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martedì 20 aprile 2021

KIROSEGNALIAMO dal 20 al 26 aprile 2021

   K-news 


Kiri, continuano per questa stagione 2020-2021, le KIROSEGNALAZIONI di KIROLANDIA blog di cooperazione dell'omonima corrente culturale. Ogni settimana, sulla base delle tantissime proposte giunte in redazione, selezioniamo per voi alcuni eventi da seguire a Roma con un veloce sguardo in streaming e fuori porta.
Potete inviarci i vostri Comunicati Stampa ad una delle nostre email kiroalndia@gmail.com - info@kirolandia.com. Scriveteci e raccontateci delle vostre iniziative.
 
Vi ricordiamo che i suggerimenti di Kirolandia sono tripli!!!
Non solo qui nel blog ma anche attraverso le KIROSOCIALNEWS, lanci direttamente dai nostri social: Facebook, Twitter e Linkedin. Non appena ripartirà la trasmissione radiofonica, "#doyoudream kirolandia on air" su Radio Godot, riprenderà anche la diffusione del KIROEVENTO DA SOGNO della settimana!
Seguite sempre gli hastag #kirosegnalazioni #kirosocialnews #kiroventodasogno e scoprirete i selezionatissimi suggerimenti dei Kiri di Kirolandia!
 
Dunque per sognare con voi...
 
LIBRI
 
NOVITÁ
 
TITOLO
 
VIRITÀ
FEMMINILE SINGOLARE – PLURALE
di
GIUSY SCIACCA
 
DOVE
 IN LIBRERIA E NEGLI STORE ONLINE

 

DETTAGLI
Da venerdì 16 aprile è disponibile in libreria e negli store online“Virità, femminile singolare-plurale” di Giusy Sciacca pubblicato da EdizioniKalós. Il libro è un percorso di ricercadalla Sicilia verso l’universalità della storia mediterranea attraverso la narrazione del femminile.
Per questo “Virità, femminile singolare-plurale”non è rivolto solo alle donne o solo ai siciliani, ma va oltre i confini regionali. Nei racconti delle protagoniste - da Aretusa, Santa Lucia, Cleopatra di Sicilia, Damarete di Agrigento a Peppa la Cannoniera e a molte altre più e meno note - si leggerà della storia e del patrimonio culturale che appartengono all’Italia intera e oltre.
 
“Virità, femminile singolare-plurale”è un viaggio per tutti attraverso la stratificazione storica della Sicilia,ma è anche un ardito esperimento. Lo è anche a livello linguistico per cercare di rendere in una forma moderna l’anima delledonnenel rispetto del loro contesto di appartenenza.Da un racconto all’altro si parla in greco, latino, arabo, ebraico fino all’arbëreshe e si respirano ancora altre lingue come lo spagnolo e il francese. O in un siciliano impregnato di suoni e parole di origine lontana.
 
«Il titolo e il sottotitolo racchiudono tutto il senso di questo progetto: un termine siciliano femminile singolare e plurale. Niente di più chiaro. La stessa virità può essere parziale, relativa. Appartiene a una e a molte, ognuna è certa di averne almeno una» - spiega l'autrice- «Siano state esse regnanti, nobili o schiave e popolane, criminali o eretiche, donne di scienza e artiste, hanno vissuto da protagoniste più di quanto spesso la storia o la letteratura abbia reso loro merito perché viziate da misoginia atavica, di frequente tanto interiorizzata da non essere percepita. A queste si aggiungono le nostre sante e le ninfe dalle quali spesso i riti religiosi provengono».
 
Questo volume non ha il solo proposito di ricordare queste donne, ma si propone una sfida audace. Vuole dare loro voce una volta per tutte.Non una catalogazionedunque, ma racconti intimi ed emozioni autentiche, o plausibili, narrate in prima persona. La coscienza delle donne, siciliane e non, è qui.«Delle protagoniste ho cercato di interpretare il sentire, ciò che non hanno detto o non è stato sufficientemente ascoltato. Non hanno mai parlato così o non era stato permesso loro di parlare in alcuni precisi momenti. Adesso, sì.», conclude la scrittrice.
 
Qual è la verità? Domanda sbagliata. La verità non è mai solo singolare, ma di certo è femminile.
Così le protagoniste di questi venti racconti, stanche di essere spesso dimenticate o travisate, prendono la parola per narrare loro la storia e spiegare al lettore la propria versione dei fatti. Alcune abitano sull’Isola dai tempi del mito, altre sono partite per poi ritornare, altre ancora sono arrivate in epoche più moderne, fino a giungere agli albori del Novecento. Sono dee, artiste, nobildonne, talvolta sante, ma anche rivoluzionarie, eretiche, scienziate. In una parola, donne. E non aspettano altro che essere ascoltate. Il volume – che è il risultato dell’intreccio di queste singole voci, scelte e filtrate dalla scrittura dell’autrice – diventa così plurale. Come la parola virità, femminile singolare-plurale.
 
 
BIOGRAFIA AUTRICE
Giusy Sciacca, nata a Lentini, vive tra Roma e Siracusa. È controllora del traffico aereo, autrice di racconti, romanzi e testi teatrali. Scrive di libri per diverse testate giornalistiche – «La Sicilia», «SicilyMag» e «La Voce di New York» – e ha fondato il blog Parola di Sikula, dedicato ai libri e alla cultura. È inoltre ideatrice e curatrice del Premio Nazionale di Poesia Sonetto d’Argento Jacopo da Lentini.
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PROSEGUE
 
TITOLO
“RAISTEREONOTTE - IL LIBRO”
Iacobelli Editore
A cura di Giampiero Vigorito
con la partecipazione dei conduttori di Raistereonotte
Prefazione di Carlo Massarini
La nuova ristampa
 
DOVE
Nelle librerie e online 


DETTAGLI
A distanza di quattro mesi dalla prima edizione pubblicata nel mese di dicembre e fin dagli inizi del 2021 in testa alle classifiche di settore dei maggiori store digitali (tra cui IBS, Amazon, Mondadori, Feltrinelli e Libraccio), da lunedì 12 aprile torna nelle migliori librerie e negli store digitali “Raistereonotte – Il libro” (Iacobelli Editore, 2020), a cura del giornalista Giampiero Vigorito e con la partecipazione dei conduttori della trasmissione radiofonica in onda sulle frequenze Rai dal 1982 al 1995.
Tre edizioni, circa 4000 copie vendute: questo libro racconta la storia della celebre trasmissione radiofonica che ha segnato più di un decennio nell’evoluzione della stereofonia in Italia tuttora costituisce un punto di riferimento per intere generazioni di ascoltatori che non hanno mai dimenticato il nome di quella radio accesa nel cuore della notte.
Dopo il successo della prima edizione, esaurita sulle piattaforme online nei primi dieci giorni, il libro (320 pagine, 20 euro) ha nuovamente superato le aspettative nella versione distribuita a febbraio e giunge in primavera a una nuova ristampa accompagnato dal forte sostegno di una comunità virtuale che sul gruppo Facebook ha quasi sfiorato i diecimila iscritti.
Con la prefazione di Carlo Massarini, la storia del programma, nato molto prima dell’avvento dei social network, viene ricostruita grazie alle testimonianze condivise dai conduttori che si sono alternati per 14 anni ai microfoni degli studi di registrazione in via Po a Roma.
Allora come oggi, hanno partecipato raccontando nel libro un aneddoto personale e i retroscena più curiosi di quegli anni le voci storiche del programma: Ernesto AssanteStefano BonaguraMarco BoccittoGiuseppe CarboniAlberto Castelli, Luciano Ceri, Marco Cestoni, Massimo Cotto, Carlo De Blasio, Teresa De Santis, Patrizia De Rossi, Emiliano Li Castro, Felice Liperi, Stefano Mannucci, Massimo Mapelli, Max Prestia, Alex Righi, Enrico Sisti, Fabrizio Stramacci e Ida Tiberio.
Da Renzo Arbore a Claudio Baglioni, da Ligabue a Fiorella Mannoia, più di 40 firme “eccellenti” provenienti dalla musica, dall’editoria, dalla tv e dalla radio hanno inoltre voluto prendere parte al progetto per rievocare sulla carta il ricordo di un programma “entrato davvero attraverso la porta principale dell’immaginario collettivo – dice il curatore Giampiero Vigorito – e che ha scavato un solco nel cuore di quelle creature della notte che hanno dedicato alla musica le ore che li accompagnavano nello studio, nel lavoro, negli impegni notturni facendo delle loro notti una dimensione dell’anima”.
Ad arricchire il libro, corredato da un inserto a colori di 32 pagine, un centinaio di commenti degli ascoltatori che hanno supportato il progetto editoriale di Raistereonotte sin dalla genesi maturata nei mesi del primo lockdown condividendo attraverso la community i ricordi di una trasmissione che rimane dopo quarant’anni una intramontabile trasmissione di culto.
 
