Kirosegnaliamo
Kiri, continuano le segnalazioni in Kirolandia blog di cooperazione dell'omonima corrente culturale.
Per sognare con voi, di settimana in settimana, alcuni suggerimenti, piccoli e grandi, sia In che Off, selezionati sulla base delle vostre importanti indicazioni, in pieno kirostile, qualità libera da tutto e da tutti.
in merito al TEATRO
DEBUTTI
"CE
LO CHIEDE L’EUROPA" di Fabio Avaro, Luca
Sgamas, Vanina Marini
TEATRO
SETTE - Roma - da martedì 9 a domenica 21 febbraio 2016 - ore 21.00_dom. 18.00
Debutta
la commedia che vede protagonista l’esilarante ed insolito trio composto da
Fabio Avaro, Vanina Marini, qui anche in veste di regista, e la Banda Dell’UKU
nella forma dei tre musicisti Fabrizio Sartini, Luca Sgamas e Emiliano
Giuliano.
Uno
spettacolo che promette tante risate e buona musica.
Prendete
un attore squattrinato e sconosciuto, tre musicisti di una band che sbarca il
lunario facendo serate qua e la per locali e aggiungeteci una malcapitata
giovane e promettente regista di teatro intenta ad allestire uno spettacolo per partecipare ad un bando della Comunità
Europea che le farebbe ottenere un cospicuo finanziamento. L’improvvisata
compagnia ha poche ore per creare uno spettacolo vincente: riuscirà la giovane regista a domare
l'esuberante attore con al seguito la sua assurda band? Riusciranno tutti a
rispettare le rigide richieste del bando?
Gianni è un attore che da anni prova con scarso
successo ad imporsi nel mondo del teatro. La sua vita e quella dei musicisti
che lavorano stabilmente con lui sono ora ad un punto morto: gli ultimi spettacoli
sono stati dei fiaschi clamorosi ed ormai vivono sommersi di debiti. Gianni
lavora come barista nel foyer di un teatro e con la Band fa feste di musica
country in posti squallidissimi. La soluzione a tutti i loro guai sembra
presentarsi quando nel teatro dove lavora deve andare in scena uno spettacolo
di una giovane affermata regista, che a poche ore dal debutto dello spettacolo,
al quale assisterà un commissario del Fondo Europeo per l’arte e la cultura,
viene abbandonata dall’attore protagonista e dalla sua orchestra. La giovane è
nel panico. Unica soluzione, idea forse malsana, chiedere a Gianni e la Banda
dell’Uku di sostituirli. Per Gianni e la Banda è la grande occasione. Tutto
perfetto dunque se non fosse che il testo deve essere originale ed inoltre
ideato, scritto e messo in scena trattando tematiche specifiche richieste dalla
comunità europea nel bando, il tutto in poche ore.
Per la giovane e promettente regista, Gianni e la
banda, sarà la notte più lunga della loro vita.
Autori: Fabio
Avaro, Luca Sgamas, Vanina Marini - Regia: Vanina Marini - Interpreti:: Fabio
Avaro, Vanina Marini e la Banda dell’UKU
- Disegno luci: Maximiliano Lumachi
www.teatro7.it
TEATRO PORTAPORTESE - Roma
- da
mercoledì 10 a sabato 13 febbraio 2016 - ore 21.00
Debutta,
dal 10 al 13 febbraio presso il Teatro Portaportese di Roma, l’adattamento
teatrale di “Piccole donne” e “Piccole donne crescono” della scrittrice
statunitense Louisa May Alcott; in un unico
allestimento, come una vera saga familiare, ideato e curato da Michele Di Francesco che dirige il
numeroso cast indipendente di Compagnia
Degli Indie.
Lo
spettacolo racconta la storia delle sorelle più famose dell’immaginario
letterario mondiale: le sorelle March. Meg, Jo, Beth e Amy.
Quattro
storie individuali e familiari, quattro giovani vite all’insegna di amori, sconfitte,
invidie, sogni, desideri, difficoltà economiche, sacrifici, tradimenti sullo
sfondo della grande storia: la guerra di Secessione americana, che entra nella
loro vita portando via il loro padre e determinando così la grave crisi
economica in famiglia.
Grazie
alle atmosfere e ai costumi d’epoca curati da Vize Ruffo, lo spettatore sarà accompagnato da ciascun personaggio
in un percorso individuale e collettivo, a tratti anche comico, di formazione e
crescita che determinerà le diverse scelte di vita delle sorelle: tra
emancipazione femminile e desiderio di fare della propria passione per l’arte e
la cultura un mestiere.
Compagnia Degli Indie_Autore e
regista: Michele Di Francesco -
Assistenti alla regia: Marco Martino e
Valerio Rosati - Interpreti: Cristiana
Mecozzi (nel ruolo di Jo), Aurora Di Gioia (Meg), Chiara Alopo (Beth), Viola
Zanotti (Amy), Marco Martino (Laurie), Diana Iaconetti (Mamma March), Daria
Mariotti (Zia March), Giorgio Squilloni (Sig. Brooke), Massimo Folgori (Prof.
Baher) e Marco Cremoncini (Papà March) - Costumi: Vize Ruffo (Associazione
Italiana Scenografi Costumisti Arredatori in Cinecittà Studios) e Angela
Masciello - Scene: Rocco e Gianni Di
Francesco - Ufficio stampa: Angela Telesca
www.facebook.com/teatroportaportese
TEATRO
BELLI – Roma - mercoledì
10 e giovedì 11 febbraio 2016, ore 21.00
Dopo il sold out
al Teatro Brancaccino di Roma, Mumble Mumble Confessioni di un Orfano d'arte
di Emanuele Salce e Andrea Pergolari, torna a Roma a grande
richiesta per altre due repliche eccezionali. Un infuriare di ricordi
surreali, grotteschi, ironici, un intreccio inestricabile di cultura e
provocazione, di attese insoddisfatte e di traiettorie felicemente impreviste.
Un paradossale e compiaciuto autodafé laico. È questo lo spettacolo che,
dopo oltre 100 repliche e una tournée che ha toccato molti teatri italiani,
giunge alla sua quinta stagione. Un racconto ironico, dissacrante, intimo e coraggioso.
“Mumble Mumble” è una tragicomica
confessione di un orfano d'arte, la narrazione divertente di due funerali... e
mezzo. Emanuele Salce, con l'ironia e la verve che lo
caratterizzano, è il narratore di tre morti: quella di
suo padre naturale, il regista Luciano Salce, quella del secondo marito di sua
madre e suo padre adottivo, Vittorio Gassman e, infine, quella metaforica: la
sua. Nelle prove in camerino, Emanuele Salce cerca di conciliare la verità
assoluta che trova nelle pagine di Dostoevskij, ai momenti più grotteschi dei
funerali dei suoi padri, dove
spiccano personaggi singolari, tra presenzialisti e volti bizzarri. Lo
spettacolo si chiude con il racconto dell’incontro con un’irresistibile bionda
australiana ed una sciagurata boccetta di lassativi. Un tentativo di
liberazione da un peso (non solo simbolico) che diventa una morte metaforica,
una vera e propria catarsi. A fare da contraltare l'ironico e discreto
personaggio-spettatore Paolo
Giommarelli, ora complice, ora provocatore di una confessione che narra di
personaggi pubblici e allo stesso tempo teneramente privati.
