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lunedì 9 luglio 2018

KIROSEGNALIAMO Settimana 9 - 15 Luglio 2018

K-news  





Kiri, continuano anche per questa nuova stagione,  le segnalazioni di Kirolandia blog di cooperazione dell'omonima corrente culturale.






Di settimana in settimana vari suggerimenti tra teatro, musica, arte  e tanti altri eventi selezionati  accuratamente sulla base delle vostre importanti indicazioni.




Dunque ecco per sognare con voi... 

MANIFESTAZIONI - FESTIVAL - RASSEGNE

La compagnia teatrale La bottega delle maschere
presenta
"Pirandelliana 2018"
XXII Edizione
I giganti della montagna
Il berretto a sonagli
di Luigi Pirandello
con Marcello Amici, Marco Vincenzetti, Tiziana Narciso, Elisa Josefina Fattori,  Anna Varlese, Maurizio Sparano, Mario Ive, Lucilla Di Pasquale, Marco Sicari,  Francesca Ciccanti, Marco Tonetti, Luca Guido, Michele Carnevale, Barbara Pizzuco, Giulia Crescente, Elisa Licciardi  
Regia Marcello Amici

Giardino della Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio all'Aventino - Roma
dal 10 luglio al 12 agosto,  inizio spettacoli ore 21.15 - apertura botteghino ore 20 - Lunedì riposo

Sta per arrivare una delle manifestazioni più attese e seguite dell'Estate Romana: Pirandelliana (XXII Edizione) che verrà  presentata dalla compagnia teatrale La bottega delle maschere diretta da Marcello Amici. Oltre 108.000 gli spettatori nelle precedenti edizioni!
La rassegna si svolgerà, come è tradizione, nel Giardino di Sant’Alessio all’Aventino, dal 10 luglio al 12 agosto.
Negli anni l’aria che si è respirata nella Pirandelliana non è mai stata raddensata, austera, severa, ma ironica tragedia e commedia tragica. È stato sempre teatro pirandelliano.
Il Giardino di Sant’Alessio è uno degli spazi più intensi dell’Aventino. È un solenne balcone sulla Città Eterna, un luogo antico e giovane, silenzioso: il più suggestivo dell’Estate Romana.  
Il teatro di Marcello Amici ha una sua unicità, contiene sempre il gusto e il sapore  del teatro nel teatro, ovvero lo svolgimento di quella convenzione che è sempre sottesa al teatro di Pirandello, per cui lo spettatore sa che sul palcoscenico si verifica una finzione e tuttavia, proprio per il suo ruolo di spettatore, è tenuto a crederci. L’attore recita, finge dunque, ma deve essere creduto dallo spettatore perché dice parole mai udite prima. È il teatro di parola!
La rassegna conterrà due capolavori dell'autore siciliano: I giganti della montagna, in scena il martedì, il giovedì, il sabato; Il berretto a sonagli, il mercoledì, il venerdì e la domenica.
L'iniziativa è parte del programma dell'Estate Romana promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale.

"I GIGANTI DELLA MONTAGNA"
Il mito fu rappresentato il 5 giugno 1937 nel Giardino di Boboli a Firenze

Nella villa della Scalogna, solitaria in una valle deserta, vivono il mago Cotrone e i suoi Scalognati, gente strana che guarda la realtà con occhi trasognati. Sono venuti nella valle per vedersi vivere quali credono di essere. Campano di sogno e di poesia.
Giungono un giorno alla villa Ilse Paulsen, un’attrice, il marito di lei e pochi compagni. Sono i superstiti di una compagnia teatrale malridotta dopo aver tentato invano di rappresentare il dramma La favola del figlio cambiato. L’opera è stata scritta da un giovane poeta innamorato di Ilse che poi si è ucciso perché respinto dall’attrice. Cotrone invita gli attori a fermarsi alla Scalogna, nel regno della poesia, dove i sogni dell’arte si realizzano. Ma Ilse Paulsen, la Contessa, vuole proseguire la sua missione per portare altrove quella tragedia che è diventata per lei tormento e vita.
Termina qui la stesura del dramma concepito incompiuto.
Che fine ha fatto quel personaggio che di volta in volta si è fatto chiamare Leone Gala, il Padre, Laudisi, Martino Lori, Enrico IV, Ciampa, Angelo Baldovino, Agostino Toti, ma anche Zi’ Dima Licasi, Bellavita, L’uomo dal fiore, o Mattia Pascal… Ora, si fa chiamare Cotrone e vive in una villa, detta La Scalogna,  solitaria in una valle deserta.
Chi sono i personaggi del mito? La regia ha curato con attenzione la risposta. Artisti dell'esistenza, professionisti della fantasia, gli attori. Gli Scalognati, invece, personaggi strani che vivono di capacità evocative che svolgono sotto la guida del mago Cotrone che maneggia con abilità, come Prospero ne La tempesta, la stoffa di cui son fatti i sogni.
Sul palcoscenico c'è sempre il teatro, il luogo delle finzioni, ma gli Scalognati non si identificano con la scena e i suoi trucchi illusori. Quando spuntano gli attori vaganti della Contessa, la regia ricalca l'arrivo dei Sei personaggi. I loro racconti diventano drammi interpretati, brani di vita non più veri, recitati. Da una parte il fuoco spento - qua e là una scintilla - dei comici che cercano un'anima vera come si cerca un vestito per un bal­lo in maschera. Dall'altra il fuoco inebriante di Cotrone, il fuoco dei semplici, il fervore dell'accattone, la passione della vecchietta e tutte quelle faville che sono in una sera d'estate fra pianta e pianta, nelle pietre delle case che assorbono i so­gni e le voci che sono in noi.
È il fuoco inebriante di Cotrone che esorta ad essere come i bambini che fanno il giuoco, ci credono e lo vivono come vero. Nessuna cosa è chiara in questo mondo. Solamente il fanciullo e il poeta.
Come interpretare, allora, l'incontro tra il mondo dei fantasmi e dei sogni e quello degli attori, convinti di poter ancora parlare a una società di tecnocrati con la voce dell'arte? Mentre si sviluppa sul palcoscenico tra le due comunità uno scambio di illusioni e di incantesimi, si crea da sé sulla scena una tensione prodigiosa dove tutti sono in attesa di chissà quale miracolo.
E quando, sul fragore della cavalcata dei Giganti che scendono a valle, la tensione del mito raggiunge il massimo della sua iride­scente angoscia, quando la realtà dei Giganti diventa paura, la regia fulmineamente li esclude e li vince con una fervida intuizione...

"IL BERRETTO A SONAGLI"
La commedia fu rappresentata il 27 giugno 1917 al Teatro Nazionale di Roma

La messinscena apre con la novella dello stesso Pirandello La verità, prodromo della commedia Il berretto a sonagli dove Tararà confessa al giudice di non aver potuto fare a meno di ammazzare la moglie che lo aveva cornificato, svergognandolo davanti a tutto il paese… e si accendono le luci sulla storia di Ciampa, uno scrivano, un piccolo intellettuale di una sperduta provincia siciliana, che ha accettato senza reagire che la giovane e bella moglie sia diventata l’amante del cavalier Fiorica, l’uomo di potere che gli ha dato lavoro, al tacito patto che della relazione nessuno parli e, soprattutto, che nessuno possa andar dicendo che lui ne sia a conoscenza. Quando la gelosia di Beatrice, moglie del Fiorica, rompe la convenzione del silenzio, e i due amanti vengono addirittura sorpresi e arrestati dalla polizia, Ciampa si ritrova nelle condizioni di Tararà, deve vendicare il suo onore, pena il disprezzo dei suoi concittadini. Ha un lampo - quel bagliore che all’improvviso pervade tutta l’opera pirandelliana - riesce a convincere la signora Fiorica a farsi passare per pazza ed entrare in una casa di salute, in modo che le ragioni da lei urlate non siano credibili. Come? È semplice, basterà che si metta a gridare in faccia a tutti la verità; nessuno ci crederà, e tutti la prenderanno per pazza.
… forse la più perfetta commedia di Pirandello: giudizio di Sciascia!
La regia ha inserito un prologo: la novella La verità, prodromo della storia raccontata dal Ciampa; per farlo, adopera le persone della commedia come spettatori, a vista, ai lati di un palcoscenico ristretto dalle luci, come piccolo è il loro mondo dove l’apparenza conta più di qualsiasi altra cosa. 
Sulla scena, tutti, a loro modo, hanno un’agitazione che esprimono con la voce e con il corpo. Tutti, tranne Ciampa. La sua calma nasconde una profonda sofferenza: la ragione parla, non grida mai. Nella novella, Tararà uccide la moglie; racconta tutto, punto per punto, al giudice che lo condanna a 12 anni di reclusione. Ciampa, invece, ha un lampo che consacrerà a pirandelliano il suo personaggio. Il suo carattere, scrive Pirandello a Martoglio che dirigeva le prove della messinscena ‘A birritta cu’ i ciancianeddi, interprete Angelo Musco, è pazzesco; questa la sua nota fondamentale. Gesti, andatura, modo di parlare, pazzeschi. Una maschera nuda che sottolinea il contrasto tra il sotterraneo fluire dei sentimenti e la rigidità delle forme che li imprigionano tra verità e finzione. L’apparire conta più dell’essere: conservare il rispetto della gente, tenere alto il proprio pupo -  per modo che tutti gli facciano sempre tanto di cappello! Poi, come tutto si placa dopo un temporale, anche qui, come nelle altre storie di Pirandello, non accade nulla: fingere ancora un poco, tre mesi, in una casa di salute e ognuno potrà riprendersi il proprio posto nella società.
Nella risata finale di Ciampa, di rabbia, di selvaggio piacere, di disperazione c’è tutta la tragedia di questo vecchio che per conservare il bene della giovane moglie, è stato costretto a qualunque compromesso fino al punto di spartirsi l’amore di quella donna con altro uomo, ricco, giovane, bello. In quella orribile risata, sulla quale cala la tela, culmina l’amaro umorismo di Pirandello sulle assurde contraddizioni della vita.
… "un personaggio apparentemente piccolo ma infinitamente grande" Marcello Amici

