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venerdì 30 novembre 2018

Tra tango e parole, la particolare regia di MARINE GALSTYAN di A PORTE CHIUSE coinvolge il pubblico del COMETA OFF di Roma

Autore: Andrea Alessio Cavarretta (IppoKiro) 
 Recensione critica dello spettacolo A PORTE CHIUSE regia di MarinGalstyan 
dal testo di Jean Paul Sartre
Replica del sabato diciasette novembre duemiladiciotto, COMETA OFF  - Roma.



"L'inferno sono gli altri" Jean Paul Sartre.

Marine Galstyan firma una bellissima regia e un particolare adattamento scenico della famosa opera teatrale A PORTE CHIUSE di Jean Paul Sartre e ne sviluppa un potentissimo fraseggio lungo un denso percorso di voce, musica e tango, commiste l'una all'altra, con tanta efficacia, da far emergere reconditi sentimenti che riescono a trascinare violentemente il pubblico dritto nell'inferno di tre anime penitenti.

Si apre la porta dell'Ade e, uno dopo l'altro, un uomo e due donne, Garcin, Ines ed Estella vengono catapultati nella dimensione degli inferi, qui però la situazione non è proprio come si aspettavano essere, e dopo l'incredulità iniziale, i tre coabitanti di questo ambiguo spazio, lentamente, confrontandosi e raccontandosi, scopriranno che le torture e le angosce sono tutte interiori e sono così forti e prepotenti anche le loro disperazioni e tutte le atrocità nascoste.

In questa bellissima rivisitazione di A PORTE CHIUSE, la grande carica emotiva dei tre protagonisti riesce a sedurre, quasi ad intrappolare il pubblico, mentre le rappresentazioni mentali  dei  tre tormentati personaggi si fanno a momenti entità interiore su un ulteriore asse scenico, che quasi cinematograficamente, dialoga con la narrazione principale.  Nel contempo, il tango invade ogni strato narrativo, e non solo segna delle traiettorie emotive, ma diviene completamente discorso, sino ad assurgere a parola in movimento, danza che parla, che dice l'inquietudine.  


I tre attori-danzatori, Sargis Galstyan, Marine Galstyan, Eleonora Scopelliti, bravissimi nella loro duplice interpretazione, si muovono nelle loro identità sceniche, fatte di ballo e recitazione, entrando e uscendo dai due codici espressivi con una soluzione di continuità in totale fusione, quasi che, nel corpo tutto, il confine tra gesto e parola fosse completamente annientato.

Anche le altre figure correlate,  quel rimembrare delle tre anime, dialogano con il pubblico e partecipano nel raccontare le vicende dei protagonisti, in una bellissima scenografia che già da sola dice, con le sue ritorte strutture in ferro, il luogo disperato.

Nell'attesa che ritorni di nuovo sulla scena, ancora grandi applausi a questa bellissima pièce piena di forza espressiva. 

- Andrea Alessio Cavarretta -
_Kirolandia_

Compagnia InControVerso presenta
A PORTE CHIUSE
Quando il teatro respira a ritmo di tango...
dal testo di Jean Paul Sartre
regia Marine Galstyan
coreografie Sargis Galstyan
con
Sargis Galstyan (Garcin)
Eleonora Scopelliti (Estelle)
Marine Galstyan (Ines)
Lorenzo Girolami (Il Cameriere)
Vittoria Rossi (Olga)
Federica Biondo (Moglie di Garcin)
Lorenzo Zaffagnini (Rojen)
Costumi NairaAbgaryan
Luci Mattia Albanese
Audio Danilo Muscarà
Trucco Gohar Sargsyan