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lunedì 26 aprile 2021

KIROSEGNALIAMO dal 27 aprile al 3 maggio 2021

   K-news 



Kiri, continuano per questa stagione 2020-2021, le KIROSEGNALAZIONI di KIROLANDIA blog di cooperazione dell'omonima corrente culturale. Ogni settimana, sulla base delle tantissime proposte giunte in redazione, selezioniamo per voi alcuni eventi da seguire a Roma con un veloce sguardo in streaming e fuori porta.
Potete inviarci i vostri Comunicati Stampa ad una delle nostre email kiroalndia@gmail.com - info@kirolandia.com. Scriveteci e raccontateci delle vostre iniziative.
 
Vi ricordiamo che i suggerimenti di Kirolandia sono tripli!!!
Non solo qui nel blog ma anche attraverso le KIROSOCIALNEWS, lanci direttamente dai nostri social: Facebook, Twitter e Linkedin. Non appena ripartirà la trasmissione radiofonica, "#doyoudream kirolandia on air" su Radio Godot, riprenderà anche la diffusione del KIROEVENTO DA SOGNO della settimana!
Seguite sempre gli hastag #kirosegnalazioni #kirosocialnews #kiroventodasogno e scoprirete i selezionatissimi suggerimenti dei Kiri di Kirolandia!
 
Dunque per sognare con voi...
 

ARTE
 
NOVITÁ
 
TITOLO
COLORI DEI ROMANI
Colori dei Romani. Mosaici dalle Collezioni Capitoline
Mostra a cura di Claudio Parisi Presicce, Nadia Agnoli, Serena Guglielmi
 
DOVE e QUANDO
Musei Capitolini, Centrale Montemartini – Roma
Dal 27 aprile al 15 settembre 2021  
Da martedì a domenica ore 9.00 – 19.00; Chiuso il 1° maggio L’ingresso è consentito fino a mezz’ora prima dell’orario di chiusura.

 
DETTAGLI
Dopo l’apertura di questa mattina dei Musei Capitolini, del Museo dell’Ara Pacis e dei Mercati di Traiano, oltre che del Mausoleo di Augusto, dei Fori Imperiali e del percorso pedonale dell’area archeologica del Teatro di Marcello, domani apriranno al pubblico gli altri Musei Civici e l'area archeologica del Circo Massimo. Da domani inoltre parte, alla Centrale Montemartini, la mostra Colori dei Romani. Mosaici dalle Collezioni capitoline, promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, che presenta al pubblico un’ampia selezione di mosaici, capolavori delle collezioni capitoline poco conosciuti al grande pubblico: un evento importante per raccontare, attraverso la trama colorata di queste opere, brani di storia della città di Roma, illustrando nel modo più completo i contesti originari di rinvenimento.
 
La mostra è a cura di Claudio Parisi Presicce, Nadia Agnoli e Serena Gugliemi. La progettazione e la direzione dei lavori di allestimento sono a cura degli architetti della Sovrintendenza Roberta De Marco e Monica Zelinotti, con la collaborazione di Maria Cucchi e Simonetta De Cubellis. La guida breve alla mostra è pubblicata da Campisano Editore. Organizzazione a cura di Zètema Progetto Cultura.
 
Accanto ai mosaici sono esposti anche gli affreschi e le sculture che insieme a essi costituivano l’arredo degli edifici di provenienza; questa presentazione d’insieme consente di interpretare le scelte iconografiche, i motivi decorativi, l’aspetto formale delle opere come espressione del gusto e delle esigenze dei committenti, offrendo così un significativo spaccato della società romana in un ampio periodo compreso tra il I secolo a.C. e il IV d.C.
 
La ricca e preziosa documentazione d’archivio, messa a corredo delle opere esposte, illustra i rinvenimenti con foto storiche, acquarelli e disegni, testimonianze che aiutano a raccontare il clima e le circostanze che determinarono queste scoperte: le trasformazioni urbanistiche e il fervore edilizio che caratterizzarono la storia di Roma tra gli ultimi decenni dell’800 e i primi decenni del secolo scorso, quando, parallelamente al progressivo ampliamento della città per far fronte alla sua nuova funzione di capitale d’Italia, fu scritta una delle più “fortunate” pagine dell’archeologia romana.
Alcuni dei mosaici esposti alla Centrale Montemartini sono stati presentati nel 2019 in una mostra di grande successo allestita in tre sedi dell’area geografica balcanica: la prima e la seconda dal titolo “Visioni colorate dell’antica Roma. Mosaici dai Musei Capitolini” nel National ArchaeologicalInstitute with Museumat the Bulgarian Academy of Sciences a Sofia (16 maggio-3 agosto 2019) e nella Galleria Nazionale dell’Armenia a Jerevan (9 agosto-29 settembre 2019), la terza dal titolo “Antica Roma a colori. Mosaici dai Musei Capitolini” nel Museo della Georgia Simon Janashia di Tbilisi (10 ottobre-10 dicembre 2019).
L’esposizione si articola in quattro sezioni tematiche, all’interno delle quali il percorso segue un ordine cronologico.
 
ALTRE INFORMAZIONI
Promotori Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Mostra a cura di  Claudio Parisi Presicce, Nadia Agnoli, Serena Guglielmi
Organizzazione   Zètema Progetto Cultura
Realizzazione Guida Breve Campisano Editore
 
Informazioni della mostra: Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)
Per informazioni sugli ingressi e acquisto biglietti obbligatorio per il fine settimana www.museiincomuneroma.it.

Immagine a corredo: Musei Capitolini, Antiquarium, AC 4493 Mosaico policromo con busto di stagione

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NOVITÁ
 
TITOLO
Chiamala Roma - Fotografie di Sandro Becchetti 1968- 2013
A cura di Silvana Bonfili e Valentina Gregori
 
DOVE e QUANDO
Museo di Roma in Trastevere – Roma
Dal 27 aprile al  5 settembre 2021


DETTAGLI
Fino al 5 settembre 2021, al Museo di Roma in Trastevere, oltre 180 immagini selezionate dall’Archivio Becchetti raccontano la complessità e unicità di Roma nella rivisitazione personale e poetica del fotografo romano
Sarà aperta al pubblico dal 27 aprile al 5 settembre 2021 al Museo di Roma in Trastevere la mostra Chiamala Roma - Fotografie di Sandro Becchetti 1968 - 2013, che presenta alcuni dei lavori più importanti realizzati dal fotografo BECCHETTI (Roma,1935-Lugnano in Teverina, 2013).
L’esposizione è promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con Archivio Becchetti, Postcart edizioni, il Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia e il Sistema Museo di Perugia. A cura di Silvana Bonfili con Valentina Gregori. Organizzazione Zètema Progetto Cultura. Catalogo edito Postcard.
L’ingresso è gratuito per i possessori della MIC card.
Attraverso circa 180 fotografie in bianco e nero, in gran parte vintage e selezionate dal vasto Archivio Sandro Becchetti, il percorso espositivo offre una rivisitazione personale e poetica di Roma, che caratterizza gran parte della produzione che Becchetti ha dedicato alla capitale, nel tentativo di evidenziare l’unicità di una città contraddittoria e complessa. Nelle parole di Becchetti: “Attraverso l’obiettivo delle mie Pentax osservai una città in tellurico sconvolgimento sociale.. antropologico.. segnata da un’ansia di rinnovamento capace di spaccare la gerarchia fossilizzata dalle classi sociali e di cancellare… un’antica idea di sudditanza… È in quegli anni che ho potuto conoscere e fotografare a Roma molti tra i più importanti protagonisti del mondo artistico e culturale, italiano e internazionale, dell’epoca quali Ungaretti, Borges, Pasolini, Penna, Hitchcock, de Chirico per citarne alcuni”.
Lo sguardo di Becchetti si sofferma su una città che repentinamente cambia volto, per fissare quei dettagli che non solo esaltano la sua antica e indubbia bellezza ma che svelano con ironia e affetto le trasformazioni di un territorio e dei suoi abitanti. Le persone comuni che la abitano, come le personalità che vi soggiornano per brevi o lunghi periodi, ne assorbono il clima e le suggestioni e diventano testimoni del genius loci romano, indipendentemente da dove siano fotografati – ai margini della città tra le nuove borgate e le antiche mura, o immortalati nelle stanze austere dei vecchi e storici palazzi, o tra i quadri d’autore e le tappezzerie delle abitazioni borghesi.
La mostra evidenzia, inoltre, l’importanza e il ruolo fondamentale degli archivi fotografici, sia privati che pubblici, nel ricostruire la memoria di un territorio dal punto di vista storico, sociale e soprattutto culturale.
Il percorso espositivo si snoda lungo cinque sezioni – i cui titoli sono ripresi dai testi dello stesso Becchetti (così come il titolo della mostra stessa) – e propone, a corredo delle fotografie, anche filmati, documenti cartacei d’epoca e oggetti appartenuti o realizzati dall’autore, quali macchine fotografiche e sculture in legno, esposte nelle diverse sale espositive.
In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo, edito dalla casa editrice romana Postcard, specializzata in fotografia – con il contributo di Vetrolatino di Lucio Caccialupi. La pubblicazione, a cura di Silvana Bonfili con Gianna Bellavia e Valentina Gregori, ripercorre attraverso le immagini fotografiche di Sandro Becchetti e di alcuni suoi scritti, le tematiche esposte e si avvale, oltre ai testi critici delle curatrici del prezioso contributo di Ascanio Celestini e di Francesco De Gregori.
ALTRE INFORMAZIONI
Promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
In collaborazione con Archivio Becchetti, Postcart edizioni, il Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia e il Sistema Museo di Perugia
Organizzazione Zètema Progetto Cultura
 
