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giovedì 20 settembre 2018

martedì 18 settembre 2018

KIROSEGNALIAMO Dal 18 al 24 Settembre 2018

K-news  


Kiri, ripartono anche per questa stagione le KIROSEGNALAZIONI di KIROLANDIA blog di cooperazione dell'omonima corrente culturale.

Di settimana in settimana vari suggerimenti tra teatro, musica, arte, cinema e tanti altri eventi  selezionati  accuratamente sulla base delle vostre importanti indicazioni.


Una novità... quest'anno i nostri suggerimenti raddoppiano non solo sul blog ma ad affiancarli, per rendere sempre più varia la nostra comunicazione, arrivano le KIROSOCIALNEWS suggerimenti mirati sui nostri social. 

Seguite sempre gli hastag #kirosegnalazioni e #kirosocialnews  e scoprirete tante sorprese per le vostre serate...

Dunque ecco per sognare con voi...


MANIFESTAZIONI - FESTIVAL - RASSEGNE

"PROLOGO DI STAGIONE 2018 – 2019"

TEATRO ELISEO - Roma
dal 18 settembre 2018,  vari orari

Eccoci arrivati ad un importante traguardo: il TEATRO ELISEO festeggia cento anni! Questo centenario ha un particolare valore perché è per me la celebrazione di una nuova partenza, di una rinascita culturale.  Il Teatro Eliseo è stato palcoscenico del migliore teatro e simbolo culturale della Nazione.  Quella che ereditiamo è una grande responsabilità, non solo per il patrimonio artistico che  ci è stato consegnato, ma anche perché siamo depositari di quel pensiero lib ero, privo di pregiudizi, che contrasta la semplificazione e l’impoverimento intellettuale. Per Roma e per la cultura italiana le storiche sale di Via Nazionale sono state, devono essere e saranno  luoghi essenziali di elaborazione; la rotta dei prossimi anni seguirà il concetto di innovazione, provocazione e rielaborazione della tradizione senza cadere  nell’autocelebrazione del passato.
Viviamo purtroppo in una fase di oscurantismo – la Cultura è un concetto assente da ogni  programma politico. Motivo in più per proseguire nella sfida, per esigere bellezza, riscoprire  etica e passione e tenere accesa la luce sulla complessità della contemporaneità.
Nel brand Eliseo confluiscono sinergicamente diverse attività parallele. Qui la creatività è  posta al di sopra di tutto e le eccellenze del teatro, della musica, del cinema, della fiction e  dell’arte si congiungono in un crocevia di linguaggi. Qui uno spunto teatrale può diventare pellicola cinematografica, la protagonista di un dramma storico può ispirare una fiction Rai,
un romanzo può trasformarsi in sceneggiatura, un dibattito scientifico può portare a scoperte innovative. L’intuizione è un piccolo seme contro il pregiudizio che porta ad una  visione diversa del mondo attraverso un conflitto sano.
Il 18 settembre inauguriamo il PROLOGO DI STAGIONE un calendario ricco di eventi che  faranno vivere contemporaneamente tutti gli spazi teatrali e lasciando poi il testimone alla  stagione di prosa vera e propria.
In questa vibrante aria di festa sfileranno alcuni degli abiti storici indossati dai grandi  protagonisti del teatro in una MOSTRA PERMANENTE DELLA SARTORIA TEATRALE FARANI.

Nei foyer di platea e di balconata e al Piccolo Eliseo si susseguiranno diversi spettacoli:
· dal 18 al 30 settembre ore 20.30 - Foyer di II balconata
KAMIKAZE NAPOLETANO scritto e interpretato da Arcangelo Iannace, regia di Francesco  Frangipane

· dal 18 al 26 settembre ore 21.30 - Foyer di platea
OGNI BELLISSIMA COSA di Duncan MacMillan e Jonny Donahoe con Carlo De Ruggieri  diretto da Monica Nappo

· dal 18 settembre al 7 ottobre ore 20.30 - spettacolo a bordo di un furgone
MEDEA PER STRADA ideato e diretto da Gianpiero Borgia con una straordinaria Elena Cotugno che firma il testo con Fabrizio Sinisi. Torna a grande richiesta lo spettacolo  itinerante per soli sette spettatori, a bordo di un furgone in movimento

· dal 20 al 23 settembre ore 21.00 - Piccolo Eliseo
L’AMMORE NUN’È AMMORE di Dario Jacobelli diretto e interpretato da Lino Musella

· dal 25 al 27 settembre ore 21.00 - Piccolo Eliseo
IL BAGNO FINALE di Roberto Lerici, lettura/studio di Vinicio Marchioni

