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sabato 21 novembre 2009

IL FILO ROSSO

Lui.

Era...
Un rigo,
Un tratto.
Era un segno tirato in verticale.
Una linea graffiata nel mio spazio.
Era un sottile filo
rosso,
fisso,
teso.
Eccolo, prendeva vita.
Si scuoteva,
si percuoteva,
si adagiava,
si muoveva.
Scivolava, verso di me.
Si avvicinava,
strisciava,
Scivolava sul mio corpo, delicatamente.
Rosso,
fisso,
teso.
Saliva.
Mi sfiorava.
Lambiva i miei fianchi.
Saliva.
Avvolgeva il mio volto:
uno, due, e tre volte.
Poi scendeva verso la mia bocca.
Si contorceva
nel mio corpo,
nei miei pensieri,
nella mia anima.
Si…
Poi…

Cadeva a terra.
Si ritraeva.
Si allontanava,
dalla mia mente.
E infine…
Si riavvolgeva.
Si raggomitolava.

Di nuovo…

di
Andrea Alessio Cavarretta
(IppoKiro)

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