Informazioni della mostra: Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)
www.museodiromaintrastevere.it www.museiincomune.it, www.zetema.it
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NOVITÁ
 
TITOLO
Luciano D’Alessandro. L’ultimo idealista
La prima antologica, a cura di Roberto Lacarbonara
dedicata a uno dei massimi protagonisti del fotogiornalismo italiano
 
 
DOVE e QUANDO
Museo di Roma in Trastevere – Roma
Dal 27 aprile al 5 settembre 2021
 
DETTAGLI
È dedicata a Luciano D’Alessandro (Napoli, 1933 - 2016), uno dei massimi interpreti italiani del reportage e dell’immagine sociale, radicale osservatore delle marginalità e delle forme di reclusione, delle utopie collettive e della loro dissoluzione, la mostra antologica Luciano D’Alessandro. L’ultimo idealista, ospitata al Museo di Roma in Trastevere dal 27 aprile al 5 settembre 2021.
 
L’esposizione è promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ed è prodotta dallo Studio Bibliografico Marini – Archivio Luciano D’Alessandro con i servizi museali di Zetema Progetto Cultura. Acura di Roberto Lacarbonara.
L’ingresso è gratuito per i possessori della MIC card.
 
La mostra, che ripercorre, per la prima volta, circa sessant’anni di ricerca fotografica del fotografo partenopeo a cinque anni dalla sua scomparsa, rappresenta la prima antologica dopo le prestigiose mostre conseguite in vita: la collettiva a Camera 16 (Milano, 2010) con Lisetta Carmi e Mario Dondero, la retrospettiva del 2009 al Museo di Capodimonte e quella del 2006 a Villa Medici a cura di A. Bonito Oliva, la collettiva alla Maison Européenne de la Photographie di Parigi (2006) e alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia (2005).
 
Il percorso espositivo si snoda lungo 5 sezioni tematiche:“Gli esclusi”, “Dentro le Case”, “Dentro il lavoro”, “Colera a Napoli”, “Terremoto in Irpinia”. Ognuno di questi ambiti costituisce un diverso territorio di investigazione fotografica in grado di restituire la piena consapevolezza di un autore e un intellettuale che, come pochi altri, ha saputo attraversare mezzo secolo senza retorica ma con il coraggio e l’ostinazione del giornalista, dell’osservatore, dell’ultimo idealista.
 
Dalla ricerca su “Gli Esclusi” alla metà degli anni Sessanta (1965-67) – il primo vero documento sulla condizione silenziosa dei malati mentali – ai documenti foto giornalistici per L’Espresso, Time, L’Europeo, DailyTelegraph, Die Zeit, Le monde, l’Unità e il Corriere della Sera, realizzati tra Europa, Unione Sovietica e Sudamerica, D’Alessandro testimonia la sua ostinata reinterpretazione del mondo, con le devianze e la rapida trasformazione globale. Una realtà fatta di muri e secessioni, con una crescente divergenza tra le classi sociali e con le conseguenze incontrollabili di una crescita indiscriminata.
Napoli, la terra nativa ed elettiva di D’Alessandro, la sua gente, le sue case, sono i luoghi della rigenerazione dello spirito, spazi di autenticità, dove persistono modelli rituali e paradigmi antropologici celati nelle storie della quotidianità e della semplicità.Non semplici “tessere” del visibile quotidiano, ma polemica, ammonimento, prova documentale e in certi casi, senza alcuna complicità, memoria amara.
 
A corredo della mostra anche il volume POSTCART EDIZIONI, a cura di Roberto Lacarbonara, contiene testi del curatore e i contributi di due grandi amici e colleghi di Luciano D’Alessandro: Lisetta Carmi e Gianni BerengoGardin.
 
ALTRE INFORMAZIONI
Informazioni della mostra: Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)
www.museodiromaintrastevere.it www.museiincomune.it, www.zetema.it
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PROSEGUE
 
TITOLO
SAFARI
La Mostra
Stefania Catenacci, Duminda, Micaela Giuseppone, Flaviana Pesce, Daniela Poduti Riganelli, Maria Teresa Protettì, Fabio Santoro e Renata Solimini.
curata da Tiziano M. Todi
 
DOVE e QUANDO
Galleria Vittoria – Roma
Dal 21 aprile 2021 alla


DETTAGLI
Il 21 aprile 2021 la Galleria Vittoria presenta la mostra “Safari” con il patrocinio di Regione Lazio,
Roma Capitale- Assessorato alla Crescita culturale e Rai per il Sociale. Assecondando il significato della parola “safara” di origine araba, il progetto invita il fruitore a compiere un viaggio attorno al mondo attraverso le specie animali.
“Safari”, realizzata in occasione della giornata della Terra che si celebra il 22 aprile e curata da Tiziano M. Todi, mette in luce il problema dell’estinzione delle specie animali a causa del cambiamento climatico, attraverso un’esposizione che vede coinvolti 8 artisti: Stefania Catenacci, Duminda, Micaela Giuseppone, Flaviana Pesce, Daniela Poduti Riganelli, Maria Teresa Protettì, Fabio Santoro e Renata Solimini.
 
In un sistema equilibrato, il fenomeno naturale dell’estinzione di una specie è un evento ecologico molto lento, la scomparsa di una specie, infatti, viene poi compensata dalla comparsa di un’altra. Negli ultimi 150 anni però, l’equilibrio è stato stravolto, molte specie sono scomparse e altre rischiano l’estinzione a causa delle pressioni dell’uomo sull’ecosistema, annullando di fatto la naturalezza del fenomeno stesso.
Secondo una ricerca dell’università dell’Arizona pubblicata sulle pagine di Proceedings of the National Academy of Sciences, se gli accordi di Parigi non sortiranno l’effetto sperato, entro il 2070 la Terra perderà più di un terzo delle specie animali e vegetali1.
 
Animali come l’elefante, il pinguino o la tigre rappresentano un importante valore ecologico da preservare.
La Galleria Vittoria, sempre attenta ai processi sociali e culturali, ha deciso di dedicare “Safari” alla Terra e a tutte le specie che la abitano, salvaguardandoli e omaggiandoli attraverso l’arte.
L’interesse perseguito intende sensibilizzare il pubblico su un tema particolarmente delicato e caro alle generazioni presenti e future, dando vita ad una mostra fondata su criteri individuati dal curatore: le specie animali raffigurate sono, infatti, il frutto di una selezione condotta in ambito progettuale e riprodotte esclusivamente su tele tonde dello stesso formato, ricorrendo anche alla pittura fosforescente.
La mostra è presentata dai testi di Lodovica Bartoli, Rita Catalino, Tiziana Todi e Elisabetta Trinca.
 
BIOGRAFIA AUTORE
😊Ingresso Gratuito
Per visitare e prenotare la mostra contattare il numero 06.36001878
VISITA LA MOSTRA IN SICUREZZA.
Gli accessi allo spazio espositivo saranno contingentati per un massimo di 6 visitatori contemporaneamente ed è obbligatorio l’utilizzo della mascherina
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PROSEGUE
 
TITOLO
"L’EREDITÀ DI CESARE E LA CONQUISTA DEL TEMPO"
I Fasti Capitolini, straordinari calendari incisi nel marmo, narrano la storia di Roma dalle sue origini agli albori dell’età imperiale grazie alla multimedialità

DOVE e QUANDO
Sala della Lupa - Musei Capitolini - Roma
Dall’8 febbraio al 31 dicembre 2021
Dal lunedì al venerdì ore 9.30-19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)


DETTAGLI
L’eredità di Cesare e la conquista del tempo è un progetto espositivo multimediale che racconta in maniera evocativa e coinvolgente le vicende e i protagonisti della storia di Roma antica attraverso i Fasti Capitolini.
Questi straordinari calendari incisi nel marmo, dalla metà del ’500, sono esposti su disegno di Michelangelo Buonarroti sulla parete di fondo della sala della Lupa, un tempo sala dei Fasti antichi, nell’appartamento dei Conservatori, parte del complesso dei Musei Capitolini.
Tra le righe scolpite nel marmo è narrata la storia di Roma che tutti studiano sui libri scolastici e, spesso, al visitatore frettoloso sfugge la menzione di personaggi universalmente noti, Romolo, Tarquinio il Superbo, Giulio Cesare, Augusto, al pari di famose battaglie e importanti conquiste.
 
