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martedì 11 giugno 2013

IL VIAGGIO DI FIONA TAN

autori: Annalisa Laghi (XyzKira) e Lucia Paolantonio (RadioKira) 
blinkARTvisor 
arte

La mostra in corso al Museo Maxxi fino a settembre diventa un’interessante occasione per conoscere un’artista singolare, non molto nota in Italia, che pone al centro della sua ricerca artistica il tema del viaggio, si tratta di Fiona Tan.  
Nata a Pekanbaru in Indonesia, cresciuta in Australia e trasferitasi successivamente in Olanda, si definisce fin dalle prime opere “una straniera professionista” che abita diversi luoghi senza riuscire ad esserne parte. Il tempo, la memoria, l’identità culturale sono argomenti che ricorrono nelle opere della Tan, si uniscono fondendosi inevitabilmente all’idea di viaggio e al profondo interesse per il contesto geografico.

Il “medium” privilegiato dall’artista è senz’altro la video installazione perché ben si presta per sua stessa natura a trasmettere un dislivello spazio-temporale attraverso un turbinio di immagini che catturano e affascinano il visitatore. Oltre all’opera Correction, video dedicato alla rappresentazione di circa trecento prigionieri delle carceri americane di grande impatto emotivo, è possibile ammirare anche Inventory e Disorient. Quest’ultimo, in particolare, girato nel Padiglione Olandese della Biennale di Venezia del 2009, parte dai Diari di Marco Polo arrivando a immaginare l’ipotetico museo privato del famoso mercante e viaggiatore veneziano, evidenziando il legame tra memoria oggetti e architettura museale[1].

Tale legame è presente, anche se in maniera diversa, in Inventory, interamente girato a Londra nella Casa Museo di John Soane, architetto e grande collezionista di antichità romane del XIX secolo[2]. Le immagini di  bassorilievi, marmi e sculture classiche che emergono dallo schermo, sembrano evocare come in un sogno la forte passione di Sir Soane per Roma; frammenti di un puzzle che restituisce un concetto di museo e di collezione legato ad una percezione di un tempo remoto traslato in una sensibilità moderna.

Le opere di Fiona Tan, dunque, spesso con dei riferimenti al passato, cercano in primis di cogliere l’essenza dei luoghi su cui si pone il suo “sguardo” e raccontano le contraddizioni ed i molteplici volti del presente, specchio a loro volta di quelle varie identità che da sempre contraddistinguono l’artista.




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[1] E’ interessante vedere anche come sia appositamente studiato il tipo di fruizione di quest’opera, in cui il visitatore viene “invitato” a sedersi su comode poltroncine avvolgenti e dotato di cuffie, completamente proiettato nell’atmosfera del viaggio, sentendosi così parte integrante del video.
[2] Sir John Soane  (1753-1837) fu uno degli architetti di maggior rilievo del neoclassicismo inglese. Fu inoltre un importante collezionista e cultore dell’arte antica, anticipatore della museografia. L’omonimo edificio di Londra (abitazione e studio di Sir John) raccoglie oltre alla propria collezione d’arte, la documentazione grafica del proprio lavoro.

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