IL PROGRAMMA

martedì     10   luglio   I giganti della montagna
mercoledì  11     “    Il berretto a sonagli
giovedì    12     “    I giganti della montagna  
venerdì      13     “   Il berretto a sonagli
sabato      14     “     I giganti della montagna
domenica 15    “     Il berretto a sonagli

Costo: Ingresso € 16,00 - ridotto € 14,00
Indirizzo: piazza Sant’Alessio 23 - Roma
Informazioni e prenotazioni:  06.51955055 - 331.5790892  -
Riferimenti web: www.labottegadellemaschere.it  ( prenotazioni on line)  - info@labottegadellemaschere.it


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Avviso ai Soci
L'Associazione Culturale Teatro Trastevere
presenta
"PLAY Theater School Festival"
 
TEATRO TRASTEVERE -  Roma
dal 27 giugno al 11 luglio ore 21 - domenica 8 luglio ore 18

L'Associazione Culturale Teatro Trastevere è lieta di presentare la prima edizione di Play-Theater School Festival, una rassegna dedicata alle Scuole di Teatro di Roma, che per la prima volta, si sfideranno e si confronteranno esaltando il lavoro e la fatica di un lungo anno di amore e passione per questa nobile arte. Con tale originale iniziativa il nostro intento è quello di mantenere vivo questo nuovo fermento teatrale romano di cui possiamo ritenerci– oggi – protagonisti e testimoni.
La selezione è stata aperta a officine teatrali, scuole, laboratori, seminari annuali, gruppi didattici, laboratori scolastici di scuole di secondo grado, che hanno proposto spettacoli di fine corso rappresentati al termine dell’anno didattico o al termine del precedente semestre.

Ultime date
10-11 Luglio: SARTORE DE MADONINA, Laboratorio Esoteatro, di Vania Castelfranchi

11 Luglio
L'allestimento vincitore avrà diritto a rappresentare il proprio spettacolo durante la prima parte della Stagione 2018-19 del Teatro Trastevere. Saranno inoltre assegnati alcuni premi individuali relativi alle seguenti categorie:
miglior attore.
miglior attrice
miglior allestimento scenico
miglior regia.

L'allestimento vincitore avrà diritto a rappresentare il proprio spettacolo durante la prima parte della Stagione 2018-19 del Teatro Trastevere. Saranno inoltre assegnati alcuni premi individuali relativi alle seguenti categorie:
miglior attore.
miglior attrice
miglior allestimento scenico
miglior regia.

Costo:  Vedi sito
KIROLANDIA - Media Partner del Teatro
Informazioni: 06.5814004 - info@teatrotrastevere.it
Indirizzo: via Jacopa de Settesoli 3 - Roma
Sito di riferimento teatro: www.teatrotrastevere.it
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GAY VILLAGE - XVII Edizione
dal 31 Maggio all’8 Settembre 2018

Città dell’Altra Economia / Testaccio
13 e 14 Luglio, ore 21.30

Al Gay Village, si omaggiano musica e cultura nel ricordo di Gabriella Ferri e Fabrizio De André

VENERDI' 13 LUGLIO
"Syria canta Gabriella Ferri (Perché Non Canti Più...)"
da un'idea di Pino Strabioli e Syria,
con la supervisione di Seva e la chitarra di Massimo Germini

SABATO 14 LUGLIO
Vladimir Luxuria incontra Fabrizio De André ne
"LA BALLATA DEGLI ESCLUSI"
di e con Antonello De Rosa e il gruppo musicale Volta La Carta

A metà Luglio il Gay Village ospita la cultura, la tradizione popolare, il cantautorato e la grande musica italiana, attraverso i ricordi e le atmosfere di un tempo che non c'è più ma che sopravvive grazie all'amore di tanti. Così, per amore di Gabriella e della sua valigia rossa regalatagli dal marito della Ferri, la cantante Syria, in una narrazione tessuta da Pino Strabioli, omaggia la romana (e soprattutto testaccina) Gabriella Ferri, in un concerto teatrale in prima nazionale, prodotto da Mauro Diazzi, dal titolo Perché Non Canti Più..., in scena Venerdì 13 Luglio, con la supervisione del figlio Seva e la chitarra di Massimo Germini.
Nella serata di Sabato 14 Luglio invece, torna la grande amica Vladimir Luxuria, sempre presente sin dagli albori della manifestazione arcobaleno. L'occasione è di quelle speciali e cariche di emozione, poiché Luxuria salirà sul palco insieme ad Antonello De Rosa e il gruppo Volta La Carta, per un grande spettacolo, omaggio all'immenso Fabrizio De Andrè dal titolo La Ballata Degli Esclusi, una produzione realizzata da Scena Teatro, che vedrà le interpretazioni di Luxuria e De Rosa accompagnati da dieci musicisti: Gaspare Di Lauri alla voce, Elisa Campagna, Federica Caso Cori e Filomena De Gennaro ai cori, Tony Panico al sax, Giuseppe Rinaldi alle tastiere, Donato Giachetta alla chitarra, Gianvincenzo Giudice al basso, Giustina Gambardella alle percussioni e Angelo Saturno alla batteria.

Aperto Tutti i Giorni dalle ore 19.30: dalla Domenica al Mercoledì  INGRESSO GRATUITO
Costo: Dal Giovedì al Sabato PREZZI: dalle 19.30 alle 21.00 ingresso a 3€, Dalle 21.00 in poi Giov.10€/Ven.12€/Sab.15€ (Drink incluso)
Indirizzo: Lungotevere Testaccio oppure Largo Dino Frisullo – Città dell’Altra Economia / Testaccio
Prenotazioni: 350 0723346 - Infogenerali: 347 5321507
Siti di riferimento: www.caputmundiaward.com - www.facebook.com/UfficioStampaFabiSavona - www.gayvillage.it
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TEATRI DI PIETRA 2018

PARCO DI MALBORGHETTO E VILLA DI LIVIA
DAL 1 GIUGNO AL 29 LUGLIO 2018

dal 5 al 29 Luglio
TEATRI DI PIETRA
AREA ARCHEOLOGICA DI MALBORGHETTO

Ministero dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo
Soprintendenza Speciale Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Roma
Regione Lazio – Assessorato alla Cultura
 Ente Regionale Parco di Veio
Comune di Roma - XV Municipio

Ideazione e Realizzazione
Pentagono Produzioni Associate e Circuito Danza Lazio
nell’ambito della Rete Teatrale dei Teatri di Pietra

Tornano i Teatri di Pietra, quest'anno con la direzione di  Sebastiano Tringali, Fabio Lorenzi e  Aurelio Gatti, da molti anni appuntamento immancabile alcuni tra i siti meno noti, ma di grande suggestione del Lazio: Arco di Malborghetto e Villa di Livia.  Al via la XIX edizione della rete culturale per la valorizzazione dei teatri antichi e dei siti monumentali e archeologici, attraverso lo spettacolo dal vivo, con oltre venti aree coinvolte in diverse regioni, dalla Toscana alla Sicilia, che ospiteranno gli appuntamenti di una programmazione dedicata ai temi del Mediterraneo e del Mito, ideata da Pentagono Produzioni e Circuito Danza Lazio, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Roma per Villa di Livia e l’Arco di Malborghetto, con il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la Regione Lazio, il Parco di Veio e il Comune di Roma - XV Municipio.
Le nuova edizione presenta interessanti novità di respiro internazionale, con ventitré appuntamenti e alcune prime nazionali, che saranno ospitati all’interno dell'Antiquarium dell’Arco di Costantino, nell’adiacente Parco Archeologico di Malborghetto e presso la Villa di Livia, dove si terranno reading dedicate alla drammaturgia contemporanea.
La rassegna inizia all’Antiquarium di Malborghetto con due prime nazionali, l’1 e il 2 Giugno con “FLORA SCENICA SPONTANEA/ORIGINI”, performance artistica che coniuga la pittura di Alessandro Giuliani, con danza e musica, in un’interessante e originale contaminazione tra le arti; il 7 e 8 Giugno è la volta di “DIMMI, TIRESIA”, uno spettacolo di teatro-danza, di e con Luisa Stagni; il 13 Giugno “U CICLOPU, GIUFA’ E FIRRANZANU” di e con Gaspare Balsamo, studioso e interprete  dell’antica arte del cunto; il 15 e 16 Giugno, “PENTESILEA VS ACHILLE”, il mito arcaico che vede Achille uccidere Pentesilea, è stato rivisitato dalla penna di Francesco Randazzo, in chiave contemporanea; il 20 Giugno, “ALLE ACQUE”, quattro pièces coreografiche a firma di Loredana Parrella,  che indagano il tema del corpo in relazione all’elemento acqua; il 22 e 23 Giugno altra prima nazionale con “PANNYCHIS”, diretto da Mariagiovanna Rosati Hansen, la rivisitazione ironica della Pizia che condizionò i destini dei Greci dai tempi di Edipo; il 26 Giugno, si conclude la programmazione dell’Antiquarium con la danza di  Charlotte Zerbey e Alessandro Certini per  “SENTIMENTO JOURNEY/THE TRIP”, uno spettacolo ironico che mette in gioco danza, voce e musica dal vivo.

