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giovedì 27 luglio 2023

CAPPUCCETTO ROSSO nel parco di VILLA BONELLI tra sorrisi, marionette e tante scoperte



Quante storie in una storia?
 
Siamo giunti al momento dei saluti prima della pausa estiva per il nostro appuntamento dedicato al teatro pensato per i più piccoli. Per rendere speciale questo momento vi raccontiamo di quello che abbiamo visto in occasione della manifestazione STRAVILLA! Bonelli Plyaground, un festival di animazione artistica, sociale e culturale con una grande vocazione green del Municipio XI di Roma.
 
La programmazione vede in cartellone proposte che spaziano dagli spettacoli di circo e di teatro a laboratori creativi e artistici e molto altro ancora, tutto da scoprire fino al 24 settembre con il grande evento di piantumazione di un nuovo prato in modalità condivisa. Il prato sarà uno spazio verde lasciato alla collettività di cui prendersi cura insieme, uno spazio dove ragionare su quanto la natura vada protetta e preservata.

Il 2 luglio scorso a portare il proprio contributo artistico alla manifestazione STRAVILLA! ha pensato Francesco Picciotti per Divisoperzero con il suo Cappuccetto Rosso tutto da ridere ma anche pieno di spunti educativi preziosi da consegnare alle tante famiglie presenti.

Tanto per cominciare dobbiamo ricordare che Francesco Picciotti è un vero fuoriclasse della narrazione. La sua capacità di porre in relazione bambini e azioni sceniche rende tangibile il concetto di coinvolgimento attivo durante il quale lo spettacolo proposto non diventa un mero intrattenimento ma un vero e proprio momento di ricerca collettiva.
Il grande telo nero dal quale sono apparsi i protagonisti della storia ha svolto la duplice funzione di creazione di atmosfera misteriosa e catalizzatore di energia che ha contribuito, con semplicità, a rendere l’insieme piacevole e brioso.
 
Cappuccetto Rosso è, nella preziosa rilettura proposta, la scusa per indagare sull’errore e sulle possibilità creative che offre, sul divertimento offerto da un’efficace struttura ritmica della narrazione, sul riconoscimento di tempi che sono necessariamente diversi di quelli durante i quali nacque la storia originale e con sé tutti gli archetipi antropologici derivati.
E poi ancora la fantastica commistione fra fiabe e marionette che fanno parte di una storia sociale e culturale che abbiamo il dovere di continuare a promuovere di cui Arlecchino (chiamato in causa anche in questa occasione) è il portabandiera nazionale.
La proposta artistica di Francesco Picciotti e i Divisoperzero è un’opportunità di confronto trasversale per grandi e piccini e quindi probabilità di dialogo costruttivo fra genitori e figli. Chi ha paura dunque del Lupo se sappiamo trovare il modo di sdrammatizzare anche le difficoltà apparentemente più impervie?
 
LA SCINTILLA
Pensare come i grandi. Immaginare come i più piccoli. Il teatro ci insegna che…

Ridere è un affare molto serio! Lo abbiamo ripetuto più volte nel nostro appuntamento “Non Chiamateli Piccoli” di Kirolandia.
Cappuccetto Rosso di Francesco Picciotti ci aiuta a ribadire questo concetto e ci invita a riscoprire le risate semplici composte dalla purezza e dalla capacità di meraviglia tipiche dei bambini. Il ruolo rivestito dalla fiaba e da tutte le drammaturgie pensate per i bambini, va ben oltre il semplice intrattenimento e costituiscono uno strumento educativo efficace.
I bambini vengono sostenuti nel processo di scoperta del proprio mondo interiore ed emotivo, avvalendosi di una forma giocosa che li aiuta a comprendere i sentimenti, anche quelli più complessi. Essi tendono a riconoscersi ed identificarsi nei protagonisti dei racconti, entrando in contatto con le diverse emozioni sperimentate, imparando a riconoscerle, a nominarle e quindi esprimerle.
Attraverso le fiabe, inoltre, è possibile apprendere nuovi schemi di comportamento più efficaci per rispondere alle varie situazioni cui rapportarsi. Da ciascuna fiaba ogni bambino, può quindi trarre un insegnamento adeguato alla situazione di crescita e di cambiamento, che vive ed affronta in quella specifica fase, può cogliere una propria morale ed un proprio personale insegnamento, utile per risolvere problemi o affrontare conflitti interiori tipici della sua età.
Quindi cari genitori continuate a portare i bambini a teatro!