BIOGRAFIA AUTORE
Giampiero Vigorito inizia la sua carriera giornalistica nel 1977. Dal 1983 al 1994, ha condotto RaiStereonotte. Nel 1981 è stato coautore per L’Enciclopedia del Rock di Teti Editore, ha pubblicato il libro Genesis con la Gammalibri nel 1982 e ha collaborato a La Grande Enciclopedia di Rockstar del 1987. Dal 1994 al 2001 ha diretto il mensile musicale Rockstar. In televisione è stato ospite di Quelli della Notte e ha collaborato ai testi per i programmi di Renzo Arbore DOC Offerta Speciale Internatio­nal DOC Club. Dal 2001 ha presentato diverse trasmissioni sulle tre reti radiofoniche della Rai. Nel 2008 ha pubblicato per la Coniglio Editore il libro Burt Bacharach - The Book of Love. Nel 2014 ha curato il libro Xena Tango - Le Strade del Tango da Genova a Buenos Aires all’interno di un progetto musicale realizzato da Roberta Alloisio e il premio Oscar Luis Bacalov. Dal 2013 è docente del Master in Critica Giornalistica dell’Accademia d’Arte Drammatica di Roma.
 
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PROSEGUE
 
TITOLO
“Asilo Teatrale degli Appennini – Un sistema teatrale integrato nel cuore delle Marche”
di  Arianna Morganti

 
DETTAGLI
È in uscita il libro “Asilo Teatrale degli Appennini – Un sistema teatrale integrato nel cuore delle Marche”, scritto dalla apecchiese Arianna Morganti con i contributi e le conclusioni di Nicola Nicchi.
Il testo si fa portavoce di un progetto che nasce nel 2015 e che prende forma nel percorso di ricerca iniziato dall’autrice all’interno del Master in PerformingArts Management organizzato dall’Accademia Teatro alla Scala.
Da un lavoro di tipo didattico conclusosi 5 anni fa, attraverso una necessaria revisione, si è arrivati a un testo vero e proprio che si presenta ai lettori come un manuale in cui si perseguono due principali obiettivi: diffondere i tratti distintivi e gli esiti del progetto “Asilo Teatrale degli Appennini” e della sua prima messa in pratica, e proporre sistemi integrati di teatro da applicare e sviluppare in territori del tutto specifici, ovvero quelli delle aree interne del basso appennino pesarese-anconetano al fine di contribuire al relativo sviluppo comunitario, culturale ed economico.
La volontà di proporre un progetto culturale ad hoc per queste terre è stata dettata dalla profonda consapevolezza di AriannaMorganti e Nicola Nicchi, da sempre attivi nel mondo dell’arte e dello spettacolo, del ruolo del teatro all’interno della comunità. L’obiettivo che li ha spinti ad intraprendere tale percorso è quello di portare il teatro dove non c’è, in quelle zone di confine, fatte di piccoli paesi silenziosi e di terre feconde da coltivare con grazia e dedizione, per renderle luoghi ideali per una nuova idea di accoglienza e impresa culturale. Sebbene il comune di Apecchio sia quello in cui ad oggi il progetto si concentra, la pubblicazione si rivolge soprattutto a quei paesi vicini e simili, per natura e per caratteristiche, alla realtà apecchiese. I nove comuni facenti parte delle aree interne del basso appennino pesarese-anconetano (Acqualagna, Apecchio, Cagli, Cantiano, Piobbico, Frontone, Serra Sant’Abbondio, Arcevia, Sassoferrato), infatti, sono presenti nel manuale e descritti come principali attori del sistema integrato che l’autrice propone.
Un manuale rivolto gli addetti ai lavori, gli operatori culturali e gli organizzatori teatrali, e non solo. Il libro parla anche agli amanti e agli appassionati del teatro e dello spettacolo in senso ampio, oltre che ai giovani che ben presto si troveranno davanti ad un sistema culturale da ristrutturare e innovare. Il fine dell’autrice è quello di contribuire, anche solo simbolicamente, ad un ripensamento culturale necessario alla ripartenza di un settore tendenzialmente poco presente all’interno dei progetti volti allo sviluppo e all’innovazione territoriale.
Fare della nostra terra di confine e dei suoi meravigliosi borghi storici il luogo ideale per una
nuova idea di accoglienza e di impresa culturale. Un asilo appunto, capace di donare protezione, ascolto e libertà d’azione a tutti coloro che qui o altrove non ne hanno”.
 
BIOGRAFIE AUTORI
Arianna Morganti nasce a Urbino il 26 giugno 1995. A 14 anni si trasferisce prima a Pavia e poi a Siena per studiare danza classica. Nel 2014 ottiene il diploma accademico presso il Centro di Formazione Professionale delle Arti Coreutiche Ateneo della danza di Siena. Nel 2015 accede al Master in PerformingArts Management organizzato dall’Accademia del Teatro alla Scala in collaborazione con MIP Politecnico di Milano e con il Piccolo Teatro di Milano, al termine del quale svolge un tirocinio presso l’ufficio di Direzione della Produzione del Teatro alla Scala. Nel 2016 collabora con l’ufficio di produzione di Ravenna Festival e lavora, fino al 2018, presso la Fondazione Musica Insieme di Bologna. Dal 2019 collabora come responsabile organizzativa alla rassegna di musica da camera “La musica senza barriere” promossa dall’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini diretta da Riccardo Muti. Attualmente è una laureanda del corso di laurea in “Progettazione e Gestione di Eventi e Imprese dell’Arte e dello Spettacolo” dell’Università degli Studi di Firenze.
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Nicola Nicchi nasce a Urbino nel 1984, si diploma come attore presso l’Accademia Nazionaled’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma nel 2007, sotto la guida di grandi maestri come Mario Ferrero e Luca Ronconi. Da allora lavora stabilmente con alcuni dei più importanti teatri italiani (Teatro Nazionale di Torino, Teatro Eliseo di Roma, Politeama Genovese e Teatro Due di Parma).
Agli impegni teatrali alterna importanti partecipazioni a progetti per il cinema e la televisione.
Nel 2016 fonda l’associazione Asilo Teatrale degli Appennini con la quale cura la direzioneartistica del Teatro Perugini di Apecchio.
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ARTE
 
NOVITÁ
 
TITOLO
SAFARI
La Mostra
Stefania Catenacci, Duminda, Micaela Giuseppone, Flaviana Pesce, Daniela Poduti Riganelli, Maria Teresa Protettì, Fabio Santoro e Renata Solimini.
curata da Tiziano M. Todi
 
DOVE
Dal 21 aprile 2021 alla Galleria Vittoria - Roma

 
DETTAGLI
Il 21 aprile 2021 la Galleria Vittoria presenta la mostra “Safari” con il patrocinio di Regione Lazio,
Roma Capitale- Assessorato alla Crescita culturale e Rai per il Sociale. Assecondando il significato della parola “safara” di origine araba, il progetto invita il fruitore a compiere un viaggio attorno al mondo attraverso le specie animali.
“Safari”, realizzata in occasione della giornata della Terra che si celebra il 22 aprile e curata da Tiziano M. Todi, mette in luce il problema dell’estinzione delle specie animali a causa del cambiamento climatico, attraverso un’esposizione che vede coinvolti 8 artisti: Stefania Catenacci, Duminda, Micaela Giuseppone, Flaviana Pesce, Daniela Poduti Riganelli, Maria Teresa Protettì, Fabio Santoro e Renata Solimini.
 
In un sistema equilibrato, il fenomeno naturale dell’estinzione di una specie è un evento ecologico molto lento, la scomparsa di una specie, infatti, viene poi compensata dalla comparsa di un’altra. Negli ultimi 150 anni però, l’equilibrio è stato stravolto, molte specie sono scomparse e altre rischiano l’estinzione a causa delle pressioni dell’uomo sull’ecosistema, annullando di fatto la naturalezza del fenomeno stesso.
Secondo una ricerca dell’università dell’Arizona pubblicata sulle pagine di Proceedings of the National Academy of Sciences, se gli accordi di Parigi non sortiranno l’effetto sperato, entro il 2070 la Terra perderà più di un terzo delle specie animali e vegetali1.
 
