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martedì 11 febbraio 2020

KIROSEGNALIAMO dall'11 al 17 febbraio 2020

K-news


Kiri,  proseguono per tutta la stagione 2019/2020  le KIROSEGNALAZIONI di KIROLANDIA® blog di cooperazione dell'omonima corrente culturale.

Come sempre, di settimana in settimana, vari suggerimenti tra teatro, musica, arte, cinema, danza, libri  e tanti altri eventi selezionati accuratamente sulla base delle vostre importanti indicazioni.

Ricordate che i suggerimenti di Kirolandia sono doppi, non solo sul blog... per altri interessanti eventi, ci sono anche le KIROSOCIALNEWS lanci direttamente dai nostri social:  Facebook, Twitter e Linkedin.

Ancora di più, triplichiamo... collegatevi sempre alla nostra trasmissione radiofonica, "#doyoudream kirolandia on air" sulla webradio Radio Godot, ogni mercoledì tra le 19.15 e le 20.15 abbondanti, verrà svelato il KIROEVENTO DA SOGNO della settimana, un'altra importante segnalazione per completare le vostre scelte.

Seguite sempre gli hastag #kirosegnalazioni   #kirosocialnews   #kiroeventodasogno  e scoprirete tutti gli appuntamenti per le vostre serate, scelti con cura dai Kiri di KIROLANDIA® !!!

- ROMA -
TEATRO

DEBUTTANO

FONDAZIONE TEATRO DI NAPOLI – TEATRO BELLINI E ATIR TEATRO RINGHIERA PRESENTANO
MILA BOERI, ANNAGAIA MARCHIORO, CHIARA STOPPA, VIRGINIA ZINI
"LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR"
DI WILLIAM SHAKESPEARE
ADATTAMENTO EDOARDO ERBA
ALLA FISARMONICA GIULIA BERTASI
SCENE FEDERICA PELLATI   COSTUMI KATARINA VUKCEVIC
LUCI GIULIANO ALMERIGHI CONSULENTE MUSICALE FEDERICA FALASCONI
ASSISTENTE ALLA REGIA GIADA ULIVI
REGIA SERENA SINIGAGLIA

TEATRO SALA UMBERTO - Roma
dall'11 al 16 febbraio 2020, orari dal martedì al venerdì ore 21.00, sabato ore 17.00 e ore 21.00, domenica ore 17.00

La scrittura di Edoardo Erba e la regia di Serena Sinigaglia riadattano, tagliano e montano con ironia Le allegre comari di Windsor, innestando brani, suonati e cantati dal vivo dal Falstaff di Verdi.
In scena solo la signora Page, la signora Ford, la giovane Anne Page e la serva Quickly, che danno parola anche ai personaggi maschili, assenti ma molto presenti: mariti, amanti, e, soprattutto, il più grande, non solo per stazza, Falstaff. Da lui tutto comincia e con lui tutto finisce. Le lettere d’amore che il Cavaliere invia identiche alle signore Page e Ford sono lo stimolo per trasformare il solito barboso e very british pomeriggio di tè in uno scatenato gioco dell’immaginazione, del desiderio, del divertimento. “Punire” quel porco di Falstaff, che osa far loro esplicite richieste d’amore, diventa il grimaldello per sentirsi ancora vive. Senza Falstaff, non ci sarebbe divertimento o sfogo per le signore Page e Ford, che, come le Desperate Housewives, sono donne di mezza età, borghesi, annoiate e un pizzico bigotte, con routine consolidate, mariti assenti e desideri sopiti.

«Per la sua ostentata dissolutezza in Falstaff si possono scorgere dei tratti di Don Giovanni e respirare aria buona di libertà; nella sua evidente “decadenza” si rispecchia quanto di più umano e disarmato si possa concepire», ci racconta la Sinigaglia, che ha voluto in scena anche una fisarmonicista che, oltre a suonare dal vivo le note di Verdi, interpreta Fenton, il grande amore di Anne, «un ruolo “en travesti” – prosegue – come vuole la tradizione shakespeariana (ma al contrario!)».

Costo: Biglietti da 17 € a 28 €
Informazioni: 06.6794753 - prenotazioni@salaumberto.com
Indirizzo: via della Mercede, 50 - Roma
Sito di riferimento teatro: www.salaumberto.com
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Associazione Bluestocking

presenta

"SIAMOTUTTIGAY"

scritto e diretto da Lucilla Lupaioli, da un'idea di Marco Marciani
con:
Alessandro Di Marco, Lucilla Lupaioli, Antonio De Stefano,
Martina Montini, Armando Quaranta e Maria Antonietta Monacelli
FONICA & LUCI SIRIO LUPAIOLI | COREOGRAFIE ALBERTO BELLANDI | AIUTO REGIA GUIDO DEL VENTO |
FOTO MARCELLA CISTOLA E SIMONA CASADEI | LIGHT DESIGN GIOVANNA VENZI | SCENE E COSTUMI NICOLA CIVININI

OFF OFF THEATRE - Roma
dal l'11 al 16 febbraio 2020 ,  orario: serali ore 21.00,  pomeridiane ore 17.00

La commedia che capovolge la realtà. In un mondo gay si discrimina l'eterosessualità

Dall'11 al 16 febbraio 2020 in Via Giulia va in scena un mondo al contrario. L'autrice Lucilla Lupaioli da un'idea di Marco Marciani, trae spunto da questo per il testo teatrale "SIAMOTUTTIGAY", commedia che capovolge la realtà, portando in scena l'eterosessualità raccontata come un'anomalia da guardare con sospetto. In scena: Alessandro Di Marco, Lucilla Lupaioli, Antonio De Stefano, Martina Montini, Armando Quaranta e Maria Antonietta Monacelli.

Che cosa succederebbe se il mondo fosse omosessuale e l'eterosessualità fosse una minoranza? La traiettoria verso la comprensione e l’unità è accessibile a tutti, perché ognuno può scoprirsi più vicino all’altro di quanto pensi, più simile o più “altro” di ciò che crede. Ridendo delle nostre umane difficoltà, raccontiamo una storia “eroica” di amore, di rivelazioni, di teatro e di nuove famiglie che arricchiscono ed espandono il nostro sguardo sul mondo e sul diritto al rispetto ed alla libertà. Presentata con grande successo al Todi Festival 2013, e poi a Roma al Teatro Ambra Garbatella, al Gay Village 2015 e al Teatro Lo Spazio nel 2016, “Siamotuttigay” conserva ancora il potere (ora più che mai) per farci riflettere attraverso una risata. In un mondo in cui la discriminazione sembra non retrocedere ma anzi, torna alle cronache con episodi di violenza gratuita, è ancora necessario mostrare al pubblico di riconoscere e comprendere la differenza come un sinonimo di ricchezza.

SINOSSI:
Se intorno a noi fossero tutti gay come faremmo capire ai nostri familiari che ci sentiamo attratti da persone dal sesso opposto al nostro? È questa la difficile e paradossale situazione in cui si trovano i figli etero di Maggie (Alessandro Di Marco) e Tessy (Lucilla Lupaioli), coppia lesbica collaudatissima composta da una famosa attrice di teatro e la sua fidata compagna, nonché́ suo ufficio stampa. È il giorno della prima, Maggie come sempre è̀ tesa nel suo camerino e Tessy le sta accanto per rassicurarla. I loro figli (Willy – Antonio De Stefano e Sheila – Maria Antonietta Monacelli) nel frattempo sono presi dal panico, perché non sanno come affrontare il difficilissimo coming out. Decidono quindi di chiedere aiuto a Max (Armando Quaranta) il macchinista – segreto amante di Sheila - la cui eterosessualità viene tollerata solo perché ci troviamo nell'eccentrico mondo del teatro, e Lucy (Martina Montini) la sarta – segreta fidanzata di Willy. Insieme a loro trovano il coraggio di affrontare le due madri, e il camerino di Maggie diventa lo scenario di un rocambolesco ed esilarante tentativo di confessare la verità.

Il ritmo dello spettacolo segue quello della commedia degli equivoci: fraintendimenti, interruzioni, colpi di scena, rivelazioni improvvise ed happy end, ma rivedere questo schema classico alla luce del paradosso è davvero travolgente. Per accentuare e sottolineare come la diversità sia una ricchezza e come l’accettazione e l’accoglienza siano non solo azioni possibili, ma necessarie, il ruolo di Maggie viene interpretato da un attore en travestì: la coppia Maggie e Tessy è una variante di una coppia tradizionale, dove la tradizione vede un uomo accanto ad una donna, ed è al contempo, una coppia non convenzionale che aderisce al più ampio dibattito sul nuovo concetto di famiglia.  I luoghi comuni vengono ribaltati, le scene-tipo attraversate all’incontrario, e quei due poveri ragazzi eterosessuali ci spingono a riflettere sulla convenzione della morale e sul concetto di diversità̀, ma anche e soprattutto sull'identità̀ delle famiglie etero ed omosessuali. Mai prima d'ora, infatti, ci erano state mostrate famiglie gay così conservatrici e tradizionali, protettive e affettuose ma fedeli a un ruolo educativo contro cui tutti - etero e omo - ci siamo prima o poi ribellati.

«SIAMOTUTTIGAY è una commedia che rivoluziona le convenzioni dall’interno, rispecchiando con divertimento e determinazione, il nostro presente fatto di famiglie anticonvenzionali, allargate, omogenitoriali e, ciò nondimeno, famiglie», dichiara l'autrice Lucilla Lupaioli.                               

Costo: Biglietto intero 25 € -  ridotto 18 € - Ridotto Under35 15€;
Indirizzo: Via Giulia 19/21 – Roma
Informazioni:  06 89239515 -  info@off-offtheatre.com
Siti di riferimento: www.off-offtheatre.com
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Avviso ai Soci
L'Associazione Culturale Teatro Trastevere
è lieta di presentare
"NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE"
Scritto e diretto da Alessandra Silipo
Con:  Simone Balletti, Sara Poledrelli,  Bianca Mei,
Alessandra Silipo, Antilena Nicolizas, Luigi Budel
Aiuto Regia e costumi Francesca Grusvaldi
Musiche Samuel Desideri
Disegno Luci Luca Pastore

TEATRO TRASTEVERE -  Roma
dall'11 al 16 febbraio 2020, ore 21.00_dom. 17.30

“Sono 3752 e mi rendo conto di quanto questo sia complicato.
Tornare ad essere 1. Come tutti voi.”

Una commedia irrazionale. Una giostra irrisoria, vorace e vorticosa.
Un assurdo condominio dove sono concentrati i mali di una società sconclusionata.
Personaggi inconsapevoli, vittime e carnefici di se stessi e degli altri e di una popolarità famelica.
Una surreale ricerca del proprio posto nel mondo ignorando
più o meno volutamente il rantolo agonico dell'umanità.