La testimonianza di un orfano d’arte partecipe di un mondo assurdamente logico.
Autori
e registi Emanuele Salce e Andrea
Pergolari - Interpreti: Emanuele Salce e Paolo Giommarelli
www.teatrobelli.it
"L'AMORE
E' UNA SOSTANZA STUPEFACENTE" di Paola
Pessot e Alessandro Bardani
TEATRO COMETA OFF - Roma – da giovedì 11 a domenica 14
febbraio 2016 – ore 21.00_dom ore 18.00
No, semmai è San Valentino che sembra fatto apposta
per questa commedia!
Debutta
lo spettacolo comico-sentimentale e dissacrante scritto da Paola Pessot e
Alessandro Bardani. L'autore, attore e regista Bardani (Romanzo Criminale, autore della pièce Il più bel secolo della mia vita, ) darà corpo e voce a tutti i
personaggi maschili l’11 febbraio, mentre fino al 14 febbraio si alterneranno
sul palco insieme all’interprete Paola Pessot, gli attori Alessandro Marverti (Romanzo Criminale, L’Abbiamo Fatta Grossa,
La pecora nera, Michelangelo-il cuore
e la pietra), Francesco Foti (Il Capo
dei Capi, Un medico in famiglia, Colorado Café) e Riccardo Festa (La squadra, Un posto al sole, Rex).
La
protagonista è Beatrice, 30 anni
compiuti "da qualche anno", un lavoro precario, un amore-odio
sfrenato per Shakespeare ("Willy", il suo vate) e un fidanzato di
nome Corrado.
Corrado
chiede a Beatrice di sposarlo. Lei lo ringrazia e gli risponde “Non lo so.
Comunque… Grazie”. Corrado sparisce per tre mesi, durante i quali Beatrice si
fa un sacco di domande: perché non ha accettato la proposta di matrimonio? Che
cosa cerca, che cosa vuole, che c'è in lei che non va?
Cerca
risposte nei libri di medicina, nei classici, nei films, ma anche su Internet e
soprattutto nelle sue esperienze sentimentali, analizzandole in modo ironico e
dissacrante.
In
una sorta di stand-up comedy involontaria
che non lascia respiro, ripercorre gli amori che l'hanno formata: il bambino
per cui andava matta alle elementari e che riempiva di botte dall'inizio alla
fine della scuola; Cristian, il suo primo amore; Cristiano, il rimpiazzo; Paco,
la macchina del sesso; Piero, il regista radical chic, tutto preso da se stesso
e dai finanziamenti ministeriali; il fidanzato (di un'altra), quello che andava
a letto con lei per salvare la storia con la sua ragazza. E infine Corrado, che
le ha regalato un anello ed è sparito nel nulla.
Perché
diciamo "Io muoio d'amore per te" invece di dire "io vivo
d'amore per te?" Semplice, dice Beatrice: "perché l'amore
t'ammazza!". E allora come mai continuiamo a cercarlo? “L’amore è una
sostanza stupefacente” è una riflessione intelligente e contemporanea sull’
amore sulle bugie che ci diciamo e sui bisogni che non riconosciamo.
Pregiudizi, sogni, delusioni e massime esistenziali: tutto ciò che ci siamo
sempre chiesti sull'amore e che non abbiamo mai osato scoprire è qui condensato
in un flusso malin-comico che conquisterà tutti, senza limiti di età.
Che siate singles
o felicemente accoppiati, Bea e i suoi fidanzati vi faranno ridere delle vostre
debolezze, e pensare che, dopotutto, poteva andarvi molto peggio.
Autori: Paola
Pessot e Alessandro Bardani - Regia di Alessandro Bardani - Interprete: Paola
Pessot insieme a: 11 febbraio – ore 21 Prima nazionale – Alessandro Bardani -
12 febbraio – ore 21 – Alessandro Marverti; 13 febbraio – ore 21 – Francesco
Foti - 14 febbraio – ore 18 – Riccardo Festa
CALAPRANZI di Harold Pinter
TEATRO
STUDIO UNO - Sala Teatro - Roma - da giovedì 11 a domenica 14 Febbraio
2016 - ore 21.00_dom. 18.00
Uno dei più
testi più famosi tra i lavori del drammaturgo inglese Harold Pinter, riletto e
interpretato da una coppia di talentuosi giovani attori, Sergio Brenna e Giuseppe Mortelliti (Miglior Solo Performance al San Diego Fringe Festival 2015 e vincitore del
Premio Special off Roma Fringe Festival 2014 per “84 gradini”).
Rappresentato
per la prima volta al Hampstead Theatre di Londra il 21 gennaio 1960 Il Calapranzi (The
Dumb Waiter) è una commedia
teatrale dai ritmi serrati, paradossali ed equivoci che vede protagonisti due
sicari, Ben e Gus, in attesa del loro prossimo incarico. Tutto si
svolge in una stanza in un seminterrato. Due letti contro la parete del fondo
scena. Tra i due letti, il vano del calapranzi, dal quale arriveranno incarichi
irrealizzabili. Una porta che va in cucina e al gabinetto, a sinistra. Una
porta che si apre sul corridoio, a destra. Forse niente di tutto questo. Ben e
Gus sono da soli, si guardano, si parlano, decidono che fare l’uno dell’altro.
Ben e Gus
potrebbero essere due esecutori che ricevono ordini con un ritardo irreale, due
guerriglieri di una guerra già finita di cui sono gli ultimi ignari superstiti.
Sono due facce della stessa medaglia, alla ricerca di altri sé o semplicemente
di un altro. Incapaci di gestire la loro solitudine, Gus e Ben sono due
satelliti che girano attorno a se stessi destinati a una collisione,
nell'attesa spasmodica e logorante di un "segnale" da un mondo
esterno che forse non c'è più o magari non c'è mai stato.
Una messa in
scena semplice ed essenziale, curata dallo scenografo Simone Martino, descrive
un ambiente desolato e claustrofobico, una stanza che prima ha plausibilmente
vissuto momenti di forza e intraprendenza, ora piena di oggetti incompiuti,
tentativi, silenzi da decifrare.
Il tempo è
immobile, tutto si ferma, tutto diventa attesa. Le musiche originali del
maestro Francesco Leineri enfatizzano e amplificano l’inquietudine e
l’incertezza che dilania e tormenta i due, in un crescendo vibrante carico di
tensione che tiene sospeso lo spettatore fino al colpo di scena finale.
Le
indicazioni arrivano veramente dall'esterno? O i due stanno recitando la loro
fine?
Autore: Harold Pinter - Interpreti: Sergio Brenna e Giuseppe Mortelliti
- Traduzione : Alessandra Serra
- Musiche originali: Francesco
Leineri - Scenografia: Simone Martino
www.teatrostudiouno.com
"AVREI VOLUTO ESSERE
PANTANI" di Davide Tassi e Alessandro Donati
TEATRO STUDIO UNO - Sala Specchi - Roma - sabato 13 e domenica 14 Febbraio 2016 - ore 21.00_dom. 18.00
Dopo il tutto esaurito registrato per una settimana
al Teatro Ambra alla Garbatella di Roma, al Nuovo Sala Gassman di Civitavecchia
e al Bertolt Brecht di Formia, torna in
scena “Avrei Voluto Essere Pantani” di
e con Davide Tassi, per la
regia di Francesca Rizzi,
con la partecipazione straordinaria di Alessandro Donati e un grazie particolare
al campione di ciclismo su strada Filippo Simeoni.