Animali come l’elefante, il pinguino o la tigre rappresentano un importante valore ecologico da preservare.
La Galleria Vittoria, sempre attenta ai processi sociali e culturali, ha deciso di dedicare “Safari” alla Terra e a tutte le specie che la abitano, salvaguardandoli e omaggiandoli attraverso l’arte.
L’interesse perseguito intende sensibilizzare il pubblico su un tema particolarmente delicato e caro alle generazioni presenti e future, dando vita ad una mostra fondata su criteri individuati dal curatore: le specie animali raffigurate sono, infatti, il frutto di una selezione condotta in ambito progettuale e riprodotte esclusivamente su tele tonde dello stesso formato, ricorrendo anche alla pittura fosforescente.
La mostra è presentata dai testi di Lodovica Bartoli, Rita Catalino, Tiziana Todi e Elisabetta Trinca.
 
ALTRE INFORMAZIONI
😊Ingresso Gratuito
Per visitare e prenotare la mostra contattare il numero 06.36001878
VISITA LA MOSTRA IN SICUREZZA.
Gli accessi allo spazio espositivo saranno contingentati per un massimo di 6 visitatori contemporaneamente ed è obbligatorio l’utilizzo della mascherina
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PROSEGUE
 
TITOLO
Garbatella IMAGES 2021
VISIONI
Una ricerca visiva attraverso il territorio e la storia del quartiere Garbatella
Il nuovo capitolo del progetto Garbatella IMAGES
Un lavoro site-specific e di produzione fotografica ad opera di 6 autrici/autori
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Ideazione e direzione artistica di Francesco Zizola
a cura di Sara Alberani e Francesco Rombaldi (YOGURT Magazine)
opere di: Mary Baldo, Luca Brunetti, Luigi Cecconi, Simone D’Angelo,
Federica Leone, Linda Pezzano
Federica Leone, Linda Pezzano
 
 
DOVE e QUANDO
dal 10 al 20 aprile 2021 - Quartiere Garbatella - Roma

 
DETTAGLI
10b Photography presenta il primo ciclo del progetto triennale Garbatella IMAGES, intitolato VISIONI, con la direzione artistica di Francesco Zizola e la curatela di Sara Alberani e Francesco Rombaldi (YOGURT Magazine).  Dal 10 al 20 aprile 2021, in mostra le opere fotografiche inedite di 6 autrici/autori e la loro pubblicazione fotografica (prima di 3). La mostra sarà allestita presso la galleria 10b photography e nei lotti 24, 29, 30 e 55L’intenzione è di favorire il lavoro site-specific, ovvero in stretta relazione con il quartiere Garbatella. Il progetto rappresenta il primo capitolo di un percorso che si svilupperà in tre anni e che affronterà le tematiche Visioni, Corpo e Spazio.
 
Il progetto, promosso da Roma Culture, è vincitore dell'Avviso Pubblico Contemporaneamente Roma 2020/2021/2022 curato dal Dipartimento Attività Culturali ed è realizzato in collaborazione con SIAE.
 
Il primo capitolo della ricerca triennale sul quartiere Garbatella, VISIONI, si concentra sull'immaginazione e sulle potenzialità creative del linguaggio fotografico in relazione allo storico quartiere romano, così carico di un suo immaginario legato al patrimonio storico, sociale, architettonico. Il territorio viene reinterpretato dalle fotografe/i selezionati – Mary Baldo, Luca Brunetti, Luigi Cecconi, Simone D’Angelo, Federica Leone, Linda Pezzano - attraverso i nuovi linguaggi della fotografia contemporanea, per un lavoro capace di riabitare lo spazio urbano della città-giardino, di catturare suggestioni invisibili o profondamente radicate, di costruire una realtà “altra”, filtrata dalle narrazioni collettive e personali degli autori e degli abitanti.
 
Il quartiere si destruttura in sei narrazioni che con la propria ricerca reinterpretano l'identità della zona, declinandola in una sorta di atlante immaginifico, e portando avanti sei diverse progettualità, indipendenti ma complementari. I temi di indagine spaziano dal lavoro sugli archivi fotografici personali degli abitanti, allo scenario notturno dei lotti, dalle storie femminili che ne hanno disegnato il carattere sociale, agli elementi marini che ne compongono la storia urbana, fino ad un lavoro site-specific di abitazione di un lotto per un periodo forzato e continuativo, in relazione all’impossibilità di movimento ai tempi del lockdown.
 
Visioni si pone come una riflessione complessa e alternativa di una realtà che negli ultimi mesi abbiamo imparato ad abitare con altri strumenti, in primis adoperando i dispositivi e i linguaggi digitali, in questo caso al servizio degli autori per spingere gli elementi caratterizzanti il quartiere un po’ più in là rispetto alla canonizzazione comune con cui li riconosciamo e tenere aperta la relazione tra realtà e interiorità.
La novità di questa edizione è rappresentata dalla collaborazione con Francesco Rombaldidirettore e curatore di YOGURT Magazine, rivista e network di cultura fotografica di stampo internazionale, che cura la selezione e la ricerca visiva degli autori, in dialogo costante con la 10b photography e la sua presenza sul territorio.
Le opere prodotte saranno visibili all’interno del quartiere in una mostra collettiva dal 10 al 20 aprile, curata da Sara Alberani, in collaborazione con Francesco Rombaldi e Francesco Zizola, sia dentro gli spazi della 10b Photography dal lunedì al sabato dalle 18.00 alle 20.00 previa prenotazione, che negli storici lotti del quartiere, concependo gli spazi degli stenditoi come elemento urbano collettivo ed espositivo.  
I lavori degli autori trovano spazio anche in un volume fotografico (primo di tre) che andrà a comporre una narrazione complessiva triennale su Visioni – Corpo – Spazio, a cura di Francesco Rombaldi in collaborazione con Sara Alberani e Francesco Zizola. Il volume sarà arricchito dal contributo artistico di un giovane e talentuoso illustratore, Mattia Ammirati, che firmerà la copertina della prima delle tre pubblicazioni.
 
Completa il programma una serie di visite guidate, aperte e gratuite su prenotazione, per condurre gli abitanti e un pubblico più vasto lungo il percorso della mostra e della sua pubblicazione.

 ALTRE INFORMAZIONI
Ingresso contingentato presso 10b Photography Via San Lorenzo da Brindisi, 10b, 00154 Roma
Ingresso libero nei lotti di Garbatella
LOTTO 24: ingresso da via Giustino De Jacobis 8A (di fronte trattoria Tanto pe' magnà)
LOTTO 29: ingresso da via Pasquale Tosi 3
LOTTO 30: ingresso da via Francesca Saveria Cabrini 5 oppure da via Antonio Rubino 13
LOTTO 55: ingresso da via Giovanni Ansaldo 12, oppure da Piazza Nicola Longobardi.
 
Visite guidate: Sabato 17 aprile  h. 12.00 e h. 16.00
Visite in galleria 10b Photography dal lunedì al sabato dalle 18.00 alle 20.00 previa prenotazione email
Prenotazione obbligatoria scrivendo a: info@10bphotography.com
social networks: Facebook: 10bphotography; Instagram: 10bphotography
tel. 067011853 e 0670306913 
 
 www.10bphotography.com
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PROSEGUE
 
TITOLO
"L’EREDITÀ DI CESARE E LA CONQUISTA DEL TEMPO"
I Fasti Capitolini, straordinari calendari incisi nel marmo, narrano la storia di Roma dalle sue origini agli albori dell’età imperiale grazie alla multimedialità

DOVE e QUANDO
Sala della Lupa - Musei Capitolini - Roma
Dall’8 febbraio al 31 dicembre 2021
Dal lunedì al venerdì ore 9.30-19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)


DETTAGLI
L’eredità di Cesare e la conquista del tempo è un progetto espositivo multimediale che racconta in maniera evocativa e coinvolgente le vicende e i protagonisti della storia di Roma antica attraverso i Fasti Capitolini.
Questi straordinari calendari incisi nel marmo, dalla metà del ’500, sono esposti su disegno di Michelangelo Buonarroti sulla parete di fondo della sala della Lupa, un tempo sala dei Fasti antichi, nell’appartamento dei Conservatori, parte del complesso dei Musei Capitolini.
Tra le righe scolpite nel marmo è narrata la storia di Roma che tutti studiano sui libri scolastici e, spesso, al visitatore frettoloso sfugge la menzione di personaggi universalmente noti, Romolo, Tarquinio il Superbo, Giulio Cesare, Augusto, al pari di famose battaglie e importanti conquiste.
 