L’iniziativa, promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è ideata e curata dalla Direzione Musei archeologici e storico-artistici. Organizzazione a cura di Zètema Progetto Cultura.
 
Attraverso il videomapping, la grafica e un commento sonoro, l’esposizione multimediale offre al pubblico gli strumenti per rintracciare sulla parete elementi che, seppure presenti all’interno del proprio bagaglio conoscitivo sulla storia di Roma, non ci si aspetta di ritrovare in quella sede e in quelle forme.
Le proiezioni avvengono direttamente sulla parete marmorea alternando il videomapping, che indica e sottolinea le parole e le frasi salienti nei calendari, a una videoproiezione classica che va a sovrapporsi alla parete stessa, quasi annullandola e trasformandola in uno schermo su cui narrare attraverso le immagini gli episodi appena rievocati dai nomi dei protagonisti evidenziati tramite il videomapping.
 
Una proposta innovativa e coinvolgente per scoprire e approfondire la storia di Roma, dalla sua fondazione (753 a.C.) alla fine dell’età repubblicana e agli albori dell’età imperiale (31 a.C.), grazie a una testimonianza storica e archeologica unica nel suo genere.
Il progetto costituirà la prima tappa di avvicinamento alla mostra “La Roma della Repubblica”, in programma nel corso del 2021 presso gli stessi Musei Capitolini. L’esposizione è concepita in continuità con “La Roma dei Re”, ospitata ai Musei Capitolini tra il 2018 e il 2019, come secondo episodio del ciclo “Il racconto dell'archeologia”.
 
ALTRE INFORMAZIONI
Musei Capitolini - Palazzo dei Conservatori - Sala della Lupa e dei Fasti antichi
Piazza del Campidoglio, 1 - Roma
 
L’accesso allo spazio espositivo che ospita il progetto è gratuito per i detentori del biglietto di accesso ai Musei Capitolini, per i detentori del biglietto delle esposizioni “Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi” presso Palazzo Caffarelli e “I marmi Torlonia - Collezionare capolavori” presso Villa Caffarelli e per i detentori della Mic Card.
 
Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 - 19.00)
www.museicapitolini.org; www.museiincomune.it
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PROSEGUE
 
TITOLO
mostra
JOSEF KOUDELKA
"RADICI"
Evidenza della storia, enigma della bellezza
 
Prorogata fino al 29 agosto
 
DOVE e QUANDO
Museo dell'Ara Pacis - Roma
dal 1° febbraio al  29 agosto 2021


DETTAGLI
Tappa unica in Italia, la mostra documenta con oltre cento spettacolari immagini
lo straordinario viaggio fotografico di Koudelka alla ricerca delle radici della nostra storia nei più importanti siti archeologici del Mediterraneo
Le rovine non sono il passato,
sono il futuro che ci invita all’attenzione
e a godere del presente.
Josef Koudelka
 
Riapre al pubblico lunedì 26 aprile la mostra “Josef Koudelka. Radici. Evidenza della storia, enigma della bellezza” presso il Museo dell'Ara Pacis. Promossa nella sua unica tappa italiana da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Contrasto e Magnum Photos, organizzata da Contrasto e Zètema Progetto Cultura, con la collaborazione di Villa Medici. Académie de France à Rome e Centro Ceco, l’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 29 agosto 2021, anche nei fine settimana con prenotazione obbligatoria come da disposizioni governative.
 
Con oltre cento spettacolari immagini panoramiche, molte delle quali di grande formato, la mostra racconta e ripercorre lo straordinario viaggio fotografico di Josef Koudelka alla scoperta delle radici della nostra storia. Il lavoro presentato è il frutto di un progetto unico nel suo genere, durato trent’anni, e realizzato esplorando e ritraendo con tenacia e continuità alcuni dei più rappresentativi e importanti siti archeologici del Mediterraneo.
 
Gli straordinari scatti in bianco e nero presentati in mostra sono realizzati dal fotografo ceco tra Siria, Grecia, Turchia, Libano, Cipro (Nord e Sud), Israele, Giordania, Egitto, Libia, Tunisia, Algeria, Marocco, Portogallo, Spagna, Francia, Albania, Croazia e naturalmente Italia. Essi accompagnano il visitatore in una inedita e personalissima riflessione sull’antico, sul paesaggio, sulla bellezza che “suscita e nutre il pensiero”. I panorami senza tempo, ricchi di anima e fascino, caratterizzati da prospettive instabili, inaspettate, ambivalenti, ben rappresentano il lessico visuale e la cifra stilistica propri di Koudelka che, rifuggendo la semplice illustrazione e documentazione delle rovine, sceglie di dare respiro a ciò che resta delle vestigia delle antiche civiltà del Mediterraneo, rappresentandole in un’eterna tensione tra ciò che è visibile e ciò che resta nascosto, tra enigma ed evidenza.
Allestita nella cornice del Museo dell’Ara Pacis, a contatto diretto con le testimonianze monumentali della grande storia di Roma, la retrospettiva Radici vuol essere un eccezionale viaggio nell’opera di uno degli ultimi grandi maestri della fotografia moderna dedicatosi alla ricerca della bellezza caotica delle rovine e del paesaggio antico, trasformati dal tempo, dalla natura, dall’uomo. Le fotografie di Koudelka, esposte in stretto dialogo con uno dei monumenti più significativi della prima età imperiale, acquistano così, in questa speciale occasione, il valore unico, forte, di immagini memorabili, in un rapporto intenso di rimandi e di echi di una memoria che a Roma più che altrove diventa presente.
Prosegue anche il ciclo di incontri on line Radici. Sguardi sulla mostra pensati e organizzati dalla Sovrintendenza Capitolina e Contrasto, insieme a Fondazione Forma per la Fotografia e con il supporto del Centro Ceco di Roma, Ambasciata della Repubblica Ceca in Italia. Dopo l’apertura con Andrea Jemolo (13 aprile) che ha proposto una riflessione su cosa significhi fotografare la città, l’architettura, la memoria, l’archeologo Emanuele Greco (11 maggio) esplorerà il contesto archeologico in cui sono state realizzate le immagini del fotografo ceco. Nei messi successivi, il geografo Franco Farinelli (8 giugno) indagherà sull’attualità del mito e sul carattere “mitologico” della fotografia di Koudelka; l’archeologo Simone Foresta (6 luglio) che descriverà quanto la fotografia contribuisca a costruire il sentimento per l’antico: bellezza e sconcerto, ordine e caos, stupore e inquietudine.
 
La retrospettiva è accompagnata dal volume Radici pubblicato da Contrasto.
 
ALTRE INFORMAZIONI
Dal lunedì al venerdì, ore 9.30-19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Biglietto “solo Mostra”  11 € biglietto intero - 9 € biglietto ridotto
Info tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) www.arapacis.it; www.museiincomune.it; www.zetema.it
Promossa da: Roma Culture – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali; Contrasto; Magnum Photos
Organizzazione: Contrasto e Zètema Progetto Cultura
Con la collaborazione di: Villa Medici. Académie de France à Rome; Centro Ceco
Collaborazione alla didattica e alla comunicazione: Forma
Catalogo Radici, pubblicato da Contrasto
 
Immagine: Roma, Italia, 2000_© Josef Koudelka Magnum Photos
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LIBRI
 
PROSEGUE
 
TITOLO
 
VIRITÀ
FEMMINILE SINGOLARE – PLURALE
di
GIUSY SCIACCA
 
DOVE
 IN LIBRERIA E NEGLI STORE ONLINE

 
DETTAGLI
Da venerdì 16 aprile è disponibile in libreria e negli store online“Virità, femminile singolare-plurale” di Giusy Sciacca pubblicato da EdizioniKalós. Il libro è un percorso di ricercadalla Sicilia verso l’universalità della storia mediterranea attraverso la narrazione del femminile.
Per questo “Virità, femminile singolare-plurale”non è rivolto solo alle donne o solo ai siciliani, ma va oltre i confini regionali. Nei racconti delle protagoniste - da Aretusa, Santa Lucia, Cleopatra di Sicilia, Damarete di Agrigento a Peppa la Cannoniera e a molte altre più e meno note - si leggerà della storia e del patrimonio culturale che appartengono all’Italia intera e oltre.
 
“Virità, femminile singolare-plurale”è un viaggio per tutti attraverso la stratificazione storica della Sicilia,ma è anche un ardito esperimento. Lo è anche a livello linguistico per cercare di rendere in una forma moderna l’anima delledonnenel rispetto del loro contesto di appartenenza.Da un racconto all’altro si parla in greco, latino, arabo, ebraico fino all’arbëreshe e si respirano ancora altre lingue come lo spagnolo e il francese. O in un siciliano impregnato di suoni e parole di origine lontana.
 