· dal 28 al 30 settembre ore 21.00 - Piccolo Eliseo
IO LAVORO PER LA MORTE testo e regia di Nicola Russo in scena con Sandra Toffolatti

· dal 2 al 4 ottobre ore 21.00 - Piccolo Eliseo
UNA PASSIONE di Valentina Diana con Marco Vergani per la regia di Vinicio Marchioni

· dal 5 al 7 ottobre ore 21.00 - Piccolo Eliseo
QUALCOSA di Chiara Gamberale, il reading del successo letterario, in scena con Fausto Sciarappa e Marcello Spinetta diretti da Roberto Piana

· dal 9 al 10 ottobre ore 21.00 - Piccolo Eliseo
IL CIGNO NERO E IL CAVALIERE BIANCO il racconto della Grande Crisi di e con il giornalista Roberto Napoletano per la regia di Angelo Generali

· dal 16 al 28 ottobre ore 20.30 - Foyer di II balconata
HAMLETAS, originale versione dell’Amleto tutto al femminile. Dieci le attrici sul palco dirette  da Sarah Biacchi, tra cui Francesca Ciocchetti, Galatea Ranzi e Ludovica Modugno

· dal 16 al 28 ottobre ore 20.30 - Foyer di platea
BLINK CIRCUS di Lorenzo Mastroianni, installazione d’arte viaggiante che accoglierà dieci spettatori per volta alla scoperta del circo più piccolo del mondo

· dal 19 al 20 ottobre ore 21.00 - Piccolo Eliseo
NOTE DA OSCAR spettacolo musicale della Rimbamband

· dal 17 al 18 ottobre ore 21.00 - Piccolo Eliseo
PREMIO ELISEO SCUOLE 2018. Premiazione dello spettacolo finalista del concorso indetto dal  Teatro Eliseo in collaborazione con il MIUR e l’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio: In un  mondo che… del Liceo Ugo Foscolo di Albano Laziale.

La stagione del TEATRO ELISEO inizierà poi il 30 ottobre con una nostra prestigiosa  produzione dedicata al centenario: CYRANO DE BERGERAC di Edmond Rostand, il viaggio  interiore alla ricerca della bellezza di due protagonisti che da rivali in amore si scoprono  fratelli. In scena, Luca Barbareschi nei panni di Cyrano, Maurizio Lastrico in quelli di Cristiano e Linda Gennari in quelli di Rossana. In scena trenta attori tra cui Thomas  Trabacchi, Duccio Camerini, Massimo De Lorenzo e gli allievi e le allieve del corso di  Recitazione della Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté. La regia è di  Nicoletta Robello Bracciforti.
Il palco del PICCOLO ELISEO inaugura il 25 ottobre con IL GATTO dall’omonimo irriverente  romanzo di Georges Simenon, adattato da Fabio Bussotti. Nel ruolo dei due coniugi uniti  dall’odio Alvia Reale e Elia Schilton diretti da Roberto Valerio.

Costo: Vedi sito
Informazioni: Tel. 06.83510216
Indirizzo: via Nazionale 183 –Roma
Sito di riferimento teatro: www.teatroeliseo.com
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Centrale Preneste Teatro
presenta
"SINGING AND TELLING - RACCONTI E CANTI DI TRADIZIONE ORALE"
Festival della Tarda Estate

CENTRALE PRENESTE TEATRO-  Roma
21, 22 e 23 Settembre 2018, vari orari

Tre giorni di racconti e canti con il festival della tarda estate Singing and telling. Racconti e canti di tradizione oraleUn viaggio attraverso fiabe popolari scelte da patrimoni culturali diversi, dell’Europa e di altri paesi del mondo e tre concerti serali di musica di tradizione orale italiana, irlandese e nord- americana. Si comincia nel pomeriggio con una proposta pensata per un pubblico di famiglie e bambini con narrazioni e letture sceniche outdoor a due voci di giovani e giovanissimi attori. Ogni sera è poi previsto un concerto all’interno del Centrale Preneste Teatro. Il filo rosso che guida la programmazione è l’oralità, l’ascolto. Un tempo quando raccontando e cantando si passava la memoria e si costruiva la propria identità, voci e canti rimbalzavano di bocca in bocca e diventavano arte.