L’iniziativa, promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è ideata e curata dalla Direzione Musei archeologici e storico-artistici. Organizzazione a cura di Zètema Progetto Cultura.
 
Attraverso il videomapping, la grafica e un commento sonoro, l’esposizione multimediale offre al pubblico gli strumenti per rintracciare sulla parete elementi che, seppure presenti all’interno del proprio bagaglio conoscitivo sulla storia di Roma, non ci si aspetta di ritrovare in quella sede e in quelle forme.
Le proiezioni avvengono direttamente sulla parete marmorea alternando il videomapping, che indica e sottolinea le parole e le frasi salienti nei calendari, a una videoproiezione classica che va a sovrapporsi alla parete stessa, quasi annullandola e trasformandola in uno schermo su cui narrare attraverso le immagini gli episodi appena rievocati dai nomi dei protagonisti evidenziati tramite il videomapping.
 
Una proposta innovativa e coinvolgente per scoprire e approfondire la storia di Roma, dalla sua fondazione (753 a.C.) alla fine dell’età repubblicana e agli albori dell’età imperiale (31 a.C.), grazie a una testimonianza storica e archeologica unica nel suo genere.
Il progetto costituirà la prima tappa di avvicinamento alla mostra “La Roma della Repubblica”, in programma nel corso del 2021 presso gli stessi Musei Capitolini. L’esposizione è concepita in continuità con “La Roma dei Re”, ospitata ai Musei Capitolini tra il 2018 e il 2019, come secondo episodio del ciclo “Il racconto dell'archeologia”.
 
ALTRE INFORMAZIONI
Musei Capitolini - Palazzo dei Conservatori - Sala della Lupa e dei Fasti antichi
Piazza del Campidoglio, 1 - Roma
 
L’accesso allo spazio espositivo che ospita il progetto è gratuito per i detentori del biglietto di accesso ai Musei Capitolini, per i detentori del biglietto delle esposizioni “Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi” presso Palazzo Caffarelli e “I marmi Torlonia - Collezionare capolavori” presso Villa Caffarelli e per i detentori della Mic Card.
 
Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 - 19.00)
www.museicapitolini.org; www.museiincomune.it
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PROSEGUE
 
TITOLO
mostra
JOSEF KOUDELKA
"RADICI"
Evidenza della storia, enigma della bellezza
 
DOVE e QUANDO
Museo dell'Ara Pacis - Roma
dal 1° febbraio al  16 maggio 2021


DETTAGLI
Tappa unica in Italia, la mostra documenta con oltre cento spettacolari immagini
lo straordinario viaggio fotografico di Koudelka alla ricerca delle radici della nostra storia nei più importanti siti archeologici del Mediterraneo
Le rovine non sono il passato,
sono il futuro che ci invita all’attenzione
e a godere del presente.
Josef Koudelka
Roma, 1° febbraio 2021 - L’anno 2021 si apre a Roma con la mostra “Josef Koudelka. Radici. Evidenza della storia, enigma della bellezza” presso il Museo dell'Ara Pacis. Promossa nella sua unica tappa italiana da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Contrasto e Magnum Photos, organizzata da Contrasto e Zètema Progetto Cultura, con la collaborazione di Villa Medici. Académie de France à Rome e Centro Ceco, l’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 16 maggio 2021.
Con oltre cento spettacolari immagini panoramiche, molte delle quali di grande formato, la mostra racconta e ripercorre lo straordinario viaggio fotografico di Josef Koudelka alla scoperta delle radici della nostra storia. Il lavoro presentato è il frutto di un progetto unico nel suo genere, durato trent’anni, e realizzato esplorando e ritraendo con tenacia e continuità alcuni dei più rappresentativi e importanti siti archeologici del Mediterraneo.
Gli straordinari scatti in bianco e nero presentati in mostra sono realizzati dal fotografo ceco tra Siria, Grecia, Turchia, Libano, Cipro (Nord e Sud), Israele, Giordania, Egitto, Libia, Tunisia, Algeria, Marocco, Portogallo, Spagna, Francia, Albania, Croazia e naturalmente Italia. Essi accompagnano il visitatore in una inedita e personalissima riflessione sull’antico, sul paesaggio, sulla bellezza che “suscita e nutre il pensiero”. I panorami senza tempo, ricchi di anima e fascino, caratterizzati da prospettive instabili, inaspettate, ambivalenti, ben rappresentano il lessico visuale e la cifra stilistica propri di Koudelka che, rifuggendo la semplice illustrazione e documentazione delle rovine, sceglie di dare respiro a ciò che resta delle vestigia delle antiche civiltà del Mediterraneo, rappresentandole in un’eterna tensione tra ciò che è visibile e ciò che resta nascosto, tra enigma ed evidenza.
Allestita nella cornice del Museo dell’Ara Pacis, a contatto diretto con le testimonianze monumentali della grande storia di Roma, la retrospettiva Radici vuol essere un eccezionale viaggio nell’opera di uno degli ultimi grandi maestri della fotografia moderna dedicatosi alla ricerca della bellezza caotica delle rovine e del paesaggio antico, trasformati dal tempo, dalla natura, dall’uomo. Le fotografie di Koudelka, esposte in stretto dialogo con uno dei monumenti più significativi della prima età imperiale, acquistano così, in questa speciale occasione, il valore unico, forte, di immagini memorabili, in un rapporto intenso di rimandi e di echi di una memoria che a Roma più che altrove diventa presente.
 
Le rovine fotografate da Koudelka sembravano l’allegoria di un’attualità di cui lui, con la sua arte, restituiva il senso nel nostro presente: sulle sponde del “mare comune” c’era tutta l’attualità della nascita dell’Europa, dei suoi valori fondanti, l’attualità dei rischi della loro morte. L’Europa delle rovine è quella in cui la mente fa dialogare la ragione e la fede, la libertà e la legge, quella di cui, per dirla con Jacques Berque, “portiamo dentro di noi le macerie ammucchiate e l’instancabile speranza”. (Bernard Latarjet)
 
La retrospettiva è accompagnata dal volume Radici pubblicato da Contrasto.
 
ALTRE INFORMAZIONI
Dal lunedì al venerdì, ore 9.30-19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)
💶Biglietto “solo Mostra”  11 € biglietto intero - 9 € biglietto ridotto
Info tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) www.arapacis.it; www.museiincomune.it; www.zetema.it
Promossa da: Roma Culture – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali; Contrasto; Magnum Photos
Organizzazione: Contrasto e Zètema Progetto Cultura
Con la collaborazione di: Villa Medici. Académie de France à Rome; Centro Ceco
Collaborazione alla didattica e alla comunicazione: Forma
Catalogo Radici, pubblicato da Contrasto
 
Immagine: Roma, Italia, 2000_© Josef Koudelka Magnum Photos
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IN STREAMING 
 
ARTE
 
NOVITÁ
 
TITOLO
ROMAISON: tornano gli appuntamenti online del progetto su archivi e produzione dei laboratori di Costume
I nuovi approfondimenti su costume, moda e cinema raccontati attraverso la creatività Made in Italy, con un accento speciale sul Natale di Roma
 
DOVE e QUANDO
Dal 21 aprile al 3 maggio, sui canali social di @romaisonproject 💻


DETTAGLI
Il calendario digitale di ROMAISON si arricchisce di nuovi approfondimenti inediti, dove i temi del costume e della moda intersecano il cinema, fino ad arrivare ai fenomeni più attuali delle serie on demand e del mondo virtuale dei videogiochi.
Il progetto, fortemente voluto e supportato dalla Sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura, è configurato come una piattaforma di ricerca, articolata in un palinsesto di podcast, video interviste, talk in diretta, disponibile sui canali ufficiali Facebook e Instagram @romaisonproject.
Il legame tra cinema e moda è uno dei tratti distintivi della nostra città: queste due dimensioni si contaminano a vicenda, dando vita a molte delle produzioni artigianali che rappresentano l’eccellenza del made in Italy nel mondo. Romaison ci apre le porte dei laboratori di Costume e degli atelier che lavorano con le grandi case cinematografiche: il nuovo calendario digitale di approfondimenti prende il via il 21 aprile, ricordando il mito della Capitale così come rappresentato nei film epici e fantasiosi, in occasione della ricorrenza speciale del Natale di Roma”, dichiara la Sindaca Virginia Raggi.
 