«Il titolo e il sottotitolo racchiudono tutto il senso di questo progetto: un termine siciliano femminile singolare e plurale. Niente di più chiaro. La stessa virità può essere parziale, relativa. Appartiene a una e a molte, ognuna è certa di averne almeno una» - spiega l'autrice- «Siano state esse regnanti, nobili o schiave e popolane, criminali o eretiche, donne di scienza e artiste, hanno vissuto da protagoniste più di quanto spesso la storia o la letteratura abbia reso loro merito perché viziate da misoginia atavica, di frequente tanto interiorizzata da non essere percepita. A queste si aggiungono le nostre sante e le ninfe dalle quali spesso i riti religiosi provengono».
 
Questo volume non ha il solo proposito di ricordare queste donne, ma si propone una sfida audace. Vuole dare loro voce una volta per tutte.Non una catalogazionedunque, ma racconti intimi ed emozioni autentiche, o plausibili, narrate in prima persona. La coscienza delle donne, siciliane e non, è qui.«Delle protagoniste ho cercato di interpretare il sentire, ciò che non hanno detto o non è stato sufficientemente ascoltato. Non hanno mai parlato così o non era stato permesso loro di parlare in alcuni precisi momenti. Adesso, sì.», conclude la scrittrice.
 
SINOSSI
Qual è la verità? Domanda sbagliata. La verità non è mai solo singolare, ma di certo è femminile.
Così le protagoniste di questi venti racconti, stanche di essere spesso dimenticate o travisate, prendono la parola per narrare loro la storia e spiegare al lettore la propria versione dei fatti. Alcune abitano sull’Isola dai tempi del mito, altre sono partite per poi ritornare, altre ancora sono arrivate in epoche più moderne, fino a giungere agli albori del Novecento. Sono dee, artiste, nobildonne, talvolta sante, ma anche rivoluzionarie, eretiche, scienziate. In una parola, donne. E non aspettano altro che essere ascoltate. Il volume – che è il risultato dell’intreccio di queste singole voci, scelte e filtrate dalla scrittura dell’autrice – diventa così plurale. Come la parola virità, femminile singolare-plurale.
 
 
BIOGRAFIA AUTRICE
Giusy Sciacca, nata a Lentini, vive tra Roma e Siracusa. È controllora del traffico aereo, autrice di racconti, romanzi e testi teatrali. Scrive di libri per diverse testate giornalistiche – «La Sicilia», «SicilyMag» e «La Voce di New York» – e ha fondato il blog Parola di Sikula, dedicato ai libri e alla cultura. È inoltre ideatrice e curatrice del Premio Nazionale di Poesia Sonetto d’Argento Jacopo da Lentini.
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IN STREAMING
 
TEATRO
 
NOVITÁ
 
TITOLO
Il Teatro cerca Casa riparte online
con una piccola rassegna di teatro da camera
 
DOVE e QUANDO
💻Su educativvu.it 
dal 30 aprile al 21 maggio

 
DETTAGLI
Il Teatro ritorna a casa, questo il titolo dellapiccola rassegna online di teatro da camera, ideata e diretta da Manlio Santanelli e realizzata dal Teatro cerca Casa in collaborazione con Caracò. Quattro i titoli scelti che andranno in diretta streaming sulla piattaforma educativvu.it tutti i venerdì ore 21.00, a partire dal 30 aprile e fino al 21 maggio.
Si parte con La Venere dei terremotidi Manlio Santanelli, con Roberto Azzurro: a seguire Junk Solo, recital di Maurizio Capone; e ancora Canto in casa con Caterina Pontrandolfo(voce) e Francesco Paolo Manna (percussioni); infine Mamma. Piccole tragedie Minimali di Annibale Ruccello con Antonella Morea e Vittorio Cataldi (fisarmonica e violino), per la regia di Gerardo D’Andrea.
Il primo appuntamento della rassegna sarà anticipato da un’introduzione del direttore artistico Manlio Santanelli, che con la consueta ironia presenterà il nuovo progetto del Teatro cerca Casa.
 
A dare il via agli appuntamenti online sulla piattaforma educativvu.it, venerdì 30 aprile, La Venere dei terremoti, spettacolo di successo dell’attore e regista napoletano Roberto Azzurro. Adattando un lungo racconto di Manlio Santanelli edito da Caracò, Azzurro racconta dell’incontro tra il tristanzuolo geometra Luigino Impagliazzo e la procace Fortuna Licenziati – donna del boss del quartiere Sanità – sullo sfondo di una Napoli che, con le sue impervie e affascinanti strade di città vivace e coinvolgente, diventa nella lingua di Santanelli metafora di una donna allo stesso tempo intrigante e pericolosa.
 
Il 7 maggio si prosegue con Maurizio Capone, fondatore di Capone &BungtBangt, una delle eco band più importanti al mondo. Le canzoni del recital Junk solo esprimono l'amore, l'impegno e il desiderio di creare ponti possibili. Ascoltare come nascono gli strumenti, che da rifiuti si trasformano in oggetti dal suono incredibile, affascina il pubblico attraverso un linguaggio che accoglie, unisce, coinvolge e sorprende.
 
Il 14 maggio sarà la volta di Canto in casa- Canti sacri, d’amore, di lavoro, di pianto, di festa delle antiche comunità contadine lucane, con Caterina Pontrandolfo (voce) eFrancesco Paolo Manna (percussioni). Canto in casa nasce dalla necessità di sperimentare,ripartendo da quel mondo delcanto di tradizione orale delle antiche comunità contadine lucane, passandoattraverso il loro paesaggio, le piazze, le case.
 
A chiudere il ciclo di appuntamenti online del Teatro cerca casa, venerdì 21 maggio sarà Antonella Morea, protagonista del testo di Annibale Ruccello Mamma. Piccole tragedie minimali, in scena insieme a Vittorio Cataldi (fisarmonica e violino), con la regia di Gerardo D’Andrea; lo spettacolo si avvale dei costumi di Alessandra Gaudioso. Morea, che, da circa venti anni, porta sul palco il personaggio di Anna Cappelli con costante successo, si confronta ora con Mamma di Ruccello,un testo che è una sorta di paradigma degli orrori che tre figure materne perpetrano nei confronti di figli reali o immaginari. 
 
ALTRE INFORMAZIONI
Per partecipare agli eventi è necessario prenotarsi attraverso il sito www.educativvu.it/site/ilteatrocercacasa e con un piccolo versamento di 20, 35 o 50 euro, come contributo a sostegno delle attività dell'associazione, sarà possibile accedere alla visione dei quattro spettacoli e a tutti i servizi di Educativvù per un mese.
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VIDEO
 
NOVITÁ
 
TITOLO
Non ansiarmi
il nuovo video parodia dei Due & Mezzo che scherza sulle difficoltà che ha una coppia in tempi covid 
 
DOVE e QUANDO
Sulla pagina facebook dei Due & Mezzo 


DETTAGLI
Non amarmi, anzi visto il periodo, meglio dire “non ansiarmi”. Parola del nuovo video dei Due & Mezzo pubblicato questa mattina , lunedì 26 aprile alle ore 13 sui canali social del trio comico romano che riscrive in tempi Covid la nota canzone del 1992 di Aleandro Baldi e Francesca Alotta. 
 
Dopo il successo suscitato del video parodia “Febbre”,  Alessia Francescangeli torna a scrivere e cantare, ma questa volta non è sola; è accompagnata per la prima volta anche da Riccardo Giacomini. “Ci ho preso gusto a riscrivere i testi di canzoni famose - dichiara Alessia -  L’unico modo che conosco per affrontare le difficoltà è riderci sopra e attraverso queste parodie esorcizzo le problematiche che stiamo vivendo”.
 
 I due attori, aiutati dietro le quinte anche da Matteo Monteperto, si immedesimano così nei due interpreti anni ‘90 che, anzichè raccontare i dubbi di un uomo spaventato dall’amore, scherzano sulle difficoltà di una coppia contemporanea impegnata a barcamenarsi tra covid, debiti, prestiti, partita Iva e meravigliosamente in fiduciosa attesa del sostegno Ristori
 
“All’inizio volevamo parlare della condizione dei lavoratori dello spettacolo, ma poi abbiamo preferito descrivere più in generale le difficoltà di tutti i liberi professionisti. Il nostro non è l’unico settore in difficoltà, purtroppo.” dichiara Matteo.  “Anche se forse è quello messo peggio di tutti, visto che nel ritornello canto ‘e che devono dì gli artisti?’”, aggiunge Riccardo. “Tra l’altro questo è il primo video in assoluto in cui mi esibisco come cantante e ne approfitto per ringraziare la nostra vocal coach Sarah Biacchi, che da quando ci ha conosciuti ha deciso di seguirci e assecondare le nostre follie.”

