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martedì 23 febbraio 2010

IL MONDO DEI NEOGENITORI (seconda parte)

Riprendiamo il discorso del mondo dei neogenitori lasciato la scorsa volta…


Anche gli estranei intorno ai neogenitori possono essere “disturbanti”; ogni essere umano di fronte ad un bambino si sente in diritto di dare giudizi e suggerimenti che possono trovarsi in conflitto con le proprie idee di educazione.

È importante non farsi intimidire dalle esperienze altrui; tutti possono dispensare buoni consigli, ma sarà un compito personale dover prendere le decisioni; giuste o sbagliate che possano sembrare, saranno in linea con il proprio esclusivo modo di essere mamma e papà.
Le note dolenti nell’educazione di un figlio sarebbero un elenco infinito: riuscire a portarlo all’asilo quando piange e non vuole saperne di staccarsi dal collo di chi lo accompagna; cercare di trasmettergli una corretta educazione alimentare senza sostituire ai pasti prodotti poco nutrienti solo per avere l’impressione di non lasciarlo “senza viveri”; provare a scandire la giornata con delle attività regolari che prevedano degli orari sufficientemente rispettati; stimolarlo con il gioco e non delegare il tempo libero alla tv; informarsi sulle attività che si fanno all’asilo o con la baby sitter; e (come se tutto questo fosse semplice) non scaricare sui figli lo stress e i nervosismi personali accumulati per i mille motivi che la vita quotidiana ci sottopone ogni giorno.

Non è semplice, né mai lo sarà, ma c’è una nota positiva: i bambini vivono in un mondo molto semplice, parte delle cose che preoccupano i genitori sono del tutto superflue per i figli (almeno durante l’infanzia). La presenza di mamma e papà è quasi tutto quello di cui hanno bisogno; possono barattare una grande casa in cui vivere con un parco dove correre; dei giocattoli acquistati nei negozi con le cose che si trovano solitamente all’interno di un’abitazione; possono indossare praticamente sempre lo stesso paio di scarpe in qualunque occasione fino all’usura delle suole.

Il vero problema è avere tempo da passare con loro, per conoscerli, per capirli, per ascoltarli e provare a scoprire quali sono le loro reali necessità.

Generalmente ogni capriccio, ogni atteggiamento ha una motivazione di fondo che si può interpretare se ci si concede il tempo di fermarsi per assorbire i segnali che i propri figli mandano.

Altra ciliegina è il rapporto nonni-nipoti e nonni-neogenitori. C’è la mamma che si sente messa da parte per il rapporto esclusivo della nonna con il nipote; c’è il papà che vive come un intrusione i tentativi di educazione imposti ai nipoti dai nonni; c’è chi delega completamente ai nonni la gestione dei propri figli perché si sente sopraffatto dalle nuove responsabilità e c’è chi vorrebbe vivere lontano dai parenti per non sentirsi giudicato e continuamente consigliato dalle sagge esperienze di nonni, zii e cugini.

Anche questo aspetto è molto importante nella gestione della neofamiglia. I genitori del neonato dovranno mettere in chiaro diversi punti con le persone che entrano in contatto con il bambino e con il proprio ruolo di genitore; è sempre importante arginare eventuali intrusioni che possono ledere la formazione di un equilibrio ancora tutto in divenire, senza per questo rischiare di chiudersi a riccio e perdere un sostegno importante che può venire dalla famiglia allargata. Anche in questo caso la cosa da tenere presente è l’importanza di mantenere un dialogo aperto con il proprio partner e i membri delle famiglie di provenienza, per non sentirsi privati di un aiuto auspicato, ma non sopraffatti da presenze laterali al nuovo nucleo familiare.

di
Dott.ssa Sabrina Ferrigno
(Kiro Psicoterapeuta Sabrina)

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