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mercoledì 12 marzo 2014

PICCOLA, ROSALIA ERO la voce di una fanciulla lontana


Recensione critica dello spettacolo teatrale PICCOLA, ROSALIA ERO scritto e diretto da Maria Teresa De Sanctis
Sette Marzo Duemilaquattordici, Teatro Millelire – Roma

In una delicata alternanza tra parola e gesto si snoda la narrazione di una vicenda semplice ma emblematica che racconta di un allontanamento, di uno strappo dalla terra di nascita e del successivo scorrere della vita in un altrove per sempre.

PICCOLA, ROSOLIA ERO scritto e diretto da Maria Teresa De Sanctis è la voce di una fanciulla lontana, un percorso, una storia che s’avvicina al cuore quel tanto che basta a comprendere il disagio dell’emigrante, ma è anche la danza dell’anima lungo un tracciato, un impeto che viene da dentro che dice i sentimenti attraverso il movimento, e nello stesso tempo è un dialogo in lingua siciliana sul pensiero dell’addio.

Una bimba parte da Palermo e va a vivere in Francia, e lì, nel passare del tempo, molti ricordi sbiadiscono, alcune sensazioni rimangono, poche emozioni lontane si percepiscono ancora, mentre gli anni vanno avanti in quel luogo straniero che non diventa mai definitivamente suo, mentre neppure la cittadinanza acquisita riesce a sanare il senso forte di non appartenenza.
Nella terra natia restano le donne legate a lei, e negli spazi quotidiani, durante incontri casuali e faccende di tutti i giorni, discorrono, parlottano di quell’infinita attesa per colmare la distanza con brevi frammenti di memoria.


La sceneggiatura di Maria Teresa De Santcis anche regista e protagonista della pièce è ben strutturata, con molte alternanze tra le varie forme d’arte ed incastri convergenti in un climax appropriato.
Le due attrici Mara Montante e Antonella Rizzo accompagnano bene la narrazione della vicenda e tra panni, lenzuola, sedie ed altri oggetti riescono a coinvolgere il pubblico trasmettendo profondità.
La danzatrice Donatella De Sanctis attraversa con energia gli stati d’animo diventando elemento di fusione tra i vari piani discorsivi.
Ben studiati il disegno delle luci e l’architettura dei suoni e delle musiche.

Di questo spettacolo di alto livello non convince pienamente la sua struttura rigida, i quadri sono troppo schematici, una dimensione a blocchi in cui alcune volte la scena rimane vuota e non viene riempita pienamente dalla voce narrante.
Con alcuni accorgimenti la gradevole pièce può trovare un suo migliore equilibrio e condurre all’apice quell’emozione universale che già è possibile afferrare.

Chiudo questa mia recensione permettendomi una riflessione: il cosiddetto “circuito off” a Roma è ricco di spettacoli di altissima qualità, tantissimi preziosi teatri come lo stesso Millelire e molti altri ne sono rappresentazione, sono luoghi importanti che ospitano brave compagnie che vengono in questa caotica grande cittodona spesso da luoghi lontani per diffondere la loro raffinata arte.
A tutti va il mio grandissimo applauso.
Mi rendo disponibile e con me Kirolandia insieme a Giovanni Palmieri e a tutti i collaboratori per cercare di dare voce alle rappresentazioni di artisti in trasferta nella capitale con l’auspicio che gli indispensabili spazi dove si esibiscono possano sempre essere gremiti da quell’ampio pubblico romano desideroso del bello.

PICCOLA, ROSALIA ERO
chi è straniero in un paese resta straniero, sempre
Gruppo teatro totem
Autore: Maria Teresa De Santcis - Regista: Maria Teresa De Santcis
Interpreti attrici: Maria Teresa De Santcis  Mara Montante, Antonella Rizzo
Interprete danzatrice: Donatella de Santis











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