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domenica 4 febbraio 2018

ENJOY curata da Danilo Eccher al CHIOSTRO DEL BRAMANTE, tanta meraviglia ma con lo spirito giusto

Autori: Andrea Alessio Cavarretta (IppoKiro)  e Giovanni Palmieri (PutzoKiro) 





Finalmente al CHIOSTRO DEL BRAMANTE per curiosare nella mostra curata da Danilo Eccher: ENJOY. Due visioni a confronto.

ENJOY. Certo che voglio giocare anch'io, voglio proprio divertirmi con l'arte.
E subito nel cortile si apre lo stupore, l'installazione di Michael Lin che ricopre la pavimentazione è un trionfo di gioia, è immensità appena entrati, è puro colore, non si può non fare a meno di fermarsi, ammirare, sbalordirsi, ma in una cornice del genere tutto può essere sorprendentemente bello, quindi calma e avanti.
Stanza dopo stanza, opera dopo opera, ENJOY affascina, coinvolge, pervade completamente perché parla un linguaggio che si capisce benissimo, un vocabolario universale, è quel dire attraverso qualcosa che possiamo capire tutti, è il comunicare attraverso il gioco. Chiunque può sentirla completamente questa possibilità di divertirsi con l'assurdo, come con quella follia volteggiante di Mat Collishaw che permette di scorgere, mentre rotea a grande velocità, tante irrealtà, tante meraviglie nascoste.  
ENJOY è una dimensione parallela dove tutto è possibile, come lo è l'arte stessa, come il sogno, come il gioco che se ci credi s'avvera, che c'è, ci sarà sempre. L'opera di Tony Oursler è uno spasso di sguardi titanici che t'osservano, ti sovrastano, ti sconvolgono... ed ecco le stanze di Leandro Erlich, una dentro l'altra, dove si è ovunque, dove ci si può perdere, ritrovandosi sempre, sembra non avere mai fine la possibilità di giocare. ENJOY, tante altre sorprese, sino a che arriva finalmente anche un po' d'ozio, in quell'essenza di pace totale creata da Ernesto Neto mentre con Ryan Gander si lambisce un'altra possibilità: essere assoluta leggerezza in bilico tra perfezione ed evanescenza. Dunque, in una delle ultime imprevedibilità che si aprono al gioco si diventa solo allegria con Martin Creed e i suoi palloncini rossi, avvolti di sorriso e sul finire, finalmente, si diventa piccoli, appena visibili, sprofondati nella morbidezza avvolgente di Studio 65.
ENJOY, ve lo dico chiaramente, non potete perderla, soprattutto voi che ancora sapete volare con la fantasia.
- Andrea Alessio Cavarretta -



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ENJOY è una collettiva, un viaggio alla riscoperta di sensazioni ed emozioni che molto spesso, nell’età adulta e nella frenesia della borghese ed ingessata società, dimentichiamo che esistono. Questa impostazione di partenza è chiave di lettura indispensabile per dare il giusto valore alle opere esposte e per riceverne quel totale senso di divertimento e goliardia che si richiede ad un'esposizione intitolata appunto: ENJOY.


Ogni opera ha il proprio singolare effetto sullo spettatore rimandando ad intimi ricordi e perdute emozioni grazie alla sapiente sollecitazione dei cinque sensi. Rimanendo nella possibilità di rileggere le opere stesse anche attraverso livelli non propriamente aulici o particolarmente articolati o concettualmente contorti, affiorano quelle semplici deduzioni dell’età del divertimento.

Personalmente il mio ricettore dello svago è rimasto piacevolmente solleticato dalla stroboscopica "The Centrifugal Soul" o dalle continue osservazione di "Obscura" fino ad arrivare al languire del mio stomaco trovandomi davanti a "After the Gathering".

Nulla da togliere alle altre bellissime opere, forse in alcuni casi alquanto forzate in una mostra come ENJOY. Detto ciò, lo spirito giusto per vivere pienamente questa avventura deve essere necessariamente leggero altrimenti si incorre in un grande cortocircuito di sensazioni.


- Giovanni Palmieri -