Una irrisoria critica al mondo contemporaneo. Un'analisi amara e beffarda di alcuni dei mali che infettano la società  e che affliggono l'ignaro uomo contemporaneo nel suo affannato percorso alla ricerca di un posto nel mondo, di un modo per tornare ad essere un individuo, una persona. L'uomo che risulta inadatto a qualunque ruolo la società gli imponga si impegna, lotta, produce e asseconda per non soccombere al circo comunicativo e relazionale in cui è costretto ad agire,  finendo per alimentarlo e sostenerlo diventandone parte integrante. Un girotondo di ambienti dove il vuoto si veste di una strisciante ironia spietata e dove i personaggi agiscono inconsapevoli delle proprie manie,  lasciandosi dominare da una vita di fatto priva di significato, in una vorticosa girandola di colloqui e rapporti superficiali. L'unica opportunità per sentirsi considerati e realizzati in qualche modo diventa essere parte del seguitissimo talent “Un Talent Nell'Arena!” come gladiatore che lotta per sopravvivere alle preferenze del pubblico o come imperatore che ha il potere di decidere di un destino. Non ci è dato sapere chi sono veramente questi personaggi. Così come non sapremo mai chi sono veramente le persone che incontriamo o che ci abitano accanto. Quello che riconosciamo sono le loro manie manifeste, un eccessivo attaccamento a qualcosa, una dipendenza da tutto ciò che allontana l'uno dall'altro. Personaggi connessi tra loro solo nelle malattie e ossessioni comuni ma profondamente disconnessi anche da se stessi. Alla continua ricerca di qualcosa o qualcuno da idolatrare per riuscire a dimostrare al mondo la propria importanza, la propria opinione. E mentre si addentrano in questa assurda giostra vorace fatta di una truccata solitudine ignorano più o meno volutamente il rantolo agonico dell'umanità.

“Nuoce Gravemente alla Salute” è una commedia surreale per quanto terribilmente vera, che sbeffeggia una società infettata da virus ingestibili. La popolarità famelica; l'incapacità di assumersi la responsabilità di fallimenti o decisioni; il disinteresse e il razzismo; la vanità e la disattenzione; la lamentela gratuita e i luoghi comuni; la teledipendenza e l'avidità; la presunzione; il consumismo.

Costo:  Vedi sito
Kiroconvenzione: INGRESSO RIDOTTO per tutti i  Kiri iscitti alla pagina facebook  di KIROLANDIA - Media Partner del Teatro
Informazioni: 06.5814004 - info@teatrotrastevere.it
Indirizzo: via Jacopa de Settesoli 3 - Roma
Sito di riferimento teatro: www.teatrotrastevere.it
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"GIUSTO LA FINE DEL MONDO"
Di Jean-Luc Lagarce
Traduzione Franco Quadri
Con
Anna Bonaiuto
Alessandro Tedeschi
Barbara Ronchi
Vincenzo De Michele
Angela Curri
Scene Francesco Ghisu
Costumi Cristian Spadoni
Musiche originali Roberto Angelini
Luci Giuseppe Filipponio
Regia Francesco Frangipane
Produzione Argot Produzioni e Fondazione Teatro Metastasio di Prato
in collaborazione con Pierfrancesco Pisani e Amat 


TEATRO PICCOLO ELISEO
dal 13 febbraio al 1 marzo  2020 , orario martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00_dom. ore 17.00

L’autore al tempo stesso classico e contemporaneo attualmente più rappresentato in Francia dopo Shakespeare e Molière

Louis - uno scrittore malato di Aids e prossimo alla morte – dopo essere stato lontano da casa per dodici lunghi anni, torna nel suo paese natale per rivedere i suoi familiari e comunicare loro la notizia della sua malattia e della sua imminente morte. Ad aspettarlo trova la madre vedova, i due fratelli Antoine e Suzanne e la cognata Catherine. I membri della famiglia reagiscono tutti in maniera diversa all’incontro: la sorella minore Suzanne è sinceramente felice di poter riabbracciare il fratello e, anche se quasi non lo conosce, prova un forte senso di abbandono; nel fratello Antoine si riaccende la gelosia verso di lui, che era sempre al centro dell’attenzione; la cognata Catherine, una donna gentile e insicura, cerca di metterlo a suo agio, stemperando gli eccessi del marito Antoine; la madre Martine, benché impreparata al ritorno del figlio, è raggiante e fiduciosa che in famiglia possa tornare il dialogo, interrotto anni prima o forse mai veramente iniziato. Louis andrà via la sera stessa, senza aver comunicato ai suoi il vero motivo della sua ‘visita’.

Note di regia
Una storia, quella di Louis, che si è drammaticamente intrecciata con la vicenda personale dell’autore, morto di AIDS a 38 anni. Dopo essere stato lontano da casa per dodici lunghi anni, torna nel suo paese natale per rivedere i suoi familiari e comunicare loro la notizia della sua malattia e della sua imminente morte. Ad aspettarlo, la madre vedova, i due fratelli Antoine e Suzanne, e la cognata Catherine. Una storia dell’incomunicabilità nella quale nessuno riesce ad esprimere i propri sentimenti, dove il dialogo si riduce a inutili tentativi di riempire il vuoto con le parole. Un testo dalla poetica dirompente costruito su lunghi flussi emotivi in cui ogni personaggio grida la propria insoddisfazione e frustrazione.
Una bulimia di parole che ogni familiare vomita addosso al protagonista impedendogli di dire quello per cui è venuto. Un Louis tramortito e confuso, avvolto in quella ‘bolla’ che lo continua a tenere distante ma che in qualche modo lo protegge. Ma anche un Louis, che uscendo da quella bolla, con estrema lucidità e razionalità si apre sinceramente e autenticamente al mondo. Il tutto in una domenica come tante.

Foto di Lorenzo Cicconi Massi

Durata: 75 minuti
Costo:  Biglietto 20 €
Informazioni: Tel. 06.83510216
Indirizzo: via Nazionale 183 –Roma
Sito di riferimento teatro: www.teatroeliseo.com
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PROSEGUONO...

"VETRI ROTTI"
di Arthur Miller
traduzione Masolino D’Amico
con Elena Sofia Ricci, Maurizio Donadoni, David Coco
e con Elisabetta Arosio, Alessandro Cremona, Serena Amalia Mazzone
Scena Andrea Taddei
Costumi Barbara Bessi
Luci Gaetano La Mela
Musiche Stefano Mainetti
Regia Armando Pugliese
Produzione ErreTiTeatro30

TEATRO ELISEO - Roma
dal 4 al 16 febbraio 2020 , orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00, mercoledì e domenica ore 17.00, sabato 8 febbraio doppio spettacolo ore 16.00 e ore 20.00
                                                                                                                                             
La prima ufficiale di ‘Broken Glass’ ha avuto luogo al Long Wharf Theatre di New Haven il 1° Marzo 1994. L'edizione italiana ha debuttato a Bologna il 28 febbraio 1995, per la regia di Mario Missiroli,
con Valeria Moriconi nella parte di Sylvia Gellburg

Brooklyn, novembre 1938. Sylvia Gellburg, ebrea, casalinga, viene improvvisamente colpita da un’inspiegabile paralisi agli arti inferiori. Il medico, Herry Hyman, suo coetaneo e conoscente, è convinto della natura psicosomatica del male e, al tempo stesso, è sentimentalmente attratto dalla donna, mentre il marito di Sylvia, Phillip, non riesce ad accettare quanto sta accadendo. Ben presto emerge che Sylvia è ossessionata dalle notizie delle persecuzioni contro gli ebrei in Germania. Sono gli echi della Kristallnacht, ma forse l’angoscia della protagonista per quegli avvenimenti si somma ad altre fonti di frustrazione ed inquietudine… Miller, trattando il tema immenso dell’Olocausto, torna pacatamente indietro alla ricerca delle proprie percezioni e sensazioni di allora, ambientando questa sua nuova commedia in una Brooklyn isolata e provinciale, soddisfatta della propria mediocrità.
Dopo aver a lungo cercato una chiave interpretativa del testo di Arthur Miller mi sono risolto a farmi guidare dal titolo con cui l’autore ha voluto chiamare questo dramma.
Il collegamento più vistoso è quello con la Notte dei cristalli, nome dato dagli stessi nazisti ai tremendi pogrom da loro condotti in Germania, e non solo, nel novembre del 1938, ma il richiamo del titolo è sicuramente riferito anche al progressivo incrinarsi del rapporto matrimoniale dei protagonisti, così come viene fatto di pensare al rituale della rottura del bicchiere nel matrimonio ebraico in memoria della distruzione del tempio di Gerusalemme.
Da questi spunti sono emerse e si sono moltiplicate le possibili interpretazioni.
Riflettendo sul fatto che Miller scrisse Vetri Rotti quando aveva settantotto anni mi sono spiegato il motivo per cui questo testo rivela una visione molto complessa dell'identità ebraica, con una tessitura interlocutoria, priva di tesi univoche o certezze o dogmi perché illuminata dalla saggia prospettiva dell'età avanzata dell'autore e dalla sua personale lunga esperienza.
La fluidità di questa posizione ha comportato per regia ed interpreti la necessità di assecondare e far vivere ogni 'frammento' di ciascun personaggio accettandone ambiguità e contraddizioni come un riflesso fedele della realtà.
Ecco perché le undici scene che si susseguono senza soluzione di continuità ci hanno suggerito di intraprendere la strada di una sorta di montaggio cinematografico, come se il testo fosse il frutto di una sceneggiatura più che di un percorso di drammaturgia teatrale.  Mentre la riflessione storicizzata sui drammatici eventi di quegli anni, lontani geograficamente ma intimamente vissuti come vicinissimi fa da sfondo imprescindibile alla vicenda umana dei personaggi, l’interrogativo sull’identità ebraica e sull’antisemitismo continua per Miller ad essere il fulcro della sua indagine che ci comunica magistralmente e che ci obbliga a riflettere perché ci coinvolge nel profondo.
Armando Pugliese

PREMIO FLAIANO 2018 a Elena Sofia Ricci per l’interpretazione

Durata: 2 ore più intervallo
Costo: Biglietto da 15 € a 35 €
Informazioni: Tel. 06.83510216
Indirizzo: via Nazionale 183 –Roma
Sito di riferimento teatro: www.teatroeliseo.com
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Corte Arcana Isola Trovata - Teatro ABC Catania
ATA Carlentini
presentano
GIULIO CORSO
“LIOLÀ”
Di Luigi Pirandello
con la partecipazione di ENRICO GUARNERI (Zio Simone)
e con Roberta Giarrusso (Tuzza)  Alessandra Ferrara (Mita)
Margherita Patti (Zia Gesa)  Alessandra Falci (La Moscardina)
 Sara Baccarini (Luzza)  Giorgia Ferrara (Ciuzza) Federica Breci (Nela)
Con Nadia Perciabosco nel ruolo di Zia Ninfa
E con la partecipazione di Anna Malvica (Zia Croce)
scene e costumi Carlo De Marino
musiche Mario D'Alessandro e Roberto Procaccini
regia FRANCESCO BELLOMO

TEATRO QUIRINO -  Roma
dal 4 al 16 febbraio, ORARI SPETTACOLI da martedì a sabato ore 21.00, domenica ore 17.00, giovedì 6 febbraio giovedì 13 febbraio ore 17.00, mercoledì 12 febbraio ore 19.00, sabato 15 febbraio ore 17.00 e ore 21.00