ALTRE INFORMAZIONI
💻Pagina Facebook : www.facebook.com/duemezzo 
📱Pagina Instagram: www.instagram.com/duemezzo/ 
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PROSEGUE
 
TITOLO
ACCADEMIA UCRAINA DI BALLETTO
Presenta
#NOISIAMOPRONTI
Video girato al
Teatro Arcimboldi di Milano
 
DOVE
Sul canale Youtube del Teatro Arcimboldi 💻


DETTAGLI
Gli allievi di Accademia Ucraina di Balletto di Milano, in questo nuovo confinamento, sono stati accolti, come in una grande famiglia, nel convitto, ampliato per l’occasione, della sede presso l’Istituto delle Marcelline di via Quadronno: come nei collegi tradizionali, i danzatori sono da qualche tempo isolati dal mondo esterno e studiano, senza mai tornare a casa, nemmeno durante i weekend.
Grazie a questi provvedimenti, dopo il grande successo del video della danza con la maglietta da calcio, “DANZA E SPETTACOLO: UN COSTUME DI SCENA PER ESSERE VISIBILI”, girato quasi un anno fa, diventato virale sui social e trasmesso anche su alcune reti principali, grazie alla volontà della Direttrice Caterina Calvino Prina ed ai loro insegnanti, hanno potuto girare un nuovo video, che vuole essere un messaggio di rinascita per il settore dello spettacolo dal vivo.
Accademia Ucraina di Balletto torna, quindi, alla ribalta con un nuovo filmato, dedicato al Lago dei Cigni, e questa volta lo fa in presenza sul Palco del Teatro Arcimboldi, grazie alla gentile concessione degli spazi da parte del Direttore Artistico della sala, Gianmario Longoni.
L’Accademia, scuola professionale per ballerini di danza classica (www.accademiaucraina.it), diretta da Caterina Calvino Prina, a partire da questo anno accademico, svolge infatti una parte della propria attività didattica all’interno del Teatro degli Arcimboldi di Milano, nel pieno rispetto delle regole anti Covid.
Alcune allieve dell'Accademia, si sono ritrovate sul palco del prestigioso teatro per dare vita ad un video, dedicato ad uno dei più famosi balletti di repertorio, il Lago dei Cigni di PëtrIl'ičČajkovskij.
Lo spettacolo era pronto per debuttare a marzo del 2020 e sarebbe stato accompagnato dell’orchestra MUSICA IN SCENA diretta da Paolo Marchese, ma la chiusura dei teatri ha rimandato la data del debutto per ben sei volte, bloccando il desiderio di andare in scena degli alunni, che vedono la loro massima realizzazione e soddisfazione su un palcoscenico.
La mancanza delle luci della ribalta ha portato alla realizzazione di questo video, dove i meravigliosi “cigni” della scuola possono finalmente esibirsi, anche se non con il pubblico dal vivo.
La scelta dello spettacolo, tra i vari all’attivo dell’Accademia, non è casuale: questo breve film, realizzato seguendo strettamente i protocolli di sicurezza anti-contagio, vuole evidenziare la voglia di rinascita non sono della danza, ma di tutto il comprato degli eventi dal vivo, fermo da più di un anno, con gravi danni economici, ma anche morali.
Il cigno, simbolo di trasformazione e rinascita, protagonista del balletto più iconico della danza mondiale, vuole essere un messaggio di speranza per tutti gli artisti e gli aspiranti tali, che vogliono uscire dall’invisibilità e tornare ad essere visibili, in un teatro, davanti ad un pubblico.
In attesa dell’effettiva riapertura delle sale teatrali, in sicurezza, gli alunni dell’Accademia Ucraina di Balletto continuano a studiare ed a mettere in pratica quello che stanno imparando in un video di grande emozione e spessore, in attesa della prima, attesissima, alzata di sipario.
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TITOLO
 
NOVITÁ
 
TITOLO
La Società La Bilancia
Inaugura il nuovo sito di
COMMEDIE ITALIANE
Il primo portale interamente dedicato alla commedia
 
DOVE e QUANDO
www.commedieitaliane.it 💻
Dal 29 aprile

 
DETTAGLI
La Società la Bilancia, che gestisce il Teatro de Servi di Roma e il Teatro Martinitt di Milano, dal 29 aprile, inaugura il nuovo sito di Commedie Italiane www.commedieitaliane.it, il primo portale dedicato interamente alla commedia, genere teatrale che affonda le sue radici nella tradizione italiana, ai suoi autori, ai suoi protagonisti e curiosità.
La piattaforma, letteralmente rivoluzionata, offrirà non più solo un’occasione di incontro tra chi ama il teatro e chi lo fa, ma permetterà un emozionante viaggio a tutto tondo intorno alla cultura teatrale, con spettacoli in streaming, sguardi nel backstage, copioni inediti, programmazioni, interviste, notizie, storie, aneddoti e curiosità. E un blog vivace.
Un vero e proprio progetto culturale che coinvolge tutte le realtà che ruotano intorno a questo genere: produttori, autori, attori, registi, scenografi, costumisti, tecnici, critici, giornalisti e soprattutto il pubblico, senza il quale lo spettacolo non esisterebbe.
Il sito www.commedieitaliane.it debutta nella sua nuova veste, completamente rivisitata e rivitalizzata, il prossimo 29 aprile. Non più “semplicemente” un punto d’incontro tra domanda e offerta, tra produttori, autori, attori e maestranze, che poteva eventualmente incuriosire gli appassionati di teatro, ma un vero e proprio teatro online, inteso non solo come spettacolo, ma come fucina d’arte. Non più solo copioni inediti e tecnicismi per addetti ai lavori, ma un contenitore culturale in continua evoluzione destinato anche e soprattutto al pubblico, con una grande varietà di contenuti che lo accompagnano davanti, dietro e tutt’intorno al palcoscenico.
Un percorso –curioso, ma anche doveroso- che parte dall’antichità e punta dritto al futuro, alla (ri)scoperta della Commedia, il genius loci dell’italianità. Questa, da sempre, la mission de La Bilancia, società che gestisce i teatri “gemelli” Martinitt e De’ Servi, rispettivamente a Milano e Roma, e che ha ideato la piattaforma Commedie Italiane per promuovere non solo le sue strutture, bensì il teatro in genere. Non un’operazione di mero marketing, dunque, ma linfa per la cultura in senso lato.
Pronti allora a cliccare e tornare a viaggiare nel fantastico mondo della Commedia, che seppure in fondo molto più seria di quanto appare, libera la mente e fa tanto ridere. Terapia pura contro il Covid e contro l’isolamento che, fin qui, non è stato solo fisico.
Proprio questa è l’idea: #accorciamoledistanze. In attesa di tornare, prestissimo, a offrire un palco vero e proprio, affollato di sorprese, novità e buonumore, La Bilancia invita a navigare nel mare brioso di Commedie Italiane.
Stay tuned, a partire dal 29 aprile!
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ARTE
 
PROSEGUE
 
TITOLO
ROMAISON: tornano gli appuntamenti online del progetto su archivi e produzione dei laboratori di Costume
I nuovi approfondimenti su costume, moda e cinema raccontati attraverso la creatività Made in Italy, con un accento speciale sul Natale di Roma
 
DOVE e QUANDO
Dal 21 aprile al 3 maggio, sui canali social di @romaisonproject 📱

 
DETTAGLI
Il calendario digitale di ROMAISON si arricchisce di nuovi approfondimenti inediti, dove i temi del costume e della moda intersecano il cinema, fino ad arrivare ai fenomeni più attuali delle serie on demand e del mondo virtuale dei videogiochi.
Il progetto, fortemente voluto e supportato dalla Sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura, è configurato come una piattaforma di ricerca, articolata in un palinsesto di podcast, video interviste, talk in diretta, disponibile sui canali ufficiali Facebook e Instagram @romaisonproject.
Il legame tra cinema e moda è uno dei tratti distintivi della nostra città: queste due dimensioni si contaminano a vicenda, dando vita a molte delle produzioni artigianali che rappresentano l’eccellenza del made in Italy nel mondo. Romaison ci apre le porte dei laboratori di Costume e degli atelier che lavorano con le grandi case cinematografiche: il nuovo calendario digitale di approfondimenti prende il via il 21 aprile, ricordando il mito della Capitale così come rappresentato nei film epici e fantasiosi, in occasione della ricorrenza speciale del Natale di Roma”, dichiara la Sindaca Virginia Raggi.
 
