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sabato 16 giugno 2018

Un cast d'eccezione al femminile per TUTTE A CASA, spettacolo raffinato e di alto livello in scena al TEATRO MANZONI

Autore: Andrea Alessio Cavarretta (IppoKiro) 


 Recensione critica dello spettacolo  di TUTTE A CASA
di Giuseppe Badalucco e Franca De Angelis, regia di Vanessa Gasbarri
Replica, sabato due  giugno duemiladiciotto, TEATRO MANZONI - Roma.


TUTTE A CASA (La guerra delle donne) di Giuseppe Badalucco e Franca De Angelis è una bellissima opera teatrale tutta da godere dalla prima all'ultima sapiente battuta.

Sul palco del TEATRO MANZONI di Roma si alternano, attraverso ottimi dialoghi, cinque bravissime attrici, cinque caratteri femminili ben delineati che, con grande maestria, raccontano una vicenda di donne italiane nel periodo della Grande Guerra.

Il conflitto infuria, i maschi sono al fronte,  per combattere hanno abbandonato le loro occupazioni; tra le tante aziende in crisi, anche una rinomata ditta che produce autocarri rischia di chiudere, i cosiddetti amici già si stanno affacciando per offrire possibilità d'aiuto alla moglie dell'assente proprietario. Cosa fare? Dubbi, perplessità, timori, ma già qualche angelo del focolare, rimasto solo, per impossibilità di sostenere il bilancio familiare, si sta proponendo quale operaia, infrangendo quelle regole sociali tutte al maschile. Un'accorta segretaria supporta soluzioni innovative, quindi  la scelta: vendere, rimanere ad aspettare oppure prendere le redini e far vivere l'azienda con forza lavoro al femminile.

L'interessante trama si amplia, sino ad arrivare ad essere un vero e proprio romanzo storico messo in scena, che racconta di uno spaccato del nostro passato che vide le donne affacciarsi verso nuovi percorsi, che racconta, attraverso lotte di classe, il sorgere di  nuovi ideali, che descrive il differente modo di essere e del sentire femminile nell'affrontare anche questioni sociali e personali. Così, lo spettatore, parola dopo parola, sentimento dopo sentimento, si trova completamente immerso in quel passaggio epocale.

La drammaturgia è un vero fluire che, partendo da un ampio momento preparatorio, lentamente apre un percorso fatto di varie trame capillari. Una rappresentazione dall'alto contenuto, un'opera scenica, che si snoda tra detti e taciuti che, di volta in volta, si configurano anche in potenti manifestazioni corali.

L'interpretazione di Paola Gassman, Mirella Mazzeranghi, Paola Tiziana Cruciani, insieme a quelle di  Claudia Campagnola e Giulia Rupi è così corposa tanto da fare avvicinare totalmente il pubblico alle loro storie, riuscendo a far vivere ogni loro sentimento. Cinque ruoli ben definiti che, attraverso la bella regia di Vanessa Gasbarri, sono incastonati in una grande struttura, due corposi atti configurati dal ricco fluire delle azioni.

Una bellissima scenografia, dei costumi molto curati arricchiscono la messa in scena di TUTTE A CASA (La guerra delle donne), spettacolo raffinato e di alto livello a cui vanno i più forti applausi.

- Andrea Alessio Cavarretta - 



Pragma srl
presenta
TUTTE A CASA
(La guerra delle donne)
di Giuseppe Badalucco e Franca De Angelis
regia di Vanessa Gasbarri
con
Paola Gassman, Mirella Mazzeranghi, Paola Tiziana Cruciani
Claudia Campagnola, Giulia Rupi
 scene Francesco Ghisu










venerdì 15 giugno 2018

OFF/OFF THEATRE, Roma protagonista della nuova entusiasmante stagione 2018-2019

K-news  



Non può assolutamente passare inosservata la cura della nuova entusiasmante stagione 2018-2019 dell' OFF/OFF THEATRE di Roma, pensata nei dettagli del suo complesso e completo filo concettuale, che non solo lega ciascuno spettacolo all'altro ma coinvolge il pubblico in un alto progetto corredato da tante pièce di grande livello. 