- Raffaella Ceres -
_KIROLANDIA®_


STRAVILLA! Bonelli Playground

Festival di teatro, nuovo circo, laboratori e musica per tutta la famiglia

a cura dell'Associazione Disambigua APS



www.parcobonelli.it





lunedì 17 aprile 2023

IL RE SENZA CORONA al Teatro Trastevere nello spazio tempo di Gianni Rodari



IL RE SENZA CORONA è un viaggio musicale fra fiabe e filastrocche di Gianni Rodari con Alessandra Cavallari, Elena Stabile e Claudia Fontanari. A queste tre brave interpreti il compito di trasformare in gesti le parole dell’intramontabile Rodari. Il loro obiettivo viene reso ancor più divertente grazie alle incursioni musicali di Roberto Disma.
In scena sul calar di marzo al Teatro Trastevere, merita di essere raccontato perché ha il pregio di narrare, rompendo la quarta parete, il mondo in rima di Gianni Rodari tessendo un arazzo che via via restituisce allo spettatore la bellezza e la complessità dell’autore più amato della pedagogia attiva.

C’è da scoprire quale sia il ruolo di ciascuno di noi in questo strano mondo un po’ burlone e le tre attrici lo fanno alternando ruoli e caratterizzazioni rincorrendosi fra gli oggetti scenici e una scenografia davvero deliziosa. Le coreografie sono di Michèle Sigillo, le scene di Roberta Gentili e i costumi di Valentina Cardinali.

giovedì 23 febbraio 2023

NASCONDINO e il valore dell’adolescenza al TEATRO LO SPAZIO




NASCONDINO è uno spettacolo teatrale che riesce a unire il mondo dell’educazione al linguaggio artistico del teatro creando un ponte per attraversare in maniera originale temi importanti come il bullismo, l’identità sessuale, l’adolescenza, il pregiudizio.
 
Lo spettacolo di Tobia Rossi e diretto da Fabio Marchisio è andato in scena dal 14 al 19 febbraio scorso al TEATRO LO SPAZIO di Roma ed è stato interpretato magistralmente da Andrea Manuel Pagella (16 anni) e Luca Vernillo De Santis (17 anni).
 
Iniziamo da qui il nostro racconto, proprio dai due giovanissimi interpreti che sono due talenti e che dimostrano una padronanza della scena significativa. Freschi e genuini nella meraviglia della loro età anagrafica e al contempo profondi e intensi in quella ricerca di significati che rincorrono i personaggi da loro interpretati.
 

giovedì 22 dicembre 2022

IL NATALE DI ANGIOLINA al TEATRO LE MASCHERE. Una dolcissima fiaba che arriva ai cuori



Le storie che scaldano i cuori le riconosci negli occhi dei bambini.
 
Il Natale di Angiolina è una dolcissima fiaba di Natale scritta e diretta da Carla Marchini e nuovissima produzione al TEATRO LE MASCHERE di Roma, che racconta (anche) come nascono le sferiche decorazioni natalizie che rendono speciali i festosi alberi nelle nostre case.
 
Angiolina è una giovane ragazza che vive con la sua amata mamma in un’umile casa di un grazioso paesino.  Fa freddo,  è inverno.  C’è poco cibo, pochi abiti, pochi soldi. Eppure dentro il cuore di Angiolina c’è moltissima speranza. Questa speciale attitudine la porta a non arrendersi mai e a trovare il lato positivo in ogni cosa che fa. Decide così, per aiutare la sua mamma, di lavorare come lavandaia per la gente del suo paese. Per consigli e sani sorrisi Angiolina sa che può contare sul suo amico di sempre, il giovane maestro vetraio del paese.
Il lavoro di lavandaia è faticoso e non sempre ben pagato ma… da qualche parte si deve sempre cominciare! Fra un cesto di panni da pulire e stirare e l’altro, la giovane Angiolina trova anche il tempo di aiutare il suo amico del cuore a non abbandonare il suo lavoro di artigiano del vetro e proprio fra le bolle di sapone dei suoi panni da lavare, Angiolina trova l’intuizione!
 

lunedì 14 novembre 2022

IL LUPO E LA GALLINELLA, IL GIGANTE E LA STREGA al CENTRALE PRENESTE TEATRO: chi vincerà?