La rassegna si sposta nell’adiacente Parco di Malborghetto, il 5 Luglio, con “MAREA”, canti e musiche del Salento, di e con Enza Pagliara; il 6 Luglio, il mito di “DAPHNE”, rivive con la regia e coreografia di Aurelio Gatti; l’11 Luglio è la volta di “PAN…CRAZIO: LA LIBERTA’ DI AVERE PAURA”, sorta di riscrittura contemporanea del mito di Pan, con la regia di Simone Migliorini; il 13 Luglio, “L’ARTE DI SAPER INVECCHIARE”, interessante adattamento da Cicerone, scritto e diretto da Piero Nuti; il 19 Luglio, “CARMINA BURANA”, la famosa cantata scenica di testi poetici medievali; il 20 Luglio, altra prima nazionale, “ADELPHOE (I FRATELLI)”, la nuova comicità da Publio Terenzio Afro, per la regia di Silvio Giordani, con Pietro Longhi e Paolo Perinelli; il 26 Luglio, “ANIMA BAROCCA”, a cura della compagnia musicale Ecovanavoce, che propone performance tra musica antica, tradizione popolare e musica contemporanea originale; il 28 Luglio, “PAPPOSILEIDE”, cantata semiseria ispirata al fauno, signore della fertilità e dell’ebbrezza, con un ensamble partenopeo d'eccezione; ultimo spettacolo, il 29 Luglio, vede in scena “DEJAME QUE TE CUENTE: IDENTITAD”, una compagnia di Santo Domingo con uno spettacolo di teatro antropologico che coniuga la cultura taina e africana attraverso i loro miti balli, canti e sonorità.

OPRA PRIMA, la sezione di inediti a Villa di Livia, inaugura il 28 Giugno con “EIKONES” di Cecilia Bernabei, che mette in scena personaggi femminili che hanno segnato la storia e il mito. Il 30 Giugno, Anna Pavignano, storica sceneggiatrice di Massimo Troisi, si cimenta per la prima volta nella drammaturgia teatrale con “LA SVEDESE”, tratto dal suo ultimo romanzo.  A conclusione degli appuntamenti a Villa di Livia, il 4 Luglio, “STORIA NOTTURNA: LA VISIONE DEL SABBA”, di Alma Daddario, il processo alle streghe come specchio di crisi epocali alla ricerca di un capro espiatorio.

QUESTA SETTIMANA segnaliamo:

Area Archeologica - Arco di Malborghetto - Roma

>>> 11 Luglio 2018, ore 21.15

Gruppo Progetto Città
presenta
"PAN CRAZIO: LA LIBERTA’ DI AVERE PAURA"
di Alma Daddario
con Simone Migliorini, Carlotta Bruni
musiche originali dal vivo David Dainelli, al violino Angela Zapolla
regia Simone Migliorini

Il mito è qualcosa che non è mai accaduto, ma che in realtà accade sempre

Il testo è una proposta originale: una sorta di riscrittura contemporanea del mito di Pan, il semidio metà capra metà uomo, abbandonato dalla madre per la sua spaventosa bruttezza, inventore del flauto. Un testo “straordinario per originalità e impatto emotivo”, come è stato definito da alcuni critici.
Pancrazio cresce con un’inevitabile e insaziabile fame d’affetto, che cerca soprattutto nelle donne. Maldestri tentativi di seduzione ai limiti della violenza, situazioni paradossali e anche comiche, si alternano ad alterchi con il genitore, a farneticazioni oniriche con figure femminili portanti, in quello che ci è apparso un vero e proprio viaggio nell’inconscio attraverso dubbi e paure che in fondo appartengono a tutti noi. Non si risparmia in questa non facile prova d’attore Simone Migliorini, che dando voce a tutti i personaggi, dimostra un virtuosismo e una sensibilità singolare. Ma altri virtuosi contribuiscono alla magia della messa in scena: il maestro David Dainelli, che ha firmato le musiche originali, al piano, la talentuosa violinista Angela Zapolla e l’ispirata danzatrice Carlotta Bruni, che evoca i fantasmi di un femminino onnipresente seppur sfuggente.

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>>>13 Luglio 2018, ore 21.15

TORINO SPETTACOLI
"L’ARTE DI SAPER INVECCHIARE"
dal De Senectute di Cicerone
Scritto e diretto da Piero Nuti
con Piero Nuti, Elia Tedesco, Giovanni Gibbin

“Bisogna aggiungere vita agli anni, non anni alla vita”, secondo l’esortazione del neurologo, Premio Nobel per la medicina, Rita Levi Montalcini.
Così Luciano De Crescenzo: “I vecchi che posseggono il senso dell’umorismo hanno diritto al trenta per cento di sconto sull’età” - “La gioventù, la maturità e la vecchiaia sono tre periodi della vita che potremmo ribattezzare: rivoluzione, riflessione, televisione. Si comincia col voler cambiare il mondo e si finisce col cambiare i canali!”.

L’attore e regista Piero Nuti, conoscitore e frequentatore del teatro antico ai massimi livelli, è la guida ideale per un percorso teatrale piacevolissimo attraverso L’arte di saper invecchiare di Cicerone. Dopo averci affascinati con Processo a un seduttore del medesimo autore, il “grande vecchio” del teatro ci conquista con questo sorprendente testo del più geniale avvocato di tutti i tempi.
Lo spettacolo si apre all’attualità, attingendo a spunti di autori contemporanei e ai contributi di tutti gli anziani (e dei grandi anziani) che vogliano “dire la loro".
L’arte di saper invecchiare illustra le motivazioni che mettono generalmente in cattiva luce la vecchiaia e ne confuta la fondatezza.
Cicerone esalta l’importanza delle attività per l’anima e delle “cose grandi” per le quali non è necessaria l’agilità del corpo, ma piuttosto l’intelligenza e l’autorità e che si possono compiere anche da anziani come accadde, per esempio, a Sofocle che continuò a scrivere tragedie quali l'Edipo a Colono, o a personalità quali Platone o Pitagora.

Il corpo non è una casa, ma un albergo dell'anima. Secondo l’autore, l'anima è immortale, e ne è una prova il fatto che si sanno molte cose già dalla nascita, e nemmeno quando siamo vivi l'anima si vede, dunque può esserci anche dopo...
L’idea di proporre i processi, le orazioni e le opere filosofiche dell’antichità nacque all’inizio degli anni ’50, a Genova, grazie al felice incontro tra il Professor Francesco Della Corte e un gruppo di universitari amanti del teatro, tra cui Vito Molinari e Piero Nuti, che li presentarono con enorme successo nelle Università e nei teatri d’Italia. I testi di partenza sono antichissimi, ma lo spirito in essi contenuto e le parole con cui sono comunicati toccano direttamente la sensibilità contemporanea di ciascuno di noi.
L’intento di Cicerone è lui stesso a illustrarcelo con chiarezza: “Desidero sollevare te, e anche me stesso, di questo peso della vecchiaia. La stesura di questo libro mi è stata così piacevole che, non solo ha spazzato via tutte le angosce della vecchiaia, ma mi ha anche reso la vecchiaia dolce e gradita”.

Costo: 12 euro intero  –  10  euro ridotto – 5 euro convenzionati / associazioni / studenti
Info & prenotazioni: teatridipietra@gmail.com/ whatsapp 333 709 7449
Sito di riferimento: www.teatridipietra.blogspot.it
Indirizzi:
ARCO di MALBORGHETTO : Via Malborghetto , 3 -  Roma - sulla Via Flaminia , altezza  Stazione Sacrofano
VILLA DI LIVIA - Lauretum: Via della Villa di Livia , Prima Porta - Roma
AREA ARCHEOLOGICA DI MALBORGHETTO : via Malborghetto , 3 -  Roma  - sulla Via Flaminia , altezza  Stazione Sacrofano
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"PROGETTO LUNGA VITA FESTIVAL 2018"
la direzione artistica di Davide Sacco e la direzione organizzativa di Ilaria Ceci

All’insegna del rapporto tra Teatro Classico e Teatro Contemporaneo, Progetto Lunga Vita Festival porta per la prima volta la prosa sul grande palcoscenico dell'Accademia Nazionale di Danza, apre alle collaborazioni internazionali con un nuovo asse Italia-Spagna e ospita Skenè Lab, III edizione di Tradizione – Il Teatro di Domani, percorso formativo per giovani professionisti della scena, finalizzato alla produzione e realizzato con il sostegno di SIAE - Società Italiana degli Autori ed Editori. Fra i protagonisti di PLVF 2018, artisti come Stefano Benni, Ascanio Celestini, Giorgio Colangeli, Maddalena Crippa, Filippo Dini, Lindsay Kemp, Francesco Montanari, Moni Ovadia, Nadia Baldi, Elisabetta Pozzi, Timothy Martin & The Amazing Grace Gospel Choir, Stefano Sabelli, Gianmarco Saurino, Edoardo Ferrario e Giorgio Montanini.