Le storie degli atelier e laboratori di costume romani sono il punto di partenza per offrire punti di vista sempre differenti sull’evoluzione della creatività Made in Italy. Ai contenuti fotografici e ai materiali di archivio si uniscono le testimonianze filmate e il dibattito con i protagonisti del settore: giornalisti, studiosi della moda e del costume, esperti di cultura digitale, game designer, influencer.
ROMAISON festeggerà il Natale di Roma con un racconto dedicato alla leggendaria nascita della città nelle sue trasposizioni cinematografiche più celebri: un incipit che disegna anche la matrice storica del costume a Roma.
Il focus sui laboratori è dedicato all’accessorio: dai gioielli alle scarpe, elementi di stile indispensabili alla narrazione visiva e al design del personaggio. I podcast ripercorreranno le storie di Rancati, che da oltre un secolo realizza buffetteria, accessori e attrezzeria scenica per lo spettacolo, e Pierantoni, realtà più giovane del mondo del costume, che negli ultimi dieci anni si è specializzata proprio nelle calzature. Negli appuntamenti in diretta si discuteranno due tematiche contemporanee, legate al rapporto tra moda e costume: il ruolo dei costumisti, consacrati come nuovi iniziatori di tendenze dal grande successo delle serie tv e l’ultimo approdo digitale della moda nel mondo del gaming, con i grandi brand che creano vere e proprie collezioni virtuali per gli utenti dei videogiochi.
 
CALENDARIO
Mercoledì 21 Aprile alle 12.30, per la ricorrenza del 2774° Natale di Roma, Clara Tosi Pamphili, curatrice del progetto, ripercorrerà il mito capitolino nel cinema e nel costume: dalle ricostruzioni epiche e fantasiose dei cosiddetti “sandaloni”, come “Romolo e Remo” (1961) diretto da Sergio Corbucci e sceneggiato - tra gli altri - da Sergio Leone, al rigore della recitazione e della filologia storica e linguistica del proto-latino in “Il Primo Re” (2019) di Matteo Rovere, premiato con il David di Donatello per la Fotografia.
 
Venerdì 23 Aprile alle 18.30 in diretta Instagram si parlerà di come i costumisti siano diventati i nuovi influencer, grazie al fenomeno di serie iconiche come “Undoing”, “The Queen of Gambit” o “Bridgerton”, creando nuovi immaginari dello stile. Ne discuteranno, introdotte da Alessio de’Navasques, Michela D’Angelo stylist e influencer, Giuliana Matarrese firma di “Marie Claire Italia” e “Il Messaggero" e Silvia Vacirca, Ph.D in History of Europe, collaboratrice di “Harper’s Bazaar Italia” e studiosa di costume.
 
Lunedì 26 Aprile alle 18.30 tornano le video interviste del ciclo Encounters: Romolo Sormani, racconterà la storia di E. Rancati -  laboratorio attivo a Roma dal 1920 - guidando il pubblico nelle stanze dove nascono e vengono realizzati mobili, oggetti, armi, gioielli, accessori per lo spettacolo. Da “Spartacus”, a “Il Gattopardo”, da “Barry Lyndon” a “Suburra”, Rancati ha collaborato a capolavori della storia del cinema, produzioni televisive fino a grandi eventi come il Super Bowl americano.
 
Mercoledì 28 Aprile alle 18.30 Fabio Viola, game designer ed esperto di cultura digitale, dialogherà con Clara Tosi Pamphili, a proposito dell’approdo della moda e del costume nel mondo della progettazione virtuale e del gaming, con la creazione di veri e propri abiti e accessori per vestire di pixel gli avatar degli utenti dei videogiochi, tra strategia di marketing e vera e propria evoluzione del quotidiano nella realtà aumentata.
 
Lunedì 3 Maggio alle 12.30 Alessia Pierantoni sarà protagonista del podcast dedicato a Pierantoni Shoes, laboratorio specializzato da un decennio nella creazione e realizzazione artigianale di calzature per produzioni come “Carnival Row”, “The King’s Man”, “Games of Throne” e “Cruella” e collaborando con costumisti come Carlo Poggioli per la serie dedicata a Caravaggio, o Maurizio Millenotti per “I fratelli De Filippo”, o Milena Canonero per “Resilient”.

Immaginea corredo: E. RANCATI_immagine d'archivio 1950 elmi
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PROSEGUE
 
TITOLO
Campidoglio, quattro incontri online per la mostra
Josef Koudelka. Radici. Evidenza della storia, enigma della bellezza
In streaming appuntamenti con il fotografo Andrea Jemolo, l’archeologo Emanuele Greco, il geografo Franco Farinelli, l’archeologo Simone Foresta
 
QUANDO e DOVE
Dal 13 aprile al 6 luglio 2021 – Canali social museo dell’Ara Pacis


DETTAGLI
Prende il via il 13 aprile il ciclo Radici. Sguardi sulla mostra: quattro incontri onlinegratuiti sui canali social del Museo dell’Ara Pacis, un approfondimento intorno alla mostra “Josef Koudelka. Radici. Evidenza della storia, enigma della bellezza” allestita presso il museo. Rispettando le disposizioni per l’emergenza sanitaria, l’esposizione sarà prorogata fino al 29 agosto 2021. La mostra è promossa nella sua unica tappa italiana da RomaCulture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Contrasto e Magnum Photos, organizzata da Contrasto e Zètema Progetto Cultura, con la collaborazione di Villa Medici. Académie de France à Rome e Centro Ceco di Roma, Ambasciata della Repubblica Ceca.
 
Gli incontri, pensati e organizzati dalla Sovrintendenza Capitolina e Contrasto, insieme a Fondazione Forma per la Fotografia e con il supporto del Centro Ceco di Roma, Ambasciata della Repubblica Ceca in Italia, avranno quattro protagonisti d’eccezione: il fotografo Andrea Jemolo (13 aprile) che proporrà una riflessione su cosa significhi fotografare la città, l’architettura, la memoria; l’archeologo Emanuele Greco (11 maggio) che esplorerà il contesto archeologico in cui sono state realizzate le immagini del fotografo ceco; il geografo Franco Farinelli (8 giugno) che indagherà sull’attualità del mito e sul carattere “mitologico” della fotografia di Koudelka; l’archeologo Simone Foresta (6 luglio) che descriverà quanto la fotografia contribuisca a costruire il sentimento per l’antico: bellezza e sconcerto, ordine e caos, stupore e inquietudine.
In un dialogo aperto e coinvolgente, ogni relatore offrirà il proprio sguardo sullo straordinario viaggio fotografico di Josef Koudelka alla scoperta delle radici della nostra storia: cento spettacolari immagini panoramiche, molte delle quali di grande formato. Il lavoro presentato è il frutto di un progetto unico nel suo genere, durato trent’anni, e realizzato esplorando e ritraendo con tenacia e continuità alcuni dei più rappresentativi e importanti siti archeologici del Mediterraneo.
 
CALENDARIO
Martedì 13 aprile ore 18.30 - Incontro con Andrea Jemolo, fotografo
Vedere per comprendere. Fotografare l’archeologia romana.
Forte dell’esperienza personale di Walls, lavoro fotografico sulle mura di Roma presentato tempo fa negli spazi del Museo dell’Ara Pacis, Andrea Jemolo propone una riflessione su cosa significhi fotografare la città, l’architettura, la memoria.
 
Martedì 11 maggio ore 18.30 - Incontro con Emanuele Greco, archeologo
Storia e storie dal Mediterraneo.
A partire da una selezione di scatti panoramici realizzati da Koudelka nel corso del suo viaggio trentennale attraverso il Mediterraneo, Emanuele Greco si soffermerà sui relativi contesti archeologici, di non sempre immediata comprensione: l’identificazione dei monumenti e delle rovine si inserirà nella ricostruzione di un quadro topografico d’insieme, con l’obiettivo di affiancare allo sguardo del fotografo ceco una lettura storica dei siti rappresentati.
 
Martedì 8 giugno ore 18.30 - Incontro con Franco Farinelli, geografo
Il percorso e la mappa. Il viaggio di Josef Koudelka alla ricerca delle radici del Mediterraneo.
L’attualità del mito si spiega, oggi, con il fatto che esso non contempla la possibilità del funzionamento spaziale del mondo, che appunto ai giorni nostri va sparendo. Ed è questa la chiave per interpretare le foto di Koudelka, che proprio perché “mitologiche”, preparano in realtà il terreno per lo sguardo futuro.
 