Il 6 novembre scorso abbiamo partecipato allo spettacolo Il lupo e la gallinella, il gigante e la strega per la rassegna Infanzie e adolescenze in gioco curata dal Centrale Preneste Teatro di Roma.
 
Una ripartenza per la nostra rubrica “non chiamateli piccoli” in uno dei luoghi più amati da grandi e piccini per il teatro a loro dedicato. Uno spazio accogliente e ben organizzato che accompagna con particolare attenzione al concetto di cura le famiglie che ospita.
 
Lo spettacolo Il lupo e la gallinella, il gigante e la strega  è un'interessante espressione di teatro di figura ovvero quella particolare arte teatrale che utilizza burattini, marionette, pupazzi, ombre, oggetti come protagonisti e si caratterizza per la scelta di un linguaggio fortemente sensoriale.
Il testo e la regia sono di Giuseppe Cardascio e sul palco troviamo lo stesso Giuseppe insieme a Salvatore Varvaro a dar vita e forma alla narrazione proposta. Una gallinella molto particolare che vive in una casetta nella foresta dotata dei migliori confort se la deve vedere con i tranelli e la fame del lupo che si credeva un indiano. Chi ha tramato per questa curiosa situazione? Un orco insieme ad una strega!
Gli ingredienti per un divertente e surreale combattimento fra il bene e il male, fra l’astuzia e la fretta (quella che non ci fa riflettere con attenzione) ci sono tutti! Compresa una scenografia davvero bella che merita nel nostro racconto una menzione speciale.

sabato 12 marzo 2022

STORIE DEL REGNO DI CARTA al TEATRO FURIO CAMILLO, nel regno della fantasia sulle ali della carta



Prima, prima, prima c’è il saper accogliere. 
 
Perché inizia così la mia recensione dello spettacolo Storie del Regno di Carta della Compagnia Teatro Oltre andato in scena lo scorso 6 Marzo presso il Teatro Furio Camillo
Perché i luoghi raccontano le persone e ascoltare lo staff del teatro dire ai bambini e ai genitori in ingresso: “Ciao ti aspettavamo!”, significa saper mettere chi arriva in una condizione di benessere che per i bambini e le bambine difficilmente verrà dimenticata. Significa saper far sentire realmente a casa
ognuno di noi. Il teatro è la casa delle possibilità e abbiamo bisogno che torni ad essere sempre pieno dei sorrisi di grandi e piccini.
 
La leggenda narra che Re Straccio e Regina Acqua fossero innamoratissimi e dalla loro unione nacque la Carta che riempiva di gioia tutto il regno. Ma era in agguato la cattiva strega Digitalè che insidiosa, nascondendosi dentro a tablet, computer e cellulari, voleva far dimenticare a tutti il valore della carta gettando un crudele sortilegio nel regno. Come aiutare i sovrani e la carta?

mercoledì 8 dicembre 2021

Momo, il tempo, i ricordi. Al TEATRO LE MASCHERE in scena MOMO E LA CITTÀ SENZA NOME di GIULIA BARTOLINI



Perché mai Momo dovrebbe diventare grande? Perché chiedersi cosa accade dopo un atto di coraggio? Perché mai ritrovare la bimba dai ricci ribelli in un futuro distopico dal sapore di una fiaba moderna?

Sono queste le domande che, con curioso interesse, mi hanno portata fino al Teatro Le Maschere lo scorso 30 novembre per assistere allo spettacolo Momo e la città senza nome di Giulia Bartolini.