ACCADEMIA NAZIONALE DI DANZA - Roma
dal 13 al 20 luglio 2018, vari orari

Il Progetto Lunga Vita - rassegna di teatro, danza, musica, arte e workshop, con la direzione artistica di Davide Sacco e la direzione organizzativa di Ilaria Ceci – diventerà un Festival nell’ambito dell’Estate Romana, e avrà come sede uno dei luoghi più affascinanti e magici della capitale.
LAccademia Nazionale di Danza sul colle Aventino si trasforma per la prima volta in un polo di incontro intitolato a tutte le arti della scena e non solo: otto giorni di eventi non stop dedicati al Mito e al Contemporaneo, inseriti in una cornice architettonica e paesaggistica ideale. La terrazza e il giardino del sito ospiteranno maratone di pittura, esposizioni e meeting, mentre sul palcoscenico si alterneranno gli spettacoli in cartellone e - grazie alla Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio – il pubblico italiano e internazionale che nella stagione estiva affolla la zona archeologica potrà visitare, in via straordinaria e gratuita, l’adiacente Mitreo di Santa Prisca.

Francesco Montanari e Alfio Antico, con l’Ulisse di Davide Sacco (13/07), il progetto “Odissea, un racconto mediterraneo” di Sergio Maifredi, con Maddalena Crippa in Penelope e Moni Ovadia ne La gara dell’arco (17/07), la riscrittura del Moby Dick di Melville, firmata da Davide Sacco, con Stefano Sabelli e Gianmarco Saurino (16/07), insieme a Elisabetta Pozzi con la sua Cassandra o del tempo divorato (19/07) presentano versioni nuove del Mito classico, per dimostrare quanto il passato sia ancora incredibilmente presente e attuale. Un salto nella contemporaneità che verrà affrontata direttamente attraverso uno sguardo vivo sul sociale e sulle grandi contraddizioni del Novecento. L'analisi delle barriere culturali sarà al centro dell’affresco danzante del coreografo Lu Zheng ne Il cielo la terra il popolo, una coproduzione italo-cinese, mentre nella Ballata dei senza tetto, il suo nuovo spettacolo, Ascanio Celestini propone un vero canto di umanità (15/07); con La morte della bellezza la regista e interprete Nadia Baldi rivisita la poesia tagliente di Patroni Griffi (16/07); l’Aspettando Godot diretto da Filippo Gili con Giorgio Colangeli e Paolo Briguglia sarà una grande indagine sulla fragilità (18/07). Presente la musica con il concerto di Timothy Martin & the Amazing Grace Gospel Choir (18/07). Inoltre le stand-up comedy proposte riveleranno un’attenzione speciale alle aporie dei nostri giorni, con l’umorismo autoironico del trentenne Edoardo Ferrario (19/07) e il grido ispirato di Giorgio Montanini Live (20/07).

Obiettivo del Festival, però, non è solo veicolare arte e cultura tramite la proposta di spettacoli serali, ma anche creare una cittadella che diventi punto di ritrovo per la città. Si inseriscono in questo contesto le tante attività offerte al pubblico: il Mercato dell'arte e della civiltà per dare spazio alle giovani realtà culturali e l'Agorà della drammaturgia per far conoscere i nuovi autori (14/07), incontri a tema con personaggi illustri, come Cristian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino (16/07) o il Maestro Elio Pecora (17/07), baluardo della poesia italiana del Novecento, il coreografo e ballerino Lindsay Kemp (18/07), gli scrittori Paolo Di Paolo e Antonio Pascale, che parleranno dell'esperienza del Premio Goliarda Sapienza – Racconti dal carcere, insieme alla curatrice Antonella Bolelli Ferrera, all'editore Giulio Perrone e a Federico Ragno, giovane vincitore del concorso. E ancora, il contest di live painting SperimentAZIONI, a cura di Violetta Carpino (15/07), il ciclo di incontri Letteralmente parlando a cura dei Ragazzi di Via della Gatta, laboratori per bambini (tenuti dalla Hockety Pockety), Biosignal Dance di Pietro Lama e workshop di social media storytelling (Fattiditeatro).
Fiore all'occhiello del Festival sarà l'apertura di Skenè Lab, III edizione del progetto “Tradizione - Il teatro di domani”, realizzato con il sostegno di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori. Lindsay KempStefano BenniFilippo Dini e il prof. Giuseppe Rocca saranno i docenti di un'accademia internazionale - totalmente gratuita - per 30 giovani professionisti della scena selezionati su bando, e finalizzata alla produzione di opere originali ispirate alla tragedia classica. Il corso si chiuderà con la presentazione di un estratto dei nuovi lavori al pubblico di Progetto Lunga Vita Festival e a una giuria di esperti. Lo spettacolo vincitore debutterà con residenza al Calatafimi Segesta Dionisiache Festival.

Nel contesto attento alle relazioni interregionali e internazionali che caratterizza il progetto, al gemellaggio già in atto con Segesta, con il Festival di drammaturgia contemporanea Quartieri dell’Arte e con il Portus Lunae Art Festival (nel progetto STAR Sistema Teatri Romani Antichi della Liguria), si aggiunge quello fra la manifestazione romana e il Festival Internazionale del Teatro Classico di Almagro (Spagna) diretto da Ignacio Garcìa. Dedicato alla drammaturgia del XVI e XVII secolo in lingua spagnola, il festival, ormai giunto alla sua 41a edizione, è considerato uno dei più importanti del mondo nella sua specificità: un evento culturale imperdibile che si svolge durante il mese di luglio ad Almagro (Ciudad Real), splendida città monumentale di origine romana, nella pianura della Mancia. L’accordo inizia quest’anno con la promozione incrociata dei due festival nei rispettivi paesi, e si concretizzerà nella stagione 2019/2020 con la dedica al Secolo d’Oro dell’edizione 2019 di “Tradizione – il teatro di domani” e l’impegno ad ospitare le reciproche produzioni.

Progetto Lunga Vita Festival nasce con l’obiettivo di indagare il rapporto tra il classico e il contemporaneo anche nei paradossi che tali definizioni creano nell’arte e nella cultura del nostro tempo, contribuendo a smontare pregiudizi e luoghi comuni. In questo senso sono particolarmente qualificanti l’attenzione al mondo giovanile e la volontà di allargare il pubblico di riferimento al di là dei confini consueti. Per questo gli organizzatori hanno deciso di puntare al coinvolgimento di una platea sempre più ampia ed eterogenea, con una grande varietà di generi, l’offerta di eventi pomeridiani gratuiti e particolari forme economiche di avvicinamento al teatro, come gli abbonamenti su reddito ISEE.

L'iniziativa è parte del programma dell'Estate Romana promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale.

GLI SPETTACOLI di questa settiman:

13 LUGLIO Venerdì
Ore 22.00
Francesco Montanari e Alfio Antico in
"ULISSE"
Scritto e diretto da Davide Sacco
co-produzione Tradizione Teatro e Attori & Tecnici

La ricchezza di Itaca non è nell'approdo, ma nel viaggio, afferma Konstantin Kavafis nel suo famoso poema, e sembrava averlo chiaro in mente quell'Ulisse “multiforme” dell'Odissea, che non esita a ricercare l'avventura “per seguire virtute e canoscenza”, per dirla con Dante.
Il concerto-spettacolo proposto da Davide Sacco, però, vuole affrontare la mitologica figura di Ulisse non solo nella sua brama di esperienze, ma anche nelle relazioni che ha avuto con i personaggi che, durante il viaggio, lo hanno ospitato. Era, infatti, sacra l'ospitalità per i Greci, e su questo il testo pone l'accento, sui porti sempre aperti, sulla volontà di accoglienza, sulla necessità di esperire l'altro, anche se diverso. Una lezione di civiltà oggi più che mai necessaria, che parte da Omero e attraversa la letteratura occidentale, per mostrarsi ai nostri occhi incredibilmente viva e attuale.
Le parole recitate da Francesco Montanari si fondono con la musica antica di Alfio Antico, che sembra provenire dal centro del mondo, in un risultato poetico ed emozionante, che non può lasciare indifferenti.

15 LUGLIO Domenica
Ore 20.30
"IL CIELO LA TERRA IL POPOLO"
coreografie di Lu Zheng
Vice coreografi NaiLong Song e ChuRui Jiang
con Arianna Limina, Antonio Buonaiuti, Margherita Petrosino, Silvia Legato, Chiara Zanaga, Alessandra Berti, Chiara Vecchiato, Francesco Palmitesta, Marco Belsito, Marta Pendenza, Perla Gallo, Stefano Neri
produzione Arte Studio Cultura Orientale

Lo spettacolo nasce dall’idea di far dialogare sul palcoscenico due mondi, tecniche e linguaggi culturalmente differenziati: la danza tradizionale cinese e le forme contemporanee occidentali.
Lu Zheng ha vinto svariati premi in Cina, partecipato alle coreografie delle cerimonie olimpiche di Pechino, e proposto spettacoli di successo sulla danza Yangge a Roma e a Pescara. Churui Jiang è una danzatrice e coreografa di straordinario talento, vincitrice della competizione internazionale di danza di Singapore.
“Quando il cielo, la terra e il popolo sono collegati è il momento giusto per sfidare la fortuna.” Recita così un antico detto popolare cinese che Lu Zheng e Churui Jiang hanno immaginato prendere vita, veicolandolo in una felice triangolazione di elementi diversi e nella libertà di un linguaggio coreutico innovativo e interculturale. Dall’unione di due saperi, di Lu Zheng e Churui Jiang, entrambi  e coreografi, nasce l’idea di trasporre sul palcoscenico l’immagine di una danza ibrida, che attira la funzionalità evocata dal gesto simbolico di ispirazione
Duplice l’intento di quest’operazione: da una parte, il desiderio di promuovere la cultura tradizionale cinese in Italia attraverso l’arte della danza; dall’altra, la volontà di portare in scena gli anni di studio alla Beijing Dance Academy – durante i quali i due artisti hanno interiorizzato la danza tradizionale e popolare cinese nelle sue varie espressioni etniche – e quelli all’Accademia Nazionale di Danza di Roma che coincidono con l’approssimarsi alla danza contemporanea di impronta occidentale e che ne hanno radicalmente influenzato lo stile. Emerge così uno stile unico, antico e moderno al tempo stesso, che in modo armonico, proprio come il momentum che tiene saldi insieme cielo, terra e popolo evocato dal proverbio, scivola dalla danza cinese a quella occidentale, congiungendo i due linguaggi in una sola autentica e vitale espressione.