Martedì 6 luglio ore 18.30 - Incontro con Simone Foresta, archeologo
Impressioni, emozioni, rovine.
Bellezza e sconcerto, ordine e caos, stupore e inquietudine. Cosa ci tramettono le immagini delle rovine del mondo antico? Il dialogo, partendo dal lavoro di Josef Koudelka, rifletterà su quanto la fotografia costruisca gli attuali sentimenti del passato.
 
Gli approfondimenti proposti saranno l’occasione per guardare da diverse prospettive gli straordinari scatti in bianco e nero presentati in mostra dal fotografo ceco e realizzati tra Siria, Grecia, Turchia, Libano, Cipro (Nord e Sud), Israele, Giordania, Egitto, Libia, Tunisia, Algeria, Marocco, Portogallo, Spagna, Francia, Albania, Croazia e naturalmente Italia. Essi accompagnano il visitatore in una inedita e personalissima riflessione sull’antico, sul paesaggio, sulla bellezza che “suscita e nutre il pensiero”. I panorami senza tempo, ricchi di anima e fascino, caratterizzati da prospettive instabili, inaspettate, ambivalenti, ben rappresentano il lessico visuale e la cifra stilistica propri di Koudelka che, rifuggendo la semplice illustrazione e documentazione delle rovine, sceglie di dare respiro a ciò che resta delle vestigia delle antiche civiltà del Mediterraneo, rappresentandole in un’eterna tensione tra ciò che è visibile e ciò che resta nascosto, tra enigma ed evidenza.
 
La retrospettiva è accompagnata dal volume Radici pubblicato da Contrasto.
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PROSEGUE con nuove date
 
TITOLO
Gli appuntamenti Art.Live! firmati Arthemisia
Milano
alla scoperta delle grandi artiste protagoniste della mostra
"Le Signore dell’Arte. Storie di donne tra ‘500 e ‘600"
(di prossima apertura il 2 marzo a Palazzo Reale)

QUANDO
dal 25 marzo al 3 aprile alle ore 18.00

 
DETTAGLI
Continuano gli appuntamenti di Art.Live! con 3 nuove date per scoprire le 34 grandi artiste protagoniste de “Le Signore dell’Arte. Storie di donne tra ‘500 e ‘600”, ospitata a Palazzo Reale di Milano: Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana, Elisabetta Sirani, Fede Galizia, Giovanna Garzoni e molte altre artiste scoperte di recente.
3 appuntamenti per partecipare a esclusive visite guidate in diretta dalla mostra, per ammirare opere straordinarie e inedite, e conoscere aneddoti, lavori e vicende personali delle artiste vissute tra il ‘500 e il ‘600:

Domenica 11 Aprile ore 19.00
con lo Storico dell’Arte Leonardo Catalano
Domenica 18 Aprile ore 19.00
con l’Esperto d’Arte Sergio Gaddi
Domenica 25 Aprile ore 19.00
con l’Esperto d’Arte Sergio Gaddi

ALTRE INFORMAZIONI
La modalità è semplice: si acquista il biglietto (💶5 euro) sul sito 📱www.lesignoredellarte.it, si prenota la visita, ci si connette in maniera molto semplice e non resta che godersi – da soli, in compagnia e da qualsiasi luogo del mondo si voglia – il viaggio nelle sale di mostra, guidati da esperti comunicatori.
Inoltre, se dopo la visita online si vuole visitare la mostra dal vivo, il costo della visita online sarà quasi completamente detratto dal biglietto di ingresso! Un’occasione per preparare prima la propria visita alla mostra e usufruire di due modalità di visita al prezzo di una.
Inoltre, se dopo la visita online si vuole visitare la mostra dal vivo, il costo della visita online sarà quasi completamente detratto dal biglietto di ingresso! Un’occasione per preparare prima la propria visita alla mostra e usufruire di due modalità di visita al prezzo di una.
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TEATRO
 
NOVITÁ
 
TITOLO
LA VOCAZIONE DELLA GIOIA
VOCI E PRESENZE in diretta dai luoghi della Resistenza
Pomarance, Monterotondo M.mo, Castelnuovo V.C., Monteverdi M.mo, Framura, Deiva Marina
Regia di Marco Pasquinucci
Poesie di Jacques Prévert
 
DOVE e QUANDO
24 aprile ore 21.30 - Piattaforma Zoom

 
DETTAGLI
Dai teatri, dalle vie e dalle piazze di Toscana e Liguria,
Officine Papage rompe il silenzio delle ultime settimane per prepararsi alla ‘liberazione’ imminente
Insieme ai cittadini di Teatro Clandestino
La vocazione della gioia è il titolo del nuovo spettacolo per la regia di Marco Pasquinucci, che sabato 24 aprile alle ore 21.30 in diretta streaming su zoom vedrà tornare in scena la compagnia Officine Papage accanto a “Teatro Clandestino”, gruppo che unisce decine di persone in formazione teatrale disseminate tra la Toscana e la Liguria. Lo spettacolo metterà al centro le poesie di Jacques Prévert, per legare il passato al presente e il presente al futuro, esplorando le emozioni che accomunano uomini e donne di ogni epoca: per riscoprire la nostra vacazione alla gioia, anche nella circolarità dell’esistenza fatta di felicità e insieme di dolore. Non più dalle stanze delle proprie case, ma dalle strade dei paesi, dalle piazze e dai monumenti dedicati ai Caduti, e anche dai teatri riaperti per l’occasione, da tutti i luoghi simbolo della Resistenza nei territori di Pomarance, Monterotondo Marittimo, Castelnuovo Val di Cecina, Monteverdi Marittimo (per la Toscana), Framura e Deiva Marina (per la Liguria). 
 
Da marzo 2020 il “Cantiere Papage” non ha mai smesso di contrastare le solitudini e i dispiaceri legati all’emergenza Covid, stimolando i territori alla partecipazione attiva e trascinando i cittadini al centro della sperimentazione artistica. Importanti i risultati del lavoro guidato dal direttore artistico Pasquinucci, che in 10 mesi ha coinvolto oltre 2.000 spettatori di tutte le età attraverso il format del teatro fruito da remoto e dal divano di casa (Sofà Teatro), tramite la piattaforma digitale Zoom. Da qualche settimana di Officine Papage e Teatro Clandestino si erano perse le tracce. “Un silenzio voluto” - spiega Annastella Giannelli, direttrice organizzativa - “che abbiamo scelto, che abbiamo agito, di cui avevamo bisogno. In questo tempo di pausa apparente infatti abbiamo continuato a fare ricerca, ci siamo messi in ascolto, abbiamo lavorato su noi stessi, sul senso, sui linguaggi teatrali, abbiamo raccolto storie, altri bisogni. Oggi questo periodo di silenzio si traduce nel desiderio di tornare con una performance ibrida, che accadrà nei luoghi della Resistenza, ma che potrà essere fruita in diretta anche da smartphone o computer”.
 
ALTRE INFORMAZIONI
😊Partecipazione gratuita.
Per info e prenotazioni: 334.2698007 - 371.4612350
prenotazioni@officinepapage.it
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VIDEO - BALLETTO
 
NOVITÁ
 
TITOLO
ACCADEMIA UCRAINA DI BALLETTO
Presenta
#NOISIAMOPRONTI
Video girato al
Teatro Arcimboldi di Milano
 
