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martedì 19 giugno 2012

IL MOVIMENTO COMICO DI FABIO CICCHIELLO mostra un ottimo pregiudizio







Recensione dello spettacolo teatrale PREGIUDIZIO regia di FABIO CICCHIELLO
Venerdì Otto Giugno Duemiladodici, Casa delle Culture di Roma



Stupisce vedere a quale alto livello possa arrivare il MOVIMENTO COMICO così egregiamente diretto dal regista FABIO CICCHIELLO.

Il suo PREGIUDIZIO si palesa in improvvisazioni tanto ben strutturate da diventare vero testo che si dipana lungo uno spettacolo che non conosce mai momenti fragili.

Nuovo teatro dell’assurdo dove Edoardo EDOARDO PESCHISOLIDO, il calvo cantatore della rappresentazione, veste perfettamente i panni del personaggio decontestualizzato in una simpatica commedia con drammatico tema di fondo: l’effimero mondo dell’arte e della spesso inutile critica da altisonanti giudizi.

Rinascita di un vero unico atto ironico, in parte innovativo, che si fa apprezzare senza troppe esagerazioni.

Piace osservare attori, forse ancora non tutti dalla non perfetta dizione, ma già così ricchi di energia e capacità interpretativa tanto da sperare che possano presto affiancare, e chissà mai sostituire, altri loro colleghi troppo ben criticati solo per ragion d’essere.


Piace ravvisare che ciascuno degli interpreti riesce a vestire i panni del personaggio sino a sembrare se stesso senza far trapelare che forse sul suo essere naturale sia stata in parte costruita la realtà da palcoscenico.

Sfilano i divertenti e dissacranti siparietti all’interno di un’unica struttura e si avvicendano storie, sottostorie di personalità palesi e sommerse.

Uno spettacolo, una metafora delle banalità rappresentate nello spazio espositivo del presunto non banale, che si conclude con l’epilogo sperato sin dalle prime battute, il supposto peggiore è il migliore, tutto non è così come pare sin dall’inizio ed ovviamente non esiste una sola verità.

L’artista perdente Paolo Nicolai LUIGI PETRUCCI batte in estrema ratio il suo avversario Antonio Nicoletti  CORRADO ZIZZO in conteso amore verso la bella amante Ramona RAFFAELLA RICCARDI che badante del sadomaso critico Sebastian Russo GIAN MATTEO D’UBALDO si concede in allegria anche verso il sempre scontento attore Savinucc' 'u sciancat  ANDREA PIAZZOLLA per l’occasione improbabile critico estemporaneo anche dei quadri dell’ulteriore pittrice Giulia  GIULIA CROCE priva del  rispetto per la vecchia arte altrui.

Il tema semplice del mostrare mette in mostra la realtà e la finizione umana: ognuno è se stesso e nel contempo è un altro.

Così c’è anche Giselle MARTA SERRA animatrice danzante in felice epilogo amoroso con l’altro saccente critico Valerio  VALERIO EGIDI  a sua volta bramato dalla radical curatrice della mostra Antonietta Adelaide della Rocca  CINZIA PELLEGRINI assistita superficialmente da una sin troppo premurosa aiutante Roberta  ROBERTA GALEOTTI amica di Valentina  VALENTINA PATERNA perennemente a dieta e costantemente innamorata.

Stereotipi eccessivi e sin troppo vicini a noi, minuta critica generale in cui lo spettatore chiamato in causa ritrova sé stesso e di sé ride.

La mano del direttore attoriale FABIO CICCHIELLO è veramente sapiente, la risata ti coglie improvvisa o dopo essere stata alimentata e caricata ad arte.

Tutti i momenti e la parti sono ben equilibrate tanto da mettere in luce ciascuno e tutt’insieme, continui stralci ben armonizzati tesi ad evidenziare un unico pregiudizio.


In via di definizione altre repliche

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