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mercoledì 9 aprile 2014

CINECITTA’ accanto al mito De Sica tre bravissimi Antonini, Schiavo, Terreri


Recensione critica dello spettacolo teatrale CINECITTA’
scritto da Christian De Sica, Riccardo Cassini, Marco Mattolini, Giampiero Solari, regia  di Giampiero Solari
Marzo Duemilaquattordici, Teatro Brancaccio – Roma



Sipario ed è subito Christian De Sica.

Scende l’illuminato scalone, in un batter d’occhio un’immagine dello Studio 5, e dentro c’è lui che racconta l’Italia, un tu per tu con Fellini e senza indugio sfonda la parete ideale che lo separa dalla platea, stupisce, di nuovo sul palco, arrivano i fantastici anni ’60 e il gioco è fatto, bravo, frizzante, divertente, sognatore, raffinato, dal tratto ricercato conquista chiunque e può permettersi qualsiasi cosa.

CINECITTA’ di  Christian De Sica, Riccardo Cassini, Marco Mattolini, Giampiero Solari è, come da attesa, coinvolgente, divertente, a tratti poetico, toccante, un po’ favolistico, leggermente introspettivo, con un inizio tenue che poi va alla grande. Oltre al suddetto Fellini, c’è spazio per Rossellini,  per il definito Zio Sordi, vari omaggi al De Sica padre con tanti racconti, piccoli e grandi aneddoti, un giochetto con la luce che si sposta ovunque, canzoni a più non posso di vari generi e balletti.
Il mattatore non si risparmia mai, dà al pubblico tutto se stesso con quel garbo che oramai s’è perso nella  mediocrità del nostro secolo che qui per fortuna è completamente assente, e dimostra di non essere solo quello del cinepanettone su cui ama perfino giocare con forte autoironia.

Scenografia essenziale con più profondità a riuscita assicurata, un pianoforte che delicatamente entra da un lato, la scoperta di un’ eccezionale orchestra ben posizionata su più livelli, luci da grande musical, un corpo di ballo di giusti elementi con coreografie a gradito coinvolgimento, costumi con lustrini e palliettes e un bel bianco e nero a contrasto, bastoni illuminati e piume, non troppi ed esagerati effetti ma sorprendenti.

In questo stanzone magico che in alcuni momenti sembra andare un po’ lento ed in altri forse alcune cose non sono perfettamente collegate, quasi si fosse voluto riempire di troppe idee ed argomenti che a tratti sfuggiti dalle mani dei vari autori sono comunque ben riassemblati nella regia di Giampiero Solari,  lo stupore, oltre che dalla grande capacità di De Sica, ci arriva dalla bravura e dalla padronanza delle sue tre robuste spalle che recitano, ballano, cantano ed interagiscono con il mito e tra di loro, dando ritmo e spessore a tutto lo spettacolo, spesso regalandoci momenti veramente carichi d’emozione, bravi interpreti distinti tra loro per capacità espressive ed identità sceniche arrivano uno dopo l’altro travolgono e rimangono forti sul palco sino alla fine.

Tra loro spicca Daniele Antonini non solo bello, il che non guasta mai sulla scena, ma soprattutto bravo, prima regista adeguato ed autoritario e poi simpatico provinante,  nel ruolo del raccomandatissimo imbranato già destinato a diventare una sua caratterizzazione cult e quindi prosegue tra balli e canti ed altre interpretazioni sempre ben portate.

Alessio Schiavo in grado di presentarsi in personaggi dalle varie sfumature, sin dall’inizio sfavillante e vivace, con continue modulazioni del corpo e della voce, e poi giù a cascata con tanta capacità ed ironia.

Ed infine, ma non per bravura, Daniela Terreri, energica, frizzante con monologhi geniali, anche lei mille voci e mille composizioni, unica presenza femminile parlante dal tocco veramente dirompente.

Applausi a profusione a tutti, per una serata da sogno, forse d’altri tempi, lì nello Studio 5 del passato e speriamo del presente.

CINECITTA’
Bags Live
autori: Christian De Sica, Riccardo Cassini, Marco Mattolini, Giampiero Solari,
regista: Giampiero Solari
Interpreti: Christian De Sica, Daniele Antonini, Alessio Schiavo, Daniela Terreri
corpo di ballo: Leonardo Bizzarri, Roberto Carrozzin, Roberto D’Urso, Deborah Esposito,
Dalila Frassanito, Nadira Lisi, Giulia Pauselli, Tommaso Petrolo
disegno luci: Marcello Iazzetti - regia video: Cristina Redini
scenografie: Patrizia Bocconicostumi: Ester Marcovecchio
musiche dal vivo dell'orchestra diretta dal maestro Marco Tiso
coreografie: Franco Miseria


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