MENU

K-HOME | KIROLANDIA | KIRI | REGOLAMENTO | CONTATTI  | corrente culturale | frida.artes | cookie law
Kirosegnaliamo | Kiroalmanacco | Kirosegnaliamo
K-NEWS |FOTO | RACCONTI | POESIE | DISEGNI/PITTURE | VIDEO | PALCOSCENICO | MUSICA | ARTE | CINEMA | LIBRI | COSTUME/SOCIETA' | SCIENZE/NATURA
IppoKiro PutzoKiro MayaKira LoveKira VirusKira ManuKira AttiroKira Krouge ChiKira VolpocaKiro MireKira

giovedì 16 febbraio 2012

VEGETOBUFFONI





Diciamo la verità il tenero vitellino che ci guarda con l’occhio languido e supplichevole è tanto carino, ma non somiglia molto alla bistecca che addentiamo pieni di ingordigia al ristorante e che è almeno, altrettanto tenera, eppure più o meno si tratta dello stesso essere vivente, anzi nel secondo caso dello stesso essere morto.

Non sono vegetariana, penso di aver raggiunto ormai l’età in cui la carne sia un alimento superfluo, e in effetti, non è nemmeno uno dei miei cibi preferiti, ma ho ancora un po’ di remore ad abbandonare la mortazza e la spigola, quindi per ora continuo a rimanere nel girone dei carnivori, ma siccome sono circondata da  vegetariani e vegani integralisti, ormai ho le idee abbastanza chiare sull’argomento e comunque, di solito, tendo a rispettare, le scelte altrui qualunque esse siano.

Sì lo so, lo so, il vegetorompiscatole che ci ricorda che mangiamo cadaveri che vanno in putrefazione sul fondo nel nostro stomaco effettivamente è abbastanza urticante, ma insomma ogni buon “Credo” ha la sua dose di proselitismo… e in Italia, almeno, sopportiamo molto di peggio.