NOTE DI REGIA
Liolà è una commedia d’ambiente siciliano che trae spunto dal quarto capitolo del “Fu Mattia Pascal” e dalla novella “La mosca”.  In questa edizione, abbiamo scelto di collocare il periodo storico a cavallo dei primi anni ’40, mentre il contesto scenografico ci riporta al borgo marinaro di Porto Empedocle, con le costruzioni di un bianco accecante che le incastona perfettamente nel paesaggio della scala dei Turchi, adiacente la casa natia di Pirandello. Questo espediente consente una ricollocazione oltre che di luogo, anche del modo di esprimersi, infatti gli anziani parleranno con cadenze dialettali più accentuate rispetto al linguaggio italianizzato dei giovani. La revisione riguarda anche le caratteristiche dei personaggi: Liolà un don Giovanni senza morale, che con il suo comportamento, scombussola l’apparentemente morigerata società in cui si muove. Zio Simone Palumbo diventa un commerciante di zolfo che governa le attività economiche del borgo, tentando di camuffare con le ricchezze, la sua impotenza. Accanto a lui, si muove uno spaccato di società dove attraverso intrighi, vendette incrociate, domina la brama di benessere materiale, che pervade gli altri personaggi. In particolare la Zia Croce e sua nipote Tuzza ma dalla quale non è immune la stessa Mita, che ha accettato spronata da sua Zia Gesa, di sposare il ricco Zio Simone per acquisire una solida posizione sociale. Se è vero che la gioia di vivere, la spensieratezza della commedia, prevalgono su qualsiasi tipo di complicazione intellettualistica, qui Liolà, il trasgressore delle regole, è l’unico personaggio positivo, mentre gli altri sono interessati, egoisti e gretti. Ma un senso di giustizia lo induce a infrangere le regole della moralità comune, spontaneamente senza rendersene conto. Questa commedia fa ridere ma non è gioconda, è allegra con cattiveria a spese di tutti.  Nel testo, si sente sempre la presenza di un ingegno creatore, che ha quasi la tristezza dell’opera che immagina e una superiore ironica pietà dei personaggi, che fa ridere. Come disse Antonio Gramsci “Liolà è il prodotto migliore dell'energia letteraria di Luigi Pirandello, è una commedia che si riattacca ai drammi satireschi della Grecia antica, Mattia Pascal, il melanconico essere moderno, vi diventa Liolà, l'uomo della vita pagana, pieno di robustezza morale”.
Francesco Bellomo

Durata:  Lo spettacolo ha una durata di due ore compreso intervallo
Costo:    Biglietti  dal lun al ven platea interi € 30  ridotti  € 27 - I balconata interi € 24  ridotti € 22 - II balconata interi € 19 ridotti € 17  - galleria interi € 13 ridotti € 12 / Biglietti  sab. sera e dom  platea interi € 34  ridotti € 31 - I balconata interi € 28  ridotti € 25 - II balconata interi € 23 ridotti € 21  - galleria interi € 17  ridotti € 15
Informazioni: botteghino 06.6794585 - biglietteria@teatroquirino.it
Indirizzo: via delle Vergini,  7 - Roma
Sito di riferimento: www.teatroquirino.it
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Tehauana Sals presenta
"IMPARARE AD AMARSI"
di Pierre Palmade e Muriel Robin
con Pino Insegno e Alessia Navarro
regia Siddhartha Prestinari
musiche originali Bungaro e Antonio Fresa

TEATRO DELLA COMETA - Roma
dal 29 gennaio al 16 febbraio 2020,  orario dal martedì al venerdì ore 21.00_sabato doppia replica ore 17.00 e ore 21.00_domenica ore 17.00.

Sarà in scena al Teatro della Cometa dal 29 gennaio al 16 febbraio IMPARARE AD AMARSI di Pierre Palmade e Muriel Robin, con Pino Insegno e Alessia Navarro, regia di  Siddhartha Prestinari. Musiche originali Bungaro e Antonio Fresa.

“Imparare ad amarsi” è una storia d’amore come tante. Un matrimonio, un divorzio, un rincorrersi di dubbi, mancanze e rancori. Poi la vita che riprende colore con nuovi amori, nuove promesse e rinnovati “per sempre”. Poi, forse, un riavvicinamento, perché, come dicono i saggi, talvolta bisogna perdersi per ritrovarsi. La forza di questo testo, che ha registrato per anni il tutto esaurito in Francia e ha ottenuto grande successo anche in Italia, è l’originalità della struttura: sembra ispirato a Le Sedie di Ionesco, in cui gli attori interagiscono con decine di altri personaggi invisibili ma reali, creando sublimi siparietti. I dialoghi ficcanti, divertenti, intrisi di grande ironia danno un ritmo musicale al racconto e ci si ritrova a ridere dell’amore, a ridere di noi stessi, ma soprattutto ci si ritrova con la voglia di innamorarsi ancora, perché l’amore... non c’è storia, ti acchiappa, ti stordisce e vince sempre.

Durata: 75  minuti
Costo: Biglietti Platea 25 €, prima galleria 20 €, seconda galleria 18 €
Informazioni:  Telefono 06.6784380
Indirizzo: via del Teatro Marcello, 4 - Roma
Siti di riferimento: www.teatrodellacometa.it
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DANZA
 DEBUTTANO


"DIMMI TIRESIA"
scritto e diretto da Luisa Stagni
coreografia Luca Piomponi
con Lucrezia SerafiniLuca Piomponi e Luisa Stagni
supervisione artistica Aurelio Gatti
Mda produzioni danza
TEATRO BASILICA - Roma
dall'11 al 16 febbraio 2020, orario spettacoli dal martedì al sabato ore 21.00 - domenica ore 18.00


Sarà in scena al Teatro Basilica dall’11 al 16 di febbraio – nella sezione danza - Dimmi Tiresia scritto e diretto da Luisa Stagni, coreografia Luca Piomponi, con Lucrezia SerafiniLuca Piomponi e Luisa Stagni. Supervisione artistica Aurelio Gatti.

Il vecchio Tiresia ci narra dei miti dai quali nasce il suo bizzarro, tragico destino; di quando fu donna e di quando fu uomo, e dell’incontro con gli dei e dell’eterna, ingiusta, punizione: sette generazioni da viver sulla terra e la Veggenza a lui concessa dagli dei, è un grande peso, una insostenibile condizione umana, un conflitto reso eterno. Destino e punizione: vedere e sapere ciò che accadrà e non desiderarlo; Lui, il cieco, non può evitare di “vedere” l’umano destino. Quel sapere sconforta e opprime il suo impotente essere. Il suo dire, le sue parole prendono corpo, come fiammelle danzanti, evocate dal suo narrare, esse son coro, son donna e giovane uomo, son desiderio e son il kronos destinato a fermarsi. Sono passato e futuro, son madre e figlio, son voce del refrattario veggente, alter ego ribelle. Tiresia attraversa numerosi stati, passa da un piano di conoscenza a un altro.: la notte scende sui suoi occhi perché folgorati da una visione insopportabile, in cui oltrepassa il limite rigidamente fissato per l’essere umano… Le sue capacità profetiche non sono una compensazione per la perdita subita, ma il superamento di una conoscenza empirica a favore di un “modo altro” di sapere le cose e di comprendere la realtà, conoscere lo spazio-tempo. Una grande suggestione per una ricerca sull’elaborazione cognitiva dello spazio. Infatti, in assenza della vista, i due sistemi percettivi, udito e tatto, prendono in carico la conoscenza dello spazio, utilizzando strategie differenti, perché udito e tatto dipendono dalla successione sequenziale, mentre la visione ha il dominio della simultaneità. Ricerca possibile anche grazie al contributo di Luisa Stagni, drammaturga e interprete non vedente.

Costo: 15 € - Dettagli sul sito
Informazioni:392 97.68.519 - info@teatrobasilica.com
Indirizzo: piazza Porta S. Giovanni, 10 -  Roma
Sito di rimerimento: www.teatrobasilica.com
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"CONVERGENZE"
danzatori: E.Sperimenti Dance Company
coreografie: Federica Galimberti
musiche: Avv Ed Elaborazioni Elettroniche
costumi: Noemi Intino
luci: Loris Costi   
produzione: by Gruppodanzaoggi

SPAZIO DIAMANTE - Roma
14 febbraio 2020, ore 21.00

Sarà in scena a Spazio Diamante il 14 febbraio alle ore 21.00 – per la sezione danza - lo spettacolo, CONVERGENZE. Danzatori: E.sperimenti Dance Company, coreografie di Federica Galimberti, musiche di  AVV ed elaborazioni elettroniche.

Luce ed ombra, ombra e luce …. dall’alternarsi di esse è scandita la vita dell’essere umano, da sempre: un ritmo ancestrale che risveglia l’animale atavico dentro ciascuno di noi e riscopre la forza travolgente del maschio in armonia con la natura, nella sua fragilità davanti alla grandezza di essa. CONVERGENZE mette in luce la scissione dell’animo umano tra ragione ed istinto ritrovato nella tribalità, nella riscoperta delle radici insite nel ritmo della ‘terra’, come nel volo dell’animale libero, bello di una bellezza pura perché naturalmente selvaggio, in armonia con la Natura. Interessante la creazione di Federica Galimberti, che scrive un linguaggio del tutto personale, pulsante, nuovo, contaminato nel fascino di luce e buio.
L’interazione con lo spazio si sviluppa in maniera astratta e visionaria da cui prendono vita forme pure di luce che si dividono e riflettono, componendo spazi nella immaginazione dello spettatore.
Un ritmo primordiale che si materializza in una danza fisica, di terra, nell’estrema sfida di se stessi e dell’altro proprio in un astratto quanto coinvolgente ed energetico rapporto tra la musica elettronica ed il suolo, la luce ed il ritmo, la potenza della danza maschile e la gioia della dinamica. Una scelta consapevole e precisa quella che la coreografa fa di configurare questa tematica con un ensemble tutto al maschile, di grande impatto scenico, ma anche altrettanto capace di esprimerne la fragilità infinita davanti all’immenso. E la rappresentazione di temi così antichi, eppure così contemporanei,
affascina dando vita ad una pièce molto convincente.

Costo: Vedi sito
Info e Prenotazioni:  botteghino@spaziodiamante.it - WhatsApp 345 9409718
Indirizzo: via Prenestina 230/ b - Roma
Sito di riferimento: www.spaziodiamante.it
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RASSEGNE
DEBUTTANO

"ARTEMIA OFF - 2020"
Tre spettacoli teatrali sul palco del Centro Culturale Artemia
Una rassegna che promuove le iniziative teatrali “OFF” romane.

- 15 e 16 febbraio Dracula – L’estasi del sangue” di Simone Calcagno,  con Valerio Mammolotti, Tiziano Ferracci, David Capoccetti, Roberto Giannuzzi e Livia Massimi
- 21, 22 e 23 febbraio  “Storie dal genere umano”, di Danilo Caiano,  con Gisella Cesari
- 29 febbraio e 1 marzo, “L’ultimo minatore” di Antonio Mocciola, con Alessandro Berlino e la regia di Marco Prato

dal 15 febbraio al 1 marzo 2020, vari orari
Prende il via, a metà febbraio, la rassegna di Teatro OFF organizzata dal Centro Culturale Artemia, polo creativo romano da sempre attento alla promozione di forme espressive innovative, nel segno dell’artisticità e della sperimentazione. Delle proposte giunte, tre sono state quelle selezionate dalla direzione artistica di Artemia.

