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venerdì 23 febbraio 2018

THE ART OF THE BRICK: DC SUPER HEROES… c'è proprio bisogno di una mostra così!

autrice:  Sara Saurini (AttiroKira) 





Il "Palazzo degli Esami" è una costruzione nel cuore di Roma se ci passate in questi giorni, su un lato della facciata si staglia una gigantografia di Superman che veglia su viale Trastevere. Io ed Emma entriamo un po’ indecise, non siamo molto informate sulla mostra, ma alle casse tanta gentilezza… ed un comodo guardaroba per le giacche un po’ troppo ingombranti in questo periodo, ci convincono del tutto.

Lego e Supereroi sembra un buon connubio sulla carta, la nerd che è in me già freme. All’entrata di THE ART OF THE BRICK: DC SUPER HEROES ci accoglie Joker seduto su una sedia, lo scruto con attenzione, posso quasi sentirlo ridacchiare mentre mangia i suoi popcorn guardandomi come se fossi io l’oggetto in mostra… è così che mi rendo conto che questi “mattoncini” di Nathan Sawaya hanno qualcosa di magico. Sono “solo” pezzi di plastica colorata, non si accendono, non si scaricano, non suonano e non necessitano di una connessione wi-fi. Sono lì, immobili, ma sapienti mani hanno saputo combinarli fino a dare loro le sembianze dei supereroi e dei loro acerrimi nemici, quelli dei fumetti, quelli che chi ha la mia età (e anche un po’ di più) ancora ricorda di aver conosciuto e amato leggendo avidamente le loro storie “su carta” e aspettando il numero successivo con trepidazione.


C’è bisogno di una mostra come questa viene da chiedersi? Guardo Emma, sette anni, che osserva estasiata i personaggi e penso proprio di sì!
C’è bisogno di ricordare alle nuove generazioni che la creatività può donare un’anima anche ad un mattoncino di plastica, che puoi sederti sul tappeto della tua camera e provare a fare “qualcosa” anche senza seguire un tutorial su youtube, ma lasciando scorrere i pensieri, con il solo scopo di creare, conoscere ed esplorare mentre il sole piano piano tramonta fuori dalla tua finestra e, tu, immerso in quel mondo, hai smarrito la cognizione del tempo.
E i supereroi?  Quanto mi piacerebbe uno di questi giorni vedere la Lega della Giustizia salvare gli esseri umani dalle guerre, e per quanto io abbia la certezza che questo non accadrà mai, calarmi in quell’atmosfera per qualche ora me lo ha fatto immaginare, mi sono cullata in un sogno impossibile in cui la fantasia diventa realtà e ogni problema si risolve pochi quadri prima della parola "Fine". I cattivi hanno una storia di dolore che li ha resi malvagi, il male non è mai fine a se stesso ed ogni cosa, ogni cosa, alla fine torna al posto giusto perché il mondo in fondo è un posto bello dove vivere e la giustizia trionfa sempre.

Lego e Supereroi mi hanno ricordato chi dovremmo essere: sognatori, altruisti che transitano su uno dei tanti pianeti dell’Universo e basterebbe questo a rendere il mondo un posto veramente migliore.

Più tardi, ancora inebriata da questa esperienza mistica, mentre ascoltavo Emma che mi raccontava di Superman, Flash e di come fosse forte Wonder Woman mi è venuto in mente che il "Palazzo degli Esami" che ospita la mostra risale ad un periodo non particolarmente felice della storia italiana che qualche nostalgico vorrebbe far rivivere. Il malvagio di turno di nome Ignoranza (fascista in questo caso) aleggia intorno a noi, la vedo, la leggo e l’ascolto tutti i giorni… chissà se Batman potrebbe aiutarci a sconfiggerla? Non lo so, ma più ci penso e più ho il timore che il problema non sia Batman, che non esiste, ma i cittadini che non vedono il pericolo e non accendono il Bat segnale. Ignoranza è ammaliante perché è semplice e catalizza le frustrazioni e i dolori altrui per i suoi scopi biechi, oggi, più che mai, si insinua nelle nostre vite a colpi di post e tweet,  subdolamente, riuscendo a farci credere a qualsiasi idiozia, la terra piatta, gli immigrati tutti criminali, la carbonara vegetariana, il fascismo buono…

Vi lascio con una frase di Joker, perché in effetti i cattivi (quelli dei fumetti) mi hanno sempre affascinato:
"Ho dimostrato la mia teoria. Ho provato che non c’è nessuna differenza tra me e gli altri! Basta una brutta giornata per ridurre alla follia l’uomo più assennato del pianeta. Ecco tutta la distanza che passa tra me e il mondo. Una brutta giornata. E una volta l’hai avuta pure tu. Ho ragione? Ma sì che ho ragione. Si vede. Hai avuto una brutta giornata e tutto è cambiato. Altrimenti perché ti vestiresti da topo volante?"


- Sara Saurini -