Comunque, quando la settimana scorsa la mia cara amica Martina mi ha chiamato chiedendomi di  spostare la nostra cena dal messicano al giapponese, perché si sarebbe unita a noi la cugina vegetariana che era venuta a trovarla dalla magnifica cornice dell’Università di Siena, ho detto semplicemente “Non c’è problema!!!”.
Ci siamo incontrate davanti al ristorante e da subito ho capito che la tipa, Maddi, diminutivo di Maddalena, era nata per essere la mia migliore amica. Ho scrutato la sua borsa di cuoio, avete presente quelle mezze lune che andavano tanto negli anni settanta e che ora, sono parte integrante dell’abbigliamento dell’universitaria media alternativa? Ecco, appunto, qualche anno fa, ne avevo una identica nel mio armadio e avrei giurato che una volta brucava l’erba nei prati... anche la pseudo kefia multicolor che sfoggiava al collo, era intarsiata da piccoli triangolini di un malcapitato “scamosciato” che non è un animale, ma il risultato con il quale si indica la lavorazione della pelle di un animale, “ma caspita!!” ho detto a me stessa, “uno può decidere di essere vegetariano anche solo per ragioni di salute fregandosene degli animali, perciò potrebbe persino indossare una pelliccia ed essere mediamente coerente…”.
Comunque, ci siamo accomodate nel locale, abbiamo fatto le nostre ordinazioni e ovviamente  nell’attesa, ci siamo messe a chiacchierare.  Maddi ha immediatamente colto l’occasione per scusarsi del cambio di programma e io ignara ho detto solo “ma ci mancherebbe, mia sorella e diversi miei amici sono vegetariani o vegani, sono abituata ai mangialattuga”. Non l’avessi mai detto! Ha cominciato a snocciolare tutti i luoghi comuni sulla difesa degli animali i beagle, il plancton austroungarico, la foca palustre e non so cos’altro, tutto questo mentre la sua bisteccoborsa giaceva morta stecchita appesa alla sua sedia, e i triangolini sulla sua sciarpa mi guardavano con aria afflitta. “Non hai idea… difficile portare avanti certe scelte in un mondo di persone così poco attente… animalisti per moda…  animaliste perché fa figo…  una lotta dura… Striscia parla di Green Hill e tutti improvvisamente diventano animalisti… e poi a casa convincere mia madre, non si trova il seitan di qualità… il tofu solo senza condimenti… nei ristoranti ti guardano male…
Poi fortunatamente quando già accarezzavo l’idea di sbatterle la faccia sulla piastra rovente del sushi bar, per dimostrarle quanto poco me ne fregava della sua difficile vegetovita, sono arrivate le nostre ordinazioni a salvarla.
Ero basita: sashimi!! Aveva ordinato il sashimi, non ci volevo credere, dopo tutti quei discorsi stava addentando un sashimi al salmone come se fosse stato un innocuo pezzetto di tofu e aveva davanti a se una di quelle barchette che si usano come piatto da portata, sulla quale l’unica verdura era il wasabi!!
Martina, mi ha guardato con l’aria supplichevole, sapeva che non l’avrei lasciata passare tanto facilmente, aveva gli occhi da Panda, ma non sono così tanto animalista da lasciarmi intenerire da un essere umano che simula un cucciolo: “da quanto tempo ci conosciamo io e te… è una vita ti ricordi? dove è stato in piazza o a qualche assemblea di istituto? Dai raccontiamolo a Maddi!
Ho sorriso “non ci provare, non mi freghi… ehm, scusa Maddi cosa hai preso? E' sashimi?”
Ha alzato lo sguardo sorridendo con la bocca ancora piena “sì, vuoi assaggiare?! Questa è orata credo… i sushi sono un po’ piccoli, ma sembrano buoni, anche se hanno messo pure l’anguilla che non mi piace proprio…
No, più che assaggiare vorrei capire, mi hai fatto una filippica di un’ora sull’essere vegetariana e stai mangiando il pesce crudo? Forse ti sfugge, ma quell’orata aveva occhi, bocca e un discreto apparato circolatorio prima di essere ridotta a fettine sottili sottili, magari sguazzava allegra nel mare, hai presente il pesciolino Nemo? insomma, se sapevo che il pesce non era un problema magari potevamo andare al messicano, avremmo potuto chiedere una chimichinga con i calamari, chissà magari è pure buona” ho detto sfoggiando un sorriso maligno.
Ha sgranato gli occhi, e ha deglutito abbastanza rumorosamente: “Beh, il pesce lo mangio, ma è  la carne che… cioè non è che sia carne…
Vi risparmio il resto della conversazione, perché sentire una “vegetariana” che cerca di sostenere che un’orata ha meno diritti di una mucca è veramente imbarazzante e non credo che riuscirei a rendere l’idea dell’esercizio di stupidità cui ho assistito quella sera.

Ognuno di noi ha le sue incoerenze, io personalmente avrei bisogno di un blog a parte per fare l’elenco delle mie, ma farne una bandiera mi sembra un po’ da idioti! E poi diciamoci la verità, essere vegetariani fa veramente molto figo, ma essere vegetariani sul serio è una bella rottura di scatole, insomma quando ti portano un supplì con  il ragù, non puoi mangiare solo il riso intorno,  scartando la carne, quel sugo è cotto con la carne! E quando il cameriere ti dice “stia tranquilla nella pasta al forno non mettiamo carne, ma solo prosciutto cotto” gli devi sorridere e chiedere una bella insalata mista e non domandare un piatto per accantonare il prosciutto cotto avanzato dalla tua vivisezione della lasagna. Diversamente, chiunque tu sia, smettila di scimmiottare chi fatica veramente per seguire uno stile di vita in cui crede e soprattutto non farmi cambiare ristorante sostenendo che sei vegetariana, quando al massimo sei imbecille, perché la prossima volta nel mio piatto potresti esserci tu io non so vegetariana… 
Ahahahah! (risata satanica)


Ringrazio per l'immagine http://www.hellocrazy.com


Se consideri questo post interessante scrivi un commento, vota le stelline e clicca mi piace! 





2 commenti:

  1. Comodo essere vegetariani in questo modo...ma quando io cucino per Vale,la quale è vegetariana con serietà da oltre 10 anni,uso anche utensili a parte compresi i mestoli.Un'impegno serio va rispettato...

    RispondiElimina
  2. Questa vuol dire essere coerenti....

    RispondiElimina