“Artemia Off” ha lo scopo di valorizzare i lavori focalizzati sulla ricerca di nuove e diverse forme drammaturgiche, lontane dalla scena teatrale tradizionale. Il Centro Culturale Artemia è una realtà finalizzata alla scoperta di nuovi universi creativi; con uno sguardo particolarmente rivolto verso la grande presenza di sperimentazioni teatrali degne di nota, lontane da cliché e consuetudini e desiderose di un palcoscenico per esprimere la loro qualità artistica. “Artemia Off” è una possibilità per gli artisti e per il pubblico giacché è l’occasione per proporre ed apprezzare nuove e “diverse” forme di espressione.

La rassegna, vedrà protagonisti gli spettacoli “Dracula – L’estasi del sangue” di Simone Calcagno, “Storie dal genere umano” di Danilo Caiano e “L’ultimo minatore” di Antonio Mocciola. Le opere saranno rappresentate in due e tre repliche, in un calendario che si snoderà tra gli ultimi tre weekend di febbraio 2020.

Ad inaugurare l’iniziativa il 15 e 16 febbraio sarà Dracula – L’estasi del sangue” di Simone Calcagno con Valerio Mammolotti, Tiziano Ferracci, David Capoccetti, Roberto Giannuzzi e Livia Massimi che in un contesto Fantasy/Horror – Sperimentale, ci racconteranno il famoso romanzo “Dracula”, con la già nota creatività e talento espressivo dell’affermata compagnia MITHOS.
Strani fenomeni accadono nella Londra dell’ottocento, sufficienti a destare l’attenzione del professor Van Helsing, esperto del maligno e dell’occulto. Costretto a rispolverare un’antica leggenda ci fa addentrare nelle più atroci violenze della Transilvania, ovvero quelle imposte dallo spietato conte Vlad. Alcuni lo considerano tutt’ora un patriota, altri il degno erede del diavolo. Un perverso legame con gli animali inoltre porterà il pubblico a sentirsi in serio pericolo, provocato dal morso di mannari improvvisi e da una nuova razza umanoide: il vampiro. E ciò che nel primo atto sembrerà concluso con la sconfitta del personaggio storico, nel secondo il protagonista tornerà ad incarnarsi nei panni del romanzato Dracula, all’insegna di una ancor più dilagante brama di sangue volta su Londra, che egli vede come centro del suo contemporaneo potere. Riuscirà il professore a fondere scienza e fede per vincere definitivamente sul Male?

A seguire, il 21, 22 e 23 febbraio sarà la volta di “Storie dal genere umano”, di Danilo Caiano, e con Gisella Cesari. Uno studio approfondito sull’essere umano. Ma, cosa significa "essere umano"?
Significa essere buono o cattivo? Significa essere giusto o inadeguato? Sei storie di esseri umani si susseguono, sei umani diversi tra loro. Sono uomini, donne, giusti, sbagliati, fragili, impauriti, a tratti inconsapevolmente comici, a tratti struggenti. Storie di umani che hanno paura di guardarsi dentro, di scovare il proprio demone. Un'attrice di cinema, un vero uomo, una madre, un impiegato alle poste, un becchino e una donna in carriera, questi i protagonisti di storie assurde, che non hanno nulla in comune, se non il difficile compito di restare umani, nonostante la vita li spinga verso la disumanità. 

Infine, il 29 febbraio e 1 marzo, chiuderà la rassegna lo spettacolo “L’ultimo minatore” di Antonio Mocciola, con alessandro Berlino e la regia di Marco Prato: Nel 2018, nell'indifferenza generale dei media, chiude l'ultima miniera di carbone in Italia. Si trovava nel Sulcis, località sarda arricchitasi con le attività estrattive, tanto da fondare dal nulla una città (Carbonia) e poi precipitata in una crisi spaventosa, diventando in breve tempo la regione più povera d'Europa. Gavino è un minatore che ha perso il lavoro, e che ci racconta in brevi flash le condizioni di vita disumane in cui lavorava insieme ai suoi colleghi, fino allo sgomento di un futuro tutto da decifrare. Gavino veste solo di cellophane che lo avvolge completamente, quasi lo soffoca. La miniera è torrida, non a caso i primi minatori lavoravano nudi, i vestiti si sarebbero bruciati addosso. Gavino racconta di come è nato il suo lavoro, mentre alle sue spalle, più la descrizione si fa cruda e cruenta, scorrono le immagini della Sardegna dell'Agha Khan, la Costa Smeralda, i paradisi per ricchi, l'Isola del Nord, in violento contrasto con il racconto. Quasi uno sberleffo alle parole di Gavino.

Direzione artistica: Maria Paola Canepa
Mediapartner: KIROLANDIA

Costo: Vedi sito
Kiroconvenzione: INGRESSO RIDOTTO su prenotazione  per tutti i  Kiri iscitti alla pagina facebook  di Kirolandia - Media partner del Teatro
Informazioni e prenotazioni:
334 1598407 anche sms -  si prega di arrivare 15 minuti in anticipo
Indirizzo: Via Amilcare Cucchini, 38 - Roma
Sito di riferimento centro: www.centroculturaleartemia.it
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TEATRO RAGAZZI
 DEBUTTANO

VASCELLO DEI PICCOLI
"PETER PAN"
in collaborazione con Nomen Omen di Danilo Zuliani
Con Elisabetta Girodo Angelin, Veronica Baleani, Alessandra Cavallari, Dimitri D’Urbano, Riccardo Bortoluzzi, Alessandra Maccotta e Danilo Zuliani
Adattamento teatrale e regia Danilo Zuliani
Aiuto Regia: Alessandra Maccotta
Musiche: Michele Piersanti 
Scenografie e costumi: Anthony Rosa
Foto di scena: Andrea D’Anzi, Stefano Manocchio
Disegno e grafica locandina: Alessandra Cavallari
produzione Nomen Omen e La Fabbrica dell’Attore

TEATRO VASCELLO sala Giancarlo Nanni  - Roma
15 e 16 febbraio 2020, ore 17.00 - venerdì 14 febbraio 2020 matinée fissata ore 10.30

Il Peter Pan dell’associazione culturale “Nomen Omen” intende recuperare il più possibile l’opera originale di James Matthew Barrie che, pur essendo stata composta e inscenata nel lontano 1904, mantiene viva e inalterata la sua freschezza e la sua complessità. Allontanandosi dalle atmosfere di disneyana memoria, che caratterizzano la maggior parte delle repliche contemporanee, la compagnia dedica ai suoi piccoli spettatori uno spettacolo originale e innovativo sotto vari aspetti. Lo spettacolo ha esordito nel 2008 al teatro Vascello di Roma totalizzando, nelle dieci repliche previste, circa 3000 spettatori e nel 2009 ha inaugurato l’anno con 830 presenze al Teatro Italia.
Il Peter in scena si avvicina più al giovane Dioniso o ad un satiro silvestre, piuttosto che  al ragazzetto in calzamaglia verde al quale siamo abituati. La musica accompagna dal vivo ogni rappresentazione ed eseguendo una partitura originale composta per l’occasione da Michele Piersanti.
Il teatro d’ombre di Alessandra Maccotta, inoltre, gioca un ruolo fondamentale nel mantenere vivo l’interesse dei piccoli in sala, affascinandoli con le luci e le ombre di questa arte antichissima.
I costumi creativi di Anthony Rosa e la fantasiosa scenografia, la recitazione di alcune scene in platea e la preziosa presenza dei musicisti in sala, contribuiscono a stimolare l’immaginazione del pubblico e ad immergerlo in un clima gioioso ed emotivamente carico.
Non resta quindi che abbassare le luci, restare in silenzio e… che la fiaba abbia inizio!

Costo: 10 €
Informazioni: Età consigliata per tutti
Informazioni: 06 5881021 – 06 5898031
Indirizzo: via Giacinto Carini, 78 - Roma
Sito di riferimento teatro: www.teatrovascello.it
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O Thiasos TeatroNatura
presenta
"NASCITA DI ROMA"
Con Veronica Pavani, Camilla Dell’Agnola, Andrea Maurizi
Drammaturgia e regia: Sista Bramini

CENTRALE PRENESTE TEATRO-  Roma
16 febbraio 2020, ore 16.30

Per la rassegna Infanzie in gioco 2019/20 a Centrale Preneste Teatro (Via Alberto da Giussano, 58), domenica 16 Febbraio alle ore 16.30, va in scena Nascita di Roma di O Thiasos TeatroNatura. Sul palco ci sono Veronica Pavani, Camilla Dell’Agnola, Andrea Maurizi, drammaturgia e regia sono di Sista Bramini.
Un fico, un picchio e una lupa alquanto malmessi vengono a sapere che il bosco nel quale vivono sta per essere tagliato. Al suo posto sorgerà un centro commerciale! I tre, disperati, in un sussulto di orgoglio, decidono di creare uno spettacolo per raccontare come i loro antenati divennero geni protettivi di Roma. Furono loro a salvare i due gemellini, Romolo e Remo, urlanti in una cesta mentre stavano per affogare tra i flutti del Tevere! Fidando nella capacità del teatro di commuovere gli animi e scuotere le coscienze, i tre cominciano le prove. Riacquistate miracolosamente le energie e le abilità di un tempo - grazie alle invocazioni degli dei antichi o al loro ritrovato entusiasmo? -, con canti, balli, litigi, capacità istrionica e momenti poetici i nostri eroi rievocheranno tutta l’incredibile vicenda: dalle profezie sul destino di Roma fino al drammatico litigio tra Romolo e Remo prima della fondazione di Roma.

O Thiasos TeatroNatura
Con Veronica Pavani, Camilla Dell’Agnola, Andrea Maurizi
Drammaturgia e regia: Sista Bramini
Costumi: Chiara Nordio
Burattini: Marilena Muratori
Luci: Carlo Oriani

Costo: Biglietto unico 6 € (prenotazione consigliata)
Informazioni:  Adatto dai  6 anni
Prenotazioni: 06 27801063 o info@ruotaliberateatro.191.it
Indirizzo: Via Alberto da Giussano, 58, Roma
Sito di riferimento: www.facebook.com/CentralePrenesteTeatro
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MUSICA

COTTON CLUB
LA PROGRAMMAZIONE
dal 13 al  16  Febbraio 2020
Ogni venerdì - di scena Emanuele Urso The King of Swing
Ogni domenica – Bevo Solo Rock’n Roll

GIOVEDI’ 13 FEBBRAIO 2020
STEFANO ABITANTE E I SUOI ASTERNOVAS
OMAGGIO A FRED BUSCAGLIONE
Il Jazz americano incontra il Jazz italiano con uno speciale tributo ad un personaggio unico e molto amato, il gangster all'italiana Fred Buscaglione, interpretato dal poliedrico attore, cantante e trombettista Stefano Abitante. Il gruppo è condotto dal suo leader Adriano Urso, grande pianista con una ricca lista di collaborazioni nel corso degli ultimi 20 anni.

