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martedì 28 ottobre 2014

FESTIVAL DEL CINEMA DI ROMA 80mila ingressi per 113 tra film e documentari




È calato il sipario, luci spente sulla “settima arte” nella città eterna. Parliamo del FESTIVAL DEL CINEMA DI ROMA, che ha visto come madrina della cerimonia di premiazione, nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica, l'attrice romana Nicoletta Romanoff. Particolarità di quest’anno è stata l’assegnazione dei premi in base al voto del pubblico che ha scelto fra le 48 pellicole in gara.

Ed è andato a “Trash” di Stephen Daldry il Premio del Pubblico Bnl-Gala dell'edizione 2014. Un film di denuncia sociale che narra la straordinaria e pericolosa avventura di Rafael e Gardo, due ragazzini delle favelas di Rio, che si troveranno implicati in una rocambolesca vicenda a causa del ritrovamento di un portafogli pieno di segreti tra i rifiuti di un discarica. Una sorta di “The Millionaire” in salsa brasiliana. Il Premio del pubblico-Cinema d'Oggi ha visto prevalere “12 citizens” di Xu Ang. Nella storia un giovane, adottato da una famiglia molto in vista, uccide il padre biologico. Ha vinto invece il Premio del pubblico-Mondo Genere “Haider”, adattamento di Vishal Bhardwaj dell’Amleto di William Shakespeare. Per la sezione Cinema Italia il premio per la fiction è andato al film “Fino a qui tutto bene” del regista pisano Roan Johnson, mentre quello per i documentari è stato conferito a “Looking for Kadija”, opera di Francesco G. Raganato.

Premio Opera prima, la giuria sceglie Di Stefano e Hastings-Smith. Tutte le opere prime di lungometraggio presenti nelle diverse sezioni (Selezione Ufficiale e Sezioni Autonome e Parallele) erano invece in corsa per l'assegnazione del premio Taodue Camera d'Oro alla migliore opera prima. Quest'anno, la giuria internazionale, diretta dal regista Jonathan Nossiter e composta dalla montatrice Francesca Calvelli, dall'attrice Cristiana Capotondi, dall'attore e regista Valerio Mastandrea, e dalla regista Sydney Sibilia ha conferito il premio ad Andrea Di Stefano, regista di “Escobar”, e a Laura Hastings-Smith, produttrice di “X+Y” di Morgan Matthews (sezione Alice nella città). Menzione speciale Premio Camera d'Oro per “Last Summer” di Lorenzo Guerra Seràgnoli (sezione Prospettive Italia). Doc/It, premiati Di Vaio e Pampaloni Il «Premio Doc/it», destinato ad uno tra gli otto documentari italiani presenti nelle linee di programma della Selezione Ufficiale, è stato invece assegnato da una giuria è presieduta dal produttore e montatore Federico Schiavi e composta dalla produttrice Valeria Adilardi, dal regista Mario Balsamo, dalla montatrice Ilaria De Laurentis, dal montatore e regista Paolo Petrucci. Il riconoscimento per il migliore documentario italiano è andato a “Largo Baracche” di Gaetano Di Vaio (sezione Prospettive Italia). Menzione speciale per lo stesso premio anche a “Roma Termini” di Bartolomeo Pampaloni (sezione Prospettive Italia).

80mila ingressi per 113 tra film e documentari Questa edizione del Festival del cinema di Roma ha visto la proiezione di ben 113 tra film e documentari provenienti da 23 Paesi, la presenza di 82 delegazioni con 474 talent, i red carpet internazionali sono stati pochi ma buoni: da Benicio Del Toro a Clive Owen, da Richard Gere a Kevin Costner, per non dimenticare Lily Collins e Rooney Mara. Il pubblico, chiamato per la prima volta a decidere l'assegnazione dei principali premi, ha garantito 80mila ingressi in sala tra spettatori e giornalisti accreditati. Gli spettatori avevano la possibilità di votare tramite un’ applicazione specifica per smartphone oppure sul sito del Festval. E questa nona edizione si è chiusa non senza polemiche, con l’annuncio dell’addio alla kermesse cinematografica capitolina da parte di Marco Muller, direttore artistico per il terzo anno di fila.

Non sono mancati i premi collaterali. Il premio Farfalla d'Oro Agiscuola è andato al film “Gone Girl” di David Fincher, mentre The SIGNIS Award-Ente dello spettacolo, dotato di un premio di cinquemila euro, è stato assegnato ex aequo ai film “Fino a qui tutto bene” e “We are young. We are strong”, di Burhan Qurbani, con una menzione speciale al file “Biagio” di Pasquale Scimeca. Il premio della Libera associazione rappresentanza di artisti (Lara) al miglior interprete italiano è andato a Marco Marzocca per il film “Buoni a nulla” di Gianni Di Gregorio; menzione speciale a Silvia D'Amico per il film “Fino a qui tutto bene” di Roan Johnson.

Al prossimo anno….
- Marcella Sullo - 

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