Solo alcune sedie in scena. Per raccontare le cose difficili è necessario saper semplificare e devono aver compreso bene questa regola, per nulla banale, durante la costruzione di questo originale spettacolo. Momo, la Momo di Michael Ende, è ormai una donna e si rivolge ad una psicoterapeuta per dipanare la matassa dei suoi ricordi. È faticoso diventare grandi, lasciare che il presente costruito nel passato diventi il futuro.
Momo, lei che ha sempre aiutato tutti, lei che ha sconfitto gli uomini grigi che tentavano di rubare il tempo alle persone, lei si trova sola nel suo oggi a chiedersi come sia accaduto di essere poi diventata adulta.

giovedì 11 novembre 2021

CHE DISASTRO DI PETER PAN al TEATRO BRANCACCIO: ridere fa volare la fantasia!


La vita è un’avventura meravigliosa: quante volte ce ne ricordiamo? A rinfrancarci anima e memoria ci ha pensato lo spettacolo CHE DISASTRO DI PETER PAN che ho potuto applaudire lo scorso 3 novembre nella sala a capienza piena del TEATRO BRANCACCIO.
 
A capienza piena: una favola nella favola quella di poter tornare a teatro senza paura e proprio assistendo ad una storia fantastica. Parliamo ovviamente di CHE DISASTRO DI PETER PAN versione italiana della commedia inglese “Peter Pan goes wrong” con la regia di ADAM MEGGIDO.
 
La scalcinata compagnia amatoriale di Sant’Eufradio Piedimonte, reduce da improbabili (in)successi, ci racconta di aver finalmente trovato la quadra fra una produzione d’eccellenza e un cast pronto a strabiliare adulti e piccini. Obiettivo raggiunto portando sul palcoscenico due atti per una rilettura catastroficamente comica della storia del bambino che non voleva crescere.

martedì 27 luglio 2021

"U-Mani" al Teatro Tor Bella Monaca: che senso ha se le cose non svaniscono...




Come saluto di buona estate ho avuto l’onore, ed è proprio il caso di usare questo preciso intercalare, di applaudire lo spettacolo U-Mani scritto da Annarita Colucci, regia di Roberto Andolfi e con Annarita Colucci, Dario Carbone, Valeria D’Angelo, Anton De Guglielmo e Michele Galella, andato in scena lo scorso 24 Luglio al Teatro Tor Bella Monaca.
 
Gli spunti di riflessione da condividere con ciascuno di voi godono di molteplici punti di osservazione. Primo fra tutti il quadro d’insieme offerto dal Teatro Tor Bella Monaca che si conferma come un riferimento culturale di altissima qualità per lo scenario artistico della Capitale. Volti felici di bambini e bambine. Famiglie serene. Giovani e meno giovani in fila per conquistare il proprio posto in teatro o semplicemente un momento di ritrovata complicità.
 
In sala l’atmosfera è composta e aleggia nell’aria l’attesa per qualcosa che sembra già speciale a luci palcoscenico spente. Arriva da lontano il merda merda merda degli artisti e poi...eccoli! Si schierano sul palcoscenico i protagonisti di una performance teatrale che raccontarla è quasi impossibile per la bellezza della quale ha riempito la scena.
 
“Umano è misura delle cose”
 

giovedì 1 luglio 2021

BIANCANEVE ALTROVE fra luci e ombre, paura e speranza al TEATRO DI VILLA TORLONIA



Una passeggiata attraverso il verde del Parco di Villa Torlonia per bussare anche noi, riguardosi spettatori, alla porta della casa dei 7 nani e ascoltare rapiti la fiaba della bella bimba dai capelli color ebano, guance rosse come il sangue e pelle bianca come la neve.
 
Inizia così la performance Biancaneve Altrove, con il coordinamento artistico di Fabrizio Pallara, andata in scena presso lo spazio immerso nel verde del teatro di Villa Torlonia. Un anfiteatro naturale che ha accolto, sul finir del tramonto, la narrazione affidata al poliedrico Valerio Malorni e alla musica dal vivo del bravissimo Federico Ferrandina.
 
