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martedì 6 luglio 2010

MULTIFILTER BLU



Avrei preso quelle cicche e gliele avrei fatte mangiare.
Stronza.
Scusate l’eufemismo, ma quando ci vuole, ci vuole!!!


Sapete cosa vuole dire passare tutto il proprio tempo libero a pulire?
Sì, che lo sapete!!!
Ecco, Flo ed io eravamo state completamente immerse nell’arte della scopa e dello straccio per almeno un mesetto.
Preparazione totale per esterno estivo con gradevole venticello alitante sui nostri corpi.
Aspettative:
barbecues al chiaro di luna sotto gazebo adornato da splendido telo bianco,
piedi scalzi su praticello stile inglese illuminato da delicate lampade fumè,
piccoli segreti raccontati tra amici sorseggiando bibite e sangria.
Ora era tutto pronto:
“Cara Flo, siamo state proprio brave!”

Il nostro attempato e grigio signore stretto tra alti palazzi, malandati e privi di colore era diventato un distinto gentleman retrò, tirato a lucido.
Un luogo ameno.
Un rifugio.
Un piccolo PARADISO TERRESTRE.

Bello!!!

Ma già la mattina seguente era iniziata la pioggia di mozziconi lanciati dall’alto come bombe atomiche!!!
OBIETTIVO FINALE LA DISTRUZIONE DEL NOSTRO EDEN IN ALTRETTANTI GIORNI DI FUOCO INCROCIATO.
Diluvio di cicche di multifilter blu.
Le fumava la vicina del terzo piano, lo sapevamo perché una persona che si aspira le multifilter blu non passa di certo inosservata.
E comunque aveva già colpito, ma con una certa parsimonia…

Dopo una serie ravvicinata di attacchi vandalici ero allo stremo e l’ennesimo buco nel telo bianco mi aveva distrutto interiormente.
Passai le ore con Flo a definire un piano di difesa.
Riempire sacchi di cicche per poi svuotarli davanti alla porta del mostro fumante, lanciare sassi infuocati dal basso verso le sue finestre, recapitarle ogni inesorabile giorno buste da lettera piene di cenere puzzolente…
Mentre assaporavo l’eccitazione di una vendetta delirante…Flo ebbe un’idea alternativa: invitare la pazza, senza acredine, a sorseggiare un buon limoncello nel nostro giardino.

Arrivò il giorno.
Aspettavamo sedute al fresco.
Già dalla mattina il bombardamento si era notevolmente affievolito, chissà forse il demonio infuocato si era già ravveduto e aveva deciso per una sospensione senza incontro al vertice!
E invece…

DLIN DLON!!!

In un attimo eravamo tutte e tre sedute sotto a quello che era diventato un vero gazebo anni 60: con telo a puà dai contorni neri.
Lei fumava e accumulava nel posacenere mozziconi a più non posso ; io immaginavo di trafiggerla con spade di fuoco, d’impiccarla ardente e fumante all’ulivo del giardino e di seppellirla viva mentre si contorceva per il dolore delle bruciature provocate dallo spegnimento di sigari Toscani sulla sua pelle; nel frattempo Flo, ovviamente ci guardava impietrita.

La ciccomane raccontò la sua vita.
Bella!!!
Ad un certo punto le chiesi:
“Ma allora perché tutti questi mozziconi e proprio a me onesta media-lavoratrice dai sabati e le domeniche libere?”
Risposta:
Forma di ribellione ad un mondo conformista e “conformizzante”.
Cavolo, adesso mi stava pure simpatica!!!
Allora, il mio giardino non era altro che un simbolo e aveva deciso di sfogarvi il suo risentimento.
Fico!!!
E allora…come si dice: tregua, patto di non belligeranza tra combattenti!!!
“Signora mia, ma…vieni quando vuoi!!!”

Il giorno dopo non c’era nemmeno un mozzicone, ero riuscita nel mio intento e senza carbonizzare nessuno.
L’arte della diplomazia!!!
Alzai lo sguardo verso la sua finestra, mi sorrise:
“Ti aspetto, cara!!!”