Le storie degli atelier e laboratori di costume romani sono il punto di partenza per offrire punti di vista sempre differenti sull’evoluzione della creatività Made in Italy. Ai contenuti fotografici e ai materiali di archivio si uniscono le testimonianze filmate e il dibattito con i protagonisti del settore: giornalisti, studiosi della moda e del costume, esperti di cultura digitale, game designer, influencer.
ROMAISON festeggerà il Natale di Roma con un racconto dedicato alla leggendaria nascita della città nelle sue trasposizioni cinematografiche più celebri: un incipit che disegna anche la matrice storica del costume a Roma.
Il focus sui laboratori è dedicato all’accessorio: dai gioielli alle scarpe, elementi di stile indispensabili alla narrazione visiva e al design del personaggio. I podcast ripercorreranno le storie di Rancati, che da oltre un secolo realizza buffetteria, accessori e attrezzeria scenica per lo spettacolo, e Pierantoni, realtà più giovane del mondo del costume, che negli ultimi dieci anni si è specializzata proprio nelle calzature. Negli appuntamenti in diretta si discuteranno due tematiche contemporanee, legate al rapporto tra moda e costume: il ruolo dei costumisti, consacrati come nuovi iniziatori di tendenze dal grande successo delle serie tv e l’ultimo approdo digitale della moda nel mondo del gaming, con i grandi brand che creano vere e proprie collezioni virtuali per gli utenti dei videogiochi.
 
CALENDARIO
Mercoledì 21 Aprile alle 12.30, per la ricorrenza del 2774° Natale di Roma, Clara Tosi Pamphili, curatrice del progetto, ripercorrerà il mito capitolino nel cinema e nel costume: dalle ricostruzioni epiche e fantasiose dei cosiddetti “sandaloni”, come “Romolo e Remo” (1961) diretto da Sergio Corbucci e sceneggiato - tra gli altri - da Sergio Leone, al rigore della recitazione e della filologia storica e linguistica del proto-latino in “Il Primo Re” (2019) di Matteo Rovere, premiato con il David di Donatello per la Fotografia.
 
Venerdì 23 Aprile alle 18.30 in diretta Instagram si parlerà di come i costumisti siano diventati i nuovi influencer, grazie al fenomeno di serie iconiche come “Undoing”, “The Queen of Gambit” o “Bridgerton”, creando nuovi immaginari dello stile. Ne discuteranno, introdotte da Alessio de’Navasques, Michela D’Angelo stylist e influencer, Giuliana Matarrese firma di “Marie Claire Italia” e “Il Messaggero" e Silvia Vacirca, Ph.D in History of Europe, collaboratrice di “Harper’s Bazaar Italia” e studiosa di costume.
 
Lunedì 26 Aprile alle 18.30 tornano le video interviste del ciclo Encounters: Romolo Sormani, racconterà la storia di E. Rancati -  laboratorio attivo a Roma dal 1920 - guidando il pubblico nelle stanze dove nascono e vengono realizzati mobili, oggetti, armi, gioielli, accessori per lo spettacolo. Da “Spartacus”, a “Il Gattopardo”, da “Barry Lyndon” a “Suburra”, Rancati ha collaborato a capolavori della storia del cinema, produzioni televisive fino a grandi eventi come il Super Bowl americano.
 
Mercoledì 28 Aprile alle 18.30 Fabio Viola, game designer ed esperto di cultura digitale, dialogherà con Clara Tosi Pamphili, a proposito dell’approdo della moda e del costume nel mondo della progettazione virtuale e del gaming, con la creazione di veri e propri abiti e accessori per vestire di pixel gli avatar degli utenti dei videogiochi, tra strategia di marketing e vera e propria evoluzione del quotidiano nella realtà aumentata.
 
Lunedì 3 Maggio alle 12.30 Alessia Pierantoni sarà protagonista del podcast dedicato a Pierantoni Shoes, laboratorio specializzato da un decennio nella creazione e realizzazione artigianale di calzature per produzioni come “Carnival Row”, “The King’s Man”, “Games of Throne” e “Cruella” e collaborando con costumisti come Carlo Poggioli per la serie dedicata a Caravaggio, o Maurizio Millenotti per “I fratelli De Filippo”, o Milena Canonero per “Resilient”.
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PROSEGUE
 
TITOLO
Campidoglio, quattro incontri online per la mostra
Josef Koudelka. Radici. Evidenza della storia, enigma della bellezza
In streaming appuntamenti con il fotografo Andrea Jemolo, l’archeologo Emanuele Greco, il geografo Franco Farinelli, l’archeologo Simone Foresta
 
QUANDO e DOVE
Dal 13 aprile al 6 luglio 2021 – Canali social museo dell’Ara Pacis 
💻



DETTAGLI
Prende il via il 13 aprile il ciclo Radici. Sguardi sulla mostra: quattro incontri onlinegratuiti sui canali social del Museo dell’Ara Pacis, un approfondimento intorno alla mostra “Josef Koudelka. Radici. Evidenza della storia, enigma della bellezza” allestita presso il museo. Rispettando le disposizioni per l’emergenza sanitaria, l’esposizione sarà prorogata fino al 29 agosto 2021. La mostra è promossa nella sua unica tappa italiana da RomaCulture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Contrasto e Magnum Photos, organizzata da Contrasto e Zètema Progetto Cultura, con la collaborazione di Villa Medici. Académie de France à Rome e Centro Ceco di Roma, Ambasciata della Repubblica Ceca.
 
Gli incontri, pensati e organizzati dalla Sovrintendenza Capitolina e Contrasto, insieme a Fondazione Forma per la Fotografia e con il supporto del Centro Ceco di Roma, Ambasciata della Repubblica Ceca in Italia, avranno quattro protagonisti d’eccezione: il fotografo Andrea Jemolo (13 aprile) che proporrà una riflessione su cosa significhi fotografare la città, l’architettura, la memoria; l’archeologo Emanuele Greco (11 maggio) che esplorerà il contesto archeologico in cui sono state realizzate le immagini del fotografo ceco; il geografo Franco Farinelli (8 giugno) che indagherà sull’attualità del mito e sul carattere “mitologico” della fotografia di Koudelka; l’archeologo Simone Foresta (6 luglio) che descriverà quanto la fotografia contribuisca a costruire il sentimento per l’antico: bellezza e sconcerto, ordine e caos, stupore e inquietudine.
In un dialogo aperto e coinvolgente, ogni relatore offrirà il proprio sguardo sullo straordinario viaggio fotografico di Josef Koudelka alla scoperta delle radici della nostra storia: cento spettacolari immagini panoramiche, molte delle quali di grande formato. Il lavoro presentato è il frutto di un progetto unico nel suo genere, durato trent’anni, e realizzato esplorando e ritraendo con tenacia e continuità alcuni dei più rappresentativi e importanti siti archeologici del Mediterraneo.
 
CALENDARIO
Martedì 13 aprile ore 18.30 - Incontro con Andrea Jemolo, fotografo
Vedere per comprendere. Fotografare l’archeologia romana.
Forte dell’esperienza personale di Walls, lavoro fotografico sulle mura di Roma presentato tempo fa negli spazi del Museo dell’Ara Pacis, Andrea Jemolo propone una riflessione su cosa significhi fotografare la città, l’architettura, la memoria.
 
Martedì 11 maggio ore 18.30 - Incontro con Emanuele Greco, archeologo
Storia e storie dal Mediterraneo.
A partire da una selezione di scatti panoramici realizzati da Koudelka nel corso del suo viaggio trentennale attraverso il Mediterraneo, Emanuele Greco si soffermerà sui relativi contesti archeologici, di non sempre immediata comprensione: l’identificazione dei monumenti e delle rovine si inserirà nella ricostruzione di un quadro topografico d’insieme, con l’obiettivo di affiancare allo sguardo del fotografo ceco una lettura storica dei siti rappresentati.
 
Martedì 8 giugno ore 18.30 - Incontro con Franco Farinelli, geografo
Il percorso e la mappa. Il viaggio di Josef Koudelka alla ricerca delle radici del Mediterraneo.
L’attualità del mito si spiega, oggi, con il fatto che esso non contempla la possibilità del funzionamento spaziale del mondo, che appunto ai giorni nostri va sparendo. Ed è questa la chiave per interpretare le foto di Koudelka, che proprio perché “mitologiche”, preparano in realtà il terreno per lo sguardo futuro.
 
Martedì 6 luglio ore 18.30 - Incontro con Simone Foresta, archeologo
Impressioni, emozioni, rovine.
Bellezza e sconcerto, ordine e caos, stupore e inquietudine. Cosa ci tramettono le immagini delle rovine del mondo antico? Il dialogo, partendo dal lavoro di Josef Koudelka, rifletterà su quanto la fotografia costruisca gli attuali sentimenti del passato.
 
Gli approfondimenti proposti saranno l’occasione per guardare da diverse prospettive gli straordinari scatti in bianco e nero presentati in mostra dal fotografo ceco e realizzati tra Siria, Grecia, Turchia, Libano, Cipro (Nord e Sud), Israele, Giordania, Egitto, Libia, Tunisia, Algeria, Marocco, Portogallo, Spagna, Francia, Albania, Croazia e naturalmente Italia. Essi accompagnano il visitatore in una inedita e personalissima riflessione sull’antico, sul paesaggio, sulla bellezza che “suscita e nutre il pensiero”. I panorami senza tempo, ricchi di anima e fascino, caratterizzati da prospettive instabili, inaspettate, ambivalenti, ben rappresentano il lessico visuale e la cifra stilistica propri di Koudelka che, rifuggendo la semplice illustrazione e documentazione delle rovine, sceglie di dare respiro a ciò che resta delle vestigia delle antiche civiltà del Mediterraneo, rappresentandole in un’eterna tensione tra ciò che è visibile e ciò che resta nascosto, tra enigma ed evidenza.
 