Una lettura interessante della versione attualmente conosciuta dei fratelli Grimm della fiaba di Biancaneve che viene resa estremamente accattivante dall'incredibile voce di Valerio Malorni capace di giocare con timbri vocali, rugosità e suoni leggeri come uno scultore alle prese con la sua opera più amata.
 

giovedì 20 maggio 2021

ASILO TEATRALE DEGLI APPENNINI – UN SISTEMA TEATRALE INTEGRATO NEL CUORE DELLE MARCHE. L’intervista ad ARIANNA MORGANTI, chi ha tempo non aspetti tempo!




Per questo nuovo appuntamento con la rubrica “Non chiamateli piccoli” nello spazio multiculturale di Kirolandia ho avuto il piacere di intervistare Arianna Morganti in merito al suo interessante lavoro Asilo Teatrale degli Appennini – Un sistema teatrale integrato nel cuore delle Marche.
 
Un sistema teatrale integrato: partiamo da qui. Cosa si intende per sistema teatrale integrato?
La mia pubblicazione che, appunto, prende nome “Asilo Teatrale degli Appennini – Un sistema teatrale integrato nel cuore delle Marche”, ha l’obiettivo di farsi portavoce di specifiche modalità di inserimento, applicazione e diffusione di prodotti culturali in specifici territori, ovvero quelli del basso appennino pesarese-anconetano. Si parla di sistema innanzitutto perché non ci si riferisce a singole realtà, bensì a luoghi, paesi e teatri vicini e simili, per natura e per caratteristiche, alla realtà di Apecchio (paese capofila del progetto), con il fine di dar vita ad un sistema condiviso efficace e funzionale a specifici progetti di crescita e sviluppo interni. Quando si fa riferimento invece all’aggettivo “integrato” si vuole rendere esplicito quanto il sistema che si propone possa avere influenza su molti aspetti propri ai paesi a cui ci si riferisce. Un sistema, dunque, che possa integrare le funzioni del teatro e dell’arte con obiettivi strutturali, di crescita interna e di sviluppo di tipo economico. Un sistema perciò che, in una prospettiva di lungo termine, sarà in grado di poter contribuire a una visione strategica e a tutto tondo dei territori in questione.

giovedì 25 marzo 2021

CESCO NEL BOSCO di DARIO AMADEI, il coraggio di avere paura



C’era una volta un bambino o forse un adulto forse tanti bambini, oppure tanti adulti? Ecco, la prima riflessione sul libro che vi presenterò oggi, riguarda proprio il meta-messaggio del quale è portatore il protagonista presentatoci dal suo creatore DARIO AMADEI.

Il libro si intitola CESCO NEL BOSCO e Cesco, è il bambino che condurrà le parole in rima della fiaba verso un viaggio straordinario che racchiude in sé la potenza di essere “Uno, nessuno e centomila”, volendo citare la famosissima opera del grande Luigi Pirandello.

Cesco è nella fiaba un bambino di 6 anni, età al confine fra l’infanzia e il fanciullesco. Età di passaggio, archetipo della trasformazione e dell’evoluzione. Cesco si dà il permesso, attraverso il viaggio che intraprende nel bosco, di fare qualche cosa per il piacere di farlo. Non sa perché entrerà nella macchia: il protagonista tratteggiato con amabile cura dall’autore, avrà la possibilità di sperimentare emozioni e sensazioni a partire dalla curiosità.

È interessante rilevare come la fiaba scritta da Dario Amadei ci solleciti ad allenare le nostre impressioni e la nostra creatività per scegliere quando iniziare questo viaggio avventuroso nel bosco, viaggio che ciascuno di noi, a qualsiasi età, intravede nella propria vita. E se il bosco fosse un luogo del quale non aver paura? Non è il luogo e non sono i pericoli (così come ciascuno di noi li voglia intendere) i veri ostacoli: è l’autorizzazione che ci concediamo di vedere i luoghi e di riconoscere gli ostacoli che ci rende unici. Non bravi o meno bravi. Semplicemente noi stessi.

sabato 13 febbraio 2021

IL VIAGGIO MERAVIGLIOSO DI NILS su Zoom, una fiaba con la COMPAGNIA TEATRO A/ASSOCIAZIONE ARIADNE diretta da VALERIA FREIBERG