LIVE SHOW €10 con consumazione
Inizio concerto ore 21:30

Line-up
Stefano Abitante, Voce
Adriano Urso, Piano
Vittorio Cuculo, Sax Tenore
Sergio Piccarozzi, Chitarra
Alessio Urso, Contrabbasso
Luca Ingletti, Batteria
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VENERDI' 14 FEBBRAIO 2020
EMANUELE URSO "THE KING OF SWING" ORCHESTRA
DOPPIO CONCERTO

Emanuele Urso “The King of Swing” è il protagonista e il mattatore delle notti swing di Roma . Tra l’omaggio a Benny Goodman e Gene Krupa, Emanuele Urso è un fantastico batterista, un raffinato clarinettista e un direttore d’orchestra eccellente, in grado di ricreare perfettamente, in uno sforzo filologico non comune, le atmosfere della swing era e delle dance hall degli anni 40. Gli arrangiamenti originali di Benny Goodman, Glenn Miller e Fletcher Henderson sono studiati, e ristudiati e poi riproposti in un concerto dal vivo che prima di essere un vero e proprio show sembra aprire una porta spazio-temporale per rituffarci direttamente nel periodo forse più brillante ed entusiasmante del ‘900.

ORE 21.30 AMAZING EARLY SHOW
ORE 00.30 THE LATE NIGHT SMOCKING SESSION in questa sessione consentito fumare dentro al locale
ORE 21.30 INGRESSO 10€
ORE 00.30 INGRESSO 5€

Line-up
Emanuele Urso, Clarinetto/Batteria
Clara Simonoviez, Voce
Lorenzo Soriano, Tromba
Adriano Urso, Piano
Stefano Di Grigoli, Sax Tenore
Alessandro Cicchirillo, Trombone
Stefano Napoli, Contrabbasso
Giovanni Cicchirillo, Batteria
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SABATO 15 FEBBRAIO 2020
I GEMELLI DI GUIDONIA
FEAT GLI ARISTOGATTONI

I gemelli di Guidonia, sarebbe riduttivo chiamarli solo cantanti: il loro pubblico li apprezza e li ricorda anche per le imitazioni, le battute, le simpatiche gag che danno colore al loro show, adatto a chiunque voglia regalarsi la leggerezza di una serata effervescente! Come Matisse, Minou e Bizet si scatenavano sulle note di” Tutti quanti voglion fare il jazz! ”(che la band di Scat Cat cantava nel primo film d’animazione prodotto postumo da Walt Disney, «Gli Aristogatti», 1970), così «Gli AristoGattoni» promettono di far scatenare il pubblico dei jazz clubs e dei teatri. ù

È il nuovo progetto del contrabbassista Renato Gattone, che propone gli standard dei grandi compositori che hanno fatto la storia del Jazz – da Cole Porter a Irving Berlin, da Jerome Kern a Hoagy Carmichael, da Johnny Mercer a Duke Ellington – e che sono stati resi famosi da indimenticabili interpreti quali Benny Goodman, Louis Armstrong, Count Basie. Gli arrangiamenti degli “Aristogattoni” si propongono di rivisitare il repertorio di “Jazz Tradizionale” o “Mainstream” con una veste moderna, con ritmi Funky e Soul e naturalmente tanto Swing, tenendo conto delle tendenze attuali della musica Afroamericana e dell’evoluzione del linguaggio jazzistico fino ai nostri giorni.

LIVE SHOW €10
Inizio concerto ore 22:30

Line-up
Pacifico Acciarino, Voce
Gino Acciarino, Voce
Eduardo Acciarino, Voce
Gianluca Galvani, Cornetta
Gian Piero Lo Piccolo, Sax Contralto
Stefano Scartocci, Piano
Renato Gattone, Contrabbasso
Gianluca Perasole, Batteria
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DOMENICA 16 FEBBRAIO 2020
BEVO SOLO ROCK'N ROLL
SAMUEL STELLA & MUDDYBROTHERS

L’appuntamento dedicato al Rock'N'Roll anni '50 della domenica: una serata vintage e divertente all'insegna del Rock'n Roll. Diretta dalla frizzante Lalla Hop, la serata ci riporterà negli anni '50 grazie ai nostri gruppi live così coinvolgente da fare ballare i più timidi. Lezione di ballo "primi passi" con le migliori scuole di Roma che si alterneranno di domenica in domenica.

Il live di domenica 16 febbraio è con SAMUEL STELLA & MUDDYBROTHERS. Il trio propone i grandi classici della tradizione Rock'n'roll '50 e '60 da Elvis, Cuck Berry, Johnny Cash, Jerry Lee Lewis, Ray Charles fino ai Beatles.

Ingresso ore 19.30
Lezione ore 20.00
Concerto ore 21.00

Prezzo special del BEVO SOLO ROCK'N ROLL:
LEZIONE + CONCERTO + DRINK 10€
LEZIONE + CONCERTO + DRINK + PINSA ROMANA 18€

Line-up
Samuel Stella, Chitarra E Voce
Primiano Di Biase, Organo Hammond
Ruggero Giustiniani, Batteria

Indirizzo: via Bellinzona 2 - Roma
Info e prenotazioni: info@cottonclubroma.it+390685352527 +393490709468
Sito di riferimento: www.cottonclubroma.it
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ARTE

PROSEGUONO...

100 ANNI PER IL FUTURO
ROMA CELEBRA IL CENTENARIO DI CASA BIXIO CON LA MOSTRA DEDICATA AL NOTO COMPOSITORE 
“CESARE ANDREA BIXIO - MUSICA E CINEMA NEL ‘900 ITALIANO”  

MUSEO NAZIONALE DELLE ARTI E TRADIZIONI POPOLARI - Roma
dal 29 gennaio, vari orari

Dopo il successo ottenuto a Ravello, Spoleto, Napoli, Firenze e Pescara, arriva a Roma dal 29 gennaio la mostra “C.A. Bixio – Musica e Cinema nel ‘900 italiano”, allestita in occasione del Centenario di Casa Bixio, presso il Museo delle Arti e Tradizioni Popolari all’ EUR.
L’intento della famiglia Bixio è quello di celebrare la vita e le opere musicali del fondatore Cesare Andrea Bixio per tramandarne il ricordo e far conoscere, soprattutto ai giovani, il talento e le intuizioni di quello che potremmo definire "l'uomo dei record". In pochi conoscono infatti l’uomo e l’imprenditore che si nasconde dietro ad importanti successi quali: “Mamma”, “Parlami d’amore Mariù”, “Vivere”, “Una strada nel bosco”, “Violino Tzigano”, divenuti pietre miliari della nostra musica popolare e conosciute in tutto il mondo. Cesare Andrea Bixio fu tra i primi ad intuire l’importanza dell’Editoria Musicale, e nel 1920 diede vita alla prima società editoriale di musica popolare. Negli anni ‘60 fondò la Cinevox Record, prima casa discografica dedicata alle colonne sonore che nel corso degli anni ha prodotto artisti come Morricone, Piovani, Goblin, Emerson e Trovajoli. Il nucleo centrale della mostra è sviluppato intorno alle grafiche delle copertine degli spartiti dei successi di Bixio, veri e propri capolavori grafici rappresentativi delle varie tendenze artistiche dell’epoca. Le note dell’autore accompagnano il visitatore in un viaggio dove non mancano immagini dei primi dischi e dei film musicati, sequenze delle canzoni interpretate nel tempo sia da attori famosi come Vittorio De Sica, Totò, Anna Magnani, che da grandi interpreti quali Beniamino Gigli, Luciano Pavarotti, Mina, Andrea Bocelli.

Franco Bixio, figlio del noto compositore ha affermato: “Nel 1932 mio padre riuscì a convincere il regista Camerini a inventare una scena per far cantare “Parlami d’amore Mariù” al giovane attore Vittorio De Sica protagonista del film “Gli uomini che mascalzoni” superando così il parere contrario del produttore che non voleva in alcun modo la canzone nel film. È uno dei più grandi successi di mio padre e fece conoscere De Sica anche come chansonnier.”
La mostra, che è dedicata a Carlo Bixio, costituisce inoltre il punto di partenza di una serie di iniziative che verranno realizzate nel corso di tutto il 2020 per celebrare il Centenario. 
Le attività previste per dare luce a questo importante traguardo interesseranno diverse città italiane nelle quali saranno organizzati svariate manifestazioni tra cui: concerti, convegni, contest per giovani musicisti dando voce ad artisti che desiderano fare emergere le proprie doti creative come il Contest: “100ANNI PER IL FUTURO” realizzato in collaborazione con il MEI. Tra le città protagoniste degli eventi: Napoli, Milano ed infine Venezia, in occasione della Mostra del Cinema. 
L’esposizione, realizzata dai figli del compositore, Franco e Andrea Bixio e da Giuseppe Pasquali, con il coordinamento di Renato Marengo, gode del sostegno di SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) e del patrocinio e della collaborazione del MIBACT, A.F.I. (Associazione dei Fonografici Italiani), Nuovo IMAIE (Istituto Mutualistico Artisti Interpreti ed Esecutori), FEM (Federazione Editori Musicali), ICBSA (già Discoteca di Stato) e RaiTeche.

La mostra è organizzata da Associazione Musikstrasse. 

Costi: vedi sito
Indirizzo: Piazza Guglielmo Marconi, 8 - Roma eur
Sito di riferimento: www.idea.mat.beniculturali.it/museo-civilta-mnatp
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"I LOVE LEGO"

PALAZZO BONAPARTE, spazio Generali Valore Cultura - Roma
dal 24 dicembre al 9 aprile 2020 - vari orari

Un regalo di Natale per la Città di Roma: Arthemisia, dal 24 dicembre - oltre alla straordinaria mostra attualmente in corso dedicata al mondo dell’Impressionismo che sta richiamando migliaia di visitatori da tutto il mondo - presenta I LOVE LEGO, la mostra per bambini e appassionati di tutte le età.

In un gioco di colori e prospettive, tra spettacolari diorami e creazioni artistiche, arrivano dal 24 dicembre al 19 aprile 2020 a Palazzo Bonaparte - spazio Generali Valore Cultura, scenari minuziosamente riprodotti e ambienti realizzati in decine di metri quadrati con i mattoncini più famosi del mondo.

I LOVE LEGO presenta in scala ridotta dettagliatissime riproduzioni di fantastici mondi: dalla frenesia della città contemporanea alle avventure leggendarie dei pirati; dai paesaggi medievali agli splendori dell’Antica Roma in una riproduzione fedelissima del Foro di Augusto; dalla conquista dello spazio, alla suggestiva riproduzione di un paesaggio artico per arrivare al sorprendente scenario della Liberazione.
Costruzioni e non solo. Attraverso una “caccia al personaggio” - tra edifici e palazzi, tra galeoni e templi - il visitatore è invitato a cercare personaggi celebri (e non) nascosti all’interno delle installazioni: da Harry Potter a Dart Fener, diversi gli ospiti a sorpresa inseriti nelle divere installazioni che accompagnano nella visita tutti coloro che vogliono divertirsi a scovare tra i mattoncini.
Dalla città contemporanea ideale alle avventure leggendarie dei pirati, dai paesaggi medievali agli splendori dell’Antica Roma, i bambini e i più grandi potranno immergersi nei diversi ambienti minuziosamente ricostruiti e progettati da RomaBrick, uno dei LUG (Lego® User Group) più antichi d’Europa.