Ore 22.00
Ascanio Celestini in
"BALLATA DEI SENZA TETTO"
di Ascanio Celestini
con Gianluca Casadei (fisarmonica, tastiere e live electronics)
produzione Fabbrica S.R.L.

Improvvisazione tra gli spettacoli di Ascanio (ogni sera una storia diversa)

Il barbone di Laika o la barbona di Pueblo? La cassiera del supermercato di Pueblo o la Vecchia di Laika che va a farci la spesa insieme alla prostituta e alla donna con la testa impicciata?
Giobbe l’analfabeta che conosce il grande magazzino a memoria non è ancora entrato in nessuno dei due testi, ma la sua storia è già scritta. E nemmeno la storia del magazziniere che odia lo zingaro, ma quest’ultimo lo conosciamo già da Pueblo. Questi e altri possono essere i personaggi di questo progetto di narrazione che attraversa tre spettacoli: Laika, Pueblo e il terzo che è ancora in via di formazione.
Portiamo in scena Laika da oltre due anni e da poche settimane abbiamo debuttato con Pueblo.
Questi due spettacoli fanno parte di una trilogia che prima o poi completeremo, ma il senso di questo lavoro è di scrivere una drammaturgia unica fatta di tanti personaggi che si muovono in un unico ambiente: una periferia che ruota attorno a due parcheggi, quello del supermercato e quello di un grande magazzino pieno di pacchi.
Il narratore racconta quello che vede. Alle volte è ciò che conosce, altre è quel che immagina.
Dunque prenderemo i racconti dei tre spettacoli e li smonteremo come un mazzo di carte dal quale pescare ogni volta figure diverse.

Costi: Attività pomeridiane ingresso libero Spettacoli serali €20,00 / € 12,00
Indirizzo: Largo Arrigo VII, 5 - Roma
Informazioni e prenotazioni: progettolungavita@gmail.com – mob. +393403700803 
Sito di riferimento: www.tradizioneteatro.com
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ARTE

PROSEGUONO...

"LE FORME DEL MITO: 25 SCULTURE DI JOAQUÍN ROCA REY "
Ospitate al Museo Carlo Bilotti di Villa Borghese
La mostra antologica, a cura di Giuseppe Appella,
coglie il meglio del linguaggio moderno, tra mito e ritualità

MUSEO CARLO BILOTTI - Aranciera di Villa Borghese - Roma
dal 5 luglio al 4 novembre 2018 - Da martedì a venerdì ore 13.00 - 19.00 Sabato e domenica ore 10.00 - 19.00 - Dal 1 ottobre è in vigore l’orario invernale  - Da martedì a venerdì ore 10.00 - 16.00 Sabato e domenica ore 10.00 - 19.00 (Ingresso consentito fino a mezz’ora prima dell’orario di chiusura)

Il Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese ospita la mostra antologica di Joaquín Roca Rey, Le forme del mito, promossa da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con il patrocinio di Embajada del Perú en Italia. La cura della mostra è dello storico dell’arte Giuseppe Appella. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Nelle sale al piano terreno saranno esposte 25 sculture datate 1956–2001 che, evidenziando l’indagine formale, tra mito e ritualità, sono riuscite a cogliere il meglio del linguaggio moderno. Dal natio Perù a Roma, le opere di Roca Rey si liberano dell’involucro preincaico di magia e ritualità (assemblage di ferro, forgiato con evidente realismo e poi alluminio, ottone, acciaio, onice, bronzo, marmo, travertino) senza abbandonare il mito ritrovato nelle forme più avanzate della contemporaneità, come a dire la scultura di Chadwick e di Moore, di Hare e di David Smith, la pittura di Magritte e di Lam, rivisitati nell’architettura di Roma, nel suo rigore e nella sua enfasi, con una visionarietà carica di turbamenti, memorie e sogni. 

È il momento in cui gli Incas, i Maya, gli Atzechi, il barocco latino americano si confrontano con Roma antica e Roma seicentesca riconoscendovi attinenze di sacralità sessuale subito esplicitata in allusioni misteriose e ironiche, nel totem elevato a simbolo dell’identità tra uomo e cosmo, elemento soggetto alle continue trasformazioni di una fantasia tra le più vive della scultura del secolo appena trascorso. Fantasia che permette a Roca Rey, in una perenne estensione di dualismi, contrasti e ambiguità, resi evidenti anche dalla scelta dei molteplici materiali utilizzati spesso insieme, una sorta di scambio tra leggerezza e solidità, pieno e vuoto, concavo e convesso, eros e gioco, inquietudine e malinconia, negativo e positivo, vita e morte, tipiche del surrealismo o, meglio, degli automatismi del subconscio travasati nel progetto della composizione e, non prive di inquietante ironia, nelle relative invenzioni formali.
In contemporanea con la mostra romana, il Sistema dei Musei e dei Beni Culturali ACAMM (Aliano, Castronuovo Sant’Andrea, Moliterno, Montemurro) esporrà nei propri spazi una serie di disegni e di piccole sculture. 

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Con il patrocinio di Embajada del Perú en Italia
A cura di Giuseppe Appella
Catalogo edito da xPoint printing con testi biobibliografici di Giuseppe Appella, Guido Strazza e Blas Roca Rey
Servizi museali Zètema Progetto Cultura
Servizi Vigilanza UNISECUR srl
SPONSOR SISTEMA MUSEI CIVICI     
Con il contributo tecnico di Ferrovie dello Stato Italiane

Costo:   Ingresso LIBERO
Informazioni: 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)
Indirizzo: viale Fiorello La Guardia 6 - Roma
Sito di riferimento: www.museocarlobilotti.it - www.museiincomuneroma.it                                      
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Not Your Dolls presenta
"SUNSHINE"
MOSTRA PERSONALE DI GERLANDA DI FRANCIA
A cura di Rossana Calbi

NOT YOUR DOLLS -Roma
dal 28 giugno al 15 settembre , orari : vedi sito

Gerlanda Di Francia propone la sua seconda personale nella stagione romana a cura di Rossana CalbiSunshine.

Dalle ore 18.30 del 28 giugno, il negozio handmade del rione Monti, Not Your Dolls, apre le porte all’estate, con la mostra personale dell’artista di origine calabrese. L’intera collezione estiva realizzata a mano sarà la cornice al mare e al sole dei lavori di Gerlanda Di Francia.

Sirene e pesci amici in una mostra nel cuore della Capitale che si prepara a svuotarsi indirizzandosi verso la costa. Nell’attesa, le opere di Gerlanda Di Francia sono una sorta di corrispondenza con amici squamati, una continua correlazione con il mare che l’artista conserva nella sua ricerca. Un’evoluzione che nasce dall’acqua e respira di una luce che si impregna nella carta e nell’MDF. Il colore si delinea nelle forme morbide delle figure femminili che si aprono a nuovi sentimenti non mantenendo i piedi a terra, ma nell’acqua, presenti a loro stesse e alla loro stessa essenza: l’acqua.
Su questa si riflette la luce, la rende più forte, la specchia fino ad accecarci, ma è anche capace di assorbirla per farsi scoprire lentamente anche nelle profondità maggiori.

Not Your Dolls propone una mostra originale, realizzata ad hoc per il suo spazio bianco che si arricchisce, non solo dei colori dei suoi abiti, ma di arte.

Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Roma, Gerlanda Di Francia inizia il suo percorso nel mondo del tatuaggio che interrompe per costituire l’associazione HulaHoop di Roma con cui organizza eventi legati a tutte le espressioni artistiche. Il suo lavoro artistico è influenzato dagli studi d’arte classici e dalle suggestioni del mondo legato al tatuaggio; ha partecipato a mostre collettive a Parigi con la curatela della grafica e illustratrice Barbara Canepa e presso la Luz De Jesus Gallery a Los Angeles. Sunshine è la sua seconda personale in questa stagione espositiva dopo la sua mostra in occasione dell’International Tattoo Expo di RomaEcho, sempre a cura di Rossana Calbi in collaborazione con la galleria Parione9 e attualmente in mostra ad amaneï a Salina (ME).

Costo:  Ingresso GRATUITO
Indirizzo: via degli Zingari 51/b, (Rione Monti) Roma
Informazioni: Rossana Calbi, +39 3343450090, rossanacalbi@gmail.com
Sito di riferimento: www.francescoviscuso.blogspot.com
Facebook di riferimento: https://www.facebook.com/notyourdolls.shop/
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“7”
di AMIN GULGEE
Ideazione e cura di Paolo De Grandis e Claudio Crescentini, co-curato da Carlotta Scarpa

Amin Gulgee, uno dei più importanti
artisti pakistani alla Galleria d’Arte Moderna

GALLERIA D’ARTE MODERNA DI ROMA - Roma
dal  31 maggio al 23 settembre  2018, da martedì a domenica ore 10.00 - 18.30

Per la prima volta a Roma l’installazione “7” di Amin Gulgee, artista che ha fatto della laicità e della poesia una forma d’arte

Nuovo concept espositivo del progetto “From La Biennale di Venezia & OPEN to Rome. International Perspectives” promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ideato e curato da Paolo De Grandis e Claudio Crescentini, co-curato da Carlotta Scarpa. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Il progetto generale, attivato dal 2016, è dedicato alla presentazione negli spazi espositivi capitolini di alcune installazioni internazionali provenienti dall’Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia e da OPEN Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni, collegato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ricomposte e rimodellate site-specific appositamente per la capitale. Lo scopo è quello di fare convergere insieme le “prospettive” d’arte di due città che lavorano per far viaggiare le esperienze dell’arte internazionale sul territorio nazionale. Dalla città lagunare, appunto, alla capitale.