Senza indugio iniziamo questa recensione col dire che il teatro ci manca tantissimo. Quel momento di attesa e meraviglia legate al sipario che si apre, al buio in sala, poi la luce sul palco e la magia che inizia…

Le Fiabe della Nostra Infanzia, il nuovo progetto teatrale ideato da Valeria Freiberg e dedicato ai ragazzi e ai bambini che in questi tempi segnati dall’emergenza sanitaria hanno bisogno di condividere esperienze con i propri coetanei, prevede da gennaio a marzo due appuntamenti mensili tra teatro, musica, letteratura e gioco, allestiti in diretta streaming sulla piattaforma virtuale Zoom. In scena gli attori ed i musicisti della Compagnia Teatro A / Associazione Ariadne diretti dalla stessa regista Freiberg.

sabato 9 gennaio 2021

LA STRADA DEL RITORNO di MARCO FORTUNA favole che illuminano ricordi, emozioni e desideri

Autrice: Raffaella Ceres (CeresKira)

Cosa c’è di meglio che iniziare un nuovo anno insieme leggendo delle favole?

L’occasione ce la offre il libro "LA STRADA DEL RITORNO. Favole d’amore e di perdono", La Rondine Edizioni, una raccolta di favole brevi scritte da Marco Fortuna e illustrate da Antonio Spadaro. Quando il tempo a marzo si è fermato improvvisamente, la nostra rubrica #nonchiamatelipiccoli si è occupata di consigliarvi dei libri speciali per più o meno giovani. Abbiamo pensato di continuare, presentandovi libri nuovi, per rendere omaggio anche al ritmo del tempo rinnovato.

"LA STRADA DEL RITORNO" è un libro che si legge tutto d’un fiato. Cinque racconti che parlano, come ci spiega lo stesso autore, di amore e di perdono. Ma la vera sorpresa si cela nel lento svelarsi dei protagonisti che incarnano l’amore e il perdono. Protagonisti non convenzionali che vestono panni inaspettati e che pure ciascuno di noi conserva nello spirito del bambino o della bambina che è stato e che non dovremmo dimenticare di essere.

sabato 7 novembre 2020

Il TEATRINO DI PULCINELLA AL GIANICOLO. L'intervista a MANUEL PERNAZZA e ALESSIA LUONGO: coltivate i vostri sogni e non abbiate paura di sognare in grande.



Riprende l'appuntamento di KIROLANDIA dedicato ai più piccini seppur fra passi piccoli e talvolta incerti. Riparte grazie a due ospiti d’eccezione: MANUEL PERNAZZA ALESSIA LUONGO. Sono i coraggiosi artisti che hanno raccolto l’eredità del TEATRINO DI PULCINELLA AL GIANICOLO e ci hanno regalato un’intervista di rara completezza. Ci raccontano con entusiasmo il loro importante percorso artistico e di vita e ci consegnano delle pillole di storia e cultura del teatro di grande significato.
 
Buona lettura!
 
Ragazzi, raccontateci del vostro progetto culturale PULCINELLARTE! Come nasce, che progetti vorrebbe portare avanti?
Il nostro progetto culturale è incentrato sulla commedia dell'arte, per portare avanti la tradizione del teatro in maschera. Molti pensano erroneamente che sia morto e si occupano prevalentemente di recupero storico teatrale, noi invece, pur rispettando alcune grammatiche del teatro, portiamo avanti lazzi e canovacci, strofe e villanelle che vengono tramandate esclusivamente per via orale. Abbiamo avuto la fortuna di incontrare grandi maestri che in questo ci hanno aiutato, sicuramente il più grande è il Maestro Roberto De Simone, che è un monumento all'arte teatrale e musicale, testimone della tradizione di Salvatore De Muto, commediante del secolo passato.
 