Lo spettacolo è un atto d'amore per lo sport, e una denuncia
appassionata nei confronti del doping e del “sistema” che lo protegge.
Davide Tassi conduce lo spettatore oltre l’apparenza, oltre la
miriade di racconti che negli ultimi 11 anni hanno cercato e cercano ancora,
inseguendo facili e suggestive teorie 'complottiste', di mettere a tacere
qualsiasi seria riflessione sull'etica dello sport. In scena accanto a lui c’è
Alessandro Donati, che ha dato un contributo importante anche alla stesura del
testo. Un personaggio di primo piano nella nostra storia sportiva, prima
allenatore della nazionale di atletica e oggi icona internazionale della lotta
al doping, impegnato proprio in questi mesi come allenatore del marciatore Alex
Schwarzer.
Il protagonista dello spettacolo è un ciclista fra i tanti
incontrati e intervistati dall’autore, nel lungo cammino di studio e di analisi
che ha preceduto la scrittura. Il personaggio (di cui non si svela mai il nome)
è stato un grande amico di Pantani, fin dai tempi dei dilettanti, e del
campione svela gli aspetti più intimi, quelli che vanno oltre l’immagine
precostituita, quelli che lo rendevano tanto fragile nel privato quanto
spavaldo in pubblico. E mostra dall’interno i meccanismi, l’ipocrisia e la
falsità che delineano i contorni di una vera e propria “mafia dello sport”,
denunciando un sistema fatto da medici sportivi, allenatori, politica,
istituzioni sportive, multinazionali farmaceutiche e sponsor che usano il
doping e la salute dell’atleta per i propri interessi: le medaglie e le
sponsorizzazioni.
Marco Pantani è una delle vittime di questo sistema, una vittima
eccellente, un eroe tragico che, dopo essere stato portato a livelli di
popolarità che vanno oltre il ciclismo e lo sport, viene usato dalla stampa e
dalle Federazioni, prima per esibire i muscoli di una fantomatica lotta al
doping, e poi per continuare a spremere l’immagine del Pirata fino all’ultima
goccia.
Pantani, diversamente da tanti altri ciclisti, non riesce ad
accettare di essere strumento, vorrebbe ribellarsi al sistema ma non ne ha la
forza e si perde nel buio della depressione e della cocaina, fino ad
annientarsi, fino a distruggere l’icona e con essa l’uomo.
Autori: Davide Tassi e Alessandro
Donati - Regia: Francesca
Rizzi- con la partecipazione straordinaria di Alessandro Donati
www.teatrostudiouno.com
PROSEGUONO
"LA BISBETICA DOMATA" di William Shakespeare
Regia
di Mimmo Strati
TEATRO DELLE MUSE - Roma - da giovedì 4 a martedì
23 febbraio 2016 - dal lun al ven ore 21.00_sabato
ore 17.00 -21.00_ dom.ore 18,00
Si conclude quest'anno, sempre sotto la guida di Mimmo Strati, la trilogia
shakespeariana. Dopo Romeo e Giulietta e Sogno di una notte di mezza
estate, in scena La Bisbetica
domata.
Londra
1593. La città è sotto l'assedio di un nemico implacabile: la peste. L'intera
popolazione, chiusa nelle proprie abitazioni, cerca di evitare il contagio. La
regina Elisabetta ordina che anche i teatri vengano chiusi. Così gli attori
della Compagnia del Conte di Pembroke sono costretti a fuggire. Per continuare
a recitare la loro "Bisbetica domata" devono abbandonare Londra. È
così che prende il via questa edizione della Bisbetica di Shakespeare. Dalle
sue origini.
I
Bardi metteno in scena in maniera dissacrante e spensierata la storia di
Caterina, di sua sorella Bianca e dei loro simpatici pretendenti. Shakespeare e
la sua compagnia di attori si divertono così a raccontare due storie esilaranti
sulla coppia e sul matrimonio, le cui trame sembrano quasi copiate da un
canovaccio di commedia dell'Arte. La bellissima Bianca non potrà sposarsi se
prima non si troverà un marito per Caterina, la sorella arcigna e dallo spirito
selvatico e indipendente. Ma ecco che
per caso entra in scena un vagabondo fanfarone, una sorta di Capitan Fracassa,
a cui gli altri affideranno il compito di affrontare l'impresa di domare la
bisbetica. Recuperando il format
originale di teatro nel teatro, esempio unico nell'opera del drammaturgo
inglese, eccezion fatta per il dramma nel dramma di Amleto, il grande classico
viene trasformato in uno scherzo comico, in perfetto stile Bardi Storytellers.
Così la Compagnia dei Bardi, in stretta relazione con
l'Accademia dei Bardi, porta avanti coerentemente un progetto culturale di alto
profilo e allo stesso tempo popolare. Si rafforza nel
contempo il sodalizio Mimmo Strati-Cesare Cesarini, che nel tempo si è giovato
anche della presenza di Anita Pusceddu e che ha già dato vita, oltre alle succitate
opere shakespeariane, anche a "Cyrano, dacci una mano" e al
"Ventaglio" di C. Goldoni. Un modo di fare e
diffondere cultura basato solo sulla forza delle idee, di un "modo"
di fare teatro alla maniera inconfondibile, comica e a volte dissacrante dei Bardi,
senza sovvenzioni e retto dall'affetto e dalla presenza costante del pubblico.
Ci vuole forza, coraggio, passione, originalità, esperienza e nessuna paura di
mettersi in gioco!
AmArti Theatre&Arts presenta LA COMPAGNIA DEI BARDI Storytellers - Autore: William Shakespeare - Regia: Mimmo Strati
Interpreti: Mimmo Strati, Cesare Cesarini, Anita Pusceddu e con Chiara Alivernini, Francesco Falco, Francesco Trifilio , Tommaso Moro, Claudio Zaccaria, Armando Bottaro, Alessandro Ierman , Danilo Mustafà, Michela Aloisi, Sarah Scola
e con le piccole Chiara e Sofia Strati
www.teatromuse.it
"IL
CAPO DEI MIEI SOGNI"
di Sara Palma e Daniele Benedetti
TEATRO DEI SERVI - Roma - da martedi 26 gennaio
a fomenica 14 febbraio 2016 - ore
21 da martedi a venerdi_ 17.30 e 21 sabato_17.30 domenica
Una commedia brillante
e divertente dove si riesce a trovare il lato positivo di uno dei mali dei
nostri tempi, la precarietà.
Il centro di produzione teatrale La Bilancia - che
gestisce il Teatro de’ Servi di Roma e il Teatro Martinitt di Milano - ha
indetto, per il terzo anno consecutivo, il concorso per emergenti “Una commedia
in cerca di autori”, con l’obiettivo di stimolare il tessuto drammaturgico
nazionale, proseguendo così il proprio importante percorso di rivalutazione
della Commedia italiana, genere
virtuoso che affonda le sue radici nella cultura e nella tradizione del nostro
paese.
Il copione vincitore della terza edizione è stato “IL
CAPO DEI MIEI SOGNI”, primo testo teatrale uscito dalle penne dei quarantenni
romani Sara Palma e Daniele Benedetti, autori di cinema e documentari.
