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lunedì 23 gennaio 2012

GRADI DI LIBERTA'



autore: Christian di Lollo (Pakiro) 




Elogio della libertà e dei suoi vincoli.

Il numero di variabili indipendenti che determina univocamente la posizione di un punto materiale nello spazio definisce la dimensione dello spazio in cui il punto può muoversi. 
Perché mai, o quasi mai, un punto ha facoltà di muoversi in qualunque direzione.  Perché se anche è definito, e quindi esiste, in spazi multidimensionali, esso è obbligato a muoversi intorno ai propri vincoli. Vincoli che condizionano  il movimento, impoveriscono le potenzialità, riducono le possibilità, limitano le libertà.

Si chiamano gradi di libertà e indicano il numero di dimensioni dello spazio sul quale un corpo può muoversi: misurano la distanza di un corpo dalla propria libertà.

Perché non può andare, non può fare, non può pensare. Non può credere migliore, ritenere corretto o giudicare sensato. Ci sono le regole, i valori, i riferimenti, le formule da rispettare. Ci sono l’educazione, il buonsenso le regole sociali. C’è il paradiso e c’è l’inferno. Ci sono giudici e giudicatori, pregiudizi e preconcetti, vantaggio utilità e guadagno, imparzialità, fanatismo e magia. Ci sono gli errori e la necessità di evitarli.  Ci sono le leggi della meccanica classica e c’è il dovere di non smentirle.

Esistono dei posti dove i gradi di libertà sono infiniti. Degli spazi dove non ci sono vincoli. Dei mondi dove non è la meccanica a guidare il moto dei punti. Sono posti senza limiti, senza confini, senza leggi fisiche. Sono posti senza doveri e senza necessità. Sono posti senza direzioni. Sono posti con infinite dimensioni. Sono posti dove non ci sono riferimenti e il moto diviene indistinguibile. Sono posti in cui sembra tutto fermo, perché tutto si muove.

Sono posti in cui il punto materiale non può essere definito perché deve essere associato ad un punto geometrico. Sono posti in cui un punto materiale non può sperimentare moto, perché ha necessità di capire dove non andare, per conoscere la strada.


Un po’ di link per coloro che non conoscono formula di Grubler, non sanno dimostrare la relazione di Kutzbach o sono convinti che la coppia cinematica sia un film particolarmente romantico:




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2 commenti:

  1. bella contaminazione matematico-poetica in ottimo taglio web!
    bravo
    @francafi (da twitter)

    RispondiElimina
  2. Grazie mille. Hai descritto in modo perfetto lo stile che ho usato per questo testo. Sono contento ti sia piaciuto.
    Pakiro

    RispondiElimina