In particolare, la maschera di Pulcinella è l'unica che non si è fermata alla riforma goldoniana e nemmeno a quella scarpettiana. Manuel Pernazza porta avanti oggi lo spirito della maschera, mettendola in scena senza mai aver cambiato personaggio. Abbiamo così attualizzato (non modernizzato) il teatro in maschera, mettendo in scena le maschere e creando un vero e proprio universo! Alessia Luongo mette in scena la tradizione della Palummella (Colombina napoletana) e crea il nuovo compare di (dis)avventure di Pulcinella, ovvero Colanfronio, un mugnaio della provincia di Avellino che crede di essere tanto furbo, ma in realtà combina solo mille incidenti. In questo modo, salviamo e recuperiamo lazzi della commedia dell'arte dal 1600 ad oggi.
 
Usiamo anche la musica dal vivo con strumenti preziosi e antichi quali liuto, chitarra battente e romantica, tamburi a cornice, ed elaborando la musica popolare ma in maniera teatrale, riportando tutto a un'epoca barocca. Oggi infatti siamo contenti e fieri di rappresentare i nostri spettacoli in tutta Italia e venendo riconosciuti anche da Musei ed altri enti proprio per la validità del progetto artistico.
 

martedì 14 luglio 2020

L'intervista a GRAZIANO SONNINO. NATURA e TEATRO post Covid-19




Ci siamo salutati la scorsa volta parlando di Trasformazione. Di quella capacità di rimodulare le risorse individuali ed esterne, offrendo loro uno spazio originale chiamato Possibilità.
Trasformazione e possibilità sono in qualche modo i due concetti chiave sui quali è necessario soffermarsi per ricucire gli strappi dovuti all’emergenza sanitaria post Covid-19.

Lo ha ben compreso Graziano Sonnino, docente di teatro nelle scuole dell’infanzia e della scuola primaria di Roma. Il suo approccio didattico e metodologico, già da tempo rimodulato verso un apprendimento creativo “per e di competenze”, ha permesso a moltissimi bambini e docenti di leggere nella giusta dimensione educativa l’importanza dell’insegnamento del teatro a scuola.

No a stressanti “recite di fine anno”, ad azioni performative che pongano il progetto avanti al percorso evolutivo del bambino. L’approccio del docente cura con attenzione quella incredibile fonte di conoscenze che ci offre Howard Gardner e La Teoria delle Intelligenze Multiple.

“Essere creativi significa in primo luogo fare qualcosa di insolito… d’altra parte, per quanto insolita, l’idea deve essere abbastanza logica perché la gente possa prenderla sul serio”. Howard Gardner

sabato 6 giugno 2020

LA TRASFORMAZIONE: l’inizio di una fase chiamata desiderio




Giugno 2020: siamo stati settimane nelle nostre case; abbiamo cercato di accogliere un tempo senza tempo, di osservare ciò che attorno a noi assumeva di giorno in giorno contorni diversi, non sempre rassicuranti. Abbiamo chiesto a noi stessi di provare ad ascoltare quello che intorno rumoreggiava senza alcun suono.

Ci siamo riusciti? Cosa abbiamo provato quando ci è stato detto che sarebbe iniziata la fase della lenta ripresa? Ferma di fronte a questi interrogativi, la mia immagine si è trovata come in una stanza piena di specchi deformanti.

Quale trasformazione ho accolto dentro di me in occasione di questa nuova fase post quarantena? Ho, ancor prima, accettato una trasformazione o ancora sto esplorando? Per questo terzo appuntamento di riflessioni condivise, l’urgenza di raccontare il valore della trasformazione ha occupato il mio spazio virtuale insieme a voi.

giovedì 16 aprile 2020

GUARDARE O OSSERVARE? Intanto, #iorestoacasa

Autrice: Raffaella Ceres (CeresKira)




Uno degli interrogativi che in questi giorni confusi spesso mi torna alla mente è:  saremo davvero finalmente in grado di osservare senza accontentarci di guardare quando l’emergenza finirà?
Entrambe le azioni sono importanti, intendiamoci. Guardare ci permette di sopravvivere, osservare di emozionarci. Il Covid-19 ci ha chiusi non semplicemente fra quattro mura ma, all’interno delle nostre stesse esistenze.