Stavo per abbandonare il mio meraviglioso giardino…
quando…
…ma cosa c’era laggiù, lì adagiata sulle mie splendide margherite?
Cosa?
Mi avvicinai…
Una buccia di banana!!!???
E laggiù? Un'altra e poi un'altra e un’altra ancora, macchie gialle sparse, ovunque!!!
Guardai in alto: una finestra del 4 piano si stava chiudendo in fretta!!!
Ah bè… no è…
Non si finisce mai di imparare …

Ciquita versus multifilter blu: 1 a 0 per chiquita.
Ed io ko!!!

“Insomma Flo, domani cena in giardino con tutti i simpatici vicini! Vero?”
E speriamo che nessun altro dai piani alti ci butti più niente.


A conclusione ci vorrebbe una morale.
Ovviamente, riguarda la tolleranza!

Ma mi soggiunge una domanda:
Chissà se mi merito almeno il PARADISO TERRESTRE.
Forse si, forse no!
E allora potrei raccontarvi un’altra storia fatta di roghi e non di modeste cicche di multifilter blu, ma ahimè in questa storia le banane non c’entrano niente!

“E’, Flo come dici?”
“A tu dici che c’entrano!”
“Forse hai ragione!”

di
Andrea Alessio Cavarretta (IppoKiro)

L'immagine è tratta da http://fitonews.wordpress.com

2 commenti:

  1. Bravissimi e veramente esemplare la vostra tolleranza....ci vorrebbero lezioni di civiltà in Padania...chi puo dire se servirebbero.

    RispondiElimina
  2. Grazie per il tuo commento!!!
    La tolleranza è un bene prezioso che tutti noi dovremmo cercare di donare agli altri...
    Chissà sarebbe anche interessante, senza prenderlo come un consiglio, la lettura del TRATTATO SULLA TOLLERANZA di Voltaire;
    soffermadoci magari sulla sua
    PREGHIERA A DIO
    Non più dunque agli uomini mi rivolgo ma a te, Dio di tutti gli esseri, di tutti i mondi
    e di tutti i tempi: se è lecito a deboli creature sperdute nell'immensità, e impercettibili
    dal resto dell'universo, osare chiedere qualche cosa a te, a te che hai dato tutto, a te i
    cui decreti sono immutabili quanto eterni, degnati di guardare con pietà gli errori
    legati alla nostra natura; che questi errori non generino le nostre calamità. Tu non ci
    hai dato un cuore perchè ci odiamo e mani perchè ci sgozziamo; fa' che ci aiutiamo
    l'un l'altro a sopportre il fardello di una vita penosa e passeggera; che le piccole
    differenze tra i vestiti che coprono i nostri deboli corpi, tra tutte le nostre lingue
    insufficienti, tra tutti i nostri usi ridicoli, tra tutte le nostre leggi imperfette, tra tutte le
    nostre opinioni insenssate, tra tutte le nostre condizioni così diseguali ai nostri occhi, e
    così eguali davanti a te; che tutte queste piccole sfumature che distinguono questi
    atomi chiamati "uomini" non siano segnali di odio e di persecuzione; che coloro che
    accendono ceri in pieno mezzogiorno per celebrarti sopportino coloro che si
    accontentano della luce del tuo sole; che coloro che coprono la loro veste con una tela
    bianca per dire che bisogna amarti non detestino coloro che dicono la stessa cosa sotto
    un mantello di lana nera; che sia uguale adorarti in un gergo che deriva da una lingua
    morta, o in uno più nuovo; che coloro il cui abito è tinto di rosso o di viola, che
    dominano su una piccolissima parte di un piccolo mucchio di fango di questo mondo,
    e che posseggono alcuni frammenti arrotondati di un certo metallo, godano senza
    orgoglio di ciò che essi chiamano "grandezza" o "ricchezza", e che gli altri li guardino
    senza invidia:poichè tu sai che in queste cose vane non vi è nè di che invidiare, nè di
    che inorgoglirsi.Possano tutti gli uomini ricordarsi che sono fratelli! Che essi abbiano
    in orrore la tirannia esercitata sugli animi, così come hanno in esecrazione il
    brigantaggio che strappa loro a forza il frutto del lavoro e dell'industria pacifica! Se i
    flagelli della guerra sono inevitabili, non odiamoci, non dilaniamoci gli uni gli altri
    quando regna la pace, e impieghiamo l'istante della nostra esistenza per benedire
    egualmente in mille lingue diverse, dal Siam fino alla California, la tua bontà che ci ha dato questo istante.
    ( Voltaire, "Trattato sulla tolleranza", 1763)

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