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venerdì 16 febbraio 2018

LA STORIA D'ITAGLIA battute esilaranti e ritmi serrati al TEATRO DE' SERVI

autrice: Mirella Angelelli (MireKira)  






LA STORIA D'ITAGLIA di Tirocchi, Paniconi e Pallottini, viva L'Italia.

Era tanto tempo che dovevamo vedere la personificazione dell'Italia con corona, bandiera, tricolore e il "Va, Pensiero" di Verdi in sottofondo, l'atmosfera coinvolge da subito e smuove gli animi degli spettatori  con tantissimi applausi al seguito.
Storia e generazioni a confronto, veramente divertente e, nello stesso tempo, non banale questa pièce messa in scena al TEATRO DE' SERVI di Roma.

La storia con la "S" maiuscola viene rappresentata in chiave comica e dissacrante da tre figure paterne impersonate dagli attori Daniele DerogatisMaurizio PaniconiAlessandro Tirocchi e una professoressa, l'attrice Valeria Monetti, detta dagli alunni "La Merkel".
La nascita di Roma, le Idi di Marzo, il Risorgimento sono un pretesto per entrare in un discorso più ampio che abbraccia tutte le generazioni. Nella realtà di ieri e di oggi, padri e figli vivono contrasti, incomprensioni, aspettative che fanno soffrire, non manca una critica e una riflessione sulle tante problematiche della famiglia, del lavoro e della società di oggi.
L'ignoranza dei padri diventa spettacolo, si alternano doppi sensi e battute esilaranti, ma viene anche sottolineata la fragilità e l'eterno conflitto generazionale come alibi per giustificare fallimenti, delusioni e sogni non realizzati. 


I tre protagonisti maschili, in perfetta sintonia con i ritmi serrati, esilaranti e poetici, svelano al pubblico la loro umanità, il gioco leggero e frizzante sottintende una realtà più grave.
La professoressa, bravissima in tutte le sue performance, usa una bacchetta punitiva per dominare padri e figli, una vera lady di ferro che rivendica il suo ruolo di guida, ma di lei scopriamo anche la parte più intima: le delusioni, il rapporto con il padre, la realtà dell'oggi.
Solo la speranza nel futuro e il dialogo possono riconcialiare le generazioni.

Spettacolo tutto da vedere, dove la sapiente regia di Marco Simeoli dà ritmo incalzante a dialoghi e avvenimenti sino a coinvolgere in continuazione il pubblico in sala.
Le luci e le ombre creano atmosfere e colori, la musica e le canzoni aprono alla commozione e un trio canoro scatenato che diverte e strappa sempre la risata.

Infine un atto liberatorio, dedicato all'Italia tutta, unisce attori e pubblico in uno slancio vitale e partecipato, lo spettacolo si conclude con un grande applauso.


- Mirella Angellelli -