DOVE
Sul canale Youtube dell' AUB Accademia Ucraina di Balletto

 
DETTAGLI
Gli allievi di Accademia Ucraina di Balletto di Milano, in questo nuovo confinamento, sono stati accolti, come in una grande famiglia, nel convitto, ampliato per l’occasione, della sede presso l’Istituto delle Marcelline di via Quadronno: come nei collegi tradizionali, i danzatori sono da qualche tempo isolati dal mondo esterno e studiano, senza mai tornare a casa, nemmeno durante i weekend.
Grazie a questi provvedimenti, dopo il grande successo del video della danza con la maglietta da calcio, “DANZA E SPETTACOLO: UN COSTUME DI SCENA PER ESSERE VISIBILI”, girato quasi un anno fa, diventato virale sui social e trasmesso anche su alcune reti principali, grazie alla volontà della Direttrice Caterina Calvino Prina ed ai loro insegnanti, hanno potuto girare un nuovo video, che vuole essere un messaggio di rinascita per il settore dello spettacolo dal vivo.
Accademia Ucraina di Balletto torna, quindi, alla ribalta con un nuovo filmato, dedicato al Lago dei Cigni, e questa volta lo fa in presenza sul Palco del Teatro Arcimboldi, grazie alla gentile concessione degli spazi da parte del Direttore Artistico della sala, Gianmario Longoni.
L’Accademia, scuola professionale per ballerini di danza classica (www.accademiaucraina.it), diretta da Caterina Calvino Prina, a partire da questo anno accademico, svolge infatti una parte della propria attività didattica all’interno del Teatro degli Arcimboldi di Milano, nel pieno rispetto delle regole anti Covid.
Alcune allieve dell'Accademia, si sono ritrovate sul palco del prestigioso teatro per dare vita ad un video, dedicato ad uno dei più famosi balletti di repertorio, il Lago dei Cigni di PëtrIl'ičČajkovskij.
Lo spettacolo era pronto per debuttare a marzo del 2020 e sarebbe stato accompagnato dell’orchestra MUSICA IN SCENA diretta da Paolo Marchese, ma la chiusura dei teatri ha rimandato la data del debutto per ben sei volte, bloccando il desiderio di andare in scena degli alunni, che vedono la loro massima realizzazione e soddisfazione su un palcoscenico.
La mancanza delle luci della ribalta ha portato alla realizzazione di questo video, dove i meravigliosi “cigni” della scuola possono finalmente esibirsi, anche se non con il pubblico dal vivo.
La scelta dello spettacolo, tra i vari all’attivo dell’Accademia, non è casuale: questo breve film, realizzato seguendo strettamente i protocolli di sicurezza anti-contagio, vuole evidenziare la voglia di rinascita non sono della danza, ma di tutto il comprato degli eventi dal vivo, fermo da più di un anno, con gravi danni economici, ma anche morali.
Il cigno, simbolo di trasformazione e rinascita, protagonista del balletto più iconico della danza mondiale, vuole essere un messaggio di speranza per tutti gli artisti e gli aspiranti tali, che vogliono uscire dall’invisibilità e tornare ad essere visibili, in un teatro, davanti ad un pubblico.
In attesa dell’effettiva riapertura delle sale teatrali, in sicurezza, gli alunni dell’Accademia Ucraina di Balletto continuano a studiare ed a mettere in pratica quello che stanno imparando in un video di grande emozione e spessore, in attesa della prima, attesissima, alzata di sipario.
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CINEMA
 
PROSEGUE
 
TITOLO
“La Danza Nera”
di Mauro John Capece con Franco Nero e Corinna Coroneo
 
QUANDO e DOVE
dal 14 aprile l’uscita ufficiale sulle principali piattaforme streaming


DETTAGLI
“La Danza Nera”, lungometraggio del regista Mauro John Capece, prodotto da Claudio Bucci approda ufficialmente, nella versione “director’s cut”, sulle principali piattaforme streaming il 14 aprile.
 
L’opera sarà visibile on-demand su Sky Primafila, Amazon Prime Video, Chili, The Film Club, Rakuten, Google Play e Apple Tv.
 
Un mese ricco di soddisfazioni per il regista che debutterà in anteprima assoluta  il 21 aprile, anche, con il film “Reverse”, un film denso di colpi di scena e suspence.
 
“La Danza Nera”, fin da subito ha conquistato un grande successo di pubblico e critica: 38 i premi finora ottenuti presso 34 festival dove il film è stato presentato in concorso. Dal 14 aprile, anche, per gli spettatori sarà possibile godere di una storia adrenalinica e coinvolgente.
 
Il lungometraggio a tinte noir e dal sapore cosmopolita, distribuito da Minerva Pictures, è una coproduzione internazionale Italia-Canada, prodotto da Stemo Production, Evoque Art House e Odflix.
 
Ambientato tra l’Abruzzo (regione di provenienza di Capece), il Lazio, le Marche e la Puglia, l’opera racconta una storia fortemente avvincente, ricca di colpi di scena e salti temporali, con protagonisti un politico e una ballerina. Nel film ci sono anche delle sequenze girate durante la Focara di Novoli, il secondo evento salentino più importante dopo la notte della Taranta.
Il divario generazionale tra i due, un sindaco benvoluto dai suoi concittadini e una fanciulla delusa e controcorrente, dà vita a una narrazione violenta ed emozionale, in grado di rimarcare il genere political thriller in voga negli anni ’70, grazie alle opere di Petri, Germi e Pier Paolo Pasolini, registi a cui il film è dedicato.
“La Danza Nera è l'ultimo tassello della "trilogia della riflessione", un ciclo di film che comprendeva anche La Scultura e SFashion. Qui faccio un viaggio, senza troppi fronzoli, nella mente di una donna della mia generazione e dentro la sua rabbia che è, anche, il grido di vendetta delle generazioni nate dopo i settanta, che hanno visto i loro diritti svanire lentamente a causa della corruzione imperante della classe politica. Ma fino a che punto è lecito ribellarsi in modo violento contro i soprusi?”. Mauro John Capece.
 
L’opera, per ammissione dello stesso regista, è l’atto di ribellione di una generazione “che non ha mai avuto una chance nella vita”.
Il lungometraggio racconta la frattura tra la politica, intesa come atto “spettacolare” e parla di una nuova generazione che vuole il cambiamento.
Corinna Coroneo, Franco Nero, Flavio Sciolè, Daphne Scoccia, Michela Bruni, Giorgia Trasselli, Ladislao Liverani e Gabriele Silvestrini riescono a dare vita, con le loro interpretazioni, a personaggi in grado di raccontare il perverso mondo de “La Danza Nera”.
 
La fotografia è curata da Alessandro La Fauci e dallo stesso regista.
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FESTIVAL E RASSEGNE
 
PROSEGUE
 
TITOLO
In STREAMING da: OFF/OFF Theatre|Centrale Preneste Teatro| Teatro Biblioteca Quarticciolo |Teatro del Lido di Ostia/Teatro di Roma
DRAG ME UP – Queer Art Festival
Prima Edizione
L’arte Drag: da subcultura a cultura.
 Il primo Queer Art Festival Italiano in streaming, tra spettacolo e attivismo.
 
QUANDO e DOVE
Dal 31 marzo al 30 aprile 2021, vari Canali


DETTAGLI
A partire da mercoledì 31 marzo, in contemporanea con la Giornata Internazionale della Visibilità Transgender, prenderà il via DRAG ME UP – Queer Art Festival, prima edizione. Il progetto promosso da Roma Culture è vincitore dell'Avviso Pubblico CONTEMPORANEAMENTE ROMA 2020-2021-2022, curato dal Dipartimento Attività Culturali ed è realizzato in collaborazione con SIAE.
Il festival Drag Me Up si svolgerà in streaming fino a venerdì 30 aprile 2021, guidato dalla compagnia ONDADURTO TEATRO, affiancata dalla collaborazione artistica delle Drag Queen HoliDolores e del duo Karma B.
Drag Me Up mette al centro della scena contemporanea il mondo QUEER, irrompendo con tutta la sua forza e valenza espressiva, accendendo i riflettori su arti performative come il Draging, il Pop, laPerforming Art, il Cabaret, la Stand Up Comedy, l'Opera Lirica, linguaggi apparentemente molto diversi tra loro,ma uniti da un gusto ed una indiscussa qualità artistica a cui la generazione queer attinge da sempre e che oggi, si riuniscono in un festivalin cui coesistono molteplici forme di espressione che riflettono le molteplici forme di essere.
 
Dalle movenze di Raffaella Carrà alle opere di Bertold Brecht, dalle soubrette alle grandi dive del nostro tempo, fino alle parole di grandi autori e le esperienze di un vissuto carico di significati. Un ensemble artistico che mostrerà al pubblico un colorato e ironico universo, in cui immagini agli antipodi tra loro dialogheranno in sinergia, le canzoni diventeranno racconti di voci strappate a contesti già noti, per rifiorire in altre e nuove visioni, ridefinendo quello spessore artistico che oltrepassa i tempi, continuando a influenzare la scena contemporanea. Un progetto che si muove in equilibrio tra codici artistici contemporanei e zone in prossimità tra arte e vita, dando luogo a percorsi creativi che indagano su contesti umani diversi tra loro.
 
Il festival Drag Me Up con i suoi eventi performativi, incontri, mostre fotografiche, laboratori ed eventi collaterali all’iniziativa, si svolgerà in streaming, dando il via al progetto triennale partito da un'edizione zero svoltasi online negli ultimi mesi del 2020, con la proiezione digitale di spettacoli che hanno riscosso il gradimento di centinaia di persone connesse sulla rete. Nasce così il primo Queer Art Festival, la cui missione è quella di porsi come network internazionale per le arti contemporanee e l'attivismo LGBTIQ+. Una vera e propria vetrina dove rappresentare tutte le espressioni di genere, esaltandone i caratteri attraverso costumi, make-up, acconciature, in un connubio di ironia e attivismo socio-culturale da cui partono riflessioni su istanze socialilegate all’inclusione.
 