In occasione di questo nuovo appuntamento, realizzato in collaborazione con PDG Arte Communications e l’Ambasciata della Repubblica del Pakistan in Italia, è presentata l’installazione, dal titolo “7”, dell’artista pakistano Amin Gulgee, che ha fatto della laicità e della poesia una forma d’arte.

L’artista parte da una frase in arabo, trascritta nella scrittura nakshi, intraducibile ma dal significato universale, dato che il riferimento è alla pace fra i popoli e all’amore umano. Gulgee divide la frase in sette parti, quelle del titolo, mediante delle leggerissime installazioni in bronzo, posate nel chiostro/giardino della GAM di via Crispi. La frase risulterà quindi scomposta e ripetuta più volte nell'installazione, come in una meditazione spirituale, senza essere però leggibile e diventando quindi segno universale.

Al di sotto della frase/segno sarà creato un tappeto di lettere di carbone e rame, non calpestabile, che ripete, sempre scomposta, la stessa frase, creando quindi una struttura metafisica di confronto fra verticali delle opere e orizzontale del tappeto, come metafora dell’alto e del basso, del cielo e della terra. Il giorno dell’inaugurazione in questo “spazio artistico” prenderà forma la performance ideata dallo stesso artista e il reading di poeti invitati dall’artista stesso a leggere loro poesie e scritti ispirati dal tema dell’opera.

poeti - Lucianna Argentino, Italo Benedetti, Stella Cacciamani, Antonella Maria Carfora, Patrizia Chianese, Laura Colombo, Rossana Coratella, Francesco Del Ferro, Stefania Di Lino, Andrea Felice, Camelia Mirescu, Daniela Monosi, Angelo Palombini e Maria Grazia Savino –  e il pubblico presente saranno invitati a scriveresempre partendo dalla frase in nakshi, dichiarazioni di pace e d'amore come segno potenziale di libertà degli spiriti uniti da uno stesso pensiero che diventa azione. Arte per tutti, quindi, e non solo privilegio di spiriti eletti.
Le frasi ideate saranno inserite in appositi contenitori e portate a Karachi, dove verranno lette dall’artista durante una grande performance pubblica: un collegamento ideale fra Europa e Asia, Roma e Karachi, città unite dal lavoro concettuale di Amin e dalle parole dei partecipanti dedicate all’amore e alla pace.

Promossa da Assessorato alla Crescita culturale di Roma - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
In collaborazione con PDG Arte Communications e Ambasciata della Repubblica del Pakistan in Italia
Zètema Progetto Cultura
SPONSOR SISTEMA MUSEI CIVICI
Con il contributo tecnico di Ferrovie dello Stato Italiane

Costo: Biglietto di ingresso alla Galleria d’Arte Moderna: 7,50 €  intero e 6,50 €  ridotto, per i non residenti;  6,5€  intero e di  5,50  € ridotto, per i residenti; gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente.
Informazioni: 060608 - www.galleriaartemodernaroma.it
Indirizzo: via Francesco Crispi,  24 -  Roma
Sito di riferimento: www.galleriaartemoderna.it
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GALLERIA PARIONE9
"STELLA TASCA_ On the wild side"
a cura di Marta Bandini e Elettra Bottazzi            

GALLERIA PARIONE9
dal 30 maggio al  14  luglio 2018,  martedì - sabato  14.00 - 20.00_ domenica 16.00 - 20.00

A GRANDE  RICHIESTA LA MOSTRA VIENE PROLUNGATA SINO AL 14 LUGLIO


On the wild side, mostra personale di Stella Tasca, celebra la bellezza e la magnificenza del regno animale e vegetale. Il lavoro dell’artista e il titolo della mostra prendono ispirazione dal lungometraggio di Giacomo Giorgi On the wild side (2016) che analizza il tema della caccia all’interno della nostra società. L'obiettivo finale del documentario è quello di educare sulla realtà di questa attività ed agire da catalizzatore sulle persone che si approcciano alla sua visione.
Allo stesso modo, Stella Tasca porta lo spettatore a riflettere e a rispettare la parte selvaggia del nostro pianeta, accettandone tanto la sua perfezione quanto la sua crudeltà. È così percepibile nell’installazione delle opere esposte l’incastro armonico tra elementi opposti, come l’acqua e la terra, rappresentati rispettivamente dalla balena e dalla tigre.
Se la sua ricerca poetica è fortemente influenzata dall’immaginario hardcore punk, legato alla corrente Straight Edge, la sua ricerca artistica e la sua applicazione è riconducibile a quella della Pop art. Costantemente in relazione al contesto politico, sociale e storico attuale, l’artista ragiona sul concetto di rispetto equo fatto di amore, passione e giustizia.
I media impiegati nel ciclo esposto come il legno, carta, stoffe, spray, stencil che compongono assemblage e serigrafie, insieme al peculiare uso della lampadina, della goccia d’acqua e della parola scritta rispecchiano la volontà di Stella Tasca di rappresentare le contraddizioni della nostra cultura che spesso ci rende ciechi e disorientati.

Costo:  Ingresso GRATUITO
Indirizzo: via di Parione, 9 - Roma (piazza Navona)
info: 0645615644 - parione9@gmail.com 
Sito di riferimento www.parione9.com
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«ANDREA PAZIENZA, TRENT’ANNI SENZA»
ANDREA PAZIENZA IN MOSTRA

MATTATOIO - Roma
dal 25 maggio al 15 luglio 2018, Orario: 12.30 - 19.30 (chiuso i lunedì).

La mostra verrà inaugurata il 25 maggio in occasione dell'apertura della quarta edizione di ARF! «Festival di storie, segni e disegni» che si terrà dal 25 al 27 maggio sempre negli spazi del MATTATOIO

“Pazienza è riuscito a rappresentare, in vita e anche in morte, il destino, le astrazioni, la follia, la genialità, la miseria, la disperazione di una generazione che solo sbrigativamente, solo sommariamente chiameremo quella del '77 bolognese” - Pier Vittorio Tondelli.

“Era il capostipite di una grande scuola che non ha avuto poi nessun allievo prediletto perché era inimitabile, un talento irripetibile” - Roberto Benigni.

Nell’anno che segna il trentennale della sua tragica scomparsa, avvenuta a Montepulciano il 16 giugno del 1988 all’età di soli 32 anni, ARF! Festival e Napoli Comicon presentano «Andrea Pazienza, trent’anni senza», una intensa esposizione di opere originali che celebra il più eclettico e geniale autore italiano di tutti i tempi e che, finalmente, riunisce in un unico luogo le sue eredità artistiche, grazie alla preziosa collaborazione di tutti i suoi familiari.

Dopo Hugo Pratt nel 2016 e Milo Manara nel 2017, gli spazi espositivi del MATTATOIO di Roma ospiteranno dal 25 maggio al 15 luglio 2018 in esclusiva nazionale questa grande mostra di carattere antologico, che si propone di raccontare soprattutto l’Andrea Pazienza fumettista - con una particolare attenzione ad un’intera nuova generazione di lettori che forse l’ha conosciuto poco - attraverso una ricca selezione della sua opera: da Aficionados e Le straordinarie avventure di Penthotal dei primissimi anni ’80 al suo personaggio più celebre, Zanardi (con le tavole di Giallo scolasticoVerde matematico,PaccoLa prima delle treNotte di CarnevaleCuore di mammaCenerentola 1987, Lupi e alcune delle straordinarie pagine di La vecchiezza è una Romae di Zanardi medievale), passando per Tormenta e le caricature disneyane di Perché Pippo sembra uno sballato e La leggenda di Italiano Liberatore, lo spassoso Pertini, le meravigliose tavole a colori di Campofame, o ancora Francesco Stella, le SturielletUna estate, la pura poesia dell’incompiuta Storia di Astarte o di Il perché della anatre, fino a quello che probabilmente è il più importante, esorcizzante e traumatizzante graphic novel italiano del XX Secolo, quel Gli ultimi giorni di Pompeo che lo ha consacrato nell’empireo della letteratura disegnata.
A integrazione della narrazione a fumetti, non mancheranno brevi escursioni nel “Paz” vignettista e illustratore, con alcune delle sue opere più iconiche, così come qualche rarità (prove di layout, scritti, sketch e bozzetti) ritrovate tra le cartelle del suo immenso archivio artistico.

Il catalogo della mostra sarà pubblicato da Coconino Press - Fandango Libri.

«Andrea Pazienza, trent’anni senza» è prodotta da ARF! Festival e Napoli Comicon, promossa da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita CulturaleAzienda Speciale Palaexpo, con il supporto di CLES S.r.l. e con le partnership di ATACArredopalletPressUp e DIY - Do It Youself.