Mattoncini ma non solo: a dimostrare quanto i moduli più famosi del mondo siano in grado di “creare arte a 360°”, in mostra a Palazzo Bonaparte con 10 tele spirate a grandi capolavori della storia dell’arte reinterpretati e trasformati in “uomini lego” dal giovane artista romano Stefano Bolcato: unendo la sua passione per i LEGO e la sua arte - attraverso una tecnica pittorica ad olio - crea forme di assemblaggio ispirate in particolare modo dal “magnetismo” dei ritratti rinascimentali.

L’esposizione vanta l’eccezionale partnership con “Legolize”, pagina umoristica che crea installazioni comiche utilizzando proprio i LEGO.
Fondata da tre ragazzi - Mattia Marangon, Samuele Rovituso e Pietro Alcaro - la pagina è nata nel 2016 e attualmente conta più di mezzo milione di fan su Instagram e altrettanti su Facebook. Legolize porterà la comicità all’interno della mostra, con speciali installazioni e “invadendo” i diorami in mostra a Palazzo Bonaparte.

I LOVE LEGO è una mostra di Arthemisia, in collaborazione con RomaBrick.

I LOVE LEGO è una esperienza imperdibile per i nostalgici che vorranno tornare bambini e per i più piccoli che potranno trascorrere una giornata divertendosi con quei “prodigiosi” mattoncini che ogni anno fanno giocare milioni di persone.

Costo: Biglietto 12 € - Ridotto 10 €
Indirizzo:  piazza Venezia, 5 (angolo Via del Corso) - Roma
Informazioni: + 39 06 87 15 111
Sito di riferimento: www.mostrepalazzobonaparte.it
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"C’ERA UNA VOLTA SERGIO LEONE"

C’era una volta Sergio Leone, la grande mostra all’Ara Pacis per i 90 anni dalla nascita e i 30 dalla scomparsa del regista

Roma Capitale celebra il mito di uno dei
maestri assoluti del cinema italiano con una mostra concepita e realizzata da
La Cinémathèque Française e Cineteca di Bologna.

MUSEO DELL’ARA PACIS - Roma
dal 17 dicembre 2019 al 3 maggio 2020 - Tutti i giorni ore 9.30 – 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima). Chiuso 1 maggio

C’era una volta Sergio Leone: è il titolo evocativo della grande mostra all’Ara Pacis, in programma fino al 3 maggio 2020, con cui Roma celebra, a 30 anni dalla morte e a 90 dalla sua nascita, uno dei miti assoluti del cinema italiano.
Promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, l’esposizione arriva in Italia dopo il successo dello scorso anno alla Cinémathèque Française di Parigi, istituzione co-produttrice dell’allestimento romano insieme alla Fondazione Cineteca di Bologna.
La mostra è realizzata con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, in collaborazione con Istituto Luce – Cinecittà, Ministère de la culture (Francia), CNC – Centre national du cinéma et de l’image animée, SIAE e grazie a Rai Teche, Leone Film Group, Unidis Jolly Film, Unione Sanitaria Internazionale, Romana Gruppi Elettrogeni Cinematografici. Digital Imaging Partner: Canon. Sponsor tecnici: Italiana Assicurazioni, Hotel Eden Roma, Bonaveri. L’ideazione è di Equa di Camilla Morabito e il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura.

Il percorso espositivo – curato dal direttore della Cineteca di Bologna, Gian Luca Farinelli, in collaborazione con Rosaria Gioia e Antonio Bigini racconta di un universo sconfinato, quello di Sergio Leone, che affonda le radici nella sua stessa tradizione familiare: il padre, regista nell’epoca d’oro del muto italiano, sceglierà lo pseudonimo di Roberto Roberti, e a lui Sergio strizzerà l’occhio firmando a sua volta Per un pugno di dollari con lo pseudonimo anglofono di Bob Robertson.
Nel suo intenso percorso artistico Sergio Leone attraversa il peplum, (filone cinematografico storico-mitologico), riscrive letteralmente il western e trova il suo culmine nel progetto di una vita: C’era una volta in America. A questo sarebbe seguito un altro film di proporzioni grandiose, dedicato alla battaglia di Leningrado, del quale rimangono, purtroppo, solo poche pagine scritte prima della sua scomparsa. Leone, infatti, non amava scrivere. Era, piuttosto, un narratore orale che sviluppava i suoi film raccontandoli agli amici, agli sceneggiatori, ai produttori, all’infinito, quasi come gli antichi cantori che hanno creato l’epica omerica. Ma ciò nonostante, il suo lascito è enorme, un’eredità creativa di cui solo oggi si comincia a comprendere la portata. I suoi film sono, infatti,  “la Bibbia su cui gli studenti di cinema di tutto il mondo imparano il linguaggio cinematografico, mentre molti dei registi contemporanei, da Martin Scorsese a Steven Spielberg, da Francis Ford Coppola a Quentin Tarantino, da George Lucas a John Woo, da Clint Eastwood ad Ang Lee continuano a riconoscere il loro debito nei confronti del suo cinema.

Le radici del cinema di Sergio Leone affondano, naturalmente, anche nell’amore per i classici del passato – in mostra i film dei giganti del western, da John Ford a Anthony Mann – e rivelano un gusto per l’architettura e l’arte figurativa che ritroviamo nella costruzione delle scenografie e delle inquadrature, dai campi lunghi dei paesaggi metafisici suggeriti da De Chirico, all’esplicita citazione dell’opera Love di Robert Indiana, straordinario simbolo, in C’era una volta in America, di un inequivocabile salto in un’epoca nuova. Per Leone la fiaba è il cinema. Il desiderio di raccontare i miti (il West, la Rivoluzione, l’America) utilizzando la memoria del cinema e la libertà della fiaba, entra però sempre in conflitto con la sua cultura di italiano che ha conosciuto la guerra e attraversato la stagione neorealista. A partire da Per qualche dollaro in più Leone può permettersi di assecondare la sua fascinazione per il passato e la sua ossessione documentaria per il mito curando ogni minimo dettaglio. Perché una favola cinematografica, per funzionare, deve convincere gli spettatori che quello che vedono stia accadendo realmente.

Grazie ai preziosi materiali d’archivio della famiglia Leone e di Unidis Jolly Film i visitatori entreranno nello studio di Sergio, dove nascevano le idee per il suo cinema, con i suoi cimeli personali e la sua libreria, per poi immergersi nei suoi film attraverso modellini, scenografie, bozzetti, costumi, oggetti di scena, sequenze indimenticabili e una costellazione di magnifiche fotografie, quelle di un maestro del set come Angelo Novi, che ha seguito tutto il lavoro di Sergio Leone a partire da C’era una volta il West.

Seguendo queste tracce, la mostra C’era una volta Sergio Leone sarà quindi suddivisa in diverse sezioni: Cittadino del cinema, Le fonti dell’immaginario, Laboratorio Leone, C’era una volta in America, Leningrado e oltre, dedicata all’ultimo progetto incompiuto, L’eredità Leone. Sarà inoltre pubblicato dalle Edizioni Cineteca di Bologna il volume La rivoluzione Sergio Leone, a cura di Christopher Frayling e Gian Luca Farinelli.

Promotori                Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Cineteca di Bologna
Mostra a cura di Gian Luca Farinelli in collaborazione con Rosaria Gioia e Antonio Bigini
Organizzazione Fondazione Cineteca di Bologna - Cinémathèque Française di Parigi
Ideazione                Equa Gstrategy
Supporto organizzativo Zètema Progetto Cultura

SPONSOR MOSTRA
Con il contributo di                 Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Direzione Generale Cinema e Audiovisivo
In collaborazione con             Istituto Luce – Cinecittà    SIAE
Sponsor tecnico Italiana Assicurazioni -  Hotel Eden -  Roma Bonaveri
Grazie a Rai Teche
Leone Film Group
Unidis Jolly Film
U.S.I. Unione Sanitaria Internazionale
Romana Gruppi Elettrogeni Cinematografici
Digital Imaging Partner Canon

SPONSOR SISTEMA
MUSEI IN COMUNE
Con il contributo tecnico di  Ferrovie dello Stato Italiane

Costi: Biglietto solo mostra: 11€ intero; 9€ ridotto + prevendita € 1 Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente
Informazioni: 060608
Indirizzo: Lungotevere in Augusta - Roma
Sito: www.arapacis.it
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IMPRESSIONISTI SEGRETI

PALAZZO BONAPARTE, spazio Generali Valore Cultura - Roma
dal 6 ottobre al 8 marzo 2020 - vari orari

Interamente dedicato alla mostra “IMPRESSIONISTI SEGRETI”, che sta registrando un record di presenze a Roma, a Palazzo Bonaparte, Ballandi e Nexo Digital presentano al cinema il docu-film

IMPRESSIONISTI SEGRETI 10, 11 e 12 febbraio 2020

Un viaggio alla scoperta dei 50 capolavori nascosti dei maestri dell’Impressionismo svelati per la prima volta al pubblico nelle sale di Palazzo Bonaparte a Roma

COMUNICATO STAMPA Roma, 22 gennaio 2020 – In occasione della mostra record di visitatori Impressionisti Segreti prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia a Palazzo Bonaparte di Roma fino all’8 marzo e che ad oggi ha registrato un pubblico di oltre 120.000 presenze, Ballandi e Nexo Digital presentano nelle sale cinematografiche il 10, 11 e 12 febbraio il docu-film prodotto da e diretto da Daniele Pini, ideato per raccontare la rivoluzione artistica del movimento impressionista attraverso cinquanta tesori solitamente nascosti e oggi esposti per la prima volta a Roma. Conservando il biglietto della mostra “Impressionisti Segreti” (Palazzo Bonaparte di Roma fino all’8 marzo) e presentandolo alla biglietteria del cinema è possibile avere una riduzione sul costo del biglietto per la visione durante i 3 giorni di programmazione (*). Inoltre conservando il biglietto della proiezione al cinema del docu-film e presentandolo alla biglietteria di Palazzo Bonaparte è possibile vedere la mostra a tariffa ridotta (**).

IL DOCU-FILM Come guardavano il mondo gli impressionisti? Che rapporto avevano con la tecnica, con il colore, con la luce e con l’universo di forme che componeva la realtà davanti ai loro occhi? Come furono accolte le loro opere? Come sono passate dall’essere rifiutate da critica e pubblico a diventare in pochi anni tra le più amate nel mondo? Per scoprirlo, il docu-film ideato per raccontare la rivoluzione artistica del movimento impressionista attraverso cinquanta tesori solitamente nascosti e oggi esposti per la prima volta a Roma fino all’8 marzo a Palazzo Bonaparte, in occasione della mostra. Impressionisti segreti è un viaggio immersivo all'interno dell’intimità degli impressionisti e dei loro quadri che si propone di offrire una visita "privilegiata" che stimoli la curiosità degli spettatori e regali loro una prospettiva sulle opere complementare all’esperienza dal vivo, permettendo agli spettatori in sala di immergersi nel lavoro dei pittori e coglierne dettagli inediti. Le due curatrici della mostra - Claire Durand-Ruel (storica dell’arte esperta di Camille Pissarro e pro-nipote del celebre mercante d’arte Paul Durand-Ruel) e Marianne Mathieu (esperta di Berthe Morisot e direttrice scientifica delle collezioni del Musée Marmottan Monet di Parigi) - accompagneranno gli spettatori in un percorso articolato, dove immagini di ampio respiro troveranno il loro contrappunto ideale nelle analisi compiute da esperti, storici, artisti e altre figure legate al mondo della pittura moderna e della cultura visuale. I quadri della mostra, opere di Manet, Caillebotte, Monet, Berthe Morisot, Cézanne, Sisley, Signac, saranno sia il punto di partenza che quello di arrivo nell’approfondimento dei percorsi dei singoli autori e delle peculiarità del movimento. All’interno del film troveranno spazio anche il racconto dell’allestimento della mostra e quello dell’inaugurazione, un focus su Palazzo Bonaparte, luogo di grande fascino che aprirà per la prima volta le sue porte agli spettatori per quest’occasione speciale, e un approfondimento sulle figure del curatore e del collezionista, per porre l’accento sui molteplici aspetti del lavoro che ha portato alla realizzazione dell’ambizioso progetto Gli Impressionisti segreti.