Quando si dice volgere al positivo un evento negativo: questa
originale commedia potrebbe esserne il manifesto. La vicenda è ambientata nel
mondo del lavoro dove domina oggi più il licenziamento che l’assunzione. In
un’azienda in crisi arriva un Manager tagliatore di teste (Massimiliano Vado),
che sente stranamente il dovere di trovare una soluzione costruttiva al
personale che sta per mettere alla porta. D’altra parte egli stesso è in
cattive acque e i suoi dipendenti sono persone ricche di aspirazioni mai
realizzate. Insomma tutti hanno bisogno di trovare un loro scopo nella vita.
Così, con una scrittura fluida, in un clima di comicità intelligente e dentro
un’inconsueta analisi del nostro tempo, tagliente e al contempo tenera, si
consuma lo strano rapporto tra un capo e i suoi subalterni che alla fine farà
dire: è “il capo dei miei sogni”.
La trama - Il dottor Lamberti, stimato e super professionale creativo
pubblicitario è strozzato dai debiti di gioco e vittima di un allibratore. Un gruppo di irresistibili impiegati
contabili di una nota agenzia pubblicitaria se lo ritrova come capo. Lo
adoreranno, ma lui non è lì per ciò che pensano: il suo ingrato compito è
quello di licenziarli tutti. Lamberti raggiungerà il suo obiettivo percorrendo
una strada…creativa! Una volta
individuate le loro peraltro non nascoste velleità, molto semplicemente li
spingerà a rincorrere a gambe levate ognuno i propri sogni e il licenziamento a
quel punto verrà vissuto come l’occasione per cominciare una nuova vita. E anche se non tutti riusciranno a realizzare i propri
sogni, anche se questa opportunità costringerà alcuni di loro a fare i conti
con i propri limiti, comunque, alla fine Lamberti li aiuterà tutti. Questo
capo, meschino e subdolo, sarà davvero il capo dei loro sogni?
La Bilancia
Produzioni presenta
Autori: Sara Palma e Daniele Benedetti - Regia: Roberto Marafante -
Interpreti: Massimiliano Vado – Il capo Lamberti - Ussi Alzati - Anna - Marcella Formenti - Marina - Michele Costabile - Sergio - Flavio Francucci – Fausto - Scene Giuliano Kossuth – Costumi Marco Maria
Della Vecchia
www.teatroservi.it
sul TEATRO PER BAMBINI
DEBUTTO
"SCAPPA SCAPPA LE CAPRETTE E IL LUPO"di Tiziana Lucattini
CENTRALE
PRENESTE TEATRO - Roma - domenica 14
Febbraio 2016 - (dai 3 ai 10 anni), ore
16.30
Infanzie in gioco 2015/16 prosegue con lo
spettacolo della Compagnia Ruotalibera, ispirato a una fiaba popolare slovena.
Il
testo e la regia sono di Tiziana Lucattini, l’interpretazione di Rossana
Damiani, Simona Parravicini e Fabio Traversa. Filastrocche, parole musicali e
danza si fanno narrazione e raccontano la storia di un Lupo Bambino, di mamma
Capra e di una piccola Caprettina. Il Lupo Bambino è tenero e vorace, buffo e
maldestro, giocoso e pericoloso. Mamma Capra non è proprio infallibile, ma sa
crescere insieme a sua figlia, la Caprettina, un po’ inquieta perché desiderosa
di diventare grande. Tra loro si sviluppa un rapporto di solidarietà e quando
la Caprettina cade nella trappola dei cacciatori, il Lupo non ne approfitta,
anzi la porta in salvo. La storia parte da una fiaba popolare ma,
contrariamente alla versione classica, qui non ci sono vinti o vincitori, furbi
o cattivi. Tra i tre protagonisti si creano, invece, un’unione e un
affratellamento che si producono attraverso l’ascolto, la condivisione e la
solidarietà. Scappa scappa le caprette e
il lupo è uno spettacolo per far pensare, commuovere e divertire grandi e
piccini.
Compagnia Ruotalibera Teatro_Testo
e regia: Tiziana Lucattini- Interpreti: Rossana Damiani, Simona Parravicini e
Fabio Traversa - Direzione musicale: Antonella Talamonti - Consulenza
coreografica: Rossana Damiani e Fanny Guinsbourg - Scene:
Francesco Persico - Costumi: Paola Romoli Venturi - Disegno luci: Martin Beeretz - Organizzazione e promozione: Paola Meda
e Serena Amidani
rispetto alla COMMEDIA MUSICALE
DEBUTTO
"FORZA VENITE GENTE Frate Francesco" di Mario Castellacci e Piero Castellacci
Il musical in edizione originale
Michele Paulicelli – Frate Francesco
Con la partecipazione straordinaria di Roberto D'Alessandro – Pietro Bernardone
TEATRO MARCONI - Roma - da giovedì 11 a domenica 21 febbraio 2016 - ore 21.00_dom. ore 17.30
Era il 1981 quando Michele Paulicelli per la prima volta portava in scena con i testi in prosa e versi di Mario Castellacci, Piero Castellacci e Piero Palumbo nel musical “Forza venite gente”. Il debutto avvenne al Teatro Unione di Viterbo mentre l'edizione più famosa, fu stata la messa in scena del 1991 sul sagrato della Basilica Superiore di S. Francesco d’Assisi al cospetto di Papa Giovanni Paolo II. Dopo essere stato tradotto in otto lingue e dopo aver registrato continui sold out, uno dei musical più rappresentati in Italia, torna in scena al Teatro Marconi di Roma.
Dall'11 al 21 febbraio Michele Paulicelli vestirà il saio di Frate Francesco e darà vita, grazie ad un cast di tutto rispetto, ad un lavoro di immutata freschezza grazie anche a canzoni soft rock molto orecchiabili. Insieme a Paulicelli, sul palco del teatro diretto da Felice della Corte, Roberto D'Alessandro nei panni di Pietro Bernardone per narrare al pubblico la storia del poverello di Assisi, tra la semplicità della sua fede e i tormenti irosi di un padre laico e pragmatico. La Cenciosa, interpretata da Rachele Giannini, sarà l’altra grande protagonista di questo racconto. Sul palco anche Roberto Bartoletti (il Lupo, il Diavolo) che fin dal suo debutto non ha mai smesso di essere in tour con Paulicelli.
“Forza venite gente” ha una struttura originale rispetto ai soliti musical. Personificazioni sul genere del teatro medievale inglese delle Morality Plays (le personificazioni del male, della povertà, del lupo, della morte sono parti integranti della storia), la caratterizzazione del padre di Francesco, Pietro Bernardone e della Cenciosa ( la matta del paese) gli unici personaggi parlanti dello show e la forte umanità di Francesco (toccante il duetto d’amore con Santa Chiara) fanno comprendere come a volte se ci sono le idee si può realizzare un bello spettacolo anche senza potenti mezzi. Un viaggio personale e spirituale accompagnato dalla musica, che culmina nell ‘incontro di Francesco con il Diavolo (che inutilmente vorrebbe indurlo in tentazione) e nella sua preghiera più bella: quel Cantico delle Creature che esplode nella canzone finale”Laudato sii”.
L’edizione 2016 del Musical rappresentata al Teatro Marconi prevede anche due matinèe per le scuole interessate il 18 e il 19 febbraio.
