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venerdì 21 novembre 2014

FESTIVAL DI TEATRO SOCIALE DI RIGNANO FLAMINIO intervista all'assessore VINCENZO MARCORELLI




Lo scorso weekend noi Kiri abbiamo seguito un evento che ci stava molto a cuore: il 3° FESTIVAL DI TEATRO SOCIALE DI RIGNANO FLAMINIO. È stata l’occasione per conoscere un ragazzo che del politico tradizionale ha molto poco: il suo nome è Vincenzo Marcorelli.

L’assessore alle Politiche educative, culturali e sociali del Comune di Rignano Flaminio è giovane, classe 1977, blogger, sensibile, propositivo e soprattutto orgoglioso.
L’orgoglio di aver portato alla terza edizione, con tante difficoltà, un festival dedicato al teatro sociale lo si percepisce dal tono della voce; ci racconta la cronologia di questa coraggiosa manifestazione “Chiuso il teatro comunale di Rignano Flaminio, si è dovuta trovare una soluzione alternativa e così abbiamo scelto come sede la palestra della scuola. Il primo anno del festival abbiamo avuto il finanziamento della Regione Lazio, il secondo anno è stata la Provincia di Roma a dare il suo contributo, e questa ultima edizione l’abbiamo tirata su con i soldi del bilancio comunale”. 


Un calendario con dei testi di grande spessore; continua Marcorelli: “Abbiamo avuto i ragazzi della compagnia Stabile Assai della Casa di Reclusione Rebibbia a sottolineare l’importanza terapeutica del teatro con testimonianze di vita dal carcere e ancora ‘Terra degli uomini liberi’ sul duro confronto della donna all’interno delle varie dimensioni sociali, con un occhio a un problema importante per la nostra zona che è quello dell’immigrazione” .
E non è mancato un riferimento, nella terza serata della rassegna, al mondo omosessuale, alla questione dell’outing e delle interconnessioni familiari che ne derivano.

“Mi sembrava giusto mettere in calendario un testo che parlasse di immigrazione”, ci spiega Marcorelli, parlando della pièce messa in scena la seconda serata – “ pensi che Rignano è il quarto paese in termini di rapporto tra cittadini e immigrati, si parla del 18,2%. A 10 Km da Rignano c’è il centro di accoglienza per richiedenti asilo più grande d’Italia. Spero che abituare l’orecchio e lo sguardo a chi viene da fuori, anche grazie al teatro, possa educare all’accoglienza. Ecco quello che serve: educazione all’accoglienza”.  

La domanda viene spontanea nel momento in cui abbiamo davanti chi si occupa delle politiche educative ovvero se Rignano abbia superato il tragico episodio degli abusi sui minori della scuola elementare: “ No, la comunità è ancora lacerata – ci conferma – ci sono delle fratture tra famiglie che sarà molto difficile sanare”
Quell’alone di tristezza che gli ha attraversato gli occhi per un momento, viene spazzato via dall’entusiasmo per le nuove iniziative che attendono la comunità di Rignano Flaminio: “ Abbiamo la riapertura del teatro, cui teniamo molto, e speriamo di fare lì la quarta edizione del nostro festival. C’è poi la consueta Festa del libro e un progetto tutto nuovo che deve partire in collaborazione con la Lumsa e gli archivi storici.”

Insomma a Rignano Flaminio più che di educazione all’accoglienza si può parlare di cultura dell’accoglienza anche grazie al suo assessore.

- Marcella Sullo - 


Questo il blog dell'assessore VINCENZO MARCORELLI : http://vmarcorelli.blogspot.it/ 

Per le foto si ringrazia PBN e CAPSASERVICE

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