Si inizia venerdì 21 Settembre alle ore 17.00 con la narrazione di fiabe popolari della tradizione anglo-americana e africana. Alle ore 21.00 si prosegue con il concerto di musica popolare partenopea dei Vesevo, Vesuvio in italiano, un gruppo musicale dalle radici napoletane che lavora sulla musica di tradizione orale dell’area campana.
Il pomeriggio di sabato 22 Settembre, sempre alle 17.00, prevede la narrazione di racconti del patrimonio di tradizione orientale e francese. Alle 21.00 il duo Marco Fabbri e Maurizio Di Giacomo propone un concerto di musica popolare irlandese e bretone. Musicista presente sulla scena della musica tradizionale irlandese e scozzese da oltre 30 anni, Fabbri è considerato tra i migliori violinisti del genere in Italia. Alle chitarre c’è Di Giacomo, specializzato nel Finger-Picking-Style e il Ragtime.
L’utlimo giorno di festival si apre con racconti del patrimonio della tradizione tedesca e russa. Alle 21.00 si chiude con il concerto di musica popolare nord-americana proposto da Cocci Mountain String Band. Una string band romana composta da tre musicisti che, utilizzando solamente strumenti a corda, attingono alla tradizione della musica popolare nordamericana. Un mix di musica inglese, scozzese, irlandese, che in America incontra la musica africana.

PROGRAMMA COMPLETO:

VENERDI’ 21 SETTEMBRE
ORE 17.00
Outdoor per bambini e famiglie
NARRAZIONI DI FIABE POPOLARI
-Tommaso Lombardo & Aurora Reggio
Racconti del patrimonio della tradizione anglo-americana
- Tommaso Lombardo & Gabriele Traversa
Racconti del patrimonio della tradizione africana
ORE 21.00
Indoor giovani e adulti
CONCERTO DI MUSICA POPOLARE PARTENOPEA
Vesevo
Vesuvio in italianogruppo musicale dalle radici partenopee che lavora sulla musica di tradizione orale dell’area campana. Vesevo è un progetto di Antonio Fraioli, violinista e produttore artistico già fondatore di Spaccanapoli (poi Spakka-Neapolis 55) e presente nel catalogo Real World, che ha unito le forze con il percussionista Francesco Manna, uno dei maggiori esperti italiani di tamburi  cornice, e il chitarrista e cantante dalla vocalità possente e autenticamente partenopea, Antonio Di Ponte.

SABATO 22 SETTEMBRE
ORE 17.00
Outdoor per bambini e famiglie
NARRAZIONI DI FIABE POPOLARI  
-Tommaso Lombardo & Aurora Reggio 
Racconti del patrimonio di tradizione orientale
- Aurora Reggio & Gabriele Traversa
Racconti del patrimonio di tradizione francese
ORE 21.00
Indoor giovani e adulti
CONCERTO DI MUSICA POPOLARE IRLANDESE E BRETONE
Il Duo Marco Fabbri e Maurizio Di Giacomo
Musicista di grande spessore e di rilievo nazionale, presente sulla scena di musica tradizionale irlandese e scozzese da oltre 30 anni, Fabbri è considerato tra i migliori violinisti del genere in Italia. Fonda nel 1992 a Roma, presso la Scuola Popolare di Musica di Testaccio, il "Laboratorio di Musica di tradizione orale” con Mariano De Simone, banjoista, scrittore, tra i massimi conoscitori di musica popolare americana, attività didattica che prosegue ancora oggi con seminari in Italia ed Irlanda. Di Giacomo alle chitarre, specializzato nel Finger-Picking-Style ed il Ragtime, negli anni 80 inizia un’attività concertistica con diverse formazioni di Country-Blues e Bluegrass. Da anni presente nelle sessions romane di musica irlandese.

DOMENICA 23 SETTEMBRE
ORE 17.00
Outdoor per bambini e famiglie
NARRAZIONI DI FIABE POPOLARI
-Tommaso Lombardo & Gabriele Traversa
Racconti del patrimonio della tradizione tedesca
- Aurora Reggio & Gabriele Traversa
Racconti del patrimonio della tradizione russa
E con la partecipazione di Fabio Traversa che narrerà una storia dal patrimonio di tradizione siciliana, dalla raccolta di Giuseppe Pitré.
ORE 21.00
Indoor giovani e adulti
CONCERTO DI MUSICA POPOLARE  NORD-AMERICANA
Cocci Mountain String Band
Una string band romana, tre musicisti che si incontrano nel quartiere di Testaccio (da cui l'ispirazione per il nome) e che, utilizzando solamente strumenti a corda, attingono alla tradizione della musica popolare nordamericana: canzoni, ballate e melodie per accompagnare le danze, provenienti dalle montagne Appalachiane. Un mix di musica inglese, scozzese, irlandese, che in America incontra la musica tradizionale africana. Alessandro Garramone, acoustic guitar, mountain dulcimerMatan Rochlitz, mandolin, 5 - string banjo, vocalsAndrea Verde, fiddle.