 
Sono quattro gli spazi coinvolti in questa prima edizione del Drag Me Up, pensato come una manifestazione che vive la città come luogo di accoglienza, in più punti distanti tra loro, a sottolineare il coinvolgimento di più stratificazioni sociali, dal centro alla periferia. Dall'OFF/OFF Theatredi Via Giulia, cuore pulsante di Roma, passando per la zona Prenestina, dove sorge il Centrale Preneste Teatro, fino al Teatro Biblioteca Quarticciolo e il Teatro del Lido di Ostia/Teatro di Roma. Dal centro verso la periferia e viceversa, per un festival che si diffonde nella Capitale attraverso spazi aperti a nuove visioni e connessi tra loro dalla cultura.
 
ALCUNI DEGLI APPUNTAMENTI IN PROGRAMMA
Si parte mercoledì 31 marzo con tre appuntamenti. #Dragmeuptalk, dal Teatro Quarticciolo.Un incontro, che durante la Giornata Mondiale per la Visibilità Trans, coinvolgerà sociologə, artistə, filosofə, giornalistə e youtuber,sulle tematiche legate alla discriminazione di genere e all’omobitransfobia. In collaborazione con Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli e il M.I.T – Movimento Identità Trans,interverrà tra gli altri,Porpora Marcasciano, scrittrice, autrice e figura storica del trans femminismo italiano.
Sempremercoledì 31 marzo, saràin rete il Video Virale, love speech, regia di Adele Tulli,per una campagna sociale che sarà trasmessa su tutti i canali mediatici del Festival, con cui mettere al centro dell’opinione pubblica l’utilizzo delle parole. Un cortometraggio che evidenzia alcuni degli effetti profondamente negativi che il linguaggio offensivo ha sulla comunità LGBTIQ+. #LOVESPEECH è anche il sottotitolo che identifica il tema portante della prima edizione.
Ed ancora da mercoledì 31 a venerdì 30 marzo, evento online con la Mostra Fotografica, BELLE, realizzata da Natascia Aquilano. Nel cuore della Catania barocca, si trova quello che era considerato il più grande quartiere a luci rosse del Mediterraneo: San Berillo. Un quartiere carcassa, eppure profondamente romantico. Un corpo morente tenuto in vita dagli ultimi, dagli indicibili: prostitute, travestiti, “puppi”. Coloro che non lo hanno mai abbandonato e che mai lo faranno: le Belle di San Berillo.
 
Giovedì 1aprile dal Teatro del Lido di Ostia, sarà la volta di GAYSTORY - Piccola Storia del Movimento Gay Italiano,a cura delleKARMA B, una piccola e (non) esaustiva Storia del Movimento Omosessuale Italiano.
Mercoledì 7 e domenica 18 aprile,arrivaLE DONNE DI ULISSE, di e con HOLIDOLORES dalTeatro del Lido di Ostia, un percorso tra Miti e Leggende raccontate da una DRAG, progetto di accoglienza e autodeterminazione ma anche un laboratorio che calca le esperienze nate anni orsono a San Francisco e poi esportate nel mondo.
Sabato 10, venerdì 23 e mercoledì 28 aprile, spazio allo show di CABARECHT, con KARMA B e HOLIDOLORES, una produzione Ondadurto Teatro, dalCentrale Preneste Teatro. Tre Drag Queen ci conducono in un viaggio che svela le contraddizioni e le ipocrisie della società, fondendo il Mondo del Drag con Varietà, Cabaret e Physical Theatre.
Mercoledì 14 aprile, DRAG ME... MAKE UP,un laboratorio su tutti i trucchi del mestiere per la creazione di un personaggio Drag Queen.
Lunedì 19 aprile, ancora spettacolo con KARMA LIVE, di e con KARMA B,econ la partecipazione di Morgana eFarida Kant, in scena dal palco dell’OFF/OFFTheatre di Roma.Le Karma B, performer in drag fra le più famose in Italia, insieme a colleghe di spicco, ci dimostrano che le drag queen cantano, suonano, ballano, recitano e chissà cos'altro ancora.
 
Venerdì 30 aprile, KARMA B e HOLIDOLORES, special guest, saranno le mattatrici di DRAG ME UP SHOW, dal Teatro Quarticciolo,su vertiginosi tacchi 12. Uno spettacolo evento che vedrà esibirsi differenti artistə provenienti dalla scena Drag.Drag Me Up Show sarà allo stesso tempo un café-chantant, che unirà il genere della Rivista, dell'Avanspettacolo, e del Cabaret.
 
ALTRE INFORMAZIONI
Info: www.dragmeup.it💻
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UNO SGUARDO FUORI PORTA
 
ARTE
 
TITOLO
"I Love Lego"
 
DOVE e QUANDO
Dal 27 gennaio 2021 tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 18.00 
al PALP Palazzo Pretorio di Pontedera (Pisa)


DETTAGLI
Arriva I Love Lego, una mostra pensata per sognare, divertirsi e riscoprire il proprio lato ludico e creativo scrutando tra i dettagli di interi mondi in miniatura.
Vere opere di architettura e ingegneria, decine di metri quadrati di scenari interamente realizzati con mattoncini LEGO® andranno a comporre città moderne e monumenti antichi: dalla città contemporanea ideale alle avventure leggendarie dei pirati, dai paesaggi medievali agli splendori dell’Antica Roma, ricostruiti e minuziosamente progettati coi moduli più famosi al mondo.
I LOVE LEGO è una mostra promossa dalla Fondazione per la Cultura Pontedera in collaborazione con il Comune di Pontedera, PALP e Arte Per Non Dormire, è organizzata da Piuma in collaborazione con Arthemisia ed è realizzata con oltre 1.000.000 di moduli. La mostra fa parte del progetto “Arte Per Non Dormire - Pontedera ed Oltre XXI Secolo”, l'ampio progetto di arte contemporanea per la Regia di Alberto Bartalini.
Milioni di mattoncini ma non solo. Tra 7 fantastici diorami costruiti grazie alla collaborazione di un gruppo di appassionati collezionisti, al PALP tante e inedite installazioni rendono la mostra unica, a dimostrare quanto semplici mattoncini siano entrati - anche per un solo momento - a far parte della vita di ciascuno e siano in grado di “creare arte a 360°”.
È il caso dell’eccezionale partnership con “Legolize”, pagina umoristica che crea installazioni comiche utilizzando proprio i LEGO. Fondata da tre ragazzi - Mattia Marangon, Samuele Rovituso e Pietro Alcaro - la pagina è nata nel 2016 e attualmente conta più di mezzo milione di fan su Instagram e altrettanti su Facebook. Legolize porterà la comicità all’interno della mostra, con speciali installazioni e “invadendo” i diorami esistenti.
Inoltre, a fare capolino tra le diverse installazioni, saranno presenti anche 17 oli ispirati a grandi capolavori della storia dell’arte reinterpretati e trasformati in “uomini lego” dall’artista contemporaneo Stefano Bolcato: unendo la sua passione per i LEGO e la sua arte - attraverso una tecnica pittorica ad olio - crea forme di assemblaggio ispirate in particolare modo dal “magnetismo” dei ritratti rinascimentali.
A dare il benvenuto ai visitatori in Piazza Curtatone e Montanara, “Testa di LEGO” di Marco Lodola. Proprio quest’ultima luminosa e sorprendente opera, che resterà definitivamente a Pontedera, è stata pensata da Alberto Bartalini come naturale collegamento con I LOVE LEGO.
La mostra I LOVE LEGO è un’occasione imperdibile per tutti gli appassionati, per le famiglie e per i più piccoli, che potranno passare una giornata da protagonisti in un’atmosfera magica e divertente che ha come protagonista quei mattoncini “prodigiosi” che ogni anno fanno giocare oltre 100 milioni di persone.

ALTRE INFORMAZIONI
Per garantire l’accesso alla mostra nel rispetto di tutti gli standard di sicurezza, si potrà anche acquistare il biglietto in loco ma è fortemente consigliata la prenotazione.
Tutte le informazioni sono disponibili visitando il sito www.palp-pontedera.it.
Salvo nuove direttive governative in merito al contenimento dell’epidemia Covid19, la mostra sarà aperta tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 18.00 (chiusura biglietteria 45 minuti prima). La visita prevede naturalmente l’obbligo del distanziamento sociale e quello di indossare la mascherina.
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