Autori: Mario Castellacci e Piero Castellacci - Musiche: Michele Paulicelli - Michele Paulicelli – Frate Francesco - Con la partecipazione straordinaria di Roberto D'Alessandro – Pietro Bernardone - Coreografie Evelin Hanak - Scene e Costumi Gabriella Pera
www.teatromarconi.it
circa la DANZA
DEBUTTI
"MOMIX – OPUS CACTUS"
TEATRO OLIMPICO presso TEATRO ITALIA - Roma - da mercoledì 10 a domenica 21
febbraio 2016 ore 21.00_dom ore 18.00
Confermato
lo spettacolo dei Momix dal 10 al 21 febbraio con spostamento al TEATRO ITALIA di Via Bari 18.
La prestigiosa compagnia internazionale dei
MOMIX sarà in scena per l’amato pubblico della capitale che li ha sempre
seguiti con affetto.
Il Teatro Olimpico è attualmente assoggettato
alla situazione di inagibilità di fatto solo fino alla rimozione delle macerie
a seguito di quanto accaduto all’immobile di Lungotevere Flaminio n°70. Data la
momentanea impossibilità ad accedere agli spazi del teatro, Accademia
Filarmonica Romana, Teatro Olimpico, Duetto 2000 e MOMIX porteranno lo
straordinario spettacolo OPUS CACTUS sul palco del TEATRO ITALIA in Via Bari
18.
Lo spostamento dello spettacolo in una
situazione d’emergenza si rende possibile grazie allo spirito di collaborazione
tra la compagnia, l’Accademia Filarmonica Romana, il Teatro Olimpico e il
Teatro Italia. Tutte le parti esprimono innanzitutto solidarietà e
partecipazione a chi è rimasto senza casa e a tutti coloro che stanno subendo danni
in questo momento.
Dato lo spostamento di sede, invitiamo gli
spettatori ad utilizzare la biglietteria online. Per tutti coloro che non
potranno utilizzarla, da lunedì 1 febbraio sarà aperta la vendita anche presso
il botteghino del Teatro Italia (Via Bari 18) con orario 11-18 (lunedì-sabato).
Tutti coloro già in possesso del biglietto
potranno utilizzarlo nella stessa data e orari presso il Teatro Italia. Gli
spettatori di martedì 9 febbraio potranno assistere allo spettacolo di martedì
16 febbraio.
www.teatroolimpico.it
www.teatroitalia.info
"DIES FESTI" Progetto artistico Ricky
Bonavita, Theodor Rawyler Coreografia
e regia Ricky Bonavita
TEATRO PALLADIUM UniRomaTre –Roma – Sabato 13 febbraio 2016, ore 21.00
Nei giorni di festa si trascende la
quotidianità, per entrare in uno spazio diverso, delimitato dal tempo, nel
quale rivedere relazioni e regole.
Il
Teatro Palladium – Università Roma Tre dedica una serata alla danza
contemporanea, ospitando la compagnia Excursus con lo spettacolo Dies Festi, un
lavoro di Ricky Bonavita e Theodor Rawyler, realizzato con il sostegno del MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività
Culturali.
Un rituale di
iniziazione sospeso e rarefatto proietta cinque danzatori in un mondo astratto,
governato da un disordine geometrico. Un personaggio misterioso, che non svela
il suo volto, domina la scena con la propria presenza-assenza, è lui “il
moderatore” che alterna momenti lirici e drammatici, ludici ed ironici, che
mette alla prova, che si mette in gioco, e che determina la fine.
In questa
produzione il coreografo si interroga sulle possibilità di strutturare e
destrutturare un proprio linguaggio compositivo costruito nel tempo,
approfondendo ulteriormente il lavoro sull’interprete per ampliarne il
registro, in un processo di sottile sovversione e ribaltamento delle strutture
acquisite.
COMPAGNIA
EXCURSUS_Progetto artistico: Ricky
Bonavita, Theodor Rawyler-Coreografia
e regia: Ricky
Bonavita- Musica: Edouard
Lalo, David Holmes, Lola Beltran - Disegno
luci: Danila
Blasi - Costumi: Daniele Amenta, Yari Molinari - Interpreti: Ricky
Bonavita, Valerio De Vita, Enrica
Felici,
Yari Molinari, Emiliano Perazzini, Francesca Schipani - Foto: Enzo Maniccia,
Benedetto Pirolozzi
www.teatro-palladium.it
per il CINEMA
PROSEGUE
"SECONDA PRIMAVERA"
di Francesco Calogero
Nelle
SALE ITALIANE da giovedì 4 Febbraio 2016
Nell'arco di sei stagioni, le storie incrociate di quattro personaggi,
ciascuno rappresentativo di una diversa età della vita. A sovvertire l’inverno
perenne in cui vive l’architetto cinquantenne Andrea è l’incontro con la
studentessa Hikma, che gli ricorda la moglie Sofia, morta in circostanze
oscure. Ripudiata dal fratello, un ristoratore di origine maghrebina, dopo
essere rimasta incinta del trentenne Riccardo - già sposato con Rosanna, circa
dieci anni più grande di lui - Hikma viene ospitata da Andrea, a cui insegna a
prendersi cura del giardino che circonda la sua grande villa al mare. Andrea sviluppa
un inconfessato sentimento, assai vicino all'amore: la seconda primavera della
storia è per lui una nuova stagione di passioni. Ma quando Riccardo ritorna da
Hikma - dopo un periodo di riavvicinamento alla moglie – Andrea si sa fare da
parte: il suo rammarico è però attenuato dalla consapevolezza di essere
ritornato alla vita.
Italia - Durata: 108'
Regia: Francesco
Calogero - Interpreti: Claudio Botosso
- Desiree Noferini - Angelo
Campolo - Anita Kravos - Nino Frassica
Produzione: Polittico - distribuzione: Mariposa
Cinematografica
www.facebook.com/MariposaCinematografica
www.facebook.com/MariposaCinematografica
sulle SERATE con OSPITI
"apeRIVER"
by River
Thursday is the new
Saturday
Special Guest: da The Voice: Marco De Vincentiis & Daév
ApeRIVER
sposa San Lorenzo e sbarca da Marmo
MARMO
- Roma - Giovedì 11
Febbraio 2016, dalle 19.00
Il fiume arcobaleno dell'apeRIVER, sbarcato
a inizio anno a San Lorenzo, resta nel quartiere degli universitari ma si sposta, stavolta, in Piazzale del Verano, dove, tra le
storiche marmerie sanlorenzine, sorge un angolo di tranquillità, un locale con
un cortile unico che promette di conquistare il pubblico, sempre più numeroso,
di questo appuntamento bi-mensile: Marmo, spazio polifunzionale con un giardino
che nasconde un mondo fatto di dettagli e ricercatezza.
apeRIVER, l'aperitivo dedicato ai live
dei giovani talenti della musica, pianta le tende da Marmo, l'antico laboratorio
marmista, nuovo punto di ritrovo della movida romana, che alterna aperitivi a cene,
con drink elaborati realizzati con una bottiglieria d'eccezione. All'interno,
un impianto sonoro appena potenziato, renderà ancor più pregevole l'ascolto dei
cantanti e cantautori scelti da River per il pubblico eterofriendly formatosi
intorno ai nuovi e curiosi giovedì della capitale. Resta confermato uno dei
capisaldi di questo aperitivo, ovvero la formula ad Ingresso Gratuito (con una
tessera associativa del valore di un 1
euro che dura per un anno).