Costo: Ingresso GRATUITO
Prenotazioni: 06 27801063 (lun./ven. 10.00/17.00) o info@ruotaliberateatro.191.it
Indirizzo: Via Alberto da Giussano, 58, Roma
Sito di riferimento: www.facebook.com/CentralePrenesteTeatro

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 TEATRO

DEBUTTANO...

LA COMPAGNIA TEATRALE
LE ORE PICCOLE
presenta
"DUE ADDETTI ALLE PULIZIE"
da “Il calapranzi” di Harold Pinter
testo e regia Chiara Arrigoni
con Andrea Ferrara, Massimo Leone
disegno di Paolo Zunino
costumi, scenografie, disegno luci Giuliana Musso

TEATRO INDIA - Roma
 20 settembre 2018, ore 21.30

“Chi pulisce quando noi ce ne andiamo? Sono curioso di saperlo.
Chi mette in ordine?
O forse lasciano tutto così com'è?”

Nell’ambito di ContaminAzioni 2018, festival teatrale organizzato dagli allievi dell'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica “Silvio d'Amico”. 

Due addetti alle pulizie stanno pulendo uno scantinato da una macchia. Sembrerebbe un lavoro come un altro ma i due non possono raccontare a nessuno quello che fanno. Seguendo la discussione dei due personaggi capiamo a poco a poco di cosa si occupano veramente: ripuliscono dal sangue i pavimenti di luoghi isolati che una misteriosa organizzazione, di cui non sanno nulla, usa per commettere omicidi.
A dieci anni dalla morte di Harold Pinter, torniamo nella lugubre stanza de Il calapranzi, proprio dove Ben e Gus a lavoro concluso, tra una chiacchiera e l’altra, si chiedevano chi ripulisse il pavimento, lasciato a volte inondato di sangue. Due addetti alle pulizie, nelle intenzioni della Arrigoni, si propone come uno spin-off de Il calapranzi, nell’intento di svelare un retroscena apparentemente marginale che nel capolavoro di Pinter viene solo accennato. Con le loro conversazioni a tratti comiche, a tratti paradossali, i due protagonisti si muovono con dissacrante disinvoltura sulla scena del crimine, ormai per loro uno spazio abituale. I dialoghi ruotano intorno alla necessità di non farsi domande e, al contempo, al timore di non riuscirci, finendo irrimediabilmente per sentirsi corresponsabili del sangue versato che devono “solo” cancellare dal pavimento.
Lo spettacolo intende innescare nello spettatore una riflessione sulla banalità del male, sulla sensazione di essere coinvolti in qualcosa di più grande e, talvolta, più mostruoso. La consapevolezza di essere solo l’ingranaggio di un meccanismo complesso, decidere che non porsi domande renda innocenti le nostre azioni, non può costituire un alibi.

Vincitore del Premio Nazionale Scena&Poesia 2018, Due addetti alle pulizie arriva in anteprima a Roma dopo il successo di “Audizione”, pièce teatrale che ha debuttato nel 2016 proprio al Festival ContaminAzioni e che lo scorso luglio, dopo numerosi riconoscimenti in tutta Italia, ha condotto la compagnia in Francia per il Festival Off d’Avignon.
Questa la motivazione della giuria del Premio Scena&Poesia:
"Un testo che parte da una situazione chiave non nuova (il riferimento esplicito è al Calapranzi di Harold Pinter), per interrogarsi sulla responsabilità dell’individuo in un caso estremo com’è quello delineato nella pièce, e infine approdare alla questione chiave della responsabilità del pubblico a teatro”

Il 27 settembre 2018 lo spettaccolo sarà presentato allo  SPAZIO DIAMANTE  di Roma  per il Premio InDivenire 2018/2019. 

Costo: Vedi sito
Informazioni: 06 6840 00311
Indirizzo:  lungo tevere Vittorio Gassman, 1 - Roma
Fb di riferimento:  www.teatrodiroma.it

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TEATRO DELLA CITTA' DI CATANIA
presenta
"LA CENA"
di Giuseppe Manfridi
Progetto teatrale e regia: Walter Manfrè
con Andrea Tidona, Chiara Condrò, Stefano Skalkotos, Cristiano Marzio Penna

TEATROSOPHIA - Roma
Dal 20 Settembre al  7 Ottobre 2018 (dal giovedì alla domenica) ore  21.00 – domenica ore 18.00

Una sontuosa tavola apparecchiata per trenta persone, spettatori inclusi.  Un capocameriere che serve dell'ottimo vino. Attorno alla tavola gli spettatori, invitati a La Cena, e con loro gli attori protagonisti  dello spettacolo scritto da Giuseppe Manfridi e diretto da Walter Manfrè.
Andrea Tidona, Chiara Condrò, Stefano Skalkotos, Cristiano Marzio Penna, rispettivamente un padre, una figlia, il suo fidanzato e il maggiordomo, accomodatisi al tavolo insieme agli ospiti, iniziano una discussione riguardante misteriosi affari di famiglia di natura assolutamente personale che turberanno gli invitati. Al centro della discussione, dal 20 settembre al 7 ottobre a Teatrosophia,  le vicende del passato e del presente caratterizzati dalla più assoluta impudicizia.