Costo: Biglietti - Intero € 12 - Ridotto € 10
Indirizzo: piazza Orazio Giustiniani 4, Roma
Info: 060608 - info@arfestival.it
Sito di riferimento: www.arfestival.it 
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ROMA ATTRAVERSO L’ARTE DEL ‘900 NELLA MOSTRA
“ROMA CITTÀ MODERNA. Da Nathan al Sessantotto”
a cura di Claudio Crescentini, Federica Pirani, Gloria Raimondi e Daniela Vasta

Una rilettura ideale della cultura artistica di Roma
in circa 180 opere lungo il Novecento fra Modernità e Tradizione

GALLERIA D’ARTE MODERNA DI ROMA - Roma
dal  29 marzo al 28 ottobre  2018, da martedì a domenica ore 10.00 - 18.30


Un tributo alla Capitale d’Italia attraverso gli artisti che l’hanno vissuta e gli stili con cui si sono espressi.
Una rassegna unica che ripercorre le correnti artistiche protagoniste del ‘900 con in primo piano la città di Roma, da sempre polo d’attrazione di culture e  linguaggi diversi.
Presentate oltre 180 opere, tra dipinti, sculture, grafica e fotografia, di cui alcune mai esposte prima e/o non esposte da lungo tempo, provenienti dalle collezioni d’arte contemporanea capitoline, in una rilettura ideale della cultura artistica di Roma, una città ipercentrica, seppur multiculturale, nella quale, nei decenni, si sono andate sedimentando diversità e univocità non sempre o non solo in conflitto fra di loro. Proprio come nella specificità cronologica individuata che, lungo il Novecento, si svolge fra Modernità e Tradizione, da Ernesto Nathan, Sindaco di Roma (1907-1913) di dichiarata ispirazione mazziniana negli anni di complessa gestione della capitale, fino al decennio dei grandi movimenti di massa e della rivoluzione artistica e culturale ormai universalmente identificata col nome dell'anno in cui si manifestò in maniera più preponderante: il Sessantotto.
La mostra si muove quindi su di un tracciato storicizzato, con il preciso obiettivo di immergere le opere d'arte selezionate nel contesto geo-artistico, temporale e sociale in cui sono state create. Con in primo piano la città, quindi, la sua storia e i suoi luoghi, nelle dissimili ramificazioni territoriali, dal centro alla periferia e viceversa. Ma anche i suoi stili artistici, nei diversi periodi che si sono andati affiancando oppure sovrapponendo e sostituendo, in un avanzamento artistico e intellettuale che ha fatto di Roma il perno della cultura nazionale e internazionale del Novecento, molte volte anticipando temi e stili rispetto ad altri capoluoghi italiani così come per altre capitali europee.

In mostra opere che riproducono paesaggi e figure con valenze simboliste e decadenti realizzate tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del XX secolo (Duilio Cambellotti, Onorato Carlandi, Nino Costa, Adolfo De Carolis, Camillo Innocenti, Auguste Rodin, Adolf Wildt, Ettore Ximenes, ecc.). Si tratta di opere che anticipano quella voglia di rinnovamento e modernità fondamentale per il lavoro degli esponenti della Secessione romana negli anni Dieci (Felice Carena, Nicola D’Antino, Arturo Dazzi, Arturo Noci ecc.), così come per il gruppo dei futuristi e degli aeropittori degli anni Venti e Trenta (Benedetta Cappa Marinetti, Tullio Crali, Sante Monachesi, Enrico Prampolini, Tato, ecc.).
Una parte sostanziale della mostra è dedicata a quella tendenza artistica, per così dire, di “recupero”, spesso teorico oltre che concettuale, dell’antico e della tradizione dell’arte italiana che caratterizza, seppur con distinguo, le molteplici correnti artistiche degli anni Venti-Trenta, dal Tonalismo al Realismo Magico, dalla Metafisica, al Primitivismo, tramite le quali gli artisti “guardano” Roma con un nuovo seppur “antico” sguardo (Giacomo Balla, Giuseppe Capogrossi, Felice Casorati, Emanuele Cavalli, Giorgio de Chirico, Achille Funi, Franco Gentilini, Arturo Martini, Roberto Melli, Fausto Pirandello, Mario Sironi, ecc.).
Si prosegue con l’approfondimento della Scuola Romana che offre una notevole rosa di capolavori dell’arte italiana del Novecento con focus sulle demolizioni che hanno caratterizzato Roma nella distruzione/ricostruzione del centro città e il conseguente, dissennato, sviluppo delle periferie (Afro, Mario Mafai, Scipione, ecc.), per immettersi nella fase della figurazione e dell’astrazione – il segno – che ha caratterizzato la cultura post-bellica degli anni Quaranta, Cinquanta e primi Sessanta (Renato Guttuso, Leoncillo, Carlo Levi, Gastone Novelli, Achille Perilli, Giulio Turcato, Lorenzo Vespignani, Alberto Ziveri, ecc.). A chiusura, intesa però come apertura verso un’“altra” Roma, i riscontri urbani della Pop Art romana e delle sperimentazioni concettuali della seconda metà degli anni Sessanta che hanno definitivamente dilatato il centro dell’arte e del pensiero artistico di Roma, da Roma oltre la stessa città, per un afflato internazionale (Franco Angeli, Mario Ceroli, Tano Festa, Mario Schifano, Pino Pascali, Luca Maria Patella, Mimmo Rotella, ecc.).

Anche l’'allestimento della mostra, che coinvolge tutto il museo, è stato pensato tenendo presente il nesso tra i diversi ambienti artistici, tra luoghi temporali e iconografici contigui, al fine di rappresentare la vivace e intensa vita artistica della Capitale. A tal fine anche i tradizionali apparati didattici sono affiancati, in ciascuna sezione, da strumenti multimediali realizzati in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Roma e l’Istituto Luce. Attraverso l’individuazione di tre concetti chiave – Architettura e urbanistica / Società/ Arte – sarà consentito visualizzare insieme immagini e brevi testi scientifici utili a dimostrare le stringenti relazioni fra, appunto, la città, il suo sviluppo e le arti.

In occasione della mostra saranno anche organizzate (maggio-ottobre 2018) una serie di iniziative culturali – incontri, letture, presentazioni, proiezioni, serate musicali e a tema – atte a rafforzare la forza dirompente dell’arte e del pensiero culturale a Roma nei suoi “primi” sette decenni della sua evoluzione.

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Organizzazione Zètema Progetto Cultura.

Immagine a corredo: Tullio Crali - Vita Orizzonatale, 1938 - Olio su Compensato


Costo: Biglietto di ingresso alla Galleria d’Arte Moderna: 7,50 €  intero e 6,50 €  ridotto, per i non residenti;  6,5€  intero e di  5,50  € ridotto, per i residenti; gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente.
Informazioni: 060608 - www.galleriaartemodernaroma.it
Indirizzo: via Francesco Crispi,  24 -  Roma
Sito di riferimento: www.galleriaartemoderna.it
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"TURNER. Opere della Tate"
A cura di David Blayney Brown

CHIOSTRO DEL BRAMANTE - Roma


 dal 22 marzo al 26 agosto 2018 , orario dal lun. al ven. 10.00 – 20.00_ sab. e dom. 10.00 – 21.00/La biglietteria mostre chiude una ora prima.

In collaborazione con la Tate di Londra



TURNER.Opere della Tate, una grande esposizione monografica dedicata a uno dei massimi esponenti della pittura inglese: Joseph Mallord William Turner. La mostra, curata da David Blayney Brown, Manton Curator of British Art 1790–1850, segna l’inizio di un’importante collaborazione tra la Tate di Londra e Chiostro del Bramante e sarà un’occasione unica per ammirare alcuni tra i lavori più importanti dell’intero percorso artistico del celebre pittore inglese, assente da oltre 50 anni dalle programmazioni dei musei romani e da 12 anni dai musei italiani. Una collezione unica composta da 92 opere, tra acquerelli, disegni, album, oltre a una selezione di olii, per la prima volta esposte insieme in Italia. Le opere sono state selezionate dal vastissimo lascito che comprende circa 30.000 lavori cartacei, 300 olii e 280 album da disegno, conosciuto come “Turner Bequest”, donato alla Gran Bretagna cinque anni dopo la morte dell’artista nel 1851 e conservato per la maggior parte presso la Tate. Il lascito comprende l’intero corpus di opere custodite presso lo studio personale dell’artista e realizzate nel corso degli anni per il “proprio diletto” secondo la bella espressione del critico John Ruskin.
Un piacere estetico e visivo in cui i ricordi di viaggi, le emozioni e i frammenti di paesaggi visti durante i suoi lunghi soggiorni all’estero, sono il mezzo per raccontare l’evoluzione del linguaggio stilistico di Turner e la sua incessante ricerca poetica, volta a sperimentare le potenzialità espressive della luce e del colore. La mostra ci permette quindi di esaminare l’intera produzione artistica di Turner e rivela come, da disegnatore di soggetti topografici e architettonici, abbia sviluppato man mano uno stile estremamente personale, includendo nelle sue opere una straordinaria gamma di nuovi elementi iconografici e stilistici basandosi su una raffinata predilezione per la luce, il colore e gli effetti atmosferici. La mostra al Chiostro del Bramante - suddivisa in sei sezioni tematiche - pone l’accento sull’importanza che gli acquerelli ebbero per la definizione dello stile di Turner, dimostrando come le sue ricerche espressive abbiano di fatto precorso l’arte degli impressionisti. Il carattere intimo e personale delle opere esposte in mostra sarà anche l’occasione per indagare l’uomo oltre che l’artista e per comprendere i radicali sviluppi dello stile di Turner che, di fatto, anticiparono le tendenze stilistiche della fine del XIX secolo. Dalla sua predilezione per le città marinare al suo interesse per la riproduzione di paesaggi atmosferici inglesi o alpini, fino allo studio dettagliato degli interni domestici o dei rilievi architettonici. Memore dei suoi numerosi viaggi, molti dei quali in Italia, e animato da un forte spirito innovativo, l’artista si dedicò incessantemente a sperimentare, soprattutto negli acquerelli, una libertà compositiva e stilistica e un uso dei colori innovativo e sorprendente, che portarono i suoi contemporanei a pensare che Turner “fosse solito di dipingere con gli occhi, con il naso oltre che con le mani”.