Sullo stage di Marmo saliranno Marco
De Vincentiis e Daév, rispettivamente provenienti da The Voice per un'esibizione
rigorosamente dal vivo. Il primo, De Vincentiis, classe '87, cresciuto
all'ombra dell'hard rock anni '80 e '90, voce potente e finalista nel team Pelù;
il secondo, Daév, al secolo Davide Fusaro, animo cantautoriale che strizza
l'occhio alla musica contemporanea. I due talenti interpreteranno alcuni dei
grandi successi della storia della musica, concludendo l'esibizione con un inedito
duetto dedicato al pubblico di apeRIVER. Ad accogliere i due ospiti, sarà, come
sempre, il presentatore Giusva (voce delle notti arcobaleno del GIAM) e, in sala, i RiverBoys, che
distribuiranno a tutti lecca lecca a forma di cuore.
E' il giovedì più friendly che ci sia, in ogni senso. Da Aba a Davide Papasidero, da Dario Guidi ad
Andrea Maestrelli e poi Belaid, Mara Venier, Jerry Calà, Michela Andreozzi,
Mirko Oliva, Chiara Dello Iacovo, Arianna Alvisi, Virginio, Manuel Foresta...
Sono davvero tanti gli amici passati alla serata eterofriendly più accogliente della
capitale, che regala al pubblico un momento diverso da ogni situazione!
L'ingresso è aperto a tutti, etero, gay, ed eterocuriosi...
Because Thursday is the new Saturday. L'obiettivo del giovane Marco
Portanova catturerà il pubblico in fotoricordo
disponibili sulla pagina ufficiale
dell'evento: www.facebook.com/ApeRiver
www.facebook.com/Marmoroma
dell’ARTE
DEBUTTO
"VILLA FARNESINA, tra tinte e delicati versi l'Amore trionfa." a cura di Maria Rita Ursitti e Andrea Alessio
Cavarretta
per il ciclo di visite con letture ATMOSFERE
ROMANE tra arte e letteratura (Associazione Culturale Artable)
VILLA FARNESINA - Roma - Domenica 14 Febbraio 2016, ore. 10.30
(Appuntamento in via della
Lungara, 230)
Vicino Porta
Settimiana si apre l’ingresso di Villa Farnesina alla Lungara, un prezioso
scrigno d’arte voluto dal ricco banchiere senese Agostino Chigi che, chiamando
all’opera artisti quali Raffaello, Peruzzi, Sebastiano del Piombo e il Sodoma,
scrive una splendida pagina del Rinascimento romano.
Anche
quest'anno l’associazione Artable con la storica dell’arte Maria Rita Ursitti e
lo scrittore metropolitano Andrea Alessio Cavarretta, vi danno appuntamento al
consueto incontro per il giorno di San
Valentino, con "Villa Farnesina, il trionfo dell’amore tra tinte e
delicati versi”, per il ciclo di visite Atmosfere romane, tra arte e
letteratura. Andremo a scoprire insieme questo affascinante ed enigmatico
palazzo del '500 e ammireremo tutte le stanze, tra
cui anche la Galleria delle Grottesche appena restaurata e finalmente visibile
al pubblico.
Protagonista
sarà l’Amore espresso attraverso la duplice visione artistica e letteraria,
narrato negli splendidi affreschi delle sale e nelle affascinanti letture dei
versi di Poliziano, Dante, Catullo e molti altri autori più o meno conosciuti.
ARTABLE
Associazione Culturale_a cura della storica dell’arte Maria Rita Ursitti e lo
scrittore metropolitano Andrea Alessio Cavarretta.
info: tel. e fax: 06/4391597;
cell.3391998481 ; 3497820922; - mail
artable@libero.it
www.facebook.com/Artable-Associazione-Culturale-595479380494984/timeline
www.facebook.com/Odusseia-787696814635935/timeline
PROSEGUONO
"IL SIMBOLISMO Dalla Belle Époque alla
Grande Guerra" a
cura di Fernando Mazzocca e Claudia Zevi in
collaborazione con Michel Draguet.
PALAZZO
REALE - Milano - da mercoledì 3 febbraio
a domenica 5 giugno 2106 - orari vari
Il Simbolismo. Arte in Europa dalla Belle Époque alla Grande Guerra è una grande mostra che si inserisce in un preciso programma che Palazzo Reale dedica all’arte tra fine Ottocento e inizio Novecento e che ha già visto l’inaugurazione di Alfons Mucha e le atmosfere art nouveau (fino al 20 marzo 2016).
Promossa dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE eArthemisia Group, la mostra è a cura di Fernando Mazzocca e Claudia Zevi in collaborazione con Michel Draguet.
“La prima grande mostra del 2016 di Palazzo Reale è dedicata a uno dei movimenti artistici che hanno marcato il passaggio dall’Ottocento al Novecento, segnando il superamento della rappresentazione oggettiva della realtà e approdando a una dimensione più intima e soggettiva del reale – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. Un percorso suggestivo e affascinante che accompagnerà il visitatore in mostra, conducendolo lungo un percorso di opere straordinarie realizzate da quegli artisti che, nel corso della loro vita, hanno abbracciato il movimento simbolista”.
Con oltre 2.000 mq di superficie espositiva e 24 sale site al piano nobile di Palazzo Reale di Milano, Il Simbolismo. Arte in Europa dalla Belle Époque alla Grande Guerra mette per la prima volta a confronto i simbolisti italiani con quelli stranieri grazie a circa un centinaio di dipinti, oltre alla scultura e una eccezionale selezione di grafica, che rappresenta uno dei versanti più interessanti della produzione artistica del Simbolismo, provenienti da importanti istituzioni museali italiane ed europee oltre che da collezioni private.
Il Simbolismo. Arte in Europa dalla Belle Époque alla Grande Guerra è una grande mostra che si inserisce in un preciso programma che Palazzo Reale dedica all’arte tra fine Ottocento e inizio Novecento e che ha già visto l’inaugurazione di Alfons Mucha e le atmosfere art nouveau (fino al 20 marzo 2016).
Promossa dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE eArthemisia Group, la mostra è a cura di Fernando Mazzocca e Claudia Zevi in collaborazione con Michel Draguet.
“La prima grande mostra del 2016 di Palazzo Reale è dedicata a uno dei movimenti artistici che hanno marcato il passaggio dall’Ottocento al Novecento, segnando il superamento della rappresentazione oggettiva della realtà e approdando a una dimensione più intima e soggettiva del reale – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. Un percorso suggestivo e affascinante che accompagnerà il visitatore in mostra, conducendolo lungo un percorso di opere straordinarie realizzate da quegli artisti che, nel corso della loro vita, hanno abbracciato il movimento simbolista”.
