MENU

K-HOME | KIROLANDIA | KIRI | REGOLAMENTO | CONTATTI  | corrente culturale | frida.artes | cookie law
Kirosegnaliamo | Kiroalmanacco | Kirosegnaliamo
K-NEWS |FOTO | RACCONTI | POESIE | DISEGNI/PITTURE | PALCOSCENICO | MUSICA | ARTE | CINEMA | LIBRI | COSTUME/SOCIETA' | SCIENZE/NATURA | VIDEO
IppoKiro PutzoKiro MayaKira LoveKira ManuKira AttiroKira VolpocaKiro MireKira Krouge VeraKira

mercoledì 16 novembre 2011

QUANTIZZAZIONE





Processo di conversione del pensiero in valori discreti 


L’insieme dei valori per misurare una grandezza è un’insieme continuo di infiniti punti. Per valorizzare ogni misura è dunque necessario un insieme di numeri infinito tale che tra due numeri ci siano infiniti valori. E tra due punti, scelti nell’infinito, ancora un infinito di possibilità. Perché nulla è uguale a nulla, se non a sé stesso e non bastano valori finiti per coglierne le sfumature.

Ma l’uomo è finito, discreto e digitale. L’uomo campiona e assegna ad ogni sfumatura una categoria. Perché l’uomo vuole controllare e vuole capire. Per farlo ha risorse limitate e un tempo finito.

Che sia una grandezza fisica o un’opera d’arte, l’uomo assegna un’etichetta, un genere e un valore. Che si tratti del dominio del tempo, della trasduzione di un segnale analogico-digitale o di un pensiero filosofico, il criterio è lo stesso: nulla può stare nel mezzo. Allora una canzone è rock, punk, progressive, pop o commerciale, proprio come un segnale analogico appartiene a specifiche soglie di quantizzazione.

E le sfumature, le vie di mezzo, le nuove idee che non hanno ancora il proprio posto, non sono nulla finché qualcuno non definisce un nuovo livello. Non esistono finché non viene definita la categoria. Sono errori di quantizzazione, finché un livello di quantizzazione non coincide con essi.

Quando pensa, quando studia, quando impara, quando ascolta musica o legge un testo; l’uomo compie un processo di decisione. Da una parte o dall’altra. E tutto ciò che sta nel mezzo non può essere che un tentativo.
Perché l’uomo cerca l’ordine. Perché l’uomo ragiona in digitale. Perché stare a metà esatta tra due cose significa essere lontani da entrambe.

E questo stesso testo, che non è scienza e che non è arte. Ed il concetto stesso della fusione tra esse. E le parole che hanno la pretesa di essere entrambe. Sono impurità del segnale di un amplificatore in saturazione.


Per maggiori dettagli sul processo di quantizzazione:


Se consideri questo post interessante scrivi un commento, vota le stelline e clicca mi piace!  

Nessun commento:

Posta un commento