La retrospettiva è accompagnata dal volume Radici pubblicato da Contrasto.
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FESTIVAL e RASSEGNE
 
PROSEGUE
 
TITOLO
In STREAMING da: OFF/OFF Theatre|Centrale Preneste Teatro| Teatro Biblioteca Quarticciolo |Teatro del Lido di Ostia/Teatro di Roma
DRAG ME UP – Queer Art Festival
#LOVESPEECH: PAROLE CONTRO LE DISCRIMINAZIONI VERSO LA COMUNITÀ LGBTIQ+
Prima Edizione
L’arte Drag: da subcultura a cultura.
 Il primo Queer Art Festival Italiano in streaming, tra spettacolo e attivismo.
 
QUANDO e DOVE
Dal 31 marzo al 30 aprile 2021, vari Canali


DETTAGLI
A partire da mercoledì 31 marzo, in contemporanea con la Giornata Internazionale della Visibilità Transgender, prenderà il via DRAG ME UP – Queer Art Festival, prima edizione. Il progetto promosso da Roma Culture è vincitore dell'Avviso Pubblico CONTEMPORANEAMENTE ROMA 2020-2021-2022, curato dal Dipartimento Attività Culturali ed è realizzato in collaborazione con SIAE.
Il festival Drag Me Up si svolgerà in streaming fino a venerdì 30 aprile 2021, guidato dalla compagnia ONDADURTO TEATRO, affiancata dalla collaborazione artistica delle Drag Queen HoliDolores e del duo Karma B.
Drag Me Up mette al centro della scena contemporanea il mondo QUEER, irrompendo con tutta la sua forza e valenza espressiva, accendendo i riflettori su arti performative come il Draging, il Pop, laPerforming Art, il Cabaret, la Stand Up Comedy, l'Opera Lirica, linguaggi apparentemente molto diversi tra loro,ma uniti da un gusto ed una indiscussa qualità artistica a cui la generazione queer attinge da sempre e che oggi, si riuniscono in un festivalin cui coesistono molteplici forme di espressione che riflettono le molteplici forme di essere.
 
Dalle movenze di Raffaella Carrà alle opere di Bertold Brecht, dalle soubrette alle grandi dive del nostro tempo, fino alle parole di grandi autori e le esperienze di un vissuto carico di significati. Un ensemble artistico che mostrerà al pubblico un colorato e ironico universo, in cui immagini agli antipodi tra loro dialogheranno in sinergia, le canzoni diventeranno racconti di voci strappate a contesti già noti, per rifiorire in altre e nuove visioni, ridefinendo quello spessore artistico che oltrepassa i tempi, continuando a influenzare la scena contemporanea. Un progetto che si muove in equilibrio tra codici artistici contemporanei e zone in prossimità tra arte e vita, dando luogo a percorsi creativi che indagano su contesti umani diversi tra loro.
 
Il festival Drag Me Up con i suoi eventi performativi, incontri, mostre fotografiche, laboratori ed eventi collaterali all’iniziativa, si svolgerà in streaming, dando il via al progetto triennale partito da un'edizione zero svoltasi online negli ultimi mesi del 2020, con la proiezione digitale di spettacoli che hanno riscosso il gradimento di centinaia di persone connesse sulla rete. Nasce così il primo Queer Art Festival, la cui missione è quella di porsi come network internazionale per le arti contemporanee e l'attivismo LGBTIQ+. Una vera e propria vetrina dove rappresentare tutte le espressioni di genere, esaltandone i caratteri attraverso costumi, make-up, acconciature, in un connubio di ironia e attivismo socio-culturale da cui partono riflessioni su istanze socialilegate all’inclusione.
 
Sono quattro gli spazi coinvolti in questa prima edizione del Drag Me Up, pensato come una manifestazione che vive la città come luogo di accoglienza, in più punti distanti tra loro, a sottolineare il coinvolgimento di più stratificazioni sociali, dal centro alla periferia. Dall'OFF/OFF Theatredi Via Giulia, cuore pulsante di Roma, passando per la zona Prenestina, dove sorge il Centrale Preneste Teatro, fino al Teatro Biblioteca Quarticciolo e il Teatro del Lido di Ostia/Teatro di Roma. Dal centro verso la periferia e viceversa, per un festival che si diffonde nella Capitale attraverso spazi aperti a nuove visioni e connessi tra loro dalla cultura.
 
ALCUNI DEGLI APPUNTAMENTI IN PROGRAMMA
Si parte mercoledì 31 marzo con tre appuntamenti. #Dragmeuptalk, dal Teatro Quarticciolo.Un incontro, che durante la Giornata Mondiale per la Visibilità Trans, coinvolgerà sociologə, artistə, filosofə, giornalistə e youtuber,sulle tematiche legate alla discriminazione di genere e all’omobitransfobia. In collaborazione con Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli e il M.I.T – Movimento Identità Trans,interverrà tra gli altri,Porpora Marcasciano, scrittrice, autrice e figura storica del trans femminismo italiano.
Sempremercoledì 31 marzo, saràin rete il Video Virale, love speech, regia di Adele Tulli,per una campagna sociale che sarà trasmessa su tutti i canali mediatici del Festival, con cui mettere al centro dell’opinione pubblica l’utilizzo delle parole. Un cortometraggio che evidenzia alcuni degli effetti profondamente negativi che il linguaggio offensivo ha sulla comunità LGBTIQ+. #LOVESPEECH è anche il sottotitolo che identifica il tema portante della prima edizione.
Ed ancora da mercoledì 31 a venerdì 30 marzo, evento online con la Mostra Fotografica, BELLE, realizzata da Natascia Aquilano. Nel cuore della Catania barocca, si trova quello che era considerato il più grande quartiere a luci rosse del Mediterraneo: San Berillo. Un quartiere carcassa, eppure profondamente romantico. Un corpo morente tenuto in vita dagli ultimi, dagli indicibili: prostitute, travestiti, “puppi”. Coloro che non lo hanno mai abbandonato e che mai lo faranno: le Belle di San Berillo.
 
Giovedì 1aprile dal Teatro del Lido di Ostia, sarà la volta di GAYSTORY - Piccola Storia del Movimento Gay Italiano,a cura delleKARMA B, una piccola e (non) esaustiva Storia del Movimento Omosessuale Italiano.
Mercoledì 7 e domenica 18 aprile,arrivaLE DONNE DI ULISSE, di e con HOLIDOLORES dalTeatro del Lido di Ostia, un percorso tra Miti e Leggende raccontate da una DRAG, progetto di accoglienza e autodeterminazione ma anche un laboratorio che calca le esperienze nate anni orsono a San Francisco e poi esportate nel mondo.
Sabato 10, venerdì 23 e mercoledì 28 aprile, spazio allo show di CABARECHT, con KARMA B e HOLIDOLORES, una produzione Ondadurto Teatro, dalCentrale Preneste Teatro. Tre Drag Queen ci conducono in un viaggio che svela le contraddizioni e le ipocrisie della società, fondendo il Mondo del Drag con Varietà, Cabaret e Physical Theatre.
Mercoledì 14 aprile, DRAG ME... MAKE UP,un laboratorio su tutti i trucchi del mestiere per la creazione di un personaggio Drag Queen.
Lunedì 19 aprile, ancora spettacolo con KARMA LIVE, di e con KARMA B,econ la partecipazione di Morgana eFarida Kant, in scena dal palco dell’OFF/OFFTheatre di Roma.Le Karma B, performer in drag fra le più famose in Italia, insieme a colleghe di spicco, ci dimostrano che le drag queen cantano, suonano, ballano, recitano e chissà cos'altro ancora.
 
Venerdì 30 aprile, KARMA B e HOLIDOLORES, special guest, saranno le mattatrici di DRAG ME UP SHOW, dal Teatro Quarticciolo,su vertiginosi tacchi 12. Uno spettacolo evento che vedrà esibirsi differenti artistə provenienti dalla scena Drag.Drag Me Up Show sarà allo stesso tempo un café-chantant, che unirà il genere della Rivista, dell'Avanspettacolo, e del Cabaret.
 