Completa il progetto un’installazione immersiva ideata da Fabien Iliou, videoartista francese, che ispirandosi al lavoro di Turner ha creato un video mapping a 360° attraverso cui il visitatore viene trasportato all’interno del mondo dell’artista e nelle atmosfere dell’Inghilterra di quegli anni. L’innovazione tecnologica per raccontare l’opera di Turner, che ha sempre sperimentato con luce e colore, tanto da anticipare ed essere punto di riferimento per la storia dell’arte contemporanea; un video in movimento, con una musica originale creata dal sound designer e produttore musicale Paky Di Maio. La mostra del Chiostro del Bramante è un viaggio di approfondimento storico-artistico sull’influenza di Turner e, grazie a questo progetto, diviene un’esperienza dei sensi.

Un percorso dedicato specificatamente al pubblico, che, come in occasione delle mostre precedenti, sottolinea la vocazione sperimentale e l’attenzione del Chiostro del Bramante per il coinvolgimento del visitatore.

Catalogo: Skira Editore

Costo: Biglietto intero  13 € (audio guida inclusa) - biglietto ridotto  11 € (audio guida inclusa) per specifiche riduzioni, visita il sito.
Informazioni: hastag ufficiale #enjoychiostro - +39 06 68809035 (Lunedì – Venerdì 10.00 / 17.00) numero attivo dal 4 settembre sino a fine mostra. - La Caffetteria Bistrot, il Bookshop e il Chiostro hanno ingresso libero indipendentemente dalle mostre
Indirizzo: Via Arco della Pace 5 - Roma
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"TRAIANO Costruire l’Impero, creare l’Europa"
ideata da Claudio Parisi Presicce
 a cura di Marina Milella, Simone Pastor e Lucrezia Ungaro

L’optimus princeps che portò l’impero romano alla sua massima estensione celebrato a 1900 anni dalla morte ai Mercati di Traiano

MERCATI DI TRAIANO MUSEO DEI FORI IMPERIALI - Roma
dal 29 novembre 2017 al 16 settembre 2018. Orario: tutti  i giorni 9.30 - 19.30_ 24 e 31 dicembre ore 9.30-14.00 - Giorni di chiusura: 1 Gennaio, 1 Maggio, 25 dicembre
L’esposizione è promossa e prodotta da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

Cosa significa costruire un Impero? E in che relazione sta l’Impero Romano con l’Europa attuale?
Politica, economia, welfare, conquiste militari ottenute senza esclusione di colpi; inclusione di popolazioni diverse sotto un unico Stato che governa con leggi che ancora oggi sono alla base della giurisprudenza moderna; la buona amministrazione, influenzata anche da donne capaci, “first ladies” autorevoli; campagne di comunicazione e capacità di persuasione per ottenere il consenso popolare attraverso opere di pubblica utilità, “magnificentia publica” e lusso privato, ma discreto.
Non è la trama di una fiction, né il programma di qualche politico, ma la traccia della mostra Traiano. Costruire l’Impero, creare l’Europa, ideata da Claudio Parisi Presicce e a cura di Marina Milella, Simone Pastor e Lucrezia Ungaro per celebrare la ricorrenza dei 1900 anni dalla morte dell’imperatore che ha portato l’Impero alla sua massima espansione.

I reperti archeologici provengono da musei della Sovrintendenza Capitolina (Musei Capitolini, Centrale Montemartini, Museo della Civiltà Romana, Museo di Roma a Palazzo Braschi, Antiquarium del Celio, Teatro di Marcello), da molti musei e spazi archeologici italiani (Museo Nazionale Romano presso le Terme di Diocleziano e presso Palazzo MassimoMuseo Ostiense a Ostia Antica, Antiquarium della Villa dei Volusii a Lucus Feroniae, Antiquarium di Villa Adriana a Tivoli, Antiquarium Comunale "Villa di Traiano” di Arcinazzo Romano; Museo Correale di Terranova a Sorrento) e alcuni importanti musei stranieri (Musei VaticaniPergamon Museum a Berlino; Museum het Valkhof di Nijmegen; Museo Nazionale di Storia della Romania, Bucarest; Museo Nazionale di Arte romana di Merida, Gliptoteca di Monaco di Baviera).



Ancora, è ospitata presso la via Biberatica anche Columna mutãtio – LA SPIRALE”, un’installazione monumentale di arte contemporanea, ideata dall’artista Luminiţa Țăranu, che racconta la “mutazione” di significato della Colonna di Traiano nel volgersi della storia.
Il messaggio che l’artista, romena di nascita e italiana di adozione, intende trasmettere, è la “mutazione” di significato che avviene nel volgersi della storia: nata per celebrare la conquista della Dacia da parte dei Romani, la Colonna Traiana è diventata nel tempo il simbolo dell’inscindibile legame storico tra l’Italia e la Romania; se nel passato evocava le due guerre portate dall’Imperatore contro Decebalo, il Re dei Daci, oggi il capolavoro romano è anche testimonianza visiva dell’origine del popolo romeno.
Esempio di come la ricerca contemporanea interagisce con l’archeologia e con la memoria, l’installazione che l’artista propone al pubblico intende rinforzare il filo connettivo tra l’antico e il contemporaneo. L’opera, infatti, ha un’impostazione orizzontale come allusione al reperto archeologico quale oggetto musealizzato, metafora del concetto secondo il quale la storia scorre in orizzontale.
Dopo la mostra a Roma, l’installazione “Columna mutãtio – LA SPIRALE” sarà esposta in uno dei prestigiosi musei di Bucarest, in occasione alla festa del centenario dell’Unità Nazionale della Romania, nell’autunno del 2018.



TRAIANO, imperatore costruttore
La mostra sarà caratterizzata dal racconto della vita “eccezionale” di un uomo “ordinario”, significativamente racchiusa in un “titolo” coniato per lui, optimus princeps, ovvero il migliore tra gli imperatori. Colui che seppe riportare gioia tra i romani! come ricordato dallo storico Plinio il Giovane, suo contemporaneo Traiano ci ha ordinato di essere felici e noi lo saremo.
Ma cos’ha fatto di così diverso e innovativo Traiano per meritare un tale consenso incondizionato dall’esercito, dal senato e soprattutto dalle più disparate popolazioni dell’Impero?
Primo imperatore non romano di nascita bensì ispanico, non appartenente ad alcuna dinastia imperiale, ma di ottima famiglia – Ulpia – Marco Ulpio Traiano segue le orme del padre naturale e percorre velocemente i gradi della carriera militare, dimostrando doti di stratega e combattente sul campo a fianco dei suoi uomini, dei quali guadagna così il consenso e la fedeltà assolute. Non solo per questo l’imperatore Nerva lo “adotta” come successore, ma anche perché ne percepisce la capacità di affrontare anche i temi spinosi delle riforme sociali ed economiche di cui l’Impero ha urgente bisogno: lo nomina mentre lui si trova in Germania, lontano dalla capitale che non ha mai visitato.

Una mostra immersiva grazie alle nuove tecnologie e allo storytelling, protagonisti anch’essi dell’allestimento e dei contenuti. I visitatori si troveranno immersi nel mondo di Traiano. L’ imperatore, o meglio il suo fantasma, impersonato da un attore, introdurrà alla vita dell’optimus princeps. Profumi, petali e il rumore della folla daranno al visitatore le stesse sensazioni che il popolo di Roma provava durante un trionfo; stele di soldati si animeranno per mostrare gli affanni del vivere e del morire dei legionari impegnati nelle guerre di conquista di Traiano; si ascolteranno la descrizione dei nemici di Roma, i barbari - antagonisti prima, protagonisti poi delle sorti dell’impero - e le voci delle donne della famiglia reale, impegnate nel sociale e imprenditrici. E, ancora, grazie alla realtà aumentata e a video immersivi rivivranno i monumenti traianei e il fuoco delle fiamme da cui Traiano venne salvato per intercessione di Gregorio Magno.
La mostra si avvarrà anche delle installazioni multimediali e interattive che sono state realizzate grazie alle collaborazioni che la Sovrintendenza Capitolina ha attivato, a scopi di ricerca, studio e divulgazione con la Duke University, Department of Classical Studies, Dig@Lab, con il coordinamento scientifico di M. Forte, la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando (Madrid, Spagna), Laboratorio de Humanidades Digitales con il coordinamento di J. M. Luzon,  la Divisione ICT del Dipartimento di Tecnologie Energetiche dell’ENEA nell’ambito del progetto CO.B.R.A. (COnservazione dei Beni culturali, con l’applicazione di Radiazioni e di tecnologie Abilitanti), responsabile A. Quintiliani.

Catalogo: De Luca Editori d’Arte

Costo: Biglietto integrato Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali + Mostra per i non residenti a Roma: 15 € intero; 13 €  ridotto - per i residenti a Roma: 13 € intero;  11 € ridotto - Biglietto ridottissimo 2 €
Indirizzo: via Quattro Novembre 94 - 00187 Roma
Informazioni: Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 - 19.00)
Sito di riferimento: www.mercatiditraiano.it 
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