Attraverso un approfondimento che è anche una confessione intima, verranno evocati i caratteri più riservati e meno noti degli impressionisti, anche grazie agli interventi di esperti come gli storici dell’arte Alain Tapié e Sergio Gaddi, la scrittrice e saggista Melania Mazzucco, il fotografo e regista Fabio Lovino, l’artista Giuliano Giuman e il collezionista Scott Black.


La Grande Arte al Cinema è un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital.

Nel 2020 la Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital con i media partner Radio Capital, Sky Arte e MYmovies.it e in collaborazione con Abbonamento Musei.

Dal 6 ottobre 2019 Roma si arricchisce di una doppia offerta culturale: l’apertura al pubblico di Palazzo Bonaparte, spazio Generali Valore Cultura, che ospita la prima mostra sugli “Impressionisti Segreti”, ovvero quei capolavori noti a tutti ma nascosti nelle più grandi collezioni private del mondo.

Palazzo Bonaparte, splendido edificio barocco in Piazza Venezia che prende il nome da Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone, che vi abitò fino al 1836. Da sempre utilizzato come residenza privata, oggi diventa accessibile al pubblico grazie alla partnership tra Generali Italia e Arthemisia.

Impressionisti Segreti, la prima mostra ospitata a Palazzo Bonaparte, è un’opportunità unica per ripercorrere la storia dell’Impressionismo tramite cinquanta capolavori di grandi artisti quali Monet, Renoir, Cézanne, Pissarro, Gauguin e tanti altri, custoditi nelle più importanti collezioni private e generosamente prestati solo per questa straordinaria occasione.
Un affascinante viaggio alla scoperta del movimento artistico più emozionante e coinvolgente della storia dell’arte, tra fermo-immagini di una Parigi di fine Ottocento, seducenti ritratti di donne dell’elite dell’epoca e pennellate di luce vibrante.

La cura della mostra è affidata a due esperte di fama internazionale: Marianne Mathieu, direttrice scientifica del Musée Marmottan Monet di Parigi - sede delle più ricche collezioni al mondo di Claude Monet, e Claire Durand-Ruel, discendente di Paul Durand-Ruel, colui che ridefinì il ruolo del mercante d’arte e primo sostenitore degli impressionisti.

La mostra Impressionisti Segreti è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia.
Gode del patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, dell’Ambasciata di Francia in Italia e della Regione Lazio. È realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, ed è sostenuta da Generali Italia attraverso Valore Cultura, il programma per rendere l’arte e cultura accessibili a un pubblico sempre più ampio.

Special partner della mostra è Q8 che, dopo il sostegno alle mostre di Pollock ed Escher, prosegue il suo impegno nella promozione dei valori legati alla cultura e all’arte.
La mostra Impressionisti Segreti fa parte del progetto “L’Arte della solidarietà”, realizzato da Susan G. Komen Italia e Arthemisia, insieme per portare bellezza anche nelle vite delle persone meno fortunate.

La mostra vede come hospitality partner Hotel de Russie e Hotel de la Ville, del gruppo Rocco Forte Hotels.
L’evento è consigliato da Sky Arte.
Catalogo edito da Arthemisia Books.

Costo: vedi sito
Indirizzo:  piazza Venezia, 5 (angolo Via del Corso) - Roma
Informazioni: + 39 06 87 15 111
Sito di riferimento: www.mostrepalazzobonaparte.it
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“CANOVA. ETERNA BELLEZZA"
Dal 9 ottobre il Museo di Roma ospita “Canova. Eterna bellezza”, esposizione dedicata al massimo interprete della scultura neoclassica.
Una mostra-evento incentrata sul legame tra Antonio Canova e la città di Roma, con oltre 170 opere e prestigiosi prestiti da importanti Musei e collezioni italiane e straniere

MUSEO DI ROMA a Palazzo Braschi - Roma
dal 9 ottobre 2019  al 15 marzo 2020  - dal martedì alla domenica ore 10.00-19.00

Dal 9 ottobre 2019 prende il via Canova. Eterna bellezza: una mostra-evento dedicata al legame di Canova con la città di Roma che, fra Settecento e Ottocento, fu la fucina del suo genio e un’inesauribile fonte di ispirazione. Un rapporto, quello tra lo scultore e la città, che emerge in una miriade di aspetti unici e irripetibili.

Incorniciati all’interno di un allestimento dall’eccezionale effetto scenografico, oltre 170 opere di Canova e artisti a lui coevi animano le sale del Museo di Roma in Palazzo Braschi: in uno spettacolare gioco di luci e ombre, tra eleganti movenze e apparizioni di mitiche divinità, l’esposizione capitolina racconterà in 13 sezioni l’arte canoviana e il contesto che lo scultore trovò giungendo nell’Urbe nel 1779.

Attraverso ricercate soluzioni illuminotecniche, lungo il percorso espositivo sarà rievocata la calda atmosfera a lume di torcia con cui l’artista, a fine Settecento, accoglieva i suoi ospiti nell’atelier di via delle Colonnette.

A definire la trama del racconto, preziosi prestiti provenienti da importanti Musei e collezioni: l’Ermitage di San Pietroburgo, i Musei Vaticani e Capitolini, la Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno, il Museo Civico di Bassano del Grappa, il Museo Correr di Venezia, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, le Accademie di Belle Arti di Bologna e di Ravenna, l'Accademia Nazionale di San Luca, il Musée des Augustins di Toulouse, i Musei di Strada Nuova-Palazzo Tursi di Genova, fino al Museo Civico di Asolo, solo per citarne alcuni.

La mostra Canova. Eterna bellezza, promossa e prodotta da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Arthemisia, organizzata con Zètema Progetto Cultura e curata da Giuseppe Pavanello, è ospitata fino al 15 marzo 2020 al Museo di Roma.
La mostra è realizzata in collaborazione con l’Accademia Nazionale di San Luca e con Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno.

Costo: vedi sito
Indirizzo: piazza Navona, 2; piazza San Pantaleo, 10 - Roma
Informazioni: 060608 (tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00)
Siti di riferimento: www.museodiroma.it; www.museiincomuneroma.it
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BACON, FREUD, LA SCUOLA DI LONDRA

Opere della TATE
cura di Elena Crippa

CHIOSTRO DEL BRAMANTE - Roma  dal 26 settmebre 2019  al 23 febbraio 2020 , orario dal lun. al ven. 10.00 – 20.00_ sab. e dom. 10.00 – 21.00/La biglietteria mostre chiude una ora prima.

Francis Bacon e Lucian Freud

Due giganti della pittura, Francis Bacon e Lucian Freud per la prima volta insieme in una mostra in Italia. Uno dei più affascinanti, ampi e significativi capitoli dell’arte contemporanea mondiale con la Scuola di LondraUna città straordinaria in un periodo rivoluzionario.
Bacon, Freud, l’arte britannica in oltre sette decenni, lo spirito di una città in mostra al Chiostro del Bramante di Roma dall’autunno 2019 fino a febbraio 2020, a cura di Elena Crippa, Curator of Modern and Contemporary British Art, Tate e organizzata in collaborazione con Tate, Londra.
Insieme a Francis Bacon e Lucian FreudMichael Andrews, Frank Auerbach, Leon Kossoff e Paula Regoartisti che hanno segnato un’epoca, ispirato generazioni, utilizzato la pittura per raccontare la vita.

No Filter

Grazie a uno straordinario prestito di Tate, la pittura di sei artisti con opere dal 1945 al 2004 rivela, in maniera diretta e sconvolgente, la natura umana fatta di fragilità, energia, opposti, eccessi, evasioni, nessun filtro, verità.
Tanti i temi affrontati: gli anni della guerra e del dopoguerra, storie di immigrazione, tensioni, miserie e insieme, desiderio di cambiamento, ricerca e introspezione, ruolo della donna, dibattito culturale e riscatto sociale. Al centro di tutto questo la realtà: ispirazione, soggetto, strumento, fino a essere ossessione.
Un tema più che mai attuale, in un’epoca, la nostra, di filtri e #nofilter.

La scuola di Londra

In mostra oltre quarantacinque dipinti, disegni e incisioni di artisti raggruppati nella “School of London”. Artisti eterogenei, nati tra l’inizio del Novecento e gli anni Trenta, immigrati in Inghilterra per motivi differenti che hanno trovato in Londra la loro città, il luogo dove studiare, lavorare, vivere.

Francis Bacon (1909-1992) nasce e cresce in Irlanda e arriva in Inghilterra quindicenne, Lucian Freud (1922-2011) scappa dalla Germania per sfuggire il nazismo, lo stesso succede, pochi anni dopo a Frank AuerbachMichael Andrews è norvegese e incontra Freud suo professore alla scuola d’arte; Leon Kossoff è nato a Londra da genitori ebrei russi; Paula Rego lascia il Portogallo per studiare pittura nelle scuole inglesi.
Nell’architettura cinquecentesca progettata da Donato Bramante trovano spazio, con un approccio cronologico e tematico, opere che raccontano individui, luoghi, vita vissutaper mostrare la totalità dell’esperienza di essere umano. Opere in cui la fragilità e la vitalità della condizione umana viene presentata tramite lo sguardo dell’artista: disegni e dipinti che ritraggono esistenze e luoghi scandagliati nella sua crudezza senza filtri.

I progetti speciali

Due progetti speciali di DART Chiostro del Bramante ne ribadiscono la vocazione sperimentale fatta di contaminazioni tra linguaggi, trasversalità e coinvolgimento del pubblico.
Per “BACON, FREUD, LA SCUOLA DI LONDRA” il racconto di mostra è affidato alla voce narrante di Costantino D’Orazio, storico dell’arte e saggista. La speciale audioguida accompagnerà i visitatori in un percorso di approfondimento e in un viaggio nella Londra dell’epoca, raccontando non solo gli artisti e le opere, ma i retroscena di un periodo tanto affascinante.
Chiostro del Bramante, inoltre, ha commissionato a Enrico Maria Artale, uno dei più promettenti giovani registi italiani già riconosciuto in ambito internazionale, un’opera filmica per raccontare l’esposizione.
Per la prima volta in Italia la narrazione di una mostra è affidata a un autore cinematografico con un progetto audio visivo inedito, dal titolo “The Naked Truth”, interpretato da Stefano Cassetti, Adamo Dionisi, Lucrezia Guidone e Sarah Sammartino, dove la pittura viene evocata attraverso la messa in scena di un istante immaginario che precede l’atto del dipingere.
La colonna sonora è realizzata appositamente dai Mokadelic.
Con questa grande mostra il Chiostro del Bramante conferma la propria vocazione internazionale, collaborando, per la seconda volta, con uno dei più prestigiosi Musei del mondo. Un’apertura internazionale che spinge il Chiostro a esplorare sempre nuovi ambiti di ricerca col desiderio di offrire al suo pubblico le ultime novità artistiche al pari dei grandi musei stranieri.