Queste alcune parole di presentazione del direttore artistico Silvano Spada:

"Le luci e le ombre, i pregi e i difetti propri di qualsiasi grande capitale non possono intaccare quello che, sempre e comunque, Roma, con la sua bellezza unica e straordinaria, rappresenta per l’Italia e il mondo: da qui l’orgoglio di essere romani con la capacità e la forza di attrarre ed accogliere tutti coloro che di Roma subiscono il fascino eterno."

Ed in un attimo ci si sente orgogliosi di essere parte di questa sempre meravigliosa Roma.



L’apertura di un nuovo teatro rappresenta un evento particolarmente significativo per il ruolo e la vitalità di una grande capitale e il successo ottenuto nella sua prima stagione, ha reso l’Off/Off Theatre di Via Giulia a Roma, un vivacissimo e dinamico punto di riferimento teatrale e culturale e sede di grandi eventi.


Ed è Roma la protagonista di questa seconda stagione.

mercoledì 13 giugno 2018

Al GAY VILLAGE tanti applausi per i due giovanissimi RICCARDO D'ALESSANDRO e ANDREA LINTOZZI interpreti di IO CHE AMO SOLO TE

Autore: Andrea Alessio Cavarretta (IppoKiro) 


 Recensione critica dello spettacolo IO CHE AMO SOLO TE
di Alessandro Di Marco e Lucilla Lupaioli, regia di Alessandro Di Marco.
Data unica, sabato nove giugno duemiladiciotto, GAY VILLAGE - Roma.



Sul prezioso palco del GAY VILLAGE va in scena uno spettacolo dal forte sentimento.

IO CHE AMO SOLO TE di Alessandro Di Marco e Lucilla Lupaioli è il racconto di due adolescenti che cercano di amarsi. È la storia di due grandi amici che condividono divertimenti, partite di calcetto, compiti in classe, ubriacature, risate, sfottò e proprio dopo uno di quei tanti momenti, alla fine di una chiassosa festa, nel delicato attimo delle confidenze, si trovano di fronte alla possibilità di essere, l'uno per l'altro, qualcosa di più.

Così, proprio in quel frammento d'intimità, uno dei due avvicina le sue labbra a quelle del suo migliore amico e la loro vicenda insieme improvvisamente cambia, mettendo in discussione le loro identità, le loro consapevolezze, ogni elemento dei loro rapporti interpersonali e sociali. Da quel primo bacio si modifica l'intero percorso delle loro giovani vite e rimangono quasi sospesi nella definizione del loro nuovo, complesso amore.

La pièce, molto ben scritta, incastona, all'interno della linearità di un racconto a due voci, dilatati spazi collaterali, in cui le due individualità, uscendo dal tracciato principale, s'interrogano, si osservano, si confrontano. Del loro esistere si intravede molto bene la vicenda interiore, il tormento della scelta, le possibilità di svolta, tanto da creare profondità ed emozione, tanto da raccontare, con tratti che strappano anche delicati sorrisi, la ricerca della difficile collocazione della loro dimensione omosessuale.

I due giovanissimi attori, Riccardo D'Alessandro e Andrea Lintozzi, sono molto bravi ad interpretare con efficacia i loro ruoli, riuscendo di volta in volta a strutturare il continuo divenire, il modificarsi, l'amarsi ed il respingersi ed, anche se alle volte la recitazione tende un pochino ad eccedere, il loro forte carisma scenico trasporta completamente il pubblico all'interno della tormentata vicenda.

La regia di Alessandro Di Marco segue molto bene tutto l'andamento dello spettacolo, configura in modo chiaro i comportamenti, crea bellissime immagini dal forte impatto emotivo, quasi istantanee di vita e sentimento, e ad eccezione di qualche momento d'indugio in alcuni passaggi, riesce a dare al pubblico uno spettacolo di qualità ed emozionalità.