Con oltre 2.000 mq di superficie espositiva e 24 sale site al piano nobile di Palazzo Reale di Milano, Il Simbolismo. Arte in Europa dalla Belle Époque alla Grande Guerra mette per la prima volta a confronto i simbolisti italiani con quelli stranieri grazie a circa un centinaio di dipinti, oltre alla scultura e una eccezionale selezione di grafica, che rappresenta uno dei versanti più interessanti della produzione artistica del Simbolismo, provenienti da importanti istituzioni museali italiane ed europee oltre che da collezioni private.
www.palazzorealemilano.it
"MATISSE E IL SUO TEMPO" a cura di Cécile Debray
PALAZZO CHIABLESE - Torino - da sabato 12
dicembre 2015 a domenica 15 maggio 2016 - orari vari
Promossa
dal Comune di Torino --‐
Assessorato alla Cultura, dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e
Paesaggistici del Piemonte e dal Polo Reale di Torino e organizzata dal Centre
Pompidou di Parigi, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e Arthemisia Group.
“Ho lavorato per arricchire la mia
intelligenza, per soddisfare le differenti esigenze del mio spirito, sforzando
tutto il mio essere alla comprensione delle diverse interpretazioni dell’arte
plastica date dagli antichi maestri e dai moderni.” Henri Matisse,
Notes d'un peintre in “La Grande
Revue”, 25 dicembre 1908 Matisse “l’ansioso, il follemente anioso” -¬‐ così lo descrive uno dei suoi amici
divisionisti --‐ domina l’arte della prima metà del
XX Secolo ed è considerato uno delle coscienze artistiche più affascinanti del
Novecento. Sempre al centro di dibattiti, durante tutta la sua carriera è stato
capogruppo dei fauves, osservatore critico del cubismo, discepolo di Signac,
Renoir e Bonnard, rivale di Picasso, maestro d’accademia e infine precursore di
un’arte che anticipa l’espressionismo astratto newyorkese. Con 50 opere di
Matisse e 47 di artisti a lui coevi quali Picasso, Renoir, Bonnard, Modigliani,
Miró, Derain, Braque, Marquet, Léger – tutte provenienti dal Centre Pompidou –
la mostra “Matisse e il suo tempo” si prefigge di mostrare le opere di Matisse
attraverso l’esatto contesto delle sue amicizie e degli scambi artistici con
altri pittori.
Così, per mezzo di confronti visivi
con opere di artisti suoi contemporanei, sarà possibile cogliere non solo le
sottili influenze reciproche o le fonti comuni di ispirazione, ma anche una
sorta di “spirito del tempo”, che unisce Matisse e gli altri artisti e che
coinvolge momenti finora poco studiati, come il modernismo degli anni quaranta
e cinquanta. Opere di Matisse quali Icaro (della serie Jazz del 1947), Grande
interno rosso (1948), Ragazza vestita di bianco, su fondo rosso (1946) sono
messe a confronto con i quadri di Picasso, come Nudo con berretto turco (1955),
di Braque, come Toeletta davanti alla finestra (1942), di Léger, come Il tempo
libero – Omaggio a Louis David (1948--‐1949)
Promossa dal Comune di Torino --‐ Assessorato alla Cultura, dalla
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte e dal
Polo Reale di Torino e organizzata dal Centre Pompidou di Parigi, 24 ORE
Cultura – Gruppo 24 ORE e Arthemisia Group,
La mostra curata da Cécile Debray
conservatore Centre Pompidou. Dieci sezioni in mostra illustrano, secondo un
percorso cronologico intercalato da approfondimenti tematici, le figure
matissiane delle odalische --‐ come in Odalisca con pantaloni rossi del 1921 --‐; la raffigurazione dell’atelier,
soggetto ricorrente nell’opera di Matisse ma che, negli anni bui della Seconda
Guerra Mondiale, dà luogo a quadri stupefacenti a firma di Braque (L'Atelier IX,
1952--‐56) e Picasso (Lo studio, 1955);
l’opera e il percorso di Matisse dai suoi esordi con Gustave Moreau (1897--‐99) fino alla sua scomparsa negli
anni Sessanta e alle ultime carte dipinte e ritagliate.
Sponsor:
Lottomatica e come sponsor tecnici Grandi Stazioni, Trenitalia, Coop, Canale
Arte.
Con
il supporto di La Rinascente.
L'evento è consigliato da Sky Arte HD. Il
catalogo è edito da 24 ORE Cultura --‐
Gruppo 24 ORE.
www.mostramatisse.it
"Toulouse-Lautrec La collezione del Museo di Belle Arti di Budapest"
MUSEO
DELL'ARA PACIS - Roma - da venerdì 4 dicembre 2015 a domenica 8 maggio
2016 - orari vari
Promossa e prodotta da Roma Capitale - Sovrintendenza
Capitolina ai Beni Culturali e Arthemisia Group e organizzata con Zètema Progetto Cultura.
“[…] la novità è raramente l'essenziale. Questo ha a che fare con una cosa sola: rappresentare un soggetto meglio di quanto faccia la sua natura intrinseca.”
Henri de Toulouse-Lautrec
“[…] la novità è raramente l'essenziale. Questo ha a che fare con una cosa sola: rappresentare un soggetto meglio di quanto faccia la sua natura intrinseca.”
Henri de Toulouse-Lautrec
Con circa 170 opere provenienti dal Museo di Belle Arti di Budapest, arriva al Museo dell’Ara Pacis di Roma una grande mostra su Toulouse-Lautrec, il pittore bohémien della
Parigi di fine Ottocento, che ripercorre l’attività dell’artista dal 1891 al
1900, poco prima della sua morte avvenuta a soli 36 anni.
La mostra, promossa e prodotta da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Arthemisia Group e organizzata con Zètema Progetto Cultura, consentirà di portare a Roma il fiore della raccolta di opere di Toulouse-Lautrec conservata Al Museo di Belle Arti di Budapest (Szépmű vészeti Múzeum), uno dei più importanti in Europa, con capolavori che vanno dal Medioevo al Novecento. In occasione dell’esposizione romana, curata da Zsuzsa Gonda e Kata Bodor, circa 170 litografie della collezione (tra cui otto affiches di grande formato e due cover degli album della cantante, attrice e scrittrice francese Yvette Guilbert con circa 10 litografie) lasceranno Budapest per essere esposte al Museo dell’Ara Pacis dal 4 dicembre 2015 all’8 maggio 2016.
Attraverso questa esposizione sarà possibile conoscere a tutto tondo l'opera grafica di Toulouse-Lautrec: manifesti, illustrazioni, copertine di spartiti e locandine, alcune delle quali sono autentiche rarità perché stampate in tirature limitate, firmate e numerate e corredate dalla dedica dell'artista.
Henri de Toulouse-Lautrec è considerato il più famoso maestro di manifesti e stampe tra il XIX e XX Secolo. Tra le peculiarità della sua arte, è l’avere come soggetto la più disparata umanità illustrata in momenti quotidiani o di divertimento, affascinando così la borghesia francese. Sua grande fonte d’ispirazione è il quartiere parigino di Montmartre e la maggior parte delle sue opere sono riconducibili alla vita notturna e ai locali di questa zona. Sono rappresentazione d’istanti di vita quotidiana che Lautrec restituisce con un effetto di grande immediatezza: in poco tempo l’artista diventa uno degli illustratori e disegnatori più richiesti di Parigi; gli sono commissionati manifesti pubblicitari per le rappresentazioni teatrali, i balletti e gli spettacoli, oltre che illustrazioni d’importanti riviste dell’epoca, come la satirica Le Rire.
