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domenica 21 marzo 2010

CHI SIAMO NOI...

Noi nati tra il ’70 e l’ ’80.

Avevano già manifestato per il diritto allo studio, avevano già ottenuto il diritto di voto per le donne, avevano già combattuto per la libertà di espressione, di religione, di orientamento politico e di orientamento sessuale; quindi a noi sarebbe toccato semplicemente vivere nell’Eden preparato da anni di lotte prima del nostro arrivo; eppure sembra che qualcosa non abbia funzionato.
Cosa accade nel mondo che vediamo oggi con i nostri occhi?
Una continua lotta alla sopravvivenza.
Sembra che tutti i discorsi fatti, i risultati raggiunti, le basi della Costituzione e del vivere civile siano continuamente buttati giù e rimessi in discussione.
Ma perché?
Forse perché l’esistenza umana è solo una continua assurda eterna ricerca di potere: convincere qualcun altro che le proprie idee sono migliori, che bisogna unirsi dietro principi comuni per migliorare (ma cosa si migliora se il principio comune è andare contro un altro gruppo di persone? qualcuno lo ha mai spiegato chiaramente?), perché l’idea geniale è solo questa: trovare un capro espiatorio.
E così anni e anni di storia cambiando continuamente gli avversari per distrarre le folle e continuare a detenere il potere.
E la folla come sta?
Vinta, sola, delusa, abbandonata, in prima linea, attivista, impegnata ad arrivare a fine mese, differenziata in base alla storia e alle esperienze di ciascuno, ma soprattutto smembrata.
La rete scompare, nessuno conta più su nessuno, ognuno per sé in un mondo di possibili nemici, truffatori, ipocriti, approfittatori, criminali, bulli, ladri, pedofili, etc.
Non voglio dire che viviamo a “Utopia” e non ce ne siamo accorti perché abbiamo gli occhi coperti dal velo della diffidenza (ovviamente rivolta per lo più verso chi, qualcun altro per noi, ha deciso che va rivolta); ma l’uomo ha bisogno del supereroe così come ha bisogno dell’antieroe (anche Gesù ha avuto il suo Giuda).
Purtroppo questa necessità umana spesso viene strumentalizzata e manipolata da chi ha scoperto che tutto questo meccanismo può portare un vantaggio personale.
Non vorrei dare l’impressione di giustificare tutti i mali del mondo moderno dietro il dito della responsabilità altrui.
Naturalmente se ognuno di noi si fermasse a riflettere un po’ di più su come ci muoviamo ogni giorno nel mondo, troverebbe la piccola-grande macchia personale.; ma passiamola anche come naturalità dell’essere umano.
Non dobbiamo essere perfetti per essere migliori.
Siamo noi stessi la doppia faccia di questa medaglia che è il mondo in cui viviamo, siamo artefici e destinatari, quindi costruttori e abitanti della vita che ci apparecchiamo ogni giorno.
Sicuramente non è quello che ci aspettavamo, immaginavamo un mondo quasi dorato e invece siamo nel periodo in cui probabilmente abbiamo raggiunto il massimo dell’odio tra essere umani mai visto nella storia.
Siamo tutti minoranze, anche se raramente ne prendiamo coscienza e annaspiamo in una società che elogia valori disapprovati dal singolo, ma esaltati dalla massa (6 milioni di telespettatori guardano “Il grande fratello”…solo in Italia si è arrivati alla 10^ edizione).
Questa volta non vi lascio con dei consigli ma con una speranza: sono convinta che l’unico modo per “essere” è scegliere autonomamente il proprio modo di essere.
Sarebbe bello se davvero ognuno di noi lo facesse, aprendo così la strada a milioni di possibilità diverse di “costruire” un essere umano, apprezzando l’alterità di ognuno di noi.

di
Dott.ssa Sabrina Ferrigno
(Kiro Psicoterapeuta Sabrina)

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