Grandi applausi.  
- Andrea Alessio Cavarretta -


Io Che Amo Solo Te
di Alessandro Di Marco e Lucilla Lupaioli
regia di Alessandro Di Marco
con Riccardo D'Alessandro, Andrea Lintozzi
e con Alessandro Di Marco
Scene e costumi: Nicola Civinini
Assistente alla regia: Guido Del Vento
Luci: Sirio Lupaioli
Foto: Marcella Cistola e Simona Casadei










lunedì 11 giugno 2018

Kirosegnaliamo Settimana 11-17 Giugno 2018

K-news  






Kiri, continuano anche per questa nuova stagione,  le segnalazioni di Kirolandia blog di cooperazione dell'omonima corrente culturale.






Di settimana in settimana vari suggerimenti tra teatro, musica, arte  e tanti altri eventi selezionati  accuratamente sulla base delle vostre importanti indicazioni.



Dunque ecco per sognare con voi... 

TEATRO
DEBUTTI...

"LA COMMEDIA DEGLI ERRORI"
di William Shakespeare
Spettacolo del V Corso triennale 2015/ 2018 di Fondamenta La Scuola dell’Attore 
(traduzione di Nadia Fusini)
regia di Graziano Piazza

Teatro Tor Bella Monaca
martedì 12 e mercoledì 13 giugno ore 20.30

ADRIANA: Passato è il tempo che senza bisogno di pregarti, spontaneamente, mi giuravi di non conoscere musica più dolce al tuo orecchio, né oggetto più grato alla tua vista, né tocco più grato al tatto, né cibo più gustoso al tuo palato, di quel che potevi ascoltare, vedere, sentire, ricevere da me. E ora, cos’è accaduto, cos’è accaduto, sposo mio, che tanto ti sei straniato da te stesso? Te stesso, dico: tu non riconosci più una parte di te, la miglior parte della parte migliore di te, che sempre unita e indivisa al tuo corpo e alla tua anima, più di ogni altra ti deve essere cara. Ah, non strapparti da me, resta unito alla tua sposa. Se tu gettassi in mare una piccola goccia, sarà più facile ritrovarla e riprenderla intatta che dividere te da me e io da te.
Atto II, seconda scena
Alla stagione della cicala tutte le scuole -nel sollievo generale- chiudono. Fondamenta, che somiglia molto vagamente ad una scuola, vuole restare aperta. Compie dieci anni. Feste, no. Riflessioni, sì. Ci stanno, ci devono essere. La domanda radicale, scomoda, pericolosa è: la materialità del corpo-mente dell’Attore, la sua presenza, la sua relazione scenica con gli spettatori, la spontaneità rielaborata, la seconda natura si possono insegnare, si possono apprendere? Come? In quanto tempo? Una favola bella ha creato l’illusione che il percorso di apprendimento di un attore consista nell’incamerare orizzon­talmente tutto quello che un gruppo di insegnanti specializzati si propongono di impartire secondo un metodo ed un programma prestabilito (materie, corsi, esami, diplomi). Tutti paradigmi, strutture formali e modi di pensare del positivistico ordinamento scolastico. Una scuola che si propone un insegnamento uguale per tutti sarà una scuola impersonale. La scuola d’arte è un tempo -approssimativo ma ragionevole- per maturare sotto il vetro della serra. Un ambiente organico non aggregato meccanicamente in vista solo dello spettacolo. E allora? Andare oltre la codificazione, oltre le forme che non ci appartengono più, verso un sapere individuale, informale e segreto. Associazioni e rituali personali che alimentino il dialogo muto che ognuno intrattiene con il sé che vive in esilio. Le forme non più imposte divengano esperienza del proprio esserci. La scuola come guru collettivo, un habitat dove non circolino indulgenze e grate parole, dove nessuno sembri aver voglia di insegnare qualcosa, dove la sprezzatura del maestro inviti a rubare. Di nascosto. Una didattica senza programma ma con un progetto: dialogare anche con il maestro che non c’è. Con