Nel percorso di mostra, oltre le opere di Toulouse-Lautrec, rare immagini (fotografie e riprese cinematografiche) d’inizio Novecento evocano la Parigi della Belle Époque. Inoltre, un’applicazione interattiva guida il visitatore alla scoperta della tecnica litografica e delle tecniche di stampa di fine Ottocento, dai colori accesi e la riproduzione su vasta scala, ai presupposti per la nascita del manifesto pubblicitario, di cui egli è stato con la sua arte il precursore.
La mostra vede come sponsor Generali Italia, come sponsor tecnico Codognotto e come partner dell’iniziativa Trenitalia.
La mostra, promossa e prodotta da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Arthemisia Group e organizzata con Zètema Progetto Cultura, consentirà di portare a Roma il fiore della raccolta di opere di Toulouse-Lautrec conservata Al Museo di Belle Arti di Budapest (Szépmű vészeti Múzeum), uno dei più importanti in Europa, con capolavori che vanno dal Medioevo al Novecento. In occasione dell’esposizione romana, curata da Zsuzsa Gonda e Kata Bodor, circa 170 litografie della collezione (tra cui otto affiches di grande formato e due cover degli album della cantante, attrice e scrittrice francese Yvette Guilbert con circa 10 litografie) lasceranno Budapest per essere esposte al Museo dell’Ara Pacis dal 4 dicembre 2015 all’8 maggio 2016.
Attraverso questa esposizione sarà possibile conoscere a tutto tondo l'opera grafica di Toulouse-Lautrec: manifesti, illustrazioni, copertine di spartiti e locandine, alcune delle quali sono autentiche rarità perché stampate in tirature limitate, firmate e numerate e corredate dalla dedica dell'artista.
Henri de Toulouse-Lautrec è considerato il più famoso maestro di manifesti e stampe tra il XIX e XX Secolo. Tra le peculiarità della sua arte, è l’avere come soggetto la più disparata umanità illustrata in momenti quotidiani o di divertimento, affascinando così la borghesia francese. Sua grande fonte d’ispirazione è il quartiere parigino di Montmartre e la maggior parte delle sue opere sono riconducibili alla vita notturna e ai locali di questa zona. Sono rappresentazione d’istanti di vita quotidiana che Lautrec restituisce con un effetto di grande immediatezza: in poco tempo l’artista diventa uno degli illustratori e disegnatori più richiesti di Parigi; gli sono commissionati manifesti pubblicitari per le rappresentazioni teatrali, i balletti e gli spettacoli, oltre che illustrazioni d’importanti riviste dell’epoca, come la satirica Le Rire.
Nel percorso di mostra, oltre le opere di Toulouse-Lautrec, rare immagini (fotografie e riprese cinematografiche) d’inizio Novecento evocano la Parigi della Belle Époque. Inoltre, un’applicazione interattiva guida il visitatore alla scoperta della tecnica litografica e delle tecniche di stampa di fine Ottocento, dai colori accesi e la riproduzione su vasta scala, ai presupposti per la nascita del manifesto pubblicitario, di cui egli è stato con la sua arte il precursore.
La mostra vede come sponsor Generali Italia, come sponsor tecnico Codognotto e come partner dell’iniziativa Trenitalia.
Media
coverage by Sky Arte HD. -
Il catalogo è edito da Skira.
www.arapacis.it
"james tissot" a cura di
Cyrille Sciama
CHIOSTRO DEL BRAMANTE - Roma - da martedi 26
settembre 2015 a sabato 21 febbraio 2016,
tutti i giorni dalle ore 10.00
alle 20.00 , sabato e domenica 10.00-21.00
Patrocinio dell’Assessorato
Cultura e Turismo del Comune di Roma - Sovrintendenza Capitolina ai Beni
Culturali
La mostra è organizzata con il sostegno eccezionale del Museo d’Orsay,
vede come sponsor Generali Italia e come partner dell’iniziativa Trenitalia.
L’evento è consigliato da SKY Arte HD.
Per la prima volta in Italia, l’attesissima mostra
sul grande pittore francese James Tissot (Nantes, 1836 - Buillon 1902). Le sue
opere si potranno finalmente ammirare al Chiostro del Bramante di Roma (26
settembre 2015 - 21 febbraio 2016) dopo le importanti esposizioni dedicategli
in tutto il mondo come James Tissot al Petit Palais (Parigi - 1985), Victorian
Life Modern Love (Yale Center for British Art, New Haven Connecticut - Musée du
Québec, Québec City, Canada - Albright-Knox Art Gallery, Buffalo, New York, tra
il 1999 e il 2000), James Tissot et ses Maîtres a Nantes presso il Musée des
Beaux-arts (2005) e infine la mostra The Life of Christ del Brooklyn Museum of
Art (2009).
Raffinato protagonista dell’élite del suo tempo,
invidiato e amato in pari misura, James Tissot è un pittore la cui arte è
ancora oggi per alcuni aspetti un enigma, tra influenze impressioniste e
istanze preraffaellite. Francese di nascita ma britannico di adozione, vissuto
a suo agio tra conservatori e liberali, Tissot celebra nei suoi quadri la vita
dell’alta borghesia – il ceto portato in auge in epoca vittoriana tra
rivoluzione industriale e colonialismo – trasformando la quotidianità in
imprese eroiche e celebrative, mutando ogni gesto in un cliché non privo di
originalità.
Dart - Chiostro del Bramante e Arthemisia Group,
con il Patrocinio dell’Assessorato Cultura e Turismo del Comune di Roma, hanno
fortemente creduto nella necessità di presentare al pubblico italiano un
artista ancora poco celebrato. In mostra 80 opere provenienti da musei
internazionali quali la Tate di Londra, il Petit Palais e il Museo d’Orsay di
Parigi, che raccontano l’intero percorso artistico del pittore e l’influenza
che su di lui ebbe l’ambiente parigino e la realtà londinese, dando conto della
sua vena sentimentale e mistica, del suo incredibile talento di colorista e del
suo interesse per la moda. Tra le opere esposte, capolavori quali "La
figlia del capitano" e "La figlia del guerriero" entrambe del
1873 accanto alla Galleria dell’ "HMS Calcutta" (1886) che illustrano
i temi principali della sua arte sempre trattati con profondità psicologica e
che attestano il suo talento di colorista e fine osservatore del suo tempo.
Prodotta
e organizzata da DART Chiostro del Bramante - Arthemisia Group, Con il sostegno
eccezionale di Musée d’Orsay-Sponsor Generali Italia
Partner
dell’iniziativa: Trenitalia-Special Partner:
JTI-Sponsor tecnico Mantero-Media coverage by Sky Arte HD-Mostra a cura
di Cyrille Sciama-Progetto di mostra, direzione dei lavori, progetto grafico di
mostra e realizzazione grafica :Mjras snc-Allestimento: Tagi2000-Progetto
immagine coordinata: Angela Scatigna-Video: Artist Fabien Iliou-Percorso
didattico in mostra: Francesca Valan-Catalogo: Skira
www.chiostrodelbramante.it
Kirosegnaliamo esce all’inizio di ogni settimana, chi
volesse darci comunicazione di eventi con rilievo artistico-culturale può
scriverci a kirolandia@gmail.com oppure info@kirolandia.com, entro la domenica precedente, specificando chiaramente la richiesta
di segnalazione, provvederemo previa specifica selezione all'inserimento …