Il testo è stato scritto su sollecitazione di Walter Manfrè da uno dei più importanti drammaturghi italiani contemporanei, Giuseppe Manfridi, che ha badato a restituire un’opera carica di tensione drammatica e di ironia che alla fine lascia tramortito il pubblico. Lo spettacolo vide il suo debutto a Roma nel 1992 e da allora ha visitato i più importanti teatri italiani (Nazionale di Milano, Delle Arti di Roma, Niccolini di Firenze)

Lo spettacolo nel 2016 ha preso nuovamente vita, debuttando nel Salone del Castello Aragonese di Comiso (RG), aprendo ben due stagioni del Teatro Garibaldi di Modica e recentemente è stato in scena a Catania nel cartellone del Piccolo Teatro della Città.

Di Giuseppe Manfridi - Progetto teatrale e regia: Walter Manfrè - con Andrea Tidona, Chiara Condrò, Stefano Skalkotos, Cristiano Marzio Penna - Produzione: Teatro della Città di Catania

Costo: Bigietti 18€ + 2€ tessera associativa del teatro
Informazioni: info@teatrosophia.it –  tel: 06.68801089 – 375.5488661
Indirizzo:  via della Vetrina 7 – Roma
Fb di riferimento:  www.facebook.com/teatrosophia2018/
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Officine del teatro Italiano
presenta
GABRIELLA GREISON
EINSTEIN & ME
La storia d'amore che ha rivoluzionato la fisica e il mondo
di e con Gabriella Greison
regia
CINZIA SPANÒ

TEATRO SALA UMBERTO - Roma
23 settembre  2018, ore 21.00

“La vita d’una persona consiste in un insieme d’avvenimenti
 di cui l’ultimo potrebbe anche cambiare il senso di tutto l’insieme”
Italo Calvino

Monologo che racconta la vita di Albert Einstein dal punto di vista di sua moglie, Mileva Maric, anche lei fisica, nonché madre dei suoi figli. 
Mileva ha 21 anni ed è seduta tra i banchi della prestigiosissima aula di fisica del Politecnico di Zurigo, è la quinta donna in assoluto a frequentare una Facoltà scientifica e di questo ne è fiera. È il 1896 e il mondo sta cambiando. La fisica Mileva è desiderosa di far parte di questo stravolgimento in atto in ogni settore, con la sua mentalità scientifica vuole dimostrare a se stessa che una donna può realizzare i propri sogni. Sta vivendo la sua estate più bella. Il suo carattere è tutt'altro che banale: ha l'abitudine di contare gli angoli retti che trova lungo il suo cammino, le piacciono i treni, gli elenchi, e tutto ciò che può essere numerato. È una secchiona, e non fa nulla per nasconderlo. Questo particolare salta subito all'occhio ai professori e ai compagni di corso, che reagiscono diversamente. In particolare, ce n'è uno che è completamente estasiato da lei, un ragazzo spettinato, spocchioso e perdigiorno, Albert Einstein. Dopo lunghi mesi di corteggiamento, in cui condividono tutti gli aspetti più sani e belli della vita universitaria, comprese le nozioni di fisica che studiano e approfondiscono insieme, e i laboratori dove vedere la fisica, Mileva cede al Albert, e si lascia trasportare dall'amore. Mileva per tutto questo tempo ha un'amica immaginaria con cui parlare della sua evoluzione come donna e come scienziata, Madame Marie Curie che lei vede come un riferimento indiscusso. Ma arriverà l'autunno nella vita di Mileva, a cui farà seguito anche l'inverno, con i due figli da mantenere e l'esplosione di Einstein come scienziato, strada che a lei sarà preclusa.
Le ricerche di Gabriella Greison prevedono un altro importante snodo: le voci che venivano messe in giro su Mileva (tra gli altri dalla madre di Einstein) non erano vere, e la sua seconda vita lei la vive eccome. 
La nuova primavera e la sua nuova estate le verrà data proprio da Gabriella Greison (anche lei fisica) che sul palco interpreta un personaggio interessante, perché è un incrocio con sè e chi ha amato, Einstein, al punto da creare un percorso nella propria vita mettendo al centro lui e la sua fisica. L'amore di Mileva per Einstein è lo stesso della Greison, ed è proprio grazie a una donna come Mileva che le ragazze e le donne di oggi possono realizzare i propri sogni, frequentare facoltà scientifiche e realizzarsi prima di tutto per se stesse.