MOSTRA PRODOTTA E ORGANIZZATA DA DART Chiostro del Bramante
ORGANIZZATA IN COLLABORAZIONE CON Tate, Londra
MOSTRA A CURA DI Elena Crippa
Catalogo Skira

Costo: Vedi sito
Informazioni: hastag ufficiale #enjoychiostro - +39 06 68809035  (Lunedì – Venerdì 10.00 / 17.00) - La Caffetteria Bistrot, il Bookshop e il Chiostro hanno ingresso libero indipendentemente dalle mostre
Indirizzo: Via Arco della Pace 5 - Roma
Sito di riferimento: www.chiostrodelbramante.it
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...uno sguardo FUORI PORTA

- NAPOLI -

ARTE

PROSEGUONO...

"ANDY WARHOL"
DA OGGI A NAPOLI è tempo di ANDY WARHOL

Alla Basilica della Pietrasanta in mostra oltre 200 opere di Andy Warhol con un’intera sezione dedicata all’Italia e un focus sulla città di Napoli.

BASILICA DELLA PIETRASANTA - LAPIS MUSEUM - Napoli
dal 26 settembre 2019 al 23 febbraio 2020, tutti i giorni 10.00–20.00 (la biglietteria chiude un’ora prima).

Un’esposizione interamente dedicata al mito di Andy Warhol giunge alla Basilica di Pietrasanta di Napoli che, dal 26 settembre 2019 al 23 febbraio 2020 con oltre 200 opere scelte, regala al pubblico una visione completa della produzione artistica del genio americano che ha rivoluzionato il concetto di opera d’arte a partire dal secondo dopoguerra.

Immortali icone e ritratti, polaroid e acetati, disegni e il mondo della musica, il brand e l’Italia: nel capoluogo campano arriva - in sette sezioni - quel mondo Pop che ha segnato l’ascesa di Warhol come l’artista che ha stravolto in maniera radicale qualunque definizione estetica precedente, attraverso miti dello Star System e del merchandising come le intramontabili Campbell’s Soup, il ritratto serigrafato di Marilyn derivato da un fotogramma di Gene Korman, le celebri serigrafie di Mao del 1972 e il famosissimo Flowers del 1964.

In oltre 200 opere il percorso artistico e privato di un uomo eclettico che ha segnato l’arte a tutto tondo, trasformando visioni e concetti, fermando nell’immaginario collettivo volti, colori e scene e regalando all’Arte tutta, un aspetto nuovo.

Questa esposizione si avvale del patrocinio del Comune di Napoli, promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, sotto l'egida dell'Arcidiocesi di Napoli e in sintonia con la sezione San Luigi della Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia meridionale, Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia, con la Rettoria della Basilica di S. Maria Maggiore alla Pietrasanta e con l’Associazione Pietrasanta Polo Culturale ONLUS.

Accanto a opere che raccontano la scena americana del ‘900, nelle sale della Pietrasanta anche lavori che rivelano il rapporto di Warhol con l’Italia e un focus dedicato alla città di Napoli col suo Vesuvius del 1985 e il Ritratto di Beuys, realizzato nel 1980 in occasione della mostra tenutasi presso la Galleria Amelio.
Presenti in mostra i suoi immancabili ritratti di grandi personaggi, figure storiche che il suo genio e la sua arte hanno trasformato in leggende contemporanee: i volti di Man Ray, Keith Haring, Edvard Munch, Lenin, Giorgio Armani e un rarissimo ritratto della Monna Lisa realizzato con inchiostro serigrafico su pergamena nel 1978.
E ancora Liz, la serie Ladies and Gentlemen e i suoi Self portrait, per poi passare al legame con il mondo della moda e della comunicazione.
Ad arricchire l’esposizione una sezione di disegni che accoglie alcuni rari esempi degli anni ‘50 derivanti dalla fase pre pop di Andy Warhol come raffigurazioni di anelli, orecchini e gemme provenienti dal suo primo lavoro di illustratore, poco conosciuta dal grande pubblico.
Ampio spazio è dedicato ancora al rapporto tra Warhol e il mondo della musica: insieme ad alcune delle più memorabili cover progettate e realizzate come The Velvet Undreground & Nico, sono esposti i ritratti di Mick Jagger, Miguel Bosè, Billy Squier.
Fondamentali per la comprensione del modus operandi “warholiano” sono le polaroid e gli acetati fotografici utilizzati per la successiva realizzazione dei ritratti: esposte icone del mondo del cinema come Arnold Schwarznegger, Silvester Stallone, Alba Clemente; del mondo musicale quali Grace Jones, Mick Jagger, Ron Wood, Stevie Wonder. Dall’ambito moda non mancheranno Gianni Versace, Valentino, Jean Paul Gaultier e ultimi ma non meno importanti i celebri Self Portrait dalla parrucca color argento.

La mostra Andy Warhol è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia con Eugenio Falcioni in collaborazione con l’Associazione Pietrasanta Polo Culturale Onlus e Art Motors ed è curata da Matteo Bellenghi.

La mostra ANDY WARHOL vede come sponsor Generali Italia.
L’iniziativa è sostenuta da Generali Valore Cultura, il programma per promuove l’arte e la cultura su tutto il territorio italiano e avvicinare un pubblico vasto e trasversale - famiglie, giovani, clienti e dipendenti - al mondo dell’arte attraverso l’ingresso agevolato a mostre, spettacoli teatrali, eventi e attività di divulgazione artistico-culturali con lo scopo di creare valore condiviso.

La mostra vede come special partner Ricola.
L’evento è consigliato da Sky Arte.
Catalogo edito da Arthemisia Books.

Charity partner della mostra è Susan G. Komen Italia: l’esposizione aderisce alla campagna di sensibilizzazione La Prevenzione è il nostro capolavoro e si inserisce nel progetto L’arte della Solidarietà, realizzato da Arthemisia insieme a Komen Italia, organizzazione in prima linea nella lotta ai tumori del seno e nella tutela della salute femminile.
La raccolta fondi promossa con questa mostra consentirà alla Komen Italia di realizzare, con la sua “Carovana della Prevenzione” almeno 4 giornate di Promozione della Salute Femminile nel quartiere di Ponticelli, nella zona di Castel Capuano ed in altre aree dove la prevenzione arriva con più difficoltà. In ciascuna giornata, organizzata in collaborazione con il Comune di Napoli e la Fondazione di Comunità del Centro Storico di Napoli, le tre unità mobili della Komen Italia offriranno esami clinico-strumentali gratuiti per la diagnosi precoce delle principali patologie oncologiche femminili, oltreché eventi educativi e di sensibilizzazione alla prevenzione per la popolazione generale.

Foto di Tommaso Vitielo per Arthemisia

- VISITE PER FAMIGLIE (max 25 pax) -
“Valore Cultura” di Generali Italia offre un’esperienza dedicata ai bambini e alle famiglie:
una speciale visita guidata e un laboratorio creativo per accompagnare bambini e genitori
alla scoperta di Andy Warhol e del mondo colorato della Pop Art.

Venerdì 8 novembre - ore 17.00
Venerdì 15 novembre - ore 17.00
Venerdì 22 novembre - ore 17.00
Sabato 23 novembre - ore 17.00
Venerdì 29 novembre - ore 17.00
Sabato 30 novembre - ore 17.00

Iscrizioni > http://www.arthemisia.it/it/andy-warhol-generali-italia/
In caso di posti disponibili il giorno della visita, sarà possibile aggregarsi al gruppo in loco.

Costo: Vedi sito.
Info e prenotazioni:  081 1865991
Indirizzo: piazzetta Pietrasanta, 17-18, Napoli
Sito di riferimento: www.polopietrasanta.com

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"NAPOLI NAPOLI, DI LAVA DI PORCELLANA E MUSICA"
Mostra a cura del Museo Real Bosco di Capodimonte e del Teatro di San Carlo

MUSEO E REAL BOSCO DI CAPODIMONTE -- Napoli
 Dal 21 settembre 2019 al 21 giugno 2020, vari orari

Ha appena aperto al Museo e Real Bosco di Capodimonte, la mostra Napoli Napoli. Di lava, porcellana e musica, a cura di Sylvain Bellenger (21 settembre 2019 – 21 giugno 2020), promossa dal Museo e Real Bosco di Capodimonte, con il Teatro  di San Carlo di Napoli, in collaborazione con Amici di Capodimonte onlus e la produzione e organizzazione della casa editrice Electa.

Le 19 sale dell’Appartamento Reale, riproposte in una spettacolare e coinvolgente scenografia, ideata dall’artista Hubert le Gall1 come  la regia di un’opera musicale, saranno il palcoscenico d’eccezione  sul quale andranno in scena il Teatro di San Carlo, con la sua sartoria oggi diretta da Giusi Giustino2 e le porcellane di Capodimonte.
Vero filo conduttore della mostra: la musica che si ascolterà grazie all’uso di cuffie dinamiche - non semplici audioguide - che si attivano passando di sala in sala.
L’allestimento racconterà la storia di Napoli capitale del Regno nel corso del Settecento e oltre, dagli anni di Carlo di Borbone a quelli  di Ferdinando II, come una favola, con il susseguirsi di scene della vita quotidiana caratterizzate da estrema raffinatezza estetica e gioia esistenziale ma che hanno come sottofondo il passaggio del potere,  i cambiamenti della storia, delle mode e dei gusti estetici.
Il visitatore potrà immergersi in un mondo incantato e, grazie all’uso delle cuffie dinamiche, potrà ascoltare le musiche (da Giovanni Pergolesi a Domenico Cimarosa, da Giovanni Pacini a Giovanni Paisiello, da Leonardo Leo a Niccolò Jommelli) selezionate da Elsa Evangelista con un commento critico musicale di Alessandro De Simone per i vari temi artistici di ciascuna sala.

La mostra è una sintesi di tutte le arti, e illustra la pluridisciplinarità tipica della nostra contemporaneità: un viaggio multisensoriale all’interno della Reggia borbonica, trasformata per l’occasione in un vero e proprio spettacolo teatrale. Un’esposizione con oltre 1000 oggetti, oltre 300 porcellane delle collezioni delle Reali Fabbriche di Capodimonte e Napoli, di altre manifatture europee e pezzi originali cinesi, più di 150 costumi del Teatro di San Carlo con firme prestigiose (Ungaro, Odette Nicoletti, Giusi Giustino e altri), strumenti musicali del Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli, dipinti, oggetti d’arte e di arredo, minerali e animali tassidermizzati oggi conservati rispettivamente  nel Museo Mineralogico e nel Museo Zoologico di Napoli (oggi confluiti nel Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche dell’Università Federico II di Napoli).

Costo: Vedi sito.
Info e prenotazioni: 081 7499130
Indirizzo: via Milano 2, Napoli
Sito di riferimento: www.museidicapodimonte.beniculturali.iy
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