audio guida inclusa) per specifiche riduzioni, visita il sito.
Informazioni: hastag ufficiale #enjoychiostro - +39 06 68809035 (Lunedì – Venerdì 10.00 / 17.00) numero attivo dal 4 settembre sino a fine mostra. - La Caffetteria Bistrot, il Bookshop e il Chiostro hanno ingresso libero indipendentemente dalle mostre
Indirizzo: Via Arco della Pace 5 - Roma
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"TRAIANO Costruire l’Impero, creare l’Europa"
ideata da Claudio Parisi Presicce
 a cura di Marina Milella, Simone Pastor e Lucrezia Ungaro

L’optimus princeps che portò l’impero romano alla sua massima estensione celebrato a 1900 anni dalla morte ai Mercati di Traiano

MERCATI DI TRAIANO MUSEO DEI FORI IMPERIALI - Roma
dal 29 novembre 2017 al 16 settembre 2018. Orario: tutti  i giorni 9.30 - 19.30_ 24 e 31 dicembre ore 9.30-14.00 - Giorni di chiusura: 1 Gennaio, 1 Maggio, 25 dicembre
L’esposizione è promossa e prodotta da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

Cosa significa costruire un Impero? E in che relazione sta l’Impero Romano con l’Europa attuale?
Politica, economia, welfare, conquiste militari ottenute senza esclusione di colpi; inclusione di popolazioni diverse sotto un unico Stato che governa con leggi che ancora oggi sono alla base della giurisprudenza moderna; la buona amministrazione, influenzata anche da donne capaci, “first ladies” autorevoli; campagne di comunicazione e capacità di persuasione per ottenere il consenso popolare attraverso opere di pubblica utilità, “magnificentia publica” e lusso privato, ma discreto.
Non è la trama di una fiction, né il programma di qualche politico, ma la traccia della mostra Traiano. Costruire l’Impero, creare l’Europa, ideata da Claudio Parisi Presicce e a cura di Marina Milella, Simone Pastor e Lucrezia Ungaro per celebrare la ricorrenza dei 1900 anni dalla morte dell’imperatore che ha portato l’Impero alla sua massima espansione.

I reperti archeologici provengono da musei della Sovrintendenza Capitolina (Musei Capitolini, Centrale Montemartini, Museo della Civiltà Romana, Museo di Roma a Palazzo Braschi, Antiquarium del Celio, Teatro di Marcello), da molti musei e spazi archeologici italiani (Museo Nazionale Romano presso le Terme di Diocleziano e presso Palazzo MassimoMuseo Ostiense a Ostia Antica, Antiquarium della Villa dei Volusii a Lucus Feroniae, Antiquarium di Villa Adriana a Tivoli, Antiquarium Comunale "Villa di Traiano” di Arcinazzo Romano; Museo Correale di Terranova a Sorrento) e alcuni importanti musei stranieri (Musei VaticaniPergamon Museum a Berlino; Museum het Valkhof di Nijmegen; Museo Nazionale di Storia della Romania, Bucarest; Museo Nazionale di Arte romana di Merida, Gliptoteca di Monaco di Baviera).



Ancora, è ospitata presso la via Biberatica anche Columna mutãtio – LA SPIRALE”, un’installazione monumentale di arte contemporanea, ideata dall’artista Luminiţa Țăranu, che racconta la “mutazione” di significato della Colonna di Traiano nel volgersi della storia.
Il messaggio che l’artista, romena di nascita e italiana di adozione, intende trasmettere, è la “mutazione” di significato che avviene nel volgersi della storia: nata per celebrare la conquista della Dacia da parte dei Romani, la Colonna Traiana è diventata nel tempo il simbolo dell’inscindibile legame storico tra l’Italia e la Romania; se nel passato evocava le due guerre portate dall’Imperatore contro Decebalo, il Re dei Daci, oggi il capolavoro romano è anche testimonianza visiva dell’origine del popolo romeno.
Esempio di come la ricerca contemporanea interagisce con l’archeologia e con la memoria, l’installazione che l’artista propone al pubblico intende rinforzare il filo connettivo tra l’antico e il contemporaneo. L’opera, infatti, ha un’impostazione orizzontale come allusione al reperto archeologico quale oggetto musealizzato, metafora del concetto secondo il quale la storia scorre in orizzontale.
Dopo la mostra a Roma, l’installazione “Columna mutãtio – LA SPIRALE” sarà esposta in uno dei prestigiosi musei di Bucarest, in occasione alla festa del centenario dell’Unità Nazionale della Romania, nell’autunno del 2018.