Gabriella Greison è fisica, scrittrice e protagonista sul palco delle sue rappresentazioni teatrali da diversi anni, si è fatta conoscere da tutti con il suo “Monologo Quantistico” che ha girato tutta Italia, superando quota 150 repliche e per la maggior parte sold out.
 “Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci”
Mahatma Gandhi

Costo: Prezzi da 23€ a 15€
Indirizzo: via della Mercede, 50 - Roma
Sito di riferimento teatro: www.salaumberto.com
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ARTE

INAUGURANO...

Doppio Passo. Incontri di Arte e Letteratura
"INTRECCI DI CERAMICHE E PAROLE"
In mostra opere di VALERIO DIOTTO
A cura di Maria Ida Gaeta

 Casa delle Letterature - Roma
dal 20 settembre 2018, vari orari

IL 20 SETTEMBRE ALLE ORE 18 si inaugura a Roma presso la CASA DELLE LETTERATURE la mostra “Intrecci di ceramica e parole” dove saranno esposte le opere di Valerio Diotto (Genova, 1951): pannelli ceramici in cui si compongono forme geometriche, zoomorfe o astratte. Un percorso artistico basato su studi storici in cui l’artista genovese ha, attraverso la ricerca di antiche tecniche di produzione e decorazione, rivisitato la composizione delle piastrelle ispano-moresche e sviluppato metamorfosi di forme, che da poliedriche diventano animate e poi si compongono, si trasformano, sfumano e si ricombinano.

Gli intrecci fra arte, cultura, letteratura e territori sono il filo conduttore che Diotto sviluppa nella mostra, associando alle sue opere i libri con cui è venuto in contatto nei lunghi viaggi della sua gioventù, quando per molti anni ha percorso in libertà paesi dell’oriente e dell’occidente accostandosi alle arti figurative antiche e portando con sé sempre un libro. La visione fiabesca di Calvino, il realismo magico di Garcia Marques, Cortàzar, Joyce con il suo Ulisse sono stati fra i suoi compagni di viaggio, la biblioteca di Babele di Borges il suo luogo di lettura. Il labirinto, la simmetria, il paradosso, l'infinito spaziale e temporale, la circolarità – nei racconti dello scrittore argentino - lo colpiscono. Quando, anni dopo, reincontrerà questi temi nei disegni di Escher l’influenza di quelle letture si farà sentire nella sua produzione artistica.
Gli intrecci fra arte, cultura, letteratura e territori portano l’artista a Roma, dove, dalla Casa delle Letterature, la rete delle biblioteche civiche si sviluppa nella città, fino ai suoi margini. Diotto ha voluto non limitarsi a realizzare un catalogo, ma in occasione della mostra ha pubblicato un libro sulle sue “Ceramiche improbabili”, anche in versione inglese. Ogni biblioteca romana avrà in dono una copia del volume, catalogabile.

Con l’artista e la curatrice interverranno all'inaugurazione  ALBERTO OLIVETTI e FIORELLA FARINELLI.

Costo: Ingresso LIBERO
Indirizzo: piazza dell’Orologio n. 3
Informazioni: 06-68134697
Sito di riferimento: www.casadellelleterature.it
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PROSEGUONO...

"Le forme del mito: 25 sculture di Joaquín Roca Rey "
Ospitate al Museo Carlo Bilotti di Villa Borghese
La mostra antologica, a cura di Giuseppe Appella,
coglie il meglio del linguaggio moderno, tra mito e ritualità

MUSEO CARLO BILOTTI - Aranciera di Villa Borghese - Roma
dal 5 luglio al 4 novembre 2018 - Da martedì a venerdì ore 13.00 - 19.00 Sabato e domenica ore 10.00 - 19.00 - Dal 1 ottobre è in vigore l’orario invernale  - Da martedì a venerdì ore 10.00 - 16.00 Sabato e domenica ore 10.00 - 19.00 (Ingresso consentito fino a mezz’ora prima dell’orario di chiusura)

Il Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese ospita la mostra antologica di Joaquín Roca Rey, Le forme del mito, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con il patrocinio di Embajada del Perú en Italia. La cura della mostra è dello storico dell’arte Giuseppe Appella. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Nelle sale al piano terreno saranno esposte 25 sculture datate 1956–2001 che, evidenziando l’indagine formale, tra mito e ritualità, sono riuscite a cogliere il meglio del linguaggio moderno. Dal natio Perù a Roma, le opere di Roca Rey si liberano dell’involucro preincaico di magia e ritualità (assemblage di ferro, forgiato con evidente realismo e poi alluminio, ottone, acciaio, onice, bronzo, marmo, travertino) senza abbandonare il mito ritrovato nelle forme più avanzate della contemporaneità, come a dire la scultura di Chadwick e di Moore, di Hare e di David Smith, la pittura di Magritte e di Lam, rivisitati nell’architettura di Roma, nel suo rigore e nella sua enfasi, con una visionarietà carica di turbamenti, memorie e sogni. 

