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martedì 23 febbraio 2010

BARNUM SANREMO

Eccomi qui davanti al televisore… va ora in onda la sessantesima edizione del festival di Sanremo!! l’unica domanda possibile in questo momento è… perché? Perché non faccio altro, sono una persona piena di interessi potrei fare tantissime cose in alternativa… e invece sto guardando Antonella Clerici soffocare in un vestito di paillette mentre annuncia la prossima entrata di una regina non ben specificata.


Non avendo letto il programma in anticipo (guai a rovinarmi la sorpresa!!!) speravo in Priscilla la Regina del deserto, ma poi ho ricordato di aver intravisto Povia e non è il genere di ospite (un pulmino rosa!) che lui apprezzerebbe, anche se quest’anno il simpatico cantante, pur non avendo abbandonato la sua missione di conversione degli omosessuali, ha cantato (si fa per dire!) il suo manifesto programmatico contro l’eutanasia, tanto per dare l’idea di avere qualcosa di intelligente da dire… anche se non ci crede nessuno, io no di sicuro… ma l’ignoranza si può perdonare… il cattivo gusto proprio no! si è presentato vestito come il più elegante dei tronisti di Maria de Filippi e… va bene, va bene l’abito non farà il monaco, ma un’idea te la fai lo stesso.
La dura realtà è che mi piace la musica, e quindi ho iniziato tanti anni fa a guardare il Festival cercandola… e a volte mi è capitato di trovarla, giuro! ho incontrato un “uomo col megafono” che è ancora uno dei miei preferiti, qui e li sono comparsi Gazzè, Caparezza, i Subsonica, Carmen Consoli (sicuramente ne ho omessi tanti e chiedo venia) meteore di buona musica in un mare di sole cuore amore… duddu dadda dadda!

Poi però ad un certo punto mi sono affezionata a questa specie di circo, a questo Barnum dai mille colori, la cui stravaganza è direttamente proporzionale al conduttore designato… così ho perso di vista la musica e ho cominciato a guardare i vestiti, ad ascoltare le performance peggiori “Venghino, signori venghino!!!” Un circo, un circo in cui non vengono maltrattati animali, al massimo qualche spettatore troppo fiducioso.

Ieri sera per esempio ho avuto il privilegio di guardare l’esibizione di un improbabile trio composto da un nobile in cerca d’autore, un bambino troppo cresciuto e un tenore… mancava solo la scimmietta! ma chi le fa le selezioni Topo Gigio? A questa domanda ho voluto dare una risposta e sono andata a vedere il regolamento di Sanremo e da subito ho capito che c’era qualcosa di insolito, la prima riga recita così: il Festival di Sanremo è una competizione tra canzoni “nuove” interpretate da 15 artisti individuati secondo criteri di contemporaneità, fama e valore riconosciuti; è evidente che Topo Gigio non l’avesse letta quando ha selezionato il magico trio, forse era troppo occupato con l’epidemia d’influenza.

Mentre stavo scrivendo ho perso il filo della trasmissione… ora Antonella Clerici si è trasformata in un enorme avatar verde, mantenendo il parruccone biondo, ovvio, ma forse è troppo anche per me, cambio canale, anzi vado a dormire.

Una domanda tanto per concludere: la Clerici si veste un po’ stile Barbie, troppo glitter, non mi piace, ma è il suo stile… solo mi chiedevo perché ostinarsi ad indossare tacchi vertiginosi che la fanno camminare come un Pokemon? Con quel vestito lunghissimo un paio di ballerine sarebbero passate inosservate, ma ci avrebbe guadagnato in portamento.

Certo che per chi come me ha il senso della critica altamente sviluppato Sanremo è un’orgia! Altro che abolirlo, ne voglio di più!

di
Sara Saurini
(AttiroKira)

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