TRAIANO, imperatore costruttore
La mostra sarà caratterizzata dal racconto della vita “eccezionale” di un uomo “ordinario”, significativamente racchiusa in un “titolo” coniato per lui, optimus princeps, ovvero il migliore tra gli imperatori. Colui che seppe riportare gioia tra i romani! come ricordato dallo storico Plinio il Giovane, suo contemporaneo Traiano ci ha ordinato di essere felici e noi lo saremo.
Ma cos’ha fatto di così diverso e innovativo Traiano per meritare un tale consenso incondizionato dall’esercito, dal senato e soprattutto dalle più disparate popolazioni dell’Impero?
Primo imperatore non romano di nascita bensì ispanico, non appartenente ad alcuna dinastia imperiale, ma di ottima famiglia – Ulpia – Marco Ulpio Traiano segue le orme del padre naturale e percorre velocemente i gradi della carriera militare, dimostrando doti di stratega e combattente sul campo a fianco dei suoi uomini, dei quali guadagna così il consenso e la fedeltà assolute. Non solo per questo l’imperatore Nerva lo “adotta” come successore, ma anche perché ne percepisce la capacità di affrontare anche i temi spinosi delle riforme sociali ed economiche di cui l’Impero ha urgente bisogno: lo nomina mentre lui si trova in Germania, lontano dalla capitale che non ha mai visitato.

Una mostra immersiva grazie alle nuove tecnologie e allo storytelling, protagonisti anch’essi dell’allestimento e dei contenuti. I visitatori si troveranno immersi nel mondo di Traiano. L’ imperatore, o meglio il suo fantasma, impersonato da un attore, introdurrà alla vita dell’optimus princeps. Profumi, petali e il rumore della folla daranno al visitatore le stesse sensazioni che il popolo di Roma provava durante un trionfo; stele di soldati si animeranno per mostrare gli affanni del vivere e del morire dei legionari impegnati nelle guerre di conquista di Traiano; si ascolteranno la descrizione dei nemici di Roma, i barbari - antagonisti prima, protagonisti poi delle sorti dell’impero - e le voci delle donne della famiglia reale, impegnate nel sociale e imprenditrici. E, ancora, grazie alla realtà aumentata e a video immersivi rivivranno i monumenti traianei e il fuoco delle fiamme da cui Traiano venne salvato per intercessione di Gregorio Magno.
La mostra si avvarrà anche delle installazioni multimediali e interattive che sono state realizzate grazie alle collaborazioni che la Sovrintendenza Capitolina ha attivato, a scopi di ricerca, studio e divulgazione con la Duke University, Department of Classical Studies, Dig@Lab, con il coordinamento scientifico di M. Forte, la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando (Madrid, Spagna), Laboratorio de Humanidades Digitales con il coordinamento di J. M. Luzon,  la Divisione ICT del Dipartimento di Tecnologie Energetiche dell’ENEA nell’ambito del progetto CO.B.R.A. (COnservazione dei Beni culturali, con l’applicazione di Radiazioni e di tecnologie Abilitanti), responsabile A. Quintiliani.

Catalogo: De Luca Editori d’Arte

Costo: Biglietto integrato Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali + Mostra per i non residenti a Roma: 15 € intero; 13 €  ridotto - per i residenti a Roma: 13 € intero;  11 € ridotto - Biglietto ridottissimo 2 €
Indirizzo: via Quattro Novembre 94 - 00187 Roma
Informazioni: Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 - 19.00)
Sito di riferimento: www.mercatiditraiano.it 
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Kirosegnaliamo esce all’inizio di ogni settimana, chi volesse darci comunicazione di eventi con rilievo artistico-culturale può scriverci a kirolandia@gmail.com oppure info@kirolandia.com,  entro la domenica precedente, specificando chiaramente la richiesta di segnalazione, provvederemo previa specifica selezione all'inserimento …