il passato, con la Storia. Acquisire l’abilità stocastica di pesare ad occhio, discer­nere quello che può servire, dalla zavorra che andrà in chiglia, spigolando (spigolamento: reato penale ai sensi C.R art.626, n° 3) tra i precetti, le regole, i suggerimenti, le indicazio­ni, gli equivoci, le oscurità, le frizioni, gli scontri in un luogo che vive in un contesto tempo­rale. Accanirsi soprattutto su ciò che si fa fatica a capire. Dove finisce la riva, dove comin­cia il mare? C’è di mezzo il vento, la marea, e magari la luna. Trasfigurarsi, mutare, matu­rare. Non c’è scuola al mondo che possa creare un attore, che crede di esserlo, ma non vuole diventarlo. I maestri non devono piacere: devono servire. Non sono compagni. Sono dei passeurs. Sono bagnini che sanno nuotare bene ma intanto insegnano a non affogare. In quale mare? Nel mar morto dell’ignoranza, della sciatteria, della presunzione, del narci­sismo, della credenza -non popolare, ma borghese- che l’Arte sia materia per sensitivi tormentati, sentimentali ispirati, cuori incompresi. Quando invece l’Arte è dei puri, dei sinceri, degli osservatori, dei ragionevoli, dei volitivi, dei creatori. Ecco: in una dimensio­ne non scolastica, quando la conoscenza verrà assorbita e adattata in profondità, la tecni­ca si incarnerà, cesserà di essere un problema, e verrà a galla, come un sughero, la doman­da essenziale: che fare di questa tecnica, dove indirizzarla, che senso darle. Verrà il tempo della transizione, il tempo in cui allontanarsi dalla scuola -anche rinnegandola, tradendo­la- per ricordarne il savoir faire, i dettagli còlti e non capiti, le ombre, i teoremi oscuri che da rompicapo diverranno scioglilingua. Quello che il setaccio avrà conservato si chiamerà ethos. La chiave sarà nel sole, alla finestra (Ginsberg).
Una scuola per amica (Mogol/Battisti) che poche volte impara e troppo insegna? 0 -meglio- che qualche volta impara e a volte insegna?
Sono sicuro che le allieve e gli allievi che stasera incontrano Shakespeare e la sua Commedia degli errori sanno tutto questo: infatti hanno da tempo la valigia sotto il letto.
Ma le scarpe? Perché -si sa- dal primo passo dipende l’ultimo.
Giancarlo Sammartan
di William Shakespeare - Spettacolo del V Corso triennale 2015/ 2018 di Fondamenta La Scuola dell’Attore  - (traduzione di Nadia Fusini)
con Gaetano Carbone, Francesca Carocci, Eleonora Cimafonte, Sabrina D’Alonzo, Andrea D’Amico, Pier Francesco Di Consolo, Giuliana Di Dio, Federica Ferraro, Maria Lomurno, Chiara Lutri, Mariano Matrone, Veronika Miotto, Teresa Nardi, Felice Sibilano, Tiziano Taliani, Serena Tassan, Rita Tersigni, Cristian Zandonella. - regia di Graziano Piazza - costumi di Daniela Catone - coreografia di Paola Maffioletti - allestimento tecnico Simone Caredda - assistenti alla regia Serena Tozzi, Federico Lucidi, Vincenzo Iantorno

Lo spettacolo è una produzione di Fondamenta Teatro e Teatri di Francesco del Monaco e Cristiano Piscitelli, con la Direzione artistica di Giancarlo Sammartano e la Direzione organizzativa di Fulvio Ardone.
Fondamenta Teatro e Teatri  è il progetto di Fondamenta La Scuola dell’Attore che favorisce il naturale passaggio dalla formazione alla professione.

Costo: Intero 10 - ridotto 8 - giovani 7 - prezzo speciale GIFT CARD 7,50 - 5 € per gli allievi della scuola Fondamenta
Indirizzo:  via Bruno Cirino - Roma  all'angolo di viale Duilio Cambellotti con via di Tor Bella Monaca 
info e prenotazioni: 06/2010579
promozione@teatrotorbellamonaca.it
Sito di riferimento: www.teatriincomune.roma.it/teatro-tor-bella-monaca/
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