ALTRE INFORMAZIONI
Info: www.dragmeup.it 💻
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UNO SGUARDO FUORI PORTA
 
ARTE
 
NOVITÁ
 
TITOLO
Le Signore dell’Arte. Storie di donne tra ‘500 e ‘600
A cura di Anna Maria BavaGioia Mori e Alain Tapié
 
DOVE e QUANDO
Palazzo Reale di Milano
Dal 27 aprile al 25 luglio 2021

 
DETTAGLI
Presentata alla stampa il 1 marzo e immediatamente costretta alla chiusura a causa delle restrizioni  per il contenimento della pandemia, a partire da martedì 27 aprile è finalmente possibile poter ammirare le oltre 130 opere protagoniste della mostra Le Signore dell’Arte. Storie di donne tra ‘500 e ‘600 a Palazzo Reale di Milano, che resterà aperta fino al 25 luglio 2021.
Dal 2 marzo ad oggi la mostra è stata visitata soltanto online, con le visite guidate in diretta organizzate da Arthemisia, da circa 3.000 persone. La novità delle visite guidate online ha riscosso un grande successo di pubblico e di critica, ma oggi finalmente è arrivato il momento di ammirare le opere dal vivo.
La mostra è dedicata alle più grandi artiste vissute tra ‘500 e ‘600: 34 artiste vengono riscoperte attraverso le loro opere a testimonianza di un’intensa vitalità creativa tutta al femminile, in un singolare racconto di appassionanti storie di donne già “moderne”.
Artemisia GentileschiSofonisba AnguissolaLavinia FontanaElisabetta SiraniFede GaliziaGiovanna Garzoni e non solo. Tra questi grandi nomi più conosciuti dal grande pubblico anche nuove scoperte, come la nobile romana Claudia del Bufalo, che entra a far parte di questa storia dell’arte al femminile; ma anche opere esposte per la prima volta come la Pala della Madonna dell’Itria di Sofonisba Anguissola, realizzata in Sicilia, a Paternò, nel 1578 e mai uscita prima d’ora dall’isola; così come lascia per la prima volta Palermo la pala di Rosalia Novelli Madonna  Immacolata  e  san Francesco Borgia,unica opera certa dell’artista, del 1663, della Chiesa del Gesù di Casa Professa; o la tela Matrimonio mistico di Santa Caterina di Lucrezia Quistelli del 1576, della parrocchiale di Silvano  Pietra pressoPavia.
La mostra, curata da Anna Maria BavaGioia Mori e Alain Tapié, è promossa dal Comune di Milano- Cultura e realizzata da Palazzo Reale e Arthemisia, con il sostegno di Fondazione  Bracco, e aderisce al palinsesto I talenti delle donne, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e dedicato all’universo delle donne, focalizzando l’attenzione, per tutto il 2020 e fino ad aprile 2021, sulle loro opere, le loro priorità e le loro capacità.
 
ALTRE INFORMAZIONI
Per garantire l’accesso alla mostra nel rispetto di tutti gli standard di sicurezza è fortemente consigliata la prenotazione.
Tutte le informazioni sono disponibili visitando i siti www.palazzorealemilano.it e www.lesignoredellarte.it
Da martedì 27 aprile la mostra sarà aperta da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19:30 | ultimo ingresso un’ora prima della chiusura | lunedì chiuso.
Da martedì a venerdì la prenotazione è consigliata.
Sabato, domenica e festivi la prenotazione è obbligatoria e non può essere effettuata lo stesso giorno della visita.
Main sponsor della mostra Fondazione Bracco, da sempre attenta al mondo dell’arte e della scienza, con un forte focus sull’universo femminile.
Special partner Ricola.
L’evento è consigliato da Sky Arte.
Il catalogo è edito da Skira.
www.arthemisia.it

Immagine: Ginevra Cantofoli, Giovane donna in vesti orientali, seconda metà del XVII secolo. Olio su tela, 65x50 cm. Padova, Museo d'arte Medioevale e moderna, legato del Conte Leonardo Emo Capodilista, 186
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PROSEGUE
 
TITOLO
"I Love Lego"
 
DOVE e QUANDO
Dal 27 aprile 2021 tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 19.15 
al PALP Palazzo Pretorio di Pontedera (Pisa)

 
DETTAGLI
Martedì 27 riapre al PALP Palazzo Pretorio di Pontedera la divertentissima mostra I LOVE LEGO, che nelle prime due settimane di apertura aveva registrato ottimi numeri e grande entusiasmo da parte del pubblico: lo farà con orari estesi in modo da permettere una fruizione in sicurezza.
La mostra sarà infatti aperta dal martedì al venerdì dalle 10 alle 19.15 (ultimo ingresso alle 18,30) e il sabato e la domenica dalle 10 alle 20 (ultimo ingresso alle 19.15): nel weekend sarà obbligatoria la prenotazione, da effettuarsi sul sito www.ticket.it (sezione mostre e musei).*
Con oltre 1.000.000 di mattoncini assemblabili, in un caleidoscopio di colori e costruzioni che incantano tanto i bambini quanto gli adulti, la mostra racconta l’incredibile evoluzione di quello che, da giocattolo tra i più comuni e conosciuti, si è trasformato negli anni in vera e propria opera d’arte.
La cultura riparte e sono felice che Pontedera risponda immediatamente. – dice il Sindaco Matteo Franconi – Ci siamo attrezzati con dispositivi di controllo che permetteranno di vedere la mostra in grande sicurezza. È un segnale importante per la ripartenza e il fatto che il PALP lo faccia con una mostra così inclusiva, che è apprezzata da bambini, adulti e intere famiglie, è un bel messaggio per tutta la Città e per tutta la Regione. Anticipo anche che con gli organizzatori abbiamo deciso di prorogarla, in modo da permettere a tutti di vederla.
Una mostra pensata per sognare, divertirsi e riscoprire il proprio lato ludico e creativo scrutando tra i dettagli di interi mondi in miniatura.
Vere opere di architettura e ingegneria, decine di metri quadrati di scenari interamente realizzati con mattoncini LEGO® andranno a comporre città moderne e monumenti antichi: dalla città contemporanea ideale alle avventure leggendarie dei pirati, dai paesaggi medievali agli splendori dell’Antica Roma, ricostruiti e minuziosamente progettati coi moduli più famosi al mondo.
I LOVE LEGO è una mostra promossa dalla Fondazione per la Cultura Pontedera in collaborazione con il Comune di PontederaPALP e Arte Per Non Dormire, è organizzata da Piuma in collaborazione con Arthemisia ed è realizzata con oltre 1.000.000 di moduli. La mostra fa parte del progetto “Arte Per Non Dormire - Pontedera ed Oltre XXI Secolo”, l'ampio progetto di arte contemporanea per la Regia di Alberto Bartalini.
Milioni di mattoncini ma non solo. Tra 7 fantastici diorami costruiti grazie alla collaborazione di un gruppo di appassionati collezionisti, al PALP tante e inedite installazioni rendono la mostra unica, a dimostrare quanto semplici mattoncini siano entrati - anche per un solo momento - a far parte della vita di ciascuno e siano in grado di “creare arte a 360°”.
È il caso dell’eccezionale partnership con “Legolize”, pagina umoristica che crea installazioni comiche utilizzando proprio i LEGO. Fondata da tre ragazzi - Mattia Marangon, Samuele Rovituso e Pietro Alcaro - la pagina è nata nel 2016 e attualmente conta più di mezzo milione di fan su Instagram e altrettanti su Facebook. Legolize porterà la comicità all’interno della mostra, con speciali installazioni e “invadendo” i diorami esistenti.
Inoltre, a fare capolino tra le diverse installazioni, saranno presenti anche 17 oli ispirati a grandi capolavori della storia dell’arte reinterpretati e trasformati in “uomini lego” dall’artista contemporaneo Stefano Bolcato: unendo la sua passione per i LEGO e la sua arte - attraverso una tecnica pittorica ad olio - crea forme di assemblaggio ispirate in particolare modo dal “magnetismo” dei ritratti rinascimentali.
A dare il benvenuto ai visitatori in Piazza Curtatone e Montanara, “Testa di LEGO” di Marco Lodola. Proprio quest’ultima luminosa e sorprendente opera, che resterà definitivamente a Pontedera, è stata pensata da Alberto Bartalini come naturale collegamento con I LOVE LEGO.
La mostra I LOVE LEGO è un’occasione imperdibile per tutti gli appassionati, per le famiglie e per i più piccoli, che potranno passare una giornata da protagonisti in un’atmosfera magica e divertente che ha come protagonista quei mattoncini “prodigiosi” che ogni anno fanno giocare oltre 100 milioni di persone.
ALTRE INFORMAZIONI
Per garantire l’accesso alla mostra nel rispetto di tutti gli standard di sicurezza, si potrà anche acquistare il biglietto in loco ma è fortemente consigliata la prenotazione.
 
Salvo nuove direttive governative in merito al contenimento dell’epidemia Covid19, la mostra sarà aperta tutti i giorni dal martedì al venerdì dalle 10 alle 19.15 (ultimo ingresso alle 18,30) e il sabato e la domenica dalle 10 alle 20 (ultimo ingresso alle 19.15).
La visita prevede naturalmente l’obbligo del distanziamento sociale e quello di indossare la mascherina.
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