È il momento in cui gli Incas, i Maya, gli Atzechi, il barocco latino americano si confrontano con Roma antica e Roma seicentesca riconoscendovi attinenze di sacralità sessuale subito esplicitata in allusioni misteriose e ironiche, nel totem elevato a simbolo dell’identità tra uomo e cosmo, elemento soggetto alle continue trasformazioni di una fantasia tra le più vive della scultura del secolo appena trascorso. Fantasia che permette a Roca Rey, in una perenne estensione di dualismi, contrasti e ambiguità, resi evidenti anche dalla scelta dei molteplici materiali utilizzati spesso insieme, una sorta di scambio tra leggerezza e solidità, pieno e vuoto, concavo e convesso, eros e gioco, inquietudine e malinconia, negativo e positivo, vita e morte, tipiche del surrealismo o, meglio, degli automatismi del subconscio travasati nel progetto della composizione e, non prive di inquietante ironia, nelle relative invenzioni formali.
In contemporanea con la mostra romana, il Sistema dei Musei e dei Beni Culturali ACAMM (Aliano, Castronuovo Sant’Andrea, Moliterno, Montemurro) esporrà nei propri spazi una serie di disegni e di piccole sculture. 

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Con il patrocinio di Embajada del Perú en Italia
A cura di Giuseppe Appella
Catalogo edito da xPoint printing con testi biobibliografici di Giuseppe Appella, Guido Strazza e Blas Roca Rey
Servizi museali Zètema Progetto Cultura
Servizi Vigilanza UNISECUR srl
SPONSOR SISTEMA MUSEI CIVICI     
Con il contributo tecnico di Ferrovie dello Stato Italiane

Costo:  Ingresso LIBERO
Informazioni: 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)
Indirizzo: viale Fiorello La Guardia 6 - Roma
Sito di riferimento: www.museocarlobilotti.it - www.museiincomuneroma.it                                      
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ROMA ATTRAVERSO L’ARTE DEL ‘900 NELLA MOSTRA
“ROMA CITTÀ MODERNA. Da Nathan al Sessantotto”
a cura di Claudio Crescentini, Federica Pirani, Gloria Raimondi e Daniela Vasta

Una rilettura ideale della cultura artistica di Roma
in circa 180 opere lungo il Novecento fra Modernità e Tradizione

GALLERIA D’ARTE MODERNA DI ROMA - Roma
dal  29 marzo al 28 ottobre  2018, da martedì a domenica ore 10.00 - 18.30
 
Un tributo alla Capitale d’Italia attraverso gli artisti che l’hanno vissuta e gli stili con cui si sono espressi.
Una rassegna unica che ripercorre le correnti artistiche protagoniste del ‘900 con in primo piano la città di Roma, da sempre polo d’attrazione di culture e linguaggi diversi.
Presentate oltre 180 opere, tra dipinti, sculture, grafica e fotografia, di cui alcune mai esposte prima e/o non esposte da lungo tempo, provenienti dalle collezioni d’arte contemporanea capitoline, in una rilettura ideale della cultura artistica di Roma, una città ipercentrica, seppur multiculturale, nella quale, nei decenni, si sono andate sedimentando diversità e univocità non sempre o non solo in conflitto fra di loro. Proprio come nella specificità cronologica individuata che, lungo il Novecento, si svolge fra Modernità e Tradizione, da Ernesto Nathan, Sindaco di Roma (1907-1913) di dichiarata ispirazione mazziniana negli anni di complessa gestione della capitale, fino al decennio dei grandi movimenti di massa e della rivoluzione artistica e culturale ormai universalmente identificata col nome dell'anno in cui si manifestò in maniera più preponderante: il Sessantotto.
La mostra si muove quindi su di un tracciato storicizzato, con il preciso obiettivo di immergere le opere d'arte selezionate nel contesto geo-artistico, temporale e sociale in cui sono state create. Con in primo piano la città, quindi, la sua storia e i suoi luoghi, nelle dissimili ramificazioni territoriali, dal centro alla periferia e viceversa. Ma anche i suoi stili artistici, nei diversi periodi che si sono andati affiancando oppure sovrapponendo e sostituendo, in un avanzamento artistico e intellettuale che ha fatto di Roma il perno della cultura nazionale e internazionale del Novecento, molte volte anticipando temi e stili rispetto ad altri capoluoghi italiani così come per altre capitali europee.