Di certo, potreste pensare, è difficile allenarci ad osservare ora che si ha così poco spazio a disposizione. E invece, miei piccoli grandi amici, è proprio adesso che i veri esploratori sapranno mettere in campo le loro qualità migliori. Partendo proprio dalle cose vicinissime a noi. Come posizioniamo i nostri libri, i nostri giochi. Come si muovono le persone cha abitano in casa con noi, per cosa sorridono, per cosa provano tristezza.

Quanti angoli visti e mai realmente osservati delle nostre case? E a cosa ci fanno pensare tutte queste importanti osservazioni? Perché, ricordate sempre, è tutta qua la differenza: osservare significa anche prendere nota dei nostri pensieri, delle nostre scoperte, per ripartire da esse quando desideriamo superare un nuovo ostacolo o semplicemente cercare soluzioni creative per i nostri giorni semplici e straordinari.

giovedì 19 marzo 2020

IL GIORNO CHE IL TEMPO RICOMINCIÒ… #iorestoacasa

Autrice: Raffaella Ceres (CeresKira)




Mi piace immaginare che il mese di Marzo 2020 possa venir ricordato, fra tanto tanto tempo, come il mese delle fiabe. Delle fiabe raccontate, suonate, sognate e inventate. Tutto questo grazie a un virus. Un virus malvagio che le fiabe cercano di sconfiggere con le loro parole di rinascita e di speranza.

Il Covid-19 ci ha colti davvero alla sprovvista. Voglio provare a tradurre questa situazione pensando che il Coronavirus ci abbia offerto una possibilità. Come accade nelle fiabe. Questo ospite indesiderato ci ha consegnato la possibilità di stare. Nella frenetica corsa che stava ingoiando in un vortice tutto e tutti, siamo ora costretti a fermarci, rivalutando il significato etimologico del verbo stesso: le parole sono importanti.

Trattenersi e non, semplicisticamente, (in)trattenersi per riappropriarci del tempo senza far nulla, dell’ozio, e anche della noia. La noia, considerata quasi un nemico da sconfiggere quando, soprattutto a livello educativo, è uno strumento importante per entrare in comunicazione con noi stessi e con le nostre emozioni. Anche quelle etichettate erroneamente come scomode.

Questa pandemia, situazione instabile e del tutto inusuale, ci offre la possibilità di stare sull’osservazione e sulla riscoperta. Di chi abbiamo accanto, di chi vorremmo accanto e di chi ci siamo dimenticati. Stare sulle nostre emozioni. Ci offre e la possibilità di cambiare, possibilmente in meglio. Di avere cura per un mondo fatto di persone che, nonostante tutto, amiamo.

venerdì 28 febbraio 2020

SHERLOCK HOLMES, luci ed ombre per un mistero senza età al TEATRO SALA UMBERTO di Roma

Autrice: Raffaella Ceres (CeresKira)




Avvicinare i più giovani a quelle che possiamo definire opere senza tempo, è una strategia culturale vincente, in qualsiasi occasione. Lo ha compreso bene Ricard Reguant, già regista di “Dieci piccoli indiani” che, come ci descrivono le note di regia, ha adattato e diretto questa nuova ed originale avventura, ricreando i personaggi dalla penna di Conan Doyle, apportando una freschezza e modernità nei linguaggi e nei contenuti avvicinando così Sherlock Holmes anche alle nuove generazioni. In scena per la prima volta a Barcellona, "SHERLOCKHOLMES e i delitti di Jack lo squartatore"  ha fatto il suo ingresso trionfante al TEATRO  SALA UMBERTO lo scorso 18 febbraio, accompagnato da suspense e interessanti atmosfere. 

Nel 1888 Sir Arthur Conan Doyle, il creatore di Sherlock Holmes, fu chiamato più volte da Scotland Yard ad offrire la sua consulenza a proposito degli efferati delitti che in quegli stessi anni coinvolgevano la Londra Vittoriana. Il noto scrittore scrisse a Scotland Yard le sue intuizioni e le sue congetture a proposito dell’identità del famoso serial killer, soprannominato "Jack lo squartatore". La storia, ripresa più volte dal cinema e dalle grandi produzioni televisive ha sempre destato la curiosità di giovani e meno giovani.