In mostra opere che riproducono paesaggi e figure con valenze simboliste e decadenti realizzate tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del XX secolo (Duilio Cambellotti, Onorato Carlandi, Nino Costa, Adolfo De Carolis, Camillo Innocenti, Auguste Rodin, Adolf Wildt, Ettore Ximenes, ecc.). Si tratta di opere che anticipano quella voglia di rinnovamento e modernità fondamentale per il lavoro degli esponenti della Secessione romana negli anni Dieci (Felice Carena, Nicola D’Antino, Arturo Dazzi, Arturo Noci ecc.), così come per il gruppo dei futuristi e degli aeropittori degli anni Venti e Trenta (Benedetta Cappa Marinetti, Tullio Crali, Sante Monachesi, Enrico Prampolini, Tato, ecc.).
Una parte sostanziale della mostra è dedicata a quella tendenza artistica, per così dire, di “recupero”, spesso teorico oltre che concettuale, dell’antico e della tradizione dell’arte italiana che caratterizza, seppur con distinguo, le molteplici correnti artistiche degli anni Venti-Trenta, dal Tonalismo al Realismo Magico, dalla Metafisica, al Primitivismo, tramite le quali gli artisti “guardano” Roma con un nuovo seppur “antico” sguardo (Giacomo Balla, Giuseppe Capogrossi, Felice Casorati, Emanuele Cavalli, Giorgio de Chirico, Achille Funi, Franco Gentilini, Arturo Martini, Roberto Melli, Fausto Pirandello, Mario Sironi, ecc.).
Si prosegue con l’approfondimento della Scuola Romana che offre una notevole rosa di capolavori dell’arte italiana del Novecento con focus sulle demolizioni che hanno caratterizzato Roma nella distruzione/ricostruzione del centro città e il conseguente, dissennato, sviluppo delle periferie (Afro, Mario Mafai, Scipione, ecc.), per immettersi nella fase della figurazione e dell’astrazione – il segno – che ha caratterizzato la cultura post-bellica degli anni Quaranta, Cinquanta e primi Sessanta (Renato Guttuso, Leoncillo, Carlo Levi, Gastone Novelli, Achille Perilli, Giulio Turcato, Lorenzo Vespignani, Alberto Ziveri, ecc.). A chiusura, intesa però come apertura verso un’“altra” Roma, i riscontri urbani della Pop Art romana e delle sperimentazioni concettuali della seconda metà degli anni Sessanta che hanno definitivamente dilatato il centro dell’arte e del pensiero artistico di Roma, da Roma oltre la stessa città, per un afflato internazionale (Franco Angeli, Mario Ceroli, Tano Festa, Mario Schifano, Pino Pascali, Luca Maria Patella, Mimmo Rotella, ecc.).

Anche l’'allestimento della mostra, che coinvolge tutto il museo, è stato pensato tenendo presente il nesso tra i diversi ambienti artistici, tra luoghi temporali e iconografici contigui, al fine di rappresentare la vivace e intensa vita artistica della Capitale. A tal fine anche i tradizionali apparati didattici sono affiancati, in ciascuna sezione, da strumenti multimediali realizzati in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Roma e l’Istituto Luce. Attraverso l’individuazione di tre concetti chiave – Architettura e urbanistica / Società/ Arte – sarà consentito visualizzare insieme immagini e brevi testi scientifici utili a dimostrare le stringenti relazioni fra, appunto, la città, il suo sviluppo e le arti.

In occasione della mostra saranno anche organizzate (maggio-ottobre 2018) una serie di iniziative culturali – incontri, letture, presentazioni, proiezioni, serate musicali e a tema – atte a rafforzare la forza dirompente dell’arte e del pensiero culturale a Roma nei suoi “primi” sette decenni della sua evoluzione.

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Organizzazione Zètema Progetto Cultura.

Costo: Biglietto di ingresso alla Galleria d’Arte Moderna: 7,50 €  intero e 6,50 €  ridotto, per i non residenti;  6,5€  intero e di  5,50  € ridotto, per i residenti; gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente.
Informazioni: 060608 - www.galleriaartemodernaroma.it
Indirizzo: via Francesco Crispi,  24 -  Roma
Sito di riferimento: www.galleriaartemoderna.it
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